No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20261015

Approdo

Landfall - Wage War (2026)


Sesto album per la band floridiana. Se ricordate i miei commenti degli album precedenti, mi hanno pian piano convinto della bontà della loro proposta, un metalcore potente e melodico, simile a quello dei migliori nel genere, ma con una certa personalità. Anche stavolta, un disco bello pesante, ma al tempo stesso con svariate tracce che fanno venire voglia di cantare e fare headbanging al tempo stesso. Niente male.


This is the sixth album from the Florida-based band. If you recall my thoughts on their previous releases, they gradually won me over with the quality of their sound—a powerful yet melodic brand of metalcore that rivals the genre's best while retaining a distinct personality. Once again, it’s a heavy record, yet it features plenty of tracks that make you want to sing along and headbang at the same time. Not bad at all.

Lo stato elettrico

Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)


In un 1990 alternativo, una guerra tra umani e robot ha lasciato il mondo nel caos. Con l'aiuto di Ethan Skate, CEO di Sentre, che ha sviluppato la tecnologia Neurocaster, la quale permetteva agli umani di caricare le proprie menti nei droni, l'umanità è riuscita a vincere la guerra, mentre i robot sono stati relegati nella Zona di Esclusione. Tuttavia, il successo di questa tecnologia ha fatto sì che molte persone scegliessero di vivere le proprie vite virtuali in uno stato semi-vegetativo, mentre i droni svolgevano la maggior parte del lavoro.
Nel 1994, l'adolescente Michelle vive con il suo padre adottivo irresponsabile, Ted. Anni prima, era rimasta coinvolta in un incidente d'auto con la sua famiglia, in cui i suoi genitori e suo fratello sarebbero morti, e da allora ha vissuto con una serie di famiglie affidatarie. Michelle ha anche problemi a scuola a causa del suo rifiuto di utilizzare la tecnologia Neurocaster per partecipare alle lezioni virtuali. (Wikipedia)

Basato su Passagen (in Italia Electric State), libro dello svedese Simon Stålenhag, il film dei fratelli Russo rimarrà sicuramente nella storia come uno dei film ad altissimo budget più brutti. Non ho letto il libro, ma sono certo che sia migliore di questa favoletta apocalittica, con due protagonisti monodimensionali, troppo lunga ed estremamente noiosa. Statene alla larga.

Based on the book Passagen (in English The Electric State), by Swedish artist Simon Stålenhag, the Russo brothers' film will surely go down in history as one of the worst big-budget films. I haven't read the book, but I'm sure it's better than this apocalyptic tale, with two one-dimensional protagonists, which is overlong and extremely boring. Stay away.

20261014

Monarca

Monarch - Dead Poets Society (2026)


La band di Boston, Massachusetts, qui al terzo album, per me una scoperta, autrice di un alt-rock dalle mille sfaccettature ed influenze, ha fatto uscire, con questo Monarch, secondo me una delle cose più eccitanti dell'anno. Come mi piace, mentre li ascoltavo mi giravano in testa i riferimenti e mi sono sbizzarrito con le similitudini: dei Muse meno stucchevoli, i Chevelle mescolati con i Twenty One Pilots, i Turnstile con meno hype. Non sono esattamente metal, ma quando spingono le chitarre sono potenti, la voce di Jack Underkofler vola altissima e funziona alla perfezione, le melodie sono conturbanti e piene di vigore, le strutture delle canzoni complesse e a volte progressive, ma non sono mai ridondanti o troppo lunghe. Insomma, difficile toglierlo dalla rotazione.


This band from Boston, Massachusetts—a new discovery for me—is now on its third album, delivering a multifaceted brand of alt-rock rich in diverse influences; with *Monarch*, they have released what I consider one of the most exciting records of the year. As I listened, I enjoyed mentally tracing their influences and coming up with comparisons: a less cloying Muse, Chevelle mixed with Twenty One Pilots, or a less hyped-up Turnstile. They aren't exactly metal, yet they pack a powerful punch when the guitars kick in; Jack Underkofler’s vocals soar effortlessly and work to perfection, the melodies are stirring and full of vigor, and the song structures—while complex and at times progressive—never feel bloated or overlong. In short, it’s an album that’s hard to take out of heavy rotation.

