No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20180531

Saltellando con il dottor Faust

Trippin' With Dr. Faustus - Amplifier (2017)

I mancuniani Amplifier, una delle band più sottovalutate dell'era moderna, sono talmente low profile che ogni volta in cui fanno uscire un nuovo disco, se ne accorgono in pochi: io, ad esempio, che li ascolto sempre con piacere, sono arrivato a questo loro recente Trippin With Dr. Faustus con quasi un anno di ritardo. Mi sono sempre sembrati una versione più "pulita" dei Soundgarden, con echi forti dei Genesis. Dal 2011 hanno inglobato in formazione Steve Durose, reduce dallo scioglimento degli amici e compaesani Oceansize, diventando a tutti gli effetti un quartetto, e proseguono nel loro cammino, alternando EP ad album di lunga durata. Atmosfere hard rock, psichedeliche, progressive, liriche ispirate alla fantascienza, composizioni complesse e robuste, tecnica sopraffina. Godibili su disco, sono una di quelle band che rendono ancor di più dal vivo, e prima o poi riuscirò a vedere un loro live completo (per un ritardo che ancora oggi maledico, l'unica volta che li ho visti, sono arrivato durante l'ultimo pezzo del loro show).



The mancunians Amplifier, one of the most underrated bands of the modern era, are so low profile that every time they release a new record, few people realize it: I, for example, that I always listen them with pleasure, I arrived at this is their recent "Trippin With Dr. Faustus" with almost a year of delay. I always thought to them like a "cleaner" version of the Soundgarden, with strong echoes of the Genesis. Since 2011 they have included Steve Durose into their line up, from the disbanding of friends and fellow countrymen Oceansize, becoming a quartet to all effects, and continue on their way, alternating EP to full length albums. Hard rock, psychedelic, progressive atmospheres, lyrics inspired by science fiction, complex and robust compositions, superbe technique. Enjoyable on record, they are one of those bands that make even more live, and sooner or later I will be able to see one of their complete live (for a delay that still today I curse, the only time I saw them, I arrived during the last track of their show).

20180530

Assenzio

Wormwood - Di Errol Morris (2017) - Miniserie in 6 episodi - Netflix

Frank Rudolph Olson è stato un batteriologo statunitense, scienziato di guerra biologica, e impiegato della CIA nella base di Camp Detrick (attualmente Fort Detrick), Maryland. Durante una riunione informale nel Maryland rurale, gli fu fatto assumere, dal suo supervisore CIA, dell'LSD a sua insaputa; nove giorni dopo, morì precipitando dalla finestra di una stanza di albergo di New York, al 13esimo piano. Il governo statunitense ha inizialmente catalogato la causa della sua morte come suicidio, poi come misadventure, ma alcuni, tra cui uno dei suoi figli, ha continuato a sostenere che sia stato un vero e proprio omicidio commissionato dalla CIA. La commissione Rockfeller sulla CIA, nel 1975, fece ammettere all'agenzia di aver condotto studi sulle droghe.  

Intrigante, ma faticosa da vedere, miniserie basata su un fatto realmente accaduto, e che abbina la fiction al documentario. Abbiamo infatti la ricostruzione, dove i sempre ottimi Peter Sarsgaard e Molly Parker interpretano rispettivamente Frank Olson e la moglie Alice, alternata ad interviste al figlio Eric Olson, all'avvocato di famiglia David Rudovsky, al giornalista Seymour Hersh, e ad altri personaggi reali coinvolti nella storia. Cupa e preoccupante. 

Intriguing, but difficult to see mostly because of its pace, miniseries based on a fact that actually happened, and that combines fiction with the documentary. We have the reconstruction, where the always excellent Peter Sarsgaard and Molly Parker play respectively Frank Olson and his wife Alice, alternating with interviews with his son Eric Olson, the family lawyer David Rudovsky, the journalist Seymour Hersh, and other real characters involved in history. Gloomy and worrying.

20180529

Da laggiù

Desde allá - Di Lorenzo Vigas (2015)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Caracas. Armando, uomo di mezza età solitario e abbastanza triste, ossessionato da una persona più anziana di lui, che ogni tanto pedina, è solito adescare giovani ragazzi alla fermata dell'autobus. Li paga, li porta a casa sua, li fa svestire parzialmente, non li tocca, ma si masturba guardandoli. Un giorno si imbatte in Elder, membro di una gang locale, e il loro primo incontro finisce malissimo, visto che apparentemente, Elder accetta solo per i soldi. Ma la cosa non finisce qui.

Film sceneggiato dallo stesso regista e dal famoso scrittore Guillermo Arriaga, che a mio modesto parere è stato inserito (e presentato) nella categoria film gay erroneamente. Il film, sempre secondo me, parla di due solitudini di dimensioni stellari, che si incontrano. Il ritmo è ripetitivo e faticoso, ma possiede quell'andamento rarefatto che profuma di film d'autore. E', in definitiva, buono ma non così tanto. Alfredo Castro, qui nei panni di Armando, è però sempre una certezza.

Film scripted by the director himself and by the famous writer Guillermo Arriaga, who in my humble opinion was included (and presented) in the gay film category wrongly. The film, in my opinion, speaks of two solitudes of stellar dimensions, which meet. The rhythm is repetitive and tiring, but possesses that rarefied trend that smells of author films. It is ultimately good but not so much. Alfredo Castro, here in the role of Armando, however, is always a certainty.

20180528

Il figlio di Saul

Saul fia - Di László Nemes (2015)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)

Ottobre 1944, campo di sterminio nazista di Auschwitz. Saul Auslander è un ebreo ungherese prigioniero, che però lavora come sonderkommando: accompagna i condannati agli spogliatoi e chiude le porte delle camere a gas, recupera gli oggetti di valore dagli indumenti dei morti, trascina fuori i loro corpi dopo la morte, pulisce i pavimenti immediatamente dopo. Espressione impassibile, come paralizzata dall'orrore, un giorno si imbatte nel corpo di un giovane che respira ancora. Allontanato, assiste al soffocamento del ragazzo da parte di un medico nazista; il corpo necessiterà di un'autopsia. Saul prende a cuore la causa, e insiste per portare il corpo dal dottore della prigione, Miklos, anche lui compagno di prigionia ed ebreo ungherese. Scongiura Miklos di non eseguire l'autopsia, e si autoconvince che quel corpo è quello di suo figlio: vuole dargli una degna sepoltura ebrea, per cui si mette alla ricerca di un prigioniero che sia un rabbino. 

