No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260510

My Brilliant Friend: The Finale

L'amica geniale - Di Saverio Costanzo - Stagione 4 (8 episodi; HBO/RAI) - 2024


Fine Anni Settanta. Sono trascorsi alcuni mesi da quando Elena ha lasciato il marito Pietro per vivere la sua storia con Nino. I due stanno stabilmente insieme, ma lui si comporta ambiguamente: durante un soggiorno a Parigi per la presentazione del suo libro, Elena lo sente parlare al telefono con la moglie Eleonora, ma Nino nega tutto e lei, accecata dalla passione, gli crede. La donna sente una profonda nostalgia per le figlie Dede ed Elsa: tornata a Firenze per Natale, scopre che le bambine sono a Torino dai nonni paterni. Furiosa, Elena si confronta per l'ennesima volta con Pietro e successivamente ha un violento litigio anche con la madre Immacolata, con cui viene alle mani. A Milano ha un'altra presentazione del libro, dove incontra la cognata Maria Rosa e il vecchio amico ed ex fidanzato dei tempi dell'università di Pisa, Franco, nonché Silvia con suo figlio Mirko, avuto con Nino. Dopo un ennesimo weekend di passione a Napoli, Elena si reca in ospedale a Firenze a trovare Pietro, aggredito da dei militanti fascisti: qui finalmente rivede le figlie che la trattano, in particolar modo Dede, freddamente e soprattutto si rende conto di come obbediscano ciecamente alla nonna paterna. Resasi conto che Adele sta plagiando le bambine, per loro amore le segue a Torino dai suoceri, che la trattano con astio e sufficienza. Ancora una volta a Napoli, Elena medita di trasferirvisi definitivamente con le bambine. Nino le confessa di aver parlato con Lila, che la donna evita scientemente da anni. Elena accetta di prendere un caffè con Carmela Peluso, che le chiede di domandare alla professoressa Galiani notizie del fratello Pasquale. Improvvisamente arriva Lila, che era d'accordo con Carmela: dopo tanto tempo le due amiche si rincontrano. La giovane rivela a Elena di aver fatto spiare Nino da Antonio e di aver scoperto che l'uomo non ha lasciato Eleonora, che i due vivono ancora assieme e che lui ha avuto un'importante proposta di lavoro dal suocero. (Wikipedia)


La stagione finale di questa ottima serie è all'altezza delle precedenti, tutte molto valide. Quindi, dopo aver amato la serie dei libri, sono stato molto soddisfatto di vedere che è possibile, con mezzi adeguati ed i professionisti giusti, costruire opere interamente italiane, e raccontare storie universali, ma spiccatamente identitarie. Le scelte di cast sono appropriate, ne potrei mettere in discussione alcune, ma solo per antipatie personali, quindi, tutto sommato, la serie mi è molto piaciuta nel suo complesso.


The final season of this excellent series lives up to the previous ones, all of which were very good. So, after loving the book series, I was very pleased to see that it's possible, with adequate resources and the right professionals, to create entirely Italian works and tell universal yet with our identity stories. The casting choices are appropriate; I might question some of them, but only out of personal dislikes, so, all in all, I really enjoyed the series overall.

20260509

Il cieco che non voleva vedere il Titanic

Sokea mies, joka ei halunnut nähdä Titanicia - Di Teemu Nikki (2021)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Jaakko e Sirpa non si sono mai incontrati di persona, ma si sentono al telefono ogni giorno. Quando lui viene a sapere del peggioramento delle sue condizioni di salute, decide di andarla a trovare in un'altra città; una vera sfida se non si vede e si è paralizzati dal petto in giù. (imdb.com)

Film a cavallo dei generi, caratteristica che abbiamo capito essere propria del regista finlandese (del resto, pure i film del maestro Kaurismaki sono così), con la difficoltà aggiuntiva dei protagonisti con disabilità. Alcuni critici particolarmente acuti fanno notare che la parte drammatica si basa un po' troppo sulla vulnerabilità dei disabili quando "escono" a contatto con il mondo, suggerendo, magari involontariamente, che dovrebbero rimanere a casa. Le intenzioni sono comunque buone, e i due protagonisti sono davvero molto bravi.

