No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20210802

L'Abbazia

Downton Abbey - Di Michael Engler (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Nel 1927 (circa un anno e mezzo dopo gli eventi finali mostrati nella serie TV), Buckingham Palace usa la Royal Mail per informare Robert e Cora Crawley, il conte e la contessa di Grantham, che il re Giorgio V e la regina Mary visiteranno Downton Abbey durante un tour reale attraverso lo Yorkshire. La tappa del tour nello Yorkshire consisterà in un pranzo a Downton, una parata militare nello Yorkshire e una cena formale a Downton prima che l'entourage si sposti la mattina successiva dalla Principessa Mary nella vicina Harewood.
Sul treno che porta la Royal Mail nello Yorkshire arriva anche un misterioso straniero.

Probabilmente, Downton Abbey è una di quelle cose che si ama o si odia (io appartengo alla prima categoria, quindi sarò parziale). Probabilmente, Julian Fellowes, creatore della serie TV e sceneggiatore pure del film, che arriva a coronamento, chiusura, festeggiamento e celebrazione di un enorme successo delle sei stagioni (più vari special natalizi), è un bravo scrittore di telenovelas in salsa albionico/storica. Ma la bravura di tutto il cast, ed il funzionamento, ancora una volta, ad orologeria della sceneggiatura, è innegabile.

Probably, Downton Abbey is one of those things you love or hate (I belong to the first category, so I'll be partial). Probably, Julian Fellowes, creator of the TV series and also screenwriter of the film, which arrives at the crowning, closing and celebration of a huge success of the six seasons (plus various Christmas specials), is a good writer of telenovelas in albionic/historical sauce. But the skill of the whole cast, and the clockwork, once again, of the script, is undeniable.

20210801

Anno del cavallo

Year of the Horse - Fucked Up (2021)


Opera monumentale per la band canadese, che ormai considerare hardcore punk è molto riduttivo. Ne abbiamo parlato spesso, e sappiamo che amano spingersi oltre i confini (ricordiamo la rock opera di David Comes to Life); questo Year of the Horse, che consta di quattro dischi usciti a cadenza mensile, fa parte del progetto Zodiac series, ed è una sorta di concept che può sembrare "medievale" (Pitchfork lo paragona a Game of Thrones) ma ovviamente, a livello di liriche, è metaforicamente molto attuale e militante. A livello musicale è come se fosse costruito da quattro lunghe suite punk, con miriadi di altre influenze (spoken word, folk, colonne sonore spaghetti-western, funk, ballate romantiche, metal), e addirittura con ospiti impensabili (Julien Baker, Matt Berninger), oltre a quelli meno sorprendenti (Maegan Brooks Mills dei Chubby and the Gang e Tuka Mohammed). Davvero giù il cappello davanti a questi instancabili esploratori delle frontiere musicali, che riescono spesso anche ad essere molto piacevoli, naturalmente per orecchie abituate a suoni abbastanza ruvidi.
Monumental work for the Canadian band, which by now considering hardcore punk is very simplistic. We've talked about it often, and we know they love to push boundaries (remember rock opera David Comes to Life); this Year of the Horse, which consists of four discs released monthly, is part of the Zodiac series project, and is a sort of concept that may seem "medieval" (Pitchfork compares it to Game of Thrones) but obviously, at the level of lyrics, it is metaphorically very current and militant. Musically it is as if it were built from four long punk suites, with a myriad of other influences (spoken word, folk, spaghetti-western soundtracks, funk, romantic ballads, metal), and even with unthinkable guests (Julien Baker, Matt Berninger), as well as the less surprising ones (Maegan Brooks Mills of Chubby and the Gang and Tuka Mohammed). Really hat off in front of these tireless explorers of musical frontiers, who often manage to be very pleasant, naturally for ears accustomed to quite rough sounds.

Possessore

Possessor - Di Brandon Cronenberg (2020)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


In un 2008 alternativo, Tasya Vos è un'assassina che prende il controllo dei corpi degli altri per eseguire i suoi colpi. Attraverso un impianto installato nel cervello dell'ospite inconsapevole, Vos può usare una macchina speciale per inserire la sua coscienza nelle loro menti. Ritorna al proprio corpo costringendo l'ospite a suicidarsi alla fine di ogni lavoro.

Secondo lungometraggio per uno dei figli di uno dei miei idoli cinematografici, e possiamo dire tranquillamente qualis pater, talis filius. Disturbante, sanguinoso, complicato, macchinoso, angosciante. Cast di lusso, tutto ben impiegato. Promettente.

Second feature film for one of the sons of one of my movie idols, and we can safely say qualis pater, talis filius. Disturbing, bloody, complicated, distressing. Luxury cast, all well employed. Promising.

20210731

HarborLights "Skinwalker"

I ricordi sono ora

Memories Are Now - Jesca Hoop (2017)


Non essendo una che fa molta pubblicità, e nemmeno viene pubblicizzata, questo disco (che non è neppure l'ultimo) di Jesca Hoop, artista della quale abbiamo parlato in passato e dalla storia quantomeno curiosa, l'ho ascoltato con molto ritardo, e l'ho lasciato da parte finché non ho avuto il tempo e l'occasione per parlarvene. Quello di Jesca è un folk particolare, che deve molto alle filastrocche quindi alla musica popolare nel vero senso della parola (grazie alla sua formazione mormone, suppongo), e ai cosiddetti traditional, suonato e cantato con una classe sopraffina, e con un gusto davvero superiore. L'ascolto dei suoi dischi, quindi, si rivela un qualcosa di fuori dagli schemi, ed è fatto per chi non si pone limiti. Questo Memories Are Now non fa eccezione.
Not being someone who does a lot of advertising, nor is it advertised, this record (which is not even the last) by Jesca Hoop, an artist we have talked about in the past and with a curious history, I listened to it very late, and I left it aside until I had the time and opportunity to tell you about it. Jesca's is a particular folk, which owes a lot to nursery rhymes therefore to popular music in the true sense of the word (thanks to its Mormon training, I suppose), and to the so-called traditional, played and sung with a superfine class, and with a really higher taste. Listening to her records, therefore, turns out to be something outside the box, and is made for those who do not set limits. This Memories Are Now is no exception.

Neighbourhood in Lyngby-Taarbæk municipality in Greater Copenhagen

Sorgenfri - Di Bo Mikkelsen (2015)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Una famiglia di quattro persone, Dino, sua moglie Pernille e i loro figli, la piccola Maj e l'adolescente Gustav, vivono nell'idilliaca Sorgenfri, in Danimarca, durante l'estate. Pernille adora Maj, che a sua volta adora il suo coniglio domestico, Ninos. Un'altra adolescente, Sonja, si trasferisce con sua madre dall'altra parte della strada, con grande interesse di Gustav. Ad un picnic uno dei vicini, Casper, cerca di convincere Dino a prendere una pistola in modo che possano andare a caccia insieme, ma Dino si rifiuta. Nel frattempo, alcuni partecipanti al picnic, in particolare un bambino, viene visto vomitare, e qualcuno scherza sul fatto che potrebbe essere infetto. Un'anziana vicina arriva di corsa alla festa e dice che suo marito è morto, ma dopo le indagini il suo corpo è scomparso.

Sorgenfri è realmente un sobborgo di Copenaghen, ed il nome significa più o meno "senza pensieri". Il film è un buon horror/zombi/movie, girato apparentemente senza un grosso budget, con buone idee e un ottimo cast, lontano dai grand guignol a cui ci ha abituato Hollywood soprattutto su questo tema.

Sorgenfri is truly a suburb of Copenhagen, and the name more or less means "thoughtless". The film is a good horror/zombie/movie, shot apparently without a big budget, with good ideas and an excellent cast, far from the grand guignol that Hollywood has accustomed us to especially on this issue.