Electronic Labyrinth: THX 1138 4EB

Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


In questo futuro distopico, i rapporti sessuali e la riproduzione sono proibiti, e le droghe che alterano la mente sono obbligatorie per imporre l'obbedienza dei cittadini e garantire la loro capacità di svolgere compiti pericolosi e impegnativi. I lavoratori indossano uniformi bianche identiche e hanno la testa rasata per enfatizzare l'uniformità, così come gli androidi della polizia che indossano il nero e i monaci che vestono la tunica. Invece di un nome, le persone hanno una designazione composta da tre lettere arbitrarie (chiamate "prefisso") e quattro cifre, riportate su un badge identificativo indossato in ogni momento.
Nei loro posti di lavoro nei centri di controllo video centralizzati, SEN 5241 (un uomo) e LUH 3417 (una donna) sorvegliano la città. LUH ha un compagno di stanza di nome THX 1138, che lavora in una fabbrica che produce androidi poliziotti. All'inizio della storia, THX termina il suo turno, mentre dagli altoparlanti esorta gli operai ad "aumentare la sicurezza" e si congratula con loro per aver perso solo 195 lavoratori nell'ultimo periodo, contro i 242 della fabbrica concorrente. Sulla via del ritorno, si ferma a un confessionale. Un ritratto cristologico di "OMM 0000" pronuncia parole rassicuranti mentre lui si preoccupa che i suoi sedativi non stiano facendo effetto e che LUH si stia comportando in modo strano. (Wikipedia)

Lungometraggio di debutto per Lucas (che rielabora un suo cortometraggio del 1967, relizzato come saggio per il suo master alla USC), su un suo soggetto e con una sceneggiatura da lui scritta. Minimalista ma visionario, ovviamente lascia intravedere un grandissimo potenziale. Grande cast. 

Lucas's debut feature film (reworking his 1967 short, made as a master's thesis at USC), based on his own story and screenplay. Minimalist yet visionary, it clearly shows tremendous potential. A great cast.

20261013

Country/Disco

Crisco - Miranda Lambert (2026)


Spiace dirlo, ma il mio giudizio sul decimo album di una delle stelle del nuovo country pop statunitense, è piuttosto negativo. Spiace perché Miranda Lambert è un'artista che stimo da tempo (ne sono testimoni i molti commenti su svariati suoi dischi del passato) e che penso sia capace di molto meglio, ma l'impressione è che stavolta abbia lavorato al cosiddetto "minimo sindacale", giusto per far uscire un album. Nessuna vetta, neppure una canzone, pur piccola, che riesca a lasciare il segno. Peccato.


It is disappointing to say, but my assessment of the tenth album by one of the stars of modern US country-pop is rather negative. It is disappointing because Miranda Lambert is an artist I have long admired—as evidenced by my many comments on various past records of hers—and one I believe is capable of much better; yet the impression is that, this time, she did the bare minimum just to get an album out. There are no highlights—not even a single song, however modest, that manages to leave a mark. A shame.

L'esorcista

The Exorcist - Di William Friedkin (1973)
Giudizio sintetico: capolavoro (5/5)


Nel nord dell'Iraq, il sacerdote Lankester Merrin partecipa a uno scavo archeologico tra le antiche rovine di Hatra. Durante gli scavi, trova un talismano di pietra raffigurante un essere alato che gli suscita preoccupazione. In seguito, si reca presso un'antica statua della stessa creatura, confrontandosi silenziosamente con essa.
A Georgetown, Washington, D.C., l'attrice Chris MacNeil recita in un film diretto dal suo amico Burke Dennings. Chris, insieme alla figlia dodicenne Regan MacNeil, affitta una lussuosa casa con personale di servizio. Mentre trascorre del tempo nella casa, Regan scopre una tavola Ouija. Ignara delle tradizionali superstizioni legate alla tavola, ci gioca da sola, lanciando un invito aperto chiedendo se "c'è qualcuno" là fuori, e ritirando frequentemente le mani dalla planchette senza salutare o congedare adeguatamente lo spirito. Questo uso sconsiderato della tavola apre una porta al demone Pazuzu, che inizialmente si manifesta come un amichevole compagno invisibile che lei chiama "Capitano Howdy" (Capitan Gaio nella versione doppiata in italiano). Nel frattempo, padre Damien Karras, uno psichiatra che offre consulenza ai sacerdoti dell'Università di Georgetown, fa visita alla madre malata a New York. In seguito, confida a un collega di stare attraversando una crisi di fede.
Chris organizza una festa con l'amico di Karras, padre Joseph Dyer, che spiega il ruolo di Karras come consulente e accenna alla recente morte della madre. Regan, apparentemente indisposta, compare e urina prima che Chris la conforti. Il letto di Regan trema violentemente dopo che Chris la rimette a letto. Più tardi, Dyer consola Karras, in colpa per non essere stato con la madre al momento della sua morte. (Wikipedia)

Colmo oggi una lacuna enorme, recensendo quello che, per me, è il miglior film di sempre. Un horror sovrannaturale psicologico immenso, che resiste al tempo (uno dei pochi film che ho rivisto più volte, insieme a Big Wednesday, e nello specifico, The Exorcist visto molte volte quando ero giovane, poi in occasione del 25esimo - con pochi secondi di Director's Cut -, e poi ultimamente per vedermelo finalmente in versione originale), e ancora mette angoscia. Un film che mette in scena quasi pedissequamente il libro dal quale è tratto (una piccola variazione finale), e che, nonostante effetti speciali ancora abbastanza grezzi, riesce a creare un'atmosfera da brividi, e a far dubitare di tutto. Un cast azzeccatissimo, e un regista che riesce a far esprimere tutti al meglio. Se non lo avete visto, colmate la lacuna, altrimenti non potremmo mai neppure cominciare un discorso.

