Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Mathieu, quasi cinquantenne, è un noto attore che vive a Parigi. Ha da poco iniziato le prove per il suo attesissimo debutto teatrale nella capitale francese. Ma poche settimane prima della prima, rompe con la sua compagna e si reca in un centro di talassoterapia in una località balneare bretone, dove affoga i suoi dispiaceri nelle vasche idromassaggio. La notizia della presenza del famoso attore si diffonde rapidamente nella cittadina. Riceve un messaggio da Alice, un'insegnante di pianoforte con cui aveva avuto una relazione 15 anni prima, prima di diventare famoso, e che non vedeva dalla loro rottura. (Wikipedia)
Se, vedendo questo film, vi venisse da pensare inizialmente che il regista francese voleva cambiare direzione, dopo la trilogia sul mondo del lavoro, potreste pure aver regione, ma non è detto. Del resto, anche se al centro dei film precedenti (La Loi du marché, En guerre, Un autre monde) c'era il mondo del lavoro, non mancavano di certo gli approfondimenti sulle relazioni interpersonali e sentimentali (come del resto anche in Mademoiselle Chambon e Une vie). Certamente, come sostiene Davide Spinelli su ondacinema, al centro di questo Hors-saison c'è il rimpianto (o i rimpianti); come che sia, si sorride, ci si arrabbia, e si pensa. Anche dopo la fine del film.
If, watching this film, you initially thought the French director was looking for a change of direction after his trilogy about the world of work, you might be right, but that's not necessarily true. After all, while the world of work was at the heart of his previous films (La Loi du marché, En guerre, Un autre monde), they certainly didn't lack insights into interpersonal and romantic relationships (as was also the case in Mademoiselle Chambon and Une vie). Certainly, as Davide Spinelli argues on ondacinema, regret (or regrets) is at the heart of this Hors-saison; however, you smile, you get angry, and you think. Even after the film ends.

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