20210730

Siero

Vadak - Thy Catafalque (2021)


Thy Catafalque è attualmente un progetto solista del musicista ungherese Tamás Kátai, anche fotografo professionista, progetto nato a Makó, Ungheria, poi trasferito a Edinburgo in Scozia, dove Tamás si è trasferito ed ha lavorato anche come interprete, fino al 2020, quando è tornato in Ungheria. Fino al 2011 la band contava anche su un altro componente, János Juhász, mentre si è sempre avvalsa di numerosi ospiti. Questo decimo album è un calderone contenente davvero un numero vastissimo di influenze e generi musicali, a tratti sorprendente. Black metal, sperimentale e avant-garde, elettronica pesante ma anche folk, world e classica. A volte davvero esagerato e ridondante, a volte stucchevole, ma sicuramente difficile da inquadrare, e per questo, comunque da lodare.

Thy Catafalque is currently a solo project by Hungarian musician Tamás Kátai, also a professional photographer, a project born in Makó, Hungary, then moved to Edinburgh in Scotland, where Tamás moved and also worked as an interpreter, until 2020, when he returned in Hungary. Until 2011 the band also counted on another member, János Juhász, while it has always made use of numerous guests. This tenth album is a cauldron containing a very large number of influences and musical genres, at times surprising. Black metal, experimental and avant-garde, heavy electronics but also folk, world and classic. Sometimes really exaggerated and redundant, sometimes cloying, but certainly difficult to label, and for this reason, in any case to be praised.

Senza Stato

Stateless - Scritto da Elise McCredie e Belinda Chayko, diretto da Emma Freeman e Jocelyn Moorhouse (2020) - Miniserie in 6 episodi - ABC

La serie è incentrata su quattro sconosciuti in un centro di detenzione per immigrati nel deserto australiano: una hostess di una compagnia aerea in fuga da una setta suburbana, un rifugiato afghano in fuga dalla persecuzione, un giovane padre australiano in fuga da un lavoro senza prospettive e un burocrate coinvolto in uno scandalo nazionale. Quando le loro vite si intersecano, vengono spinti sull'orlo della sanità mentale, ma all'interno del gruppo si creano connessioni emotive profonde e improbabili.
La serie si è basata su storie vere avvenute e riscontrate nei centri di detenzione per immigrati australiani.

Sorretta principalmente dall'interpretazione davvero straordinaria della sempre più brava Yvonne Strahovski (Sofie, la hostess), seppure il resto del cast veda nomi importantissimi (Cate Blanchett, qui Pat, è anche una delle creatrici della serie stessa), questa serie mi ha attanagliato le viscere e non me le ha più lasciate fino alla fine. Ne vorrei una sui centri italiani, così ben fatta. Ve la consiglio caldamente.

Mainly supported by the truly extraordinary interpretation of the increasingly talented Yvonne Strahovski (Sofie, the hostess), although the rest of the cast see very important names (Cate Blanchett, here Pat, is also one of the creators of the series itself), this TV series has gripped me heart and guts and never left me until the end. I would like one on the Italian centers, done like that. I highly recommend it.

20210729

Eremo

Hermitage - Moonspell (2021)


Arriva un momento per tutto, ed oggi è arrivato in cui vi parlo dei portoghesi Moonspell. Band formata nel quartiere di Brandoa, nel comune di Amadora, sobborghi di Lisbona, nel lontano 1992, e diventati negli anni una band di spicco nel panorama gothic metal. Qui al loro dodicesimo album, unico membro superstite della formazione originale il cantante Fernando Ribeiro, nome da palcoscenico Langsuyar (tutti i componenti ne hanno uno, al momento manca quello del nuovo batterista), sono autori di un disco senza dubbio di buona fattura, ottima tecnica, molto levigato se posso permettermi questo aggettivo, molto più progressive che gothic, dove il cantato harsh diventa raro a vantaggio di quello clean, tracce spesso abbastanza lunghe, elaborate, molto spazio agli assoli di chitarra con riverberi alla David Gilmour. Insomma, bei riff e ottime costruzioni, non esattamente il mio genere preferito, ma non male. 
There comes a time for everything, and today has come when I tell you about the Portuguese's band Moonspell. Band formed in the Brandoa district, in the municipality of Amadora, a suburb of Lisbon, in 1992, and over the years have become a prominent band in the gothic metal scene. Here on their twelfth album, the only surviving member of the original line-up, the singer Fernando Ribeiro, stage name Langsuyar (all members have one, at the moment the new drummer is missing one for him), they are authors of a record without a doubt of good workmanship, excellent technique, very smooth if I can afford this adjective, much more progressive than gothic, where the harsh vocal becomes rare in favor of the clean one, often quite long, elaborate tracks, a lot of space for guitar solos with David Gilmour reverbs. In short, nice riffs and great constructions, not exactly my favorite genre, but not bad.

Il declino della civiltà occidentale

The Decline of Western Civilization (1980) 
The Decline of Western Civilization Part II: The Metal Years (1988)
The Decline of Western Civilization III (1998)
Di Penelope Spheeris
Giudizio sintetico: si possono vedere (3,5/5)


La regista ci porta, nell'arco di tre documentari entrati nella storia della musica, a spasso nel tempo e soprattutto, nella cultura underground di Los Angeles. Il primo ci parla della scena punk rock, il secondo dell'heavy metal, mentre con il terzo si discosta leggermente dalla musica e si concentra su quelli che in Italia sono stati chiamati Punkabbestia o Squatters, mentre negli US sono conosciuti come Gutter punk.
Tre documentari imprescindibili per chi voglia approfondire il legame tra musica e stili di vita, seppure con uno sguardo statunitense, ma del resto sappiamo molto bene che entrambe le cose sono arrivate non solo in Europa, bensì in tutto il mondo. Molto interessante perché senza veli, e molto sentito da parte della regista (che soprattutto dopo il terzo lavoro ha iniziato una relazione con un uomo incontrato durante le riprese, ed in seguito ha accolto come madre adottiva, cinque ragazzi), forse un po' sbilanciato il secondo, estremamente critico verso il glam metal (ma non è che gli intervistati si siano distinti come persone assennate), ma, ripeto, estremamente interessante. 


Three essential documentaries for those who want to deepen the link between music and lifestyles, albeit with an American look, but we know very well that both things arrived not only in Europe, but all over the world. Very interesting because without veils, and very much felt by the director (who especially after the third job began a relationship with a man she met during the shooting, and later adopted five boys as a step mother), perhaps a little unbalanced the second, extremely critical of glam metal (but it is not that the interviewees distinguished themselves as sensible people), but, I repeat, extremely interesting.

20210728

Il mondo asintotico

The Asymptotical World - Yves Tumor (2021) 


Ne avevamo già parlato qui, e poi non so perché, ho saltato di commentare il suo quarto album Heaven to a Tortured Mind, lavoro del 2020 che adesso mi appunto per non dimenticarlo oltre. Pochi giorni fa è uscito questo EP contenente sei pezzi che definire bellissimo è davvero un, come dicono quelli che se ne intendono di inglese, understatement. Metal, new wave, experimental, dance, elettronica, ma soprattutto, nessuna barriera e canzoni incredibilmente coinvolgenti, davvero una più bella dell'altra. Non perdetevi questo gioiellino.

We had already talked about him here, and then I don't know why, I skipped to comment on his fourth album Heaven to a Tortured Mind, a work of 2020 that I've just wrote down so I won't forget. A few days ago this EP was released containing six songs that to define beautiful is really an understatement. Metal, new wave, experimental, dance, electronic, but above all, no barriers and incredibly engaging songs, truly one more beautiful than the other. Don't miss this little gem.

Sommaren med Monika (Estate con Monica)

Monica e il desiderio - Di Ingmar Bergman (1953)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Siamo nel modestissimo ambiente operaio di Stoccolma. Harry e Monika sono entrambi in un vicolo cieco quando si incontrano. Harry è accomodante, mentre Monika è avventurosa, ma si innamorano. Quando Monika si mette nei guai a casa, Harry ruba la barca di suo padre e lui e Monika trascorrono un'estate idilliaca nell'arcipelago di Stoccolma. Quando la fine dell'estate li costringe a tornare a casa, è chiaro che Monika è incinta. Harry accetta felicemente la responsabilità e si sistema con Monika e il loro bambino; trova un vero lavoro e va alla scuola serale per provvedere alla sua famiglia. Monika, tuttavia, non è soddisfatta del suo ruolo di casalinga. 

