No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20210618

Dieci per cento

Dix pour cent - Di Fanny Herrero - Stagioni 1, 2, 3 e 4 (6 episodi ciascuna - France 2) - 2015/2020

Andrea, Mathias, Gabriel e Arlette, agenti dell'agenzia di talenti ASK (Agence Samuel Kerr), si destreggiano in situazioni difficili e difendono la loro visione del business. Combinano abilmente arte e affari, ma le loro vite private e professionali a volte entrano in conflitto. Mentre lottano per salvare la loro agenzia scossa dalla morte improvvisa del suo fondatore, i quattro agenti ci portano dietro le quinte del selvaggio mondo delle celebrità; dove risate, emozioni, trasgressioni e lacrime si scontrano costantemente.

Simpaticissima serie commedia francese, dal buon successo. Un ottimo cast, molti attori (e attrici) ancor più famosi che recitano versioni fittizie (o no?) di se stessi, molti sorrisi, qualche lacrima, buon ritmo. La quarta stagione doveva essere l'ultima, ma sembra che qualcuno ci stia ripensando. Vedremo.

Very funny French comedy series, with good success. A great cast, many even more famous actors (and actresses) who play fictional (or not?) versions of themselves, lots of smiles, a few tears, good rhythm. Season 4 was supposed to be the last, but it looks like someone is rethinking it. We'll see.

20210617

Anger

IRA - Iosonouncane (2021)


Questo IRA è il mio primo "incontro" con Jacopo Incani, e il motivo è da ascrivere alla mia profonda e spesso immotivata esterofilia, al rifiuto di quasi tutto ciò che viene dall'Italia, ma a volte accade appunto, che debba chiedere venia. Il ragazzo (38 primavere) è al terzo album, ed è senza dubbio una delle punte di diamante di un genere musicale del tutto fuori dagli schemi: sarà difficile, a meno di colpi di scena eclatanti, che lo vediate a Sanremo. Musica sperimentale, molto elettronica, un misto di solennità e di cupezza, una sorta di Bon Iver dark (e quasi black metal, in senso lato). Liriche in arabo, spagnolo, francese ed inglese, definito dallo stesso autore una "metafora delle migrazioni contemporanee", a livello musicale si rilevano anche forti influenze world music. Certamente, non un album da lounge o da ascensore, non un album romantico, non un album pop, ma decisamente un qualcosa di estremamente coraggioso e complesso.
This IRA is my first "encounter" with Jacopo Incani, and the reason is to be ascribed to my profound and often unmotivated xenophilia, to the rejection of almost everything that comes from Italy, but sometimes it happens precisely, that I have to apologize. The boy (38 springs) is on his third album, and is undoubtedly one of the spearheads of a completely unconventional musical genre: it will be difficult, except for sensational twists, that you see him in Sanremo. Experimental music, very electronic, a mixture of solemnity and gloom, a sort of dark Bon Iver (and almost black metal, in a broad sense). Lyrics in Arabic, Spanish, French and English, defined by the author himself as a "metaphor of contemporary migrations", on a musical level there are also strong world music influences. Certainly not a lounge or elevator album, not a romantic album, not a pop album, but definitely something extremely brave and complex.

Tystnaden

Il silenzio - Di Ingmar Bergman (1963)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)

Due sorelle emotivamente lontane, Ester e Anna, e il figlio di Anna, Johan, un ragazzo di 10 anni, stanno facendo un viaggio su un treno notturno per tornare a casa. Ester, la sorella maggiore e traduttrice letteraria, è gravemente malata. Anna la assiste freddamente, apparentemente risentendosi del fardello. Decidono di interrompere il viaggio in una città chiamata "Timoka", situata in un paese dell'Europa centrale sull'orlo della guerra. Sebbene Ester sia una traduttrice professionista, né lei né gli altri parlano la lingua di questo paese.

Chiusura col botto della trilogia religiosa per Bergman, con un film che suscitò non poco scalpore. Pesantemente censurato in Italia, fu oggetto perfino di un dibattito parlamentare in Svezia, a proposito della fama "pornografica" che lo circondò l'uscita. Spietato su tutta la linea, nelle sue metafore possiamo leggere un'infinità di temi, che a tutt'oggi tengono a galla il cinema d'autore.

Closing with a bang of the religious trilogy for Bergman, with a film that caused quite a stir. Heavily censored in Italy, it was even the subject of a parliamentary debate in Sweden about the "pornographic" fame surrounded its release. Ruthless across the whole line, in its metaphors we can read an infinity of themes, which still keep auteur cinema afloat.

20210616

Sangue nell’acqua

Blood in the Water - Flotsam and Jetsam (2021)


Capita, mi è capitato con molte altre band che ascoltavo durante la mia giovinezza: i Flotsam and Jetsam da Phoenix, Arizona, esistono ancora, e non si sono mai sciolti. Addirittura, il cantante originale Eric Knutson è ancora con loro (si è preso una pausa di un paio di anni tra il 2001 ed il 2003). Moltissimi gli altri cambi di formazione, ma, sorprendentemente oppure no, lo stile non è cambiato poi moltissimo dal loro elettrizzante debutto Doomsday for the Deceiver, pensate, di 35 anni fa. In alcuni passaggi riescono a ricordare perfino i migliori Queensryche, sempre "d'annata", per il resto un thrash metal diligente, ben suonato, senza alcuna concessione alle innumerevoli influenze metal venute dopo gli anni '90. A voi decidere se questo è un bene o un male, se valga la pena l'ascolto oppure no.
It happens, it happened to me with many other bands that I listened to during my youth: Flotsam and Jetsam from Phoenix, Arizona, still exist, and they never broke up. Indeed, the original singer Eric Knutson is still with them (he took a couple of years' hiatus between 2001 and 2003). Plenty of other lineup changes, but surprisingly or not, the style hasn't changed that much since their electrifying debut Doomsday for the Deceiver, think about it, 35 years ago. In some passages they manage to remember even the best Queensryche, always "vintage", otherwise a diligent thrash metal, well played, without any concession to the countless metal influences that came after the 90s. It's up to you to decide if this is good or bad, if it's worth listening to or not.

Nattvardsgästerna

Luci d'inverno - Di Ingmar Bergman (1963)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Nei momenti finali della messa di mezzogiorno del pastore Tomas Ericsson, solo una manciata di persone sono presenti, tra cui il pescatore Jonas Persson e la moglie incinta Karin, e l'ex amante di Tomas, l'atea Märta. Dopo la funzione, Tomas, pur avendo un raffreddore, si prepara per la sua messa delle tre in un'altra città. Prima che se ne vada, però, i Persson arrivano per parlargli. Jonas è preoccupato dopo aver sentito che la Cina sta sviluppando una bomba atomica. Tomas parla brevemente con l'uomo, ma chiede a Jonas di tornare dopo aver portato a casa sua moglie. Non appena i Persson se ne sono andati, la maestra supplente Märta entra e cerca di confortare un Tomas affranto e gli chiede se ha letto la lettera che gli ha scritto. Non l'ha fatto e, di contro, le racconta del suo fallimento nell'aiutare Jonas, e si chiede se avrà qualcosa da dire, visto che anche lui è senza speranza. Märta afferma il suo amore per Tomas, ma anche la sua convinzione che lui non la ami. Se ne va e allora Tomas legge la sua lettera.

Leggermente inferiore al precedente Come in uno specchio, anche se forse migliore dal punto di vista visivo e registico, naturalmente Luci d'inverno continua ad esplorare la relazione dell'essere umano con la religione e la vita di tutti i giorni. Un altro tassello importante, ma da molti critici considerato minore.

