No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.



Awakening - Sacred Reich (2019)

Guardate un po' chi si rivede. Nonostante si fossero rimessi insieme nel 2006, non era più uscito nessun disco della band di Phoenix, Arizona, dal 1996 (Heal). Sostituiti un paio di elementi (batteria e chitarra ritmica) tra il 2018 e il 2019, ecco il loro quinto album, che suona come fossimo ancora alla fine degli anni '80. La peculiarità dei Sacred Reich, fin dagli inizi, erano i testi densi di impegno sociale e politica (indimenticabili i versi della loro Surf Nicaragua, che dava anche il titolo ad un EP di 4 pezzi del 1988, dove rifacevano, ovviamente, War Pigs dei Black Sabbath), ottima cosa che hanno mantenuto fino ad oggi, e che ritroviamo anche in questo Awakening

Look at those who see each other again. Although they got back together in 2006, no record of the band from Phoenix, Arizona, was released since 1996 (Heal). Replaced a couple of elements (drums and rhythm guitar) between 2018 and 2019, here is their fifth album, which sounds like we were still in the late 80s. The peculiarity of the Sacred Reich, from the beginning, were the lyrics full of social and political commitment (the lyrics of their Surf Nicaragua were unforgettable, track which also gave the title to an EP of 1988, where they obviously reworked War Pigs of the Black Sabbath), a very good thing that they have maintained until today, and that we also find in this Awakening.


Cacciatore di menti

Mindhunter - Di Joe Penhall - Stagioni 1 e 2 (10 e 9 episodi; Netflix) - 2017/2019

L'agente speciale dell'FBI Holden Ford non riesce a prevenire il suicidio di Cody Miller in una situazione con ostaggi nel 1977 a Braddock, in Pennsylvania. Al ritorno di Ford alla base dell'FBI, gli viene detto che la sua "negoziazione" ha avuto successo da quando ha salvato la vita dell'ostaggio, e viene promosso alla formazione. Ford è interessato a un'altra formazione, che scava nelle menti degli assassini, insegnata da Peter Rathman. Ford, che è single e viveva solo all'epoca, incontra Debbie, una studentessa che studia sociologia. Con l'incoraggiamento di Debbie, Ford si iscrive alla formazione in psicologia criminale. Ford viene accoppiato a Bill Tench, responsabile della scienza comportamentale. Tench accompagna Ford nelle sue lezioni di insegnamento lungo tutto il paese, che hanno il fine ultimo di unire le tecniche dell'FBI con le forze dell'ordine locali. In Iowa, la polizia locale si offende quando Ford suggerisce che Charles Manson è una vittima. Mentre Tench consiglia a Ford di semplificare il suo metodo, i due vengono avvicinati da un detective locale, Frank McGraw, in cerca di aiuto in un brutale caso di omicidio e stupro.

Ecco una serie tv Netflix che vale davvero la pena seguire. Basato sul libro biografico Mindhunter: Inside the FBI's Elite Serial Crime Unit, scritto da John E. Douglas e Mark Olshaker, la serie ci racconta, romanzandolo, come è nata l'investigazione psicologica dei comportamenti degli assassini seriali. E' recitato divinamente, ed ha tutto quello che serve per essere una grande serie: sceneggiatura, fotografia, ambientazione. Prodotto di gran classe, decisamente avvincente.

Here is a Netflix TV series that is really worth following. Based on the biographical book Mindhunter: Inside the FBI's Elite Serial Crime Unit, written by John E. Douglas and Mark Olshaker, the series recount us, novelizing it, how the psychological investigation of the behavior of serial murderers was born. It is divinely recited, and has everything it takes to be a great series: screenplay, photography, setting. High class product, very compelling.


Il centro non regge

The Center Won't Hold - Sleater-Kinney (2019)

Oggi parliamo del nono album di quella che è, probabilmente, la band tutta femminile più longeva della storia della musica rock. C'è da premettere che non sono mai stato un fan in passato, e quindi non starò a raccontarvi aneddoti, o a fare paragoni. Quello che c'è da sottolineare è che l'album è prodotto nientemeno che da St. Vincent, e che purtroppo, la batterista Janet Weiss ha lasciato la band immediatamente dopo l'uscita del disco (c'è che dice perché non era d'accordo con la direzione musicale intrapresa). Il disco suona molto onesto, con reminiscenze punk e new wave, e una grande dose di alt rock mischiato a volte con un poco di elettronica, con testi encomiabili e diretti, la voce di Carrie Brownstein è emozionata ed emozionante, le melodie sghembe ma spesso toccanti, la grinta c'è, così come la maturità di essere donne ultra-quarantenni in un mondo ancora molto misogino.

Today we talk about the ninth album of what is probably the longest-lived all-female band in the history of rock music. It must be said that I have never been a fan in the past, and therefore I will not be telling you anecdotes, or making comparisons. What needs to be emphasized is that the album is produced by none other than St. Vincent, and that unfortunately, the drummer Janet Weiss left the band immediately after the release of the album (it seems because she was not agree with the musical direction undertaken). The record sounds very honest, with punk and new wave reminiscences, and a great dose of alt rock mixed, sometimes, with electronic, with praiseworthy and direct lyrics, Carrie Brownstein's voice is emotional and moving, the oblique but often touching melodies, the grit is there, as is the maturity to be women over forty in a world that is still very misogynistic.


Hemos vuelto

La casa de papel - Di Alex Pina - Stagione 3 (8 episodi; Netflix) - 2019

Inconsolabile a causa della cattura di Rio, Tokyo ricorre al professore. Dopo aver pianificato un nuovo e audace piano per salvarlo, non resta che riunire il resto della band.

Mi spiace molto per i numerosi appassionati de La casa de papel, ma se la prima stagione poteva essere carina, e la seconda, seppur ridondante, poteva essere passabile, la terza proprio non ha ragione di esistere. Tutti i limiti diventano stridenti: sceneggiatura esile e ripetitiva, sottotrame insopportabili e recitazioni deboli, e neppure l'inserimento nel cast di due attori veri quali Najwa Nimri (Alicia Sierra) e Rodrigo de la Serna (Martin detto Palermo) riesce a sollevare la serie dal baratro della noia. Il problema è che a gennaio arriverà la quarta stagione: mi auguro che sia l'ultima.

I am very sorry for the many fans of La casa de papel, but the first season could be nice, and the second, though redundant, used to be passable, the third season has no reason to exist. All limits become important: a thin and repetitive script, unbearable subplots and weak acting, and even the inclusion in the cast of two real actors such as Najwa Nimri (Alicia Sierra) and Rodrigo de la Serna (Martin aka Palermo) is able to save it from the abyss of boredom. The problem is that the fourth season will come in January: I hope it's the last.