A genre-bending film, a characteristic we've come to understand is typical of the Finnish director (after all, the films of the master Kaurismaki are similar in that way), with the added difficulty of having protagonists with disabilities. Some particularly astute critics note that the dramatic part relies a bit too much on the vulnerability of disabled people when they "go out" into the world, suggesting, perhaps unintentionally, that they should stay home. The intentions are good, however, and the two leads are truly excellent.

20260508

Un assassino misericordioso (Euthanizer)

Armomurhaaja - Di Teemu Nikki (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Finlandia rurale. Un tranquillo meccanico di provincia, che pratica l'eutanasia sugli animali come secondo lavoro, ad un certo punto si scontra con un suprematista bianco. (Wikipedia/imdb.com)

Come tutta la filmografia del regista finlandese, c'è una storia assurda e spassosa, surreale ma che cela significati non stupidi, e che invita a riflessioni profonde senza essere assolutamente pesante. In più, essendo il suo dedutto sul lungometraggio, c'è, dentro a questo film conosciuto internazionalmente come Euthanizer (la traduzione dal finlandese sembra corretta), l'urgenza e la purezza delle belle opere prime. Molto apprezzabile.

Like the Finnish director's entire filmography, it's a story that's absurd and hilarious, surreal yet concealing meaningful meanings, and that invites deep reflection without being at all heavy-handed. Furthermore, given that his approach is a feature film, this film, known internationally as Euthanizer (the Finnish translation seems accurate), exudes the urgency and purity of a fine debut. Highly commendable.

20260507

Juan "Manitas" Del Monte

Emilia Pérez - Di Jacques Audiard (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Rita Mora Castro, un'avvocatessa in difficoltà a Città del Messico, guida la difesa in un caso di omicidio che coinvolge la moglie di un noto personaggio dei media. Contro la sua coscienza, Rita sostiene che la donna si sia suicidata. Dopo aver vinto la causa, Rita riceve una telefonata anonima con un'offerta misteriosa ma allettante. Riflettendo sul suo malcontento, accetta un incontro. Il suo cliente, che si rivela essere il boss del cartello Juan "Manitas" Del Monte, esprime il desiderio di sottoporsi segretamente a un intervento chirurgico di riassegnazione di genere e iniziare una nuova vita come donna. Dopo aver consultato medici a Bangkok e Tel Aviv, Rita trova un chirurgo che accetta di eseguire l'intervento dopo aver ascoltato i ricordi di Manitas sulla disforia di genere durante l'infanzia. In seguito all'operazione, la moglie di Manitas, Jessi, e i loro figli vengono trasferiti in Svizzera. Jessi implora di poter andare negli Stati Uniti per stare con sua sorella, ma le viene detto che la Svizzera è stata scelta per la loro sicurezza. Rita riceve una somma esorbitante per i suoi servizi. Nel frattempo, Manitas finge la propria morte e inizia una nuova vita come Emilia Pérez. (Wikipedia)

Un film che ha fatto discutere prima, durante e dopo, questo ultimo lavoro del pirotecnico regista francese, recitato in spagnolo ed inglese e ambientato per lo più in Messico, non è quel capolavoro che qualcuno voleva farci credere, e non è neppure un brutto film, anzi. E' un pentolone che mescola musical, telenovela, dramma e gangster movie, con l'aggiunta di disforia di genere, riassegnazione di genere, una spruzzata di procedurale, e chi più ne ha più ne metta. Colorato, ombreggiato, ritmato, esagerato: è valso (giustamente) l'OscarZoe Saldaña (miglior attrice non protagonista), e pure la prova di Karla Sofía Gascón (che fu nominata nella categoria per la miglior attrice protagonista, e che avrebbe fatto storia, visto che è realmente una persona transessuale) è degna di nota. Difetti certamente, ma senza dubbio interessante.

A film that sparked discussion before, during, and afterward, this latest work from the explosive French director, performed in Spanish and English and set mostly in Mexico, isn't the masterpiece some would have us believe, and it's not even a bad film—quite the opposite. It's a melting pot that mixes musical, soap opera, drama, and gangster movie, with the addition of gender dysphoria, gender reassignment, a dash of procedural, and so on. Colorful, nuanced, fast-paced, over-the-top: it (rightly) earned Zoe Saldaña an Oscar (Best Supporting Actress), and Karla Sofía Gascón's performance (she was nominated for Best Actress, and would have made history, given that she is actually transgender) is also noteworthy. Flaws, certainly, but undoubtedly interesting.

