No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20181031

The Embassy of Cambodia

L'ambasciata di Cambogia - Zadie Smith (2013)

Periferia di Londra. Fatou è arrivata dalla Costa d'Avorio da un po', e lavora per una famiglia di origini indiane, occupandosi dei figli maleducati, facendo la spesa e le pulizie, non essendo troppo preoccupata del passaporto che le è stato requisito o dello stipendio, che apparentemente non le viene versato. La sua vita tutto sommato le piace: si vede con Andrew, che la corteggia e che lei non sa decidere se le piace oppure no, e se ne va in piscina, usando gli ingressi omaggio dei suoi datori di lavoro, che ne posseggono un sacco e che non usano mai. Quando si reca in piscina, passa davanti all'Ambasciata della Cambogia, e ogni volta, nota un volano, che sfreccia disegnando un arco, evidentemente protagonista di una infinita partita a badminton.

Senza dubbio qualcuno criticherà la portata ristretta, essenzialmente locale dell'interesse di Fatou per la cambogiana dell'Ambasciata di Cambogia, ma noi, la gente di Willesden, proviamo una certa comprensione per il suo atteggiamento. Il fatto è che se seguissimo la storia di ogni staterello del mondo - nei suoi momenti drammatici come in quelli di calma - non avremmo più spazio per vivere la nostra vita o per dedicarci ai compiti essenziali, né tanto meno per concederci piaceri occasionali come andare a nuotare. Sicuramente ci sono dei vantaggi nel tracciare un cerchio intorno alla propria attenzione e rimanerci dentro. Ma quanto dev'essere grande questo cerchio?

Racconto breve di Zadie Smith, che in pochissime pagine riesce a disegnare un mondo parallelo, quello degli immigrati in Inghilterra, e dei soprusi che subiscono, partendo da un particolare innocuo che lei fa diventare misterioso. Ce ne sarebbe abbastanza per farne uno splendido film, e se pensate al fatto che il libriccino conta 70 pagine, è tutto dire.

Short story by Zadie Smith, who in a few pages manages to draw a parallel world, that of immigrants in England, and the abuses that they suffer, starting from a harmless detail that she makes become mysterious. There would be enough to make a wonderful movie, and if you think about the fact that the book has 70 pages, it's all already said.

20181030

Il risveglio

The Wake - Voivod (2018)

Quattordicesimo album in studio per la storica band canadese, pensate, formatasi nel 1982 a Jonquière, nel Quebec canadese. Primo disco con il nuovo bassista Dominique Rocky Laroche (subentrato dopo, pare, l'allontanamento da parte del resto della band di Jean-Yves Thériault detto Blacky), lo stile si incammina verso terreni sempre più progressive, anche se non meno aggressivi. Il disco dura quasi un'ora, con pezzi piuttosto lunghi, complessi, vari (la conclusiva Sonic Mycelium segna 12 minuti e 24 secondi). Lo stesso batterista Michel Langevin (Away) lo descrive così: "La musica è come un futuristico thrash metal trek con molti colpi di scena. La storia coinvolge i soliti argomenti Voivodiani: disastri, caos, conflitti, strane trame e coscienza alternativa.". Un disco, come di solito ci hanno abituato loro stessi, non facile, ma di certo non casuale. Studiato, composto, complesso, articolato. Dimostrazione di buona salute, a dispetto, come capita, dell'età. L'edizione Deluxe contiene anche 6 pezzi live.



Fourteen studio album for the historic Canadian band, think about it, formed in 1982 in Jonquière, in Canadian Quebec. First record with the new bassist Dominique Rocky Laroche (afterwards, it seems, the departure from the rest of the band of Jean-Yves Thériault called Blacky), the style sets out towards increasingly progressive, even if not less aggressive terrain. The album lasts almost an hour, with rather long pieces, complex, various (the final Sonic Mycelium scores 12 minutes and 24 seconds). The same drummer Michel Langevin (Away) describes it like this: "The music is like a futuristic prog thrash metal trek with many twists and turns. The story involves the usual Voivodian topics: disasters, chaos, conflicts, strange plots and alternate consciousness." A record, as usually they have accustomed us, not easy, but certainly not random. Studied, composed, complex, articulated. Demonstration of good health, in spite of age. The Deluxe edition also contains 6 live tracks.

20181029

L'amore è qui per rimanere

Love Is Here to Stay - Tony Bennett and Diana Krall (2018)

Eccoci a parlare per la seconda volta, su fassbinder, di un disco di Tony Bennett, vero nome Anthony Dominick Benedetto, novantaduenne con 57 album in studio alle spalle [con questo disco entra nel Guinness per "il tempo più lungo trascorso tra l'uscita di una registrazione originale e una nuova registrazione dello stesso singolo dallo stesso artista (Fascinating Rhythm di Ira e George Gershwin)]; la volta precedente fu in occasione del suo disco di duetti con Lady Gaga, nel 2014, sempre su standard jazz: Chris Pearson su The Times, recensendo, ha commentato che "i fan di Bennett sono ormai rassegnati ad ascoltare solo dischi di duetti, anche se lui lavora meglio da solo". Questa volta parliamo di questo nuovo disco che lo vede insieme all'amica di lunga data Diana Jean Krall, pianista e voce contralto jazz della quale, invece, ci siamo occupati molte volte. Moglie di Elvis Costello, una quindicina di album alle spalle, canadese, dà il suo meglio, come ormai sappiamo bene, anche lei con classici standard jazz. Quindi, i due hanno deciso di deliziarci con 10 duetti sulle note di famosissimi pezzi della premiata ditta Gershwin (Ira e George), più uno (o due, nell'edizione Target) cadauno in versione "solo". Alla musica, dettaglio non trascurabile, c'è The Bill Charlap Trio (Charlap al piano, Peter Washington al contrabbasso, Kenny Washington alla batteria). Risultato: prevedibilmente, grandissime versioni di 'S Wonderful, Fascinating Rhythm, Do It Again, Somebody Loves Me, Nice Work If You Can Get It, e, ovviamente, Love Is Here to Stay.