Premio Oscar nel 2016 come miglior film in lingua non inglese, Saul fia non è solo uno dei tanti film sull'Olocausto che vanno visti per non dimenticare. E' una straordinaria rievocazione, piuttosto accurata, di un momento storico aberrante per l'umanità, girato da mani inesperte (Nemes aveva solo 3 cortometraggi alle spalle, prima di buttarsi in questa impresa), e forse per questo, talmente rudimentale da diventare quasi vero. Particolare il suono (5 mesi di lavoro per aggiungere voci di sottofondo in otto lingue diverse), e straordinaria l'interpretazione dell'attore/poeta Geza Rohrig nei panni di Saul. Dolorosissimo, e per questo imperdibile.   

Oscar winner in 2016 as best film in foreign language, "Saul fia" is not just one of the many Holocaust films that should be seen in order not to forget. It is an extraordinary, rather accurate re-enactment of an aberrant historical moment for humanity, directed by inexperienced hands (Nemes only had 3 short films behind him, before throwing himself into this undertaking), and perhaps for this reason, so rudimentary that he became almost true. Particular the sound (5 months of work to add background voices in eight different languages), and extraordinary interpretation of the actor / poet Geza Rohrig in the role of Saul. Very painful, and for this unmissable.

20180527

Sesso e sigarette

Sex & Cigarettes - Toni Braxton (2018)

Ottavo album, in circa 28 anni di carriera, per la 50enne di Severn, Maryland, mai dimenticata per il suo successo Un-Break My Heart, esponente di spicco dell'R&B femminile, divenuta anche produttrice televisiva. Dopo la voglia di ritiro di qualche anno fa, alcuni problemi di salute, e a distanza di 8 anni dal suo album precedente Pulse, escludendo il disco insieme a Babyface Love, Marriage & Divorce del 2014, mettendo insieme uno stuolo di compositori inclusa se stessa, ed essendo molto parca (solo 8 pezzi nella versione normale, durata di 30 minuti totali), si sente che la bravura c'è ancora, seppure ci siano diversi riempitivi.



Eighth album, in about 28 years of career, for the 50 year old from Severn, Maryland, never forgotten for her worldwide success "Un-Break My Heart", a leading exponent of the female R & B, also became a television producer. After the desire to retire a few years ago, some health problems, and after 8 years from her previous album "Pulse", excluding the disc along with Babyface "Love, Marriage & Divorce" of 2014, putting together a bevy of composers included herself, and being very frugal (only 8 tracks in the regular version, duration of 30 minutes total), you can feel that the skill is still there, even if there are different fillers.

20180525

Futuro usato

Used Future - The Sword (2018)

Used Future è il sesto disco della band di Austin, Texas. Molti si sono già dimenticati di loro, hanno cominciato a snobbarli dopo Apocryphon, che aveva la "colpa" di uscire dopo il loro indiscusso capolavoro, Warp Riders. Sarò testardo, ma non sposo questa causa, e continuo ad ascoltare i loro lavori con innegabile godimento, apprezzando il loro continuo miglioramento, e naturalmente, cercando di ascoltarli sempre a volume molto molto alto. Anche in questo Used Future ci sento la grandeur delle vecchie band hard rock storiche, i suoni taglienti delle chitarre ma anche gli interludi vagamente progressive (Nocturne), e mi calo nel loro mondo fumettistico. Hanno imparato ad usare qualsiasi influenza venga loro in mente (ascoltatevi Sea of Green, elettronica, southern rock ed heavy metal), hanno portato avanti la loro ricerca melodica (Dont Get Too Comfortable), e a scrivere grandi, grandi pezzi (Book of Thoth). A me continuano a piacere.



Used Future is the sixth disc of the band from Austin, Texas. Many have already forgotten about them, they began to snub them after Apocryphon, who had the "guilt" of going out after their undisputed masterpiece, Warp Riders. I will be stubborn, but I did not marry this cause, and I continued to listen to their work with undeniable enjoyment, appreciating their continuous improvement, and of course, trying to listen to them always at very high volume. Even in this Used Future I feel the grandeur of old historical hard rock bands, the sharp sounds of the guitars but also the vaguely progressive interludes (Nocturne), and I fall into their comics world. They have learned to use whatever influence they have in mind (listen to Sea of Green, electronics, southern rock and heavy metal), they have continued their melodic research (Don't Get Too Comfortable), and to write good, good tracks (Book of Thoth). I still like them.

20180524

fiorire

Effloresce (Remastered) - Oceansize (2017)

Seguendo il consiglio di uno dei soliti amici, mi sono messo all'ascolto di questa versione rimasterizzata (l'originale è del 2003) del disco di debutto dei mancuniani Oceansize (nome preso dalla quasi omonima canzone dei Jane's Addiction), fino ad oggi, lo confesso, mai sentiti nemmeno nominare. La band ha fatto uscire poi altri tre dischi (tralasciando EP, box set e album dal vivo), per sciogliersi nel 2011, molto probabilmente a causa delle relazioni deteriorate tra i membri, fatto dovuto all'uso di droghe da parte di alcuni di loro. Band altamente tecnica, mi ha fatto pensare immediatamente ad una delle band più sottovalutate della storia, gli Amplifier, anche loro di Manchester, e con i quali gli Oceansize condividevano una grande amicizia (si definivano brother-in-amps, rispettivamente); da notare tra l'altro che Steve Durose, uno dei due chitarristi, al momento dello scioglimento si è unito definitivamente proprio agli Amplifier.
Detto tutto ciò, la bellezza di questa band, probabilmente qui in uno dei suoi picchi creativi, è che è decisamente non catalogabile. Si potrebbero definire progressive (non è sbagliato rintracciare in alcuni loro pezzi un retrogusto genesisiano), post rock naturalmente (anche i Mogwai sono una loro influenza), sperimentali per l'eclettismo, math per la bravura tecnica, addirittura psichedelici per molte divagazioni strumentali, che sconfinano nello space rock. Tracce di Tool ma anche di grunge, ma soprattutto, composizioni musicalmente e melodicamente molto belle, che possono portare in alcuni casi perfino alla commozione. Nel caso, come nel mio, non li conosceste, dovreste riscoprirli.