Lover - Taylor Swift (2019)

Sono sommariamente d'accordo con la mia "bibbia" personale, Pitchfork, e Anna Gaca, che riassume tutto dicendo che con questo suo settimo disco, Taylor Swift è un po' più saggia e molto più innamorata. Ridendo e scherzando, come si dice da noi, vi ho parlato spesso di Swifty, sicuramente non un'artista che pratica il mio genere musicale preferito, ma che mi fa simpatia; questo nuovo Lover è decisamente più centrato del precedente Reputation, dove la quasi 30enne originaria di Reading, Pennsylvania, flirtava con quasi tutte le nuove tendenze musicali, risultando a tratti inconcludente. Qua, invece, sembra quasi che le nuove tendenze siano un po' scremate, e vengano messe a servizio del suo sapiente songwriting (intendiamoci, stiamo sempre parlando di pop, e di guilty pleasures), dando luce ad un lavoro, appunto, più convincente. Unico difetto, un po' troppo lungo. Concludo con un applauso per il suo scoperto anti-trumpismo, ed il suo attivismo pro-LGBTQ.

I agree with my personal "bible", Pitchfork, and Anna Gaca, which sums it all up by saying that on this seventh album, Taylor Swift is a little wiser and a lot more in love. Laughing and joking, as we say, I have often spoken to you about Swifty, certainly not an artist who practices my favorite musical genre, but that I like; this new Lover is definitely more centered than the previous Reputation, where the almost 30 year old girl from Reading, Pennsylvania, flirted with almost all the new musical trends, resulting at times inconclusive. Here, instead, it seems that the new trends are a bit skimmed, and are put at the service of her wise songwriting (mind you, we are always talking about pop, and guilty pleasures), giving light to a work, in fact, more convincing . Only flaw, a little too long. I conclude with a round of applause for her overt anti-trumpism and her pro-LGBTQ activism.


Uccidendo Eve

Killing Eve - Sviluppata da Phoebe Waller-Bridge (Stagione 1) e Emerald Fennell (2) - Stagioni 1 e 2 (8 episodi ciascuna; BBC America) - 2018/2019

La psicopatica Villanelle - una giovane e prolifica assassina - lascia una scia di omicidi di alto profilo in diversi paesi. L'ufficiale dell'MI5, Eve Polastri, collega un nuovo assassinio a Vienna a una serie di omicidi di questo tipo, sui quali ha investigato a suo tempo. La sua teoria secondo cui l'assassino è una donna viene respinta dai suoi superiori, ma la sua intervista non autorizzata con l'unico testimone lo conferma. Il testimone viene ucciso mentre si trova in un ospedale di Londra, insieme a un'infermiera e due guardie, costringendo l'MI5 a licenziare Eve e il suo collega Bill. Colpita da Eve, Carolyn Martens, capo della Sezione Russia dell'MI6, la recluta per un incarico fuori dal comune per rintracciare l'assassino.

Tenete conto di questi due fattori. Il primo: gli inglesi sanno davvero come mettere in piedi film o serie tv che trattino di argomenti thriller o di spionaggio, meglio degli altri. Il secondo: Phoebe Waller-Bridge (Fleabag) è un genio. Ecco, questa serie tratta di donne e spionaggio, ed è stata sviluppata dalla Waller-Bridge, basandosi su una serie di romanzi (Villanelle, di Luke Jennings). Dovreste aver già capito, ma se vi serve una spinta, ve la do: spassosa e affascinante.

Take these two factors into account. The first: the British really know how to make films or TV series that deal with thriller or espionage topics, better than the others. The second: Phoebe Waller-Bridge (Fleabag) is a genius. Here, this series is about women and espionage, and was developed by Waller-Bridge, based on a series of novels (Villanelle, by Luke Jennings). You should have already understood, but if you need a push, I give you: hilarious and fascinating.


Paura dell'inoculo

Fear Inoculum - Tool (2019)

Sul nuovo disco dei Tool, che esce a ben 13 anni di distanza dal precedente, e quindi attesissimo, si è già detto tutto ed il suo contrario, ed ognuno si è già formato la sua personale opinione. Questa recensione, quindi, sarà piuttosto breve, molto più breve della recensione di 10.000 Days. Presi da mille altri impegni, soprattutto Maynard, concordo con chi ha sottolineato che questo è soprattutto il disco di Danny, Adam e Justin, che hanno lavorato molto in studio, dove Maynard è quasi un ospite. La prestazione del cantante è, infatti, la meno brillante, rispetto a quella degli altri. Un difetto piuttosto importante di questo Fear Inoculum, sono i suoni: abbastanza datati, in questi anni di evoluzione velocissima. Certo, suonato ad alto volume, fa sempre il suo grande effetto, soprattutto per quello che dicevamo poc'anzi, ma la sensazione di déjà vu è fortissima, e questo pure non è un pregio. Di un lavoro dei Tool non è possibile parlare male, non perché sia proibito bensì perché non riescono proprio a fare cose brutte, ma i capolavori e i dischi-bomba abitano piuttosto lontani da Fear Inoculum.

On the new Tool album, which comes out 13 years after the previous one, and therefore highly anticipated, everything and its opposite has already been said, and everyone has already formed his personal opinion. So this review will be quite short, much shorter than the 10,000 Days review. Taken from a thousand other commitments, especially Maynard, I agree with those who pointed out that this is above all the record by Danny, Adam and Justin, who worked a lot in the studio, where Maynard is almost a guest. The performance of the singer is, in fact, the least brilliant, compared to that of others. A rather important defect of this Fear Inoculum, are the sounds: quite dated, in these years of fast evolution. Of course, played at high volume, it always has its great effect, above all for what we said earlier, but the feeling of déjà vu is very strong, and this is also not a merit. It is not possible to speak ill of a Tool work, not because it is forbidden but because they are unable to do bad things, but the masterpieces and the bomb-discs live far from Fear Inoculum.


Across the Barricade

Derry Girls - Di Lisa McGee - Stagione 2 (6 episodi; Channel 4/Netflix) - 2019

La scuola delle ragazze prepara un fine settimana nella quale si svolgerà un'iniziativa di pace - Friends Across the Barricade - con gli allievi di una scuola secondaria per ragazzi protestanti, la Londonderry Boys Academy. A ogni adolescente viene assegnato un compagno dell'altra scuola, ma a causa del numero minore di alunni della LBA, James e Orla devono condividere Jon, un alunno protestante. Peter - che è tornato al sacerdozio dopo che il suo collega di parrucchiere ha concluso la loro relazione - chiede agli alunni di entrambe le scuole di nominare cose che cattolici e protestanti hanno in comune. Gli alunni invece chiamano molte differenze, che Jenny scrive su una lavagna. James non convince gli altri quando tenta di passare per un figlio di classe operaia. Michelle ed Erin fanno entrambi tentativi falliti di sedurre i loro amici: Harry e Dee, rispettivamente. Poiché Harry indossa un braccialetto di castità, Michelle vuole scambiare amici con Erin in modo da poter sedurre Dee. Il gruppo cammina verso una scogliera per calarsi in coppia con la corda, ma Clare è terrorizzata durante la discesa a causa di un malinteso durante una conversazione della notte precedente che le ha fatto credere che il suo amico, Philip, odia tutti i cattolici. Una discussione tra alcuni alunni diventa una lotta fisica che coinvolge molti di loro. Di conseguenza, i genitori delle ragazze e dei ragazzi vengono chiamati, e la lezione che ne deriva è che finalmente, Erin riesce a trovare una cosa che accomuna cattolici e protestanti... 

La divertente sit com irlandese continua, e continuerà con una terza stagione già confermata, a divertire con una apparente spensieratezza in una situazione di altissima tensione. Mai banale.