Here we are talking for the second time, on fassbinder, of a record by Tony Bennett, real name Anthony Dominick Benedetto, ninety-two years old with 57 albums in the studio on his shoulder [with this record joins the Guinness for "the longest time spent between the output of an original recording and a new recording of the same single by the same artist (Fascinating Rhythm by Ira and George Gershwin)], the last time it was on his duet album with Lady Gaga, in 2014, always on jazz standards: Chris Pearson on The Times, reviewing, he commented that "Bennett's fans are now resigned to only listening to duet records, even if he works better on his own." This time we talk about this new album that he sees together with his longtime friend Diana Jean Krall, pianist and contralto jazz voice, on the other hand, we have dealt with many times: wife of Elvis Costello, a fifteen album behind her, Canadian, gives her best, as we now know, she too with classic jazz standards. So, the two decided to delight us with 10 duets on the notes of famous tracks of the award-winning company Gershwin (Ira and George), plus one (or two, in the Target edition) each in "solo" version. For the music, a not inconsiderable detail, there is The Bill Charlap Trio (Charlap on piano, Peter Washington on double-bass, Kenny Washington on drums). Result: predictably, very great versions of 'S Wonderful, Fascinating Rhythm, Do It Again, Somebody Loves Me, Nice Work If You Can Get It, and of course, Love Is Here to Stay.

20181028

Fendere

Cleave - Therapy?

Quindicesimo album in studio della band nordirlandese, band che vi giuro, pensavo estinta: sbagliavo. Come mi succede spesso, li avevo semplicemente "persi di vista"; loro, infatti, non si sono mai fermati, non hanno mai preso pause, continuando a suonare in giro e a far uscire dischi, almeno ogni tre anni. Fa piacere vedere che la band di 50enni sono ancora in grado di far uscire dischi metal decenti: il trio della County Antrim (con il batterista, Neil Cooper, inglese di Derby) sciorina ancora un metal che a me ha sempre ricordato Prong ed Helmet, seppur alla lontana, senza fare nessuna concessione e nessun passo indietro. Giuste dosi di melodia ma suoni secchi e potenti, poco più di 30 minuti di musica, per un disco tutto sommato buono.



Fifteenth studio album of the Northern Irish band, I swear to you, I thought extinct: I was wrong. As often happens to me, I had simply "lost my sight from them"; in fact, they never stopped, they never took breaks, continuing to play around and release records, at least every three years. It's nice to see that the bands composed by guys around 50 years old, are still able to release decent metal records: the County Antrim trio (with the drummer, Neil Cooper, Englishman from Derby), still doods a metal that has always reminded me of Prong and Helmet, albeit distant, without making any concession and no step back. Enough doses of melody but dry and powerful sounds, just over 30 minutes of music, for a good album, overall.

20181026

Ancora Cyco-Punk dopo tutti questi anni

Still Cyco Punk After All These Years - Suicidal Tendencies (2018)

Il tredicesimo disco in studio della storica band di Mike Muir, non è altro che una quasi completa ri-registrazione del disco di debutto da solista dello stesso Muir, sotto il monicker Cyco Miko, dal titolo Lost My Brain! (Once Again), uscito nel 1996. Il titolo occhieggia quello della raccolta degli stessi Suicidal Tendencies del 1993, Still Cyco After All These Years. Niente di propriamente nuovo, potete immaginarlo da soli, i soliti e solidi pezzi di crossover thrash, se non, come vi anticipai in occasione della recensione dell'EP che ha preceduto questa uscita, che nella formazione adesso, alla batteria, c'è il signor Dave Lombardo, decisamente il miglior batterista della "mia" generazione, un tipo che a parte la versatilità e gli innumerevoli impegni, segno di estrema passione per la musica tutta, riesce sempre a non strafare: questo disco ne è l'ennesima prova.



The 13th studio album of the historic band of Mike Muir, is nothing but an almost complete re-recording of Muir's solo debut album, under the moniker Cyco Miko, entitled Lost My Brain! (Once Again), released in 1996. The title looks at the collection of the same Suicidal Tendencies of 1993, Still Cyco After All These Years. Nothing really new, you can imagine it alone, the usual solid tracks of crossover thrash, if not, as I anticipated during the review of the EP that preceded this release, that in the lineup now, on drums, there is Mr. Dave Lombardo, definitely the best drummer of "my" generation, a guy that, apart from the versatility and the countless commitments, a sign of extreme passion for the whole music, always manages not to overdo it: this record is yet another proof.

20181025

L'ora triste

The Blue Hour - Suede (2018)

Ottavo disco in studio per la band di Londra, il terzo dopo la reunion del 2010. Capisco sia quelli che li hanno amati a dismisura ai tempi, e che hanno piacere che i Suede siano ancora vivi e vegeti, comprendo quelli che vedono questa marea di reunion con un certo sospetto: a pelle apparterrei al secondo gruppo, eppure, come più volte detto, provo a mettermi all'ascolto e a giudicare senza pregiudizi o paraocchi. Quindi: la band di Brett Anderson, che ha scritto pagine brillanti e bellissime del Britpop negli anni '90 fino ai primi anni '00, ha naturalmente toccato e raggiunto vette ben più alte di quelle che possiamo ascoltare in questo The Blue Hour. Eppure, la classe non è acqua, e questo disco contiene 50 minuti abbondanti di classe e belle canzoni. A volte, può anche bastare. Cold Hands, Don't Be Afraid If Nobody Loves You, Wastelands richiamano i loro periodi più belli.



Eighth studio album for the band from London, the third after the reunion of 2010. I understand both, those who loved them in excess at the times, and who are pleased that the Suede are still alive and well, I understand those who see this kind of reunion with a certain suspicion: at first, I would belong to the second group, and yet, as repeatedly said, I try to listen and judge without prejudices or blinders. So: the band of Brett Anderson, who wrote brilliant and beautiful pages of Britpop in the 90s until the early '00s, has naturally touched and reached peaks far higher than what we can hear in this The Blue Hour. Still, the class is not water, and this album contains abundant 50 minutes of class and beautiful songs. Sometimes, it can also be enough. Cold Hands, Don't Be Afraid If Nobody Loves You, Wastelands, recall their best times.