Today I'm filling a huge gap by reviewing what, for me, is the best film of all time. A huge psychological supernatural horror film that stands the test of time (one of the few films I've rewatched multiple times, along with Big Wednesday, and specifically The Exorcist, which I watched many times when I was young, then on its 25th anniversary—with a few seconds of the Director's Cut—and then recently to finally see it in its original version), and it still instills anguish. A film that almost slavishly retells the book on which it's based (with a slight difference at the end), and which, despite the still-rather crude special effects, manages to create a chilling atmosphere and make you question everything. A truly perfect cast, and a director who manages to bring out the best in everyone. If you haven't seen it, fill the gap, otherwise we'd never even be able to begin a discussion.

20261012

Il padre di tutto si risveglia

The Allfather Awakens - Amon Amarth (2026)


Tredicesimo album per la band svedese, alla quale ho pensato molto durante i Mondiali di calcio del 2026 (i tifosi norvegesi hanno "scippato" al pubblico degli Amon Amarth il cosiddetto Viking-roing). Secondo il mio modesto parere, bisogna ammettere che la band prova ad inserire alcune diversificazioni, sulla base che ho sempre definito come heavy metal classico con il cantato growl/harsh: qualche spruzzo di deathcore, e melodie ispirate al folk nordico (ma suonate con riff potenti), giusto per fare qualche esempio. Insomma, come sempre non saranno dei maestri dell'originalità, ma sicuramente non sono ingessati.


This is the thirteenth album from the Swedish band—a group I thought about a lot during the 2026 World Cup (Norwegian fans "hijacked" the so-called "Viking rowing" move from Amon Amarth's audience). In my humble opinion, one has to admit that the band attempts to introduce some variety into what I’ve always described as classic heavy metal with growled/harsh vocals—adding touches of deathcore and melodies inspired by Nordic folk (albeit played with powerful riffs), to name a few examples. In short, while they may not be masters of originality, they certainly aren't stuck in a rut.

Sottomissione

Giudizio sintetico: si può vedere, ma anche no (2,5/5)


L'umanità ha sviluppato androidi dall'aspetto realistico che hanno sostituito gli umani in molti lavori. Nick, un caposquadra edile, vive con la moglie Maggie, affetta da una non meglio specificata patologia cardiaca, e i loro due figli: la figlia piccola Isla e il neonato Max. Quando Maggie viene ricoverata in ospedale a causa della sua condizione, Nick fatica a gestire la casa da solo. Acquista quindi un androide, chiamato "sim", che Isla chiama Alice, per farsi aiutare nelle faccende domestiche.
Inizialmente utile, il comportamento di Alice diventa sempre più inquietante dopo che Nick la resetta per permetterle di guardare Casablanca per la prima volta. Sviluppa un attaccamento malsano a Nick e alla sua famiglia, mostrando segni di gelosia nei confronti di Maggie. Alla fine seduce un riluttante Nick e i due hanno un rapporto sessuale, con il pretesto di alleviare il suo stress. Nel frattempo, Nick deve affrontare le tensioni sul lavoro, poiché i robot minacciano di sostituire la sua forza lavoro umana. (Wikipedia)

Potremmo definire la storia in molti modi, di getto mi sovviene un "Terminator domestico". Subservience, nonostante il cast non sia dei migliori (per quanto belli, Fox e Morrone, Alice e Nick, non sono il massimo della varietà di espressioni), non sarebbe nemmeno troppo brutto, quantomeno concettualmente, ma cade qua e là in alcuni stereotipi che non lo sollevano troppo dalla sufficienza striminzita.

We could define the story in many ways, but it immediately reminds me of a "domestic Terminator." Subservience, despite its not-so-great cast (as good-looking as Fox and Morrone, Alice, and Nick, are, aren't the top-notch of the acting), isn't even that bad, at least conceptually, but it falls into a few stereotypes here and there that don't lift it much from the paltry sufficiency.