The entertaining Irish sitcom continues, and will continue with a third season already confirmed, to entertain with an apparent lightheartedness in a situation of very high tension. Never banal.


Trovare Dio prima che Dio mi trovi

Finding God Before God Finds Me - Bad Omens (2019)

Secondo disco in studio per la band di Richmond, Virginia, una band che, a dispetto di tutte le influenze metal che la band dichiara, non può non richiamare i britannici Bring Me the Horizon, seppure, sempre da dichiarazioni della band, il paragone venga da loro ritenuto "lusinghiero, ma frustrante". Ovviamente, parliamo dei BMTH pre-Amo, ma questa è un'altra storia, e non vorrei rubare righe preziose ai Bad Omens. Il suono è ben impostato, nei parametri del metalcore moderno, con belle aperture melodiche, perfino sinfoniche, chitarre massicce e sezione ritmica possente. Purtroppo, tutto un po' troppo prevedibile, ma chissà che non riescano a trovare, col tempo e con l'esperienza, un loro marchio di fabbrica. 

Second studio record for the band from Richmond, Virginia, a band that, despite all the metal influences that the band declares, cannot fail to recall the British band Bring Me the Horizon, although, again from the band's statements, the comparison is from them considered "flattering, yet frustrating". Obviously, we're talking about BMTH pre-Amo, but that's another story, and I wouldn't want to steal precious lines from Bad Omens. The sound is well set, in the parameters of modern metalcore, with beautiful melodic openings, even symphonic, massive guitars and powerful rhythmic section. Unfortunately, everything is a little too predictable, but who knows if they can find, with time and with experience, their trademark.


In mia difesa

In My Defense - Iggy Azalea (2019)

E' piuttosto curiosa la mia "conoscenza" con la ancor giovane (ha esordito giovanissima) rapper australiana praticamente "naturalizzata" statunitense (quasi metà della sua vita l'ha passata negli US): me la fece ascoltare mio nipote quando era ancora piccolo, e adesso lui non l'ascolta più, mentre io proseguo. Sfacciata e sboccata, trovo che il suo flow sia uno dei migliori, a livello femminile, e ogni volta mi stupisco di quanto sia americano il suo accento.
Nonostante il gran parlare che si fa su di lei, questo In My Defense è "solo" il suo secondo album, e, al netto delle rituali partecipazioni (Lil Yachty, Kash Doll, Stini, Juicy J), inanella, mi verrebbe da dire come al solito, una serie impressionante di singoli o potenziali singoli, accattivanti e sfacciati, come da suo marchio di fabbrica. Stranamente, una delle mie preferite in questo genere.

My "acquaintance" is rather curious with the still young (she started out very young) Australian rapper practically "naturalized" US (almost half of her life spent in the US): my nephew made me listen to her, when he was still a child, and now he no longer listens to her while I continue. Bold and foul-mouthed, I find her flow to be one of the best, on a female level, and every time I am amazed at how American her accent is. Despite the many chat about her, this In My Defense is "only" her second album, and, took it for grant it the ritual participations (Lil Yachty, Kash Doll, Stini, Juicy J), she is able to put in line, I would say as usual, an impressive series of hit, or potential hits, captivating and bold, as per her trademark. Strangely, one of my favorites in this kind of music.



Alien - Northlane (2019)

Eccoci al quinto disco per la band australiana di Sydney, un disco che, al primo ascolto, mi ha fatto pensare "ecco come suonerebbero i Korn se non si fossero persi per strada, e avessero continuato a progredire". Il pensiero, vi avviso, mi è venuto prima di ascoltare il nuovo lavoro degli stessi Korn, del quale parleremo; ma oggi parliamo dei Northlane e del loro Alien, che potrebbe trarre in inganno facendovi supporre che stiano ancora parlando di temi "spaziali", e invece le tematiche fanno riferimento più all'alienazione sofferta dal cantante Marcus Bridge (a proposito: prova strepitosa, la sua) da bambino. Gli australiani proseguono con il loro metalcore ibrido, inserendo potenti dosi di elettronica, industrial, nu metal vecchio stile, progressive e sperimentando a più non posso. Suoni potentissimi, chitarre super ribassate, melodie superlative, danno vita ad un disco davvero tra i migliori sentiti quest'anno.

Here we are on the fifth record for the Australian Sydney band, a record that, at first listening, made me think "this is how the Korn would sound if they weren't lost on the road, and they had continued to progress". The thought, I warn you, came to me before listening to the new work by the Korn themselves, which we will talk about; but today we are talking about the Northlane and their Alien, title which could mislead you into supposing that they are still talking about "space" themes, and instead the themes refer more to the alienation suffered by the singer Marcus Bridge (by the way: amazing performance) as a child. Australians continue with their hybrid metalcore, inserting powerful doses of electronics, industrial, old-fashioned nu metal, progressive and experimenting as much as they can. Powerful sounds, super-lowered guitars, superlative melodies, give life to a record really among the best, this year.


Anno di sangue

Blood Year - Russian Circles (2019)

Con questo Blood Year, la band di base a Chicago, Illinois, arriva al suo settimo lavoro in studio, con un suono sempre più arrabbiato e massiccio, conservando la sua peculiarità di tracce esclusivamente strumentali. Come saprà chiunque faccia musica, ma pure chi la ascolta cercando qualcosa di più, rispetto al pop e alle facili melodie, riuscire a mantenere alta l'attenzione con presupposti come questi (senza il canto, di qualsiasi tipo esso sia), non è per niente facile. Certo, ci sono fulgidi esempi, e non possiamo esimerci, almeno quando si parla di post rock, di citare gli immarcescibili Mogwai, e, sempre per chi fa o ha fatto musica, ascoltare dischi come questo Blood Year, farà venire in mente lunghe session in sala prove senza il cantante, ma bisogna ammettere che i tre bravissimi musicisti che compongono i Russian Circles, possono essere iscritti di diritto nella schiera di chi riesce a trasmettere emozioni anche così. Batteria che non si limita a tenere il tempo, basso che disegna sottotraccia linee dure ma eleganti, chitarre che raccontano fughe e viaggi. Nonostante ci sia un mare di musica, in questi tempi moderni, c'è senz'altro posto per i Russian Circles, ed il loro nuovo, coinvolgente disco.

With this Blood Year, the Chicago, Illinois, based band, arrives at its seventh studio work, with an increasingly angry and massive sound, preserving its peculiarity of purely instrumental tracks. As anyone who does music will know, but also those who listen to it looking for something more, with respect to pop and easy melodies, being able to maintain high attention with parameters such as these (without singing, of whatever type it is), is not for nothing easy. Sure, there are shining examples, and we can't avoid, at least when it comes to post-rock, to mention the incorruptibles Mogwai, and, again for those who make or have made music, listen to records like this Blood Year, it will bring to mind long sessions in the rehearsal room without the singer, but it must be admitted that the three talented musicians who compose the Russian Circles, can be enrolled by right in the ranks of those who manage to convey emotions even so. A drumming that does not just keep time, a bass guitar that draws under the surface hard but elegant lines, guitars that tell about escapes and journeys. Although there is a sea of ​​music, in these modern times, there is certainly room for the Russian Circles, and their new, engaging record.


