No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.
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20250206

Nato nella Solvay

Born in the Solvay - Di e con Ubaldo Pantani, scritto con Carlo Conti e Simone Tamburini - Teatro Solvay, Rosignano Solvay - 15 marzo 2023


Che cosa unisce un chimico belga, un impiegato comunale e un benzinaio con la passione per l'alta cucina? Li unisce gli occhi di un bambino cresciuto in un villaggio operaio che scruta curioso la realtà che lo circonda e si diverte ad osservare, imitare e reinventare i personaggi che lo animano. I personaggi saranno parte integrante della vita di quel bambino che se li porterà con sé durante tutto il suo viaggio. Come il viaggio del sale che, estratto dalla società chimica Solvay proprio nei campi vicino al suo paese, viene spedito e indirizzato in tubazioni, direzione Rosignano. Qui viene trasformato nel mitologico bicarbonato i cui scarti regalano l'illusione di un mare caraibico nel bel mezzo della Toscana. Una vera e propria imitazione con trucco. Un prodotto della terra, il sale, che gli incontri e le contaminazioni hanno trasformato in un prodotto commerciale dai mille usi, poliedrico e versatile, proprio come ci si aspetta sia un attore. Pronto a ripartire proprio dal mare come accade spesso per il viaggio dell'eroe. Ubaldo Pantani racconta il suo viaggio attraverso l'ironia, con un monologo acuto e divertente. (da teatro.it)

Data zero per il nuovissimo spettacolo teatrale di Pantani, in maniera non solo simbolica proprio a Rosignano Solvay (il mio paesello), per ovvi motivi. La data zero ha pregi e difetti: a grandi linee, si ha la fortuna di assistere ad uno spettacolo nuovo di zecca, ma ovviamente non rodato e quindi non esente da difetti. Detto questo, non male davvero questa divertente autobiografia teatrale condita dai personaggi che hanno costellato la sua carriera anche di imitatore, non senza un pizzico di sentimento.

"Data Zero" for Pantani's brand new theatrical show, not only symbolically in Rosignano Solvay (my little town), for obvious reasons. "Data Zero" has its pros and cons: in general terms, you are lucky enough to attend a brand new show, but obviously not well-tested and therefore not free from defects. That said, not bad at all this fun theatrical autobiography spiced up by the characters that have studded his career also as an imitator, not without a pinch of sentiment.

20250129

Our Souls at Night

Le nostre anime di notte - Dall'omonimo romanzo di Kent Haruf - Con Lella Costa e Elia Schilton - Teatro Solvay, Rosignano Solvay, 8 marzo 2023


Le nostre anime di notte è tratto dal romanzo dello scrittore americano Kent Haruf. Addie e Louis sono entrambi in là con gli anni, vedovi e vicini di casa. Un giorno la donna, che era amica della moglie di Louis, rende una visita inaspettata all’uomo, proponendogli una cosa poco convenzionale: di unire le loro solitudini la notte, dormendo insieme. Una tenera iniziativa di Addie che cerca una soluzione alla solitudine e soprattutto all’angoscia notturna. Ne nascerà una storia d’amore dolce e coraggiosa, nella quale i due protagonisti si terranno la mano a vicenda, raccontandosi ricordi e speranze. Un’unione che però viene immediatamente giudicata perché appare troppo spregiudicata da familiari e cittadini. Un testo delicato che fa emergere la cattiveria e l’egoismo umano attraverso una scrittura semplice che punta ai sentimenti e alle emozioni con l’urgenza di raccontare un periodo della vita, quello dell’anzianità, contraddistinto dalla solitudine. Lella Costa e Elia Schilton, diretti da Serena Sinigaglia, incarnano con naturalezza due persone comuni, in una storia di speranza. (da teatro.it)

Una storia che aveva avuto anche una trasposizione cinematografica non molto tempo fa (2017), bella, curiosa, moderna. Messa in scena ottima in quanto a scenografia, due attori innegabilmente bravi, per questa serata, non me ne voglia Lella, vince Elia Schilton ai punti.

A story that also had a film adaptation not long ago (2017), beautiful, curious, modern. Excellent staging in terms of scenography, two undeniably good actors, for this evening, no offence Lella, Elia Schilton wins on points.

