No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260628

Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulou

Maria - Di Pablo Larraín (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Nel 1977, Maria Callas vive in un appartamento a Parigi con il suo maggiordomo Ferruccio e la governante Bruna. Sta cercando di tornare a cantare dopo una lunga pausa dalla sua carriera operistica, dovuta al peggioramento delle sue condizioni di salute. Mentre Ferruccio insiste affinché si faccia visitare da un medico e assuma la giusta dose di farmaci, Maria continua ad abusare di Mandrax, sostenendo che la aiuti nonostante gli effetti collaterali. Maria informa Ferruccio e Bruna dell'arrivo di una troupe televisiva per intervistarla sulla sua vita. La troupe arriva, guidata da un giovane regista di nome "Mandrax". Diventa presto chiaro che Mandrax e il suo cameraman sono un'allucinazione causata dal farmaco, e che Ferruccio e Bruna non li vedono. Nel corso della settimana, Maria partecipa anche a sedute private con il direttore d'orchestra Jeffrey Tate per capire se può tornare a esibirsi.
Stimolata dalle "interviste" di Mandrax e dalle allucinazioni, Maria inizia a rievocare i ricordi della sua passata storia d'amore con l'imprenditore greco Aristotele Onassis, che in seguito avrebbe sposato Jackie Kennedy. Sebbene inizialmente avesse respinto le sue avances nel 1957, si innamorò presto di lui e lasciò il marito Giovanni Battista Meneghini. Alla fine lasciò anche Onassis, poiché lui e l'attenzione mediatica sulla loro relazione la limitavano. Tuttavia, lo vide segretamente sul letto di morte e ammise di amarlo. (Wikipedia)

Nonostante, come al solito, l'ottima idea e la scelta del punto di vista molto particolare, per descrivere solo una parte, ma importante, della vita, complessa e probabilmente troppo lunga e piena di eventi, della più grande soprano mai esistita, credo che questo, ad oggi, sia il film meno riuscito del grandissimo regista cileno, uno di quelli che personalmente reputo tra i migliori in assoluto della sua generazione. Non saprei di preciso a cosa addossare il motivo, qualche critico ha sottolineato l'eccesso di teatralità, altri la mancata riuscita della descrizione di una donna senza dubbio ancor più complessa di come si riesce ad intuire dal film, fatto sta che nonostante le firme (anche questo film, come per Spencer, ha la sceneggiatura firmata da Steven Knight) ed il cast, non arriva alle eccellenze alle quali ci ha abituato Larraín.

Despite, as usual, the excellent concept and the highly unusual choice of perspective, to describe only a small but important part of the complex, probably overly long, and eventful life of the greatest soprano ever, I believe this is, to date, the least successful film by the great Chilean director, one I personally consider among the absolute best of his generation. I'm not sure what to attribute this to—some critics have pointed to excessive theatricality, others to the failure to portray a woman undoubtedly even more complex than the film suggests. The fact remains that despite the film's signatures (this film, like Spencer, also has a screenplay by Steven Knight) and its cast, it doesn't quite reach the excellence to which we've become accustomed from Larraín.

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