Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
In un grande ospedale i degenti in coma vivono una vita parallela separati dai loro corpi mortali, potendo interagire fra loro, ma non con gli altri, pazienti, medici, visitatori,...
Il protagonista (senza nome come del resto tutti gli altri personaggi) vive la sua condizione con leggerezza fino a che non viene ricoverata in stato comatoso una giovane donna vittima di un incidente stradale. Ciò stravolge il suo equilibrio trascinandolo in una storia di amore vissuta intensamente "nonostante" la precarietà della loro situazione sospesa fra la vita e la morte. (Wikipedia)
Alzo il voto di mezzo punto perché questo film se lo merita, a distanza di oltre un anno dalla visione è ancora ben chiaro il ricordo, e le sensazioni contrastanti che la storia suscita. Mastandrea, al secondo film da regista, conferma di essere un regista curioso, coraggioso, magari non nello stile di regia ma senza dubbio, nella scelta delle storie (e pure dei cast). Un film che sembra leggero, ma parla di morte: se vi pare poco...
I'm raising the rating by half a point because this film deserves it. More than a year after seeing it, the memory is still vivid, as are the conflicting emotions the story evokes. Mastandrea, making his second film as a director, confirms himself as a curious, courageous director, perhaps not in his directing style, but undoubtedly in his choice of stories (and even his cast). A film that seems lighthearted, but is about death: if that seems like too little to you...






