20181024

Rose rosso sangue

Blood Red Roses - Rod Stewart (2018)

73 anni, maniaco del football, tre matrimoni, otto figli da cinque madri diverse, collezionista di auto e di modellini di treni, Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico per meriti musicali, ha vinto un cancro alla tiroide e re-imparato a cantare dopo un nodulo benigno alle corde vocali, e qui è al suo trentesimo disco in studio. Ha militato in sette band, dopo di che ha iniziato una lunghissima carriera solista. Esponente di spicco del Blue-eyed soul (l'RNB cantato da bianchi), non disdegna blues, rock e folk, finanche la musica tradizionale che viene appunto dall'Impero (o, se preferite, dalla Perfida Albione e dintorni), nato a Londra da padre scozzese e madre inglese. Tutto questo è contenuto in maniera sorprendentemente brillante in questi Blood Red Roses, album prodotto dall'esperto Kevin Savigar, collaboratore di lungo corso di Rod the Mod, il disco contiene buoni pezzi originali, e alcune chicche, come una versione appassionata del traditional irlandese Grace, il classico blues Rollin' & Tumblin', e, nella versione Deluxe, Who Designed the Snowflake di Paddy McAloon (Prefab Sprout), e lo standard It Was a Very Good Year di Ervin Drake. Non crediate però che i pezzi originali siano dei riempitivi: tutt'altro. Superate le risatine snob, e provate ad ascoltare. Potrebbe sorprendervi.



73 years, football maniac, three marriages, eight children of five different mothers, collector of cars and model railway, Commander of the Order of the British Empire for musical merit, won a thyroid cancer and re-learned to sing after a benign nodule on the vocal cords, and here is his thirtieth record in the studio. He played in seven bands, after which he began a very long solo career. A prominent member of the Blue-eyed soul (the RNB sung by whites), does not disdain blues, rock and folk, even the traditional music that comes from the Empire (or, if you prefer, from the Perfida Albione and surroundings), born in London from a Scottish father and an English mother. All of this is contained in a surprisingly brilliant way in these Blood Red Roses, an album produced by the expert Kevin Savigar, longtime collaborator of Rod the Mod, it contains good original tracks, and some goodies, like a passionate version of the Irish traditional Grace, the classic blues Rollin &Tumblin', and, in the Deluxe version, Who Designed the Snowflake by Paddy McAloon (Prefab Sprout), and the standard It Was a Very Good Year by Ervin Drake. But do not think that the original tracks are fillers: far from it. Get over the snobby giggles, and try listening. It may surprise you.

20181023

La mia mente fa dei rumori

My Mind Make Noises - Pale Waves (2018)

Album di debutto per questa band di Manchester formatasi 4 anni fa dall'incontro delle due ragazze del gruppo, la batterista Ciara Doran e la chitarrista ritmica nonché cantante, Heather Baron-Gracie. Assumono un bassista e un altro chitarrista, che se ne vanno dopo un po', ne assumono altri due, escono un paio di singoli, un video, si imbarcano in un tour in Nord America, ed ecco qui il primo disco. Per darvi delle coordinate, siamo esattamente a metà tra i Fickle Friends ed i Chvrches, almeno, a mio modesto parere e per le mie conoscenze. C'è un gusto vagamente dark, che si esprime però più nel look che nella musica, e per l'elettronica dance degli anni '80, con una buona capacità di scrivere canzoni. Il disco è piacevole, vediamo cosa riusciranno a fare in futuro.



Debut album for this Manchester band formed 4 years ago by the meeting of the two girls of the group, the drummer Ciara Doran and the rhythm guitarist and singer, Heather Baron-Gracie. They hire a bassist and another guitarist, who leave after a while, they take two more, they come out a couple of singles, a video, they embark on a tour in North America, and here is the first record. To give you the coordinates, we are exactly halfway between Fickle Friends and Chvrches, at least, in my humble opinion and for my knowledge. There is a vaguely dark taste, which expresses itself however more in the look than in the music, and for the electronic dance of the 80s, with a good ability to write songs. The record is quite nice, let's see what they can do in the future.

20181022

Generazione RX

Generation Rx - Good Charlotte (2018)

Probabilmente non avevo mai ascoltato la band di Waldorf, Maryland, creatura dei fratelli Joel e Benji Madden, qui alla loro settima fatica in studio. Ascoltandone un album intero, capisco anche il perché: il loro genere è quel pop rock che non mi convince affatto, a meno che non si tratti di una band che sa azzeccare molte belle canzoni, anche se molto leggere. Sia chiaro, non che sia brutto da buttare, e qualche pezzo può pure entrarti in testa, oltre che nelle orecchie: ma da qui alla grandezza c'è molta distanza.



I probably never listened to the band from Waldorf, Maryland, the creature of the brothers Joel and Benji Madden, here in their seventh fatigue in the studio. Listening to a whole album, I also understand why: their genre is that pop rock that does not convince me at all, unless it is a band that knows how to hit many beautiful songs, even if really light. Let it be clear, not that it is bad to throw, and some tracks may even enter into your head, as well as in the ears: but from here to greatness there is a lot of distance.

20181021

A gentle, melodic style of reggae incorporating elements of soul and usually featuring lyrics with a romantic theme.

Lovers Rock - Estelle (2018)

Il quinto album dell'inglese Estelle è un po' più convincente dei precedenti, e questo è un bene, visto che, come ebbi a dire in occasione della recensione del precedente True Romance, è un peccato "sprecare" una voce del genere con dischi che non sembrano avere un senso compiuto. Qua, Estelle si dedica completamente al genere, appunto, Lovers rock, che, come spiega anche Wikipedia (e come vi riporto nel titolo del post), è una sorta di reggae misto alla dancehall, particolarmente ispirato a temi romantici nelle liriche. Pare addirittura che la stessa cantante, si sia ispirata nelle liriche, alla storia dei suoi genitori: una separazione di 20 anni, poi un riavvicinamento culminato in un matrimonio quando la figlia aveva già 33 anni. Molti ospiti esperti del genere (Luke James, Maleek Berry, Konshens, Kranium, Chronixx, HoodCelebrityy, Tarrus Riley), per un disco decisamente rilassante e ben fatto.



The fifth album of English singer Estelle is a bit more convincing than previous ones, and this is good, since, as I said at the review of the previous True Romance, it is a pity to "waste" a voice like that with albums that do not seem to make sense. Here, Estelle is completely dedicated to the genre, in fact, Lovers rock, which, as also explains Wikipedia (and as I report in the post title), is a kind of reggae mixed dancehall, particularly inspired by romantic themes in the lyrics. It seems that the same singer, was inspired for the lyrics, from the story of her parents: a separation of 20 years, then a rapprochement culminated in a marriage when the daughter was already 33 years. Many experienced guests of the genre (Luke James, Maleek Berry, Konshens, Kranium, Chronixx, HoodCelebrityy, Tarrus Riley), for a decidedly relaxing and well done record.