Following the advice of one of the usual friends, I listened to this remastered version (the original one is from 2003) of the debut album of the Mancunians Oceansize (name taken from the almost homonymous song by Jane's Addiction), up to now, I confess, never even heard of. The band released three more discs (omitting EP, box set and live album), to break up in 2011, most likely due to the deteriorated relationships between members, due to the use of drugs by some of them . Highly technical band, it made me immediately think of one of the most underrated bands in history, the Amplifer, also from Manchester, and with whom the Oceansize shared a great friendship (they called themselves brother-in-amps, respectively); to note among other things that Steve Durose, one of the two guitarists, at the time of the disbanded, has finally joined the Amplifier.
Having said all this, the beauty of this band, probably here in one of its creative peaks, is that it is definitely not catalogable. They could be defined as progressive (it is not wrong to trace a Genesis-esque aftertaste in some of their tracks), post rock of course (even the Mogwai are one of their influence), experimental for their eclecticism, math for the technical skill, even psychedelic for many instrumental digressions, that border into space rock. Traces of Tool but also of grunge, but above all, musically and melodically very beautiful compositions, which can in some cases even lead to move you. In the case, as in mine, you did not know them, you should rediscover them.

20180523

Sconvolgitore

Mindfucker - Monster Magnet (2018)

Qualche cifra. Mindfucker è il decimo disco in studio per la band originaria del New Jersey. Come saprà chi li segue, l'unico sopravvissuto (e, nel suo caso, è proprio la parola giusta) della formazione originale è un'icona del rock psichedelico, un po' stoner un po' solo rock and roll, Dave Wyndorf, voce e chitarra occasionale, che alla veneranda età di, udite udite, 61 anni abbondanti, è ancora un simbolo per chi non si adatta alla dance o alla trap. 
Le operazioni di remix/redux di due album tutto sommato recenti (Last Patrol 2013, Mastermind 2010), avvenute nel 2014 e nel 2015 (ne abbiamo parlato), quindi nell'intervallo tra il nono disco (appunto, Last Patrol) e questo decimo, sembra abbiano giovato alla creatività del combo statunitense, a dispetto dell'irrequietezza della formazione (continui cambi). Mindfucker è un disco dal timbro inconfondibile (impossibile confonderli con altre band), costruito da composizioni che potremmo definire classiche, un disco profondamente hard rock, seppure con quell'aura "spaziale" che li contraddistingue da sempre, un disco da suonare assolutamente a volume altissimo, che vi farà semplicemente godere. Sempre che non vi piaccia la dance, o la trap.



Some figures. Mindfucker is the tenth studio album for the original band from New Jersey. As will know who follows them, the only survivor (and, in his case, it is the right word) of the original line up, is an icon of psychedelic rock, a bit stoner a bit "it's only rock and roll", Dave Wyndorf, voice and occasional guitar, which at the ripe age of, hear hear, 61 years old, is still a symbol for those who do not adapt to dance music or trap music.
The remix / redux operations of two albums after all recent (Last Patrol 2013, Mastermind 2010), which took place in 2014 and 2015 (we talked about it), then in the interval between the ninth album (indeed, Last Patrol) and this tenth, seems to have benefited the creativity of the US combo, in spite of the restlessness of the line up (continuous changes). Mindfucker is a record with unmistakable timbre (impossible to confuse them with other bands), built by compositions that we could define classic, a deeply hard rock disc, albeit with that "space" aura that has always distinguished them, a record to be played absolutely loud, which will simply make you please. Unless, you like dance music, or trap music.

20180522

Stando da Tamara

Staying At Tamara's - George Ezra (2018)

Secondo disco per il 24enne cantautore di Hertford UK, che, per una volta, almeno da quanto risulta dalla sua breve bio, non esce da un talent. Una voce particolare, potente e profonda, che lo stesso Barnett (vero cognome del giovane talento, George Ezra sono i suoi nomi) ammette di aver "ricalcato" dallo stile di Lead Belly, al quale a sua volta era arrivato seguendo la sua giovanile ossessione per Bob Dylan, e domandandosi chi aveva ascoltato lui e chi lo aveva ispirato, insieme a Woody Guthrie ed Howlin' Wolf.
E' bravo a scrivere canzoni, dipinge belle armonie, per il momento i testi non mi paiono all'altezza del suo ispiratore, ma chissà. Disco molto piacevole.



Second album for the 24-year-old singer-songwriter from Hertford UK, who, for once, at least from what appears from his short bio, does not come out of a talent show. A particular voice, powerful and profound, that the same Barnett (true surname of the young talent, George Ezra are his names) admits he "picked up" from the style of Lead Belly, to whom, in turn, had arrived following his youthful obsession for Bob Dylan, and wondering who had listened to him and who inspired him, along with Woody Guthrie and Howlin' Wolf.
He is good at writing songs, he paints beautiful harmonies, for the moment the lyrics do not seem to me at the height of his inspirer, but who knows. Very nice album.

20180521

L'Est

The East - Di Zal Batmanglij (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)

USA. Jane Owen, agente investigativo della società di investigazioni privata Hiller Brood, viene incaricata dalla sua capa Sharon, di infiltrarsi in The East, una organizzazione clandestina, anarchica ed ecologista, che ha già portato a buon fine diversi attacchi contro alcune multinazionali, nel tentativo di esporre pubblicamente la loro corruzione e il loro disprezzo per le leggi e per il benessere della comunità. Sotto il falso nome di Sarah, si unisce a bande di vagabondi che usano i treni merci per viaggiare, e durante una retata, viene aiutata da un altro vagabondo, Luca, riconoscendo il simbolo di The East appeso alla sua auto. Si provoca da sola una ferita al braccio, nella speranza di venir portata in uno dei rifugi, e così è. Viene accompagnata in una grande casa, all'apparenza abbandonata, in mezzo ad un bosco, lontanissima da occhi indiscreti, dove conosce la comunità, e dove un certo Doc le cura la ferita.