Slightly inferior to the previous one Through a Glass Darkly, although perhaps better from a visual and directorial point of view, Winter Light naturally continues to explore the relationship of the human being with religion and everyday life. Another important element, but considered minor by many critics.

20210615

Battesimo

Baptize - Atreyu (2021)


L'ottavo album per la band di Yorba Linda, California, mi ripropone i pro e i contro, i dubbi e le certezze del precedente, In Our Wake, del 2018. Quello fu il mio primo approccio con loro, e fui piuttosto positivo: mi ricordavano (e lo fanno ancora, qua c'è pure un'ospitata di Jacoby Shaddix) i Papa Roach, una band che mi è sempre piaciuta, con tutti i suoi difetti, quindi probabilmente non detti troppo peso alle parti peggiori. Ricapitoliamo: gli Atreyu fanno un metalcore molto pop, se vogliamo, con grandi ganci melodici, alcuni davvero degni di nota, alternano parti molto pesanti ad altre appunto, molto melodiche, e ogni tanto osano inserti elettronici, come pure altre trovate poco metal. La voce pulita, quella di Brandon Saller, è sia bella che potente, ed è un plus. Il problema è che quando si limitano al metalcore più "classico", sono bravi, anche se poco originali, ma melodicamente accattivanti. Quando si lasciano andare troppo al pop, rischiano il ridicolo, lo stucchevole. Nonostante tutto, il disco si fa ascoltare.
The eighth album for the band from Yorba Linda, California, brings me back the pros and cons, doubts and certainties of the previous one, In Our Wake, from 2018. That was my first approach with them, and I was quite positive: they remind me (and they still do, on this album there also Jacoby Shaddix as a guest) the Papa Roach, a band I've always liked, with all its flaws, so I probably didn't give too much weight to the worst parts. Let's recap: Atreyu make a very pop metalcore, if you want, with great melodic hooks, some really noteworthy, alternating very heavy parts with others, very melodic, and every now and then they dare electronic inserts, as well as others tricks, not so metal. The clean voice, that of Brandon Saller, is both beautiful and powerful, which is a plus. The problem is that when they limit themselves to the more "classic" metalcore, they are good, even if not very original, but melodically captivating. When they indulge too much in pop, they risk ridicule, cloying. Despite everything, the record makes itself heard.

Såsom i en spegel

Come in uno specchio - Di Ingmar Bergman (1961)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)

La storia si svolge durante un periodo di 24 ore, durante le quali, quattro membri di una famiglia vanno in vacanza su un'isola remota;  una di loro, Karin, è da poco stata dimessa da un manicomio dove è stata curata per la schizofrenia. Il marito di Karin, Martin, un medico rispettato, dice a suo padre David che la malattia di Karin è quasi incurabile. Nel frattempo, Minus, il fratello diciassettenne di Karin, dice a Karin che desiderebbe poter avere una vera conversazione con suo padre, perché si sente in qualche modo privato del suo affetto. David è un romanziere affetto da "blocco dello scrittore" appena tornato da un lungo viaggio all'estero. Annuncia che se ne andrà di nuovo tra un mese, anche se aveva promesso che sarebbe rimasto. Gli altri recitano per lui una commedia che Minus ha scritto. David, mentre finge approvazione, si offende poiché la commedia può essere interpretata come un attacco alla sua persona.

Uno dei film del regista svedese che mi sono più piaciuti. Sempre un grande cast, diretto in maniera maniacale, sempre il tema della famiglia, qui si gioca anche sulla messa in scena (e sulla meta-messa in scena), e come sempre, sui sentimenti provati ma non espressi. Non è finita qui: entra in gioco anche la religione, infatti si può considerare come la prima parte della cosiddetta trilogia religiosa (formata anche da Luci d'inverno e Il silenzio), tanto è vero che il titolo si rifà alla Prima lettera ai Corinzi di San Paolo. Rigido bianco e nero (nessuna distrazione per lo spettatore), vinse l'Oscar per il miglior film straniero.

One of the Swedish director's films that I liked the most. Always a great cast, maniacally directed, always the theme of the family, here we also play on the staging (and on the meta-staging), and as always, on the feelings felt but not expressed. That's not all: religion also comes into play, in fact it can be considered as the first part of the so-called religious trilogy (also formed by Winter Lights and The Silence), so much so that the title refers to the 1 Corinthians 13 by Paul the Apostle. Rigid black and white (no distraction for the viewer), it won the Oscar for Best Foreign film.

20210614

Torno subito

Be Right Back - Jorja Smith (2021)


Non è ancora il secondo album, per la giovane promessa dell'RNB inglese, perché questo Be Right Back è da considerare un EP, seppure con otto tracce, ma al momento basta per confermare quanto di buono espresso in occasione del suo debutto; otto tracce ben bilanciate, tra (come appunto già detto) RNB, trip-hop, soul e jazz, in cerca di un marchio di fabbrica, qualcosa che la renda personale e riconoscibile. Di certo c'è che preferisce un approccio minimale, non si mette troppo in mostra ma la voce è molto bella, sta lavorando sulla forma-canzone più che su uno sperimentalismo che faccia sensazione. Continuiamo a tenerla d'occhio.
It is not yet the second album, for the young promise of the English RNB, because this Be Right Back is to be considered an EP, albeit with eight tracks, but at the moment it is enough to confirm the good things expressed on the occasion of her debut; eight well-balanced tracks, including (as already mentioned) RNB, trip-hop, soul and jazz, in search of a trademark, something that makes it personal and recognizable. What is certain is that she prefers a minimal approach, she does not show herself too much but the voice is very beautiful, she is working on the song-form rather than on an experimentalism that creates sensation. We continue to keep an eye on her.

L'impero del sole

Empire of the Sun - Di Steven Spielberg (1987)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Durante l'invasione della Cina da parte del Giappone durante la seconda guerra mondiale, Jamie Graham, uno scolaro della classe medio-alta britannica, gode di una vita privilegiata nell'insediamento internazionale di Shanghai. Dopo l'attacco a Pearl Harbor, il Giappone inizia ad occupare l'insediamento. Mentre la famiglia Graham evacua la città, Jamie viene separato dai suoi genitori di lui nel caos che ne segue. Jamie torna a casa loro, supponendo che torneranno. Un cartello affisso all'esterno afferma che la casa è ora di proprietà del governo giapponese, anche se non sono presenti soldati. Le stanze sono state vandalizzate e la maggior parte del cibo è stata consumata. Vede la governante cinese della famiglia saccheggiare i mobili con un complice e la interroga. Cammina lentamente verso di lui e lo schiaffeggia in faccia, presumibilmente a causa del suo comportamento viziato e prepotente di lei nei confronti dei suoi domestici di lei. Dopo un po 'di tempo da solo e dopo aver mangiato il poco cibo rimasto, Jamie si avventura di nuovo in città.

Dal libro omonimo di J. G. Ballard, uno dei film che hanno contribuito a costruire la fama di Spielberg, a ragione. Un "polpettone" epico dal respiro solenne, che tra l'altro vede la nascita di una stella, Christian Bale, 13enne all'epoca delle riprese: non è da tutti caricarsi un film da due ore e mezzo sulle spalle, a quell'età. 

From the book of the same name by J. G. Ballard, one of the films that helped build Spielberg's fame, with good reason. An epic "meatloaf" with a solemn breath, which among other things sees the birth of a star, Christian Bale, 13 years old at the time of the shooting: it is not an usual thing to carry a two and a half hour film on one's shoulders, at that age.

