No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.


Mai non insieme

Never Not Together - Nada Surf (2020)

Sono sicuro (non andrò a rileggermi le mie recensioni precedenti) che ho già detto esattamente le stesse cose a proposito del trio newyorkese. Siamo al nono disco in 28 anni di attività, il ritmo delle loro uscite riflette quello delle loro bellissime canzoni: rilassato, ma pieno d'amore e di bellezza. Del resto, aprire un disco nel 2020 con una traccia che si intitola So Much Love, è un po' un manifesto controcorrente. 
So much love in the air
So much love, it's always there
How much love trapped inside

So much love, show it some light
Per il resto, i Nada Surf sono una di quelle band dalle quali sai perfettamente cosa aspettarti, ma riescono ogni volta a non deluderti. Semplicemente deliziosi, seppur sempre uguali a loro stessi.

I'm sure (I won't re-read my previous reviews) I have said the same things about the New York trio before. We are on the ninth album in 28 years of activity, the rhythm of their releases reflects that of their beautiful songs: relaxed, but full of love and beauty. After all, opening a record in 2020 with a track called So Much Love is a bit of a counter-current manifesto.
So much love in the air
So much love, it's always there
How much love trapped inside
So much love, show it some light

For the rest, Nada Surf are one of those bands from which you know perfectly well what to expect, but they manage every time not to disappoint you. Simply delicious, although always the same as themselves.


Canzoni folk

Folkesange - Myrkur (2020)

Al terzo disco, Myrkur, progetto black metal folk di Amalie Bruun, dimostra che quelli che ci hanno creduto hanno fatto bene, al di là dell'avvenenza della ragazza, anche modella e attrice. Dico questo perché un intero disco di canzoni di folk scandinavo non è sorprendente, dopo quanto avevamo ascoltato da lei nel passato, ma quantomeno è estremamente coraggioso. Detto questo, il disco è proprio bello, se ci si pone all'ascolto senza preconcetti. La voce è splendida ed eterea, e lo sapevamo, gli strumenti prevalentemente etnici (nyckelharpa, lira, mandola) e usati in maniera adeguata insieme a percussioni rare e rarefatte, archi quanto basta, una sapiente composizione e liriche ispirate a poemi d'epoca o comunque a miti pagani o legati alla natura. Il risultato è estremamente suggestivo, e ci mette ancora più curiosità rispetto a quale sarà il suo prossimo passo.

On the third album, Myrkur, Amalie Bruun's black metal folk project, shows that those who believed in her did well, beyond the attractiveness of the girl, also a model and actress. I say this because an entire album of Scandinavian folk songs is not surprising, after what we had heard from her in the past, but at least it is extremely courageous. That said, the record is really nice, if you listen to it without preconceptions. The voice is splendid and ethereal, and we knew it, the mainly ethnic instruments (nyckelharpa, lira, mandola) and used appropriately together with rare and rarefied percussions, enough strings, a wise songwriting and lyric inspired by old poems or however, to pagan or nature-related myths. The result is extremely suggestive, and it gives us even more curiosity about what her next step will be.


Collage giovanile crudo

R.Y.C. - Mura Masa (2020)

Probabilmente per la prima volta da quando mi "confronto" con alcune testate che ritengo piuttosto autorevoli in campo musicale, mi trovo totalmente in disaccordo sia con il voto di Pitchfork che con quello, giudizio incluso, del The Guardian, sul secondo disco di Mura Masa, all'anagrafe Alex Crossan, da Guernsey, UK. Tutto basato su un sentimento nostalgico che riflette su una generazione cosiddetta "senza speranza", il disco è elettronico ma si basa molto su leggeri riff di chitarra, e vede diverse collaborazioni interessanti (Clairo, Neg Green, Slowthai, Tirzah, Georgia, Elle Roswell dei Wolf Alice), per una manciata di canzoni quantomeno divertenti e ricercate. Io l'ho trovato delicato.

Probably for the first time since I "compare" myself with some newspaper that I consider quite authoritative in the music field, I totally disagree both with Pitchfork's vote and with that, including judgment, of The Guardian, on the second album of Mura Masa, aka Alex Crossan, from Guernsey, UK. All based on a nostalgic feeling that reflects on a so-called "No Hope" generation, the record is electronic but relies heavily on light guitar riffs, and sees several interesting collaborations (Clairo, Neg Green, Slowthai, Tirzah, Georgia, Elle Roswell by Wolf Alice), for a handful of songs at least fun and refined. I found it delicate.


Petali per armatura

Petals for Armor - Hayley Williams (2020)

Per quanto rispetti la figura di Hayley Williams, mi aspettavo sinceramente qualcosa di più da questo suo debutto solista (ufficialmente, i Paramore non si sono sciolti). Per quanto le liriche siano importanti, ho l'impressione che nelle recensioni delle testate musicali importanti si sia teso a sottolineare quanto rappresentino il coraggio dell'artista nell'affrontare varie tematiche e la lotta contro la depressione, tralasciando leggermente il fatto che a livello musicale si sarebbe potuto fare di più. Le influenze musicali di Hayley erano immaginabili, ascoltando la musica dei Paramore e soprattutto gli ultimi dischi, ma se dobbiamo inserire anche lei in un ristretto circolo di artiste musicali femminili bianche che stanno contribuendo ad un importante progresso musicale (sto parlando di figure come Bjork ma anche di Grimes e FKA twigs), mi aspetto un maggiore sforzo dalla ragazza originaria di Meridian, Mississippi. Disco interessante, ma a volte ridondante a volte confuso; le potenzialità vocali non sono sfruttate al massimo.

As much as I respect the figure of Hayley Williams, I sincerely expected something more from her solo debut (officially, the Paramore did not disbanded yet). As important as the lyrics are, I have the impression that in the reviews of the important musical magazines it has tended to underline how much the artist's courage in dealing with various themes and the fight against depression represent, leaving aside the fact that at the musical level more could have been done. Hayley's musical influences were imaginable, listening to the music of Paramore and especially the latest records, but if we also have to enter a small circle of white female music artists who are contributing to an important musical progress (I'm talking about figures like Bjork but also from Grimes and FKA twigs), I expect more effort from the girl from Meridian, Mississippi. Interesting disc, but sometimes redundant sometimes confusing; vocal potential is not fully exploited.



Nuovo uomo, nuove canzoni, stessa merda volume 1

New Man, New Songs, Same Shit, Vol. 1 - Me and That Man (2020)

Confermato anche dalle chiacchiere ascoltate fuori dal Mediolanum Forum nel febbraio di questo anno, Adam Nergal Darski, mente dei polacchi Behemoth come pure di questi Me and That Man, ma anche imprenditore e personaggio tv, è sicuramente una persona che divide, e senza dubbio in possesso di un ego piuttosto grande, forse ingigantito dalla personale lotta contro la leucemia. Ora, visto che non sono psicologo, passiamo a parlare di musica: Me and That Man è un progetto dello stesso Nergal, un progetto che evidentemente si ispira tanto a Leonard Cohen, Nick Cave e Johnny Cash quanto a band come Mission e Fields of the Nephilim, mescolando rock, blues, gothic e dark, dando libero sfogo al suo lato meno estremo musicalmente, ma conservando l'aura oscura. Dopo un debutto senza dubbio interessante, a distanza di qualche anno esce questo secondo disco, che è un po' una sfilata di ospiti più o meno celebri, ma tutti decisamente validi, in larga parte europei ma con qualche eccezione, e il risultato, per quanto vi possa piacere o meno il personaggio, è degno di nota, perché nonostante il songwriting si adatti di volta in volta agli ospiti (l'esempio giusto è Coming Home, pezzo sul quale canta Sivert Hoyem dei Madrugada, che sembra proprio un inedito della band norvegese), nel complesso l'album risulta una piacevole variazione sullo stesso tema.