La Grande Guerra

The Great War - Sabaton (2019)

Nono disco per la band svedese, prima volta che li ascolto per me. Curiosissimo il loro approccio: nei loro testi, parlano esclusivamente di guerre, battaglie storiche, atti di eroismo. Il sabaton in inglese altro non è se non la scarpa corazzata delle armature medievali. Questo disco è basato, a livello lirico, su storie inerenti la Prima Guerra Mondiale (l'ultimo brano, In Flanders Fields, è la messa in musica dell'omonimo poema scritto dal tenente colonnello nonché poeta canadese John McCrae), ed è uscito in ben quattro versioni diverse: quella standard, con i pezzi cantati, la history edition, che contiene una narrazione precedente ad ogni traccia (a cura di Bethan Dixon Bate), la soundtrack edition che contiene solo le versioni strumentali di ogni traccia, e la Sabaton History Patreon, che contiene la narrazione a cura di Indy Neidell. Detto tutto questo, il genere è un power metal che personalmente non sopporto, ma che a qualcuno potrebbe interessare. 

Ninth record for the Swedish band, first time I listen to them for me. Their approach is very curious: in their lyrics, they speak exclusively of wars, historical battles, acts of heroism. sabaton in English is nothing but the armored shoe of medieval armor. This record is based, on a lyric level, on stories related to the World War I (the last track, In Flanders Fields, is the musical version of the eponymous poem written by Lieutenant Colonel and Canadian poet John McCrae), and was released in four different versions: the standard one, with the sung tracks, the history edition, which contains a narrative preceding each track (by Bethan Dixon Bate), the soundtrack edition that contains only the instrumental versions of each track, and the Sabaton History Patreon, which contains the narrative by Indy Neidell. Having said all this, the genre is a power metal that I personally can't stand, but that might be interesting to someone.


Lo spazio tra le ombre

The Space Between the Shadows - Scott Stapp (2019)

Terzo disco solista per il cantante dei Creed, personaggio quantomeno discutibile nella vita privata, ma indubbiamente, cantante dotato, seppur poco originale. In poche parole, un tamarro, sia nella vita che nella musica. Eppure, eppure... se siete di quelli che, come me, accetta, e ogni tanto abbisogna pure di una sorta di moderno Adult Oriented Rock, con testi sdolcinati, prevedibili, ma che spesso vi fanno scendere la lacrimuccia, beh, Scott Stapp è quello che fa per voi. E' un disco che dimenticherò presto, ma non nego che l'ascolto di Gone Too Soon mi ha decisamente commosso. C'è da dire che con me, si vince facile da quel punto di vista. Non totalmente da buttare.

Third solo album for the singer of Creed, at least questionable character in private life, but undoubtedly, gifted singer, albeit little original. In short, a sort of an enriched white-trash, both in life and in music. And yet, and yet ... if you are one of those who, like me, accepts, and sometimes even needs a sort of modern Adult Oriented Rock, with sugary, predictable lyrics, but which often make you weep, well, Scott Stapp is what suits you. It is a record that I will soon forget, but I do not deny that listening to Gone Too Soon definitely moved me. It must be said that with me, it is easy to win from that point of view. Not totally to be thrown away.


Non siamo il tuo tipo

We Are Not Your Kind - Slipknot (2019)

Il sesto disco per la band di Des Moines, Iowa, una band dalla storia piena di pause e di cambi di formazione, non è affatto male, se consideriamo che ormai, le band che hanno rappresentato il cosiddetto nu metal, sono tutte più o meno bollite o morte. E' vero, ha ragione l'amico Beach quando dice che il suono della batteria, e più precisamente della grancassa, è decisamente fastidioso e suona molto "vecchio", in questa epoca di cambiamenti rapidissimi (ne riparleremo in occasione della recensione del nuovo Tool...), ma nel complesso gli Slipknot hanno saputo creare un suono e adottare una forma-canzone che può resistere abbastanza bene allo scorrere del tempo. Ci sono alcuni picchi e qualche scivolone, ma come detto, nel complesso riescono a risultare ascoltabili anche nel 2019. Non è poco, e non dimentichiamoci che i musicisti sono pur sempre molto validi.

The sixth album for the band from Des Moines, Iowa, a band with a history full of breaks and lineup changes, is not bad at all, if we consider that by now, the bands that have represented the so-called nu metal, are all more or less boiled or dead. It is true, the friend Beach is right when he says that the sound of the drums, and more precisely of the bass drum, is decidedly annoying and sounds very "old", in this age of very rapid changes (we'll talk again about this subject when we review the new Tool album...), but overall the Slipknot have been able to create a sound and adopt a song form that can withstand the flow of time quite well. There are some peaks and some slips, but as I said, on the whole they can be listened to even in 2019. It's not a bad thing, and let's not forget that musicians are still very good.



Admission - Torche (2019)

Quinto disco per la band di Miami, Florida, capitanata dal cantante/chitarrista Stephen Brooks e dall'altro unico membro superstite della formazione originale, il batterista Rick Smith, ma per me prima volta che li ascolto. Ottimo disco di metal moderno, dentro il quale, così come si ostinano a catalogarli, si sentono influenze forti sludge, stoner e doom, ma che, so già che con questo paragone mi potrei attirare le maledizioni dei loro die-hard fan, ai miei orecchi "vergini", li fanno suonare come dei Bush più solidi e meno romantici (ascoltare Admission la canzone). Le chitarre sono belle compatte, il suono davvero massiccio, le canzoni davvero ben scritte e le melodie sono talvolta asimmetriche, ma sempre estremamente godibili; il disco è davvero buono nella sua interezza, e l'accostamento con i Bush, dal mio punto di vista, è un complimento. Adesso che li ho "scoperti" non li lascerò più inosservati.

Fifth album for the band from Miami, Florida, led by singer/guitarist Stephen Brooks and by the other only surviving member of the original line up, drummer Rick Smith, but for me first time listening to them. Excellent modern metal record, in which, as they insist on cataloging them, strong sludge, stoner and doom influences are heard, but to me, I already know that with this comparison I could attract the curses of their die-hard fans, to my "virgin" ears, make them sound like more solid and less romantic Bush (listen to the title track). The guitars are beautiful compacted, the sound really massive, the songs really well written and the melodies are sometimes asymmetrical, but always extremely enjoyable; the record is really good in its entirety, and the juxtaposition with the Bush, from my point of view, is a compliment. Now that I've "discovered" them, I will never leave them unnoticed.


