A Tokyo, Arisu, disoccupato e ossessionato dai videogiochi, passa il tempo con i suoi amici Chōta e Karube. Dopo aver causato un trambusto all'incrocio di Shibuya, i tre si nascondono dalla polizia nel bagno della stazione e, al loro ritorno, trovano la città deserta. Di notte, seguono le indicazioni di un cartellone pubblicitario che li conduce a un'"arena di gioco", dove trovano una pila di telefoni che mostrano il livello di difficoltà del gioco, indicato da una carta da gioco. A loro si uniscono una studentessa delle superiori e una donna d'affari di nome Shibuki, che li avverte che una volta entrati nell'arena, i giocatori non possono più uscirne, poiché un laser li ucciderà se ci provano. In questo gioco di difficoltà "Tre di fiori", intitolato "Vivo o Morto", il gruppo deve entrare in una delle due porte entro un tempo limite: una conduce a un'altra stanza con la stessa scelta, mentre l'altra porta a morte certa. Il trio originale e Shibuki sopravvivono, ma Chōta rimane gravemente ustionato. All'esterno, a ciascuno viene consegnato un "visto" che deve essere rinnovato continuando a giocare, altrimenti scadrà, con conseguente esecuzione. (Wikipedia)
Serie giapponese, che unisce il genere post-apocalittico a quello del gioco ad eliminazione. Inizialmente l'idea intriga, purtroppo, come sempre, a lungo andare stanca lo spettatore, l'attenzione scema, al punto che non ricordo neppure se ho visto o no la terza stagione, che, a quanto dichiarato da Netflix, è stata l'ultima.
A Japanese series that combines the post-apocalyptic genre with the elimination game genre. The idea is initially intriguing, but unfortunately, as always, it tires the viewer over time, and their attention wanes, to the point that I don't even remember whether I've seen the third season or not, which, according to Netflix, was the last.



