20250122

La vie devant soi

La vita davanti a sé - Di Silvio Orlando - Teatro Solvay, Rosignano Solvay, 2 marzo 2023


Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. (teatro.it)

Da fruitore di teatro non troppo esigente e con istruzione media, ho apprezzato lo spettacolo di Orlando. La storia la conoscete probabilmente tutti, è già stata sfruttata al cinema due volte (e ne avete letto anche qui), risulta piuttosto moderna e con svariati sottotesti. La prestazione del protagonista molto buona, e l'allestimento non troppo complesso ma d'effetto.

As a not too demanding theatergoer with an average education, I appreciated Orlando's show. You probably all know the story, it has already been exploited in cinema twice (and you have also read about it here), it is quite modern and with various subtexts. The performance of the protagonist is very good, and the staging is not too complex but effective.

20250121

Pojana

Pojana e i suoi fratelli - Di Andrea Pennacchi - Teatro Solvay, Rosignano Solvay, 19 gennaio 2023


Il personaggio di Pojana, noto ai telespettatori di "Propaganda Live", è nato dalla necessità di raccontare alla nazione le storie del nordest che fuori dai confini della neonata Padania nessuno conosceva. È significativo e terribile che i veneti siano diventati, oggi, i cattivi: evasori, razzisti, ottusi. 
Di colpo. Da provinciali buoni, gran lavoratori che per miseria migravano a Roma a fare le servette o i carabinieri (cliché di molti film in bianco e nero) ad avidi padroncini, così, di colpo, con l'ignoranza a fare da denominatore comune agli stereotipi. Un enigma, che si risolve in racconto che passa in rassegna maschere, più o meno goldoniane, specchio di una società intera. Ed eccolo qui, Franco Ford detto il Pojana, a raccontare storie con un po' di verità e un po' di falsità mescolate, per guardarsi allo specchio. (teatro.it)

So che mi prenderete per snob, ma non conoscevo Andrea Pennacchi prima di vedere il suo spettacolo, seppur, come da riassunto, sia un personaggio televisivo, anche se marginale. C'è molto di Natalino Balasso nelle sue cose (e infatti si conoscono e hanno collaborato), ma detto questo, le caricature tristi e divertentissime da lui messe in scena, descrivono alla perfezione la deriva non solo veneta, ma italiana. Molto apprezzato.

I know you'll think I'm a snob, but I didn't know Andrea Pennacchi before seeing his show, even though, as per summary, he is a TV personality, albeit a marginal one. There's a lot of Natalino Balasso in his stuff (and in fact they know each other and have collaborated), but that said, the sad and hilarious caricatures he puts on stage, perfectly describe the drift not only of the Veneto, but of Italy. Much appreciated.

20241024

The Green Hills of Africa

Le verdi colline dell'Africa - Di Sabina Guzzanti - Teatro Solvay, Rosignano Solvay, 19 dicembre 2022


Lo spettacolo nasce come libera interpretazione e trasposizione del testo teatrale Publikumsbeschimpfung und andere Sprechstücke (1966), dello scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, reporter di viaggio, scenggiatore e regista austriaco Peter Handke, tradotto per la prima volta in Italia nel 1968 da Enrico Filippini con il titolo (quasi letterale) Insulti al pubblico. Una sorta di flusso di coscienza, con alcuni punti fermi, ma molta improvvisazione. 

Devo dire, molto onestamente, che nonostante l'innegabile bravura e simpatia dei due protagonisti, Sabina Guzzanti e Giorgio Tirabassi, lo spettacolo non mi ha esaltato. C'è la possibilità che la causa sia un pubblico poco avvezzo a divenire protagonista, ma ho invece avuto l'impressione che la complessità concettuale di un esperimento come questo, richiedesse attori più adatti all'improvvisazione, che a lavorare su cose estremamente programmate. Tirabassi leggermente più a suo agio rispetto a Guzzanti, e magari è proprio per questo che Guzzanti ha voluto mettersi alla prova.

I must say, very honestly, that despite the undeniable skill and sympathy of the two protagonists, Sabina Guzzanti and Giorgio Tirabassi, the show did not excite me. There is the possibility that the cause is an audience not accustomed to becoming protagonists, but instead I had the impression that the conceptual complexity of an experiment like this, required actors more suited to improvisation, than to working on extremely programmed things. Tirabassi slightly more at ease than Guzzanti, and perhaps that is precisely why Guzzanti wanted to test himself.

