Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)
Napoli, 1949. La deflagrazione di un ordigno bellico rimasto inesploso provoca il crollo di una palazzina e la morte di numerose persone. Celestina Scognamiglio è una ragazzina di dieci anni che ha perso i genitori durante i bombardamenti e nell'incidente si trova a perdere anche la zia Amelia, rimanendo senza famiglia: l'unica parente ancora in vita è la sorella Agnese, che però si è trasferita a New York con un americano che ha promesso di sposarla. Celestina è amica di Carmine, dodicenne anche lui orfano che vive alla giornata nei quartieri più poveri della città e raccoglie spiccioli mettendo in atto qualche sotterfugio e barando a mazzetti con l'aiuto di Celestina, che gli passa le carte migliori da sotto il tavolo. (Wikipedia)
Soggetto di Fellini, ritrovato, così pare, in un baule da Tullio Pinelli, drammaturgo e sceneggiatore, Salvatores costruisce un'opera dall'intento epico, ma dal sapore più di commedia agrodolce. Fotografia e scenografia quasi fumettistica, cast apprezzabile, qualche scorciatoia per la commozione di troppo, ma in definitiva, un film più che apprezzabile.
Based on a story by Fellini, apparently discovered in a trunk by playwright and screenwriter Tullio Pinelli, Salvatores crafted a work with epic intent, but with a bittersweet comedic feel. The cinematography and production design are almost comic-book-like, the cast is commendable, and there are a few shortcuts to make the film more emotional, but ultimately, it's a more than enjoyable film.





















