Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Autunno 1943. Una mattina la giovane Rosa Sauer - il cui marito è al fronte ed è fuggita da Berlino colpita dai bombardamenti per raggiungere la casa dei suoceri nel villaggio prussiano orientale Gross-Partsch - viene portata nel quartier generale nazista Tana del Lupo, dove è costretta assieme ad altre donne a mangiare i pasti destinati al Führer: ogni giorno, per due volte (pranzo e cena) sono obbligate perché si accerti che quel cibo non sia avvelenato.
In questo clima di coercizione, e divise tra la paura di morire e la fame che le divora, le “assaggiatrici” stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti, senza smettere di sperare. (Wikipedia)
Trasposizione dell'omonimo romanzo di Rosella Postorino, che a sua volta era ispirato alla vera storia di Margot Wölk, l'ottimo regista italiano, con un cast prevalentemente tedesco di grandissimo spessore, riesce a dare vita a quelle pagine, dalle quali esce sofferenza, speranza, terrore, angoscia, ma anche umanità. Due ore di tensione altissima, e una grande ricostruzione storica.
Adapted from Rosella Postorino's novel of the same name, which in turn was inspired by the true story of Margot Wölk, the excellent Italian director, with a splendor-filled, mostly German cast, manages to bring those pages to life, exuding suffering, hope, terror, anguish, but also humanity. Two hours of high-octane tension and a masterful historical reconstruction.




