Primo film di Bergman a conoscere un discreto successo fuori dalla Svezia, Monica e il desiderio fu presentato un po' ovunque come un film quasi erotico; l'erotismo c'è, ma è soprattutto negli sguardi. Amato da Allen e da Godard, è un film girato con pochi mezzi che funziona per i molti sottintesi, e la carica straordinariamente sensuale della protagonista, Harriet Andersson (che durante le riprese fece innamorare Bergman, padre già di 5 figli).

Bergman's first film to experience moderate success outside Sweden, Summer with Monika was presented almost everywhere as an almost erotic film; the eroticism is there, but it is above all in the looks. Loved by Allen and Godard, it is a film shot with few means that works for the many implications, and the extraordinarily sensual charge of the protagonist, Harriet Andersson (who during the shooting made Bergman, already a father of 5 children, fall in love with her).

20210727

Fionda

Sling - Clairo (2021)

Il "difficile secondo disco", Clairo l'ha affrontato in modo degno. Certo, c'è la lunga mano di tale Jack Antonoff, una sorta di Re Mida musicale che avrete già letto più volte anche qua, quando si parla di pop al femminile, ma c'è anche lei, oggi 23enne, che modifica il songwriting da un cosiddetto bedroom pop ad un soffice pop d'autore che guarda agli anni '70 e alle grandi autrici del genere, parlo di Joni Mitchell e Carole King per fare un paio di nomi e darvi delle coordinate, per non farsi ingabbiare nella trappola che, fatte le dovute differenze, ha fatto prigioniera un'altra giovanissima che prometteva molto bene, Billie Eilish. Certo, c'è il sospetto che il tutto sia un po' artefatto, ma il talento è lì, e al momento ci fa ancora ben sperare. Un disco vellutato come uno yogurt della Miller, dodici tracce raffinate come solo una veterana avrebbe potuto fare, una maestria spaventosa se ci pensate. 
The "difficult sophomore album", Clairo faced it in a worthy way. Of course, there is the long hand of that Jack Antonoff, a sort of musical King Midas that you have already read several times here, when it comes to female pop, but there is also her, now 23 years old, who modifies the songwriting from a so-called bedroom pop to a soft auteur pop that looks to the 70s and to the great authors of the genre, I'm talking about Joni Mitchell and Carole King to name a couple and give you some coordinates, so as not to get trapped in the trap that , made the necessary differences, it took prisoner another very young girl who promised very well, Billie Eilish. Of course, there is the suspicion that everything is a bit artificial, but the talent is there, and at the moment it still gives us hope. A record as velvety as a Miller yogurt, twelve refined tracks as only a veteran could have done, a frightening mastery when you think about it.

Far Far Away

Lontano lontano - Di Gianni Di Gregorio (2020)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Roma. Due pensionati stentano a tirare avanti, e uno di loro convince l'altro a trasferirsi in un altro paese, dove il costo della vita sia inferiore e dove quindi, la loro pensione permetta loro una vita decente. Consultano prima un conoscente, che sembra avere un fratello che ha fatto questa scelta. In realtà, non è così, ma si convince pure lui della bontà della scelta, e coinvolge gli altri due nel consulto di un avvocato che li possa consigliare e guidare attraverso tutti i passi da compiere.

Mi piace il tocco di Di Gregorio, sempre semplice, con storie di tutti i giorni ma coinvolgenti, e capace di autodirigersi e di dirigere altri attori, esperti e no, in maniera convincente. Gli si perdona anche il lieto finale fin troppo buonista.

I like Di Gregorio's touch, always simple, with everyday but engaging stories, and capable of self-directing and directing other actors, experienced and otherwise, in a convincing way. He is also forgiven the happy ending that is too good-willed.

20210726

Rock da singhiozzo

Sob Rock - John Mayer (2021)


Vabé, quantomeno dal titolo, Mayer dimostra di avere una certa autoironia. Se andate su urban dictionary (probabilmente ve l'ho già detto, ma ho conosciuto statunitensi che lo usano per capire cosa intendono i loro figli), la definizione di sob rock è "uno stile musicale ampio ed estetico comunemente associato alla tristezza. È un'atmosfera dolce, solitamente apprezzata indossando pantaloni comodi e mangiando una pinta di gelato da soli", e definisce alla perfezione il genere messo a punto dal nostro soggetto megli anni. A me non è mai dispiaciuto, un guilty pleasure da teneroni, in passato mi sono rivisto in alcune delle sue canzoni e mi ci sono commosso sopra per giorni. Devo dire però che con questo nuovo album, che appunto, con tale titolo partiva con ottime premesse, lungo queste dieci tracce non ho ritrovato quell'emozione che era riuscito a darmi in alcune occasioni. Bastava una canzone, una di quelle strappamutande, che avrebbe dato un senso a tutto questo. E invece, mio caro John Mayer, stavolta no. Peccato.
Okay, at least from the title, Mayer proves to have a certain self-irony. If you go to urban dictionary (I probably already told you, but I have known Americans who use it to understand what their children are saying), the definition of sob rock is "a broad music style and aesthetic commonly associated with sadness. It's a mellow vibe, usually enjoyed while wearing comfy pants and eating a pint of ice cream alone", and perfectly defined the genre developed by our subject in the last few years. I always liked him, a guilty tender pleasure, in the past I saw myself in some of his songs and I was moved by them for days. I must say, however, that with this new album, which in fact, with this title started with excellent conditions, along these ten tracks I have not found that emotion that he was able to give me on some occasions. A song was enough, one of those remove-pantyhose, that made sense of all this. And instead, my dear John Mayer, not this time, no. Sorry.

Il daino

Le Daim - Di Quentin Dupieux (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Georges, 44 anni, lascia improvvisamente il suo sobborgo per isolarsi in un paesino di montagna. Prima del suo arrivo, ha acquistato per più di 7.500 euro in contanti la giacca dei suoi sogni, con frange 100% in pelle di daino. Il venditore gli offre anche una nuova videocamera digitale, per Georges non ha alcuna utilità, ma è inclusa nel prezzo.
Georges prende una stanza d'albergo lasciando la sua fede nuziale come deposito all'addetto alla reception, dato che ha speso tutti i suoi soldi per la giacca. Va in un bar e incontra Denise, la cameriera, e un cliente. Si vanta della sua giacca e si presenta come un regista. Denise è interessata perché fa editing amatoriale.

Horror surreale dal regista che abbiamo conosciuto come Mr. Oizo, storia tutta sulle spalle di un grande Jean Dujardin, film stranissimo ma inspiegabilmente apprezzabile. Ottimo anche il cast di contorno, tra cui anche Adèle Haenel (Denise).

Surreal horror from the director we knew as Mr. Oizo, a story all on the shoulders of a great Jean Dujardin, a very strange but inexplicably appreciable film. The accompanying cast is also excellent, including Adèle Haenel (Denise).

