Giudizio sintetico: si può evitare (2/5)
Il film copre settantadue ore della vita dell'artista bohémien italiano Amedeo Modigliani, detto dagli amici Modì, che frequentava le strade della Parigi dilaniata dalla guerra nel 1916. In fuga dalla polizia, il suo desiderio di porre fine alla carriera e lasciare la città viene respinto dai suoi compagni bohémien: l'artista francese Maurice Utrillo, il bielorusso Chaïm Soutine e la musa inglese Beatrice Hastings. Modì cerca consiglio dal suo mercante d'arte e amico polacco Léopold Zborowski. Tuttavia, dopo una notte di allucinazioni, il caos nella mente di Modì raggiunge il culmine quando si trova di fronte al collezionista americano Maurice Gangnat, che ha il potere di cambiargli la vita. (Wikipedia)
Spiace notare che la sfortuna di Modigliani in vita, a parte il grande successo postumo delle sue opere, continui a funestare le opere cinematografiche a lui dedicate. Così come il precedente Modigliani (in Italia I colori dell'anima) di Mick Davis del 2004, anche questo film, il secondo lungometraggio da regista di Depp, non è un granché. Probabilmente pecca di supponenza, ha delle scelte di cast discutibili, rimane costantemente in bilico tra commedia e dramma surreale, fatto sta che non convince per nulla. Peccato.
It's unfortunate that Modigliani's misfortune during his lifetime, despite the great posthumous success of his work, continues to blight the cinematic works dedicated to him. Like Mick Davis's 2004 Modigliani, this film, Depp's second feature as director, isn't much to write home about. It's likely overconfident, has questionable casting choices, and constantly teeters between comedy and surreal drama; the fact remains that it's completely unconvincing. What a shame.

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