20181019

Immortale

Immortal - Ann Wilson (2018)

Immortal, se non ho capito male leggendo la biografia, è "solo" il secondo disco solista per la 68enne cantante statunitense, nata a San Diego, California, cresciuta in giro per il mondo visto che il padre era un militare di carriera, e stabilitasi poi con la famiglia nei sobborghi di Seattle (la ricorderete, se non per i dischi degli Heart, band dove militava anche la sorella minore Nancy, chitarrista, per le sue partecipazioni all'EP Sap degli Alice in Chains, o nella colonna sonora del celeberrimo Singles - la sorella è stata pure sposata con Cameron Crowe). Vita complicata dai suoi problemi di peso, e da dipendenze varie, questa signora è dotata di una voce da Soprano drammatico, e con questo disco vuole rendere omaggio a grandi voci che lei ha ammirato (anche il suo primo disco solista, Hope & Glory, del 2007, era un disco di cover). Disco curioso, dove potete trovare una cover di I Am the Highway degli Audioslave (la performance non è delle migliori, e questo non fa altro che aumentare i i rimpianti per la perdita di Cornell), una bella rielaborazione di Back to Black della Winehouse, così come degna di nota I'm Afraid of the Americans (Bowie), ed altre curiosità.



Immortal, if I have not misunderstood reading the biography, is "only" the second solo record for the 68-year-old American singer, born in San Diego, California, who grew up around the world because her father was a career soldier, and settled then with the family in the suburbs of Seattle (remember, if not for the records of the Heart, a band where she also played her younger sister Nancy, guitarist, for her participation in the EP Sap by Alice in Chains, or in the soundtrack of the famous Singles - her sister has also been married to Cameron Crowe). Life complicated by her weight problems, and by various addictions, this lady is endowed with a dramatic Soprano voice, and with this record she wants to pay tribute to great voices that she has admired (even her first solo album, Hope & Glory, in 2007, it was a cover album). Curious album, where you can find a cover of I Am the Highway of the Audioslave (the performance is not the best, and this does nothing but increase the regrets for the loss of Cornell), a beautiful reworking of Back to Black (Amy Winehouse), so as noteworthy is I'm Afraid of the Americans (Bowie), and other curiosities.

20181018

Ri-alimentato dall'interno

Re-Powered Within - Dragonforce (2018)

Non ve la prenderete, se vi dico che fino a pochi giorni fa, non avevo mai neppure sentito parlare di questa band inglese dal nome Dragonforce. Come faccio spesso, ho scelto, come primo ascolto, il disco più recente, e mi sono però imbattuto in una edizione re-mixata e re-masterizzata di un loro album del 2012, evidentemente un disco al quale loro tengono molto. Per quelli che non lo sanno, i Dragonforce hanno la particolarità di essere una band inglese, ma i loro membri, almeno, il 99%, hanno origini non inglesi: la formazione attuale, infatti, vede i due chitarristi Herman Li e Sam Totman rispettivamente di origini cinesi e neozelandesi, il bassista Frédéric Leclercq ovviamente francese, il batterista Gee Anzalone (non suonava su The Power Within, l'edizione originale, è entrato in formazione in seguito) italiano, il tastierista Vadim Pruzhanov ucraino; probabilmente, l'unico inglese-inglese è il cantante Marc Hudson. Insomma, di cosa stiamo parlando? Parliamo di una band che ha fatto della tamarraggine una bandiera, e del power metal unito allo speed metal super tecnico, una ragione di essere. Influenzati dai videogiochi, definiti dal suono dei due chitarristi, sempre impegnati in assoli lunghi ed intrecciati, disegnano tracce potenti ma sempre alla ricerca di melodie anche un po' stucchevoli, ma efficaci. Una sorta di Babymetal in versione macho. Non il massimo dell'originalità, certo, ma per un vecchio metallaro, gioia per le orecchie.



You should not get angry with me, if I tell you that until a few days ago, I had never even heard of this English band called Dragonforce. As I often do, I chose the most recent record as my first listen, but I came across a re-mixed and re-mastered edition of their album of 2012 The Power Within, evidently a record that they care a lot about. For those who do not know, the Dragonforce have the distinction of being an English band, but their members, at least, the 99%, have non-English origins: the current line-up, in fact, sees the two guitarists Herman Li and Sam Totman respectively of Chinese and New Zealand origins, bassist Frédéric Leclercq obviously French, drummer Gee Anzalone (did not play on The Power Within, the original edition, he joined the band later) Italian, keyboardist Vadim Pruzhanov Ukrainian; probably, the only English-English is the singer Marc Hudson. In short, what are we talking about? Let's talk about a band that has made of kitsch a flag, and of the power metal combined with the super technical speed metal, a reason to be. Influenced by videogames, defined by the sound of the two guitarists, always engaged in long and intertwined solos, they draw powerful tracks but always looking for melodies that are also a bit cloying, but effective. A sort of Babymetal in a macho version. Not the best of originality, of course, but for an old metalhead, joy for the ears.

20181017

Elefanti in acido

Elephants on Acid - Cypress Hill (2018)

Nono disco per i latinos più famosi dell'hip hop, e come sempre direi "giù il cappello", perché nonostante l'età e le nuove tendenze, personalmente credo che di fronte ai Cypress Hill dovremmo sempre essere un poco deferenti. Tutt'oggi, possono insegnare a molti. Otto anni sono passati dal precedente Rise Up, il periodo più lungo tra un disco e il seguente, evidente segno di altri interessi (non ultimi, i Prophets of Rage), ma anche di una tranquillità da vecchi saggi, il disco è composto da 15 tracce (di cui una strumentale) e 6 interludi, con un incedere lentissimo, verrebbe da dire naturalmente, vista la vicinanza della band alla cultura della ganja, e l'impressione che si ha è quella che sia un disco composto senza strafare, ma con la consapevolezza che quando vogliono, i CH riescono sempre a risultare dei maestri: vi basti, su tutti, l'esempio di Band of Gypsies, con gli egiziani Sadat e Alaa Fifty.



Ninth record for the most famous hip hop Latinos, and as always I would say "down the hat", because despite the age and new trends, I personally believe that in front of the Cypress Hill we should always be a little deferential. Even today, they can teach many. Eight years have passed since the previous Rise Up, the longest period between a record and the following, evident sign of other interests (not least, the Prophets of Rage), but also of a tranquility from old and wise guys, the album consists of 15 tracks (one of which is instrumental) and 6 interludes, with a very slow pace, one would naturally say, given the proximity of the band to the culture of ganja, and the impression we have is that it is a composed disc without overdoing it, but with the awareness that when they want, CH always manage to be masters: the example of Band of Gypsies, with the Egyptians Sadat and Alaa Fifty, suffices.