20240705

Bisogna averlo tutto anzi parecchio

Ci vuole orecchio - Elio canta e recita Enzo Jannacci - Regia e drammaturgia di Giorgio Gallione - Teatro Solvay, Rosignano Solvay, 29 marzo 2022


Un omaggio al mai dimenticato Enzo Jannacci, questo spettacolo/concerto vede Elio e cinque ottimi musicisti suonare e cantare una parte dell'immensio repertorio del milanese per eccellenza, dovutamente riarrangiate, inframezzate da siparietti/monologhi dove lo stesso Elio inanella aneddoti e racconti di milanesità, con riferimenti a Beppe Viola, Cesare Zavattini, Franco Loi, Michele Serra, Umberto Eco, Dario Fo, Carlo Emilio Gadda.

Un bel modo per rendere omaggio ad un personaggio importantissimo della musica italiana, della comicità e della cultura. Le canzoni scelte per la scaletta non sono neppure tra le più conosciute, ma funzionano perfettamente, e gli interludi sono decisamente piacevoli. I musicisti sono bravi, e Elio sembra perfettamente a suo agio nella parte, per niente intimorito nell'omaggio, probabilmente per l'ammirazione che nutre verso l'indimenticato ed indimenticabile dottor Vincenzo Jannacci.

A nice way to pay homage to a very important figure in Italian music, comedy and culture. The songs chosen for the setlist are not even among the best known, but they work perfectly, and the interludes are decidedly pleasant. The musicians are good, and Elio seems perfectly at ease in the role, not at all intimidated in his homage, probably due to the admiration he has for the unforgettable Doctor Vincenzo Jannacci.

20240627

Pasolini Museum

Museo Pasolini - Di e con Ascanio Celestini - Teatro Solvay, Rosignano Solvay, martedi 22 marzo 2022


Attraverso testimonianze varie, e ripercorrendo la storia italiana, il narratore costruisce un ipotetico museo dedicato a Pier Paolo Pasolini, e guida lo spettatore durante l'altrettanto ipotetica visita dello stesso.

Uno dei grandi affabulatori italiani dei nostri tempi, Ascanio Celestini, ci parla di Pasolini e non solo. Uno spettacolo godibile, divertente, amaro, che ripercorre un pezzo doloroso di storia italiana. Più che soddisfacente.

One of the great Italian storytellers of our times, Ascanio Celestini, talks to us about Pasolini and beyond. An enjoyable, funny, bitter show that traces a painful piece of Italian history. More than satisfactory.

20140529

Still I Rise

Ieri è morta Maya Angelou. Grazie a Ben Harper che l'ha fatta conoscere ad un ignorantone come me.

Still I Rise - Maya Angelou

You may write me down in history
With your bitter, twisted lies,
You may tread me in the very dirt
But still, like dust, I'll rise.

Does my sassiness upset you? 
Why are you beset with gloom? 
'Cause I walk like I've got oil wells
Pumping in my living room.

Just like moons and like suns,
With the certainty of tides,
Just like hopes springing high,
Still I'll rise.

Did you want to see me broken? 
Bowed head and lowered eyes? 
Shoulders falling down like teardrops.
Weakened by my soulful cries.

Does my haughtiness offend you? 
Don't you take it awful hard
'Cause I laugh like I've got gold mines
Diggin' in my own back yard.

You may shoot me with your words,
You may cut me with your eyes,
You may kill me with your hatefulness,
But still, like air, I'll rise.

Does my sexiness upset you? 
Does it come as a surprise
That I dance like I've got diamonds
At the meeting of my thighs? 

Out of the huts of history's shame
I rise
Up from a past that's rooted in pain
I rise
I'm a black ocean, leaping and wide,
Welling and swelling I bear in the tide.
Leaving behind nights of terror and fear
I rise
Into a daybreak that's wondrously clear
I rise
Bringing the gifts that my ancestors gave,
I am the dream and the hope of the slave.
I rise
I rise
I rise. 