20210725

La spina

De doorn - Amenra (2021)


Al settimo album per la band di Kortrijk, Belgio, chiuso il ciclo delle "messe" (Mass I, II, III, IV, V, VI), gli Amenra aprono idealmente un nuovo ciclo, bruciando nel fuoco il passato (il live in streaming De kroon, la corona). Lo stile musicale è lo stesso, non cambia di una virgola, dalla quiete alla tempesta, ma De doorn (la spina) è il trionfo o la rivincita del neerlandese, la loro lingua di origine, usata anche per declamare poesie cimiteriali. La band è compatta, Colin è mattatore, e adesso in formazione c'è pure Caro Tanghe degli Oathbreaker, a fare da voce femminile contraltare, udibile perfettamente in un paio di occasioni nel disco. Discesa agli inferi filosofico-musical-spirituale per una band che è più un collettivo, e che offre un'esperienza più che un ascolto. Probabilmente disco dell'anno.
On the seventh album for the band from Kortrijk, Belgium, having closed the cycle of "masses" (Mass I, II, III, IV, V, VI), Amenra ideally open a new cycle, burning the past in the fire (live in streaming De kroon, the crown). The musical style is the same, it does not change one iota, from stillness to storm, but De doorn (the thorn) is the triumph or revenge of Flemish, their language of origin, also used to declaim cemetery poems. The band is compact, Colin is the protagonist, and now in the lineup there is also Caro Tanghe of Oathbreaker, to act as a female counterpart voice, perfectly audible on a couple of occasions on the record. Descent into hell philosophical-musical-spiritual for a band that is more a collective, and that offers an experience rather than a listening. Probably record of the year.

Deutschland im Herbst

Germania in autunno - Di Alexander Kluge, Volker Schlöndorff, Rainer Werner Fassbinder, Alf Brustellin, Bernhard Sinkel, Katja Rupé, Hans Peter Cloos, Edgar Reitz, Maximiliane Mainka, Peter Schubert (1978)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Germania in autunno è un film a episodi che tratta della società tedesca al tempo del terrorismo della RAF subito dopo l'autunno tedesco nel 1977. I lavori per la produzione congiunta di undici diversi registi, appartenenti al cosiddetto Neuen Deutschen Films - tra cui Rainer Werner Fassbinder, Volker Schlöndorff e Alexander Kluge - sono iniziati alla fine del 1977. La trama principale del film si svolge nella settimana successiva al 18 ottobre 1977, giorno in cui nel carcere di Stammheim, Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Jan-Carl Raspe vengono trovati morti nelle loro celle il 18 ottobre 1977, ufficialmente deceduti per suicidio. Ulrike Meinhof si era già suicidata lì il 9 maggio 1976. L'iniziativa intendeva esprimere la preoccupazione nella Germania dell'Ovest per le restrizioni degli spazi di libertà e di confronto culturale, conseguenti all'emergenza terrorismo e alle legislazioni speciali.

Vibrante e geniale, profondamente filosofico-politico, il film può essere apprezzato soprattutto da chi ha vissuto, anche solo di sfuggita, i cosiddetti (e contemporanei) anni di piombo italiani. Sicuramente un dibattito del genere è esistito anche in Italia, e ho come l'impressione che ce ne siamo dimenticati (probabilmente, anche in Germania). Fa bene ricordarsene.

Vibrant and ingenious, deeply philosophical-political, the film can be appreciated above all by those who have experienced, even if only in passing, the so-called (and contemporary) Italian "Anni di piombo" (Years of Lead). Surely such a debate has also existed in Italy, and I have the impression that we have forgotten about it (probably, also in Germany). It is good to remember this.

20210724

Fugazi - Waiting Room

Odioso

Ámr - Ihsahn (2018)


Breve passo indietro fino al 2018, per il settimo, e al momento ultimo album, visto che i seguenti Telemark e Pharos del 2020 sono degli EP, di Ihsahn, all'anagrafe Vegard Sverre Tveitan. Un disco maturo, nel quale il musicista norvegese prosegue il suo distacco dal black metal, per andare sempre più verso un ibrido, di grande qualità c'è da dire, che non nasconde mai le sue radici, ma mette a frutto le capacità tecniche, e spazia verso un metal progressivo che deve moltissimo anche ai Pink Floyd. Accompagnato da Tobias Ørnes Andersen (ex Leprous) alla batteria, suona tutti gli strumenti, ad eccezione di un'ospitata per Fredrik Åkesson (solo di chitarra su Arcana Imperii) degli Opeth, ed un vezzo "nepotistico" (il figlio Angell Solberg Tveitan suona il rullante su Where You Are Lost and I Belong), per un lavoro che ricorda anche, in parte, i connazionali Motorpsycho.
Short step back to 2018, for the seventh, and currently last album, since the following Telemark and Pharos of 2020 are EPs, by Ihsahn, born Vegard Sverre Tveitan. A mature record, in which the Norwegian musician continues his detachment from black metal, to go more and more towards a hybrid, of great quality it must be said, who never hides his roots, but puts his technical skills to good use, and ranges towards a progressive metal that also owes a lot to Pink Floyd. Accompanied by Tobias Ørnes Andersen (ex Leprous) on drums, he plays all instruments, with the exception of a featuring for Fredrik Åkesson (guitar solo on Arcana Imperii) from Opeth, and a "nepotistic" quirk (his son Angell Solberg Tveitan plays the marching drum on Where You Are Lost and I Belong), for a work that is also partly reminiscent of fellow countrymen Motorpsycho.

Vertigine

Vertigo - Di Alfred Hitchcock (1958)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Dopo un inseguimento sul tetto, in cui un collega poliziotto muore, il detective di San Francisco John "Scottie" Ferguson si ritira per paura dell'altezza e vertigini. Scottie cerca di vincere la sua paura, ma la sua ex fidanzata, la stilista di biancheria intima Marjorie "Midge" Wood, dice che un altro grave shock emotivo potrebbe essere l'unica cura.

Basata su D'entre les morts di Boileau-Narcejac, del 1954, Vertigo (in Italia La donna che visse due volte) è senza dubbio uno dei capolavori di Hitchcock. Un film i cui temi fanno scuola ancora oggi, e la cui realizzazione fu all'avanguardia rispetto all'epoca in cui fu girato. James Stewart (Scottie) e Kim Novak (la protagonista femminile) eccezionali.

Based on Boileau-Narcejac's D'entre les morts, from 1954, Vertigo is undoubtedly one of Hitchcock's masterpieces. A film whose themes are still making school today, and whose making was at the forefront of the time it was shot. James Stewart (Scottie) and Kim Novak (the female lead) outstanding.