Also confirmed by the chatter heard outside the Mediolanum Forum in February of this year, Adam Nergal Darski, the mind of the Polish Behemoth as well as these Me and That Man, but also an entrepreneur and TV personality, is certainly a person who divides, and undoubtedly in possession of a rather large ego, perhaps magnified by the personal fight against leukemia. Now, since I'm not a psychologist, let's talk about music: Me and That Man is a project by Nergal himself, a project that evidently is inspired by Leonard Cohen, Nick Cave and Johnny Cash as well as bands such as Mission and Fields of the Nephilim, mixing rock, blues, gothic and dark, giving free rein to its less extreme side musically, but keeping the dark aura. After an undoubtedly interesting debut, a few years later this second album is released, which is a bit of a parade of more or less famous guests, but all decidedly valid, mostly European but with some exceptions, and the result, for how much you may like the character or not, it is noteworthy, because despite the songwriting it adapts from time to time to the guests (the right example is Coming Home, a track on which Sivert Hoyem of Madrugada sings, which seems an outtake of the Norwegian band), overall the album is a pleasant variation on the same theme.


Anime buone, angeli migliori

Good Souls Better Angels - Lucinda Williams (2020)

Indicativamente, questo dovrebbe essere il tredicesimo disco in studio della cantautrice di Lake Charles, Louisiana, che ad oggi all'anagrafe segna 67 anni. Tutto questo in più o meno 40 anni di attività: è nota per lavorare con lentezza (cit.). Cosa aspettarci da quella che potremmo considerare come la regina dell'Americana, è abbastanza prevedibile, eppure la signora riesce sempre a stupire per maestria. Il suo modo di scrivere canzoni è a tutt'oggi invidiabile, le sue liriche mai banali, i cambi di registro interessanti. Si va dai pezzi che possiamo definire aggressivi, a quelli minimali, la voce è sempre da pantera, la chitarra sorniona, blues, carica di flanger, sembra nata per suonare quello e solo quello. Un applauso anche a questo giro per Lucinda: e leggetevi il testo di Man Without a Soul, pensando a chi potrebbe essere dedicata...

Indicatively, this should be the thirteenth album in the studio of the singer-songwriter from Lake Charles, Louisiana, who has recorded 67 years to date. All this in more or less 40 years of activity: she is known for working slowly. What to expect from what we could consider as the Queen of the Americana, is quite predictable, yet the lady always manages to amaze by mastery. Her way of writing songs is still enviable today, her lyrics never trivial, the changes of register interesting. She ranges from the tracks that we can define aggressive, to the minimal ones, the voice is always as a panther, the slow, blues guitar, full of flanger, seems born to play that and only that. A round of applause also this round for Lucinda: and please read the text of Man Without a Soul, thinking of who could be dedicated ...



Immortal - Lorna Shore (2020)

Il terzo album della band proveniente da Warren County, New Jersey, è una interessante mazzata deathcore con curiose (almeno per me che non mi considero un esperto di questo genere) aperture sinfoniche. La storia, seppur breve, della band, non è delle più lineari: a parte avere una lista di nove ex componenti in 10 anni, solo negli ultimi tempi, la band ha licenziato il cantante CJ McCreery, che da poco più di un anno aveva rimpiazzato il fondatore Tom Barber, uscito per entrate nei Chelsea Grin, e che è autore delle parti vocali su questo Immortal, per accuse di presunti abusi sessuali ai danni della sua ex fidanzata (ed altre donne che si sono poi unite alla denuncia). Detto questo, in attesa che la band confermi o meno Will Ramos (Monument of a Memory, A Wake in Providence) alla voce nella formazione definitiva e non come sostituto in tour, questo disco provvederà a mantenervi belli svegli e a darvi una bella iniezione di adrenalina.

The third album of the band from Warren County, New Jersey, is an interesting deathcore blow, with curious (at least for me who do not consider myself an expert of this genre) symphonic openings. The story, albeit short, of the band, is not the most linear: apart from having a list of nine former members in 10 years, only in recent times, the band has fired the singer CJ McCreery, who for a little over a year had replaced the founder Tom Barber (who came out to join Chelsea Grin), and who is the author of the vocal parts on this Immortal, for accusations of alleged sexual abuse against his ex-girlfriend (and other women who later joined the complaint). That being said, waiting for the band to confirm Will Ramos (Monument of a Memory, A Wake in Providence) on vocals in the official lineup and not as a substitute on tour, this record will keep you awake and give you a good injection of adrenaline.


Agnello di dio

Lamb of God - Lamb of God (2020)

Dunque: Lamb of God è il decimo disco in studio per i Lamb of God, se teniamo conto del debutto Burn the Priest ancora sotto il nome Burn the Priest, e il disco di cover del 2018 Legion: XX, anche quello sotto il nome Burn the Priest. Arriva dopo un (secondo) iato, definiamolo un periodo di riposo, l'addio allo storico batterista Chris Adler (fratello di uno dei chitarristi Willie), rimpiazzato dall'ottimo Art Cruz (già con i Prong e i Winds of Plague), il loro supporto per l'infinito Slayer Farewell Tour (per chi si fosse perso il reportage), il disco solista del chitarrista solista Mark Morton Anesthetic del 2019. Tutto questo, mi sento di dire, pare abbia in un certo qual modo rigenerato la band, che ad essere onesto, ho letto molto criticata in rete, ma a mio giudizio degna di rispetto. Soprattutto, questo disco omonimo suona davvero convincente: duro, con tracce ben scritte, con un'ottima prova tecnica di tutti i componenti (da sottolineare il lavoro di Morton, davvero bello), con liriche arrabbiate ed in linea con il "momento" statunitense. Degni eredi del groove metal.

So: Lamb of God is the tenth studio album for Lamb of God, if we consider the Burn the Priest debut still under the name Burn the Priest, and the 2018 Legion: XX cover album, also that one under the name Burn the Priest. After a (second) hiatus, let's call it a rest, the farewell to the historic drummer Chris Adler (brother of one of the guitarists Willie), replaced by the excellent Art Cruz (already with Prong and Winds of Plague), their support for the infinite Slayer Farewell Tour (for those who have missed the reportage), the solo album of the solo guitarist Mark Morton Anesthetic of 2019. All this, I would say, seems to have somehow regenerated the band, which to be honest, I read much criticized on the net, but in my opinion worthy of respect. Above all, this self-titled disc sounds really convincing: hard, with well-written tracks, with an excellent technical performance of all the components (to underline Morton's work, really good), with angry lyrics and in line with the American "moment" . Worthy heirs of the groove metal.