Interessante thriller con risvolti etico-sociali, scritto dalla ormai affiatata coppia Brit Marling / Zal Batmanglij (Sound of My Voice, la serie The OA), dal buon ritmo e dal cast da non sottovalutare, seppure da tale cast ci si aspetterebbero recitazioni anche più convincenti. Come detto, notevoli risvolti etici, che generano riflessioni importanti; sono convinto che la coppia troverà anche il modo di dirigere al meglio anche cast importanti, e ci regalerà film ancor più convincenti.

Interesting thriller with ethical-social implications, written by the now close-knit pair Brit Marling / Zal Batmanglij (Sound of My Voice, The OA series), good pace and the cast not be underestimated, although from this cast would expect even more recitations convincing. As mentioned, significant ethical implications, which generate important reflections; I am convinced that the couple will also find a way to direct even the most important cast, and will give us even more convincing films.

20180520

Stato federato degli Stati Uniti d'America che appartiene sia alle Grandi Pianure sia agli stati medio-occidentali. La capitale è Lincoln.

Nebraska - Di Alexander Payne (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Billings, Montana. Un agente della polizia locale, durante un pattugliamento, si imbatte in Woody Grant, un anziano locale, che sta camminando ai bordi della strada principale. L'agente porta Woody in centrale, e chiama uno dei due figli, David, per venirlo a prendere. Quando David riaccompagna il padre a casa, scopre che il padre ha intenzione di recarsi a piedi a Lincoln, Nebraska (1.450 km circa), perché convinto di aver vinto una lotteria da un milione di dollari. David gli chiede di mostrargli la lettera che lo certifica, e capisce immediatamente che si tratta di una di quelle esche per raccogliere abbonamenti. Cerca di farlo capire al padre, ma non c'è verso. Riporta il padre a casa, e si imbatte nelle ire della madre Kate, sempre più stanca delle di lui stramberie. 
Ma Woody insiste, e pochi giorni dopo viene "riacciuffato" mentre cerca di partire di nuovo. David e il fratello Ross ponderano il fatto di metterlo in una casa di riposo. Dopo l'ennesimo tentativo di Woody di partire per il Nebraska, David decide di prendersi qualche giorno di ferie, e di portare il padre davvero a Lincoln, con grande sgomento della madre. Gli episodi grotteschi si susseguono, fino ad acquistare una dimensione surreale quando lungo la strada, David, resosi conto che stanno per passare vicino alla cittadina natale di Woody, decide di far visita, e di dormire per una notte, alla famiglia del padre.

Dopo alcuni tentativi andati a vuoto (ah, il tempo), sono riuscito a vedere per intero questo film del 2013, bianco e nero elegante, cast sorprendente (leggetevi le storie delle scelte e i ragionamenti del regista) e andamento poco americano. Riflessione a cuore aperto sulla vecchiaia, dialoghi rarefatti e al limite tra il comico e il nonsense, ma finale che ti strappa il cuore e ti lascia un bel gusto in bocca. Da recuperare.

After some unsuccessful attempts (ah, the time), I managed to see in full this movie of 2013, elegant black and white, amazing but surprising cast (read the stories of the choices and the reasoning of the director) and with a pace decidedly not so American. Reflection with an open heart on old age, rarefied dialogues and on the borderline between the comedian and the nonsense, but the finale tears your heart and leaves a nice taste in your mouth. You have to recover it.

20180518

Dio esiste (e vive a Bruxelles)

Le tout nouveau testament - Di Jaco Van Dormael (2015)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)

Dio è un ometto sadico e scontroso, che si comporta da tiranno con la mite moglie e la figlioletta di 10 anni Ea. Vivono in un cupo appartamento di Bruxelles, dove Dio controlla e manipola l'umanità, che lui stesso ha creato per divertirsi; lo fa da un computer, posto in una stanza dell'appartamento, nella quale è proibito l'ingresso a tutti gli altri componenti della famiglia. Ea lo scopre, e viene punita severamente. Quindi, si stanca, e fugge dall'appartamento, non prima di aver rivelato a tutta l'umanità, via SMS, le loro date di morte. Seguendo le orme del fratello maggiore, raccoglie 6 apostoli, per scrivere un Nuovo Nuovo Testamento.

Difficile trovare nuovi aggettivi positivi e lusinghieri per questo regista belga davvero geniale. Wikipedia dice che questo film è divenuto in cult movie, ed ha ragione in pieno. Dopo il bellissimo ed intricato Mr. Nobody, questo film è, seppur macchinoso come idea, semplice, diretto, perfino scontato, ma profondo e bellissimo. Da non perdere, nella maniera più assoluta.

Difficult to find new positive and flattering adjectives for this really brilliant Belgian director. Wikipedia says this movie has become a cult movie, and it's right in full. After the beautiful and intricate Mr. Nobody, this film is, although cumbersome as an idea, simple, direct, even obvious, but deep and beautiful. Not to be missed, in the most absolute way.

20180517

Jacqueline Lee Bouvier

Jackie - Di Pablo Larrain (2016)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Parzialmente basato sull'intervista che il famoso giornalista statunitense Theodore H. White, fece, per Life Magazine, a Jackie Kennedy, su richiesta della stessa ex First Lady, nella residenza Kennedy di Hyannis Port, Massachusetts, una settimana dopo l'assassinio di John F. Kennedy, allora Presidente degli US, Jackie è il debutto del regista cileno nei biopic, e nei film con protagoniste femminili, e ripercorre soprattutto i momenti immediatamente seguenti all'attentato a JFK, dal punto di vista di Jackie.

Nonostante la gestazione travagliata, e la scelta di Larrain come "ripiego" (il progetto prevedeva una miniserie tv, anziché un film per il cinema, e doveva essere diretto prima da Spielberg, poi da Aronofsky), mi pare di poter dire che il regista cileno è riuscito a dare ugualmente la propria impronta, pur conservando la sceneggiatura di Noah Oppenheim. Una superlativa Natalie Portman, nei panni della protagonista, riesce a sopportare quasi 100 minuti di primi piani intensissimi, e a dare una lettura del personaggio Jackie Kennedy, una donna senza dubbio colta, abituata all'alta società, e conscia del proprio ruolo. Un film decisamente con carattere.