Riavvolgi, riproduci, salta

Rewind, Replay, Rebound - Volbeat (2019)

Premesso che amo il sound della band danese (con infiltrazioni statunitensi, come molti di voi sapranno patria del chitarrista solista Rob Caggiano, già con gli Anthrax) in tutte le sue sfaccettature, la mia reazione al loro nuovo disco è stata di iniziale semi-delusione, seguita da un quasi naturale innamoramento ed ingresso in una breve heavy rotation: la brevità è naturalmente dovuta al fatto che, per mantenervi sempre continuamente aggiornati, e per produrre una quantità industriale di mini-recensioni, bisogna che ascolti sempre cose nuove. Il senso di questo nuovo disco dei Volbeat, che hanno stabilito un record in patria (suonando per 48mila persone al Telia Parken di Copenhagen), lo potete evincere googlando il titolo e "recensione" (meglio se mettete "review", così avrete anche risultati in inglese), e leggendo gli incipit e i voti: i siti cosiddetti "specializzati" tendenti al metal danno la band per morta e sepolta, ormai dedita ad uno strano ibrido rockabilly/arena rock, mentre siti più imparziali, che si occupano di musica a 360 gradi, come per esempio il The Guardian, riassume salomonicamente quella che per me è la verità: i Volbeat fanno quello che pare loro, avendo già creato questo ibrido affascinante che sta a metà strada tra Metallica, Elvis, Johnny Cash e gli Stray Cats, con testi a volte interessanti, a volte divertenti, alzando i volumi delle chitarre distorte ma inserendo sax e piano a piacimento, con un cantante ogni volta sempre più bravo, e scrivendo dischi che possono essere più o meno migliori dei precedenti, ma riuscendo sempre a piazzare delle canzoni che non riesci più a dimenticare. Stavolta tocca a When We Were Kids (ma attenzione alla misfitsiana Parasite, 37 secondi di goduria assoluta), ma se vi piace il rock a tutto tondo, farete fatica a togliere il disco. Anche stavolta.

Given that I love the sound of the Danish band (with US infiltrations, as many of you will know the homeland of the solo guitarist Rob Caggiano, already with Anthrax) in all its facets, my reaction to their new album was the initial semi-disappointment , followed by an almost natural falling in love and entry into a short heavy rotation: brevity is naturally due to the fact that, to keep you constantly updated, and to produce an industrial quantity of mini-reviews, I always have to listen to new things. The meaning of this new album by Volbeat, band who set a record at home (playing for 48,000 people at the Telia Parken in Copenhagen), you can see by googling the title and "review", and reading the incipits and the votes: the so-called "specialized" sites tending to metal give the band for dead and buried, by now devoted to a strange rockabilly/arena rock hybrid, while more impartial sites, dealing with 360 music degrees, such as The Guardian, summarizes in a Solomonic way what for me is the truth: the Volbeat do what they like, having already created this fascinating hybrid that is halfway between Metallica, Elvis, Johnny Cash and the Stray Cats, with sometimes interesting lyrics, sometimes funny, raising the volumes of distorted guitars but inserting sax and piano at will, with a singer every time more and more good, and writing albums that can be more or less better the previous ones, but always managing to place songs that you can't forget anymore. This time it's up to When We Were Kids (but watch out for the Misfits-ish Parasite, 37 seconds of absolute pleasure), but if you like rock all around, you'll have a hard time removing the disc. Also this time.


Indossa le tue ferite

Rust On the Gates of Heaven - Wear Your Wounds (2019)

Questo secondo disco per il monicker WYW (Wear Your Wounds), creatura nata inizialmente come progetto solista di Jacob Bannon dei Converge, qui voce, basso e piano, è decisamente una delle sorprese, e dei dischi più belli di questo 2019. Ve lo dico così, senza timore di essere smentito. Jacob qui canta come un crooner del post rock, e non come l'indemoniato singer dei Converge, e si circonda di musicisti come Christopher Maggio alla batteria (ultimamente con i Mutoid Man in tour, come rimpiazzo di Ben Koller in seguito al suo infortunio, ma già con solide band underground), e, alle chitarre, un po' il pezzo forte di questo disco assolutamente di grandissima atmosfera, Mike McKenzie, Adam McGrath e Sean Martin (leggete qui i loro curriculum), per dare vita ad una raccolta di canzoni, come detto, di grande atmosfera, molto crepuscolari anche nei testi, tracce che raramente spingono sull'acceleratore, ma che si rivelano estremamente emozionanti e coinvolgenti. Presenti anche Ben Chisholm (Chelsea Wolfe) e Gared O'Donnell, per un disco che definire metal sarebbe riduttivo, e a proposito del quale farete fatica a scegliere la vostra canzone preferita.

This second record for monicker WYW (Wear Your Wounds), a creature born initially as a solo project by Jacob Bannon of Converge, here voice, bass and piano, is definitely one of the surprises, and one of the most beautiful records of this 2019. I tell you so, without fear of being denied. Jacob sings here as a post rock crooner, and not as a Converge demon-possessed singer, and surrounds himself with musicians like Christopher Maggio on drums (lately with Mutoid Man on tour, as Ben Koller's replacement following his injury, but already with solid underground bands), and, on guitars, a bit of the highlight of this absolutely great album, Mike McKenzie, Adam McGrath and Sean Martin (read their resumes here), to create a collection of songs, as mentioned, of great atmosphere, very crepuscular even in the lyrics, tracks that rarely push on the accelerator, but that are extremely emotionally and engaging. Also present were Ben Chisholm (Chelsea Wolfe) and Gared O'Donnell, for a record that defining metal would be an understatement, and about which you will struggle to choose your favorite song.


Alla porta dell'eternità

At Eternity's Gate - Di Julian Schnabel (2018)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Gli ultimi anni della vita di Vincent Van Gogh, e la sua amicizia con Paul Gauguin.

Probabilmente ero molto stanco, la sera della visione, ma non si può negare che Schnabel può essere un regista geniale, ma anche molto palloso. A mio modestissimo parere, questo film rientra nella seconda categoria, e neppure un Willem Dafoe in buona forma (ma, sempre a mio giudizio, non da Oscar, e le ali gliele tarpa un film noiosissimo ed esageratamente concettuale), insieme ad un cast di tutto rispetto, riesce a salvare At Eternity's Gate dalla noia totale.

Probably I was very tired, the night of the vision, but it cannot be denied that Schnabel can be a genius director, but also very boring. In my humble opinion, this film falls into the second category, and not even a Willem Dafoe in good shape (but, again in my opinion, not Oscar-worthy, and his wings are cutted by a very boring and exaggeratedly conceptual film), together with a cast of all respect, manages to save At Eternity's Gate from total boredom.


Here's Where We Get Off

Orange is the New Black - Di Jenji Kohan - Stagione 7 (13 episodi; Netflix) - 2019

Piper lotta per adattarsi alla vita dopo Litchfield. Alex promette di mantenersi fuori dai guai. L'infedeltà di Dad fa arrabbiare Daya che uccide accidentalmente Daddy con una dose eccessiva di fentanil come vendetta.

Finale dolce e amaro per una delle serie più longeve, e più profonde, degli ultimi anni. Uno spaccato a dir poco ammirevole di quasi tutti gli strati della società statunitense, creato da una delle sceneggiatrici televisive più brave in circolazione, e che ha indovinato un cast spettacolare, oggi assurto ad una giusta notorietà collettiva. Ci mancherà molto.

Sweet and bitter finale for one of the most long-lived, and deepest, series in recent years. A glimpse of nothing short of admirable of almost all the layers of American society, created by one of the most talented television screenwriters in circulation, and who has guessed a spectacular cast, now risen to a just collective notoriety. We will miss it very much.


