No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20090430

emergenza febbre suina


Dal nostro inviato a Città del Messico, Massi. Una premessa, che non avevo rivelato fino ad ora: oggi (tra poche ore) Massi si sposa. Auguri a lui e alla futura sposa.


Tutto chiuso per ordine governativo: negozi, ristoranti. Nei ristoranti si può solo prendere da mangiare "para llevar" (da asporto), oggi credo faremo il pranzo di nozze in Parque Mexico.

Da oggi pare scatterà l'ordine di chiusura anche per le varie "taquerie" e "comide" nelle calles, e questo sarà credo uno spettacolo unico perchè non chiudono mai.

Da oggi fino al 6 maggio (anche le scuole sono chiuse fino a quella data) credo che davvero Città del Messico diventerà un po' una ciudad fantasma. Non ti saprò dire molto di più perchè stanotte partiamo.

papa


Ogni tanto vado sul sito di Internazionale, e quasi sempre la cosa che mi colpisce di più è il blog di Claudio Rossi Marcelli. Mi fa morire dalle risate. E non scrive cose stupide. Questa volta si è scatenato a proposito del Papa. Leggete qua.


Quel rompicoglioni del papa

La chiesa cattolica afferma di fondarsi sul principio "ama il tuo prossimo come te stesso". E allora come mai quel vecchietto che la presiede attualmente riesce a far incazzare sempre tutti?

Prima ancora di diventare papa, Benedetto ha fatto arrabbiare i cattolici americani perché ha offerto un rifugio romano e immunità politica a dei preti pedofili. Che furbone. Poi ha fatto incazzare gli islamici. Durante una conferenza in un'università tedesca ha citato un simpatico scritto del 1391, dove si diceva che Maometto ha introdotto solo novità cattive e disumane, come la sua volontà di diffondere la fede con la spada (ricordo ai più distratti che nel 1391 la Santa inquisizione era già in piena attività). Che bella trovata. In seguito Benedetto ha pensato che fosse arrivato il turno degli ebrei e ha deciso di revocare la scomunica a quattro vescovi lefevriani, tra cui uno che va ripetendo da anni che i numeri delle vittime dell'Olocausto sono gonfiati e che non esistono prove dell'esistenza delle camere a gas. Una mossa geniale.

Più di recente, forse pensando di andare a punzecchiare solo la comunità scientifica internazionale (sì, insomma, quegli eretici che si ostinano a negare l'esistenza di Adamo ed Eva), il papa è riuscito a far incazzare addirittura la Francia, la Germania, il Belgio e l'Unione Europea con l'ormai nota sortita sull'inutilità dei preservativi contro l'epidemia di aids in Africa. Neanche Casini è riuscito a dire niente di più di un "le parole del santo padre non si commentano".


Per quanto riguarda gli omosessuali, vabbe', non c'è neanche bisogno di ricordarlo. A noi ci ha fatto incazzare già dal giorno in cui si è fatto prete. E comunque noi eravamo molto incazzati già con quel brav'uomo del suo predecessore.

C'è però un gruppo di persone avvelenate col pontefice che non viene nominato mai: i romani che la mattina devono andare al lavoro e si trovano bloccati dal passaggio del papa. È una cosa che nei mesi scorsi mi è capitata due volte, di cui l'ultima ieri, mentre Benedetto andava in Abruzzo.Qui a Roma è una scena tipica. Arrivi a un semaforo e lo trovi presidiato dai vigili. Scatta il verde, ma i vigili non ti fanno passare. Vabbe', aspetti quello dopo. Riscatta il verde, ma il vigile non ti fa passare di nuovo. Il verde scatta altre quindici volte, ma nessuno può avanzare di un metro. A quel punto, insieme al ventesimo verde scatta anche la protesta: suonano i clacson, la gente scende dagli autobus, i motorini fanno inversione a U.

A chi va a chiedere al vigile cosa sta succedendo, lui risponde con un laconico "questioni di sicurezza". Ma il suo sguardo da fiera guardia svizzera tradisce la verità: deve passare il papa, e quindi possiamo star fermi qui anche mezz'ora.

Poi, finalmente si cominciano a sentire in lontananza le sirene, e ci sfila davanti il santo corteo: le macchine della polizia, le camionette dell'esercito, dieci auto blu con le bandierine gialle e bianche, le grosse moto della municipale e un elicottero che segue il tutto a una ventina di metri dal suolo. Manca solo la papamobile.

Il commento dei poveri romani bloccati è sempre lo stesso: "Ma non poteva prendere direttamente l'elicottero sto rompicoglioni?".

No, non poteva. Perché Benedetto è fatto così: gli piace rompere i coglioni al numero più alto possibile di persone. E noi lo amiamo anche per questo.


29 Apr 2009 - posted by Claudio Rossi Marcelli

20090429

playlist - nella chiavetta usb

A Camp - Colonia
And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Bat For Lashes - Two Suns
Beloved - The Running
Brendan Benson - Alternative To Love
Cheap Trick - Live At Budokan (The Complete Concert 1978)
Chickenfoot - Soap On A Roap (single)
Danko Jones - B Sides
Dead Poetic - New Medicines
Depeche Mode - Sounds Of The Universe
Diana Krall - Quiet Nights
Escape The Fate - This War Is Ours
Glasvegas - Omonimo 2008
Isis - Wavering Radiant
James Blunt - Chasing Time The Bedlam Sessions
Katy Perry - One Of The Boys
Kid Rock - Rock N Roll Jesus
Kings Of Leon - Only By The Night
Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Lento - Earthen
Madeleine Peyroux - Bare Bones
Mastodon - Crack The Skye
Million Dollar Reload - Anthems Of A Degeneration
Ministri - Tempi Bui
Neko Case - Middle Cyclone
Orcustus - Wrathrash EP
Paramore - All We Know Is Falling
Paramore - Live In The UK
Paramore - Riot
Rob Zombie - Zombie Live
Robbie Robertson - Omonimo 1987
Roberto Angelini - La vista concessa
Santogold - Omonimo 2008
Sirenia - The 13th Floor
Snow Patrol - Eyes Open
Soap&Skin - Lovetune For Vacuum
Taking Back Sunday - Louder Now
The Almost - No Gift To Bring EP
The Almost - Southern Weather
The Answer - Everyday Demons
The Hellacopters - Cream Of The Crap Vol 1
Thursday - Common Existence
Underoath - Lost In The Sound Of Separation
Vinicio Capossela - Da solo
White Lies - To Lose My Life
Yeah Yeah Yeahs - It's Blitz!

come in una telenovela...


Tarda pochissimo la replica di Silvio alla moglie. E non mancano i "complimenti" a chi non la "pensa" come lui. Sentite questa: il premier rivendica quella che definisce la scelta di "rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni". Niente "personaggi maleodoranti e malvestiti come altri personaggi che circolano nelle aule parlamentari candidati da certi partiti" con il Pdl.


Quindi, voi di sinistra, oltre che essere coglioni, puzzate e siete pure vestiti male.

il why e il because


La (seconda e attuale) moglie di Silvio, dopo la fondazione di Fini, si scaglia contro le candidature per le Europee del PdL. Silvio appare come special guest al party del diciottesimo compleanno di una illustre sconosciuta (eccezionale la spiegazione su come sia un amico di famiglia: "boh"), mentre donna Veronica sostiene che non è mai stato presente ad un diciottesimo compleanno dei suoi figli. Fantastico e degno di una telenovela. Mi verrebbe da pensare che sia tutta una manovra architettata dal Grande Piazzista, come lo chiamava Montanelli. Perfino il filo-piddismo di Veronica.


E il consenso popolare di Silvio sale. Il cielo è sempre più blu.

emergenza febbre suina


Dal nostro inviato a Città del Messico, Massi, che continua a sostenere che l'allarme dei media è spropositato rispetto a quello che lui vede, a quello che sta accadendo davvero.