20261011

"52°30’11″N, 13°26’12″E"

Solaris - The Ocean (2026)


Decimo album, ennesimo cambio di formazione, ma la sostanza rimane intatta e validissima, per il collettivo tedesco. Inoltre, vengo pazialmente smentito in merito alla direzione che a me sembrava aver preso con il precedente Holocene. Solaris, liberamente ispirato al capolavoro cinematografico omonimo del maestro russo, è un bel disco, a mio giudizio, di grande atmosfera, difficilmente incasellabile, potente, sperimentale, suggestivo. Avercene di post-metal così.


It is their tenth album and yet another lineup change, but the substance remains intact and top-notch for this German collective. Moreover, I am partially proven wrong regarding the direction I thought they had taken with the previous *Holocene*. *Solaris*—loosely inspired by the Russian master’s cinematic masterpiece of the same name—is, in my view, a fine record: atmospheric, hard to pigeonhole, powerful, experimental, and evocative. We could use more post-metal like this.

Sotto il sole di Satana

Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

In un villaggio della Francia settentrionale, padre Menou-Segrais accoglie nella sua parrocchia il giovane padre Donissan. Consumato dai dubbi sulla sua vocazione e incline all'autoflagellazione, Donissan fatica a svolgere i suoi doveri religiosi quotidiani. Menou-Segrais, una figura di riferimento, lo aiuta a scoprire la sua vera identità e a rivelare il suo profondo desiderio di santità. Nelle vicinanze, Germaine Malhorty, detta Mouchette, una sedicenne figlia di un ricco birraio locale, è alla ricerca di sé stessa, intrappolata tra menzogne ​​patologiche e minacce di suicidio, e intreccia numerose relazioni con uomini più anziani. Amante del marchese de Cadignan, un nobile decaduto sul punto di vendere la sua tenuta, ha anche una relazione con un medico sposato, il deputato Gallet. (Wikipedia)

Basato sull'omonimo romanzo del 1926 di Georges Bernanos, probabilmente il più famoso dei film del regista francese, sempre alla ricerca di storie stimolanti e provocatorie, certamente non le classiche storie "da botteghino", Sotto il sole di Satana offre una coppia di protagonisti in una performance altamente intensa, e una fredda riflessione su santità, fede, natura del male, insomma, una sorta di stimolo teologico imbastito da un regista ateo.

Based on the 1926 novel of the same name by Georges Bernanos, probably the most famous of the French director's films, always in search of stimulating and provocative stories, certainly not the classic "box office" ones, Under the Sun of Satan offers a pair of leads in highly intense performances, and a cold reflection on holiness, faith, and the nature of evil—in short, a sort of theological stimulation concocted by an atheist director.

20261010

Il resto di Sivert Høyem

The Rest Of Sivert Høyem - Sivert Høyem (2026)


Come dice lui stesso, commentando l'uscita di questo disco, naturale prosecuzione del Best Of uscito qualche mese fa, "Sto facendo pulizia negli archivi, tirando fuori tutto ciò che ho tenuto per me negli ultimi vent'anni". Quindi, siamo di fronte ad un disco per appassionati del lavoro di questo musicista, compositore e cantante norvegese, del quale vi ho parlato più volte a causa del mio essere fan dei Madrugada, la sua altra attività nonché quella che me l'ha fatto conoscere. Inediti, outtakes, b-sides, cover (Springsteen, Roxy Music, Dire Straits e altre chicche), per un disco, come al solito, deliziosamente pop ma venato di blues, soul, folk, ben suonato, e cantato da una delle voci migliori in circolazione.


As he himself puts it when discussing the release of this album—a natural follow-up to the *Best Of* released a few months ago—"I’m cleaning out the archives, revealing all the stuff I’ve kept to myself for the last twenty years". This is, therefore, an album for devotees of this Norwegian musician, composer, and singer—an artist I’ve mentioned often, given my fandom for Madrugada, the other band he is involved with and the one through which I first discovered him. It features unreleased tracks, outtakes, B-sides, and covers (Springsteen, Roxy Music, Dire Straits, and other gems) on an album that is, as always, delightfully pop yet tinged with blues, soul, and folk; it is expertly played and sung by one of the finest voices around.

L'impero

L'empire - Di Bruno Dumont (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Due razze extraterrestri, conosciute come gli Zero e gli Uno, si scontrano per il controllo del nostro pianeta e dell'umanità sulla Costa d'Opale (Pas-de-Calais). Uno scontro tra le forze del bene e del male, il cui premio principale sembra essere un bambino, figlio di Belzebù e reincarnazione del Male, il tutto mentre gli ignari esseri umani non si accorgono di niente. (Wikipedia)

Se conoscete un minimo il cinema di Dumont, tenete conto che questo vuole essere una satira della saga di Star Wars. Se non lo conoscete, e casualmente vi ponete alla visione, per voi potrebbe essere uno shock. Cinema apparentemente poverissimo, addirittura improvvisato, eppure c'è da morir dal ridere, e dopo molto tempo, da rifletterci sopra. Questo è Dumont, prendere o lasciare.