The Battle of Starcourt

Stranger Things - Dei The Duffer Brothers - Stagione 3 (8 episodi; Netflix) - 2019

Nel giugno 1984, gli scienziati sovietici tentano di forzare l'apertura di una nuova porta verso l'Upside Down. Un anno dopo, a Hawkins, la popolarità del nuovo Starcourt Mall ha costretto molte aziende locali a chiudere, e i cittadini sono arrabbiati. Con disappunto dell'ormai apprensivo padre Hopper, Mike ed Eleven hanno sviluppato una relazione romantica, che porta Hopper a chiedere i consigli di Joyce. Joyce suggerisce di avere una conversazione "cuore a cuore" con loro. Dustin ritorna dal campo scientifico estivo e, con l'aiuto degli altri bambini, installa una radio improvvisata in modo da poter contattare la sua ragazza del campo Suzie. Dustin non è in grado di contattare Suzie, portando gli altri bambini - che sono scettici sull'esistenza di Suzie - ad andarsene, dopo la prima prova di trasmissione. Dustin in seguito riesce a captare una strana trasmissione in russo. Will sente che Mind Flayer potrebbe essere ancora vivo, ma lo tiene per sé. Hopper tenta di comunicare i suoi sentimenti a Mike ed Eleven, ma la compiacenza di Mike lo fa arrabbiare e minaccia segretamente Mike, in modo che lui accetti di non vedere più Eleven. I ratti si riuniscono in un mulino vicino a Hawkins dove esplodono in una massa organica. Più tardi, mentre guida vicino al mulino, la macchina di Billy viene colpita da una creatura invisibile e viene trascinata all'interno del mulino.

Devo confessarvi che ho fatto molta fatica per portare a termine la visione della terza stagione di una delle serie più pompate degli ultimi anni. Comprendo l'entusiasmo, soprattutto dei più giovani, ma non riesco a condividerlo. Passata la spinta della novità, la serie si conferma come un prodotto da teenager, o per chi non cerca troppa profondità in questo tipo di prodotti. Seppur ben fatto.

I must confess that I have made a great deal of effort to complete the vision of the third season of one of the most pumped series in recent years. I understand the enthusiasm, especially of the younger ones, but I cannot share it. Once the thrust of novelty has passed, the series is confirmed as a teenager's product, or for those who do not seek too much depth in this type of products. Although well done.


Fuori passo

Outstrider - Abbath (2019)

Secondo disco per la creatura di Olve Eikemo aka Abbath Doom Occulta, chitarrista e cantante (ma all'occorrenza anche bassista e batterista) norvegese già fondatore degli Immortal e membro degli Old Funeral. Fan dei Kiss e dei Motorhead (è pure membro dei Bombers, cover band degli stessi) fin da giovane, evidentemente ha un bel caratterino, visto che in pratica, tra il primo e il secondo disco la band ha già ruotato due volte l'intera line up. Il genere è un black metal che oserei definire piuttosto classico, seppure gli inserti di classic heavy metal siano molti e, devo dire, ben fatti. Niente di nuovo sotto il sole, ma per gli amanti del metal, un disco da spararsi ad alto volume nelle orecchie.

Second record for the creature of Olve Eikemo aka Abbath Doom Occulta, Norwegian guitarist and singer (but also bassist and drummer if necessary) already founder of Immortal and member of Old Funeral. Fan of Kiss and Motorhead (he is also a member of the Bombers, cover band of the lasts) since he was young, evidently he has a temper, since in practice, between the first and the second record the band has already rotated twice the whole line up. The genre is a black metal that I would dare to define as rather classic, although the inserts of classic heavy metal are many and, I must say, well made. Nothing new under the sun, but for metal lovers, a record to shoot at high volume in the ears.


Inviati speciali

Special Correspondents - Di Ricky Gervais (2016)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Frank Bonneville è un giornalista radiofonico che gioca sul fatto di essere un bell'uomo, e spesso gioca sporco per avere le anteprime. Ian Finch è il suo tecnico del suono, una persona insicura che è succube della bella moglie Eleanor. I due vengono spediti dalla loro stazione, in Ecuador, per seguire una rivolta in atto; quando, all'aeroporto, si accorgono che Ian, in confusione totale perché la moglie lo ha appena lasciato, ha perso i biglietti aerei, decidono di simulare la loro trasferta, e tutte le notizie riguardanti l'Ecuador.

A dispetto del cast, di tutto rispetto (oltre a Gervais, anche regista, ci sono anche Eric Bana, Vera Farmiga, Kelly Macdonald, Kevin Pollak, Benjamin Bratt, America Ferrera), questo film Netflix è veramente una cagata. Tra l'altro, scopro adesso che non è neppure originale, bensì è un remake di un film francese del 2009 dal titolo Envoyés très spéciaux. Ricky, fai cose tue che è meglio.

Despite the cast, very respectable (in addition to Gervais, also director, there are also Eric Bana, Vera Farmiga, Kelly Macdonald, Kevin Pollak, Benjamin Bratt, America Ferrera), this Netflix movie is really a crap. By the way, I discover now that it is not even original, but is a remake of a 2009 French film entitled Envoyés très spéciaux. Ricky, do your own thing, which is better.


Di più

More - Blankenberge (2019)

Secondo disco per il quintetto russo, di base a San Pietroburgo, chiamato Blankenberge semplicemente perché la cittadina fiamminga ha colpito particolarmente due componenti della band che, nel 2015, hanno viaggiato per l'Europa, e da questo viaggio hanno tratto l'ispirazione per formare la band e cominciare a fare musica. Siamo di fronte a, si etichettano loro stessi, uno shoegaze/dream pop di ottima fattura, con pezzi anche dal ritmo piuttosto sostenuto, e ben strutturati. Il suono è pieno, denso, la voce eterea ma efficace, gli strumenti tutti al posto giusto. Una bella sorpresa.

Second record for the Russian quintet, based in St. Petersburg, called Blankenberge simply because the Flemish town particularly struck two members of the band who, in 2015, traveled around Europe, and from this trip they drew inspiration to train the band and start making music. We are in front of, they label themselves, a well-made shoegaze/dream pop, with tracks also with a rather sustained rhythm, and well-structured songwriting. The sound is full, dense, the voice ethereal but effective, the instruments are all in the right place. A nice surprise.



Shelley - Di Ali Abbasi (2016)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)

Una giovane donna rumena, Elena, è assunta come domestica da una coppia danese, Louise e Kasper. Nonostante siano benestanti, la coppia ha scelto di vivere in una casa in riva ad un lago, senza elettricità, di coltivare il proprio cibo e allevare polli. La loro unica connessione con il mondo esterno è un telefono fisso. Louise si sta riprendendo da un intervento chirurgico e richiede un aiuto extra in casa. Sebbene Elena si senta a disagio con l'insolito isolamento della casa, si adatta facilmente. Incontra anche Leo, un guaritore spirituale e amico di Louise che cerca di aiutare Louise a riprendersi più rapidamente eliminando la cattiva energia dal suo corpo.
Elena e Louise legano rapidamente, ed Elena dice a Louise che sta risparmiando soldi in modo che lei e suo figlio, che attualmente vive con i nonni, possano avere una casa propria. Louise a sua volta confida le sue difficoltà nel concepire un figlio tutto suo. Louise quindi chiede a Elena se acconsentirebbe ad essere una madre surrogata per lei e Kasper. In cambio, le comprerebbero un appartamento per Elena dopo il parto. Elena acconsente.