Comunque, a quanto ne so l'unica notizia che si ha su chi è morto è che si tratta di persone tra i 25 e i 40 anni. Per il resto, boh? Il che significa o che non sanno neppure loro che cazzo sta succedendo, oppure che non vogliono dire niente di più. Per quello che sento in giro e trovo in rete, il punto è sempre lo stesso. Un virus influenzale che proviene dai maiali, che può causare la morte, ma si può anche curare. Non si contrae mangiando carne di porco (sarebbe stata la vendetta di Osama - e comunque qualche paese ha sospeso le importazioni) ma come una normale influenza (per cui o si vive in una sfera di cristallo o il rischio c'è sempre), le misure di sicurezza suggerite qui nel DF, sono a dir poco ridicole, lavarsi le mani, starnutire e tossire nel fazzoletto, evitare di baciare persone in giro a cazzo di cane, portare la mascherina se si sospetta di essere influenzati...(quindi la mascherina serve più per non infettare che per non essere infettati). Queste però non sono altro che normali regole di vita civile (a parte l'usanza di baciarsi quando ci si incontra o presenta), per cui ne ricaviamo la misura di quanto le comuni regole igieniche in Messico siano poco rispettate o quanto anche i capoccia non ne sappiano un cazzo di cosa sta succedendo. Non dico di non avvertire nessuno e lasciare tutti all'oscuro, ma non puoi non ammettere che come al solito giornali e simili ci si sono buttati con entusiasmo, pronti a scatenare una nuova fobia. Prendo ad esempio l'articolo di Repubblica che hai postato, dove il titolo è "Città del Messico, l'incubo di un popolo. Restate a casa e sperate"!!! Come direbbe Mughini, maddaii...ed è Repubblica, mica il giornale di paese. Immagino che nessuno abbia parlato di morti per le strade o simili, ma è il tono generale con cui viene affrontata la vicenda che fa pensare che potrebbero anche esserci. Parlo di foto scelte accuratamente con tutte le persone che indossano la mascherina (non è così, siamo sempre sotto il 50%), parlo di come comincia l'articolo che per quello che è la mia esperienza è pura mentira, nessuno mi ha dato una mascherina (la voglio per le foto turistiche), nessuno mi ha né obbligato a, né suggerito di indossarla e nessuno mi guarda storto perchè non la uso.


Nel frattempo, le aperture dei quotidiani messicani sono queste:











Vari, ma non apocalittici.

20090428

secret diary


Anche in un episodio della seconda stagione di Secret Diary Of A Call Girl (foto) c'è una storia del genere. Ma non solo. Ad ogni modo, un tema interessante e non solo perchè pruriginoso, tra l'altro con un articolo molto ben scritto. Prostituta spagnola specializzata in sesso con disabili. Se vi va, leggetelo.


esempio


Una notizia che pare incredibile, ma che invece è lo specchio del nostro Paese. E gli insegnanti che cedono il pasto ai piccoli figli di insolventi sono come la Protezione Civile che funziona, in un Paese che permette la costruzione di case con la sabbia di mare nel cemento armato. Dal Corriere on line.


All’istituto comprensivo di Pessano
«I vostri genitori non pagano»

Tolto il pasto, a digiuno 34 scolari
Il preside: versamenti in ritardo per 432 famiglie, non ci sono soldi. Gli insegnanti cedono il pranzo agli alunni


MILANO - Alcuni sono in cassa integra­zione. Qualcuno è stato licenzia­to. Altri sono stranieri. «Non ab­biamo i soldi per pagare la retta della mensa scolastica ai nostri figli», spiegano i genitori. Risul­tato: niente pasti ai bambini. In tutto sono 432 le famiglie che non hanno versato il contribu­to per i pranzi all’istituto com­prensivo Mauri di Pessano con Borna­go. «E ora non sap­piamo più come da­re da mangiare agli alunni», dice il presi­de Felice Menna. E il Comune? «Purtrop­po non possiamo far­ci carico dei disagi di tutte le famiglie. E non sarebbe giusto aumentare la retta a chi già paga», si di­fende l’assessore al­l’Istruzione Monica Meroni. Per il mo­mento a 34 bambini è stato tolto il pasto, «quelli che sono più in ritardo con il pa­gamento – continua il preside - . E il rischio è che an­che a tutti gli altri sia, a breve, vietata la mensa. È assurdo».


Tempo di crisi e a farne le spese sono i soggetti più debo­li. La vicenda comincia a set­tembre. C’è chi non paga la ret­ta già dall’inizio dell’anno scola­stico. E con il trascorrere dei mesi il loro numero aumenta. Si parla di un buco da 78 mila euro. La Dussman service, la so­cietà che fornisce il servizio, sol­lecita i pagamenti. Ma senza ri­sultato. I genitori si giustifica­no: «Non abbiamo i soldi». E al­la fine la decisione estrema: niente pasto a chi non paga. Dal 20 aprile, 34 bambini non possono più accedere alla men­sa. «Chi può torna a casa per pranzare, ma non tutti i genito­ri riescono a venirli a prende­re ». E una quindicina di alunni, rimane nell’istituto, senza po­ter mangiare. «Tutti frequentano la scuola dell’obbligo. È una situazione drammatica». Tanto da rendere necessario l’intervento del cor­po docente. In un consiglio d’istituto straordinario gli inse­gnanti hanno deciso di rinun­ciare al loro pasto per darlo agli studenti. C’è chi digiuna o chi si accontenta di un panino. «Ma i bambini devono mangia­re, è un loro diritto».


La situa­zione rischia di precipitare: «E se, in futuro, tutte le famiglie non riescono più a pagare, cosa accadrà?». La speranza di Men­na è che i genitori riescano a trovare «anche dieci euro per fermare il provvedimento». E si appella al Comune: «Faccia un passo indietro». Ma non è così semplice. «Per­ché questa situazione va avanti da troppo tempo», spiega l’as­sessore. Fino al 2008 c’era un buco da 50 mila euro. «Adesso bisogna aggiungerne altri 28 mila: non riusciamo a coprire il debito solo con la nostra cas­sa». Così la decisione di sospen­dere la mensa ai ritardatari. «Lo so, è triste ma non c’erano altre soluzioni. Senza contare che il contributo per la mensa scola­stico è minimo». E sul caso prende posizione anche la Cgil scuola. «Lo stato di morosità delle famiglie non può essere motivo di impedi­mento al regolare svolgimento delle attività didattiche». In gio­co ci sono anche «i diritti al­l’istruzione e all’infanzia che do­vrebbero essere garantiti a tut­ti. Anche a chi non paga».
Benedetta Argentieri

28 aprile 2009

domiciliari

Alcune precisazioni riguardo a questo mio post di ieri, sui domiciliari del sindaco del paesello, grazie all'amico Rob.

Riassumo brevemente dal giornale locale.
22 aprile 2008: arresti domiciliari per il sindaco e per un ingegnere/imprenditore di una ditta edile. Misure ordinate ma sospese in attesa del ricorso in Cassazione.
12 novembre 2008: niente domiciliari per i due. La Corte di Cassazione dà ragione alla difesa annullando l'ordinanza del Tribunale del riesame di Firenze.
28 febbraio 2009: "Carenza di indagine su alcuni punti e manifesta illogicità su altri" le motivazioni. Il sindaco: "Per me dimettermi sarebbe equivalso a una mezza ammissione di colpa".

Ovviamente, si potrebbe discettare su un milione di cose. Non sono entrato in merito, perchè non mi compete né mi interessa. Dico solo che bisogna essere coerenti: se si chiede agli altri esponenti politici di dimettersi quando si è indagati, bisogna farlo noi per primi. Altrimenti, si taccia quando altri esponenti sono indagati. Tutto qui.
Secondo me, siccome di politici in Italia ce ne sono in abbondanza, sarebbe meglio non chiedere dimissioni, ma il politico in questione (sempre) dovrebbe dimettersi. Eventualmente, rientrare in politica o semplicemente ricandidarsi poi.

febbre suina


Dal nostro inviato Massi:


La percezione dell'epidemia sembra aumentare, in quanto sempre più persone portano la maschera e effettivamente la città ieri sembrava svuotata. Ma è anche vero che la vita procede, i ristoranti e i negozi per la maggiornanza continuano a restare aperti e il parco vicino al centro historico era gremito di persone. Non si vedono morti per strada né untori né fosse comuni, l'apocalisse è ancora molto ma molto lontana. Città del Messico non sembra né una città blindata né in allarme, la gente porta il cane a passeggio, beve un caffè al tavolino di un bar e mangia alle bancarelle per strada. Come al solito i media amplificano di brutto per creare sensazione...

20090427

povera patria


Come vi dicevo tempo fa, ormai sono politicamente anestetizzato, non mi stupisco più di niente. Ed è un male. Qui, nel mio comune, è accaduta una cosa piuttosto scandalosa (dopo quella altrettanto scandalosa di un Sindaco - PD - agli arresti domiciliari che però non si è dimesso; sarà sicuramente una brava persona - forse eh - ma per decenza doveva farlo), e ieri sera a cena un'amica me lo faceva notare scandalizzata. Ho riflettuto, perchè è la seconda persona che me lo fa notare, anche se lo sapevo.


In breve: il PD, che non ha mai avuto problemi a governare anche dopo la scissione di Rifondazione, come un po' in tutte le aree "rosse" (Toscana ed Emilia), ha fatto le primarie con 3-4 candidati a sindaco. Ha vinto il più giovane. Una delle candidate "trombate" è uscita dal PD ed è confluita in una lista civica (in un comune di 30mila abitanti...vabbè), che non è propriamente orientata a sinistra...ci sono dentro diversi esponenti che hanno militato anche nella Lega Nord.

Ma si può? Cioè, so che si può, ma la decenza?


