Giudizio sintetico: si può vedere, ma anche no (2,5/5)
In un mondo in cui l'umanità ha rinunciato ai sogni in cambio della longevità, una donna rintraccia un mostruoso "Delirante" che si nasconde all'interno dei film per continuare a sognare. Dentro un film muto, lo trova intento a mangiare papaveri in una fumeria d'oppio per alimentare disperatamente i suoi sogni, che lo stanno uccidendo. Non riesce a comprendere la sua ossessione, ma, trovando un proiettore cinematografico all'interno del Delirante, lo carica con una pellicola per permettergli di rivivere la sua vita passata nei sogni prima di morire.
Il film è composto da sei capitoli, suddivisi in visivo, uditivo, gustativo, olfattivo, tattile e allucinatorio. La trama prende spunto da un caso di suspense per esplorare il rapporto tra memoria, tempo e umanità. Il film rappresenta metaforicamente l'alienazione della società moderna e i desideri incontrollati dell'umanità sotto il dominio della tecnologia, nonché la ricerca dell'identità in uno spazio-tempo caotico. (Wikipedia)
Il giovane regista cinese, famoso anche per un piano-sequenza in 3D di 59 minuti nel suo film precedente Un lungo viaggio nella notte, è decisamente ambizioso, oltre ad essere un appassionato di cinema, e a possedere un grande stile. Il problema di questo film è che è estenuante, nonostante l'estetica, davvero ammirevole, un altro piano-sequenza mozzafiato (contenuto nel quarto sogno, quello che si svolge durante il capodanno 1999/2000), l'eleganza della messa in scena e dei movimenti di macchina, l'impegno del cast, e la visione storica della Cina (comunismo escluso). Ed è estenuante non solo per la durata (quasi due ore e 40 minuti, e di certo non con un ritmo da film d'azione), ma anche per la nebulosità del messaggio. Lo definirei quindi un film che raccomando solo ai veri appassionati.
The young Chinese director, also famous for a 59-minute 3D sequence shot in his previous film, Long Day's Journey into Night, is decidedly ambitious, as well as a film enthusiast and a master of great style. The problem with this film is that it's exhausting, despite its truly admirable aesthetics, another breathtaking sequence shot (contained in the fourth dream, the one set during New Year's Eve 1999/2000), the elegance of the staging and camera movements, the commitment of the cast, and the historical vision of China (excluding Communism). And it's exhausting not only because of its length (almost two hours and 40 minutes, and certainly not at the pace of an action film), but also because of the vagueness of its message. I would therefore describe it as a film I recommend only to true enthusiasts.

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