If you're even slightly familiar with Dumont's films, keep in mind that this is intended as a satire of the Star Wars saga. If you're unfamiliar with it and happen to watch it, it might come as a shock. It's a seemingly impoverished, even improvised, film, yet it's hilarious, and, after a long time, thought-provoking. This is Dumont, take it or leave it.

20261009

Salita al Parnaso

Gradus ad Parnassum - Mirar (2026)


Stavolta è l'algoritmo di Spotify che mi ha fatto imbattere in questo duo francese (ma leggendo i titoli dei loro lavori precedenti, un EP e un album, mi pare di ricordare che qualcuno me li avesse già segnalati, o di essermici già imbattuto, questa è l'età), autore di questo EP di un metal estremamente sperimentale e chiaramente influenzato dalla cultura classica antica, in molte delle sue sfaccettature. Un viaggio affascinante e impegnativo, appunto, attraverso il metal, la techno, il folk, l'ambient, la musica classica. Cercate di essere sul pezzo.


This time, it was the Spotify algorithm that led me to this French duo—though looking at the titles of their previous releases (an EP and an album), I seem to recall someone mentioning them to me before, or perhaps having stumbled upon them already (such is the nature of aging). They are the creators of this EP, which features an extremely experimental style of metal clearly influenced by ancient classical culture in many of its facets. It is a fascinating and demanding journey—spanning metal, techno, folk, ambient, and classical music. Try to keep up.

Non guardare adesso (A Venezia... un dicembre rosso shocking)

Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


I coniugi inglesi John e Laura Baxter arrivano a Venezia per lavoro pochi mesi dopo la tragica morte della figlia minore Christine, annegata nello stagno della loro villa, evento che era stato misteriosamente previsto dal padre pochi attimi prima che accadesse. Impegnato nella conduzione di alcuni lavori di restauro nella chiesa veneziana di San Nicolò dei Mendicoli, John deve occuparsi della salute della moglie, caduta in depressione a causa della recente scomparsa della figlia. Durante un pranzo in un ristorante, Laura conosce due sorelle scozzesi, Heather e Wendy, la prima delle quali è una sensitiva non vedente, dotata di poteri medianici; a causa di ciò Heather comunica a Laura di avere appena "visto" accanto a lei e John una bambina bionda sorridente con un impermeabile rosso: la piccola Christine. (Wikipedia)

Altro suggerimento letto in giro e recepito al volo, questo vecchio lungometraggio del regista inglese, girato in gran parte a Venezia e con un cast misto (italiano e straniero), è da più parti indicato come un film che ha cambiato i parametri dell'horror. Il regista inglese, già direttore della fotografia e molto attento anche al montaggio, riesce a dare una impostazione diversa dagli standard convenzionali per quell'epoca, aprendo a grandi cambiamenti. Anche a livello concettuale, l'horror è più psicologico che materiale. Interessante.

Another recommendation I've read around and quickly adopted: this older feature film by the English director, shot largely in Venice and featuring a mixed cast (both Italian and foreign), is widely considered a film that changed the parameters of horror. The English director, already a cinematographer and also very attentive to editing, manages to create a setting that differs from the conventional standards of the time, paving the way for major changes. Even on a conceptual level, horror is more psychological than material. Interesting.

20261008

Andrà tutto bene

We're All Going To Be Fine - Lost in Kyiv (2026)


In precedenza noti come Lost in Kiev (il 25 marzo 2026 i membri del gruppo annunciano sui social media di adottare il nome Lost in Kyiv, più in linea con i propri valori e con la propria visione della situazione in Ucraina), questo è il quinto album della band parigina. La loro proposta è un post-rock/metal che tende a volte verso il blackgaze, a volte verso il progressive, molto melodico e molto sperimentale, senza mai risultare pesante o difficilmente fruibile. Un disco che mi è molto piaciuto.


This is the fifth album from the Parisian band formerly known as Lost in Kiev (on March 25, 2026, the members announced on social media that they were adopting the name Lost in Kyiv, aligning better with their values ​​and their view of the situation in Ukraine). Their sound is a blend of post-rock and metal—leaning at times towards blackgaze and at others towards progressive rock—that is highly melodic and experimental without ever becoming heavy or inaccessible. It is a record I really enjoyed.