Despite the troubled gestation, and the choice of Larrain as "fallback" (the project should have been a TV miniseries, before a film for the cinema, and had to be directed first by Spielberg, then by Aronofsky), I think I can say that the director Chilean managed to give his own imprint, while retaining the script of Noah Oppenheim. A superb Natalie Portman, in the role of the protagonist, could endure almost 100 minutes of intense close-ups, and to give a reading of the character Jackie Kennedy, a woman without a doubt cultured, accustomed to high society, and aware of their role. Decidedly, a movie with character.

20180516

Dei americani

American Gods - Sviluppata da Bryan Fuller e Michael Green - Stagione 1 (8 episodi; Starz) - 2017

813 D.C. Una nave vichinga raggiunge le coste del Nord America, ma la popolazione indigena, senza neppure farsi vedere, li respinge con raffiche di frecce. Dopo numerosi sacrifici di sangue a Odino, i vichinghi trovano il vento giusto per rimettersi in mare e tornare da dove sono venuti. Oggi, un uomo afro-americano dal curioso nome di Shadow Moon, viene rilasciato dalla prigione pochi giorni prima del decorrere della pena che sta scontando per truffa ai danni di un casinò, perché la sua amata moglie Laura, è appena deceduta in un incidente stradale. Sul volo di ritorno, Shadow incontra un uomo misterioso che si fa chiamare Wednesday (Mercoledì). L'uomo pare sapere tutto di lui, e sapendo anche della sua condizione di disoccupato, gli offre un lavoro come guardia del corpo. Durante il viaggio di ritorno, non avendo ancora accettato, incontra nuovamente Wednesday, e scopre che la moglie è morta insieme al suo miglior amico Robbie: la cosa lo insospettisce. Mentre è in uno strano bar insieme a Wednesday, Shadow fa conoscenza di Mad Sweeney, che si presenta come Leprechaun, e lo sfida a battersi. Shadow vince, guadagnando una moneta d'oro, che sembra avere un valore estremamente alto per Mad Sweeney. Arrivato a casa, Shadow assiste ai funerali di Laura, e viene a conoscenza della di lei relazione con Robbie. Dopo la sepoltura, lascia la moneta d'oro sulla tomba, e dopo poco, viene rapito da Technical Boy, che pretende informazioni su Wednesday. Non avendo soddisfazione, il ragazzo ordina ai suoi scagnozzi di linciare Shadow, ma qualcuno lo salva, uccidendo tutti gli scagnozzi di Technical Boy.

Stranissima serie tv ispirata direttamente dal libro omonimo di Neil Gaiman, a sua volta tratto dalla serie di comic books The Sandman, sempre di Gaiman, che mette in scena un immaginario dove antichi Dei si scontrano con degli Dei moderni. Una messa in scena a tratti spettacolare, vivida, seppur contorta e non facile da seguire, con un cast dove giganteggia Ian McShane nei panni di Mr. Wednesday, mentre convince meno il protagonista Ricky Whittle nella parte di Shadow Moon. La serie appassiona lentamente, con l'incedere degli episodi, e per il 2019 è prevista una seconda stagione.

Very odd TV series inspired directly by the book of the same name by Neil Gaiman, in turn taken from the series of comic books The Sandman, also by Gaiman, which stages an imaginary where ancient Gods clash with modern Gods. A staging that many times is spectacular, vivid, albeit twisted and not easy to follow, with a cast where Ian McShane giant in the role of Mr. Wednesday, while less convincing the protagonist Ricky Whittle in the role of Shadow Moon. The series turn you in slowly, while the episodes goes ahead, and for 2019 a second season is scheduled.

20180515

L'assassinio di Gianni Versace

American Crime Story - di Scott Alexander e Larry Karaszewski - Stagione 2: The Assassination of Gianni Versace (9 episodi; FX) - 2018

15 luglio 1997, Miami. Il famosissimo disegnatore di moda italiano Gianni Versace viene ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco, davanti alla sua villa, da Andrew Cunanan, pluri-assassino già ricercato dalla polizia statunitense. Sette anni prima Cunanan aveva incontrato Versace in un locale gay di San Francisco, e la mattina seguente racconterà il suo incontro ai suoi coinquilini, inventandosi la maggior parte dei particolari: scopriremo che era una costante, da parte di Andrew. Pochi giorni dopo, Cunanan viene invitato proprio da Versace ad assistere ad una messa in scena del Capriccio di Strauss (per la quale Versace disegnava i costumi), e dopo la performance si trattiene con lui scambiandosi storie sulle rispettive vite. Dopo l'omicidio, Cunanan fugge prima che Antonio D'Amico, il compagno di Versace, lo possa vedere. Gianni, poco dopo, viene dichiarato morto in ospedale. La polizia locale inizia a collaborare con i Federali, e mentre Donatella, la sorella di Gianni, insieme al fratello Santo, pianificano il futuro dell'impero commerciale creato dalla genialità dello stilista, Andrew Cunanan fa incetta di quotidiani che annunciano la di lui morte, con un'espressione che non lascia spazio al rimorso.

Decisamente meno appassionante della prima stagione, la seconda è dedicata in parte al personaggio Versace e alla famiglia, mentre si concentra sulla storia dell'assassino, Andrew Cunanan, giovane decisamente disturbato, senza dubbio a causa dei suoi genitori. La struttura è quasi completamente acronologico, partendo dall'assassinio e percorrendo a ritroso gli altri quattro omicidi nel giro di tre mesi, sconfinando anche nel racconto dell'infanzia e dell'adolescenza di Cunanan. Basato sul libro Vulgar Favors: Andrew Cunanan, Gianni Versace, and the Largest Failed Manhunt in U.S. History, di Maureen Orth, il cast interamente spettacolare (anche se i dialoghi tra i personaggi italiani in inglese fanno sorridere), con un cameo di Aimee Mann, e Ricky Martin nei panni di Antonio D'Amico.

Definitely less exciting than the first season, the second is dedicated in part to the character Versace and the family, while concentrating on the story of the murderer, Andrew Cunanan, a very disturbed young man, no doubt because of his parents. The structure is almost completely acronological, starting from the assassination and going back the other four murders in three months, trespassing even in Cunanan's childhood and adolescent tale. Based on the book Vulgar Favors: Andrew Cunanan, Gianni Versace, and the Largest Failed Manhunt in U.S. History, by Maureen Orth, the cast is entirely spectacular (even if the dialogues between the Italian characters in English make you smile), with a cameo by Aimee Mann, and Ricky Martin in the role of Antonio D'Amico.