20181016

Regina danzante

Dancing Queen - Cher (2018)

Sulla scia dell'apparizione della stessa Cherilyn Sarkisian aka Cher, oggi 72enne, nel film-musical Mamma Mia! Here We Go Again, naturalmente il sequel di Mamma Mia!, film basato a sua volta sul musical teatrale, ispirato alla musica degli svedesi ABBA, ecco che Cher fa uscire il suo ventiseiesimo disco in studio, intitolato Dancing Queen (come un pezzo degli ABBA, ma anche un'appellativo che sicuramente le calza a pennello), composto da dieci cover del mitico gruppo svedese. Nessuno, sicuramente, meglio della Dea del Pop avrebbe potuto farlo meglio. Ecco quindi che si susseguono Dancing Queen, Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight), SOS, Waterloo, Mamma Mia, Chiquitita, Fernando, The Winner Takes It All, e altri due pezzi che personalmente giudico minori, The Name of the Game e One of Us, eseguiti impeccabilmente dalla voce da contralto, sporadicamente aiutata dall'autotune (secondo me più per moda che per altro). Certamente non una pietra miliare, ma giusto per ricordarci la grandiosità di questa band mai dimenticata.



Following the appearance of Cherilyn Sarkisian aka Cher, now 72, in the musical film Mamma Mia! Here We Go Again, of course the sequel of Mamma Mia!, a film based on the omonymous musical, inspired by the music of the Swedish ABBA, here is that Cher releases her twenty-sixth studio album, entitled Dancing Queen (as a track of ABBA, but also a nickname that certainly fits her perfectly), composed of ten covers of the legendary Swedish group. Nobody, certainly, better than the Goddess of Pop could have done better. So here we have Dancing Queen, Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight), SOS, Waterloo, Mamma Mia, Chiquitita, Fernando, The Winner Takes It All, and two other tracks that I personally judge minor, The Name of the Game and One of Us, performed impeccably by the contralto voice, sporadically helped by the autotune (according to me more for fashion than for help). Certainly not a milestone, but just to remind us of the grandeur of this band never forgotten.

20181015

Su cavalli oscuri

On Dark Horses - Emma Ruth Rundle (2018)

Ci sono dei dischi, e degli artisti, per cui fai davvero fatica a descrivere un nuovo disco, specialmente se ti piace, e se l'artista in questione, semplicemente, non smetteresti mai di ascoltarlo. E' il caso, lo avrete ormai capito, di Emma Ruth Rundle, statunitense di Los Angeles, California stabilitasi da un po' a Louisville, Kentucky, per stare insieme al fidanzato Evan Patterson, cantante e chitarrista dei Jaye Jayle, anche backing band di Emma. Le canzoni di ERR si fanno capire anche senza leggerne i testi, innanzitutto: vi parla l'atmosfera che riesce a creare. ERR è una chitarrista coi fiocchi, ed è altrettanto brava con la voce, una voce che trasmette qualcosa a metà tra la catarsi e la sofferenza, capace di trasformarsi in qualcosa di angelico. Il disco, tecnicamente il quarto dopo Electric Guitar: One (2011), Some Heavy Ocean (2014) e Marked for Death (2016), è stratificato a livelli impensabili, non è precisamente diretto, somiglia naturalmente in parte ai due precedenti, ed altrettanto ovviamente, prosegue costruendo un marchio di fabbrica assolutamente personale, inglobando le numerose influenze dell'artista (anche visuale, tra l'altro). Su una recensione ho letto una definizione curiosa, che mi è molto piaciuta: folkgaze, riferito ad una delle sue esperienze collaterali, The Nocturnes, ma potremmo usarla anche adesso per i suoi lavori solisti, insieme al classico post-rock. Dicevo che non è "precisamente diretto", e, avrete capito, intendevo che non ti prende immediatamente, ma pian piano ti divora, letteralmente. La bellezza devastante di queste otto tracce si sussegue, facendoti pensare, mentre ascolti la conclusiva You Don't Have To Cry, che possa essere la canzone più bella che ti sia mai capitato di ascoltare, poi schiacci il repeat, e mentre riparti ascoltando l'apertura di Fever Dreams, cambi idea. L'anno passato mi sono fatto 1.200 km in auto per andarla a vedere in Slovenia, qualche giorno fa sono andato a Lille, Francia, per vederla di nuovo: o sono pazzo, oppure questa è una delle più belle realtà musicali dei nostri tempi. 



There are records, and artists, that you really find it hard to describe when you listen a new record, especially if you like it, and if the artist in question, simply, you would never stop listening to it. It's the case, you will have by now understood, by Emma Ruth Rundle, an American from Los Angeles, California who settled from a while in Louisville, Kentucky, to stay with her boyfriend Evan Patterson, singer and guitarist of Jaye Jayle, also backing band of Emma. The songs of ERR can be understood even without reading the texts, first of all: the atmosphere that manages to create speaks to you. ERR is a hell of a guitarist, and is just as good with the voice, a voice that transmits something between the catharsis and suffering, able to turn into something angelic. The record, technically the fourth after Electric Guitar: One (2011), Some Heavy Ocean (2014) and Marked for Death (2016), is stratified to unimaginable levels, it is not precisely direct, it naturally resembles in part the previous two, and equally obviously, it continues building an absolutely personal trademark, incorporating the numerous influences of the artist (also visual, among other things). On a review I read a curious definition, which I liked very much: folkgaze, referring to one of her collateral experiences, The Nocturnes, but we could use it even now for her solo works, along with the classic "post-rock". I said that it is not "precisely direct", and, you will have understood, I meant that it does not take you immediately, but slowly devours you, literally. The devastating beauty of these eight tracks follows, making you think, while you listen to the conclusive You Don't Have To Cry, which could be the most beautiful song you've ever heard, then you push repeat, and while you start listening to the opening of Fever Dreams, you change your mind. The past year I made myself 1,200 km by car to go and see her in Slovenia, a few days ago I went to Lille, France, to see her again: either I'm crazy, or this is one of the most beautiful musical reality of our time.