20210613

Pop grasso

Fat Pop Vol. 1 - Paul Weller (2021)


Di John William Weller detto Paul (già dai suoi genitori), nato 63 anni fa a Woking, Surrey, UK (un sobborgo di Londra), da genitori working class, c'è rimasto da dire poco, oppure ne potremmo parlare per ore. Quel che mi viene da pensare ascoltando il suo sedicesimo disco solista, è che è semplicemente un piacere che una persona di questa età abbia la lucidità, nonché la voglia, di scrivere e suonare musica così personale, seppure influenzata da una vita di ispirazioni diverse. Non è il solo (ultrasessantenne lucido), certo, e di questo dobbiamo essere grati. Non c'è niente di trascendentale, eppure, c'è un piacere ulteriore ad ascoltare e a godere di musica rock pop così semplice eppure, fatta di esperienza e passione.
About John William Weller known as Paul (directly from his parents), born 63 years ago in Woking, Surrey, UK (a suburb of London), from working class parents, there is little left to say, or we could talk about him for hours. What comes to mind while listening to his sixteenth solo album is that it is simply a pleasure that a person of this age has the clarity, as well as the desire, to write and play such personal music, albeit influenced by a life of different inspirations. He is not the only one (lucid over 60), of course, and for this we must be grateful. There is nothing transcendental, yet, there is an added pleasure in listening to and enjoying rock and pop music so simple yet, made of experience and passion.

E' tutta questione di amore

It's All About Love - Di Thomas Vinterberg (2003)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Nell'anno 2021, quando la terra è devastata da continui cambiamenti climatici, con improvvise ondate di gelo (nevica in piena estate anche a Venezia), John, docente universitario, in viaggio dalla Polonia a Calgary, fa tappa a New York, firmare i documenti per il divorzio da sua moglie Elena. Si tratta di un'amatissima campionessa di pattinaggio su ghiaccio seguita da un numerosissimo entourage che si prende cura dei suoi numerosi impegni e di tutte le relazioni esterne.

A mio modesto parere, uno dei film meno riusciti (se non il peggiore) del regista Danese, nonostante l'ottimo cast e nonostante il fatto che il regista sappia padroneggiare anche storie "strane". Confusionario, troppo.

In my humble opinion, one of the least successful (if not the worst) films of the Danish director, despite the excellent cast and the fact that the director knows how to master even "strange" stories. Confusing, too much.

20210612

Whitechapel - Doom Woods (OFFICIAL VIDEO)

Allarme blu

Blue Alert - Anjani Thomas (2006)


Per la serie ripescaggi di un certo livello, oggi parliamo di Anjani Thomas, nata ad Honolulu, Hawaii, 61 anni fa. Impara canto, a suonare piano e chitarra, si trasferisce a Boston per studiare al Berklee, poi a New York per l'inizio della sua carriera musicale. Mentre suona nei locali jazz, viene notata dal produttore John Lissauer, che intorno al 1983, la assume per i cori su Hallelujah, dall'album Various Positions, di un tizio chiamato Leonard Cohen. Dal 1985 diventa una delle collaboratrici più fidate di Cohen, seguendolo in tour come backup vocalist e tastierista, e diventa pure compagna di vita, anche se quest'ultima cosa non risulta su tutte le biografie di Cohen. Come che sia, dal 2000 Anjani ha una carriera solista, seppure molto parca di uscite: ad oggi solo quattro album, tra i quali questo è il più noto ed acclamato come un piccolo cult. Dieci tracce tutte composte da Anjani, mentre le liriche sono tutte di Cohen (Nightingale era già stata "usata" da Cohen su Dear Heather, e lo stesso riutilizzerà un paio di tracce sui suoi dischi), di un jazz molto fruibile e delicato, una voce notevole, ed un talento compositivo che forse avrebbe meritato di più.
For the repechage series of a certain level, today we are talking about Anjani Thomas, born in Honolulu, Hawaii, 61 years ago. She learns singing, playing piano and guitar, she moves to Boston to study at Berklee, then to New York for the start of her musical career. While she plays jazz clubs, she is noticed by producer John Lissauer, who around 1983, hires her for the backing vocals on Hallelujah, from the album Various Positions, by a guy called Leonard Cohen. From 1985 she became one of Cohen's most trusted collaborators, following him on tour as a backup vocalist and keyboardist, and also became a life partner, even if the latter thing is not in all Cohen's biographies. Whatever it is, since 2000 Anjani has had a solo career, albeit very sparing of releases: to date only four albums, among which this is the best known and acclaimed as a small cult. Ten tracks all composed by Anjani, while the lyrics are all by Cohen (Nightingale had already been "used" by Cohen on Dear Heather, and he will reuse a couple of tracks on his records), of a very usable and delicate jazz, a remarkable voice, and a compositional talent that perhaps it deserved more.

Ansiktet

Il volto - Di Ingmar Bergman (1958)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Albert Vogler è un mago che guida una troupe di artisti, noti come Vogler's Magnetic Health Theatre, che affermano di possedere abilità soprannaturali. Tra loro ci sono la nonna di Albert, Granny Vogler; sua moglie Manda, che si esibisce in costume da uomo sotto lo pseudonimo di Mr. Aman; il suo carismatico assistente, Tubal; e il loro autista, Simson. Albert dichiara di aver scoperto il magnetismo animale. Dopo aver lasciato uno spettacolo a Copenaghen, il gruppo viaggia in carrozza attraverso la natura selvaggia fino alla Svezia e sente le urla provenienti dai boschi. Trovano un uomo malato disteso a terra nelle vicinanze, che si presenta come Johan Spegel, un ex vaudevilliano. La troupe decide di portarlo con sé e lui si ammala progressivamente. Albert osserva attentamente Johan mentre apparentemente muore nella carrozza.

Non famosissimo, ma fin troppo sottovalutato questo ottimo film di Bergman, complicato perché molto strutturato, spietata radiografia dell'Europa, della sua storia e del suo legame con filosofia e religione. Spassoso ma anche spaventoso, con un immenso Max von Sydow.

Not very famous, but far too underestimated this excellent film by Bergman, complicated because it is very structured, ruthless radiography of Europe, its history and its link with philosophy and religion. Hilarious but also scary, with a huge Max von Sydow.

20210611

Sangue

Blood - Juliana Hatfield (2021)


Mettiamola così: se avessi un decimo dell'esperienza musicale di Juliana Hatfield, nata a Wiscasset, Maine, ma cresciuta a Duxbury, Massachusetts (un sobborgo di Boston), potrei dire di aver fatto qualcosa. Questo Blood è il suo diciannovesimo disco, senza contare il live, e i dischi con Blake Babies, Some Girls, Minor Alps, The I Don't Cares, The Lemonheads. Americana (statunitense) fino al midollo, la sua musica è una via di mezzo tra l'americana più pop, e un certo tipo di indie rock solare, anche se le sue liriche di certo non lo sono. Blood è l'ennesima dimostrazione che sa scrivere le canzoni, e mi fa pensare ad una versione intellettuale di Sheryl Crow.
Let's put it this way: if I had a tenth of the musical experience of Juliana Hatfield, born in Wiscasset, Maine, but raised in Duxbury, Massachusetts (a suburb of Boston), I could say I did something. This Blood is her nineteenth record, not counting the live, and her records with Blake Babies, Some Girls, Minor Alps, The I Don't Cares, The Lemonheads. American (from US) to the core, her music is a cross between more pop americana and a certain kind of sunny indie rock, although her lyrics certainly aren't. Blood is yet another proof that she can write songs, and it makes me think of an intellectual version of Sheryl Crow.