Traduzione di Aries

Ancora mi sollevo


Puoi svalutarmi nella storia
Con le tue amare, contorte bugie;
Puoi schiacciarmi a fondo nello sporco
Ma ancora, come la polvere, mi solleverò
La mia presunzione ti infastidisce?
Perché sei così coperto di oscurità?
Perché io cammino come se avessi pozzi di petrolio
Che pompano nel mio soggiorno
Proprio come le lune e come i soli,
Con la certezza delle maree,
Proprio come le speranze che si librano alte,
Ancora mi solleverò
Volevi vedermi distrutta?
Testa china ed occhi bassi?
Con le spalle che cadono come lacrime,
Indebolita dai miei pianti di dolore?
La mia arroganza ti offende?
Non prenderla troppo male
Perché io rido come se avessi miniere d’oro
Scavate nel mio giardino
Puoi spararmi con le tue parole,
Puoi tagliarmi coi tuoi occhi,
Puoi uccidermi con il tuo odio,
Ma ancora, come l’aria, mi solleverò.
La mia sensualità ti disturba?
Ti giunge come una sorpresa
Che io balli come se avessi diamanti
Al congiungersi delle mie cosce?
Fuori dalle capanne della vergogna della storia
Io mi sollevo
In alto, da un passato che ha radici nel dolore
Io mi sollevo
Io sono un oceano nero, agitato ed ampio,
Sgorgando e crescendo io genero  nella marea.
Lasciando dietro notti di terrore e paura
Io mi sollevo
In un nuovo giorno che è meravigliosamente limpido
Io mi sollevo
Portando i doni giunti dai miei antenati,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.
Io mi sollevo
Io mi sollevo
Io mi sollevo

20120830

sassi

Fragili estasiati davanti al tramonto dell’umanità
Prendimi la mano ed accompagnami in questi giorni di desolazione per la nostra terra
Che ci ha sempre protetti
Che ci ha sempre amati e rispettati
Quando noi non la rispettavamo con il nostro egoismo
Tienimi la mano ti prego, madre
Chiuderemo gli occhi ed inizierà un lento che accompagnerà la bomba finale
Prendi questa mano e proteggila come fosse un tesoro
Io ho già chiuso gli occhi e sto aspettando il momento
La musica è già iniziata
I sassi rotolano e cadono sulla scarpata
La terra trema e le nostre gambe tremano con lei
Il mio cuore batte sempre più forte
Le orecchie cominciano a fischiare e il fischio si tramuta in rumore assordante
I miei nervi si stringono intorno alle ossa
La mia pelle si restringe colpita da vetusta energia
L’umanità sente il rumore di sedie a rotelle

20120410

loneliness

La solitudine sta acquattata chissà dove. Ti arriva addosso inizialmente, quando meno te l'aspetti, ma purtroppo, dopo un po' inizi a capire i suoi movimenti; e la cosa brutta è che puoi fare poco per prevenire questo evento. La mia apparentemente, arriva con il buio, quindi d'estate arriva un po' più tardi. Ma arriva. A volte, arriva quando finisco di leggere un libro, quando mi sono particolarmente affezionato a qualche personaggio. E' peggio quando faccio una scorpacciata di una qualche serie televisiva, cioè mi vedo 20, 40, 80 episodi di una stessa storia. Le serie televisive ti danno assuefazione, lasciano che tu crei una speciale empatia con questo o quel personaggio, con le sue vicissitudini, la sua vita inventata. Quando arrivi alla fine, questo personaggio ti manca, perché in teoria, ne sei divenuto amico, la sua "presenza" ti rassicurava. Probabilmente, c'è più di questo: in realtà, mancandomi un pezzo di vita, assorbo quelle dei personaggi dei film o dei telefilm.
Il più delle volte, liberarsi di questa sensazione sgradevole è relativamente semplice. Basta accendere la televisione, così ti sembra che qualcuno sia in casa, uscire sul terrazzo a fumare una sigaretta per illudersi di essere parte di qualcosa. Però dentro ti rimane quel pensiero brutto, quel meccanismo che ti prefigura una lunga serie di serate in solitudine. Guardare scorrere altre vite, magari immaginarie, o leggerne, è spesso l'unica cosa che ti resta da fare.
Tutto questo ha un'ulteriore conseguenza: l'insonnia forzata. Ritardi sempre più il momento di spegnere le luci e mettersi a dormire, anche se stai crollando dal sonno. Perché quello rimane il momento in cui sei solo con i tuoi pensieri, e nessun agente esterno influisce sul risultato.
Ieri notte, poi, ho cominciato a provare un'ennesima sensazione, mai provata fino a adesso: la voglia di avere qualcuno lì, nel letto, accanto a me.
Non ho mai dormito con un animale di pezza, neppure da bambino. O almeno, non ne ho ricordo. Non vorrei dover cominciare adesso.