20260506

Naples - NY

Napoli - New York - Di Gabriele Salvatores (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Napoli, 1949. La deflagrazione di un ordigno bellico rimasto inesploso provoca il crollo di una palazzina e la morte di numerose persone. Celestina Scognamiglio è una ragazzina di dieci anni che ha perso i genitori durante i bombardamenti e nell'incidente si trova a perdere anche la zia Amelia, rimanendo senza famiglia: l'unica parente ancora in vita è la sorella Agnese, che però si è trasferita a New York con un americano che ha promesso di sposarla. Celestina è amica di Carmine, dodicenne anche lui orfano che vive alla giornata nei quartieri più poveri della città e raccoglie spiccioli mettendo in atto qualche sotterfugio e barando a mazzetti con l'aiuto di Celestina, che gli passa le carte migliori da sotto il tavolo. (Wikipedia)

Soggetto di Fellini, ritrovato, così pare, in un baule da Tullio Pinelli, drammaturgo e sceneggiatore, Salvatores costruisce un'opera dall'intento epico, ma dal sapore più di commedia agrodolce. Fotografia e scenografia quasi fumettistica, cast apprezzabile, qualche scorciatoia per la commozione di troppo, ma in definitiva, un film più che apprezzabile.

Based on a story by Fellini, apparently discovered in a trunk by playwright and screenwriter Tullio Pinelli, Salvatores crafted a work with epic intent, but with a bittersweet comedic feel. The cinematography and production design are almost comic-book-like, the cast is commendable, and there are a few shortcuts to make the film more emotional, but ultimately, it's a more than enjoyable film.

20260505

Amedeo Modigliani

Modì, Three Days on the Wing of Madness – Di Johnny Depp (2024)
Giudizio sintetico: si può evitare (2/5)


Il film copre settantadue ore della vita dell'artista bohémien italiano Amedeo Modigliani, detto dagli amici Modì, che frequentava le strade della Parigi dilaniata dalla guerra nel 1916. In fuga dalla polizia, il suo desiderio di porre fine alla carriera e lasciare la città viene respinto dai suoi compagni bohémien: l'artista francese Maurice Utrillo, il bielorusso Chaïm Soutine e la musa inglese Beatrice Hastings. Modì cerca consiglio dal suo mercante d'arte e amico polacco Léopold Zborowski. Tuttavia, dopo una notte di allucinazioni, il caos nella mente di Modì raggiunge il culmine quando si trova di fronte al collezionista americano Maurice Gangnat, che ha il potere di cambiargli la vita. (Wikipedia)

Spiace notare che la sfortuna di Modigliani in vita, a parte il grande successo postumo delle sue opere, continui a funestare le opere cinematografiche a lui dedicate. Così come il precedente Modigliani (in Italia I colori dell'anima) di Mick Davis del 2004, anche questo film, il secondo lungometraggio da regista di Depp, non è un granché. Probabilmente pecca di supponenza, ha delle scelte di cast discutibili, rimane costantemente in bilico tra commedia e dramma surreale, fatto sta che non convince per nulla. Peccato.

It's unfortunate that Modigliani's misfortune during his lifetime, despite the great posthumous success of his work, continues to blight the cinematic works dedicated to him. Like Mick Davis's 2004 Modigliani, this film, Depp's second feature as director, isn't much to write home about. It's likely overconfident, has questionable casting choices, and constantly teeters between comedy and surreal drama; the fact remains that it's completely unconvincing. What a shame.

