No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20131205

Infancia clandestina

Infanzia clandestina - di Benjamìn Avila (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)

Juan era un bambino negli anni '70. Un bambino argentino, nato da genitori giovani, Cristina e Horacio, idealisti, contrari alla feroce dittatura che lì si instaurò in quegli anni. Si trasferiscono in esilio volontario a Cuba, dove nasce il fratellino più piccolo, nel 1979 la famiglia torna in Argentina, nel circondario di Buenos Aires, dove, con l'aiuto dell'adorato zio Beto, vivono un'esistenza doppia, con falsi nomi, e lavorano alacremente alla resistenza. Juan, a 12 anni, diventa Ernesto (in onore al Che) Estrada, e frequenta la scuola, mascherando l'accento cubano sostenendo che viene da Cordoba. E lì, mentre a casa è pronto a nascondersi in caso arrivi la polizia e assiste alle riunioni dei collettivi dell'opposizione peronista, incontra Marìa, della quale si innamora, ricambiato.

Dunque, volevo dargli un 3,5/5, ma volendo essere obiettivo, ormai avrete capito che ogni cosa che arriva dall'Argentina ha per me un valore superiore, sentimentale in un modo difficile da spiegare. Però, questo film è davvero interessante. E sono sicuro che qualcuno potrà pensare che 'sti argentini non fanno altro che rimuginare su quegli anni, proprio quelli in cui vinsero il Mondiale di calcio del 1978 in casa. Beh, provate a mettervi nei loro panni, e capirete che, forse, siamo noi italiani che non abbiamo rimuginato abbastanza sui "nostri" anni bui (oppure lo continuiamo a fare, ma in maniera sbagliata, ma questo è un altro discorso, e ci porterebbe lontano). Come che sia, questo debutto sulla lunga distanza dell'argentino Avila è un film estremamente delicato, al punto che le scene di violenza vengono sostituite da segmenti di animazione vagamente onirici, pare molto autobiografico, che costruisce, sullo sfondo doloroso della dittatura, dell'esilio e della resistenza, una storia d'amore adolescente intensa ed estremamente commovente. A me ha toccato in maniera profonda, pur non essendo un capolavoro, proprio per questo suo pennellare questa improbabile storia d'amore tra due dodicenni, dove uno dei due è costretto a mentire all'altra perfino sul suo vero nome.
Coinvolgente e, come detto, delicato, divertente e triste insieme, ben diretto e recitato superbamente da un cast interessante, compresi i due bambini (Teo Gutiérrez Moreno è Juan/Ernesto, e Violeta Palukas è Marìa) al loro debutto ma davvero incredibili. La coppia dei genitori è, in realtà, uruguaiana: César Troncoso (Horacio/Daniel) lo abbiamo visto in XXY e El cuarto de Leo, Natalia Oreiro è Cristina/Charo, e viene da tanta tv. Poi c'è l'ottimo Ernesto Alterio (El método, Las viudas de los jueves) nei panni dello zio Beto, e Cristina Banegas (nonna Amalia), esperta attrice argentina vista anche in Tratame bien
Il film è del 2012, da noi è uscito in agosto del 2013. Se vi capita...

4 commenti:

giulia ha detto...

bello ale!io avrei dato 3,5 !:-)

jumbolo ha detto...

vedi a volte, per essere troppo autocritici...

giulia ha detto...

siamo in disaccordo sulle votazioni, vedi, al film della coppola avrei dato molto meno!
:-)

drunkside ha detto...

L'ho visto e a me è piaciuto. Zio Beto idolo.