Dio

Devs - Scritto e diretto da Alex Garland (2020) - Miniserie in 8 episodi - Hulu

Lily, che lavora nella divisione crittografia dell'azienda tecnologica Amaya, vive con il collega e fidanzato Sergei. Forest, il barbuto e molto casual CEO di Amaya, assegna a Sergei una posizione ambita nel team di calcolo quantistico segreto di Amaya,  denominato "Devs". Sergei viene introdotto nell'elegante e futuristico laboratorio della divisione in un bunker protetto da una gabbia di Faraday. Sergei fa domande sulle sue responsabilità, ma Forest è vago, dicendogli che troverà la sua strada. Forest lo affronta più tardi nella notte, accusandolo di aver rubato un codice. Sergei scompare e Lily si preoccupa quando Sergei non torna a casa, denunciando la sua scomparsa a Kenton (capo della sicurezza) e a Forest. Le viene mostrato un filmato di Sergei che esce dall'edificio e si allontana dall'azienda. Lily inizia a sospettare che la sua scomparsa potrebbe non essere così chiara come appare nei video delle telecamere a circuito chiuso. Lily scopre presto un programma sospetto e protetto da password camuffato da Sudoku sul telefono di Sergei, un gioco che a Sergei non piaceva. Contatta l'ex fidanzato Jamie per aiutarla a decifrare la password, ma lui si rifiuta di aiutarla. Il giorno successivo a Lily vengono mostrati ulteriori filmati di Sergei che sembra aver commesso suicidio.

Idea intrigante, come spesso sono quelle partorite da Garland, e tutto sommato, abbastanza accattivante, anche se molto complicata. Un cast di outsider, ma un ritmo un po' troppo soporifero. Ambizioso e imperfetto.

An intriguing idea, as are often those given by Garland, and all in all, enough captivating, even if very complicated. A cast of outsiders, but a bit too soporific. Ambitious and flawed.

20210610

Frecce

Arrows - Red Fang (2021)


Il quinto disco per il quartetto dei simpaticoni di Portland, Oregon, mi pare un riavvicinamento allo stile stoner/sludge, rispetto al precedente Only Ghosts del 2016, seppure, anche ascoltando questo nuovo Arrows, vi sembrerà di essere riportati indietro negli anni '70, ma con sonorità e produzione moderna. Musica muscolare, prepotente, onorevole omaggio ai Black Sabbath (come del resto ogni band che si avventura nel campo stoner/sludge/doom, ça va sans dire), tracce che se ne fregano dei ganci melodici, e spesso anche della forma-canzone, eppure, se vi piacciono i QOTSA, questa band musicalmente somiglia loro moltissimo (senza mancare di personalità propria, intendiamoci), con la sostanziale differenza che non si fermano così spesso (direi quasi mai) a guardarsi nello specchio, a dirsi "oh come siamo bravi". E giusto per farvi capire bene, per me è un grosso complimento.
The fifth album for the quartet of funny guys from Portland, Oregon, seems to me a rapprochement to the stoner/sludge style, compared to the previous Only Ghosts of 2016, even if, even listening to this new Arrows, you will feel like you are being brought back to the 70s, but with modern sounds and production. Muscular, overbearing music, honorable homage to Black Sabbath (like any band that ventures into the stoner/sludge/doom field, ça va sans dire), tracks that don't care about melodic hooks, and often also about the song-form, yet, if you like QOTSA, this band musically resembles them a lot (without lacking their own personality, mind you), with the substantial difference that they don't stop so often (I would say almost never) to look in the mirror, to say "oh how are we good ". And just to make you understand, for me it is a big compliment.

Acque profonde

Deep Water - Scritto da Kris Wyld e Kym Goldsworthy, diretto da Shawn Seet (2016) - Miniserie in 4 episodi - SBS

Ai detective Tori Lustigman e Nick Manning viene assegnato un brutale caso di omicidio a Bondi Beach. Cominciano a scoprire prove crescenti che suggeriscono che l'omicidio è collegato a un'ondata di morti inspiegabili, "suicidi" e sparizioni di uomini gay negli anni '80 e '90. Perseguitata dalla scomparsa del fratello adolescente, Tori è affascinata dal caso e presto si fissa su di esso. Quando si verificano omicidi più ritualistici che hanno la stessa bizzarra firma, Tori e Nick mettono in gioco le loro relazioni, le loro carriere e le loro vite per rivelare la verità.

Godibile questa miniserie investigativa australiana, girata nei pressi di una delle spiagge più famose, quindi in scenari molto belli, con un cast all'altezza, anche nei personaggi secondari. Ottima l'alchimia tra i due protagonisti, un'accoppiata che non avrei mai considerato, ma che funziona ottimamente.

Enjoyable this Australian detective miniseries, shot nearby one of the most famous beaches, therefore in very beautiful scenarios, with a cast up to it, even in the secondary characters. Excellent alchemy between the two protagonists, a combination that I would never have considered, but that works very well.

20210609

Weekend triste

Blue Weekend - Wolf Alice (2021)


Terzo album per la band londinese, primo che ascolto per intero e con attenzione: non chiedetemi perché, ma qualcosa mi ha sempre fatto desistere fino ad oggi. Nati come duo acustico, avvicinatisi alla forma rock in seguito, sono descritti come "i figli del folk e del grunge". Non ci sono solo questi due elementi, naturalmente, a costruire il loro suono, bensì molti molti altri, ed il rischio di diventare "solo" pop è costantemente dietro l'angolo virtuale. Per dirne una, Delicious Things sembra una cover di Karmacoma da pianobar, in chiave soft rock, mentre l'intro di Lipstick on the Glass sembra un inedito dei Cocteau Twins, ma troverete altre similitudini, altre influenze (mi viene da pensare siano quasi troppe). Le coordinate sono quindi un po' queste, e i quattro componenti, come forse saprete guidati dalla voce (e dalla chitarra) di Ellie Rowsell, accattivante quanto basta, fanno del loro meglio per rendere il tutto interessante. Ci riescono? A mio giudizio, a fasi alterne. Songwriting decente, ma non entusiasmante, devono secondo me lavorare ancora sull'amalgama e sulla stratificazione.
Third album for the London band, the first one that I listen fully and carefully: don't ask me why, but something has always made me give up until today. Born as an acoustic duo, which later approached the rock form, they are described as "the lovechild of folk and grunge". There are not only these two elements, of course, to build their sound, but many many others, and the risk of becoming "just" pop is constantly around the virtual corner. For one thing, Delicious Things looks like a pianobar cover of Karmacoma, in a soft rock key, while the Lipstick on the Glass intro looks like an unreleased Cocteau Twins, but you will find other similarities, other influences (I think they are almost too many). The coordinates are therefore a bit like this, and the four components, as you may know led by the voice (and guitar) of Ellie Rowsell, captivating enough, do their best to make it interesting. Do they succeed? In my opinion, on and off. Decent but uninspiring songwriting, they still have to work on amalgamation and layering in my opinion.

La lavanderia

The Laundromat - Di Steven Soderbergh (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Il film si apre con Jürgen Mossack e Ramón Fonseca che si presentano, insieme al concetto e alle pratiche del riciclaggio di denaro. La coppia continua a fungere da narratrice per tre storie, che hanno protagonisti sparsi in tutto il mondo, e che sono influenzate negativamente dalle macchinazioni della loro compagnia, la Mossack Fonseca. Mentre la storia è stata in qualche modo romanzata, i nomi dello studio legale al centro dello scandalo, insieme a quelli dei suoi fondatori, non lo sono.