20210723

When it all Started

Kiss + Iron Maiden, 2 settembre 1980, Velodromo Vigorelli, Milano


Ho 14 anni e mezzo, sto per cominciare la seconda superiore (ho fatto la "primina"), sono le 2 del pomeriggio del 2 settembre 1980, bella giornata di fine estate, e sono davanti al Vigorelli a Milano, insieme ad uno dei miei amici più cari, con il quale condivido la passione per la musica e per i Kiss, e ad altre centinaia di persone, in attesa dell'apertura delle porte. Vivo a circa 300 km da qui, e ancora non mi capacito come i miei genitori mi abbiano dato il permesso di venire. L'eccitazione non ci fa accusare noia o stanchezza, e verso le 17, o le 18, ascoltiamo perfettamente il soundcheck, del quale ricordo una versione ben fatta di Black Diamond. Più tardi, si sparge la voce che una porta è stata aperta: ci muoviamo verso quella. La pressione è altissima, e cedono delle spallette, fortunatamente non alte. Qualcuno cade. Cedono quelli del servizio d'ordine che reggono il cancello, e rischio di perdere il mio amico. Entriamo senza che nessuno controlli il biglietto, e ci ricompattiamo subito dopo l'ingresso: sono riuscito a fare entrare un registratore di quelli dell'epoca, grande come un mattone. Ci posizioniamo nel prato, ad una distanza che descriverei come 50 metri dal palco, ma sicuramente saranno stati almeno 3 volte tanti. Sui giornali il giorno dopo si diranno cose inesatte, si parlerà perfino di molotov: la verità è che ci furono dei lanci di oggetti tra le varie posizioni del pubblico, davanti a noi un tizio verrà colpito alla bocca da una lattina di Coca Cola piena. E' ancora giorno quando si apprezzano le note di The Ides of March, allora per me sconosciuta, e salgono sul palco cinque inglesi con l'abbigliamento metal per eccellenza. Ne ho letto sul Ciao 2001 di mia zia, vedendo una foto promozionale che li ritraeva davanti ad un cadavere mutilato (almeno, così sembrava). Registro l'esibizione, che è fatta da Sanctuary, Prowler, Remember Tomorrow, Running Free, Transylvania, Phantom of the Opera, Iron Maiden e Drifter, ma l'impatto su di me e sul mio amico è impressionante. Nessuno di noi (e sono convinto, molti degli spettatori presenti) immaginava che l'hard rock potesse essere suonato a quella velocità. L'impatto sarà talmente forte che quella band diventerà una delle mie preferite per qualche anno, è sarà protagonista del concerto seguente (passerà qualche anno), all'ingresso del quale ascolterò la band che li scalzerà dalle mie preferenze.
Ancora sconvolti, ci cibiamo di quel che offrono i nostri zainetti da adolescenti, si fa sera, scende il buio, e lo spettacolo che aspettiamo ormai da circa tre anni ha inizio: ecco la band mascherata. Non c'è "il gatto" Peter Criss, bensì "la volpe" Eric Carr, ma il resto è immutato. Classica intro e via con Detroit Rock City, Cold Gin, Strutter e Calling Dr. Love. Seguono tre brani dal nuovissimo Unmasked, is That You?, Talk to Me e You're All That I Want, interrotti però da un grande classico, Firehouse; si potrebbe pensare ad una scaletta che lascerà spazio appunto alla promozione dell'ultimo disco, e invece non ci saranno altri brani da Unmasked. Sanno benissimo che c'è fame di vecchi successi. I siparietti sono quelli che ormai, da fan, conosciamo a memoria, come quello su Firehouse, ed è innegabile che Stanley è nato per tenere in pugno le arene. 2000 Man introduce l'assolo di Ace, con tanto di pirotecnia, e subito dopo I Was Made for Lovin' You, la canzone che li ha fatti conoscere a tutti, arriva la canzone che li ha fatti conoscere a noi, ed ha dato il via al nostro fanatismo: New York Groove, anche questa come 2000 Man una cover, ma che cover. Sono in delirio, ma ancora non so cosa mi aspetta. Nell'ordine arrivano Love Gun, con a seguito l'assolo di basso di Gene che introduce nientemeno che God of Thunder, l'assolo di batteria di Eric che sfocia nell'inno degli inni Rock and Roll All Nite. Il delirio è collettivo, loro escono, rientrano, e regalano tre encore da ricordare: Shout It Out Loud, King of the Night Time World e, mi pareva strano, si chiude con Black Diamond. Sono mestieranti, pagliacci, non troppo tecnici, ma hanno influenzato molte più band di tanti altri. Corono un sogno, ed ho tutta la vita davanti. Non immagino neppure che questo sarà il primo di centinaia, una sorta di malattia che mi porterà viaggi, notti insonni, mattinate lavorative di sofferenza, chilometri di guida in apnea, poi stanze d'albergo, altre amicizie, in poche parole, la mia vita.

I am 14 and a half years old, I am about to start the second year of high school (I am one year "ahead"), it is 2 PM, September the 2nd, 1980, a beautiful late summer day, and I am in front of the Vigorelli in Milan, together with one of my my closest friends, with whom I share the passion for music and Kiss, and to hundreds of other people, waiting for the doors to open. I live about 300 km from here, and I still don't understand how my parents gave me permission to come. The excitement does not make us feel bored or tired, and around 5 or 6 PM, we listen perfectly to the soundcheck, of which I remember a well-made version of Black Diamond. Later, word spreads that a door has been opened: we move towards it. The pressure is very high, and some stair-fences break up, fortunately not so high. Someone falls. The security guards holding the gate give up, and I risk losing my friend. We enter without anyone checking the ticket, and we regroup immediately after entering: I managed to get a recorder of those of the time, as big as a brick. We position ourselves on the lawn, at a distance that I would describe as 50 meters from the stage, but surely it will have been at least 3 times as many. In the newspapers the next day they will say inaccurate things, they will even talk about Molotov cocktails: the truth is that there were throws of objects between the various positions of the public, in front of us a guy will be hit in the mouth by a full Coke can. It is still daytime when the notes of The Ides of March, unknown to me at the time, are appreciated and five Englishmen take to the stage with the metal clothing par excellence. I read about it in my aunt's Ciao 2001, seeing a promotional photo of them in front of a mutilated corpse (at least, so it seemed). I record the performance, which is done by Sanctuary, Prowler, Remember Tomorrow, Running Free, Transylvania, Phantom of the Opera, Iron Maiden and Drifter, but the impact on me and my friend is impressive. None of us (and I am convinced, many of the spectators present) imagined that hard rock could be played at that speed. The impact will be so strong that that band will become one of my favorites for a few years, it will be the protagonist of the following concert (a few years will pass), at the entrance of which I will listen to the band that will undermine them from my preferences. 
Still shocked, we feed on what our teenagers backpacks offer, it is evening, darkness falls, and the show we have been waiting for about three years now begins: here is the masked band. There is no "the cat" Peter Criss, but "the fox" Eric Carr, but the rest is unchanged. Classic intro and go with Detroit Rock City, Cold Gin, Strutter and Calling Dr. Love. This is followed by three tracks from the brand new Unmasked, Is That You?, Talk to Me and You're All That I Want, but interrupted by a great classic, Firehouse; one could think of a setlist that will leave room for the promotion of the last album, and instead there will be no other songs from Unmasked. They know very well that there is a hunger for old successes. The sketches are the ones that by now, as fans, we know by heart, like the one on Firehouse, and it is undeniable that Stanley was born to keep arenas in his hand. 2000 Man introduces Ace's solo, complete with pyrotechnics, and immediately after I Was Made for Lovin' You, the song that introduced them to everyone, comes the song that introduced them to us, and gave the start to our fanaticism: New York Groove, also like 2000 Man a cover, but what a cover. I'm delirious, but I still don't know what awaits me. In the order comes Love Gun, followed by Gene's bass solo that introduces none other than God of Thunder, Eric's drum solo that flows into the hymn of the hymns Rock and Roll All Nite. The delirium is collective, they go out, come back, and give three encores to remember: Shout It Out Loud, King of the Night Time World and, it seemed strange to me, it ends with Black Diamond. They are simple workers, clowns, not too technical, but they have influenced many more bands than many others. I made my dream come true, and I have my whole life ahead of me. I don't even imagine that this will be the first of hundreds, a kind of disease that will bring me travel, sleepless nights, painful working mornings, miles of apnea driving, then hotel rooms, other friendships, in short, my life. 

Ragazzo dolce

Honey Boy - Di Alma Har'el (2019)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Nel 2005, Otis Lort è una star del cinema che soffre di alcolismo. Si schianta con la sua auto mentre è ubriaco, e ne segue un alterco con la polizia. È costretto ad andare in una struttura di riabilitazione, dove il suo consulente, la dottoressa Moreno, gli dice che se lascerà la struttura prima che sia giudicato pronto, il tribunale lo manderà in prigione per i suoi crimini violenti. La dottoressa diagnostica a Otis un disturbo da stress post-traumatico, che lui nega ripetutamente, ma lei lo incoraggia a guardare nel suo passato attraverso la terapia dell'esposizione.
Tornando indietro di un decennio prima, al 1995, Otis ricorda di aver lavorato come attore bambino, accompagnato sul set da suo padre, James, un ex clown da rodeo. James è da quattro anni sobrio ma chiaramente nervoso, maniacale e aggressivo. I due vivono in un misero complesso di motel dove una giovane donna timida vive di fronte a loro.

Il cinema, a volte, è sorprendente. Scritto dallo stesso LaBeouf basandosi sulla sua infanzia, e proprio come parte del suo programma di riabilitazione, e diretto dall'amica Har'el al suo debutto con i lungometraggi, Honey Boy è un gioiellino da non perdere. Divertente ma amarissimo, diretto in modo egregio e recitato benissimo da tutto il cast, è una storia come, sono convinto, ce ne sono tante nel mondo dello spettacolo, e che nonostante innumerevoli denunce e riflessioni, non sarà l'ultima (LaBeouf e FKA Twigs si sono conosciuti e messi insieme sul set, e dopo due anni lei lo ha denunciato per abusi sessuali, aggressione e inflizione di stress emotivo durante la loro relazione).