20181014

La tresca arriva ad un punto di svolta

The Affair - di Sarah Treem e Hagai Levi - Stagione 4 (10 episodi; Showtime) - 2018

Montauk: Noah si incontra con Cole per parlare di una persona scomparsa.
Sei settimane prima, Noah si è trasferito a LA per stare più vicino ai figli; Helen e Vik infatti si sono trasferiti lì. Noah ha trovato un posto di insegnante di letteratura inglese in una scuola statale a Compton. Mostra uno speciale interesse per uno dei suoi alunni, Anton. Helen ha difficoltà ad abituarsi alla California: continua ad immaginarsi terremoti; vede un terapeuta per la sua ansia. Noah si ritrova a cena con Helen, Vik, Trevor e Stacey, e scopre che suo figlio potrebbe essere gay. Helen dice a Noah che dovrebbero vedersi meno, perché è arrivata alla conclusione che proprio lui potrebbe essere la ragione della sua ansia. Tornati a casa, mentre si preparano per andare a letto, Vik crolla a terra in bagno, mentre Helen accorre spaventata.

Sono ancora contrastato, per quanto riguarda il mio giudizio personale sulla quarta stagione di The Affair. Tra l'altro, scopro adesso che ci sarà la quinta stagione, e che sarà l'ultima, quindi diciamo che la seguirò, giusto perché sarà l'ultima. E' difficile non fare spoiler, ma ci proverò. Il punto di svolta di cui vi parlo nel titolo del post è una roba grossa, ma vi basti sapere questo. Il problema, dal mio punto di vista, è che The Affair alterna momenti davvero toccanti e quasi, oserei dire, filosofici, ad altri smaccatamente da telenovela. In questi ultimi, sono stato davvero tentato di mollare tutto. Eppure, continuo a ripetermi che The Affair parla principalmente della fallibilità dell'essere umano, soprattutto per quanto riguarda la sfera degli affetti, e pure quella dell'essere genitori.

I'm still in contrast with myself, as far as my personal judgment on the fourth season of The Affair is concerned. Among other things, I find out now that there will be the fifth season, and that will be the last, so let's say I will follow it, just because it will be the last. It's hard not to spoil, but I'll try. The turning point of which I speak in the title of the post is a big stuff, but I've already said enough. The problem, from my point of view, is that The Affair alternates moments really touching and almost, I would dare to say, philosophical, to others blatantly from soap opera. In the latters, I was really tempted to give up. Yet, I keep telling myself that The Affair speaks primarily of the fallibility of the human being, especially as regards the sphere of affections, and also that of being parents.

20181012

Il tempo morirà e l'amore lo seppellirà

Time Will Die and Love Will Bury It - Rolo Tomassi (2018)

Quinto disco per la band di Sheffield, Inghilterra, formata dai due fratelli Eva e James Spence, entrambi alle voci, James anche ai sintetizzatori. Nome curioso, direte voi come ho pensato io: è preso da un dialogo di L.A. Confidential. Momenti delicatissimi alternati a caos totale (un caos mathcore e organizzato, alla Dillinger Escape Plan per intendersi), per farvi un'idea di dove siano situati musicalmente eccovi un elenco delle band che hanno supportato nel corso della loro carriera: Oathbreaker, Architects, Jane's Addiction, Fucked Up, Dillinger Escape Plan (appunto), ma hanno fatto uscire un disco prodotto da Diplo, e la voce di Eva è stata paragonata a quelle di Alison Goldfrapp (Goldfrapp) e Liz Fraser (Cocteau Twins), quindi immaginate un po' voi cosa potete aspettarvi da un disco di questi pazzi. Sono montagne russe emozionali, diciamo così, molto potenti, molto estreme, sicuramente interessanti. Provatele.



Fifth record for the band of Sheffield, England, formed by the two brothers Eva and James Spence, both at the voices, James also to the synthesizers. Curious name, you will say as I thought: it is taken from a dialogue of L.A. Confidential. Delicate moments alternating with total chaos (a chaos mathcore and organized, like the one of the Dillinger Escape Plan, to be understood), to get an idea of where they are located musically here is a list of the bands that they have opened for, during their career: Oathbreaker, Architects, Jane's Addiction, Fucked Up, Dillinger Escape Plan (in fact), but they released a disc produced by Diplo, and the voice of Eva was compared to those of Alison Goldfrapp (Goldfrapp) and Liz Fraser (Cocteau Twins), so imagine a bit what can you expect from a record of these crazy people. They are an emotional roller coaster, so to speak, very powerful, very extreme, certainly interesting. Try them.

20181011

Parenti

Kin Original Motion Picture Soundtrack - Mogwai (2018)

Oltre a nove dischi in studio, due live, quattro compilation, tredici EP e due album di remix, la band scozzese, praticamente un'istituzione, con questo Kin giunge alla sesta colonna sonora, che ha la particolarità di essere la prima per un film di fiction, dato che le altre erano per documentari o serie tv. Il film non l'ho visto, e magari neppure lo vedrò, però il disco è pur sempre un disco di una band dai suoni e dalle atmosfere meravigliose, una sequenza di nove tracce per 42 minuti di musica strumentale che lascia il segno, "ti prende e ti porta via", per usare una frase fatta barra citazione, ma giuro, nel vero senso della parola. Per esagerare con i luoghi comuni, provare per credere.



In addition to nine studio albums, two live, four compilations, thirteen EPs and two remix albums, the Scottish band, practically an institution, with this Kin comes to the sixth soundtrack, which has the distinction of being the first for a film of fiction, since the others were for documentaries or TV series. I have not seen the film, and maybe I will not even see it, but the album is still a record of a band with wonderful sounds and atmospheres, a sequence of nine tracks for 42 minutes of instrumental music that leaves its mark, "pick you and takes you away ", to use a sentence made, slash, a quote, but I swear, in the true sense of the word. To exaggerate with the clichés, try and let me know.

20181010

Arte del dubbio

Art of Doubt - Metric (2018)

Settimo disco in studio per la band canadese di Toronto, capitanata da Emily Haines, membro anche dei rinomati Broken Social Scene. I Metric non spostano di una virgola la loro attitudine, un rock "anthemico" che flirta con il synthpop ed echeggia da lontano la new wave. Canzoni scritte con sapienza, la voce di Emily che giganteggia su tutto con leggiadria, ma davvero, niente di veramente miracoloso.



Seventh studio album for the Canadian band from Toronto, captained by Emily Haines, also a member of the renowned Broken Social Scene. The Metric do not shift of a comma their attitude, an anthemic rock that flirts with the synthpop and echoes the new wave from afar. Songs written with wisdom, the voice of Emily that overwhelms everything with gracefulness, but really, nothing really miraculous.