Ultima riflessione: Silvio punta al 50% sul territorio nazionale. Con queste premesse, ce la può fare. Punto. E ricordatevi: io non voto più. Non ce la farete a convincermi, finchè non ci saranno politici decenti.

emergenza febbre suina


Dopo alcuni giorni di incredulità e sospetto, il nostro inviato a Città del Messico ci manda una breve corrispondenza che risponde a quello che leggiamo sui giornali. L'amico Massi ci scrive:


"Il centro historico oggi era deserto. Mi sentivo un po' dentro il film 28 giorni dopo. Cresce la percezione del contagio..."


In effetti, era difficile da credere che articoli come questo fossero inventati.


Massi, che il 21 è rientrato a Città del Messico dopo un giro verso Guatemala e Belize, scriveva ieri:


"Qui una persona ogni 4 - 5 porta la mascherina"

"Diciamo che per essere nell'occhio del ciclone, l'apocalisse qui appare piuttosto lontana"


La verità probabilmente sta sempre in mezzo. Grazie a Massi per tenerci informati e...¡cuidado!

tigre


roarrr!

legalize it


L'editoriale di Internazionale di venerdì scorso, sulla posizione dell'Economist sulla legalizzazione delle droghe. Non avrei mai pensato. Sono ovviamente d'accordo.


La settimana

Radici

Quando si parla di depenalizzazione delle droghe c'è spesso un malinteso, e si pensa che a chiederla siano quelli che non vedono l'ora di farsi una canna in santa pace. Non è così. La redazione dell'Economist non è esattamente un covo di fricchettoni. Eppure l'austero settimanale britannico sostiene da vent'anni la causa della vendita controllata delle sostanze stupefacenti. Perché la guerra al narcotraffico è fallita. Ne hanno parlato anche Roberto Saviano e Misha Glenny quando si sono incontrati nella nostra redazione. Depenalizzare non è facile, perché tutti i paesi – almeno in Europa – dovrebbero muoversi insieme. Ma è l'unico modo per fronteggiare il traffico di cocaina, che insieme al petrolio è il motore dell'economia contemporanea. E di cui l'Italia, spiegava Saviano, è uno snodo fondamentale: "Salvatore Mancuso, trafficante colombiano di origine italiana, dice sempre che 'la pianta della coca è molto strana: perché ha le foglie in Sudamerica, ma le radici in Italia'".

Giovanni De Mauro

20090426

affinità


Non è la prima volta che noto delle similitudini. Vaghe, d'accordo. Ad ogni modo, oggi il Primo Ministro italiano e il Presidente iraniano hanno spiazzato tutti, contraddicendo, sui rispettivi temi, quello che avevano detto fino ad oggi. Speriamo sia un buon segno, visto che entrambe le cose sono decisamente positive, a mio giudizio.


Leggete di Silvio e di Mahmoud.

piccole soddisfazioni

come andare a vedere il verona sotto la pioggia e vedere 5 gol dei gialloblu!
robe da altri tempi!

playlist - nella chiavetta usb

A Camp - Colonia
Amalia Rodrigues - A dama do Fado
And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Bat For Lashes - Two Suns
Beloved - The Running
Ben Harper & Relentless7 - White Lies For Dark Times
Cheap Trick - Live At Budokan (The Complete Concert 1978)
Chickenfoot - Soap On A Roap (single)
Danko Jones - B Sides
Dead Poetic - New Medicines
Depeche Mode - Sounds Of The Universe
Diana Krall - Quiet Nights
Escape The Fate - This War Is Ours
Glasvegas - Omonimo 2008
Happy Mondays - Greatest Hits
Isis - Wavering Radiant
James Blunt - Chasing Time The Bedlam Sessions
Katy Perry - One Of The Boys
Kid Rock - Rock N Roll Jesus
Kings Of Leon - Only By The Night
Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Lento - Earthen
Madeleine Peyroux - Bare Bones
Mastodon - Crack The Skye
Million Dollar Reload - Anthems Of A Degeneration
Ministri - Tempi Bui
Neko Case - Middle Cyclone
Orcustus - Wrathrash EP
Paramore - Riot
Rob Zombie - Zombie Live
Roberto Angelini - La vista concessa
Santogold - Omonimo 2008
Snow Patrol - Eyes Open
Soap&Skin - Lovetune For Vacuum
Taking Back Sunday - Louder Now
The Almost - No Gift To Bring EP
The Almost - Southern Weather
The Answer - Everyday Demons
The Hellacopters - Cream Of The Crap Vol 1
Thursday - Common Existence
Underoath - Lost In The Sound Of Separation
Vanessa Da Mata - Sim
Vinicio Capossela - Da solo
White Lies - To Lose My Life
Yeah Yeah Yeahs - It's Blitz!

white music for white major label


White Lies For Dark Times - Ben Harper And Relentless7


Fly One Time, per esempio, e per non partire dall'inizio, è un pezzo quasi perfetto per uno di quei serial tipo O.C., quindi, usato 20-30 secondi. Ecco di cosa è capace adesso quel musicista che risponde al nome di Ben Harper. Ha detto che, se fosse stato per lui, non avrebbe neppure usato il suo nome, avrebbe chiamato la band solo Relentless7, gliel'ha imposto la casa discografica (ottima ammissione). Qualche vecchio fan, e magari anche qualcuno che si imbatterà in questo disco per sbaglio, rimarrà piuttosto colpito dal pezzo di apertura, Number With No Name, un southern rock abbastanza tirato, con tanto di slide guitar, in un classico stile che ricorda i Black Crowes, ma anche questa è una cosa alla quale Harper ci ha abituato da un po'. Quel che segue è una sequela di pezzi che ormai, come dire, si sa già come vanno a finire. Vogliamo parlare di quali pezzi ricorda Lay There & Hate Me oppure Why Must You Always Dress In Black - che è comunque un buon pezzo, anche se standard -, quante volte vi sembra di aver già sentito una ballad come Skin Thin (anche solo da Ben) o un intro di chitarra come quello di Keep It Togheter (So I Can Fall Apart)? L'originalità ormai ha da un pezzo fatto spazio agli standard (come detto prima), e il fatto che la nuova band suoni un po' più rock, nonostante la registrazione sia piuttosto spartana e suoni un po' come quei dischi dove Harper cominciava a fare come Lenny Kravitz (suonando tutti gli strumenti da solo; qui è ovvio che non lo fa, senza neppure leggere le note di copertina, in quanto di suonare un intro di batteria come quello di Shimmer & Shine, un pezzo poi privo di qualsiasi altro interesse, non ne sarebbe capace), non aggiunge né coraggio, né atmosfera.

panni stesi


Visto che in amore non sono fortunato (ok lo so che sono pesante, per una volta passateci sopra), a volte si vive di piccolissime soddisfazioni. Quando si vive da soli, uno dei giramenti di coglioni massimi è fare la lavatrice, stendere i panni ad asciugare sul terrazzo, andare a lavoro senza aver guardato le previsioni del tempo (oppure avendole guardate, avendo visto che danno nuvoloso senza pioggia), e vedere che all'improvviso scoppia un temporale.

Per cui, capirete la mia estrema soddisfazione odierna, se vi dico che ieri sera, prima di andare a letto, ho messo dentro casa i due stendini sui quali erano messi ad asciugare gli indumenti delle ultime due lavatrici fatte, e notare che, dopo una giornata piuttosto bella come quella di ieri, stamattina ha piovuto.


20090425

liberazione


Ci sono voluti diversi anni, ma alla fine ce l'ha fatta: Silvio ha partecipato e celebrato la Festa della Liberazione del 25 aprile. Il discorso che ha fatto a Onna (un colpo a sorpresa, da grande showman in perenne campagna elettorale; secondo me punta al "cappotto") è in fondo apprezzabile, e anche se non si è definito antifascista c'è andato vicino, anche se non ha rinunciato ai distinguo. Addirittura, ha nominato Togliatti e non gli ha dato del comunista in maniera spregevole.

Secondo me, se dovesse avverarsi il "cappotto" alla prossime elezioni (niente di più facile, vista la leggerezza dell'opposizione), magari scherzando, arriverà a dire che in gioventù ammirava Marx e le sue idee.


Qui, dal Corriere, il testo completo del discorso.

il console


L'unica cosa buona vista oggi allo stadio da parte del Livorno, che ha perso in casa con il Modena terz'ultimo in classifica, è stato il lutto al braccio per la morte di Paride Batini. Qui un bell'articolo su di lui di Piero Ottone, da Repubblica di ieri.

today's the day


Ne avevamo parlato quasi due anni fa qui; avevano già collezionato due promozioni. Nel frattempo hanno scalato un'altra divisione e sono in procinto di giocare i playoff per la quarta promozione. Non solo. I loro tifosi, che hanno fondato la squadra quando, da vecchi tifosi del Manchester United si sono opposti all'acquisto della "loro" squadra da parte di magnati stranieri, sono entrati nel nuovo film di Ken Loach. Eric Cantona, protagonista del film, si è dichiarato loro supporter, e oggi in 2000 andranno allo stadio a tifare l'FC United Of Manchester, che gioca contro il Buxton, mascherati da Cantona, per dimostrargli apprezzamento.