Cinema is sometimes surprising. Written by LaBeouf himself based on his childhood, and just as part of his rehabilitation program, and directed by friend Har'el on her feature film debut, Honey Boy is a gem not to be missed. Funny but very bitter, directed in an excellent way and played very well by the whole cast, it is a story like, I am convinced, there are many in the world of entertainment, and that despite countless complaints and reflections, it will not be the last (LaBeouf and FKA Twigs met up on set, and after two years she sued him for sexual battery, assault, and inflicting emotional distress during their relationship).

20210722

Angelo o alieno

Angel or Alien - Born of Osiris (2021)


Sesto album per la band di Palatine, Illinois, della quale abbiamo già parlato in occasione del precedente The Simulation. Siamo ancora dalle parti di un metalcore progressivo, melodico e djent nelle ritmiche, molto tecnico e ben suonato. Dalle dichiarazioni della band, sempre quest'anno dovrebbero riuscire a farne uscire un altro: evidentemente il lockdown è stato particolarmente prolifico anche per loro. Ancora una volta, niente di particolarmente nuovo, seppure la band abbia creato questo particolare suono, ma molto ben fatto.
Sixth album for the band from Palatine, Illinois, of which we have already spoken on the occasion of the previous The Simulation. We are still in the zone of a progressive metalcore, melodic and djent in the rhythms, very technical and well played. From the statements of the band, again this year they should be able to get another one out: evidently the lockdown was particularly prolific for them too. Again, nothing particularly new, although the band created this particular sound, but very well done.

Visioni d'Europa

Visions of Europe - Di Aki Kaurismäki, Fatih Akin, Barbara Albert, Sharunas Bartas, Andy Bausch, Christoffer Boe, Francesca Comencini, Stijn Coninx, Tony Gatlif, Sasa Gedeon, Christos Georgiou, Constantine Giannaris, Peter Greenaway, Miguel Hermoso, Arvo Iho, Damjan Kozole, Laila Pakalnina, Kenneth Scicluna, Martin Sulík, Malgorzata Szumowska, Béla Tarr, Jan Troell, Theo van Gogh, Teresa Villaverde, Aisling Walsh, Ágnes Hranitzky (2004)
Giudizio sintetico: si può vedere (2,5/5)

Antologia di cortometraggi, ben 25, con 25 registi europei diversi, alcuni dei quali molto conosciuti, altri meno, altri ancora dei veri e propri miti.

Budget fisso, tema l'Europa, tempo massimo 5 minuti. Progetto intrigante, riuscita ovviamente altalenante, ma ennesima dimostrazione che il cinema può benissimo anche "dire" cose in pochissimo tempo e con pochi mezzi. Purtroppo, se non si ha niente da dire, ne possono uscire anche delle vere schifezze. Troverete anche quelle.

Fixed budget, Europe theme, maximum time 5 minutes. Intriguing project, obviously fluctuating success, but yet another demonstration that cinema can also "say" things in a very short time and with few means. Unfortunately, if you have nothing to say, even real crap can come out of it. You'll find those too.

20210721

L’incubo dell’essere

The Nightmare of Being - At the Gates (2021)

Settimo album per la band svedese, a tre anni di distanza dal precedente To Drink from the Night Itself, questo The Nightmare of Being è l'ennesima dimostrazione di come si può fare death metal melodico perfino in maniera "elegante", passatemi il termine che potrebbe apparire stridente; non trovo altro modo per descrivere il sax su Garden of Cyrus, come pure tutto il resto del disco (anche il flauto ad il resto degli ottoni all'inizio di Touched by the White Hands of Death, e non solo), un compendio di come fare melodic death metal rispettandone tutti i canoni, dimostrando la tecnica complessiva, mantenere la propria personalità e non risultare stucchevoli.
Seventh album for the Swedish band, three years after the previous To Drink from the Night Itself, this The Nightmare of Being is yet another demonstration of how you can make melodic death metal even in an "elegant" way, pass me the term that it may appear jarring; I find no other way to describe the sax on Garden of Cyrus, as well as all the rest of the record (even the flute and the rest of the brass at the beginning of Touched by the White Hands of Death, and not only), a compendium of how making melodic death metal respecting all the canons, demonstrating the overall technique, maintaning their personality and not being cloying.

Sette secondi

Seven Seconds - Di Veena Sud - Stagione 1 (10 episodi; Netflix) - 2018

Peter Jablonski, un ufficiale di polizia bianco, colpisce accidentalmente e ferisce gravemente Brenton Butler, un adolescente nero di Jersey City, con la sua auto. Jablonski chiama i suoi amici sulla scena. Presumono che Brenton sia morto e ne consegue un insabbiamento. Le tensioni razziali esplodono di fronte all'ingiustizia e all'assenza di una rapida risoluzione del caso.

Ottimo crime drama scritto dalla sceneggiatrice che ha riadattato il danese Forbrydelsen in The Killing, ambientato a Jersey City e che affronta un problema tutt'ora scottante, soprattutto negli US. Cast equilibrato, formato da molti attori giovani e promettenti, e qualche altro attore navigato in parti non principali. Non ci sarà una seconda stagione, e va bene così.

Excellent crime drama written by the screenwriter who adapted the Danish Forbrydelsen in The Killing, set in Jersey City and which faces a problem that is still burning, especially in the US. Balanced cast, formed by many young and promising actors, and a few other more known actors in non-main parts. There won't be a second season, and that's okay.

20210720

Esculapio

Asclepius  - Iceburn (2021)


Storia piuttosto curiosa, quella di questa band, o meglio, collettivo, proveniente da Salt Lake City, Utah. Si formano nel 1991 per volere del cantante, chitarrista e compositore Gentry Densley, il solo membro che rimane costante fino ad oggi, e danno vita ad una band che fa dell'improvvisazione la sua forza, difficile da classificare visto che tendono a fondere heavy metal, punk, jazz, e perfino musica classica. Le loro canzoni sono lunghissime, elaborate, estremamente complesse; pubblicano otto album tra il 92 e il 2000, poi vanno in tour in Europa e si sciolgono. Si riuniscono nel 2007, e si riformano: adesso, per la Southern Lord, un'altra di quelle etichette delle quali si dovrebbe ascoltare qualsiasi uscita, esce questo nuovo album, ispirato alla mitologia greca, contenente due tracce di poco sotto ai 20 minuti di durata, dove la prima similitudine che salta agli orecchi è quella con i migliori Melvins, e dove, ad un appassionato di musica pesante, non resta da fare altro che tuffarvisi dentro e perdervisi senza remore.
Rather curious story, that of this band, or rather, collective, coming from Salt Lake City, Utah. They formed in 1991 at the behest of singer, guitarist and composer Gentry Densley, the only member who remains constant to this day, and they give life to a band that makes improvisation its strength, difficult to classify as they tend to blend heavy metal, punk, jazz, and even classical music. Their songs are very long, elaborate, extremely complex; they released eight albums between 1992 and 2000, then toured Europe and disbanded. They reunite in 2007, and reform: now, for Southern Lord, another of those labels that you should listen to any release, this new album, inspired by Greek mythology, is released, containing two tracks of just under 20 minutes of duration, where the first similarity that leaps to the ears is that with the best Melvins, and where, for a fan of heavy music, there is nothing left to do but dive into it and get lost without hesitation.

La giovane Giovanna

Jeannette, l'enfance de Jeanne d'Arc - Di Bruno Dumont (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Ambientato in Francia durante la Guerra dei cent'anni (1337/1453), il film racconta il risveglio religioso di Giovanna d'Arco e la sua decisione di combattere contro l'invasione inglese.