20180514

I ricordi non muoiono

Memories Don't Die - Tory Lanez (2018)

Secondo disco per il rapper canadese Tory Lanez (Daystar Peterson), dopo il debutto del 2016 I Told You. Qualche singolo di buon successo e diverse collaborazioni (50 Cent, Wiz Khalifa, Future), flow apprezzabile, ma in generale un disco un po' debole e poco originale. Nonostante buoni risultati commerciali.



Second album for the Canadian rapper Tory Lanez (Daystar Peterson), after the debut of the 2016 I Told You. Some successful singles and several collaborations (50 Cent, Wiz Khalifa, Future), appreciable flow, but in general a record a bit weak and not very original. Despite good commercial results.

20180513

Nei tuoi dolci tempi

In Your Own Sweet Time - The Fratellis (2018)

Quinto disco per la band di Glasgow, Scozia, band che probabilmente avevo ascoltato di sfuggita in passato, senza rimanerne particolarmente colpito. Attivi ormai da più di 10 anni, i componenti sono impegnati anche in progetti paralleli, hanno sviluppato un piacevole timbro che si colloca tra lo shoegaze, il garage rock, e il revival post punk, cose che vi possono ricordare The Strokes o Yeah Yeah Yeahs, per fare qualche nome. Il disco alterna episodi un poco più tirati ad altri più rilassati, ed è tutto sommato, piuttosto piacevole, senza però farti saltare sulla sedia dall'emozione.


Fifth record for the band from Glasgow, Scotland, a band that I had probably listened to very quickly in the past, without being particularly impressed. Active for more than 10 years, the components are also engaged in parallel projects, have developed a nice timbre that is located between the shoegaze, the garage rock, and the revival post punk, things that can remind you The Strokes or Yeah Yeah Yeahs , to name a few. The record alternates episodes a little more hard to others more relaxed, and it is all in all, rather pleasant, but without making you jump on the chair from emotion.

20180511

Combatti

Get Your Fight On - Suicidal Tendencies (2018)

Get Your Fight On!, quasi un manifesto, è un EP che precede l'imminente, tredicesimo album della band di Venice, California. Una specie di divertissement: contiene due pezzi originariamente dei Cyco Miko (la band fittizia di Mike Muir, il cantante e unico superstite della formazione originale), Nothing to Lose e Ain't Mess'n Around, quattro pezzi nuovi, uno dei quali in quattro versioni diverse (LP, acustica, strumentale di basso e strumentale di  chitarra), e una cover di I Got a Right degli Stooges. Solito calderone crossover di funky, metal e punk hardcore, e ricordate che l'attuale batterista si chiama Dave Lombardo...



Get Your Fight On!, almost a manifesto, is an EP that precedes the upcoming, thirteenth album of the band from Venice, California. A sort of divertissement: it contains two tracks originally from the Cyco Miko (the solo band of Mike Muir, the singer and only survivor of the original lineup), Nothing to Lose and Ain't Mess'n Around, four new tracks, one of them in four different versions (LP, acoustic, instrumental bass and instrumental guitar), and a cover of I Got a Right of the Stooges. Usual crossover cauldron of funky, metal and hardcore punk, and remember that the current drummer is called Dave Lombardo...

20180510

Piloti

Stone Temple Pilots - Stone Temple Pilots (2018)

Per chi si stesse chiedendo che senso ha un nuovo disco degli Stone Temple Pilots oggi, mi verrebbe da rispondere che non lo ha. Dopo lo iato dal 2003 al 2008, la riunione, la separazione da Scott Weiland, l'assunzione di Chester Bennington (giuro, non farò nessuna ironia sul fatto che siano entrambi deceduti), la separazione amichevole e la ricerca online del nuovo cantante, concretizzatasi con l'ingresso nella band di Jeff Gutt, ecco un nuovo disco, omonimo anche questo dopo quello del 2010, dove sembra di sentire degli scarti dei vari periodi, dagli inizi fino a poco tempo fa. Composizioni eterogenee, che sembrano voler dimostrare ancora una volta che loro sanno suonare di tutto, da The Art of Letting Go, una ballata iper-classica con un assolo jazz, a Guilty, brutta copia di quando provavano ad imitare i primi Pearl Jam (ma era solo una coincidenza), si fa davvero fatica a trovare tracce di originalità, e, quindi, di un senso.


For those wondering what sense does it have, a new album of Stone Temple Pilots today, I would have to answer that it does not have it. After the hiatus from 2003 to 2008, the reunion, the separation from Scott Weiland, the hiring of Chester Bennington (I swear, I will not make any irony about the fact that they both died), the friendly separation and the online search of the new singer with the entry into the band of Jeff Gutt, here is a new album, also homonymous after the one of 2010, where it seems to hear the outtakes of the various periods, from the beginning until recently. Heterogeneous compositions, which seem there to prove once again that they can play everything, from The Art of Letting Go, a hyper-classical ballad with a jazz solo, to Guilty, a bad copy of when they tried to imitate the first Pearl Jam (but it was just a coincidence), it is really hard to find traces of originality, and therefore of a meaning.

20180509

Le stagioni cambiano

Seasons Change - Scott McCreery (2018)

Cercando di spaziare per allietare le vostre giornate, e provare a parlarvi di musica diversa da quella che normalmente sceglierei per allietare le mie (ma si cambia, eccome se si cambia, anche se ogni tanto bisogna poi tornare alle origini), eccoci al quarto disco del classico virgulto statunitense, Scott Cooke McCreery, in arte solo Scott McCreery. Nato a Garner, North Carolina, 24 anni or sono, portoricano per 1/4, vince la decima edizione di American Idol nel 2011, e dopo pochi mesi la sua carriera decolla con il primo disco. Faccia e vita da bravo ragazzo (capitanava la band musicale della chiesa locale, giocava a baseball nella squadra della scuola, lavorava come imbustatore al supermarket locale quando è stato preso per American Idol), la musica rispecchia perfettamente questa sua immagine: un country rock-pop pulitissimo e ben scritto, pronto per un bel duetto con la prima Taylor Swift. Non c'è nulla di male in questo, e il disco si ascolta con piacere, a meno che non siate amanti del death metal e ogni altra cosa vi faccia vomitare. Probabilmente, però, dopo un ascolto, lo dimenticherete per sempre.