20110716

Stella e capolinea

Notte fresca e stellata
penso a te
mi sovviene un luogo
dove le stelle sono altre
dove ho provato emozioni inenarrabili
solo guardandole.

Vorrei portarti meco
lì, dove la notte è più notte
dove il cielo è infinito
e prometterti solo gioia.

I nostri cammini furono perigliosi
ma adesso, che i frutti sono maturi
si sono incrociati ancora.

Ti guardo, e vedo in te il futuro
vedo in te la beltà
mi aspetto
di risplendere alla luce
della tua cristallina purezza.

Non avere più timore
non negarti
un bagno nel fiume dei miei sentimenti impetuosi
sarò il tuo cavaliere dall'armatura scintillante
sarò riparo, sarò oasi
cammineremo insieme, senza più paure.

Questa è per te, e tu sai cosa significa
quando il tratto incerto verga la carta
tu sai
tu sei
per me
stella
e capolinea.

Mi fermo qui
nei tuoi pressi.

PS questa è per te, anche se non hai mai voluto leggerla.

20100806

robertetti

Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto di una maleducazione, di una maleducazione, di una cafonaggine, che non si può neanche fare più il bagno in questo paese

20090919

Alanis

La "discussione" sul post della carriera da attrice della Morissette dei giorni scorsi mi ha fatto tornare in mente una canzone che mi piace da morire, musica e testo. Vorrei che vi ci soffermaste brevemente, se avete tempo.

That Particular Time - Quel periodo particolare
Ero stata scossa fin dalle fondamenta,
il mio comprovato e reale modo di fare stava per scomparire.
Le mie partenze erano un lontano ricordo, me ne stavo in camera a tremare nei miei stivali.
In quel particolare periodo l'amore mi aveva sfidato a rimanere.
In quel paricolare momento seppi di non dover fuggire via di nuovo.
Quel particolare mese ero pronta ad investigare con te.
In quel particolare periodo.

Pensavamo che una pausa ci avrebbe fatto bene, ci siamo seduti e abbiamo esitato per 4 mesi. Pensavamo che un po' di tempo separati avrebbe chiarito i dubbi che ormai abbondavano.
In quel particolare periodo l'amore mi ha incoraggiato ad attendere.
In quel particolare momento mi ha aiutato ad essere paziente.
Quel particolare mese avevamo bisogno di tempo per concentrarci su cosa volesse dire "noi".
In quel particolare periodo.

Per te ho sempre voluto ciò che tu volevi per te stesso eppure volevo salvarci dall'acqua alta o dall'inferno e continuavo ad ignorare l'ambivalenza dei tuoi sentimenti e nel frattempo ho perso me stessa, nel frattempo ho perso me stessa, mi dispiace aver perso me stessa... mi spiace...

Sapevi d'aver bisogno di più tempo, di più tempo passato da solo senza distrazioni.
Sentivi il bisogno di volare da solo e in alto per definire ciò che volevi.
In quel particolare periodo l'amore mi ha incoraggiato ad andarmene.
In quel paricolare momento sapevo che rimanere con te significava abbandonare me stessa.
Quel particolare mese fu molto più difficile di quanto tu potessi credere.
In quel particolare periodo.

