Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Estate 2022. Paolo Cognetti, insieme col cane Laki, sale verso le quote più alte del Monte Rosa cercando di capire perché a casa sua, nel villaggio di Estoul nel comune di Brusson, non c'è più acqua. Lungo il percorso, incontra e intervista alcuni amici abitanti della valle di Gressoney come Remigio, Arturo Squinobal e la figlia Marta dell'Orestes Hutte (primo rifugio vegano delle Alpi), Corinne e Mia (del rifugio di Mezzalama), Sete, sherpa d'alta quota (al Quintino Sella al Felik, uno dei rifugi più alti d’Europa e Vasco Brondi, presente in un cameo. (Wikipedia)
Cognetti, autore del libro Le otto montagne, messo in scena meravigliosamente dalla coppia di registi Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch nel 2022, si cimenta alla regia di questo strano oggetto, che personalmente ho visto un po' come la naturale prosecuzione della storia del suo libro. Colloquiale, particolare, non particolarmente emozionante nel suo incedere ma decisamente suggestivo per gli scenari e per le storie personali che descrive, innesca una riflessione importante sul cambio climatico e, almeno per chi ama soprattutto il mare come me, fa capire qualcosa di più sul fascino della montagna.
Cognetti, author of the book The Eight Mountains, beautifully turned in a movie by the directing duo Felix Van Groeningen and Charlotte Vandermeersch in 2022, takes on this strange object, which I personally saw as a natural continuation of the story of his book. Colloquial, peculiar, not particularly moving in its pace but decidedly evocative for the settings and personal stories it describes, it sparks an important reflection on climate change and, at least for those who, like me, love the sea above all else, it offers a deeper understanding of the allure of the mountains.























