Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)
Don Costantino lascia il sacerdozio per un amore non corrisposto nei confronti di una donna e viene confinato da sua madre Stella affinché in paese non si sappia della sua svestizione. La donna, infatti, è già afflitta da uno scandalo: sua figlia Rosa Maria ha lasciato il marito Arturo ed è fuggita con un misterioso amante. Un vecchio faro in disuso, appartenente alla famiglia di Costantino, dovrebbe garantire all'ex prete l'isolamento. Invece attira l'attenzione di tutti, trasformandosi in un rifugio dal mondo esterno. Dopo Costantino giungono Magnolia, ex prostituta decisa a cambiare vita, e Arturo, cognato di Costantino stanco di essere deriso ed etichettato come "cornuto" dai compaesani. In seguito arriva anche Rosa Maria con l'amante, che in realtà è Valbona, sorella di Magnolia e domestica della madre Stella. Per riparare il tetto del faro, giunge una stravagante ditta di ristrutturazioni composta da Raffaele e Gennaro detto "Jennifer". Raffaele, divorziato, porta anche sua figlia Mela, rischiando di perderne la custodia se la ragazzina non dovesse riuscire a passare gli esami scolastici. (Wikipedia)
Con ritardo, dopo averlo visto a teatro ed aver ascoltato una sua intervista, mi sono avvicinato al cinema di Papaleo, e devo dire che non mi è dispiaciuto, soprattutto questa commedia leggerissima, che però tira dentro un sacco di argomenti attuali (nonostante il film abbia ormai 13 anni), e li affronta con il sorriso e tanta positività. Un cast ricco e tante prove spensierate. Il film è tratto dall'omonimo romanzo, scritto dallo stesso regista.
Belatedly, after seeing him at the theater and listening to an interview with him, I began to explore Papaleo's films, and I must say I enjoyed it, especially this very light-hearted comedy, which nevertheless touches on a wealth of current issues (despite the film being 13 years old), and addresses them with a smile and a great deal of positivity. A rich cast and many lighthearted performances. The film is based on the novel of the same name, written by the director himself.





