Mother - In This Moment (2020)

Il settimo disco in studio della band di Maria Brink e Chris Howorth, è, se possibile, pure peggiore del precedente Ritual, del quale vi parlai piuttosto male. Sono d'accordo con quello che scrive Carlos Zelaya su Dead Press!: la metamorfosi della band dal metalcore degli albori ad un suono più radio-orientato è ormai completata, ma un disco del genere non attirerà loro nessun nuovo fan, seppure soddisferà i vecchi (qua ho qualche dubbio). La vena compositiva mi pare totalmente esaurita, la band continua a girare intorno ai soliti clichés, e lo fa talmente tanto che l'abitudine a proporre cover, su questo disco diventa imbarazzante. Ce ne sono ben tre: Fly Like an Eagle della Steve Miller Band, We Will Rock You dei Queen e Into Dust di Mazzy Star. La prima viene appiattita, diventando un anonimo pezzo stile In This Moment. La seconda, nonostante le partecipazioni di Lzzy Hale (Halestorm) e Taylor Momsen (The Pretty Reckless), subisce lo stesso trattamento, e la cosa è sinceramente vergognosa: riuscire a rendere un pezzo del genere totalmente inutile, non è da tutti. La terza è onestamente il momento più alto del disco, seppure l'originale non sia avvicinabile: il fatto stesso che sia il meglio del disco è tutto dire. Da sottolineare Lay Me Down: praticamente un copia/incolla tra la stessa We Will Rock You e If I Had a Heart di Fever Ray. Mi domando se sia il caso di continuare su questa strada, per gli In This Moment.

The seventh studio album by the band of Maria Brink and Chris Howorth is, if possible, even worse than the previous Ritual, of which I spoke rather badly. I agree with what Carlos Zelaya writes on Dead Press!: the metamorphosis of the band from the early metalcore to a more radio-oriented sound is now complete, but such a disc will not attract them any new fans, even if it will satisfy the old ones (here I have some doubts). The compositional vein seems to me totally exhausted, the band continues to go around the usual clichés, and it does it so much that the habit of offering covers, on this record, becomes embarrassing. There are three: Steve Miller Band's Fly Like an Eagle, Queen's We Will Rock You and Mazzy Star's Into Dust. The first is flattened, becoming an anonymous track in In This Moment-style. The second, despite the participation of Lzzy Hale (Halestorm) and Taylor Momsen (The Pretty Reckless), undergoes the same treatment, and it is sincerely shameful: being able to make such a song totally useless is not for everyone. The third is honestly the highest moment of the album, even if the original is not approachable (for them): the very fact that it is the best of the album is pretty significant. To underline Lay Me Down: practically a copy / paste between the same We Will Rock You and If I Had a Heart by Fever Ray. I wonder if it is appropriate to continue on this path, for In This Moment.


Spiritualità e distorsione

Spirituality and Distortion - Igorrr (2020)

Ascoltando la sua musica, si fa fatica a credere che Gautier Serre aka Igorrr, inizialmente nato come one man band, poco dopo divenuto un collettivo del quale fanno parte la soprano Laure Le Prunenec, il cantante Laurent Lunoir ed il batterista Sylvain Bouvier, abbia origini solamente francesi. Le influenze sono incredibili, talvolta assurde: musica da camera, techno, elettronica, orientale, balcanica, extreme metal. Probabilmente l'etichetta dadaista, applicata alla musica di Igorrr, è quella che le si addice maggiormente. Dunque, ascoltare questo quarto album, è un po' come venire scaraventati dentro un frullatore, nel quale è presente musica di Domenico Scarlatti e Cannibal Corpse, Mike Patton e Aphex Twin, Portishead e Chopin, Bach e Meshuggah, marching band e buskers, matrimoni balcanici e bivacchi beduini. Un modo per viaggiare stando fermi con le cuffie agli orecchi, un modo per capire che la mescolanza è (anche) cosa buona. Una sfida che appaga.

Listening to his music, it is difficult to believe that Gautier Serre aka Igorrr, initially born as a one man band, shortly after became a collective which includes the soprano Laure Le Prunenec, the singer Laurent Lunoir and the drummer Sylvain Bouvier, has only French origins. The influences are incredible, sometimes absurd: chamber music, techno, electronic, oriental, Balkan, extreme metal. The Dadaist label, applied to Igorrr's music, is probably the one that suits her best. So listening to this fourth album is a bit like being thrown into a blender, in which there is music by Domenico Scarlatti and Cannibal Corpse, Mike Patton and Aphex Twin, Portishead and Chopin, Bach and Meshuggah, marching bands and buskers, Balkan weddings and Bedouin bivouacs. A way to travel while standing still with headphones on, an way to understand that mixing is (also) a good thing. A challenge that satisfies.


Isola dell'Oceano Pacifico nello Stato di Vanuatu

Tanna - Di Martin Butler e Bentley Dean (2015)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Sull'isola di Tanna, le persone che seguono il Kastom (la tradizione locale) hanno sempre accettato i matrimoni combinati. La gente di Kastom Road affronta sporadici conflitti con la tribù Imedin, mentre due seguaci del Kastom, Dain e Wawa, hanno una relazione amorosa segreta. La giovane sorella di Wawa, Selin, è impudente, e ruba una guaina da pene e corre nel deserto vicino, rimproverata per essere entrata nella zona proibita dove gli Imedin una volta massacrarono la sua gente. Per insegnare a Selin il rispetto, suo nonno e lo sciamano della tribù la portano nel sito spirituale di Yahul e dei vulcani. Lì, gli Imedin attaccano lo sciamano, lo picchiano, lasciandolo ferito a morte. Selin scappa e corre di nuovo dal suo popolo, che recupera lo sciamano, temendo che la sua inevitabile morte li lascerà vulnerabili. Gli Imedin vengono chiamati al villaggio per fare la pace. Si scambiano maiali, che gli assassini dello sciamano hanno ucciso a morte proprio come hanno fatto con lo sciamano, e Wawa viene promessa in matrimonio ad un membro della tribù Imedin.

Candidato agli Oscar (nella categoria miglior film in lingua straniera) nel 2017, Tanna vale decisamente uno sguardo, se solo si pensa che l'intero cast è composto da non professionisti, abitanti di quell'isola selvaggia e sperduta in mezzo all'Oceano Pacifico. Una storia che non può non ricordare lo shakespeariano Romeo e Giulietta, ma le facce dei protagonisti valgono la pena.

Oscar nominee (in the category Best Foreign Language) in 2017, Tanna is definitely worth a look, if you only think that the entire cast is made up of non-professionals, inhabitants of that wild and remote island in the middle of the Pacific Ocean. A story that cannot fail to remember the Shakespearean Romeo and Juliet, but the faces of the protagonists are worthwhile.




Manic - Halsey (2020)

Terzo disco per Ashley Nicolette Frangipane aka Halsey, virgulto musicale che merita il nostro rispetto per il suo impegno al di fuori dal campo musicale, nonostante la sua giovane età (25). Il terzo disco dimostra la volontà di allargare il punto di vista pop, includendo generi disparati ed artisti dai background differenti: per curiosità, divertitevi a leggere la lista del personale, e i crediti. Il sottile concept è la sua lotta contro il disturbo bipolare, ed è ovviamente onnipresente quella per l'emancipazione femminile senza la mortificazione della femminilità stessa. La voce la conosciamo quasi tutti, bella e versatile, quindi gli esperimenti vanno tutti a buon fine, la ragazza è una brava compositrice e si fa aiutare dall'usuale lunghissimo elenco di co-autori di alto livello, i duetti (tre) sono brevi e "relegati" ad essere catalogati come interludi, ma sono interessanti, come interessanti sono le scelte dei due dialoghi cinematografici inclusi come campionamenti. Ci sono tutte le potenzialità per avere grande successo e fare anche qualcosa di ancor più coraggioso. Il tempo è dalla sua parte: staremo alla finestra.