20260504

The Boy with Pink Trousers

Il ragazzo dai pantaloni rosa - Di Margherita Ferri (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Andrea Spezzacatena è un adolescente che vive con i genitori Teresa e Tommaso e il fratello minore Daniele. Grazie alle sue doti canore viene invitato a partecipare alle prove del coro papale nel quale verrà ammesso: qui resta colpito da Christian Todi, un ragazzo ripetente con cui si trova a condividere la classe all'inizio della terza media. Andrea fa amicizia con una compagna di scuola, Sara, e riesce a diventare amico anche di Christian aiutandolo nello studio. Tuttavia, quest'ultimo prende le distanze, quando tra loro due solo Andrea viene scelto tra i giovani cantanti destinati a fare un'esibizione canora per il papa. Andrea subisce un duro colpo quando i suoi genitori gli annunciano di voler divorziare. Christian apparentemente si riavvicina a lui, al che Andrea gli confessa i suoi turbamenti, oltre al fatto che, a causa di essi, ha bagnato il letto nel sonno; tuttavia, Christian rivela l'accaduto alla loro classe. Infatti, quando entra in aula, il ragazzo trova sulla lavagna un disegno di lui con il letto bagnato, e tutta la classe che ridendo lo prende in giro. (Wikipedia)

Film ispirato alla vera storia del ragazzo suicidatosi a 15 anni a Roma, nel 2012. Non perfetto, ma efficace nel veicolare un messaggio importante, con una buona prova da parte del giovane protagonista, e di Claudia Pandolfi nei panni della madre. Purtroppo, se si guarda solamente alle reazioni, la lamentela di un gruppo di genitori che si oppose alla proiezione scolastica, le offese durante un'altra proiezione, c'è ancora molta strada da fare.

A film inspired by the true story of a boy who committed suicide at age 15 in Rome in 2012. It's not perfect, but it effectively conveys an important message, with a strong performance from the young protagonist and Claudia Pandolfi as his mother. Unfortunately, if we look only at the reactions—the complaint from a group of parents who opposed the school screening, the insults at another screening—there's still a long way to go.

20260503

Scorrere / Flow

Straume - Di Gints Zilbalodis (2024)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Un gatto grigio scuro vaga per una foresta. Un branco di cani arriva al fiume e insegue il gatto dopo che questo ha preso un pesce che precedentemente, i cani si erano contesi. Il gatto riesce a scappare, ma prima di essere travolto da un'enorme alluvione, nota una mandria di cervi in ​​fuga. Il gatto e i cani sopravvivono all'alluvione e raggiungono un luogo più elevato. Un Labrador Retriever giallo del branco segue il gatto fino alla sua capanna abbandonata, dove si trovano sculture di gatti in legno. Entrambi notano che il livello dell'acqua sta salendo e il Labrador si unisce agli altri cani su una barca di passaggio. Mentre l'alluvione inghiotte la capanna, il gatto si arrampica sulla cima di una gigantesca statua di gatto finché l'acqua non raggiunge la sommità della testa. Quando l'acqua sale e sommerge completamente la statua, il gatto salta su una barca a vela in avvicinamento con un capibara a bordo. (Wikipedia)

Film di animazione davvero bellissimo, questa produzione lettone, che nel 2025 vinse l'Oscar come miglior film di animazione (ed era candiato anche nella categoria del miglior film internazionale). Animazione particolare, non caricaturale, storia semplice densa di speranza e buoni sentimenti, messaggio chiaro. 

A truly beautiful animated film, this Latvian production won the 2025 Oscar for Best Animated Feature (and was also nominated for Best International Feature Film). The animation is distinctive, not caricatural, the story simple, full of hope and good feelings, and the message clear.

20260502

Il secondo gladiatore

Gladiator II - Di Ridley Scott (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere ma anche no (2,5/5)


Sedici anni dopo la morte di Marco Aurelio, Roma è governata dai corrotti imperatori gemelli Caracalla e Geta. Nel regno nordafricano della Numidia, Annone vive con la moglie Arishat. L'esercito romano, guidato dal generale Giusto Acacio, invade e conquista il regno, uccidendo Arishat e riducendo in schiavitù Annone e gli altri sopravvissuti. Gli schiavi vengono condotti a Ostia, dove i Romani li azionano contro i babbuini per pubblicizzarli come potenziali gladiatori. Annone ne uccide uno brutalmente, impressionando il responsabile delle scuderie, Macrino, che gli promette l'opportunità di uccidere Acacio se vincerà un numero sufficiente di combattimenti a Roma. Acacio ritorna a Roma come eroe di guerra. Caracalla e Geta organizzano giochi gladiatori nel Colosseo per festeggiare. Acacio chiede una tregua dalla guerra con la moglie Lucilla, figlia di Aurelio, ma gli imperatori rifiutano e tramano per conquistare la Persia e l'India. Il senatore Trace organizza una festa per gli imperatori, con tanto di duello gladiatorio. Dopo la vittoria di Annone, questi recita un verso dell'Eneide di Virgilio, rivelando la sua educazione romana e destando i sospetti di Macrino. Acacio e Lucilla cospirano con Trace e il senatore Gracco per rovesciare gli imperatori e restaurare la Repubblica. (Wikipedia)

