Mickey 17 - Di Bong Joon-ho (2025)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Nel 2050, per sfuggire alla morsa di un assassino usuraio, Mickey Barnes e il suo amico Timo si uniscono all'equipaggio di un'astronave diretta a colonizzare il pianeta ghiacciato Niflheim. Timo diventa pilota di navetta, mentre Mickey viene reclutato come "Sacrificabile", un ruolo controverso che comporta compiti estremamente pericolosi, in cui la morte comporta la creazione di un nuovo clone con i ricordi ripristinati tramite un processo chiamato "ristampa". Durante il viaggio, tra Mickey e l'agente di sicurezza Nasha nasce una storia d'amore.
Quattro anni dopo, l'astronave arriva a Niflheim. Dopo aver sperimentato e sacrificato diverse versioni di Mickey, gli scienziati della nave sviluppano un vaccino contro i patogeni virali del pianeta. Il diciassettesimo Mickey viene inviato a catturare una delle forme di vita native soprannominate "Creeper", ma cade in una fessura. Timo recupera il prezioso lanciafiamme di Mickey ma, per comodità, lo abbandona al suo destino. I Creeper assalgono Mickey, ma invece di mangiarlo, lo portano in superficie. (Wikipedia)
All'epoca della visione fui perfino un po' stretto di manica, con il voto finale. C'era molta attesa, per questo nuovo film del regista sud coreano, e mi pare che in molti (quelli che si sono "lamentati" di questo film) si siano un po' dimenticati (oppure non hanno mai ben conosciuto e capito) l'indole dello stesso: basta rileggere la sua filmografia, per capire che è il tipo di regista che non riusciremo mai ad incasellare o a prevedere. Detto questo: grande cast, grande divertimento, un po' di riflessione da ricercare a posteriori, e una mano felice alla regia. Fin troppo esagerato in qualche situazione, ma questo è, prendere o lasciare.
At the time of viewing, I was even a little cheap with the final rating. There was a lot of anticipation for this new film by the South Korean director, and it seems to me that many (those who "complained" about it) have somewhat forgotten (or never fully understood) his nature: just rereading his filmography shows that he's the kind of director we'll never be able to pigeonhole or predict. That said: great cast, great entertainment, a bit of reflection to be sought after after the fact, and a brilliant directorial touch. A bit too over the top in some places, but that's what it is, take it or leave it.

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