Third album for Ashley Nicolette Frangipane aka Halsey, a musical bud that deserves our respect for her commitment outside the musical field, despite her young age (25). The third work demonstrates the desire to broaden the pop point of view, including disparate genres and artists from different backgrounds: out of curiosity, have fun reading the staff list, and the credits. The subtle concept is her fight against bipolar disorder, and obviously the one for female emancipation without the mortification of femininity itself is omnipresent. We know almost everybody her voice, beautiful and versatile, so the experiments are all successful, the girl is a good composer and gets help from the usual long list of high-level co-authors, the duets (three) are short and "relegated" to be categorized as interludes, but they are interesting, as interesting is the choice of the samples of a couple of movie dialogue. There is all the potential to be very successful and also do something even more courageous. Time is on its side: we will stay at the window.


Signorina antropocene

Miss Anthropocene - Grimes (2020)

Quinto disco della fenomenale artista canadese, la cui uscita è stata ritardata di quasi un anno, pare per almeno due motivi principali: Grimes ha quasi contemporaneamente lavorato sull'album successivo, e la morte della sua manager Lauren Valencia nel luglio del 2019. Il titolo dell'album è un gioco di parole tra il prefisso femminile inglese "Miss" (signorina), e le parole "misanthrope" (misantropo) e "Anthropocene" (Antropocene), quest'ultimo un neologismo reso popolare nel 2000 dal Nobel per la chimica Paul J. Crutzen che fu proposto per indicare l'attuale era geologica terrestre. L'album è un concept su una "dea antropomorfa dei cambiamenti climatici" ispirata alla mitologia romana e ai cattivi dei fumetti. La scelta di un personaggio malvagio (nel quale la stessa Grimes si identifica) è stata dettata dalla cattiva reputazione costruitole addosso dai media a causa della sua relazione con Elon Musk. Detto tutto questo, la musica. Toni più scuri rispetto al precedente Art Angels, venato di industrial, dimostra comunque l'assoluta maestria di Grimes nel padroneggiare un pop assolutamente all'avanguardia. Una voce spesso adolescenziale che canta tematiche adulte, e un tappeto sonoro che porta la dance-pop ad un livello superiore, spesso intrecciandola con i più diversi generi musicali. Sempre intrigante.

Fifth album by the phenomenal Canadian artist, whose release has been delayed by almost a year, it seems for at least two main reasons: Grimes almost simultaneously worked on the next album, and the death of her manager Lauren Valencia in July 2019. The title the album is a play on words between the English female prefix "Miss", and the words "misanthrope" and "Anthropocene", the latter a neologism popularized in 2000 by the Nobel Prize in Chemistry Paul J. Crutzen who proposed it in order to name the current Earth geological era. The album is a concept about an "anthropomorphic goddess of climate change" inspired by Roman mythology and comic book villains. The choice of an evil character (in which Grimes identifies herself) was dictated by the bad reputation built up on her by the media because of her relationship with Elon Musk. Having said all this, the music. Darker tones than the previous Art Angels, veined with industrial, however, demonstrates the absolute mastery of Grimes in mastering an absolutely avant-garde pop. An often adolescent voice that sings adult themes, and a sound carpet that takes dance-pop to a higher level, often interweaving it with the most diverse musical genres. Always intriguing.


Desiderio casuale

Random Desire - Greg Dulli (2020)

Forse è vero, come nota Kory Grow su Rolling Stone, che la svolta più importante segnata da questo Random Desire è segnata da una sorta di riflessione caratteriale. Greg Dulli, lo stesso che 30 anni fa scriveva Be Sweet (I got a dick for a brain / And my brain is gonna sell my ass to you), adesso scrive una sorta di confessione sentimentale con Marry Me (Hope the song will see you through / Hope no one gets next to you / I ain't come to make you blue / I let you go). Con la riformata, amata e storica band degli Afghan Whigs ancora una volta in iato per varie, e non sempre felicissime, ragioni, Dulli prova l'esperienza solista (suona quasi tutti gli strumenti, anche se alla fine ha deciso di invitare qualche ospite, e qualche inciampo si percepisce a livello strumentale), anche se ad essere pignoli anche Amber Headlights del 2005 fu fatto uscire come disco solista (ma la storia di quel disco è una sorta di parentesi o bozza del lavoro con i Twilight Singers), e lascia libero sfogo a tutte le sue (immaginabili) influenze. Prince, Elvis Costello, Nick Cave, e ovviamente, echi degli Afghan Whigs onnipresenti, con, come accennato in apertura, una vena amara che pare la riflessione su una vita non sempre irreprensibile. L'uomo sa indubbiamente scrivere le canzoni: anche questo disco ne è colmo. Dulli, bisogna essere onesti, sfida pure se stesso: molto spesso sembra che le linee vocali, soprattutto quelle che "puntano" alle note alte, siano state scritte senza pensarne le difficoltà, e in effetti mentre le si ascolta, ci si chiede come sarà possibile che il ragazzo di Hamilton, Ohio, ci arrivi. Probabilmente non ci riuscirà, ma senza dubbio, anche dopo tutti questi anni, il disco merita un ascolto.

Perhaps it is true, as Kory Grow notes on Rolling Stone, that the most important turning point marked by this Random Desire is marked by a sort of character reflection. Greg Dulli, the same who wrote Be Sweet 30 years ago (I got a dick for a brain / And my brain is gonna sell my ass to you), now writes a kind of sentimental confession with Marry Me (Hope the song will see you through / Hope no one gets next to you / I ain't come to make you blue / I let you go). With the reformed, beloved and historic Afghan Whigs band once again in hiatus for various, and not always very happy, reasons, Dulli tries the solo experience (he plays almost all the instruments, even if in the end he has decided to invite some guests, and some imperfections are perceived at an instrumental level), even if, being fussy, also 2005 Amber Headlights was released as a solo album (but the story of that album is a sort of parenthesis or draft of the work with the Twilight Singers), and leaves free rein to all his (imaginable) influences. Prince, Elvis Costello, Nick Cave, and of course, echoes of the omnipresent Afghan Whigs, with, as mentioned at the beginning, a bitter vein that seems the reflection on a life that is not always irreproachable. Man undoubtedly knows how to write songs: this record is also full of them. Dulli, I have to be honest, he also challenges himself: very often it seems that the vocal lines, especially those that "point" to the high notes, have been written without thinking about the difficulties, and in fact while listening to them, one wonders how it will be It is possible that the guy from Hamilton, Ohio, will get there. He probably won't succeed, but without a doubt, even after all these years, the album deserves a listen.