20181009

Rubino

Ruby - Macy Gray (2018)

Sono passati 19 anni dal debutto di Natalie Renée McIntyre, in arte Macy Gray, e questo è il suo decimo disco. Quando la scheda Wikipedia me lo ha fatto notare, non ci credevo, ma è così. Veniamo al dunque: disco molto jazzato, seppure fedele alle radici RNB di Macy, il disco è un tripudio di fiati e di arrangiamenti dal sapore quasi ragtime. La voce è tutt'ora inconfondibile, e le canzoni quasi tutte molto coinvolgenti. Niente di meglio per cambiare un po' genere, di quando in quando.



It's been 19 years since the debut of Natalie Renée McIntyre, aka Macy Gray, and this is her tenth record. When the Wikipedia page pointed out to me, I did not believe it, but it is true. Let's get to the point: a very jazzy record, although faithful to Macy's RNB roots, the record is a blaze of horns, and the arrangements make me think to an almost ragtime flavor. The voice is still unmistakable, and the songs are almost all very engaging. Nothing better to change a little the music genre, from time to time.

20181008

Bambino effetto lago

Lake Effect Kid - Fall Out Boy (2018)

EP di tre pezzi per la band di Wilmette, Illinois, sobborgo di Chicago, quando non si è ancora assolutamente spenta l'eco del loro ultimo album Mania. La canzone che dà il titolo all'EP riprende una loro versione demo pubblicata su un mixtape del 2008, e celebra, anche con gli altri due pezzi City in a Garden e Super Fade, "il nostro più grande ritorno a casa". Il ritorno a casa si riferisce al fatto che il disco è uscito alla vigilia del loro primo concerto da attrazione principale a Chicago, al Wrigley Field; infatti, tutte e tre le tracce contengono riferimenti a Chicago stessa, e sono, come sempre, molto dirette, piacevoli, e perfino ballabili.



EP of three tracks for the band of Wilmette, Illinois, suburb of Chicago, when the echo of their latest album Mania has not yet completely turned off. The EP title track picks up their demo version published on a 2008 mixtape, and celebrates, also with the other two tracks, City in a Garden and Super Fade, "our biggest homecoming yet". The homecoming refers to the fact that the record was released on the eve of their first headlining concert in Chicago at Wrigley Field; in fact, all three tracks contain references to Chicago itself, and are, as always, very catchy, pleasant, and even danceable.

20181007

Vento divino

Kamikaze - Eminem (2018)

Al decimo album, Marshall Mathers paga dazio ai Beastie Boys, almeno con la copertina. E' un buon inizio, direi. A livello musicale e di flow, Eminem è, a mio giudizio, ancora uno dei migliori rapper in circolazione. Il problema viene con i contenuti: pensate solo che Justin Vernon (Bon Iver), che secondo indiscrezioni appare su Fall, ha disconosciuto la sua partecipazione al disco, sostenendo che non era in studio al momento della registrazione (appare comunque nei crediti di quella traccia). Non credo molto alle faide (feud) alimentate dalle diss tracks, canzoni in cui si attaccano palesemente altri artisti, visto che tutti quelli coinvolti ne guadagnano in pubblicità, ma il fatto che continui ad usare insulti omofobi, questo mi porta naturalmente a condannarlo. Detto questo, ribadisco, a livello musicale, il disco è valido e pure divertente. Partecipazioni per Joyner Lucas, Royce da 5'9'', Jessie Reyez.



On the tenth album, Marshall Mathers paid homage to the Beastie Boys, at least with the cover. It's a good start, I would say. On a musical and flow level, Eminem is, in my opinion, still one of the best rappers in circulation. The problem comes with the contents: just think that Justin Vernon (Bon Iver), who according to rumors appears on Fall, has disavowed his participation in the album, claiming that he was not in the studio at the time of the racording (anyway, he appears in the credits of that track). I do not believe much in feuds fed by diss tracks, songs in which other artists are clearly being attacked verbally, since all those involved earn it in advertising, but the fact that he continues to use homophobic insults, this naturally leads me to condemn him. That being said, I reiterate, on a musical level, the record is valid and fun. Featuring by Joyner Lucas, Royce of 5'9 '', Jessie Reyez.

20181005

Lampada illuminata in prosa

Lamp Lit Prose - Dirty Projectors (2018)

Ottavo disco per la band di Brooklyn, New York, capitanata da David Longstreth, della quale vi avevo parlato in occasione del loro sesto disco Swing Lo Magellan. Lo stile non è cambiato, sono ancora sghembi, geniali, infantili ed intellettuali al tempo stesso, e stavolta, al di là dei Talking Heads e dei Vampire Weekend, mi hanno fatto venire in mente, non so neppure io perché precisamente, i Genesis, forse per il fatto che riescano ad essere complicatissimi perfino dentro canzoni che durano a malapena tre minuti. Delicati e bucolici, sono un po' i Bjork del lo-fi. Sicuramente non un disco che puoi mettere mentre viaggi in auto.



Eighth record for the band from Brooklyn, New York, led by David Longstreth, about whom I spoke to you on their sixth album Swing Lo Magellan. The style has not changed, they are still crooked, brilliant, childish and intellectual at the same time, and this time, beyond the Talking Heads and Vampire Weekend, they reminded me, I do not even know why precisely, the Genesis, perhaps because they can be very complicated even in songs that barely last three minutes. Delicate and bucolic, they are a sort of lo-fi Bjork. Definitely not a record you can put while you are traveling by car.

20181004

Libro delle cattive decisioni

Book of Bad Decisions - Clutch (2018)

Altra colpevole mancanza del sottoscritto, era quella di non conoscere per niente i Marylander Clutch, che hanno la particolarità di essere assieme dal 1991 con la stessa formazione, quattro compagni di scuola nonché concittadini. Siamo di fronte al loro (pensate) dodicesimo album da studio, un disco massiccio, fatto di un hard rock che definire stoner sarebbe riduttivo. Immaginatevi dei Queens of the Stone Age senza velleità di modernismo o di classifica, che ogni tanto si ricordano di pagare il loro tributo ai Black Sabbath. Sanno scrivere canzoni che ti arrivano dritte in faccia, e scrivono testi mai scontati (Emily Dickinson, How To Shake Hands). Non hanno paura di guardare al di là dell'hard rock (In Walks Barbarella), insomma, davvero bravi, davvero un bel disco ruock.



