No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260602

Piccole cose come queste

Small Things Like These - Di Tim Mielants (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Alla fine di dicembre del 1985, Bill Furlong, un commerciante di carbone, considerato un uomo onesto e laborioso della cittadina irlandese di New Ross, è padre di cinque figlie. Bill consegna regolarmente carbone al convento locale, dove un giorno vede una ragazza adolescente essere ammessa con la forza. L'episodio fa riaffiorare in Bill i ricordi della sua difficile infanzia, trascorsa come figlio di una giovane madre single, emarginato dalla famiglia ma autorizzato a lavorare per la signora Wilson, una ricca e indipendente proprietaria terriera, insieme ai ricordi di Ned, un bracciante della tenuta che in seguito si intuisce essere probabilmente suo padre. Alla sua successiva visita, entra nel convento per consegnare una fattura e vede delle ragazze che lavano i panni e puliscono i pavimenti; una di loro gli si avvicina chiedendogli disperatamente aiuto. Una delle suore lo rimprovera per essere entrato nel convento senza essere accompagnato, e lui se ne va. (Wikipedia)

Impossibile non pensare a Magdalene davanti a questo film del regista belga (che evidentemente è piaciuto, nell'approccio, a Cillian Murphy, qui nei panni di Bill, tanto che è stato protagonista anche nel seguente film del regista, l'ottimo Steve), che riapre una ferita aperta, soprattutto irlandese (ma sicuramente non è andata meglio altrove). Tratto dall'omonimo romanzo breve di Claire Keegan, il film forse si appoggia troppo sulle spalle di Murphy, ed insiste un po' troppo sulla reiterazione delle umiliazioni da una parte, e dall'estrema povertà della famiglia Furlong dall'altra, risultando toccante, ma a mio parere, poco efficace.

It's impossible not to think to The Magdalene Sisters when watching this film by the Belgian director (whose approach evidently appealed to Cillian Murphy, here as Bill, so much so that he also starred in the director's next film, the excellent Steve). It reopens a wound, especially an Irish one (though it certainly hasn't fared better elsewhere). Based on Claire Keegan's short novel of the same name, the film perhaps relies too heavily on Murphy's shoulders, and dwells a bit too heavily on the reiteration of humiliations on the one hand, and the extreme poverty of the Furlong family on the other, resulting in a touching but, in my opinion, not too much effective film.

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