Padre di tutti i figli di puttana

Father of All Motherfuckers - Green Day (2020)

Se ce ne fosse stato ancora bisogno, la band californiana, i cui componenti si avvicinano inesorabilmente ai 50 anni, spiazza tutti con un disco leggerissimo (anche materialmente, meno di 30 minuti) di garage punk rock che ha ovviamente diviso la critica, e che dividerà i fan. La mia prima impressione è stata quella di aver sbagliato disco, seguita da appassionati avidi ascolti, pieni di divertimento. Dieci tracce sotto i quattro minuti (molte sotto i tre), con il picco personale a Sugar Youth, tutte assolutamente godibili, seppure con una forte sensazione di déjà vu. E vaffanculo a tutti.

If there was still a need, the Californian band, whose members are approaching inexorably 50 years, confuses everyone with a very light (even materially, less than 30 minutes) album of garage punk rock that has obviously divided the critics, and that will divide the fans. My first impression was that I had the wrong record, followed by a passionate and avid listening, full of fun. Ten tracks under four minutes (many under three), with the personal peak at Sugar Youth, all absolutely enjoyable, albeit with a strong feeling of déjà vu. And fuck off everyone.


Effe otto

F8 - Five Finger Death Punch (2020)

Ottavo (ma pensa) disco in studio per la band di Las Vegas, Nevada (il titolo si legge fate, fato, destino), disco definito di "rinascita" dal chitarrista e fondatore Zoltan Bathory, e un disco di "scuse" e di richiesta di perdono, da parte del cantante Ivan Moody, per quello che si è perso a causa degli anni di lotte contro le dipendenze. Il risultato, almeno secondo me, è esattamente in linea con quanto fatto dalla band negli anni precedenti, senza troppi sconvolgimenti, grandi modifiche, progressioni o involuzioni. Uno di quei dischi, per chi ama il metal, che si ascolta si con piacere, ma senza troppa curiosità. Nu metal "moderno", suonato bene, pieno di clichés: ad essere cattivi potremmo addirittura definirlo pop.

Eighth (Really?) studio album for the band from Las Vegas, Nevada (The title has to be read as "fate"), a record of "rebirth" according guitarist and founder Zoltan Bathory, and a record of "apologies" and request for forgiveness, from the singer Ivan Moody, for what was lost due to the years of struggles against addictions. The result, at least in my opinion, is exactly in line with what the band has done in previous years, without too many upheavals, major changes, progressions or involutions. One of those records, for those who love metal, that you listen to with pleasure, but without too much curiosity. "Modern" Nu metal, well played, full of clichés: being bad we could even call it pop.


Prendi i tronchesi

Fetch the Bolt Cutters - Fiona Apple (2020)

Cinque dischi in 24 anni di attività (in realtà sarebbero circa 26). Una personalità riservata, segnata da uno stupro a 12 anni di età. Un talento immenso, a volte dispiace che Fiona Apple McAfee-Maggart sia così parca nelle uscite dei suoi lavori, ma a volte bisogna accontentarsi. Basta mettere su Ladies, da questo suo quinto disco intitolato come una frase ricorrente del personaggio dell'investigatrice Stella Gibson, interpretata da Gillian Anderson, nella serie anglo-irlandese The Fall (la detective recita la frase mentre indaga su una scena del crimine in cui una donna è stata torturata), per perdonarle tutto. La prima parte di questo Fetch the Bolt Cutters (ma non solo) richiama, musicalmente, il suo stile usuale, che amo avvicinare al Tom Waits di Bone Machine: uso minimale degli strumenti. L'approccio globale è concettualmente jazz, e totalmente free. La voce di Fiona è libera di spaziare, dettare il passo, salire, scendere, accelerare e rallentare, disegnare melodie asimmetriche, affreschi talmente emozionanti da sembrare veri. Un esempio:
Ladies, ladies, ladies, ladies
Take it easy, when he leaves me, please be my guest
To whatever I might've left
In his kitchen cupboards, in the back of his bathroom cabinets
And oh yes, oh yes, oh yes
There's a dress in the closet, don't get rid of it, you'd look good in it
I didn't fit in it, it was never mine
It belonged to the ex wife of another ex of mine
She left it behind, with a note
One line it said, "I don't know if I'm coming across, but I'm really trying"
She was very kind
Siamo alle solite, quindi. Un disco difficile, che richiederà decine di ascolti, minimo. Ma chi ama davvero la musica, sono certo trarrà una soddisfazione enorme da ogni singolo momento. Un'artista davvero grande.

Five records in 24 years of activity (actually about 26). A reserved personality, marked by rape at 12 years of age. An immense talent, sometimes you are sorry that Fiona Apple McAfee-Maggart is so frugal in the outputs of her works, but sometimes you have to be satisfied. Just play Ladies, from her fifth album entitled as a recurring sentence of the character of DI Stella Gibson, played by Gillian Anderson, in the British-Irish series The Fall (the detective recites the phrase while investigating a crime scene where a woman was tortured), to forgive her everything. (Especially) The first part of this Fetch the Bolt Cutters (but not only) recalls, musically, her usual style, which I love to draw near to Bone Machine's Tom Waits: minimal use of instruments. The global approach is conceptually jazz, and totally free. Fiona's voice is free to range over, dictate the pace, go up, down, accelerate and slow down, draw asymmetrical melodies, frescoes so exciting that they seem real. An example:
Ladies, ladies, ladies, ladies
Take it easy, when he leaves me, please be my guest
To whatever I might've left
In his kitchen cupboards, in the back of his bathroom cabinets
And oh yes, oh yes, oh yes
There's a dress in the closet, don't get rid of it, you'd look good in it
I didn't fit in it, it was never mine
It belonged to the ex wife of another ex of mine
She left it behind, with a note
One line it said, "I don't know if I'm coming across, but I'm really trying"
She was very kind
We are at the usual, therefore. A difficult record, which demand a dozen listen, at least. But those who really love music, I'm sure will derive enormous satisfaction from every single moment. A really great artist.


Nostalgia futura

Future Nostalgia - Dua Lipa (2020)

"No matter what you do, I’m gonna get it without ya/I know you ain’t used to a female alpha", canta la ragazza inglese di origini kosovare nella title track del suo secondo album. Senza troppi giri di parole, il riassunto del manifesto "intellettuale" è tutto qui, e non è poco, seppure questi primi anni del XXI secolo ci abbiano abituato a icone pop donne che puntano sul girl power. Per chiudere il discorso dal punto di vista concettuale, ricordiamoci sempre che la splendida Dua Lipa è una 24enne che non ha paura di schierarsi, di prendere posizioni anche scomode (chiedere ai serbi). Parliamo un poco di musica: non era certo facile dare un seguito all'esplosivo debutto del 2017, una raccolta di dodici pezzi tutti potenzialmente spendibili come singoli. Eppure, seppure non mi senta di dire che in questo Future Nostalgia non ci siano filler o pezzi non all'altezza dei migliori (Love Again, Levitating), si capisce che il lavoro fatto è grande, e che all'interno del pop ballabile, il discorso musicale che Dua porta avanti è una sorta di modernizzazione professionale di tutte le più grandi influenze disco della storia, ai livelli dei migliori lavori di Madonna o Kylie Minogue. Detto tutto questo, la sua voce rimane impressionante.