Gustosissimo film divertissement di Soderbergh, con un cast spettacolare che sembra davvero divertirsi, che ci spiega i meccanismi perversi di una parte nascosta dell'economia di mercato. Davvero molto divertente, ma agrodolce.

A very tasty divertissement film by Soderbergh, with a spectacular cast who seem to be really enjoying themselves, explaining the perverse mechanisms of a hidden part of the market economy. Really very funny, but with a bittersweet taste.

20210608

Generazione senza origine

Nowhere Generation - Rise Against (2021)


Il nono album in studio per la band di Chicago, Illinois, è, a mio parere, esattamente quello che ci si poteva aspettare. Un disco di punk moderno, aggressivo al punto giusto, che non dimentica mai, nemmeno per un momento, la melodia, per essere accattivante quanto basta per arrivare a tutti, che non esce dagli schemi, che ingloba le influenze del genere e dei generi che gli stanno vicini, un disco che ogni tanto si lascia andare alla "voglia di ballata", ma appena un poco, con delle liriche in linea con il pensiero di quattro persone nella metà dei loro 40 anni, con convinzioni politiche di sinistra, animalisti, vegetariani, attenti ai diritti umani, progressisti e straight edge. "Siamo la generazione del nulla/Siamo i ragazzi che nessuno vuole/Siamo una minaccia credibile alle regole che imposti/Un motivo per allarmarsi/Non siamo i nomi che ci hanno dato/Parliamo una lingua che non conosci". Si può pure essere critici, sia verso le loro convinzioni, che per l'assoluta prevedibilità della loro musica; sorprendentemente, oppure no, mi sto ugualmente godendo l'ascolto di questo disco, che pure non contiene canzoni indimenticabili.
The ninth studio album for the band from Chicago, Illinois is, in my opinion, exactly what could be expected. A modern punk record, aggressive at the right point, which never forgets, not even for a moment, the melody, to be captivating enough to reach everyone, which does not go out of the box, which incorporates the influences of the genre and genres that are close to it, a record that occasionally lets himself go to the "desire for ballad", but just a little, with lyrics in line with the thinking of four people in their mid-40s, with left-wing political beliefs, animal rights, vegetarians, human rights conscious, progressive and straight edge. "We are the nowhere generation / We are the kids that no one wants / We are a credible threat to the rules you set / A cause to be alarmed / We are not the names that we've been given / We speak a language you don't know". One can also be critical, both for their beliefs and for the absolute predictability of their music; surprisingly, or not, I am still enjoying listening to this record, which also does not contain any unforgettable songs.

Das Ende ist der Anfang

Dark - Di Baran bo Odar e Jantje Friese - Stagione 3 (8 episodi; Netflix) - 2020

Nel 1987, lo Sconosciuto - un viaggiatore del tempo che appare allo stesso tempo come bambino, adulto e anziano - brucia la chiesa del Sic Mundus e in seguito assassina Bernd Doppler nella sua casa, rubando le chiavi della centrale nucleare .
Durante l'apocalisse del 2020, Jonas e l'altra Martha viaggiano in un mondo parallelo in cui Jonas non è mai nato. A partire da novembre 2019 in questa dimensione alternativa, Hannah è incinta e sposata con Ulrich; Ulrich ha una relazione con Charlotte; Katharina e Ulrich sono divorziati; Franziska è sorda invece di Elisabeth; Peter è un pastore invece che uno psicologo; Martha sta uscendo con Kilian, il fratello di Erik Obendorf, invece di Bartosz e Regina è già morta. Martha poi scompare di nuovo prima che Jonas possa trovare ulteriori informazioni. In seguito Jonas incontra un'anziana Martha, che gli dice che anche se non esiste in questo mondo, cadrà comunque a pezzi ancora e ancora. Martha della dimensione alternativa torna al 21 settembre 1888 per incontrare Jonas adulto, che ha trascorso gli ultimi mesi a costruire un dispositivo per attivare la particella divina. Martha lo informa che è venuta a trovare l'origine degli eventi in ciascuno dei loro mondi.

C'è da ammettere che Dark è stata una serie decisamente molto ambiziosa, e che ha richiesto un impegno non comune agli spettatori. Che, comunque, sono stati tanti, tanti che non si sono lasciati scoraggiare dalla complessità, dalla sospensione dell'incredulità, pur di lasciarsi trasportare in un mondo contenente più mondi. Il fascino di questa serie rimarrà, come pietra di paragone, per lungo tempo, quantomeno per i prodotti europei, ad alzare l'asticella in maniera positiva.

It must be admitted that Dark was a decidedly very ambitious series, and that it required an uncommon commitment from viewers. Which, however, there have been many, many who have not let themselves be discouraged by the complexity, by the suspension of disbelief, just to let themselves be transported into a world containing more worlds. The charm of this series will remain, as a touchstone, for a long time, at least for European products, to raise the bar in a positive way.

20210607

Sobria o quasi

Soberish - Liz Phair (2021)


Settimo album per Elizabeth Clark Phair meglio conosciuta come Liz Phair, una delle colonne portanti del rock alternativo statunitense al femminile, che arriva a distanza di ben undici anni dal precedente Funstyle, ritardato anche dal fatto che il produttore avrebbe dovuto essere stato Ryan Adams, ma nel frattempo ci sono state le accuse di molestie (da parte di altre musiciste), e la Phair ha lasciato perdere la collaborazione. Soberish è un disco semplice e diretto (qualcuno critica l'uso della batteria elettronica, che però si nota appena), dove canzoni piacevoli si abbinano a liriche trasparenti, che riflettono l'indole ribelle ma carica di esperienza di una Liz Phair 54enne, e soprattutto, senza filtri, che riflette appunto, sull'amore, il sesso, l'amicizia e il divertimento a questa (nostra) età.
Seventh album for Elizabeth Clark Phair better known as Liz Phair, one of the mainstays of American female alternative rock, which arrives eleven years after the previous Funstyle, also delayed by the fact that the producer should have been Ryan Adams, but meanwhile there have been allegations of harassment (by other musicians), and Phair has dropped the collaboration. Soberish is a simple and direct record (some criticize the use of electronic drums, which however is barely noticeable), where pleasant songs are combined with transparent lyrics, which reflect the rebellious but experienced nature of a 54-year-old Liz Phair, and above all, without filters, which reflects precisely, on love, sex, friendship and fun at this (our) age.

Cittadino quattro

Citizenfour - Di Laura Poitras (2014)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Nel gennaio 2013, Laura Poitras, una regista/produttrice di documentari americana che aveva lavorato per diversi anni a un film sui programmi di monitoraggio negli Stati Uniti che erano il risultato degli attacchi dell'11 settembre, riceve un'e-mail crittografata da uno sconosciuto che si fa chiamare "Citizenfour". In essa, le offre informazioni privilegiate sulle pratiche di intercettazione illegale della US National Security Agency (NSA) e di altre agenzie di intelligence. Nel giugno 2013, accompagnata dal giornalista investigativo Glenn Greenwald e dal reporter di spionaggio del The Guardian Ewen MacAskill, si reca a Hong Kong con la sua telecamera per il primo incontro con "Citizenfour" in un hotel, che si rivela essere Edward Snowden. Le scene del loro incontro si svolgono nella camera d'albergo di Snowden, dove mantiene la sua privacy. Scatti di Snowden sul suo letto, davanti allo specchio e dell'albergo visto da lontano, disegnano il personaggio di Snowden come un agente politico intrappolato.