La traduzione che ho trovato è di Gian Luca (utiopian)
Qui il videoclip dal dvd Feast On Scraps

20090904

di continuo

Ti vedo di continuo
nei visi di un continente diverso
troppo spesso dimenticato

Ti vedo per strada
nel volto di un'attrice
nei gesti di un personaggio di un documentario

Ti vedo spesso
ti vedo troppo e la cosa mi preoccupa
ti vedo riflessa sul vetro
dunque apro la finestra
e ti faccio scomparire
per essere sicuro
alzo anche le tapparelle
per farti volare via

Ti sogno
quando mi addormento
mi abbandono completamente
alla visione di te da vicino
poi mi sveglio
di soprassalto
e realizzo
che non mi sei mai appartenuta
che sei un'onda
un odore un lampo
un sorriso in una giornata storta
sei un prodotto della mia immaginazione fervida
costantemente in movimento
perennemente in equilibrio
tra lucidità e follia

Eppure
ti vedo
oppure ho solo
bisogno di te

20090510

io e i Metallica - capitolo 12






Me lo ricordo perfettamente, come fosse adesso: nel momento esatto in cui misi piede dentro l'arena dove si svolse il Monsters Of Rock italiano del 1991, le casse dell'impianto suonavano Heaven Is A 4 Letter Word dei Bad English. Era il primo pomeriggio, e l'atmosfera era quella di una festa spensierata. Eravamo partiti in un buon numero dal paesello, cosa che sarebbe capitata di nuovo in seguito, soprattutto per i Metallica: ricordo un concerto a Torino al Delle Alpi (1993), per il quale partimmo con una decina di auto. Per un paesone come il nostro, un avvenimento epocale.


Torniamo sul pezzo. I ricordi sono lontani, confusi, ma qualcosa rimane. Aprono i Negazione, verso le 14 e qualcosa, sotto il solleone. Suonano 30 minuti. Ci sarebbe da aprire una parentesi ampia, ma vi rimando a qualcosa di già scritto in passato qui e qui. Probabilmente una buona parte dei presenti, stimati in alcune decine di migliaia, non capiscono. Ma i ragazzi da Torino spaccano. Mezz'ora senza tirare il fiato, un concentrato della loro carriera probabilmente davanti al pubblico più numeroso che abbiano mai avuto. Chi come me li conosce, li segue e li ama, si commuove e si esalta. Nei cortissimi 30 minuti che gli spettano, trovano il tempo di eseguire un pezzo non loro, per rendere omaggio e per dimostrare, se ancora ce n'era bisogno, che il movimento era solidarietà e rispetto: chiudono con Questi anni degli amici Kina (So ancora guardare in alto/e perdermi nel cielo/Mentre vibro assieme ad un torrente...e penso all'acciaio che ci stringe). Vederli su quel palco enorme, liberi di correre da un lato all'altro del palco, mettendo a frutto tutto quello che hanno acquistato con un'esperienza fatta di sudore e tour bus per modo di dire, ha un che di liberatorio. Sarà anche per questo che snobbo completamente i Black Crowes, che vengono dopo di loro. Ebbene si, così andò. La scarsa conoscenza (all'epoca) e l'intolleranza (musicale) che ancora mi portavo dietro, mi portò a cercare cibo e gabinetto nel tempo a loro concesso; ovviamente, per quel che sentii senza troppo guardare, fu un buon concerto il loro. Arrivarono dopo di loro i Queensryche, che avevo già visto, finalmente, dopo anni di apprezzamenti, l'inverno precedente al palasport fiorentino, e suonarono un buon set, ordinati e tecnici come sempre, solo con un genere che già allora stava segnando il passo, dopo anni di buoni dischi.

E quindi, arriva il momento atteso con il set dei Metallica. Senza indugiare, ecco la scaletta, grazie ad una cassetta avuta grazie al fan-club italiano: Intro, Enter Sandman, Creeping Death, Harvester Of Sorrow, Fade To Black, Sad But True, Master Of Puppets, Seek And Destroy, For Whom The Bell Tolls, One, Whiplash, Wherever I May Roam, Last Caress, Am I Evil, Battery. Quasi un greatest hits, che lasciò soddisfatti. I pezzi nuovi, ancora da rodare perfettamente, così come il resto, furono suonati con padronanza, addirittura rallentati (come ebbi a dire nella "puntata" precedente soprattutto a propositi di Sad But True). Scherzi e battute, Whiplash e parte di Seek And Destroy lasciata all'ugola grezza di Jason, tutto come da copione, un copione che ormai ce li faceva sentire (quasi) come noi. Il peggio, commercialmente parlando, doveva venire, durante la promozione del Black Album, più avanti. Ma di questo, ne riparleremo.