"No matter what you do, I’m gonna get it without ya / I know you ain’t used to a female alpha", sings the English girl of Kosovar origins in the title track of her second album. In short, the summary of the "intellectual" manifesto is all here, and it is no small thing, even though these early years of the 21st century have accustomed us to female pop icons who focus on girl power. To end the discussion from a conceptual point of view, we must always remember that the splendid Dua Lipa is a 24 year old who is not afraid to take sides, to take even uncomfortable positions (ask the Serbs). Let's talk a little about music: it was certainly not easy to follow up on the explosive debut of 2017, a collection of twelve tracks all potentially expendable as singles. Yet, even if I don't feel like saying that in this Future Nostalgia there are no fillers or tracks not up to the best (Love Again, Levitating), it is clear that the work done is great, and that within the danceable pop, the musical discourse that Dua carries on is a sort of professional modernization of all the greatest disco influences in history, at the levels of the best works of Madonna or Kylie Minogue. Having said all this, her voice remains impressive.


Seduzione di massa con un bacio

Misteri di Thulêan

Thulêan Mysteries - Burzum (2020)

Pensato come colonna sonora del suo gioco di ruolo da tavolo Myfarog (acronimo di Mythic Fantasy Role-playing Game), ecco il dodicesimo disco in studio sotto il moniker Burzum di Louis Cachet nato Kristian Vikernes e conosciuto artisticamente anche come Varg Vikernes: la sua parziale storia, e quella della scena black metal norvegese, sono raccontate approssimativamente anche nel film Lords of Chaos. Ora, ormai da tempo Burzum si è allontanato dal black metal, e si è avvicinato alla ambient: gli ultimi lavori, nonostante ripetute dichiarazioni di intento sulla definitiva cessazione dell'attività musicale, sono effettivamente da catalogare come ambient. Questo nuovo lavoro è un po' diverso: si sente che è un'accozzaglia di bozze, di schizzi musicali, l'opera di qualcuno che ha molto tempo a disposizione, e quando ne ha voglia, si mette a registrare quel che gli passa per la mente, nel suo studio di registrazione personale. Eterogeneo, molto eterogeneo, sempre lontano dal metal, ma con echi lontani, pesca a piene mani dalla musica barocca, da quella folkloristica scandinava, intrecciandola con l'elettronica e, appunto, la ambient, il tutto con un mood medieval-fantasy. Nonostante tutto questo, e nonostante l'opinione personale su un personaggio così controverso e piuttosto disdicevole, si capisce che di musica ne sa, e che molto probabilmente, sarebbe ancora in grado di dire la sua, se ne avesse la voglia e la forza. Per i più curiosi, un disco totalmente fuori da ogni schema.

Designed as the soundtrack of his board role-playing game Myfarog (acronym for Mythic Fantasy Role-playing Game), here is the twelfth studio album under the moniker Burzum of Louis Cachet born Kristian Vikernes and artistically known also as Varg Vikernes: his partial history, and that of the Norwegian black metal scene, are also roughly told in the film Lords of Chaos. Now, for some time now Burzum has moved away from black metal, and has approached the ambient music: the latest works, despite repeated declarations of intent on the definitive cessation of the musical activity, are actually to be classified as ambient. This new work is a little different: you feel that it is a hodgepodge of drafts, musical sketches, the work of someone who has a lot of time available, and when he wants to, he starts to record what passes for him the mind, in his personal recording studio. Heterogeneous, very heterogeneous, always far from metal, but with distant echoes, fishing with full hands from baroque music, from Scandinavian folk music, intertwining it with electronics and, indeed, the ambient, all with a medieval-fantasy mood. Despite all this, and despite the personal opinion of such a controversial and rather unseemly character, it is clear that he knows about music, and that most likely, he would still be able to have his say, if he had the desire and strength. For the more curious, an album totally out of any scheme.


Danzig canta Elvis

Danzig Sings Elvis - Danzig (2020)

Glenn Danzig, qui con il rarefatto aiuto del fido chitarrista Tommy Victor e del batterista Joey Castillo, quel Danzig conosciuto anche come The Evil Elvis, rende finalmente omaggio ad Elvis Presley con un disco di cover. Il risultato, sono d'accordo con molte recensioni, non è esaltante, come probabilmente sarebbe potuto essere una ventina di anni fa, con Glenn ancora in possesso interamente della sua voce baritonale e della sua gamma vocale da tenore. Certo, ad un ascolto superficiale, la potenza delle tracce, tutte eccezionali seppure non le più famose (frutto quindi di una scelta sentimentale, e non ponderata al meglio), e la voce comunque evocativa, l'album fa il suo effetto. Ma se scendiamo nei particolari, di una produzione (volutamente) scarna, che lascia in assoluto primo piano la voce, sempre costantemente riverberata, mette in luce spietatamente il fatto che sulle tracce che richiedono maggiore dinamicità, la voce è troppo stentorea per essere all'altezza. Apprezziamo lo sforzo, fuori tempo massimo.

Glenn Danzig, here with the rarefied help of trusted guitarist Tommy Victor and drummer Joey Castillo, that Danzig also known as The Evil Elvis, finally pays homage to Elvis Presley with a cover album. The result, I agree with many reviews, is not exciting, as it probably could have been twenty years ago, with Glenn still fully in possession of his baritone voice and his tenor vocal range. Of course, on a superficial listening, the power of the tracks, all exceptional although not the most famous (therefore the result of a sentimental choice, and not best considered), and the voice, however evocative, the album makes its effect. But if we go into details, of a (deliberately) skinny production, which leaves the voice in the foreground, always constantly reverberated, ruthlessly highlights the fact that on the tracks that require greater dynamism, the voice is too stentorian to be up to. We appreciate the effort, probably off time.


Sui cerchi

On Circles - Caspian (2020)

Quinto album per la band di Beverly, Massachusetts. Otto tracce in larga parte strumentali (solo su Nostalgist c'è il cantato dell'ospite Kyle Durfey dei Piano Becomes the Teeth, poi la band canta su un'altra traccia), atmosfere create da un robusto shoegaze, che si intreccia con un mood post-rock, con elementi di metal, elettronica, noise ed ambient. Ben quattro le chitarre che si interfacciano per generare momenti davvero emozionanti, ma ci sono sorprendenti inserti di sax, e perfino del violoncello di un'altra ospite d'eccezione, Jo Quail, oltre al mandolino suonato dal membro fondatore Calvin Joss. Nonostante la band abbia in gran parte superato la perdita dell'ex bassista Chris Friedrich, del 2013, questo disco "parla" di riflessioni sul senso del fare musica e della contemporanea necessità di avere di che vivere. Riflessioni che spesso, girano in tondo, formando cerchi. Il disco, pur, come detto, con pochissime liriche (l'altra traccia con un cantato è la conclusiva semi-title track Circles on Circles), riesce a rendere bene l'idea di queste riflessioni.

Fifth album for the band from Beverly, Massachusetts. Eight largely instrumental tracks (only on Nostalgist there is the singing of the guest Kyle Durfey of Piano Becomes the Teeth, and the band sing on another track), atmospheres created by a robust shoegaze, which is intertwined with a post-rock mood, with elements of metal, electronics, noise and ambient. There are four guitars that interface to generate truly exciting moments, but there are surprising sax inserts, and even the cello of another exceptional guest, Jo Quail, in addition to the mandolin played by the founding member Calvin Joss. Although the band has largely overcome the loss of former bassist Chris Friedrich in 2013, this record "speaks" of reflections on the meaning of making music and the contemporary need to have something to eat. Reflections that often are turning around, forming circles. The album, although, as mentioned, with very few lyrics (the other singing track is the final semi-title track Circles on Circles), manages to give a good idea of ​​these reflections.