Leggete qui.


Grazie al Drugo (suppongo) per la segnalazione.

..exhibition


Con Fede. Anche un po' emozionati a dire la verità.

...at an...


Con Stefanino!

pictures...


Ancora foto del compleanno di France. L'autore credo sia ancora Filippo...ma non ne sono certissimo...grazie a Fede che me le ha inviate. In questa foto Fede (sembra uscito dal film Mission) che mesce vino, il grande Roberto, il vostro blogger...

20090424

polaroid

ho ereditato una vecchia polaroid, ma si trovano ancora le vecchie cartucce?
chi mi può aiutare?

made in Japan


At Budokan - Cheap Trick


No, dico, ma lo avete mai ascoltato questo disco? In caso di risposta negativa, rimediate quanto prima. Un live del 1978, una band che ha ispirato vagamente l'hair metal, che guardava con rispetto il glam rock, ma che suonava del sano hard rock. Anche se la canzone che continua a ronzarmi nella testa da oltre 25 anni la scrissero per l'album in studio seguente (Dream Police), qui c'è sono roba come Come On, Come On, Speak Now Or Forever Hold Your Peace, la meravigliosa Surrender, I Want You To Want Me, Clock Strikes Ten. Imperdibile.

worry?


Voi fate come credete, io quando leggo queste cose un po' mi preoccupo.


la morte del cinema 2


Vi ricordate il pezzo sui cinema di Livorno (e non solo) di Serafino Fasulo? Forse vi ricordate anche che il cinema per il quale lavora è il Kino Dessé. Per farvi capire come siamo messi, questo è il comunicato che campeggia oggi sul sito del suddetto cinema (http://www.kino-desse.org/):


Per volontà della distribuzione comunichiamo che la programmazione del film Tulpan precedentemente annunciata non è disponibile per una città di provincia come Livorno: continueremo perciò con il film "Che - L'argentino". Ci scusiamo con il nostro pubblico.


Che dire? Anche niente. Poi distributori si lamentano che i film si scaricano da internet...

nessun dono da portare


No Gift To Bring - The Almost


E parliamo anche di questo EP, un cd di 5 pezzi, secondo lavoro del progetto solista di Gillespie, dopo il debutto Southern Weather. Come il precedente lavoro interamente suonato dal batterista degli Underoath, il dischetto in questione è prodotto da uno dei chitarristi della band appena citata, Tim McTague, che ha remixato Dirty And Left Out per l'occasione (piena di suoni elettronici non invadenti, drum machine "leggera" e tastiere che sembrano essere un Wurlitzer riverberato). Decisamente melodico, acustico e romantico, contiene un solo pezzo inedito, posto in apertura, una ballad dal titolo Awful Direction, che rende piuttosto evidente la "devozione" di Gillespie a Dave Grohl, preso a modello anche in questa veste, nonostante la voce di Gillespie sia impostata come quella delle band emo-melodiche, e insieme sappia vagamente di country, contiene pure un traditional natalizio statunitense, Little Drummer Boy, curioso e interessante (la scelta inoltre è divertente per ovvi motivi), una versione acustica di Amazing Because It Is già contenuta nel debutto, apprezzabile per le spruzzate (ancora) di Wurlitzer, e una cover dei Casting Crowns, una famosissima band statunitense di christian rock, un pezzo acustico che assomiglia ad altre centinaia, ma comunque discreto.

Se ci si dimentica per un attimo il fanatismo cattolico di Gillespie (a volte non essere madrelingua inglese aiuta), un 5 pezzi rilassante.

fusil


E' giusto anche rendere merito agli amici/lettori, in questo continuo scambio di dritte/informazioni. Visto che abbiamo parlato del pezzo che va sui titoli di coda di Che - Guerriglia, parliamo anche di quello che è posto sui titoli di coda di Che - L'argentino, piuttosto bello anche questo, dal titolo Fusil contra fusil. E' di Silvio Rodriguez, che l'amico Drugo ci segnalò tempo fa.

...action again!!


Come promesso: a proposito della reunion. Grazie a Filippo, autore delle foto.


PS lo so che sono identico al batterista dei Dinosaur Jr; che ci posso fare se tutti mi vogliono assomigliare...

..in...


bald...


20090423

re union


Ieri sera, per un momento, su un palco pressoché inesistente, c'è stata la reunion della band che vedete nella foto. Erano i 40 anni di Francesco, il primo da sinistra nella foto, e suo fratello Federico, il primo da destra nella foto, gli ha organizzato una festa a sorpresa. C'era un po' di gente, qualcuno che non vedevo da un po', e mentre suonavamo scorreva un video di un nostro concerto tipo di 20 anni fa. E' stato divertente, ma questa mattina ci sento poco e mi prendono i crampi alle braccia.

Musicalmente, mi sono sembrati tutti più in forma di me, ma qualcuno mi ha fatto addirittura i complimenti (per come ho suonato). Beh, li ringrazio.

Colgo l'occasione per ringraziare Fede (per la cronaca, sua figlia minore va all'asilo con mio nipote) per la festa, per rifare gli auguri a France, e per fare un po' di pubblicità all'altro energumeno che completava la line-up, Francesco, che è il più in forma di tutti avendo proseguito prolificamente la sua strada musicale come Tilak, facendo musica quasi sperimentale.

Vi linko il suo sito:



Seguiranno foto dell'evento, che mi ha promesso il terzo fratello (di Francesco e Federico), Filippo.

20090422

due soli


Two Suns - Bat For Lashes


Vi manca Tori Amos, vi piace moderatamente Bjork e l'elettronica non troppo spinta, le atmosfere rarefatte, ma apprezzate anche la PJ Harvey più simmetrica, aderente alla forma-canzone? Questo disco fa per voi.

Un bell'esempio di un'integrazione anglo-pakistana perfettamente riuscita (il padre della ragazza, che al secolo fa Natasha Khan, è pachistano). Two Planets è moooolto Bjork-oriented, mentre Travelling Woman sembra una outtakes da una qualche session di Tori Amos, per dire. Two Suns è il suo secondo lavoro.

MI


Magari mi sbaglio. Ma non è che con questa "leggina" regionale, Milano, che già è una città un po' morta, si addormenterà ancora di più? Non che mi interessi granché, sia chiaro, io sto bene al paesello e poi sono anziano, mica sto fuori fino a quell'ora...


Qui gli articoli in merito delle versioni on line di Repubblica e Corriere. Ai milanesi i commenti e il monitoraggio.

i pelati del rock!!!!!!!

You don’t need Bon Jovi hair to rock out. In fact, you don’t need any hair. Here are some amazing musicians who have managed to not only overcome debilitating hereditary setbacks but get to save thousands every year on exorbitant Supercuts expenses.



Joe Satriani
No matter what Coldplay thinks, since shaving off his unruly locks the great guitarist has only gotten, well, greater. When we asked him about his terrible disability a few years ago here’s what Joe had to say: “The day I shaved my head I said, ‘Finally, it's over!’ I didn’t want to be that guy who wears the baseball hat all the time. Always embrace your age. It's about the music, not the hair.” You can expect Chris Martin to say the exact same thing three years from now.



Michael Stipe
Yes, we are keenly aware that R.E.M. actually started making terrible records as soon as Stipe lost his head full of frizz but we’re sure it was just a coincidence. At least until there is a scientific link between having hair and coming up with lyrics like, “What do you do between the horns of the day?"



Daughtry
Baldie Chris Daughtry didn’t win American Idol but his hirsute rival Taylor Hicks did. Guess which one sold more than 4-million copies of his debut album? (Hint: It wasn’t the guy with the full head of George Clooney-style salt and pepper hair who went on to star in an off-Broadway production of Grease).



Rob Halford
Quick, name one so-called hair metal band that rocks harder than Judas Priest! Trick question — there aren’t any, proving there is a direct correlation between having a severely egg-shaped dome and communing with the dark side.



Seal
You might be able to see the shine off this British soul superstar’s noggin from the seventh ring of Saturn but then again Heidi Klum isn’t your wife and you didn’t write “Kiss From A Rose,” did you?



Brian Eno
Besides producing everyone from U2 to Coldplay, Eno’s brain is so powerful that it can conjure entire solo albums out of the sounds of bubbles popping, elevator doors opening and dogs pooping. His hair simply had to move it or lose it. Or, you know, both.



Sinead O’Connor
Fact: Male pattern baldness doesn’t only affect males. It also affects female Irish singers who aren’t going to take your stupid crap any more. Further examples: Britney Spears, Melissa Etheridge.