Chiudono la serata di festa, di una splendida giornata, i detentori dello scettro del blues elettrico, progenitori dello street rock and roll: gli australiani (per caso?) AC/DC, che ci deliziano con il loro repertorio di grandissime hits e i loro gonfiabili sul palco. Non riesco a togliermi dalla testa la scena del film live a loro dedicato, durante la quale Angus durante una pausa arriva di corsa dietro le quinte e immediatamente gli viene posta la maschera con l'ossigeno, ne respira un po' a pieni polmoni, e poi via, di nuovo sul palco a sgambettare e a creare riff.

Ancora una volta, c'era l'evento e noi eravamo presenti. Ho 25 anni, un lavoro fisso ben retribuito, una band, un programma radiofonico, una ex fidanzata dalla cui rottura sto cercando di riprendermi ancora dopo quasi due anni, e a volte mi chiedo come sarà tra vent'anni. Mi chiedo se correrò ancora dietro alla musica così come faccio adesso.

Attendiamo un tour completo, per quanto riguarda i Metallica, e vediamo cosa riusciranno a combinare nel prossimo futuro. Non bisognerà attendere molto.


continua

20090420

la festa

alle feste estive del paese
gli anziano ballano il liscio e mettono il gilet arancione sulle spalle
e le mogli col tacco ballano fiere
dei 25 minuti di svago
e io li guardo rapiti
pensando al brasato della domenica invernale dopo la messa

20090328

the times they are a-changin'

Una volta erano l'alcol, o addirittura le droghe leggere. Soprattuto l'alcol, il suo abuso. Era spesso non il motivo, bensì solo il fiammifero che riusciva ad accendere la miccia di quello che avevi dentro veramente.
Adesso no, non più. Adesso che ogni anno osservi attentamente le analisi del sangue, che devi fare qualsiasi movimento con attenzione per evitare di strapparti un muscolo o farti una distorsione ad una caviglia, quei tempi non esistono più, e, sarai sincero senza essere ubriaco, un po' li rimpiangi. Con tenerezza, con simpatia. Senza cattiveria. Accettando semplicemente che le cose cambiano, e che il tempo scorre.
Quando la miccia era accesa non scoppiava niente. Spesso ti mettevi a scrivere. Da quando sono arrivati i telefoni cellulari, queste esplosioni di riflessione potevano diventare sms. Brevi messaggi di testo. Erano segnali che ti mancava questa o quella persona, in quel determinato momento. O anche di più. Anche in altri momenti, solo che o eri troppo impegnato per accorgertene, oppure troppo codardo per ammetterlo. Pure a te stesso.
Oggi c'è rimasta la notte a stuzzicare l'autoanalisi, perchè, alla fine, è di questo che stiamo parlando. La notte, un bel libro o un film commovente. Questo, oggi, è il mix che può far traballare la tua coscienza. Che può farti diventare non triste, solo riflessivo senza allegria. Pensi alla classica immagine della sabbia che ti scorre tra le dita, quando allarghi la mano.
Pensi alla monotonia dalla quale ti stai facendo volutamente inghiottire, perchè non ti senti in forma e queste quattro mura ti fanno sentire al sicuro. Lasciano il mondo fuori, e se ne hai voglia dialoghi con gli amici via computer.
Pensi se è mancanza di coraggio o solo buon senso, quello che ti trattiene dal dirle che non puoi stare senza. Pensi. Pensi a lei. O cerchi di non farlo.
Bevi un bicchiere d'acqua del rubinetto, spegni il computer, e vai a letto. E cerchi di convincerti che puoi fare senza.