Dumont stavolta riprende il filone mistico, e lo trasforma, al solito, in qualcosa di indefinibile. Per l'ennesima volta, debbo mettere in guardia gli spettatori che cercano nel cinema qualcosa per passare il tempo con una storia: qua siete in un'altra dimensione. Il regista costruisce il film come un musical, prende i due testi di Péguy sulla protagonista (del 1897 e del 1910) e li fa cantare agli attori, molti dei quali non professionisti ed alcuni bambini, a cappella mentre ascoltano la musica con gli auricolari (il che è palese per i fuori tempo, una costante); inoltre, fa comporre le musiche non cantate da Igorrr, un personaggio che non conoscerete a meno che non ascoltiate metal. Decostruzione ulteriore del cinema, dissacrazione e chissà che altro.

This time Dumont takes up the mystical vein and transforms it, as usual, into something indefinable. For the umpteenth time, I must warn viewers who are looking for something in the cinema to pass the time with a story: here you are in another dimension. The director constructs the film as a musical, takes Péguy's two text on the protagonist (from 1897 and 1910) and makes the actors, many of them non-professionals and some of them children, sing them a cappella while listening to music with earphones (which is obvious for those out of pace, a constant); also, he has Igorrr composing the unsung music, a character you won't know unless you listen to metal. Further deconstruction of cinema, desecration and who knows what else.

20210719

Assassini

Killers - Iron Maiden (1981)


Qualche giorno fa, per caso, mi sono imbattuto, su questo blog, nella mia recensione dell'album di debutto degli Iron Maiden. Recensione di 10 anni fa, dove facevo una promessa che non ho ancora rispettato, ma che vi assicuro, porterò a termine a brevissimo. Non avendo dischi nuovi che mi interessava ascoltare, ho deciso che dovevo riascoltare, a distanza di non so quanti anni, il seguente Killers. Il disco è talmente bello, e suscita in me così tante emozioni, che, essendosi "liberato un buco" nelle recensioni giornaliere, ho deciso di fare uno strappo alla regola autoimpostami, e parlarvene oggi. 

Killers esce il 2 febbraio 1981, a meno di un anno di distanza dall'impressionante debutto omonimo della band formatasi a Leyton, East London, nel 1975. La band sta lentamente ma inesorabilmente acquistando notorietà, e sta facendo i conti con alcuni cambi di formazione, che non sono terminati: il disco in questione è il primo per Adrian Smith alla chitarra, e l'ultimo con Paul Di'Anno alla voce. Le composizioni sono, ancora una volta, quasi esclusivamente a carico del bassista, fondatore, anima costante della band, Steve Harris, con rarissime eccezioni. Si parte con uno strumentale che dura poco meno di 2 minuti, che già introduce i loro concerti, The Ides of March, un brano dall'incedere epico che Harris cominciò a scrivere già nel 1977, quando Barry Purkis suonava la batteria con gli Iron (la traccia è molto somigliante a Thunderburst dei Samson, e pare che Purkis abbia importato l'idea nei Samson, tanto è vero che anche quel brano è accreditato anche a Harris; la curiosità è che in quella formazione dei Samson c'era Bruce Dickinson, che sostituirà Paul Di'Anno nei Maiden). Si capiscono già alcune preferenze di Harris, quindi. Senza soluzione di continuità, arriva Wratchild, una traccia mid tempo ma molto aggressiva, che rimarrà l'unica suonata live negli anni a venire. Sono meno di tre minuti, ma la complessità del pezzo è straordinaria, e lascia senza fiato. Come spesso capita, è il basso di Harris che fa da spina dorsale, mentre le chitarre servono più da abbellimento. Il drumming di Burr è estremamente potente, la voce di Di'Anno sembra l'unica possibile. Ma subito dopo, ecco Murders in the Rue Morgue, che si basa sull'omonimo racconto di Edgar Allan Poe, e qui si capisce che le frontiere del metal si stanno spostando non di poco. Sembra rock and roll, ma è suonato ad una velocità che in quegli anni sembrava spaventosa. Sincopata, sinuosa, impossibile tenere la testa ferma. Gli strumenti si intersecano, si inseguono, disegnano traiettorie impensabili. L'assolo lascia senza fiato. Le ripartenze sul rullante di Burr sembrano martelli che ti inchiodano. Another Life potrebbe sembrare un'opera minore, ma c'è tutto lo stile maideniano ante litteram: il "galoppo" di Harris, le chitarre sovrapposte, i cambi di tempo repentini, le velocità supersoniche. Arriva di seguito il secondo strumentale dell'album: Genghis Khan. Lo stile di The Ides of March è estremizzato, complicato, velocizzato, non c'è bisogno del cantato per goderne. Se qualcuno si è chiesto dove arrivavano i folli cambi di tempo di And Justice for All dei Metallica, beh, qui c'è la spiegazione. Considerando che a quel tempo c'era il vinile, il lato A si chiude con Innocent Exile, una canzone dove la voce spadroneggia, dove si capisce dove affondano le radici degli Iron Maiden, ma dove ancora una volta si ribadisce che possono trasformare tutto quello che toccano in qualcosa di mai sentito.
Dovremmo e potremmo essere già stremati, ma il lato B si apre con un capolavoro: Killers, accreditata, unica eccezione (a parte Twilight Zone, che però appariva solo nell'edizione Nord americana, e apparirà nella riedizione del 1995), a Di'Anno/Harris. Qua, cinque minuti di galoppo del basso, di intrecci chitarristici, di crescendo impressionanti, di velocità impensabili, di melodie durissime ma affascinanti, di voce che regala teatralità forse solo sperimentata da Bob Halford e dai Judas Priest. Un pezzo allucinante. Prodigal Son sembra messa apposta per tirare il fiato, parte come una ballad, ma ovviamente è qualcosa di più, sia mai che gli Iron Maiden seguano lo stesso tempo per una intera canzone. La strofa è bellissima, la voce di Di'Anno fa sognare, sembra un pezzo pop suonato in modo cattivo. Ovviamente, "sembra", perché in realtà c'è una complessità straordinaria. L'assalto riparte con Purgatory, traccia che parte sparata già con la strofa, e che quando arriva al bridge sale ancora di tono in un modo che sarebbe stato inimmaginabile. Il ritornello è sorprendente, quasi un coro da stadio. Un'altra canzone straordinaria, indimenticabile. Chiude l'album Drifter, un intro classico alla Maiden, e un ritmo sincopato per una melodia molto molto bella. Dopo neppure un minuto e mezzo, si cambia già ritmo, si dà spazio alle chitarre, poi si cambia ancora dopo altri trenta secondi. E si riparte. A quei tempi conoscevo già E.L.& P. e gli Area, e qualcosa mi faceva pensare che questa band volesse applicare quelle strutture a durate più ridotte, e a suoni più duri. In effetti, sono riusciti a dire la loro, negli anni a venire, ma sicuramente questo disco rimane una pietra miliare, insieme al precedente.
A few days ago, by chance, I came across, on this blog, my review of the debut album of Iron Maiden. Review of 10 years ago, where I made a promise that I have not yet respected, but which I assure you, I will complete very soon. Not having new records that I was interested in listening to, I decided that I had to listen to the following Killers again after I don't know how many years. The record is so beautiful, and arouses so many emotions in me, that, having "freed a hole" in the daily reviews, I decided to make an exception to the self-imposed rule, and tell you about it today.