Billy Corgan
He’s creepy and he’s kooky and he doesn’t need anyone else in his band to call it the Smashing Pumpkins. The cool breeze in Chicago may have finally caught up with the blood flowing to his cranium but back in the day, Corgan easily held his own against shaggy challengers like Eddie Vedder and Chris Cornell.



Phil Collins
BOOM-BAM-BOOM-BOOM-BAM! What’s that? Oh, just the greatest drum solo ever brought to you by the man who also innovated the business on top/party in the back combo before semi-gracefully submitting to nature.



Moby
Had anybody actually ever heard a techno song until this teetotal, vegan, celibate Christian Marxist producer came along? Probably not and for the benefit of this particular list we’re going to say it’s all because he doesn’t have any hair.



Also in the No-Hair Club For Men:

Bob Mould

The Edge

Bret Michaels

Tupac

Ian MacKaye

Frank Black

Kevin Eubanks

Peter Gabriel

Aaron Lewis

Maynard James-Keenan

Billy Joel

Tom Morello

Peter Frampton

Paul Shaffer

Ringo Starr

...

e il chitarrista degli estere?

estaciones de paso


Il ragazzo che apriva la fila - di Almudena Grandes


Raccolta di racconti medio-brevi per la bravissima scrittrice spagnola. Un monologo interiore di un adolescente tifoso dell'Atletico Madrid, al quale è morto il fratello maggiore di leucemia da poco, mentre sta assistendo alla tele ad un 5 a 0 a sfavore, inveendo contro Dio (Dimostrazione dell'esistenza di Dio), la storia di un'altra adolescente nipote di un famoso sarto di toreri costretta ad assistere alla rovina dell'attività alla morte del nonno (Tabacco e nero), un momento nella vita di Carlos, un ricercatore medico che è costretto a ricordare alcuni momenti fondamentali della sua infanzia (Il ragazzo che apriva la fila), l'allegoria del passaggio dall'infanzia alla maturità di Maite, con i tentativi per riuscire a cucinare il piatto preferito dal padre ormai ridotto a una larva da un gravissimo incidente, mentre Maite subisce i primi turbamenti del desiderio (Ricetta estiva), l'iniziazione sessuale di un giovanissimo violinista, bruttino e sovrappeso, da parte di una prostituta colombiana, che lui vede "come musica" (Mozart, e Brahms, e Corelli).


Come a volte accade per i film, la traduzione italiana è fuorviante. In originale il titolo della raccolta di racconti è Estaciones de paso, qualcosa come tappe di passaggio; in effetti, come recita il risvolto di copertina, "C'è nell'esistenza di ognuno un momento di passaggio, delicatissimo e al tempo stesso determinante, in cui si verificano le esperienze affettive più importanti, quelle che non si potranno mai dimenticare, quelle che, pur nella sofferenza, portano alle soglie della vita adulta". Ed è questa l'essenza e il filo conduttore che lega i cinque racconti, molto belli, alcuni dei quali meravigliosi e totalmente coinvolgenti. Ritroviamo quindi un'Almudena Grandes in forma smagliante, in particolare in Tabacco e nero e in Ricetta estiva, spettacolare "traduttrice" di una società che cresce e che cambia.
Davvero un bel libro.

castillos de cartón


Troppo amore - di Almudena Grandes


Storia di un appassionato amore a tre, tra María José, Marcos e Jaime. Finirà male. Libro corto, come non ce lo saremmo aspettato dalla Grandes, soprattutto dopo Gli anni difficili, che risulta non uno dei suoi migliori lavori, specialmente nel dipanarsi della trama; sembra che ai personaggi manchi la profondità alla quale ci ha abituato da sempre la spagnola.
Nel capitolo finale però, la ragione per leggerlo; un'appassionata e disperata analisi della fine e dei sentimenti che attraversano e che attraversarono i tre protagonisti, talmente veemente che sembra davvero scaturire dal dolore dato dalla morte di uno di loro. Sappiamo che ci può dare di più, Almudena.

qualche nota


A proposito della canzone che vi ho postato poco fa, Zamba de Valderrama, alcune note esplicative per una migliore conoscenza (anche mia, ci mancherebbe). Il pezzo, nella versione appunto di Mercedes Sosa, è presente sui titoli di coda del film che uscirà in Italia il primo maggio, Che - Guerriglia di Steven Soderbergh. L'originale risale al 1969, musica di "Cuchi" Leguizamòn, parole di Manuel J. Castilla. La Zamba è un genere musicale diffuso in Argentina e in Uruguay, e fa parte del folclore, inteso come musica tradizionale. Nella scheda di Wikipedia troverete scritto che non va confuso con il Samba brasiliano, perchè la pronuncia della zeta iniziale rende i due generi simili (alla pronuncia). Per finire, nell'intestazione della clip trovata su Youtube leggerete "balderrama" con la bi iniziale perchè in castigliano la pronuncia della b e della v sono invertite rispetto a come le pronunciamo noi, quindi spesso i madrelingua castigliani si sbagliano quando devono scriverle. Non chiedetemi perchè.

Spero che il pezzo vi sia piaciuto. Certo, è lontano dai nostri standard, ma non credo che questo vi impedisca di apprezzarne la bellezza, soprattutto, ripeto, nella versione della superba Mercedes.

20090421

Zamba de Valderrama - Mercedes Sosa

Il video è artigianale e molto retorico, lo ammetto. Ma non è per una celebrazione del Che che ve lo posto. Volevo solo che ascoltaste questa straordinaria versione di un "traditional" argentino cantato dalla voce eccezionale di Mercedes Sosa.

beppe


Per quelli che pensano che siamo troppo critici con il nostro paese, un articoletto di Beppe Severgini (non proprio l'ultimo arrivato, e neppure un pericoloso estremista) dal Corriere di oggi.


Plagio, tasse e cemento
Gli italiani che sbagliano e fanno le vittime
Studenti che copiano, evasione fiscale, appalti poco trasparenti e il razzismo degli stadi

Oggi parliamo di plagio accademico, cori contro Balotelli, professionisti ingordi e cemento (male) armato. I fili italiani sono sottili e tenaci: trovarli è possibile, tagliarli troppo faticoso. Cominciano dalle università. A differenza di quelle inglesi o francesi, sono sprovviste di software di rilevamento del plagio. Secondo la società Six Degrés, che ha condotto una ricerca su 2.000 atenei e istituti, il 50% delle tesi contengono più del 5% di similitudini da Internet. Traduzione: metà degli studenti copia. Alle superiori, l'84% delle tesine dell'ultimo anno sono del tutto o in parte copiate. Voi direte: segreto di Pulcinella. D'accordo: ma il plagio è vietato, talvolta è reato. In molti Paesi, Usa in testa, l'azione è giudicata grave e disonorevole. Uno studente sorpreso a copiare è punito severamente, talvolta espulso. Forse perché al liceo ho peccato, non mi sento d'essere troppo severo. Ai tempi, però, si trattava di una soffiata o una sbirciata. Oggi si copia su scala industriale. Perché fare una ricerca se si può fare copia-incolla da Wikipedia? Alla stessa conclusione, devo dire, arrivano anche valenti colleghi — e sedici anni non li hanno più da un pezzo.
All'università le colpe sono più gravi, e non nuove. Anche prima del Web le facoltà erano consapevoli della compravendita delle tesi: il ragazzotto ricco e pigro acquistava dal bravo studente, desideroso di guadagnare. Gli studi professionali d'Italia sono pieni di questi campioni (hanno appena alzato gli occhi dal giornale/ schermo, sperando che nessuno li abbia visti arrossire). Tranquilli: niente prediche, in Italia sono fiato sprecato. Dico solo che esiste una regola (acquistare la tesi è vietato), da tutti ignorata.
Lo stesso meccanismo opera in altri campi. L'evasione fiscale, in cui intere categorie sguazzano, guadagnando 200 e dichiarando 30 (se dicessi quali scatterebbe l'indignazione piagnucolosa, e magari la querela). Gli appalti pubblici, dove si viene pagati per fare qualcosa, e si fa molto meno, in molto tempo, con materiali molto scadenti (poi arriva il terremoto, e salta fuori l'inghippo). Un amico mi ha spiegato perché i contratti di pulizia e manutenzione con enti pubblici sono tanto ambiti: ci si fa pagare il massimo e si spende il minimo, riducendo il numero di interventi e ingaggiando extracomunitari in nero. Tanto, chi controlla? E Balotelli? dirà chi ha letto fin qui sperando in una bella polemica Inter-Juve. Be', gli gridano «Negro di merda!» in tutti gli stadi d'Italia. A casa mia questo si chiama razzismo, e del peggiore. Invece, una volta ancora, si tende a far finta di niente, a far passare un reato per un vezzo, una schifezza per un'indelicatezza. Dite un po', fratelli d'Italia: voi vi sentite orgogliosi? Io non tanto.
Beppe Severgnini
21 aprile 2009

nel frattempo...