Primo lungometraggio del regista iraniano, residente in Danimarca, conosciuto con Border, il suo secondo. Qui, dimostra di saper maneggiare argomenti e generi diversi, seppur con pochi mezzi, e di saper dirigere molto bene gli attori. Il film è disturbante e, così come il seguente e più noto Border, solleva interrogativi etici.

First feature film by the Iranian director, resident in Denmark, known by Border, his second. Here, he demonstrates his ability to handle different subjects and genres, albeit with few means, and to know how to direct the actors very well. The film is disturbing and, like the following and more famous Border, raises ethical questions.



Reward - Cate Le Bon (2019)

Quinto disco per la gallese, che è stata definita una dadaista musicale. L'unico paragone che mi viene da fare è con St. Vincent, trovo corretto che la si etichetti come art pop, ha una splendida voce, e si, spesso le sue canzoni sono come dei puzzle. Su questo disco spesso c'è in evidenza un sax, usato però in modo molto particolare, e il songwriting è senza dubbio sapiente, seppure strano. Sicuramente, un album fuori dagli schemi per un'artista che ha saputo creare un suono distintivo.

Fifth record for the Welsh singer/musician, which has been called a musical Dadaist. The only comparison that comes to my mind is with St. Vincent, I find it correct that her music is labeled as art pop, she has a splendid voice, and yes, her songs are often like puzzles. On this record there is often a sax in evidence, but used in a very particular way, and the songwriting is undoubtedly wise, albeit strange. Surely, an album outside the box for an artist who has been able to create a distinctive sound.


La calma

La Quietud - Di Pablo Trapero (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)

La Quietud è una idilliaca villa con annessa tenuta, fuori Buenos Aires, dove Mia è cresciuta con i genitori. Un ictus che colpisce il padre fa si che la sorella Eugenia, che vive a Parigi, torni lì anche lei, dopo diversi anni. Il reincontro avviene sotto lo sguardo implacabile della madre Esmeralda. Una nuova svolta farà in modo che Vincent, il marito di Eugenia, arrivi anche lui a La Quietud, e, insieme a Esteban, notaio e amico di famiglia, si immergano in una trama intima e piena di segreti. Tuttavia, prima o poi, Mia ed Eugenia dovranno affrontare una verità in grado di cambiare tutto.

Pablo Trapero, regista e sceneggiatore argentino quasi 48enne, oltre ad essere uno degli esponenti di spicco del nuevo cine argentino, è sicuramente un regista in grado di mettere in scena qualsiasi tipo di storia. Ve lo dice uno che ha visto, nel corso della sua vita, tutti e nove i suoi lungometraggi, e il segmento Jam Session incluso nel film a episodi 7 dias en la Habana, da lui diretto. Questo recente La Quietud si basa fortemente sulla sensualità generata dall'incontro di due attrici spettacolarmente belle come la Gusman (moglie di Trapero, qui nei panni di Mia) e la Bejo (Eugenia), ma riesce ad inserire comunque, in una trama apparentemente sul filo dell'assurdo, una delle tante brutture generate dal regime dittatoriale argentino, e un finale che è logico, ma che probabilmente nessun regista proveniente dalla terra natale del papa in carica, si sarebbe mai arrischiato a mostrare.

Pablo Trapero, almost 48-year-old Argentine director and screenwriter, in addition to being one of the leading exponents of the nuevo cine argentino, he is certainly a director able to stage any kind of story. I can tell you that, because I have seen, throughout my life, all nine of his feature films, and the Jam Session segment included in the episodic film 7 dias en la Habana, which he directed. This recent La Quietud relies heavily on the sensuality generated by the meeting of two spectacularly beautiful actresses like Gusman (wife of Trapero, here in Mia's shoes) and Bejo (Eugenia), but she manages to insert in a plot apparently on the thread of the absurd, one of the many ugliness generated by the Argentine dictatorial regime, and a final that is logical, but that probably no director from the pope's native land in charge, would have ever risked to show.


Vladimir Il'ič Ul'janov

Lenin - La vita e la rivoluzione - Di Victor Sebestyen (2017)

La vita, travagliata a dir poco, visto quel che ne è stato fatto perfino del suo cadavere, di Vladimir Ilic Uljanov, conosciuto come Lenin, probabilmente il più importante ispiratore della Rivoluzione del 1917 (seppur non il solo), e in seguito, a capo dell'Unione Sovietica.

Prima di scrivere qualcosa, visto che naturalmente non sono un critico professionista ma un semplice appassionato con la tendenza all'incontinenza da scrittura, su questa biografia, ho letto qualche critica in giro. Da premettere che ho letto questo libro immediatamente dopo la biografia su Stalin, di Oleg V. Chlevnjuk. Posso dirvi che concordo con quelli che dicono che in questo caso, l'autore, naturalizzato inglese ma di origini ungheresi, fuggito dall'Ungheria con la famiglia a causa della pressione sovietica, rivela un sottile anti-comunismo di fondo; seppure il libro risulti (forse a causa della traduzione) leggermente meno scorrevole di quello di Chlevnjuk, l'ho trovato ugualmente utile e interessante. La figura di Lenin è descritta nella sua umanità, e con tutti i suoi difetti. Ed è decentemente contestualizzata nei vari periodi storici.

Before writing something, since of course I am not a professional critic but a simple enthusiast with the tendency to writing a lot, I read some criticism around. First of all, I read this book immediately after the biography of Stalin, by Oleg V. Chlevnjuk. I can tell you that I agree with those who say that in this case, the author, English citizen but of Hungarian origin, who fled Hungary with his family because of Soviet pressure, reveals a subtle underlying anti-communism; although the book appears (perhaps because of the translation) to be slightly less smooth than that of Chlevnjuk, I found it equally useful and interesting. The figure of Lenin is described in his humanity, and with all his faults. And it is decently contextualized in the various historical periods.


Rapsodia boema

Bohemian Rhapsody - Di Bryan Singer (2018)

Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)

Vita ed opere di Farrokh Bulsara, in arte Freddie Mercury, dal 1970, anno in cui lavorava come addetto ai bagagli all'aeroporto londinese di Heathrow, attraverso la sua storia con i Queen, fino alla trionfale esibizione al Live Aid del 1985.

Film dalla lavorazione non facile, che però ha avuto un enorme successo al botteghino, ed ha raccolto ben 4 Oscar, incluso quello per il miglior attore protagonista a Rami Malek nei panni di Mercury. La lavorazione travagliata, a mio modesto giudizio, fa si che il film abbia un montaggio che lascia un po' a desiderare, e una direzione che funziona a tratti (la scena del Live Aid, da molti considerata apice del film, a me non è piaciuta per niente). Bene il cast, ovviamente anche Malek, che però, sempre a mio giudizio, è stato insignito dell'Oscar con parecchia benevolenza (per quel poco che ho visto, io lo avrei dato senza dubbio a Morgensen per Green Book). Di certo, ci aiuta a ricordare che i Queen hanno scritto delle canzoni meravigliose (e, verso la fine della loro carriera, anche delle discrete cagate).