Tecnica al top e stavolta pure un po' di poesia, concludono questa trilogia alla grande, con un ritratto molto bello di Edward Snowden, e una serie infinita di questioni etiche moderne, grazie alla sapienza di questa regista, davvero da seguire passo dopo passo.

Top technique and this time a bit of poetry too, conclude this trilogy in a big way, with a very beautiful portrait of Edward Snowden, and an infinite series of modern ethical questions, thanks to the wisdom of this director, really to be followed step by step.

20210606

Squamoso e ghiacciato

Scaled and Icy - Twenty One Pilots (2021)


Partiamo dal titolo. Scaled and Icy (come scritto nel titolo del post, alla lettera "squamoso e ghiacciato") è un gioco di parole che parte da "Scaled back and isolated" (ridimensionato e isolato), una frase che il frontman Tyler Joseph ha associato alla musica prodotta durante la pandemia di COVID-19, sebbene la frase sia anche un anagramma di "Clancy is dead", un riferimento al protagonista di il loro album precedente, Trench. Anche questo album è una sorta di concept, ma non ci perderò troppo tempo: sappiate che questo disco è più solare, più ottimista dei precedenti. E si sente fin dall'apertura con Good Day (titolo quantomai esplicativo), una traccia quasi beatlesiana. Pochissimo hip hop, molto synth-pop, di altissima qualità: un songwriting così, molte band se lo sognano. Abbattute le barriere mentali, o un certo snobismo che, faccio ammenda, io per primo pratico come sport principale, i Twenty One Pilots sono probabilmente LA band pop per eccellenza, e Tyler Joseph potrebbe tenere lectio magistralis sulla composizione di hit.
Let's start with the title. Scaled and Icy is a play on "scaled back and isolated", a phrase frontman Tyler Joseph associated with music produced during the COVID-19 pandemic, though the phrase is also an anagram of "Clancy is dead", a reference to the protagonist of their previous album, Trench. This album is also a sort of concept, but I won't waste too much time on it: know that this album is more sunny, more optimistic than the previous ones. And you can hear it right from the opening with Good Day (an explanatory title), an almost Beatlesian track. Very little hip hop, a lot of synth-pop, of very high quality: a songwriting like this, many bands dream of it. With mental barriers broken down, or a certain snobbery which, I make amends, I am the first to practice as my main sport, Twenty One Pilots are probably THE pop band par excellence, and Tyler Joseph could give a lectio magistralis on the composition of hit singles.

il giuramento

The Oath - Di Laura Poitras (2010)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Il film ruota attorno ad Abu Jandal, un tassista di San'a, nello Yemen, che ha lavorato come guardia del corpo per Osama bin Laden per quattro anni, e Salim Ahmed Hamdan. Quest'ultimo ha lavorato per bin Laden come suo autista in Afghanistan ed è stato catturato nel 2001 durante l'invasione statunitense. È stato arrestato come combattente nemico e trasportato nel 2002 a Guantanamo Bay. Hamdan è stato il primo imputato a essere processato nei tribunali militari statunitensi istituiti dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Gli uomini sono diventati cognati dopo aver sposato le rispettive sorelle. Le vite dei due uomini vengono esplorate e sfidano le idee degli spettatori su jihad, lealtà e al-Qaeda. La regista, Laura Poitras, alterna il processo di Hamdan (il suo avvocato militare contesta il tribunale come incostituzionale e porta il caso di Hamdan alla Corte Suprema degli Stati Uniti) con le conversazioni contraddittorie di Jandal con suo figlio e gli alunni musulmani, e durante le interviste ai media.

Seconda parte della trilogia cominciata con My Country, My Country e terminata con Citizenfour, che onestamente, mette qualche brivido, per tutta una serie di ragioni che comprenderete vedendo il documentario. Forse il migliore dei tre.

Second part of the trilogy that began with My Country, My Country and ended with Citizenfour, which honestly, puts some thrills, for a whole series of reasons that you will understand by seeing the documentary. Perhaps the best of the three.

20210605

Bring Me The Horizon - Parasite Eve (Official Video)

Millenovecentosettantasette

1977 - Ana Tijoux (2010)


Un'altra artista della quale volevo parlarvi già da un po', è la cileno-francese Anamaría Tijoux Merino, conosciuta con il nome d'arte di Ana (o Anita) Tijoux. Nata a Lille, Francia, da due esiliati cileni in fuga dal regime di Pinochet, si trasferisce a Parigi a 5 anni, e l'anno seguente, nel 1983, conosce il Cile per una visita ai suoi nonni. Nel 1988 si avvicina all'hip-hop inizialmente come ballerina, tramite Consuelo Vergara, torna in Cile e vi si stabilisce nel 1993, e nel 1995 comincia a rappare seriamente con una band tutta sua (Los Gemelos), insieme ad un altro rapper cileno, Zaturno. Nel 1997 partecipa alla registrazione del brano La medicina dei Los Tetas, prima esperienza in studio, e si unisce ai Makiza, cominciando a scrivere liriche socialmente impegnate, dettaglio che la contraddistinguerà costantemente; nel 2006 comincia la sua carriera solista, si muove spesso tra Cile e Francia (le ultime notizie la danno a Parigi con suo marito Jon Grandcamp, musicista francese, e i loro due figli; da quello che si legge, la Francia è stata spesso usata dall'artista come rifugio dalla notorietà, e nel Paese transalpino ha lavorato come cameriera, bidella, sondaggista). Questo 1977 è il suo album di maggior successo, è uscito nel 2010, ed è un disco elegante, un hip hop che scivola nel jazz e nell'RNB, la voce di Tijoux è versatile, riesce ad essere ferma e delicata a seconda delle tracce, i contenuti sono importanti, e spesso, le melodie sono molto orecchiabili senza essere scontate. 
Another artist I've been wanting to tell you about for a while is the Chilean-French Anamaría Tijoux Merino, known by her stage name Ana (or Anita) Tijoux. Born in Lille, France, to two Chilean exiles fleeing the Pinochet regime, she moved to Paris at the age of 5, and the following year, in 1983, she knew Chile for a visit to her grandparents. In 1988 she approaches hip-hop initially as a dancer, through Consuelo Vergara, she returns to Chile and settles there in 1993, and in 1995 he starts rapping seriously with her own band (Los Gemelos), together with another Chilean rapper, Zaturno. In 1997 she participated in the recording of the song La Medicina of Los Tetas, her first experience in the studio, and she joined the Makiza, starting to write socially committed lyrics, a detail that will constantly distinguish her; in 2006 she began her solo career, she often moves between Chile and France (the latest news are she is in Paris with her husband Jon Grandcamp, French musician, and their two children; from what we read, France has often been used by artist as a refuge from fame, and in there she worked as a waitress, janitor, pollster). This 1977 is her most successful album, it was released in 2010, and it is an elegant record, a hip hop that slides into jazz and RNB, Tijoux's voice is versatile, she manages to be firm and delicate depending on the tracks , the contents are important, and often, the melodies are very catchy without being corny.

Il mio Paese

My Country, My Country - Di Laura Poitras (2006)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Laura Poitras ha trascorso più di otto mesi lavorando da sola e per un po' di tempo seguendo una squadra degli affari civili dell'esercito americano durante le elezioni in Iraq per girare il documentario. Il film mostra la vita in Iraq per gli iracheni medi sotto l'occupazione americana. Poitras si concentra principalmente sul dottor Riyadh al-Adhadh, un medico iracheno, padre di sei figli e candidato politico sunnita.  Dopo aver completato il film, Poitras ha dichiarato di essere stata inserita nella lista di controllo del Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) e di essere stata informata dalla sicurezza di un aeroporto che il suo "grado di minaccia" (threat rating) era il più alto assegnato dal Dipartimento per la sicurezza interna. 