Infatti, non lo erano. Erano villeggianti: per quello stavano tutti in montagna.


una bella 100 euro


Guadagnare con un blog: qui l'articolo da Repubblica on line.

Sarò sincero: mi piacerebbe. Volevo mettere al corrente i lettori che io e Lafolle non abbiamo guadagnato niente.

Tanto per rassicurarvi.

it's only rnr


Anthems Of A Degeneration - Million Dollar Reload


Prima sono arrivati i The Answer, spinti soprattutto dal loro ruolo di supporto al tour degli AC/DC; adesso, scopriamo che dall'Irlanda del Nord, e precisamente da Belfast, arrivano anche questi MDR autori di questo album di debutto ispirato alle fonti classiche, AC/DC, GNR e tutti i "sacerdoti" dello street r'n'r fino a rammentare, nei momenti più "romantici" (Travel) i Journey. Il disco pare sia del 2007, ma è stato ri-editato ed esce con una nuova copertina a fine 2008. Niente di nuovo, anzi, siamo in pura regressione, ma qui il termine è da intendersi positivamente. Livin' In The City, Goodnight New York e Superslave su tutte.

Rock and roll. Hell yeah.

20090420

la festa

alle feste estive del paese
gli anziano ballano il liscio e mettono il gilet arancione sulle spalle
e le mogli col tacco ballano fiere
dei 25 minuti di svago
e io li guardo rapiti
pensando al brasato della domenica invernale dopo la messa

lacunosi


Shallow Life - Lacuna Coil


Ecco invece un disco candidato per la classifica delle delusioni 2009. Nonostante il singolone Spellbound sia già in heavy rotation perfino nelle clip sportive (calcio e rugby su tutte), e denoti un po' più di durezza rispetto a produzioni ormai vellutate, tipo quelle degli Evanescence, che, piaccia o no agli orgogliosi italiani, sono una delle band che più assomigliano loro (probabilmente gli Evanescence sono stati influenzati dai LC), il disco è di una fiacchezza disarmante.

quasi


Southern Weather - The Almost


Come sapete, gli Underoath mi piaccono molto. Solo di recente ho ascoltato il side project di Aaron Gillespie, il batterista/cantante rosso (di capelli), The Almost; il primo full lenght dal titolo Southern Weather è del 2007 (verso la fine del 2008 è uscito un EP, No Gift To Bring, e forse quest'anno uscirà il secondo album) è una commistione di nuovo rock americano tipo Foo Fighters (dal sito ufficiale: "Hoping to follow in the footsteps of his idol Dave Grohl, who stepped out from behind his drum kit to capture the rock world’s hearts as one of the genre’s most visible frontmen, Gillespie has begun a metamorphosis.") e emo melodico alla Pedro The Lion, non senza spunti originali (il coro su Amazing Because It Is, molto bello, inaspettato). Un crossover non originalissimo, ma, per farvi capire, qualcosa che tende al melodico rimanendo in campo rock senza eccessive concessioni alla tastiere. Interessante, sempre dal sito ufficiale, la definizione dell'incrocio a proposito di un altro pezzo del disco, dove secondo il redattore i Thursday incontrano gli Oasis. Anche se sono evidentemente fuori target secondo Gillespie (“From a 12 year old listening to her iPod on the school bus to a 38-year old guy commuting on a train, I’m excited by the fact that this album can find an audience with a lot of different people.”), non dubito che questo disco possa piacevolmente accompagnare un viaggio in auto o allietare qualche serata.

Energico il singolo posto in apertura Say This Sooner, corredato da un video nella norma, molto bella la foto di copertina.


Qui il sito ufficiale

playlist - nella chiavetta usb

A Camp - Colonia
Amalia Rodrigues - A dama do Fado
And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Basia Bulat - Oh My Darling
Bat For Lashes - Two Suns
Cheap Trick - Live At Budokan (The Complete Concert 1978)
Chickenfoot - Soap On A Roap (single)
Cut Off Your Hands - You And I
Danko Jones - B Sides
Dente - L'amore non è bello
Depeche Mode - Sounds Of The Universe
Diana Krall - Quiet Nights
Emerson, Lake & Palmer - Omonimo 1970
Escape The Fate - This War Is Ours
Glasvegas - Omonimo 2008
Happy Mondays - Greatest Hits
Isis - Wavering Radiant
James Blunt - Chasing Time The Bedlam Sessions
Katy Perry - One Of The Boys
Kid Rock - Rock N Roll Jesus
Kings Of Leon - Only By The Night
Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Lento - Earthen
Madeleine Peyroux - Bare Bones
Marilyn Manson - We're From America (single)
Mastodon - Crack The Skye
Million Dollar Reload - Anthems Of A Degeneration
Ministri - Tempi Bui
My Chemical Romance - The Black Parade Is Dead
Neko Case - Middle Cyclone
Orcustus - Wrathrash EP
Rob Zombie - Zombie Live
Roberto Angelini - La vista concessa
Santogold - Omonimo 2008
Snow Patrol - Eyes Open
Soap&Skin - Lovetune For Vacuum
Taking Back Sunday - Louder Now
The Almost - Southern Weather
The Answer - Everyday Demons
The Black Angels - Directions To See A Ghost
The Hellacopters - Cream Of The Crap Vol 1
Thursday - Common Existence
Underoath - Lost In The Sound Of Separation
Vanessa Da Mata - Sim
Vinicio Capossela - Da solo
White Lies - To Lose My Life
Yeah Yeah Yeahs - It's Blitz!

20090419

crash into me


Da Repubblica on line:


E' morto lo scrittore J. G. Ballard


LONDRA - E' morto a 78 anni lo scrittore britannico J. G. Ballard, celebre per L'Impero del Sole (portato al cinema da Steven Spielberg), il racconto della sua infanzia trascorsa in un campo di detenzione giapponese. Lo scrittore si è spento dopo una lunga malattia.

(19 aprile 2009)

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Mi ricordo ancora oggi quanto mi scosse e quanto mi affascinò leggere Crash, come pure sapere che il film tratto dal libro di Ballard lo avrebbe diretto Cronenberg. Niente, RIP.

un milagro en equilibrio


Una donna in bilico - Lucìa Etxebarrìa


Casualmente, dopo aver letto Lo spazio bianco di Valeria Parrella, ho deciso di leggere questo penultimo lavoro della spagnola Etxebarrìa senza sapere che l'argomento principale, o almeno uno dei due, era la maternità. Quindi, solo un caso.


Eva Agullò è una scrittrice e giornalista, ex alcolista, ultima di quattro fratelli (due femmine e un maschio gli altri), divenuta famosa per un libro su commissione intitolato Tossiche e per uno "scandalo" montato ad arte (e a suo discredito) da una rivista scandalistica; decide di scrivere una lettera alla figlia nata da poche settimane, quando sua madre, una madre con la quale non è mai riuscita ad instaurare un rapporto sincero, a confidarle i suoi segreti e i suoi pensieri più reconditi (e viceversa), viene ricoverata in ospedale gravissima. La lettera diventa nello stesso tempo un diario del calvario della madre, uno sguardo sulla vita di Eva prima che arrivasse Amanda (la figlia), una sorta di autoanalisi liberatoria.


Ho apprezzato fin dall'inizio la Etxebarrìa, autrice di alcuni libri davvero intensi e molto "giovanili", capaci al tempo stesso di essere evocativi e perfino poetici, quali Beatrice e i corpi celesti, Amore, Prozac e altre curiosità, Di tutte le cose visibili e invisibili. In questo Una donna in bilico, titolo originale Un milagro en equilibrio, uscito nel 2004 in Spagna, si riscontra a mio giudizio una buona dose di autocompiacimento, unito a psicologia a buon mercato. Scrittura che non risulta scorrevolissima, ma questa in fondo non era una delle peculiarità delle Etxebarrìa, la bellezza dei suoi libri stava nell'intreccio e nella descrizione dei personaggi, ma che qui diventa fondamentale, visto che la struttura spesso diventa ridondante (e a volte superflua e noiosa). Non nego che ci siano alcune parti interessanti, perfino commoventi, analisi di rapporti familiari in cui, in fondo, molti lettori si possono ritrovare, ma sinceramente il libro risulta pesante, e, per il momento (per quelli che ho letto), il peggiore dell'autrice spagnola.

20090418

happy days


E ancora a proposito di porno, interessante questo articolo su Alessandro "Axel" Braun e le sue parodie porno. Stanno per arrivare Happy Days e Star Trek!!


Nella foto, Tommy Gunn, che interpreterà Fonzie.

una bella notizia


Da Repubblica on line, ma l'hanno "battuta" tutte le agenzie.