A film that was not easy to make, but which has been hugely successful at the box office, and has collected 4 Oscars, including the one for Best Actor for Rami Malek as Mercury. The troubled work, in my humble opinion, you can see it in the editing that is not so good, and a direction that works at times (the Live Aid scene, considered by many to be the film's peak, I didn't like it at all). Good performance from the cast, obviously also Malek, who however, again in my opinion, was awarded the Oscar with a lot of benevolence (for what little I saw, I would have given it without doubt to Morgensen for Green Book). Certainly, it helps us to remember that Queen have written wonderful songs (and, towards the end of their career, even discrete shit).


Un trono di cenere

A Throne of Ash - This Gift Is A Curse (2019)

Terzo disco per la band svedese, un disco per il quale l'aggettivo incessante si adatta perfettamente. Un black metal con elementi di sludge e di hardcore, con un cantato harsh ai limiti della sopportazione, ed elementi sorprendenti a livello musicale qua e là. Un disco a tratti soffocante, che davvero non concede nessuna tregua all'ascoltatore, e che rischia di scoraggiare quelli che si pongono all'ascolto impreparati, ma che invece regala momenti di estasi parossistica a chi riesce a calarsi perfettamente in quella sorta di catarsi musicale, che spesso solo la musica veramente estrema sa dare. Cattivissimo.

Third record for the Swedish band, a record for which the incessant adjective fits perfectly. A black metal with elements of sludge and hardcore, with a harsh sung to the limits of endurance, and surprising musical elements here and there. A disc suffocating at times, which really does not give the listener any respite, and which threatens to discourage those who are unprepared to listen, but instead gives moments of paroxysmal ecstasy to those who manage to immerse themselves perfectly in that sort of musical catharsis , which often only really extreme music can give. Very nasty.


L'ultima rapina

The Last Heist - Di Mike Mendez (2016)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Bernard arriva in una piccola banca a Los Angeles per ritirare i suoi averi da una cassetta di sicurezza a causa della chiusura della banca. Entrando in banca, Bernard incontra il mite impiegato Danny, il suo manager Mark, l'anziana signora Waxman e Cynthia. Bernard insiste per essere servito immediatamente e, intimidita, Cynthia permette a Danny di farlo passare avanti. Poco dopo, un gruppo di ladri di banche tra cui Paul, Washington, Biggs, AJ, Rick, Tracey e Ally arrivano per rapinare la banca. Mentre Rick rimane nel furgone per fungere da palo, il resto del gruppo prende d'assalto la banca e prende in ostaggio Mark, Waxman e Cynthia. Udendo la confusione, Danny lascia solo Bernard, che nel frattempo, rimuove alcuni bulbi oculari umani dalla sua cassetta di sicurezza.

Action thriller assurdo a dir poco, che non meriterebbe nessuna attenzione se non fosse per la presenza magnetica di Henry Rollins nei panni del serial killer.

Absurd action thriller to say the least, that would not deserve any attention if it weren't for the magnetic presence of Henry Rollins in the role of serial killer.


Buster Scruggs

The Ballad of Buster Scruggs - Di Joel  e Ethan Coen (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Film contenente sei episodi tutti ambientati nel "vecchio West", racconti tratti da All Gold Canyon di Jack London e The Girl Who Got Rattled di Stewart Edward White, diretti dai fratelli Coen.

Delizioso è l'aggettivo che mi viene in mente, a qualche settimana di distanza dalla visione. Una fotografia spettacolare e un cast a dir poco devastante (un episodio è addirittura dominato da Tom Waits nei panni di un esperto cercatore d'oro), per un film a episodi dove ogni spettatore potrà scegliere il suo preferito. Il mio è stato The Gal Who Got Rattled con Zoe Kazan protagonista.

Delicious is the adjective that comes to mind, a few weeks away from the vision. A spectacular cinematography and a cast to say the least devastating (an episode is even dominated by Tom Waits in the role of an expert gold digger), for an episodic film where each viewer can choose his favorite. Mine was The Gal Who Got Rattled with Zoe Kazan protagonist.


Ancora più scuro

Dark - Di Baran bo Odar e Jantje Friese - Stagione 2 (10 episodi; Netflix) - 2019

Nel 1921, fuori Winden, due uomini stanno costruendo un passaggio nella grotta che sarebbe poi stata utilizzata come portale. Uno di loro, un giovane Noah, uccide l'altro con un piccone con il sospetto che "abbia perso [la sua] fede". Il giovane Noah è guidato dal suo sé più anziano, un membro di un gruppo di viaggiatori nel tempo chiamato Sic Mundus, guidato dallo sfigurato e misterioso Adam, che dice al vecchio Noah di recuperare le pagine mancanti del diario di Claudia in preparazione di una "apocalisse" che avverrà il 27 giugno 2020.

La serie tedesca che più ci ha entusiasmato negli ultimissimi anni prosegue con il suo complicatissimo ma avvincente plot, e marcia spedita verso una terza e conclusiva stagione, prossimamente sui nostri schermi. La Stranger Things per adulti è una delle cose più interessanti viste, appunto, negli ultimi tempi. Munitevi, eventualmente, degli alberi genealogici che trovate in rete, se avete paura di perdervi, oppure lasciatevi travolgere semplicemente dal turbine degli andirivieni nel tempo.

The German series that most excited us in the last few years continues with its complicated but compelling plot, and quick gear to a third and final season, soon on our screens. The Stranger Things for adults is one of the most interesting things seen in recent times. Equip yourself, if necessary, with the family trees that you find on the net, if you are afraid of getting lost, or just let yourself be swept away by the whirlwind of comings and goings over time.



Blade Runner 2049 - Di Denis Villeneuve (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Nel 2049, i replicanti (descritti come "esseri umani bioingegnerizzati") sono schiavi. K, un replicante, lavora per il Dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) come "blade runner", un ufficiale che caccia e "pensiona" (uccide) replicanti canaglia. In una fattoria di proteine, uccide Sapper Morton e trova una scatola sepolta sotto un albero. La scatola contiene i resti di una replicante femmina che è morta durante un taglio cesareo, dimostrando che i replicanti possono riprodursi biologicamente, cosa precedentemente ritenuta impossibile. Il superiore di K, il tenente Joshi, teme che ciò possa condurre a una guerra tra umani e replicanti. Ordina a K di trovare e uccidere il figlio replicante per nascondere la verità.

Nonostante la gestazione a dir poco perigliosa, ed il rischio costante di una cocente delusione per tutti quelli spettatori che hanno contribuito a fare del Blade Runner originale uno dei film culto più importanti e belli degli ultimi 40 anni, il grande Denis Villeneuve, con l'aiuto di un Ryan Gosling (K) ormai icona, e un Harrison Ford che riprende il suo ruolo di 37 anni fa, riesce a mettere in piedi un degno successore di quel culto. Sviluppo contorto ma è giusto così, gusto delle inquadrature che, soprattutto nel finale, rende giustizia ad una saga che ha giustamente entusiasmato tanti.

Despite the gestation to say the least complicated, and the constant risk of a burning disappointment for all those spectators who have contributed to making of the original Blade Runner one of the most important and beautiful cult movie of the last 40 years, the great Denis Villeneuve, with the help of a Ryan Gosling (K) now definitively an icon, and a Harrison Ford who resumes his 37-year-old role, manages to set up a worthy successor to that cult. Development twisted but rightly so, taste of the shots that, especially in the end, does justice to a saga that has rightly thrilled so many.