La domanda che sorge sempre spontanea, è la seguente: perché un regista affermato, capace, con una storia importante, e un cast di grandi attori, si dedica ad un sequel discutibile, come questo? La risposta sta negli incassi, probabilmente (sicuramente il film ha coperto le spese, ed oltre, a quanto risulta). Quello che interessa a me è dirvi che se dovete impiegare due ore e mezzo per guardare il seguito di un film che, tutto sommato, ha fatto storia, secondo me potete evitarlo. Collegamenti forzati con il film precedente, poca epicità, molta prolissità inutille. Peccato.

The question that always arises is this: why would an established, capable director, with a significant story and a cast of great actors, dedicate himself to a questionable sequel like this? The answer probably lies in the box office (the film certainly covered its expenses, and more, from what I can tell you). What I'm interested in is telling you that if you have to spend two and a half hours watching the sequel to a film that, all things considered, made history, I think you can skip it. Forced connections to the previous film, little epicness, a lot of unnecessary verbosity. What a shame.

20260501

Giurato numero 2

Juror No. 2 - Di Clint Eastwood (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


A Savannah, in Georgia, il giornalista ed ex alcolista Justin Kemp viene chiamato a far parte di una giuria, dalla quale cerca di sottrarsi poiché sua moglie, Ally, è prossima al parto in una gravidanza a rischio dopo un precedente aborto spontaneo. Viene chiamato a giudicare il caso della morte di Kendall Carter, che un anno prima aveva litigato con il suo fidanzato, James Sythe, in un bar ed era stata poi trovata morta sotto un ponte; Sythe viene accusato del suo omicidio. Sperando di attirare gli elettori con una condanna per violenza domestica di alto profilo in vista della sua candidatura a procuratore distrettuale, Faith Killebrew assume il ruolo di pubblico ministero. I testimoni confermano che Sythe era ubriaco e molesto la sera in questione e che aveva seguito Kendall dopo che lei se n'era andata infuriata. Il medico legale testimonia che le ferite erano compatibili con un'aggressione con un oggetto contundente, i testimoni a favore di Sythe attestano che aveva precedenti di violenza e un testimone oculare afferma di aver visto Sythe nel luogo da cui è stato gettato il corpo di Kendall. (Wikipedia)

Contrariamente ad una buona parte della critica, che ha esaltato l'ennesimo film di "nonno" Clint (sia detto e scritto con il massimo rispetto), e molti acclamati registi che hanno citato questo film tra i loro preferiti del 2024, ho apprezzato l'intento, sempre politicamente ed eticamente interessante (il film ribalta l'approccio procedurale e, appunto, pone un quesito etico importante), ma lo svolgimento, a dispetto di un cast di assoluto rispetto, impegnato nella buona riuscita del lavoro, lascia un poco a desiderare, risulta un po' piatto e senza troppa grinta. E' un peccato, ma ribadisco, sempre massimo rispetto ad un regista che a dispetto dell'età, ha sempre qualcosa da dire.

Contrary to a good portion of the critics, who have praised yet another "grandpa" Clint film (with all due respect), and to many acclaimed directors who have cited this film among their favorites of 2024, I appreciated the intent, always politically and ethically interesting (the film overturns the procedural approach and, indeed, raises an important ethical question), but the execution, despite a highly respected cast committed to the success of the work, leaves something to be desired, feeling a bit flat and lacking in grit. It's a shame, but, I repeat, always the utmost respect for a director who, despite his age, always has something to say.