도망친 여자 (La donna in fuga)

Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Una donna sposata da cinque anni si ritrova per la prima volta separata dal marito per più di un giorno. Va a trovare una vecchia amica divorziata, di cui invidia l'appartamento con il giardino. Si reca poi a casa di un'altra amica, che frequenta un caffè d'artista dove incontra gente. Infine, va a vedere un film in un centro culturale, ma si imbatte in una vecchia amica e nel marito di quest'ultima, un famoso scrittore che un tempo era stato il suo fidanzato. (Wikipedia)

Ho letto da qualche parte il nome di questo regista sud coreano, ed ho voluto provare uno dei suoi molti film. Niente male, se, come a me, vi piacciono i film semplici e molto parlati (anche se, essendo qui in Asia, non pensate a un film verboso), di quelli che lasciano molto spazio all'interpretazione dello spettatore, che è chiamato ad immaginare i pensieri dei protagonisti, a mettersi nei loro panni. Bene il cast, estremamente spontaneo.

I read the name of this South Korean director somewhere, and I wanted to try one of his many films. Not bad if, like me, you like simple, talkative films (though, being here in Asia, you don't expect a verbose film), the kind that leaves plenty of room for interpretation, inviting the viewer to imagine the protagonists' thoughts, to put themselves in their shoes. The cast is good, extremely spontaneous.

20261007

Annichilista

Annihilist - Hippotraktor (2026)


Terzo album per la band belga (componenti di Mechelen e Anversa), che condivide il cantante Stefan De Graef con gli Psychonaut. Vengono (correttamente) definiti progressive/post metal, e direi che devono moltissimo ai migliori Tool. Tecnicamente impeccabili, disco estremamente potente e godibile al tempo stesso.


This is the third album from the Belgian band (with members hailing from Mechelen and Antwerp), which shares vocalist Stefan De Graef with Psychonaut. They are (accurately) described as progressive/post-metal, and I would say they owe a great deal to the best of Tool. Technically flawless, the record is both extremely powerful and highly enjoyable.

Eternal visionary

Eterno visionario - Di Michele Placido (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Autunno 1934, Luigi Pirandello è sul treno verso Stoccolma, pronto a ricevere il Premio Nobel per la letteratura. Durante il viaggio rivive il fascino e la magia dei personaggi che hanno popolato la sua vita e ispirato la sua arte attraverso i fantasmi di tutta la sua esistenza. Immergendosi nel suo universo visionario si scoprono l'umanità, le passioni, le ossessioni e l'esistenza più segreta intrappolata fra l'amore dirompente e impossibile per Marta Abba e il burrascoso rapporto con la dolorosa follia della moglie Antonietta Portulano oltre al legame conflittuale con i figli, il rapporto controverso con il fascismo e il sogno di un amore assoluto, in un percorso di vita che va tra Roma, Stoccolma, la Berlino dei cabaret e di Kurt Weill, la sua Sicilia arretrata degli zolfatari e dagli arcaici paesaggi, la bellezza della Milano di inizio Novecento, e l'America che ne consacra il genio a Hollywood e a Broadway. (Wikipedia)

Omaggio al genio di Pirandello, con un film misurato, questo è l'aggettivo che mi sento di usare sia per la regia, che per le interpretazioni di tutto il cast. La struttura basata sui flashback funziona abbastanza bene, e ne esce un ritratto che rende bene l'idea di una grande mente, che ha dovuto comunque districarsi con una vita non sempre semplicissima, e non esente da errori.

A tribute to the genius of Pirandello, with a measured film—that's the adjective I'd use for both the direction and the performances of the entire cast. The flashback-based structure works quite well, and the result is a portrait that captures the essence of a great mind, who nevertheless had to navigate a life that wasn't always easy and wasn't free of mistakes.

20261006

Troppo veloce per morire

Too Fast to Die - Archspire (2026)


Quinto album della band canadese che conferma tutto quello già detto su di loro, technical death metal incessante ed asfissiante, estremamente preciso e ben prodotto. Le sporadiche aperture melodiche sono anch'esse estremamente interessanti, e devo dire onestamente che l'ascolto mi lascia la curiosità di sentirli se decidessero di rallentare anche solo un poco. Disco massiccio. 


This fifth album from the Canadian band confirms everything previously said about them: relentless, suffocating technical death metal that is extremely precise and well-produced. The sporadic melodic passages are also highly interesting, and I must honestly say that listening to the record leaves me curious to hear what they might sound like if they decided to slow down, even just a little. A massive album.

