Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)
1860. Giuseppe Garibaldi ha ormai allestito la spedizione dei Mille. A guidarla vi è anche il ferreo tenente colonnello siciliano Vincenzo Orsini, pronto a scontrarsi col suo passato in quanto ex ufficiale borbonico. All'arruolamento delle camicie rosse nei pressi di Quarto si presentano, tra i vari volontari, prima Domenico Tricò, contadino con problemi di zoppia, poi Rosario Spitale, un baro. Entrambi, desiderosi di tornare nella terra natia, nonostante qualche perplessità vengono accettati nell'esercito garibaldino.
Alla prima occasione, cioè con lo sbarco a Marsala, Tricò e Spitale disertano in quanto impauriti dalle azioni militari. Deluso che tale viltà sia stata mostrata da suoi conterranei, Orsini ne strappa i nomi dal registro degli arruolati e non decreta alcuna azione punitiva nei loro confronti. I due soldati improvvisati, fatta amicizia, si rifugiano in un convento dove conoscono la bella suora Assuntina. (Wikipedia)
Non è male questo film del regista italiano, una commedia storica, elaborata sopra un fatto realmente accaduto. Film girato con mezzi limitati (lo si capisce dalle scene corali), ma in location suggestive, e dove ritroviamo il "trittico" attoriale del precedente film dello stesso Andò La stranezza (Servillo, Ficarra, Picone). Un film che, come dire, segnala che l'italica arte di arrangiarsi pesca nel nostro passato. Si sorride.
This film by the Italian director is not bad, a historical comedy based on a true event. It was shot with limited resources (as is evident from the ensemble scenes), but in evocative locations, and features the same cast from Andò's previous film, La Stranezza (Servillo, Ficarra, Picone). A film that, so to speak, signals that the Italian art of making do draws on our past. It's a smiling film.

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