Documentario molto interessante sull'Iraq, come ce ne sono tanti attualmente disponibili, sullo sviluppo e le conseguenze della seconda operazione statunitense di invasione dell'Iraq; certamente però, questo è stato uno dei primi, e va dato atto alla Poitras di avere un certo coraggio. Nominato all'Oscar.

Very interesting documentary on Iraq, as there are so many currently available, on the development and consequences of the second US invasion of Iraq; certainly, however, this was one of the first, and Poitras must be acknowledged for having a certain courage. Nominated for an Oscar.

20210604

Perfetto

Perfect - Mannequin Pussy (2021)


Questo EP contenente cinque tracce, per la band di Philadelphia, Pennsylvania, è (anche in questo caso), il disco col quale mi avvicino a loro per la prima volta. Band piuttosto giovane, che ha già subito un paio di cambi di formazione, il cui genere è un indie rock influenzato dal punk, influenza che esce prepotente in Pigs Is Pigs, traccia dove, mi sembra di intuire, canta il bassista Colin anziché, come di solito, la chitarrista/cantante Marisa (unico membro superstite di tutti i cambi di formazione). Le altre tracce sono più delicate, a tratti perfino shoegaze, e non sono per niente male. La curiosità da sottolineare è che due tracce (non da questo EP) dei Mannequin Pussy sono state usate nella serie Mare of Easttown, ed "attribuite" alla band fittizia Androgynous, quella capitanata dalla figlia della protagonista.
This five-track EP, for the band from Philadelphia, Pennsylvania, is (once again), the record with which I approach them for the first time. Pretty young band, which has already undergone a couple of line-up changes, whose genre is an indie rock influenced by punk, an influence that comes out overwhelmingly in Pigs Is Pigs, a track where, I seem to guess, the bassist Colin sings instead, like usually, guitarist/singer Marisa (the only surviving member of all line-up changes). The other tracks are more delicate, even shoegaze at times, and they're not bad at all. The curiosity to point out is that two tracks (not from this EP) of Mannequin Pussy were used in the Mare of Easttown series, and "attributed" to the fictional band Androgynous, the one led by the daughter of the protagonist.

Rischio

Risk - Di Laura Poitras (2016)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Il film nasce con l'intenzione di documentare la vita di Julian Assange, riprendendo scene che mostrano "motivi e contraddizioni di Assange e della sua cerchia ristretta", concentrandosi sui rischi presi dalle persone coinvolte nel noto sito web di Wikileaks, incluso Assange. Dal 2010, vediamo le misure giudiziarie che ha dovuto affrontare da parte delle autorità svedesi, la  richiesta per la sua estradizione dal Regno Unito nel 2012, il sospetto di Assange su un'eventuale estradizione negli Stati Uniti. Si assiste alla chiamata al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dove Wikileaks chiede loro di intensificare le procedure di sicurezza, all'angoscia di Assange per il destino dei piani di Chelsea Manning e quelli dello stesso Assange per evitare la cattura degli Stati Uniti, la documentazione della richiesta di asilo di Assange e il travestimento dello stesso per intrufolarsi nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra e trovarvi rifugio.

Grandissimo lavoro di questa documentarista statunitense, una delle migliori attualmente e sicuramente, quella che si sceglie sempre dei soggetti mica da ridere. E quella che avete visto interpretata da Melissa Leo in Snowden di Oliver Stone, e pure in questo caso, costruisce un documentario che non si schiera assolutamente con Assange, ma ne sottolinea, appunto, le contraddizioni, non mancando però di farci notare quanto lui e la sua cerchia, ha contribuito alla trasparenza dell'epoca in cui stiamo tutt'ora vivendo.

Great work of this American documentary maker, one of the best currently and certainly, the one who always chooses subjects not to easy to treat. She is the one you saw interpreted by Melissa Leo in Oliver Stone's Snowden, and even in this case, she builds a documentary that absolutely does not take sides with Assange, but underlines precisely the contradictions, not failing to point out how much he and his circle has contributed to the transparency of the era in which we are still living.

20210603

Testimone

Witness - Vola (2021)


Terzo album per la band danese, che ascoltavo per la prima volta e che, confesso, ci ho messo un po' per inquadrare. Era meno complicato di quanto pensassi, ma sentivo di dovervelo dire. I Vola, che col loro nome volevano appunto esprimere la grandiosità delle loro aperture melodiche, che nella loro ultima line-up incorporano anche uno svedese, il batterista Adam Janzi, si rifanno, dal punto di vista dell'uso delle chitarre, al djent dei Meshuggah, da quello delle composizioni a un rock più progressivo (Opeth e quindi pure Pink Floyd), e da quello delle melodie a qualcosa di molto lontano, tanto è vero che l'apertura di Straight Lines (ma non solo, lo sentirete) mi fa venire in mente il synthpop degli a-ha. Non esattamente il mio genere preferito, ma l'ascolto potrebbe rivelarsi sorprendentemente piacevole.
Third album for the Danish band, which I was listening to for the first time and which, I confess, it took me a while to frame. It was less complicated than I thought, but I felt I had to tell you. Vola, who with their name wanted to express the grandeur of their melodic openings, which in their latest line-up also incorporate a Swede, drummer Adam Janzi, refer, from the point of view of the use of guitars, to the djent of Meshuggah, from that of compositions to a more progressive rock (Opeth and therefore also Pink Floyd), and from that of melodies to something far away, so much so that the opening of Straight Lines (but not only that, you will hear it) brings to mind the synthpop of a-ha. Not exactly my favorite genre, but listening to it could be surprisingly enjoyable.

Chi di spada ferisce...

Quien a hierro mata - Di Paco Plaza (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Mario lavora come infermiere in una residenza per anziani a Betanzos, in Galizia. Ovunque lavori è amato e apprezzato da tutti. All'improvviso entra nella residenza il noto trafficante di droga galiziano Antonio Padín. Mario, molto impegnato nella sua professione, lo fa sentire a casa, seppure Antonio non sia il massimo della simpatia e del rispetto per il prossimo, e neppure i suoi figli, che lo visitano anche troppo spesso.

In spagnolo, la frase "El que a hierro mata, a hierro muere" significa esattamente la stessa cosa che in italiano si intende con "Chi di spada ferisce, di spada perisce". La traduzione internazionale in inglese, ripresa poi anche per quella italiana, è Eye for an Eye (e, come detto, in italiano Occhio per occhio), lascia comunque intendere qualcosa della trama del film. Il regista è lo stesso che funse da co-regista (insieme a Jaume Balagueró) dell'ottimo REC (e pure dei sequel), ed il film, per essere un film d'azione europeo, è buono, sorretto dal sempre ottimo Luis Tosar nei panni di Mario.

In Spanish, the phrase "El que a hierro mata, a hierro muere" means exactly the same thing that in Italian is meant by "Whoever hurts by the sword, perishes by the sword." The international translation into English, later also taken up for the Italian one, is Eye for an Eye, however, it suggests something of the plot of the film. The director is the same who acted as co-director (along with Jaume Balagueró) of the excellent REC (and also of the sequels), and the film, for being a European action film, is good, supported by the always excellent Luis Tosar as Mario.