Forbidden City

Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


1995, Cina. Con la politica del figlio unico in pieno vigore, i genitori delle piccole Yun e Mei decidono di tener segreta la seconda per evitare denunce. Fin da bambine, le due figlie sono educate alle arti marziali.
2025: Mei, divenuta esperta di tecniche di combattimento, arriva a Roma alla ricerca di Yun, data per scomparsa. Il luogo chiave per l'indagine è l'affollato ristorante cinese dell'Esquilino "Città proibita", nel quale i clienti possono non solo mangiare ma anche intrattenersi con massaggiatrici e prostitute e dove anche Yun si è dovuta riciclare come squillo. (Wikipedia)

Un altro gran bel film del regista romano, una delle migliori cose italiane viste negli ultimi tempi. Fotografia che riesce a restituire una Roma attuale e non edulcorata, bella ma con tutti i suoi difetti, una coppia protagonista non troppo conosciuta ma ben amalgamata, con un'ottima chimica, e una trama assurda quando basta per essere credibile, soprattutto perché basata su un'Italia ormai apertamente multiculturale. Si ride, ci si commuove, si omaggiano diversi tipi di cinema. Bravo.

Another great film from the Roman director, one of the best Italian films we've seen in recent memory. The cinematography captures a contemporary, unadulterated Rome, beautiful but with all its flaws. The lead couple, while not overly well-known, have excellent chemistry. The plot is absurd enough to be believable, especially given that it's set in an Italy that's now openly multicultural. It makes you laugh, it moves you, and it pays homage to different types of cinema. Bravo.

20261005

Tempi difficili

Trying Times - James Blake (2026)


Settimo album per il genietto inglese, che personalmente seguo da tempo, seppure il genere che propone non sia esattamente il mio preferito. Eppure, anche stavolta, dopo un paio di brani che mi lasciavano interdetto, ho riconosciuto il suo tocco, il suo modo sapiente e vellutato di scrivere ed interpretare grandi canzoni dall'anima soul, con arrangiamenti e trovate decisamente moderne, e all'avanguardia. Ancora una volta, un'ottima prova di James Blake.


This is the seventh album from the British whiz kid—an artist I’ve followed for a long time, even if the genre he plays isn't exactly my favorite. Yet, once again—after a couple of tracks that initially left me puzzled—I recognized his signature touch: that skillful, velvety way he writes and performs soulful songs, blending them with decidedly modern, cutting-edge arrangements and inventive flourishes. It is, yet again, an excellent effort from James Blake.

Il fantino

Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Remo Manfredini è un fantino leggendario, ma il suo comportamento autodistruttivo inizia a offuscare il suo talento e minaccia la sua relazione con la fidanzata, Abril. Il giorno della corsa più importante della sua vita sportiva, quella che lo libererà dai debiti con il suo boss mafioso, Sirena, subisce un grave incidente, scompare dall'ospedale e vaga per le strade di Buenos Aires. Libero dalla sua identità, inizia a scoprire chi è veramente destinato a essere. Ma Sirena lo vuole trovare, vivo o morto. (Wikipedia)

Stilisticamente molto bello, questo film argentino con un cast internazionale, ha riscosso un ottimo successo di critica. Anche a me è piaciuto esteticamente, e mi ha pure divertito con il suo grottesco nonsense, ma bisogna riconoscere che i personaggi sono poco approfonditi, e, se c'è un messaggio, non è molto chiaro.

Stylistically beautiful, this Argentine film, with its international cast, has received excellent critical acclaim. I also liked its aesthetics, and even enjoyed its grotesque nonsense, but it must be admitted that the characters are poorly fleshed out, and if there is a message, it's not very clear.

20261004

Salvatrice

Sotera - Junius (2026)


Stavolta arrivo alla band di Boston, Massachusetts, qui al loro quarto album (ma per la cronaca, in 23 anni di carriera hanno pubblicato pure molti EP) per mezzo di una (solita) segnalazione dei cosiddetti ben informati. Autori di un post-metal molto interessante, e, anche nel loro caso, di gran classe. L'impressione che danno inizialmente è veramente straniante, pensate che il timbro della voce di Joseph E. Martinez, di primo acchito, mi ha ricordato quella di Dave Gahan (non è che debbo dirvi pure di quale band è il cantante, vero?). Il resto è metal potentissimo, di grande impatto, con strutture compositive progressive. Un altro ottimo disco.


This time, I’ve come across this band from Boston, Massachusetts—now on their fourth album (though, for the record, they’ve also released numerous EPs over their 23-year career)—thanks to a tip-off from the usual "well-informed" sources. They create highly interesting post-metal that is, in their case too, truly classy. The initial impression is genuinely disorienting; for instance, Joseph E. Martinez’s vocal timbre reminded me—at first listen—of Dave Gahan (I don’t need to tell you which band he sings for, do I?). The rest is incredibly powerful, high-impact metal featuring progressive compositional structures. Another excellent record.