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Una commessa di Grosseto protagonista di un video a luci rosse è stata costretta alle dimissioni dai titolari per il buon nome del negozio
Gira film hard e viene licenziata

Condannati i datori di lavoro
Il giudice ha dato ragione alla ragazza. Multa salatissima in attesa che venga quantificato il risarcimento danni

GROSSETO - Il film porno le costa il licenziamento dal posto di lavoro. Ma il giudice dà ragione alla ragazza e condanna i suoi datori. La vicenda ha come protagonista una commessa di Grosseto, colpevole, secondo i suoi datori di lavoro, di aver dato corpo alle sue fantasie, diventando protagonista di una pellicola hard. E tutto a loro insaputa. Al momento non è dato sapere come possano aver saputo della seconda attività della loro commessa. Ma una volta accertata l'identità dell'attrice protagonista del filmino a luci rosse, hanno costretto la loro dipendente a rassegnare le dimissioni per il buon nome del negozio. La ragazza, però, non si è data per vinta e ha intrapreso un'intensa battaglia legale contro i suoi principali un po' troppo "bigotti", sfociata anche in sede penale. Il giudice dopo un attento esame della vicenda, non ci ha pensato due volte a dare ragione alla ragazza. Così ha condannato i titolari del negozio al pagamento di una multa salatissima, in attesa che venga quantificato il risarcimento danni, che sarà fissato attraverso un'altra causa intentata dalla giovane.
(18 aprile 2009)

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Nella foto, per fare due risate, qualcuno in rete si è accorto di quello che vado dicendo da anni e anni: il cantante Raf e Rocco Siffredi sono identici.

sonica

il mio nuovo distorsore è straordinario!!!!
che poi ogni tanto mi viene voglia di prendere un'altra chitarra..una fender stratocaster.
la vorrei per avere una chitarra con i single coil.
se non sapete che regalo farmi per il 25 aprile, vi do l'imboccata...

what just happened


Disastro a Hollywood - di Barry Levinson 2009


Giudizio sintetico: si può perdere


Ben è un importante produttore cinematografico di Hollywood. Ha due ex mogli, una figlia diciassettene dalla prima (la accompagna ancora a scuola tutte le mattine), due piccoli dalla seconda, dalla quale stenta ancora a separarsi, soprattutto perchè si sente ancora "proprietario", ricchi alimenti da pagare, una super Porsche e il blue tooth perennemente attaccato all'orecchio. Ha due film in ballo, ed entrambi in bilico. Il primo, protagonista Sean Penn, è reduce da una proiezione pilota dalla quale non è uscito molto bene, in procinto di andare al festival di Cannes, ma i finanziatori vogliono che il regista rimonti il finale, che non è risultato gradito al pubblico (appunto, della proiezione di prova); il regista è una specie di Keith Richards in continua crisi di astinenza da qualsiasi sostanza chimica, che si appella alla sua integrità artistica e non ne vuole sapere. Il secondo film sta per essere cominciato a girare, protagonista Bruce Willis, ed ha un problema prima ancora di cominciare: Bruce si presenta sul set ingrassato, fuori forma e con una barba "da talebano". Gli viene chiesto di tagliarsi almeno la barba, se non ce la fa a rientrare nel peso forma in 4 giorni, e lui rifiuta dando fuori di matto. Nel frattempo, Ben scopre che la seconda moglie Kelly ha una storia e pure la figlia Zoe.


Sono lontani i fasti di Sleepers, Rain Man e Good Morning, Vietnam, nonostante Levinson conservi ancora la voglia di ironizzare su quello che lo circonda, in questo caso, molto da vicino. Tratto dal libro di Art Linson What Just Happened? Bitter Hollywood Tales From the Front Line, che ha pure sceneggiato il film, Disastro a Hollywood interessa ovviamente per il cast pieno di stelle, addirittura con Penn e Willis nelle parti, ironiche, di se stessi, ma non è niente di più che un discreto esercizio di stile nella prima parte, con qualche gag divertente, per afflosciarsi completamente in una seconda parte che denota chiaramente di non sapere dove dirigersi.

La satira non va mai fino in fondo, il coltello non affonda, ed è un peccato, perchè anche il cast intero sembra adeguarsi al tenore del film, gigioneggiando coralmente. Notevole la telefonata tra Ben (De Niro) e l'agente di Willis, Dick Bell (John Turturro), durante la quale Dick si lamenta in preda a dolori di stomaco continui. Per il resto, regia d'autore ma fine a se stessa, per una storia deludente.

chiavi


Grazie a Matteo e a Samuele che hanno sollevato la questione su un forum, riprendiamo una rubrica troppo presto abbandonata, per affrontare brevemente il problema del moschettone (tipo nautico) usato da portachiavi, molto usato negli ambienti alternativi o cosiddetti tali, così non potremo essere accusati di occuparci sempre di brutte mode per fighetti.


Detto questo, il moschettone, agganciato ai cinturini dei pantaloni e, come detto poc'anzi, usato da portachiavi, ma anche usato per agganciare eventuali catene che, all'altro capo, sono collegate al portafogli (orrore cosmico), fa semplicemente cagare.


Alla prossima bruttura.

al cool

che bellezza, quando sei un pò ubriaco e dopo una bella serata ti viene voglia di fare all'ammmmore con tutte le donne che incontri ....

20090417

columbus day


Cristoforo Colombo? E' il responsabile dell'invasione e del genocidio compiuti dagli europei in America Latina. Questo ha detto Hugo Chàvez, presidente venezuelano, appoggiando la rimozione di una statua a lui dedicata, pare l'ultima rimasta a Caracas.

«Al suo posto bisogna metterci la statua di un indigeno o di un’indigena che indichino la strada verso la liberazione dei popoli e verso il socialismo».


Provocazione. Esagerazione. Però...come dargli torto?

playlist - nella chiavetta usb

A Camp - Colonia
Amalia Rodrigues - A dama do Fado
And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Basia Bulat - Oh My Darling
Bat For Lashes - Two Suns
Chickenfoot - Soap On A Roap (single)
Cut Off Your Hands - You And I
Danko Jones - B Sides
Dente - L'amore non è bello
Depeche Mode - Sounds Of The Universe
Diana Krall - Quiet Nights
Emerson, Lake & Palmer - Omonimo 1970
Escape The Fate - This War Is Ours
Glasvegas - Omonimo 2008
Happy Mondays - Greatest Hits
Isis - Wavering Radiant
James Blunt - Chasing Time The Bedlam Sessions
Katy Perry - One Of The Boys
Kid Rock - Rock N Roll Jesus
Kings Of Leon - Only By The Night
Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Lento - Earthen
Madeleine Peyroux - Bare Bones
Marilyn Manson - We're From America (single)
Mastodon - Crack The Skye
Ministri - Tempi Bui
My Chemical Romance - The Black Parade Is Dead
Neko Case - Middle Cyclone
Rob Zombie - Zombie Live
Roberto Angelini - La vista concessa
Santogold - Omonimo 2008
Snow Patrol - Eyes Open
Soap&Skin - Lovetune For Vacuum
Taking Back Sunday - Louder Now
The Almost - Southern Weather
The Answer - Everyday Demons
The Black Angels - Directions To See A Ghost
The Hellacopters - Cream Of The Crap Vol 1
Thursday - A City By The Light Divided
Thursday - Common Existence
Underoath - Lost In The Sound Of Separation
Vanessa Da Mata - Sim
Vinicio Capossela - Da solo
White Lies - To Lose My Life
Wino - Punctuated Equilibrium
Yeah Yeah Yeahs - It's Blitz!

cis

cis come cisalpino.
vado in svizzera. sto un paio di giorni e poi torno. in treno.
parto dalla punta in alto a destra della svizzera, quasi al confine con la germania. prendo 3 treni, cambio in varie stazioni, piccole e grandi, i treni sono sempre in perfetto orario, i cambi spaccano il secondo, sembra di essere in svizzera, poi arrivo a lugano e cambio ancora al secondo per prendere il cisalpino per milano. parto in orario da lugano, fermo a chiasso, como e arrivo magicamente a milano con 25 minuti di ritardo su 43 di percorrenza.
l'altra settimana il parlamento svizzero ha votato una mozione per metter fine alla partnership italo svizzera del cisalpino perchè il cisapino nel tratto italiano è sempre in ritardo.
sia all'andata, frega poco, che al ritorno, frega un pò di più!
vabbè tanto per dire...

20090416

non è uno scherzo

devi depositare subito sul conto di lafolle+jumbolo 5milamiliardi di dollari in taglio piccolo e fragile!

il festival del ciuffo


Give It A Name 2009 - Taking Back Sunday + Underoath + Thursday + Escape The Fate + Emery + Innerpartysystem + Your Hero, 15 aprile, Bologna, Estragon


Cominciamo con le note frivole e leggere. Immaginatevi un calvo come me al Give It A Name, un mini-festival screamo (nemmeno tanto mini), in pratica, come scrivo nel titolo, il festival dove il 99 per cento dei presenti e delle presenti usa giornalmente la piastra per capelli per lisciarsi il ciuffo. Un albino in Africa, più o meno. Con l'aggravante di avere più del doppio dell'età media dei partecipanti. Sono esperienze.