20090209

i gemelli siamesi

sono nato con un fratello gemello siamese.
eravamo attaccati per le unghie.
siamo rimasti attaccati per anni.
le unghie crescevano e noi ci allontanavamo sempre un pò di più.
dopo qualche tempo io potevo vedere la tv in salotto e lui giocare con il big gym in cameretta uniti comunque dalle nostre unghie.
mano sinistra la mia , destra la sua.
giocamano il doppio di tennis, ma gli avversari tiravano sempre in mezzo e noi non la prendevamo mai...

to be continued

20090119

la (vecchia) saga

Vi ricordate di Pensiero orrendo? Dunque.
Come capita sempre più spesso in questo piccolo mondo che si chiama web, non serve Facebook per dire, una vecchia conoscenza che chiameremo Filippo perchè è così che si chiama, che ha un blog pure lui, questo, mi ha "ritrovato" tramite questo blog e mi ha scritto una e-mail che, devo dirvelo, mi ha quasi commosso (ma questo purtroppo fa poco testo, perchè tutti voi sapete quanto sia facile farmi commuovere).
Incuriosito dal contenuto del blog, ha voluto dare il suo contributo alla saga di cui sopra. Eccolo. Grazie Filippo.
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Perdonatemi, ma vi affido un pensiero poco bello, che mi ha sfiorato in un momento di stanchezza. Guardate l'ora, dovrei essere concentrato a risolvere problemi e invece sono qui che faccio pensieri che mi fanno rivoltare lo stomaco. Facendo il libero professionista non ho mai un orario preciso di lavoro con il contro che non stacco mai di lavorare e ultimamente salto direttamente i pranzi tanto mi sento di merda. Ho sulle spalle il 4° trasloco in meno di 9 mesi in attesa che siano pronti i lavori a Castiglioncello. E' venerdì e sono di nuovo in viaggio, dopo una settimana che macino Km come e tanto quanto il barrino dell'angolo macina caffè e anche oggi arriverò, in questa che continua ad essere una casa provvisoria ad un'ora improbabile alla faccia della settimana corta. Mi fermo in questo autogrill che tanto è oramai l'ora di cena e mangerò ancora una volta questa Rustichella che è sempre più dal sapore sintetico con un Muffin al mirtillo e il solito caffè nero. Il cassiere continua a volermi propinare il menù che non voglio, pago e mi accingo ad oridinare, mi giro e vedo una coppia che beve il caffè proprio accanto a me, lei bisbiglia a lui alcune parole in un orecchio e lo guarda con un'aria innamorata, lui le sorride. Mi sento terribilmente solo. Rimonto in macchina, metto in moto controllo il livello del gasolio e decido di non fare riforminemento tanto sono stanco, mentre guido ricevo almeno cinque telefonate di clienti che hanno bisogno di risolvere i loro problemi e mi marcano così da vicino che non ce la faccio a pensare ai miei. Non rispetto i limiti di velocità, ho bisogno di arrivare a casa e sdraiarmi sul letto dopo una doccia bollente, me ne frego del tutor e di tutti questi fottutissimi sistemi per spillarti soldi con la scusa di ridurre gli incidenti. Arrivo sotto questa casa che sento così estranea. Apro ed entro dentro e non so nemmeno dove si accende la luce tanto non la conosco. Apro il frigo per bere un po' d'acqua ma lo splendore di quello che vedo dentro è devastante. Sembra uno di quelli da esposizione tanto è vuoto, anzi mi si conceda è vuoto spinto. Apro la cannella e bevo un po' di acqua del sindaco che sa di cloro ma ho veramente una sete da pazzi, per colpa di quella Rustichella e di tutti questi pensieri che non mi mollano. Penso alle relazioni sentimentali che ho avuto, penso alla donna di cui sono innamorato continuando a sbagliare tutto. Penso ai molti amici e amiche che ho, penso che in questo momento desidererei almeno un cane ma non sarei in grado di farlo stare bene tanto sono incasinato e lo desidero ma non ne faccio di niente, non sarebbe giusto nei suoi confronti. Penso che nonostante questo profondo amore che continuo a sentire sono qui solo a rivoltarmi in questo letto incapace persino di dormire, mi sento il peso degli anni che mi opprime come il desiderio di paternità che oramai credo mi terrò per me come il desiderio del cane. Ho, per un momento, però piuttosto lungo, nonostante gli amici e le amiche, paura di invecchiare da solo. Di avere compagnia, ma di non poter esprimere tutte queste fantastiche dolcezze che sento dentro e che mi opprimono dall'interno se non sotto forma di effimeri desideri. Mi dico che è solo un attimo di debolezza, poi passa. Lo dico perfino sussurrandolo per convincermi che è solo un attimo. Però, cazzo, se mi fa paura.