Apocalisse londinese

London Apocalypticon - Live at the Roundhouse - Kreator (2020)

Ve li ricordate? Io si, ma pensavo non esistessero più. E invece, questo disco mi invita a riflettere sul fatto che non solo esistono ancora, ma non si sono mai sciolti, ed hanno continuato imperterriti a produrre dischi, e sono arrivati fino al giorno d'oggi. I superstiti della formazione originale sono il leader, chitarrista e cantante Mille Petrozza, oggi 52 anni, e il batterista Jürgen Reil detto Ventor, quasi 54enne. Li accompagnano attualmente, alla chitarra solista il finlandese Sami Yli-Sirniö, anche con Waltari e Barren Earth, e al basso il francese Frédéric Leclercq, anche con Sinsaenum e Maladaptive, ex Dragonforce. Questo disco dal vivo è il risultato della registrazione (anche su DVD) dello show del 16 dicembre 2018, appunto alla Roundhouse di Londra, la serata conclusiva del tour che i tedeschi hanno condotto insieme ai Dimmu Borgir, supportati da Hatebreed e Bloodbath. Lo stile è cambiato di poco, dal vivo sembrano essere ancora validi, e il loro stile ci ricorda da dove viene l'attuale death e black metal.

Do you remember them? I did, but I thought they no longer existed. Instead, this record invites me to reflect on the fact that they are not only still alive, but they have never disbanded, and have continued undaunted to produce records, and they have reached the present day. The survivors of the original line-up are the leader, guitarist and singer Mille Petrozza, now 52 years old, and the drummer Jürgen Reil aka Ventor, almost 54 years old. The Finnish Sami Yli-Sirniö currently accompanies them on solo guitar, he is also with Waltari and Barren Earth, and the French Frédéric Leclercq is on bass, he is also with Sinsaenum and Maladaptive, and he is an ex Dragonforce. This live record is the result of the recording (also on DVD) of the show of December 16, 2018, precisely at the Roundhouse in London, the final evening of the tour that the Germans conducted together with Dimmu Borgir, supported by Hatebreed and Bloodbath. The style has changed little, they seems to be still valid as a live act, and their style reminds us of where death and black metal are coming from.


Sepolture di città

City Burials - Katatonia (2020)

L'undicesimo disco della band svedese, che arriva dopo uno iato di un anno, e a distanza di quattro anni dal lavoro precedente The Fall of Hearts, una pausa dovuta non solo al ricovero di uno dei chitarristi Roger Öjersson per un grave problema alla schiena, ma anche ad un necessario riposo e chiarimento delle idee per l'intera band, mi ha ricordato prepotentemente i mancuniani Amplifier, forse solo leggerissimamente smussati. Siamo ovviamente molto lontani dal death-black-doom di Dance of December Souls (il loro debutto del 1993), la band è passata attraverso cambiamenti e maturazioni (dipende dal punto di vista), fino ad arrivare ad una miscela di metal velato di oscurità, molto tecnico, estrinsecato da canzoni dalla struttura progressive ma snelle nella durata. Un disco che oserei definire elegante.

The eleventh album of the Swedish band, which comes after a hiatus of one year, and four years after the previous work The Fall of Hearts, a pause due not only to the hospitalization of one of the guitarists Roger Öjersson for a serious back problem, but also to a necessary rest and clarification of the ideas for the whole band, reminded to me the Mancunian Amplifier, perhaps slightly rounded. We are obviously very far from the death-black-doom of Dance of December Souls (their 1993 debut), the band has gone through changes and maturations (depends on the point of view), up to a mixture of dark veiled metal, very technical, expressed by songs with a progressive structure but slim in duration. A record that I would dare to call elegant.


Il fantasma di Orione

The Ghost of Orion - My Dying Bride (2020)

Il tredicesimo disco in studio (escludendo Evinta) per la band di Bradford UK, altra band considerata precorritrice nel genere doom gothic, ne denota l'ottima salute. Trenta anni di attività, i due membri fondatori Stainthorpe (voce) e Craighan (chitarra) sono sulla cinquantina di anni d'età (i membri più recenti sono più giovani), ma anche questo disco, seppur meno elastico e coraggioso rispetto a quello dei "compari" Paradise Lost, si lascia ascoltare che è un piacere, e dimostra che anche questo è un genere, o sottogenere, che può portare lunga vita, se suonato con passione.

The thirteenth studio album (excluding Evinta) for the Bradford UK band, another band considered a forerunner in the doom gothic genre, shows its excellent health. Thirty years of activity, the two founding members Stainthorpe (vocals) and Craighan (guitar) are in their fifties (the most recent members are younger), but also this album, albeit less elastic and courageous than that of the "buddies" Paradise Lost, let itself be heard with pleasure, and shows that this too is a genre, or subgenre, that can bring long life, if played with passion.



Shameless US - Di Paul Abbott sviluppata da John Wells - Stagione 10 (12 episodi; Showtime) - 2019/2020

Senza Fiona, i Gallagher (e il loro universo) entrano in nuove fasi e nuove sfide nella vita. Debbie diventa il nuovo capofamiglia. Ian continua a scontare la pena in carcere. Lip diventa padre dopo che Tami ha dato alla luce un bambino, ma ha complicazioni durante il parto. Kev prova una sensazione di maggiore età e pensa a come riguadagnare la sua giovinezza, incluso lavorare di nuovo come ballerino nel vecchio lavoro di Ian in un bar gay. Liam abbraccia la sua identità afroamericana. Carl si diploma all'accademia militare. 

Sicuramente avrete capito che sono ormai indissolubilmente sentimentalmente troppo legato ai personaggi di questa serie, sorprendentemente più a quelli della versione remake US rispetto a quella UK, quindi sono sicuramente parziale, commentando l'ennesima stagione (la decima: curiosamente o forse no, Shameless US raggiungerà l'undicesima, che forse riuscirà ad andare in onda nel 2020, forse no, eguagliando così quella UK). Eppure, niente riesce a togliermi dalla testa che il gruppo di sceneggiatori di Shameless US è degno di nota, perché è riuscito a far scorrere in modo appassionante anche questa stagione, dove l'interrogativo era riuscire a sostituire la presenza fortissima di Emmy Rossum/Fiona. Bene, ci sono riusciti, e ci sono riusciti senza puntare più di tanto sul personaggio di Frank, ma semplicemente dando più spazio a tutti. Per me, era la mossa giusta. Aspettiamo già con le lacrime agli occhi l'undicesima ed ultima stagione, per dire addio ai Gallaghers.

Surely you will have understood that I am now inextricably sentimentally too tied to the characters of this series, surprisingly more to those of the US remake version than to the UK one, so I'm definitely partial, commenting on yet another season (the tenth: curiously or perhaps not, Shameless US will reach the eleventh, which perhaps will be able to air in 2020, perhaps not, thus equaling the UK one). Still, nothing can get me out of my mind that the group of screenwriters from Shameless US is noteworthy, because it has managed to make this season pass excitingly, where the question was to succeed in replacing the very strong presence of Emmy Rossum / Fiona . Well, they did it, and they did it without focusing too much on the character of Frank, but simply giving more space to everyone. For me, it was the right move. We are already waiting with tears in our eyes for the eleventh and final season, to say goodbye to the Gallaghers.


