Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Eva è una guardia carceraria dai saldi ideali, ma la sua vita viene sconvolta quando l'assassino di suo figlio arriva nel carcere in cui lavora. Chiede segretamente di essere trasferita nel suo reparto, il più brutale e pericoloso. Questo dà inizio a un inquietante thriller psicologico in cui il senso di giustizia di Eva mette alla prova la sua etica e il suo destino. Il suo crescente desiderio di vendetta e i suoi ideali si scontrano. (Wikipedia)
E' una bella mano quella del regista svedese, già messosi in luce con il precedente Den skyldige. Dilemmi etici, e un gran bel ritmo anche in questo caso, più una direzione del cast favolosa: qui, per esempio, la protagonista è la bravissima Sidse Babett Knudsen, in un ruolo che la fa rendere, se possibile, ancor di più, ed esalta la sua grandezza.
The Swedish director, who had already made a name for himself with his previous film, Den skyldige, has a fine hand. Ethical dilemmas, and a great pace here too, plus fabulous direction from the cast: here, for example, the lead role is the excellent Sidse Babett Knudsen, in a role that makes her, if that's possible, even more powerful and highlights her greatness.





