Per la precisione, non è propriamente un festival screamo, come vedremo, ma intanto era per farvi capire quale tipo di pubblico ha provato a riempire l'Estragon, brutto, caldo come un forno, ma in fondo funzionale e insomma, meno male che c'è e non è così lontano come Milano, per dire un luogo dove spesso devi andare se vuoi vedere dal vivo alcune band non famosissime.

Per dirvela tutta, inoltre, devo rivelarvi che su sette band che si esibiscono oggi ne conosco una solamente, questo per fugare i dubbi di alcuni lettori che potrebbero chiedersi come faccio ad essere così aggiornato (risposta: non lo sono). Per 30 euro, un corso d'aggiornamento rapido a buon mercato. Tra l'altro, a parte l'altissima densità di pubblico femminile, una nota piacevolissima del Give It A Name, ovviamente per me, è l'estrema brevità dei cambi palco e dei set delle band presenti nel bill. Si parte dai 20 minuti delle prime per arrivare ai 45/50 delle più importanti, mai superando l'ora; si comincia alle 18,28, un paio di minuti prima dell'orario previsto, si finisce alla mezzanotte e mezzo precisa. Quasi incredibile, essendo in Italia, ma ricordiamoci che è un festival itinerante, nato in Inghilterra. Andiamo alla fredda cronaca.


Sono con un'amica e un amico. Siamo in anticipo. Ce la prendiamo comoda nonostante io acquisti il biglietto velocemente, e aspettiamo per solidarietà l'amica che è rimasta vittima di un'incomprensione a proposito del suo accredito e sta cercando di rimediare (spassosa la soluzione: da fuori la recinzione che delimita l'esterno del backstage chiama il cantante degli Escape The Fate, si fa mandare uno degli organizzatori stranieri, gli spiega chi è e lui capisce e si scusa mille volte perchè è stata una sua mancanza non averla messa in lista). Il risultato è che ci perdiamo la band di apertura, gli italiani di Roma Your Hero, che si sentono naturalmente da fuori, e si possono etichettare nel filone screamo tendente verso il romantico, seppur con suoni duri e metallici. Prendete il giudizio con le molle, non essendo stato "dentro", ma mi pare non sfigurino. Seguono, dalla Pennsylvania, gli Innerpartysytem, che sanno di inglese, e snocciolano 20 minuti di una discreta idea che congiunge la dance e i suoni elettronici con, appunto, il genere screamo e post-hardcore simile alle band di culto del genere stesso. Formazione a 4 con voce, batteria, tastiere e campionatori, chitarra. Proposta interessante. Dopo di loro ci sono gli Emery, come recita Wikipedia nati in South Carolina ma trasferitisi a Seattle (della serie cosa non si fa per la musica), che possiamo avvicinare alla descrizione che vi ho fatto per gli Your Hero, anche se dal vivo risultano più duri, sono in 5 (chitarra, basso, voce, batteria, tastiere, ma cantano in 4 e spesso il basso passa da Toby a Devin) e risultano un po' indigesti soprattutto per l'eccessiva teatralità (è un eufemismo) del tastierista Josh, che in fin dei conti pesa poco sull'economia della band ma è molto protagonista sul palco, spesso risultando ridicolo.

Arriva il turno degli Escape The Fate, con un seguito abbastanza impressionante, che si entusiasma a partire dalla sistemazione dei teloni con il logo della band. I ragazzi vengono da Las Vegas e sono in 4 da un paio d'anni (voce, chitarra, basso, batteria), dopo la defezione di uno dei chitarristi (nota curiosa: l'amico che era con me afferma di aver visto un secondo chitarrista che, dietro le quinte, ha suonato tutti i pezzi, ma durante gli assoli la cosa non si sentiva assolutamente, la base basso/batteria era assolutamente l'unica cosa che si sentiva oltre al solo di chitarra; mistero) e il cambio di cantante. Ovviamente il genere basilare spero lo abbiate capito, e la variante degli ETF vira verso il metal classico, con largo spazio (appunto) agli assoli di chitarra vagamente maideniani. Li potremmo situare a metà strada tra i My Chemical Romance e i Bullet For My Valentine, facendo un'opera di incasellamento molto grossolana. A me personalmente non piacciono, ma sono giovanissimi e già esperti, tengono il palco con buon piglio e hanno una buona carica. Il tuffo del cantante Craig dalle casse più alte in mezzo al pubblico denota al tempo stesso l'irresponsabilità tipica della giovinezza, unita a una fiducia smisurata nei loro fans. Il pubblico delle giovanissime era qui in buona parte per loro. Il batterista è veramente un buffone, ma suona dignitosamente (anche se fastidiosamente da protagonista, alzandosi più spesso in piedi che stando seduto sul panchetto, stile Lars Urlich).

Ed eccoci ai Thursday, dal New Jersey (come ricorda il cantante Geoff). Sono in 6, con una formazione che è quasi classica per lo screamo, voce, due chitarre, basso, batteria e tastiere (con vari apporti vocali dai componenti). Tra i capostipiti del genere, tengono il palco in maniera egregia con un grande impatto sonoro, e un manipolo di buone canzoni, tra le quali spicca War All The Time, e a questo proposito Geoff si scusa per una parte del popolo statunitense, spiegando che non tutti sono "fottutamente guerrafondai". Anche se in questi ultimi anni l'abbiamo sentita spesso, fa sempre piacere. Tra le band che non conoscevo, senza dubbio sono quelli che mi lasceranno il ricordo migliore.

Eccoci al momento più atteso dal sottoscritto. Avevo ormai perso una o due volte la possibilità di vedere dal vivo gli Underoath, non la volevo perdere ulteriormente. Entra per primo quello che chiaramente è il boss della band, Aaron Gillespie (un nome chiaramente ebreo per una sorta di predicatore cristiano...lasciamo perdere), dopo tutti gli altri. L'impatto sonoro è devastante, la band di Tampa è una macchina da guerra clamorosamente oliata. Guardando la sfilza degli ex componenti (la scheda Wikipedia in italiano a loro dedicata ne conta 11, avete letto bene, undici) si stenta a crederci. Eppure, gli Underoath conservano tutta la (vecchia) carica del death metal e la mettono a "disposizione" della variante dello screamo che hanno abbracciato. Canzoni dalle aperture melodiche fantastiche suonate come una colonna di rulli compressori che schiacciano una serie di ostacoli. Il drumming sincopato e potente di Aaron dirige l'orchestra. Spencer, il segaligno cantante lungocrinito, e Christopher, il corpulento tastierista che pare un po' il fratello ciccio di Aaron, caricano il pubblico a più non posso; Grant al basso e Tim, uno dei chitarristi, sono degli ossessi, corrono per tutto il palco e roteano le loro "asce" in un turbinio senza fine. Leggermente più defilato l'altro chitarrista James. Mancano alcune gemme del passato, ma da sè l'attacco di Desperate Times, Desperate Measures fa crollare metaforicamente l'Estragon.

Non aggiungerei altro, se non che Spencer non si lascia scappare l'occasione di un sermoncino di 30 secondi sull'amore verso il prossimo, anche se si accorge dopo poco che sta annoiando e la chiude lì. Gli inconvenienti di una christian band. Devastanti è l'aggettivo giusto.

Il finale è riservato ai Taking Back Sunday, da Amytiville, Long Island, New York, una scelta che da profano non capisco molto, risultando il loro genere abbastanza fuori schema. Fanno un indie rock molto tendente al classico, e nonostante alcuni critici li accostino ai Fugazi a me più che altro paiono dovere qualcosa agli U2 così come ai Trail Of Dead, con risultati parecchio più semplici. Sono in 5, voce, due chitarre, basso e batteria, e il cantante Adam Lazzara (lo riconosco, durante il set degli Innerpartysystem era al mixer ed è stato super disponibile facendosi fotografare insieme a tutti i e le fans che gliel'hanno chiesto, diverse decine almeno) tiene il palco con maniera e simpatia, ma la loro musica non mi scuote più di tanto, e non mi pare neppure siano tenutari di canzoni da ricordare particolarmente. A metà dell'ultimo pezzo in scaletta raggiungo l'auto e mi preparo per il ritorno a casa con le orecchie che ancora risultano ovattate.

20090415

aggiornamento


Solo per tranquillizzare i lettori, sono sopravvissuto anche alla seconda apparizione in piscina. Fiato sempre corto, battiti accelerati, meno dolori della volta scorsa, ma stavolta verso la fine dell'ora sono apparsi i crampi ai polpacci.

Con l'aiuto dell'amico Stollo, forse riusciamo ad andare in piscina anche nei mesi estivi, visto che qui in zona le piscine comunali chiudono tutte.