Trying to brighten up your days, and try to talk about different music from that I would normally choose to cheer mine (but we change, even if sometimes you have to go back to the basics), here we are at the fourth album of the classic American product, Scott Cooke McCreery, stage name Scott McCreery. Born in Garner, North Carolina, 24 years ago, Puerto Rican for 1/4, he won the tenth edition of American Idol in 2011, and after a few months his career took off with the first album. Good boy's face and life (he captained the local church music band, he played baseball on the school team, he worked as a bagger at the local supermarket when he was taken for American Idol), the music perfectly reflects his image: a clean country rock-pop and well written, ready for a nice duet with the first Taylor Swift. There's nothing wrong with that, and the record can be listened to with pleasure, unless you love death metal and everything else makes you throw up. Probably, however, after listening, you will forget it forever.

20180508

Bugia

Lie - Mudhoney (2018)

Dopo 30 anni, così come i Pearl Jam, i Mudhoney sono ancora qui. Ce lo ricordano con questo disco dal vivo, che ripercorre la loro appunto trentennale carriera, dal folgorante debutto omonimo del 1989, al loro ultimo lavoro in studio Vanishing Point del 2013. Non è superfluo dire che a differenza dei loro conterranei (i già citati PJ), la band di Mark Arm (per chi non lo sapesse, una sorta di Iggy Pop underground, ma, come diceva Antonio Albanese in una delle sue molteplici incarnazioni, "mooolto underground") ha scelto una strada diversa, ha scelto di non cambiare, e di rimanere ancorata a quella miscela di fuzz-punk-grunge che li ha contraddistinti fin dai loro esordi. I loro live sono rimasti energici e soddisfacenti, e questo live (registrato nel 2016 durante uno dei loro tanti tour europei) ha un pregio ed un difetto: la carica è intatta durante le esecuzioni, ma il "montaggio" che dissolve tutti i pezzi stronca ogni tentativo, da parte degli ascoltatori, di rivivere (o di vivere) l'esperienza live. Oltre alla carrellata dei pezzi che ripercorre la loro carriera, c'è anche una cover, nientemeno che di Editions of You, dei Roxy Music.



After 30 years, as well as Pearl Jam, the Mudhoney are still here. They remember it to us with this live album, which traces their thirty year career, from the dazzling 1989 homonymous debut, to their latest work in the studio, Vanishing Point, of 2013. It is not superfluous to say that unlike their countrymen (the aforementioned PJ), the band of Mark Arm (for those who do not know, a sort of undergound Iggy Pop, but, as Antonio Albanese said in one of his many incarnations, "veeeery underground") they chose a different path, they chose not to change, and to remain anchored to that mixture of fuzz-punk-grunge that has distinguished them since their inception. Their live gigs have remained energetic and satisfying, and this live (recorded in 2016 during one of their many European tours) has a merit and a flaw: the charge is intact during the performances, but the editing that dissolves all the tracks destroys every attempt by the listeners to relive (or live) the live experience. In addition to the track list, that traces their career as we already said, there is also a cover version, none other than Editions of You, originally by Roxy Music.

20180507

Bobby

Bobby Tarantino II - Logic (2018)

Scorrendo la lista delle uscite mi sono imbattuto in quella di questo rapper statunitense a me sconosciuto fino a poco prima. Logic aka Sir Robert Bryson Hall II (Sir non è un titolo onorifico, quindi non prendete troppo in giro chi chiama i figli con nomi strani, perché c'è chi fa di peggio) è un ventottenne mezzosangue (ad una prima occhiata sembrerebbe caucasico, ma il padre è afro-americano) nativo di Rockville, Maryland, con alle spalle un'adolescenza che non augurereste a nessuno (padre tossico, madre alcolizzata, fratelli spacciatori di crack), in tenerà età si appassiona al rap dopo aver assistito a Kill Bill: Volume 1. Ha fatto uscire tre album, ma, come si usa nell'underground soprattutto hip hop, anche ben sette mixtape: questo Bobby Tarantino II è proprio l'ultimo, e segue naturalmente il precedente Bobby Tarantino del 2016. Vi ricordo che il mixtape non è una semplice compilation, ma album autoprodotti e pubblicati in modo indipendente, fatti uscire gratuitamente in modo da farsi pubblicità ed evitare eventuali violazioni del diritto d'autore.
Come di consueto, tante collaborazioni, apparizione del suo alter ego Young Sinatra (il mitico Frank è citato da Logic come una delle sue più grandi ispirazioni), un flow che mi sembra interessante e un buon tiro.



Scrolling through the list of the new records, I came across that of this American rapper unknown to me until recently. Logic aka Sir Robert Bryson Hall II (Sir is not an honorary title, so do not take too much fun with who calls the children with strange names, because there are those who do worse) is a twenty-eight half-blood (at first glance would seem caucasian, but his father is Afro-American) native of Rockville, Maryland, with an adolescence that you would not wish to anybody (toxic father, alcoholic mother, crack dealer brothers), in tender age became passionate about rap after witnessing Kill Bill: Volume 1. He released three albums, but, as is used in the underground especially hip hop, even seven mixtapes: this Bobby Tarantino II is just the last, and naturally follows the previous Bobby Tarantino of 2016. I remember you that the mixtape is not a simple compilation, but self-produced and independently published albums, released for free so as marketing and to avoid any violation of copyright.
As usual, many collaborations, the appearance of his alter ego Young Sinatra (the legendary Frank is cited by Logic as one of his greatest inspirations), a flow that seems interesting and a good pace.

