Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Edward Lemuel è un attore in difficoltà, socialmente impacciato, affetto da neurofibromatosi, una malattia che si manifesta con una deturpazione del viso. Stringe amicizia con la sua nuova vicina, Ingrid Vold, un'aspirante drammaturga, ma è troppo nervoso per dare sfogo ai suoi sentimenti romantici per lei. Si sottopone segretamente a una terapia sperimentale per curare la sua malattia. Vedendo che la cura ha funzionato, assume l'identità di "Guy Moratz" e afferma che Edward si è suicidato, invece di continuare a presentarsi dai medici.
Qualche tempo dopo, "Guy" è diventato un agente immobiliare ricco e di successo. Un giorno, scopre che Ingrid sta producendo "Edward", uno spettacolo teatrale off-Broadway che ha scritto basandosi sulla sua vita. Usando una vecchia maschera con le sue sembianze originali, donatagli dai medici, si presenta al provino e, dopo alcune domande iniziali da parte di Ingrid, ottiene il ruolo principale. Edward e Ingrid iniziano presto una relazione sessuale, ma lei ignora la sua vera identità. Durante le prove, ricevono la visita di Oswald, un uomo anch'egli affetto da neurofibromatosi che si è interessato alla pièce. Il sicuro di sé e carismatico Oswald stringe rapidamente amicizia con il cast e la troupe, sebbene Edward sia turbato dal suo carattere estroverso. Una sera, Ingrid chiede a Edward di indossare la maschera durante il sesso; lui acconsente con esitazione finché lei non liquida bruscamente la cosa con una risata, definendola "una follia". (Wikipedia)
Una divertente riflessione su come le persone cosiddette normali, si relazionano con quelle cosiddette diverse. Tre attori bravissimi e un regista che ha decisamente delle idee, forti e interessanti.
A fun reflection on how so-called normal people relate to those who are so-called different. Three excellent actors and a director with some truly compelling ideas.

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