When the Party's Over

Da Londra a Las Vegas

London To Vegas - Def Leppard (2020)

E' vero: i Def Leppard sono finiti molti anni fa, e quel che resta loro è auto-celebrarsi. E' anche vero che hanno sofferto alcune disgrazie che avrebbero disintegrato molti, ma qui si aprirebbe un discorso troppo lungo, soggettivo e perfino etico. La verità è che sono stati autori, insieme al loro produttore dell'epoca, di un disco epocale, del quale abbiamo disquisito in abbondanza, e di un predecessore, Pyromania, che lasciava intuire le potenzialità della band. Quindi, finché ce la fanno, come si usa dire, tirano avanti, e visto che dal vivo sanno ancora suonare (i maligni sostengono che Joe Elliott, il cantante, si faccia "aiutare"), si lasciano spesso andare ad operazioni come questa. Questo cofanetto (quattro CD, due DVD o Blu-Ray) racchiude per intero due loro esibizioni dal vivo: un sold out alla O2 Arena di Londra nel dicembre 2018 (titolo Hysteria at the O2), performance incentrata sulla celebrazione del loro super hit Hysteria, e un riassunto della loro residency di 12 concerti nell'estate del 2019 al Planet Hollywood di Las Vegas (titolo Hits Vegas, Live at Planet Hollywood), con una scaletta meno rigida. Disco godibile per chi li ha amati, che può naturalmente essere un interessante guida a chi volesse invece conoscerli, con grandi versioni di canzoni, credetemi, indimenticabili.

It's true: Def Leppard are finished many years ago, and what's left for them is to celebrate themselves. It is also true that they have suffered some misfortunes that would have disintegrated many, but here we are talking of a too subjective and even ethical discussion. The truth is that they were the authors, together with their producer of the time, of a legendary record, of which we have discussed in abundance, and of a predecessor, Pyromania, who hinted at the potential of the band. So as long as they have the strenght, as we say in Italy, they keep on going, and since they still know how to play live (the evil ones claim that Joe Elliott, the singer, gets "help"), they often let themselves go toward operations like this. This box set (four CDs, two DVDs or Blu-Ray) contains two of their live performances: a sold out at the O2 Arena in London in December 2018 (title Hysteria at the O2), a performance focused on celebrating their super hit Hysteria, and a summary of their residency of 12 concerts in the summer of 2019 at Planet Hollywood in Las Vegas (title Hits Vegas, Live at Planet Hollywood), with a less rigid set-list. Enjoyable album for those who loved them, which can of course be an interesting guide to those who want to get to know them, with great versions of songs, believe me, unforgettable.



Carnivore - Body Count (2020)

La storia è sempre la stessa. Come dissi parlando del precedente Bloodlust, concordo col fatto che Body Count non si siano mossi di una virgola dal loro debutto omonimo del 1992, e che non siano il massimo del politically correct (Ice-T a Loudwire spiegando il titolo "It's basically: 'Fuck vegans.' We figure, anything carnivorous pretty much kicks ass. We're carnivorous! I'm not [really] saying 'Fuck vegans.' Everyone's so pussy right now, [so] we're carnivores."), e ribadisco che spesso la "filosofia" di Ice-T sia molto spicciola, eppure è uno che ha la vista lunga (scrisse Cop Killer nel 1990); detto tutto questo, ogni volta che metto su un nuovo disco di Body Count aspettandomi the same old shit, mi ritrovo a fare haedbanging, seppure virtuale a causa della cervicale. Perché al netto delle ospitate (Riley Gale dei Power Trip, Dave Lombardo, Jello Biafra, Jamey Jasta degli Hatebreed, Amy Lee) e delle cover (stavolta tocca a Ace of Spades, ovviamente dei Motorhead), Body Count picchia sempre duro. I clichés ci sono tutti, la prevedibilità anche, ma si sente pure tutta l'onestà di un gruppo di persone che ama davvero l'heavy metal. Il fatto che siano capitanate da una delle figure più importanti dell'hip hop anni '80/'90 è un po' come la ciliegina sulla torta. 

The story is always the same. As I said talking about the previous Bloodlust, I agree that Body Count are not moved by a comma since their 1992 self-titled debut, and that they are not the most politically correct (Ice-T at Loudwire explaining the title "Fuck vegans.' We figure, anything carnivorous pretty much kicks ass. We're carnivorous! I'm not [really] saying 'Fuck vegans.' Everyone's so pussy right now, [so] we're carnivores."), And I reiterate that often the "philosophy" of Ice-T is very basic, yet it is someone who has a long view (wrote Cop Killer in 1990); Having said all this, every time I put on a new Body Count album expecting the same old shit, I find myself making headbanging, albeit virtual because of the cervical. Because net of the guests (Riley Gale of Power Trip, Dave Lombardo, Jello Biafra, Jamey Jasta of Hatebreed, Amy Lee) and of the usual cover (this time it's up to Ace of Spades, obviously by Motorhead), Body Count always hits hard. The cliches are all here, predictability too, but the honesty of a group of people who really love heavy metal feels pure. The fact that they are led by one of the most important 80s / 90s hip hop figures is a bit like the icing on the cake.


Il nuovo anormale

The New Abnormal - The Strokes (2020)

Si presentano con un'opera di Jean-Michel Basquiat in copertina, come a confermare il loro snobismo, gli Strokes, con il loro sesto disco, a sette anni di distanza dal precedente, il deludente Comedown Machine. Persi tra mille progetti alternativi, vedremo se questo disco segnerà un ritorno sulle scene più concreto. Il giudizio è sufficiente, ma non troppo. La sensazione che questo The New Abnormal lascia, è quella che ha accompagnato il lavoro della band a partire dal terzo disco First Impressions of Earth in poi: bravi ma non si applicano (e avrebbero potuto lasciare un segno ancor più importante). Tralasciando il fatto che con Bad Decisions e Eternal Summer i ragazzi, dichiaratamente (vedi crediti), ci tengono a citare un paio delle loro influenze (Billy Idol e Psychedelic Furs), i 45 minuti del disco ci ricordano quanto siano bravi, seppure decidano di non spingere mai sull'acceleratore e dedicarsi a tracce più rilassate e d'atmosfera, quanto riescano ancora a creare canzoni con momenti bellissimi (Brooklyn Bridge to Chorus solo per citarne una), ma anche che il tutto sembra già sentito.

They present themselves with a work by Jean-Michel Basquiat on the cover, as if to confirm their snobbery, the Strokes, with their sixth album, seven years after the previous one, the disappointing Comedown Machine. Lost among a thousand alternative projects, we will see if this record marks a more concrete return to the scene. The judgment is sufficient, but not too much. The feeling that this The New Abnormal leaves is that which accompanied the band's work from the third album First Impressions of Earth onwards: good but they don't apply (and could have left an even more important mark). Leaving aside the fact that with Bad Decisions and Eternal Summer the boys, clearly (see credits), want to mention a couple of their influences (Billy Idol and Psychedelic Furs), the 45 minutes of the album remind us how good they are, even if they decide to never push on the accelerator and dedicate yourself to more relaxed and atmospheric tracks, as they still manage to create songs with beautiful moments (Brooklyn Bridge to Chorus just to name one), but also that everything seems already heard.