Killers was released on February 2, 1981, less than a year after the band's impressive self-titled debut formed in Leyton, East London, in 1975. The band is slowly but surely gaining notoriety, and is struggling with some lineup changes , which are not finished: the album in question is the first for Adrian Smith on guitar, and the last with Paul Di'Anno on vocals. The compositions are, once again, almost exclusively the responsibility of the bassist, founder, constant soul of the band, Steve Harris, with very rare exceptions. It starts with an instrumental that lasts just under 2 minutes, which already introduces their concerts, The Ides of March, an epic song that Harris began writing as early as 1977, when Barry Purkis played drums with Iron (the track is very similar to Samson's Thunderburst, and it seems that Purkis imported the idea into Samson, so much so that even that song is also credited to Harris; the curiosity is that in that Samson formation there was Bruce Dickinson, who will replace Paul Di'Anno in Maiden). We already understand some of Harris's preferences, then. Without interruption, Wratchild arrives, a mid tempo but very aggressive track, which will remain the only one played live for years to come. It is less than three minutes, but the complexity of the piece is extraordinary, and leaves you breathless. As is often the case, it is Harris' bass that serves as the backbone, while the guitars serve more as embellishment. Burr's drumming is extremely powerful, Di'Anno's voice seems the only one possible. But immediately after, here is Murders in the Rue Morgue, which is based on the homonymous story by Edgar Allan Poe, and here we understand that the frontiers of metal are shifting quite a bit. It sounds like rock and roll, but it is played at a speed that seemed scary in those years. Syncopated, sinuous, impossible to keep your head still. The instruments intersect, chase each other, draw unthinkable trajectories. The solo takes your breath away. The restarts on Burr's snare sound like hammers nailing you. Another Life might seem like a minor work, but there is all the maiden style ante litteram: the "gallop" of Harris, the overlapping guitars, the sudden tempo changes, the supersonic speeds. Here comes the second instrumental of the album: Genghis Khan. The style of The Ides of March is pushed, complicated, speeded up, there is no need for singing to enjoy it. If anyone has wondered where the crazy tempo changes of Metallica's And Justice for All come, well, here's the explanation. Considering that at that time there was vinyl, side A closes with Innocent Exile, a song where the voice rules, where you understand where the roots of Iron Maiden lie, but where once again it reaffirms that they can transform all that touching into something never heard before.
We should and we could already be exhausted, but side B opens with a masterpiece: Killers, credited, the only exception (apart from Twilight Zone, which however appeared only in the North American edition, and will appear in the 1995 reissue), to Di'Anno/Harris. Here, five minutes of gallop of the bass, of guitar intertwining, of impressive crescendo, of unthinkable speed, of very hard but fascinating melodies, of voice that gives theatricality perhaps only experienced by Bob Halford and Judas Priest. A hallucinating piece. Prodigal Son seems set on purpose to catch your breath, it starts as a ballad, but obviously it's something more, it'll never happen that Iron Maiden follows the same tempo for an entire song. The verse is beautiful, Di'Anno's voice makes you dream, it sounds like a pop track played with bad intention. Obviously, it "seems", because in reality there is an extraordinary complexity. The assault restarts with Purgatory, a track that starts fired with the verse, and that when it reaches the bridge it still rises in tone in a way that would have been unimaginable. The chorus is surprising, almost a stadium choir. Another extraordinary, unforgettable song. Closes the album Drifter, a classic intro a la Maiden, and a syncopated rhythm for a very very beautiful melody. After less than a minute and a half, the rhythm is already changed, space is given to the guitars, then it changes again after another thirty seconds. And it starts again. At that time I already knew E.L.&P. ​​and Area, and something made me think that this band wanted to apply those structures to shorter durations, and to harder sounds. In fact, they managed to have their say in the years to come, but surely this album remains a milestone, along with the previous one.

Ma Loute Brufort

Ma Loute - Di Bruno Dumont (2016)
Giudizio sintetico: si può vedere (2,5/5)


I van Peteghem,ricchi industriali, stanno visitando la loro residenza estiva sopra la baia di Slack. Dall'altra parte della baia ci sono i Brufort, pescatori con una dieta insolita che per arrotondare trasportano le persone attraverso la baia. La polizia sta indagando perché diversi visitatori della baia non sono mai tornati.
Il figlio maggiore dei Brufort, chiamato Ma Loute, si innamora di Billie, la maggiore dei van Peteghem. Quando scopre che in realtà è un ragazzo, disgustato, la fa prigioniera.

Prosecuzione del percorso narrativo di Dumont, ivi compresa la spassosa e difficilmente inquadrabile miniserie tv P'tit Quinquin (della quale parleremo), stavolta il regista affronta in modo totalmente caricaturale la lotta di classe. I risultati sono divertenti ma con qualche difetto. Dumont prosegue anche con l'arricchimento tecnico delle sue opere, qui raffinatissimo.

Continuation of Dumont's narrative path, including the hilarious and difficult to classify TV miniseries P'tit Quinquin (which we will talk about), this time the director tackles the class struggle in a totally caricatured way. The results are fun but with some flaws. Dumont also continues with the technical enrichment of his works, here very refined.

20210718

Le idi di marzo

The Ides of March - Myles Kennedy (2021)


A tre anni di distanza dal suo debutto come solista con Year of the Tiger, Myles Kennedy esce con The Ides of March (titolo che ci ricorda la scuola ma soprattutto, gli Iron Maiden quando li conoscevano in pochi). Nonostante nel frattempo siano usciti Living the Dream con Slash featuring Myles Kennedy & the Conspirators (2018), e Walk the Sky con gli Alter Bridge (2019), il nostro amico ha avuto modo (a detta sua) di annoiarsi durante il lockdown, e nello stesso periodo, di diventare dipendente dall'alcool. The Ides of March è esattamente quello che ti aspetti, dopo aver capito cosa ha in testa ed aver ascoltato il suo album precedente: hard rock con una predilezione per le ballate di ampio respiro (influenzate molto da lontano da un certo gusto per la musica classica), imbastardito dal southern blues (o quantomeno, dall'uso del mandolino, del banjo e della lap steel), e una ovvia tendenza alla ricerca della melodia. Insomma, ci vuole ben altro, di questi tempi, per impressionarci.
Three years after his debut as a soloist with Year of the Tiger, Myles Kennedy comes out with The Ides of March (a title that reminds us of the school but above all, the Iron Maiden when few knew them). Although in the meantime Living the Dream with Slash featuring Myles Kennedy & the Conspirators (2018), and Walk the Sky with Alter Bridge (2019) have been released, our friend has had the opportunity (according to him) to get bored during the lockdown, and in the same period, to become addicted to alcohol. The Ides of March is exactly what you expect, after having understood what is on his mind and having listened to his previous album: hard rock with a predilection for wide-ranging ballads (influenced far from afar by a certain taste for classical music), bastardized by the southern blues (or at least, by the use of the mandolin, banjo and lap steel), and an obvious tendency to seek melody. In short, it takes much more, these days, to impress us.

Sculptrice et artiste peintre française.

Camille Claudel 1915 - Di Bruno Bumont (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Alla fine della sua carriera la scultrice Camille Claudel sembra soffrire di problemi mentali. Distrugge le sue stesse statue e afferma ripetutamente che il suo ex amante Auguste Rodin intendeva rendere la sua vita miserabile. Di conseguenza, suo fratello minore Paul la manda in un manicomio alla periferia di Avignone. Claudel cerca di convincere il suo medico che è perfettamente sana di mente, mentre vive tra pazienti che ovviamente non lo sono. Vuole disperatamente rivedere suo fratello, sperando che alla fine possa sostenere la sua sanità mentale.

Dumont per la prima volta alle prese sia con un'attrice professionista, e non una a caso (una Juliette Binoche al tempo stesso misurata e devastante), sia con un biopic (il secondo sulla scultrice francese; su Rodin, nel 2017 è poi uscito anche un film intitolato allo stesso artista). Ne esce ovviamente un film disturbante e profondamente poetico, fatto di sguardi, quelli della protagonista stessa, una riflessione sulla follia, o meglio, su come cambi la sua stessa percezione, e sull'accettazione da parte della società occidentale delle donne in quanto artiste.

Dumont for the first time struggling with both a professional actress, and not one by chance (a Juliette Binoche at the same time measured and devastating), and with a biopic (the second on the French sculptress; on Rodin, in 2017 it was released also a film named after the same artist). The result is obviously a disturbing and deeply poetic film, made up of gazes, those of the protagonist herself, a reflection on madness, or rather, on how our perception about it changes, and on Western society's acceptance of women as artists.