20210602

Una distopia migliore

A Better Dystopia - Monster Magnet (2021)


Credo proprio che finché avranno forza e voglia di produrre dischi, i Monster Magnet di Dave Wyndorf, li ascolterò. Cosciente del fatto che non ritroverò la devastante psichedelia dei primi dischi, o il muscolare fascino di quelli più recenti, eppure qualcosa mi lega a loro, perfino quando reinterpretano i loro dischi (operazione di qualche tempo fa), oppure come in questo caso, in cui si dilettano a suonare cover di band a me quasi totalmente sconosciute, degli anni '60 e '70, che li hanno influenzati (loro, come molti altri), ponendo le basi dello space rock. Parliamo di Hawkind (come potevano mancare, superba Born to Go), ma pure di JD Blackfoot, The Scientists, The Macabre, Poo-Bah, Jerusalem, The Pretty Things, Josephus, The Cave Men, Table Scraps, Dust, Morgen, interpretati con il piglio giusto e la solita personalità, introdotte da una specie di omaggio a Dave Diamond, accademico, autore ma pure DJ radiofonico che a cavallo degli anni in questione, diffuse la conoscenza di molte di queste band.  
I really believe that as long as Dave Wyndorf's Monster Magnet have the strength and desire to produce albums, I will listen to them. Aware of the fact that I will not find the devastating psychedelia of the first records, or the muscular charm of the more recent ones, yet something binds me to them, even when they reinterpret their records (operation of some time ago), or as in this case, in they delight in playing covers of bands almost totally unknown to me, from the 60s and 70s, which influenced them (they, like many others), laying the foundations of space rock. We are talking about Hawkind (how could they be missing, superb Born to Go), but also about JD Blackfoot, The Scientists, The Macabre, Poo-Bah, Jerusalem, The Pretty Things, Josephus, The Cave Men, Table Scraps, Dust, Morgen, interpreted with the right attitude and the usual personality, introduced by a kind of homage to Dave Diamond, academic, author but also radio DJ who, at the turn of the years in question, spread the knowledge of many of these bands.

Nära livet (Vicino alla vita)

Alle soglie della vita - Di Ingmar Bergman (1958)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)

Cecilia Ellius viene ricoverata in ospedale dopo aver iniziato a sanguinare gravemente durante il terzo mese di gravidanza. È accompagnata da suo marito, Anders. Prima del trattamento, Cecilia chiede ad Anders se vuole veramente il bambino; Anders risponde che è troppo tardi per discutere. Cecilia si sottopone al trattamento; quando si sveglia, si rende conto di aver avuto un aborto spontaneo. In lacrime dice al personale dell'ospedale che aveva desiderato il bambino, ma Anders no, e che sapeva che il bambino non sarebbe nato con un solo genitore amorevole. Anders ritorna in ospedale e Cecilia inizia una discussione, sostenendo che si è resa conto che Anders non l'amava veramente quando sono arrivati all'ospedale.

Film cupo, che oserei definire ancora non perfettamente maturo, dove vengono affrontate alcune delle grandi riflessioni che faranno da filo conduttore nell'opera del maestro svedese, ma probabilmente non troppo approfondite, con una formula ancora da perfezionare. E' già abbastanza chiaro però, che Bergman non avrebbe fatto un cinema semplice, ma di quelli che avrebbero richiesto un certo impegno anche allo spettatore. 

Dark film, which I would dare to define still not perfectly mature, where some of the great reflections that will be the guiding thread in the work of the Swedish master are addressed, but probably not too deepened, with a formula still to be perfected. It is already clear enough, however, that Bergman would not have made a simple cinema, but one that would have required a certain commitment also from the viewer.

20210601

Papà è a casa

Daddy's Home - St. Vincent (2021)


Mi rincuora il fatto che Pitchfork abbia assegnato 6,7/10 all'album nuovo di St. Vincent, perché pensavo fosse un mio problema, visto che ne leggevo solamente bene e a me, a dirvela tutta, annoia un poco. Il disco segue il filo conduttore dell'incarcerazione del padre, e, come è sempre accaduto nella sua carriera di "mutaforma", è un omaggio al rock degli anni '70, ed il suo look (così come la campagna pubblicitaria) è cambiato di conseguenza, parrucca compresa. Molti scomodano il paragone con Bowie (io spesso uso quello con Byrne) per questo suo trasformismo. Le liriche affrontano, di conseguenza al tema principale, la paura dell'essere genitori, ma pure una critica al sistema carcerario statunitense (qui rischia molto, perché tenta di entrare in empatia con la comunità afroamericana per lo stesso problema, ma suo padre è andato in carcere per un crimine "da colletti bianchi"). Per la musica, mi spingerei a scomodare un altro grande: Prince. E' quello che mi viene in mente con Live in the Dream, forse la traccia migliore. Grandi linee di basso, tutto perfetto, arrangiamenti aiutati dalle tastiere, composizioni senza difetti, voce incantevole, tracce sinuose e qualche ritornello che prova a rimanerti in testa. Ma, onestamente, mi aspettavo molto di più, e credo che da un'artista del suo calibro, sia del tutto lecito.
I am heartened by the fact that Pitchfork has assigned 6.7/10 to the new album of St. Vincent, because I thought it was my problem, since I only read good thing about it, and to be honest, I found it a little boring to me. The album follows the common thread of her father's incarceration, and, as has always happened in her career as a "shapeshifter", is a tribute to the rock of the '70s, and her look (as well as the advertising campaign) has changed by consequently, including the wig. Many are using the comparison with Bowie (I often use the one with Byrne) for her transformation. The lyrics address, consequently to the main theme, the fear of being parents, but also a criticism of the US prison system (here she risks a lot, because she tries to empathize with the African American community for the same problem, but her father is gone in prison for a "white collar" crime). For the music, I would go so far as to bother with another great one: Prince. That's what comes to mind with Live in the Dream, perhaps the best track. Great bass lines, everything perfect, arrangements aided by the keyboards, flawless compositions, enchanting vocals, sinuous tracks and some choruses that try to stay in your head. But, honestly, I expected a lot more, and I think that from an artist of her caliber, it is entirely legitimate.

Latitante

Hammamet - Di Gianni Amelio (2020)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Alla fine degli anni '90, dopo essere fuggito dall'Italia per evitare la prigione, il vecchio e malato Bettino Craxi sta trascorrendo i suoi ultimi giorni con la moglie e la figlia nella sua villa ad Hammamet, in Tunisia. La sua nuova vita da leader caduto e da fuggitivo è ora dedicata all'incontro con i membri della famiglia, i vecchi amici e le figure oscure del suo passato.

E' giusto che la filmografia di ogni Stato si confronti con la sua storia, anche quella molto recente, ed era senz'altro tempo che qualcuno dedicasse un film alla figura quantomeno controversa di Bettino Craxi, che, da qualsiasi punto di vista lo si guardi, è stata una delle figure più importanti nella politica italiana del dopoguerra. Amelio sceglie di schierarsi il meno possibile, e di raccontare il declino impietoso, anche fisico, di questa figura imponente, usando anche stratagemmi onirici. Il film è valido e sorretto da una interpretazione che meriterebbe ben altri palcoscenici, da parte di Pierfrancesco Favino.

It is right that the filmography of each state confront itself with its history, even the very recent one, and it was certainly time for someone to dedicate a film to the at least controversial figure of Bettino Craxi, who, from any point of view you look at him, was one of the most important figures in postwar Italian politics. Amelio chooses to take sides as little as possible, and to tell the merciless decline, even physical, of this imposing figure, also using oneiric stratagems. The film is valid and supported by an interpretation that deserves larger audience, by Pierfrancesco Favino.