20180506

Piccola nave

Lil Boat 2 - Lil Yachty (2018)

Secondo album per Lil Yachty aka Miles Parks McCollum, giovanissimo rapper statunitense di Mableton, Georgia, dopo neppure un anno di distanza dal debutto Teenage Emotions. Disco pieno di collaborazioni illustri da parte di vari compagni di etichetta e no (Quavo, 2 Chainz, Broke Again, Offset, Lil Pump, Lil Baby), che si barcamena tra quello che è stato definito come mumble rap e la definizione stessa data da Yachty, bubblegum trap (trap per giovanissimi). Non un grande disco, che è più interessante quando prova ad essere leggermente psichedelico/ossessivo, rispetto a quando si limita a una trap piuttosto semplicistica. 



Second album for Lil Yachty aka Miles Parks McCollum, a very young American rapper from Mableton, Georgia, not even one year after his Teenage Emotions debut. Disc full of illustrious collaborations by various companions of labels and not (Quavo, 2 Chainz, Broke Again, Offset, Lil Pump, Lil Baby), which is more or less in the middle between what has been defined as mumble rap, and the definition given by Yachty himself, bubblegum trap (trap for very young dudes). Not a great record, which is more interesting when it try to be slightly psychedelic/obsessive, compared to when it is limited to a rather simplistic trap.

20180504

Raggiungere la pensione

Boarding House Reach - Jack White (2018)

Per chi se la cava meglio di me in inglese, invito a deliziarsi (o ad incazzarsi, dipende da come la pensate sui lavori di Jack White post White Stripes) leggendo questa recensione di Jayson Greene su Pitchfork: riesce ad esprimere con le parole quello che io non riesco a mettere insieme da alcuni anni. Se vi ricordate, ci ho provato, in passato, sostenendo che Jack fosse un genietto, ma che pareva non voler mai dimostrarlo scrivendo qualcosa di grandioso. Certo, rifilargli un 4,7 su 10 è provocatorio, ma conferma quello che penso anche io, e che in molti invece continuano ad ignorare, continuando a cantarne le lodi. Anche questo Boarding House Reach è un esercizio di stile, che spesso scade in atmosfere stucchevoli, e che rifugge la creazione di qualcosa di grande e veramente originale. Il che ci porta a pensare che Jack White sia un musicista dotatissimo, ma un grande bluff creativo.



For those who speak English better than me, I invite you to delight (or get angry, depending on how you think about the work of Jack White after the White Stripes) reading this review of Jayson Greene on Pitchfork: he was able to express with words what I can not put together for a few years. If you remember, I tried, in the past, claiming that Jack was a genius, but that he seemed to never want to prove it by writing something great. Of course, giving him a 4.7 out of 10 is provocative, but confirms what I think, and that many continue to ignore, continuing to sing his praises. Even this Boarding House Reach is a style exercise, which often expires in cloying atmospheres, and that avoids the creation of something big and truly original. Which leads us to think that Jack White is a very talented musician, but a great creative bluff.

20180503

Tu sei qualcun altro

You Are Someone Else - Fickle Friends (2018)

La band di Brighton, UK, capitanata dalla voce di Natassja Shiner, perfettamente in standard con le voci pop degli anni '80, dopo due EP e una lunga serie di singoli, oltre ad una intensa attività live durante gli ultimi due anni, arriva al disco di debutto. Tutto il disco sembra un déjà vu, per noi che abbiamo vissuto appunto gli anni '80, amando il metal ma sopportando la disco. Per carità, canzoncine scritte perfettamente e che ti trapanano il cervello.



The band of Brighton, UK, captained by the voice of Natassja Shiner, perfectly in line with the pop voices of the '80s, after two EPs and a long series of singles, in addition to an intense live activity during the last two years, arrives at the debut album. The whole album looks like a déjà vu, for us that we lived in the 80s, loving metal, but bearing the disco music. For heaven's sake, songs written perfectly, that drills your brain.

20180502

28 giorni nella valle

28 Days in the Valley - Dorothy (2018)

Dorothy è il nome della band, che ruota attorno alla ottima voce di Dorothy Martin, 32enne già modella e attrice nata a Budapest ma di base a Los Angeles, California. I musicisti che la accompagnano sono un optional, infatti sono stati tutti sostituiti tra il primo disco Rockisdead (2016) e quello di cui stiamo parlando adesso. Dorothy, che appunto nel primo disco aveva scritto tutti i pezzi con l'allora chitarrista Mark Jackson e l'allora produttore Ian Scott, si è messa nelle mani sapienti di Linda Perry, insieme alla quale ha scritto questo disco (Linda ha pure prodotto, naturalmente). I live pare siano interessanti. Effettivamente, si nota una certa grinta e delle doti vocali (soprassedendo su quelle estetiche), seppure il genere sia un po' stereotipato: un hard rock blues del tutto classico, mai brutto, ma di certo non da ascolti ripetuti.



Dorothy is the name of the band, which revolves around the excellent voice of Dorothy Martin, 32 year old, model and actress born in Budapest but based in Los Angeles, California. The musicians that accompany her are an option, in fact all have been replaced between the first album Rockisdead (2016) and the one we are talking about now. Dorothy, who in the first album had written all the tracks with the then guitarist Mark Jackson and the then producer Ian Scott, has put herself in the wise and rock expert hands of Linda Perry, with whom she wrote this record (Linda has also produced, naturally). The live shows seems to be interesting. Indeed, we note a certain grit and vocal talents (let's go over the aesthetic ones), although the genre is a bit stereotypical: a hard rock blues completely classic, never ugly, but certainly not by repeated listening.

20180501

Affrontare la brutalità

Face the Brutality - Datarock (2018)

Band di Bergen, Norvegia, formatasi intorno al 2000, qui al loro quarto disco. Vengono definiti electronic rock, già dal fatto di vestire sempre delle tute rosse potrebbe far pensare vagamente ai mitici Devo, ma qui siamo alle prese con un qualcosa di molto meno provocatorio, e senza dubbio più mirato all'incasso. Voce bassa quando c'è da scimmiottare la new wave, quando si alza (la voce) ci sono reminiscenze punk, i pezzi sono molto orecchiabili.



Band from Bergen, Norway, formed around 2000, here on their fourth album. They are defined as electronic rock, already by the fact of dressing always red jumpsuits could make you think vaguely to the legendary Devo, but here we are struggling with something much less provocative, and no doubt more focused on collect money. Low voice when it comes to aping the new wave, when it rises (the voice) there are reminiscences punk, the tracks are very catchy.