No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20081106

marco


E' arrivato il momento. Questo post, per la gioia anche dell'amico Maurino (ricordate il suo commento a questo post?), è un modo per dire grazie e, in una certa maniera, per rendere omaggio a una persona che non posso dire di conoscere personalmente, anche se ci avrò scambiato tre parole, ma che stimo e rispetto per quello che ha rappresentato in passato e per la strada che ha intrapreso, che mi pare onesta e rispettabile, con la quale continua a perseguire un cammino di libertà e, diciamolo, in qualche modo, di lotta.


Questa persona si chiama Marco Mathieu.


Tanto per cominciare, potreste leggere questa intervista, piuttosto datata, che verte sul suo primo libro. Lo avevo "conosciuto" per essere il bassista dei Negazione, una band alla quale ho dedicato molti pensieri (tipo questo). Come detto più volte, amavo questa band, vista molte volte in concerto, coverizzata con una delle band dove suonai, aprimmo un loro concerto con un'altra band dove suonai. Dopo il loro scioglimento, rividi molte volte Mathieu da spettatore a diversi concerti (sempre con l'immancabile bandana). Poi scoprii che scriveva su Velvet, una rivista musicale che usciva qualche anno fa, non quella di moda del gruppo Repubblica che trovate in edicola adesso. Poi scoprii questo libro su Manu Chao in tour, libro che, tra l'altro, mi piacque molto (poi ne ha scritti altri). Poi che scriveva saltuariamente su Repubblica, su Musica, su D la Repubblica delle donne (si, mi sono perso il periodo GQ, mi perdonerete). Qualche settimana fa, infine, mi sono reso conto che adesso, per quest'ultima rivista settimanale, ricopre il ruolo di caporedattore attualità. Chissà da quanto, tra l'altro (A questo proposito, mi ha fatto sorridere questa cosa che ho trovato cercando materiale su di lui in rete; una ragazza, giornalista freelance che aveva proposto un servizio a D e si è arrabbiata perchè Mathieu, al quale era stata indirizzata, le ha risposto secondo lei in fretta e con pochissime parole. Leggete cosa ha scritto lei sul suo blog, ovviamente ignorando il passato di Mathieu stesso, e come le ha risposto Marco); ecco quindi che ho capito perchè mi piace tanto questa rivista, seppur indirizzata ad un target femminile, dove trovo sempre un sacco di articoli interessantissimi e impegnati, ed ecco perchè mi è venuta voglia di scrivere un qualcosa per ringraziarlo. Un po' per tutto.


Sono sicuro che a lui farebbe piacere sapere che ricordo con un certo orgoglio il fatto di aver "aperto" il palco per loro (Pisa, CSA Macchia Nera), di aver scambiato qualche parola con lui e con Zazzo dopo un concerto a Livorno (Topsy Pub), che come me tante persone hanno goduto vedendoli aprire quel fantastico Monsters a Modena (1991), atto finale di una "carriera" indimenticabile (a questo proposito, leggetevi questa intervista a Neffa, che è stato uno dei tanti batteristi dei Negazione, che, nonostante si intuisca non abbia mantenuto buoni rapporti con gli altri tre, riconosce il fatto che Mathieu era uno dei motivi per cui i Negazione stessi siano alla fine risultati una band italiana che era conosciutissima in tutta Europa e negli USA), che lo seguo con interesse nel suo percorso di scrittore e giornalista, e che giocavo le amichevoli di basket con la loro maglia del tour di 100%.


Sono sicuro che è una persona modesta, che non riesce a montarsi la testa, come noi che abbiamo un passato che non risulta su wikipedia e che non firmiamo articoli (attualmente), e che magari lavoriamo "nostro malgrado" per multinazionali, che ci siamo "inquadrati" per vivere.


Lo spirito continua. Grazie Negazione e grazie Marco Mathieu, anche per quello che fai adesso. Allego la solita, meravigliosa foto di quel concerto.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bè, grazie intanto per il post!leggero da leggere, tenero perchè ci vivo dentro.

Parto con un appunto così poi vado liscio al dunque: quello su Manu Chao era il secondo libro di Mathieu, prima scrisse A che ora è la fine del mondo (sull'ex Jugo).
Quisquiglie.

Il dunque è: perchè ci emoziona parlando dei Negazione?
Ale, è la nostra unica patria, la nostra unica fede, quella sensazione lì.

Quando ci appassiona un'Arte e ne siamo pArte vi appARTEeniamo e quella è la nostra nazione.

I Negazione sono perfetti, in questo perchè sono nostri e basta, non sono su mtv... sono diamanti non sgrezzati. un loro pezzo è quindi sempre più bello, un racconto normale di gioventù pogante, sempre un po' epico.

come innamorarsi e non avere il tempo di rovinare tutto.

come dire basta quando sei nel pieno.

come bruciare di vita.
Mau

jumbolo ha detto...

ti aspettavo. non l'ho detto che era il primo. :))

Anonimo ha detto...

eh ma se scrivi che POI ne ha scritti altri....
permalosone
: ))))))

mau