Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Rita Mora Castro, un'avvocatessa in difficoltà a Città del Messico, guida la difesa in un caso di omicidio che coinvolge la moglie di un noto personaggio dei media. Contro la sua coscienza, Rita sostiene che la donna si sia suicidata. Dopo aver vinto la causa, Rita riceve una telefonata anonima con un'offerta misteriosa ma allettante. Riflettendo sul suo malcontento, accetta un incontro. Il suo cliente, che si rivela essere il boss del cartello Juan "Manitas" Del Monte, esprime il desiderio di sottoporsi segretamente a un intervento chirurgico di riassegnazione di genere e iniziare una nuova vita come donna. Dopo aver consultato medici a Bangkok e Tel Aviv, Rita trova un chirurgo che accetta di eseguire l'intervento dopo aver ascoltato i ricordi di Manitas sulla disforia di genere durante l'infanzia. In seguito all'operazione, la moglie di Manitas, Jessi, e i loro figli vengono trasferiti in Svizzera. Jessi implora di poter andare negli Stati Uniti per stare con sua sorella, ma le viene detto che la Svizzera è stata scelta per la loro sicurezza. Rita riceve una somma esorbitante per i suoi servizi. Nel frattempo, Manitas finge la propria morte e inizia una nuova vita come Emilia Pérez. (Wikipedia)
Un film che ha fatto discutere prima, durante e dopo, questo ultimo lavoro del pirotecnico regista francese, recitato in spagnolo ed inglese e ambientato per lo più in Messico, non è quel capolavoro che qualcuno voleva farci credere, e non è neppure un brutto film, anzi. E' un pentolone che mescola musical, telenovela, dramma e gangster movie, con l'aggiunta di disforia di genere, riassegnazione di genere, una spruzzata di procedurale, e chi più ne ha più ne metta. Colorato, ombreggiato, ritmato, esagerato: è valso (giustamente) l'Oscar a Zoe Saldaña (miglior attrice non protagonista), e pure la prova di Karla Sofía Gascón (che fu nominata nella categoria per la miglior attrice protagonista, e che avrebbe fatto storia, visto che è realmente una persona transessuale) è degna di nota. Difetti certamente, ma senza dubbio interessante.
A film that sparked discussion before, during, and afterward, this latest work from the explosive French director, performed in Spanish and English and set mostly in Mexico, isn't the masterpiece some would have us believe, and it's not even a bad film—quite the opposite. It's a melting pot that mixes musical, soap opera, drama, and gangster movie, with the addition of gender dysphoria, gender reassignment, a dash of procedural, and so on. Colorful, nuanced, fast-paced, over-the-top: it (rightly) earned Zoe Saldaña an Oscar (Best Supporting Actress), and Karla Sofía Gascón's performance (she was nominated for Best Actress, and would have made history, given that she is actually transgender) is also noteworthy. Flaws, certainly, but undoubtedly interesting.





