Another guilty fault of the undersigned, was that of not knowing at all the Marylander Clutch, who have the distinction of being together since 1991 with the same training, four classmates as well as fellow citizens. We are facing their (think about it) twelfth studio album, a solid album, made of a hard rock that define stoner would be reductive. Imagine the Queens of the Stone Age with no ambitions for modernism or rankings, which sometimes remember to pay their Black Sabbath tribute. They know how to write songs that come straight to your face, and write texts that are never obvious (Emily Dickinson, How To Shake Hands). They are not afraid to look beyond hard rock (In Walks Barbarella), in short, they are really good, and this is really a good ruock record.

20181003

Piangi bella

Cry Pretty - Carrie Underwood (2018)

Fino a pochi giorni fa, quando sentivo il suo nome pensavo ad House of Cards. Dico sul serio, anche se sapevo benissimo che si trattava di una famosa cantante country statunitense, il cognome mi faceva pensare solo alla serie tv. Quando ho letto dell'uscita del suo sesto disco, mi sono detto "perché no", visto che il country pop femminile è diventato uno dei miei guilty pleasures. Inoltre, come forse avrete intuito dall'introduzione, non avevo mai ascoltato niente di questa 35enne di Checotah, Oklahoma.
Che dire: durante un recente viaggio in auto verso la Francia, da solo, è stato il disco che ha funzionato maggiormente. Carrie è quasi un perfetto stereotipo statunitense (ma se non ho capito male, supporta i Democratici, ed è vegana), ma ci sa davvero fare, ed ha una voce, a detta degli esperti, straordinaria. Tra l'altro, in mezzo a temi prevedibili, ci sono anche un paio di canzoni che affrontano il tema delle armi da fuoco, The Bullet e Love Wins, il che dimostra il fatto che non abbia paura di mettersi in gioco o prendere posizione. La bonus track è The Champion, un esperimento country-pop/hip hop, in collaborazione con Ludacris che è servito alla NBC per aprire la trasmissione dell'ultimo Super Bowl. La mia canzone preferita, invece, è Spinning Bottles (altro testo non futile).



Until a few days ago, when I heard her name, I was thinking of House of Cards. I mean it, even if I knew very well that she is a famous American country singer, the surname made me think only of the TV series. When I read about the release of her sixth record, I told myself "why not", since the female country pop has become one of my guilty pleasures. Also, as you may have guessed from the introduction, I had never heard anything of this 35-year-old from Checotah, Oklahoma.
What about: on a recent car trip to France, alone, it was the record that worked the most. Carrie is almost a perfect American stereotype (but if I have not misunderstood, she supports the Democrats, and she is vegan), but she really knows what to do, and has a voice, also according to experts, extraordinary. Among other things, amid predictable themes, there are also a couple of songs that deal with the theme of firearms, The Bullet and Love Wins, which demonstrates the fact that she is not afraid to get involved or take a stand. The bonus track is The Champion, a country-pop / hip hop experiment, in collaboration with Ludacris who served at NBC to open the broadcast of the last Super Bowl. My favorite song, however, is Spinning Bottles (another non-futile text).

20181002

Cacciatore

Hunter - Anna Calvi (2018)

Il terzo disco della 38enne di Twickenham si preannuncia come uno dei più belli di questo 2018 fin dal pezzo di apertura, As a Man. Ascoltando Anna Calvi si percepisce cosa vuol dire amare la musica, in tutte le sue sfaccettature, si comprende che questa persona ne ha ascoltata di ogni genere, e che nonostante due dischi bellissimi alle spalle, continua a lavorare sul tentativo, spesso riuscito, di comporre belle canzoni che racchiudano, appunto, una tavolozza il più possibile larga di influenze. Considerando che molto di questo amore e interesse per tutti i generi è dovuto all'influenza del padre italiano, che l'ha "esposta" alla musica fin da piccolissima, potremmo, più che farcene motivo di vanto, riflettere su quello che potremmo essere, ma questo è tutto un altro discorso. Tornando ad Hunter, chiudo immediatamente il discorso, perché è inutile che prosegua: è un disco che va ascoltato, dal quale lasciarsi rapire. E' bellezza allo stato puro, musicale, e forse anche qualcosa di più. 



The third album of Twickenham's 38 year old singer/guitarist, promises to be one of the most beautiful of this 2018 since the opening track, As a Man. Listening to Anna Calvi you perceive what it means to love music, in all its facets, it is understood that this person she has heard music of all sorts, and that despite two beautiful records behind her, she continues to work on the attempt, often successful, to compose beautiful songs that enclose, in fact, a palette as wide as possible of influences. Considering that much of this love and interest for all kinds is due to the influence of the Italian father, who has "exposed" her to music since she was a child, we could, rather than make it a source of pride, reflect on what we could be, but this is a whole other matter. Returning to Hunter, I immediately close the speech, because it is useless to continue: it is a record that must be listened to, from which to be abducted. It is pure beauty, musical, and maybe even something more.

20181001

Mi piace sopra

Like It On Top - Ana Popovic (2018)

Ana Popovic è una chitarrista blues, nonché cantante, nata a Belgrado, Serbia, 42 anni fa, che dopo anni di tour in Europa, si è accasata negli US. Introdotta al blues dal padre Milutin/Milton (con il quale ha inciso un disco, Blue Room, nel 2015), questo è il suo ottavo disco in studio da solista, per il quale si avvale delle collaborazioni prestigiose di Keb' Mo' (anche produttore e co-compositore di quasi tutte le tracce del disco, insieme alla Popovic), Robben Ford e Kenny Wayne Shepherd. Tecnica impeccabile e voce adatta, il disco è piacevole ed alterna standard blues con spruzzate di funk e soul, canzoni convincenti ad altre molto più scontate.



Ana Popovic is a blues guitarist, as well as a singer, born in Belgrade, Serbia, 42 years ago, who after years of touring in Europe, has settled in the US. Introduced to the blues by her father Milutin / Milton (with whom she recorded an album, Blue Room, in 2015), this is her eighth solo album in studio, for which she makes use of the prestigious collaborations of Keb' Mo' (also producer and co-songwriter of almost all tracks on the record, along with Popovic), Robben Ford and Kenny Wayne Shepherd. Impeccable technique and appropriate voice, the album is pleasant and alternates blues standards with splashes of funk and soul, songs convincing to others much more obvious.