Il 47

El 47 - Di Marcel Barrena (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Negli anni '60 e '70, la periferia di Barcellona fu in gran parte formata e costruita da immigrati provenienti dall'Estremadura e dall'Andalusia, che edificarono i quartieri con le proprie mani, pur non essendo considerati parte integrante della città. Le baraccopoli della città sono prive persino di acqua corrente ed elettricità. Esasperato dalle affermazioni del Comune secondo cui i mezzi pubblici non possono raggiungere la zona perché le strade sono troppo strette e pericolose, Manolo Vital, autista di autobus per Transports Metropolitans de Barcelona, ​​tenterà di dimostrare l'errore delle autorità al volante della linea 47. (Wikipedia)

Film che prende spunto da una storia realmente accaduta, tramandata nel tempo e sicuramente, arrivata ai nostri tempi con diversi ritocchi (da quel che sembra di capire, indagando sommariamente, fu più un'azione collettiva, e un paio di anni prima ci aveva già provato una attivista donna), che riesce a creare empatia grazie anche ad un buon cast, e soprattutto, che può servire da metafora dei tempi che corrono.

A film inspired by a true story, passed down through time and certainly brought to our times with several adjustments (from what I understand, from a cursory investigation, it was more of a collective action, and a couple of years earlier a female activist had already attempted it), which manages to create empathy thanks also to a good cast, and above all, it can serve as a metaphor for the times we live in.

20261003

Cicli nel sogno infinito

Cycles in the Infinite Dream - REZN (2026)


Sesto album, band da Chicago, Illinois. Ascolto piuttosto interessante: la band è un quartetto (Phil Cangelosi, basso, cori; Rob McWilliams, chitarre, voce solista, sitar; Spencer Ouellette, sintetizzatori modulari, sassofono; Patrick Dunn, percussioni, sitar), come capirete piuttosto particolare. La voce è pulita, il suono è potente e incisivo, spesso psichedelico (ci sono momenti nei quali riescono a ricordare addirittura i Pink Floyd), ma sono decisamente metal. Con classe.


This is the sixth album from the band based in Chicago, Illinois. It makes for a rather interesting listen: the group is a quartet—Phil Cangelosi (bass, backing vocals), Rob McWilliams (guitars, lead vocals, sitar), Spencer Ouellette (modular synths, saxophone), and Patrick Dunn (percussion, sitar)—with a decidedly distinctive lineup. The vocals are clean, and the sound is powerful and punchy—often psychedelic (there are moments that even recall Pink Floyd)—yet they are unmistakably a metal band. And a classy one at that.

Travel with Anita

Viaggio con Anita - Di Mario Monicelli (1979)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Guido Massaccesi, dirigente bancario romano, informato da sua sorella Oriana che il padre Armando è gravemente malato, lascia la moglie Elisa con il figlio e parte in macchina, una Alfa Romeo Giulietta, per raggiungere Rosignano Solvay, loro paese natale. Deciso a compiere il viaggio in dolce compagnia, Guido va a trovare Jennifer, la sua amante che non vede da mesi. Il netto rifiuto della ragazza a seguirlo lo spinge a portare con sé Anita Watson, una ventiseienne americana, venuta a Roma per ritrovare un architetto italiano conosciuto a Chicago. La ragazza, all'oscuro sul vero motivo del viaggio, reagisce alle prepotenze del compagno e provoca un incidente stradale. (Wikipedia)

Tralasciando le emozioni che mi ha dato la visione di questo film, in larga parte girato nella cittadina dove sono nato e cresciuto, e dove tra le comparse figurano diverse conoscenze, è interessante notare che il soggetto era di Fellini e del fido Pinelli (con addirittura anche il contributo di Pasolini), e dopo molti anni è finito nelle mani del produttore Alberto Grimaldi, che lo affidò al grande Monicelli. Esempio, uno dei molti, di grande commedia all'italiana, specchio della nostra società allora nel pieno del boom economico, ma già piena di difetti che, lo vediamo oggi, duri a morire. Cast importante con varie presenze internazionali, duetti tra Hawn e Giannini spassosi, Renzo Montagnani divertente come sempre, anche se con poco minutaggio.

Leaving aside the emotions I felt watching this film, largely shot in the town where I was born and raised, and featuring several acquaintances among the extras, it's interesting to note that the story was originally written by Fellini and the trusty Pinelli (with even a contribution from Pasolini), and after many years it ended up in the hands of producer Alberto Grimaldi, who entrusted it to the great Monicelli. An example, one of many, of a great Italian comedy, a reflection of our society, then in the midst of an economic boom, but already riddled with flaws that, as we see today, persist. A strong cast with several international stars, the duets between Hawn and Giannini are hilarious, and Renzo Montagnani is as entertaining as ever, even if his screen time is limited.