No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20180228

Church of Gay Jesus

Shameless US - Di Paul Abbott sviluppata da John Wells - Stagione 8 (12 episodi; Showtime) - 2017/2018

Fiona inizia a ristrutturare e ad affittare gli appartamenti nell'edificio che ha recentemente acquistato. Frank torna da un monastero, ed inizia a scusarsi con tutti quelli a cui ha fatto un torto in passato. Lip cerca di tenere sotto controllo il suo alcolismo mentre cerca di riconquistare Sierra. Debbie ha un nuovo lavoro e la scuola serale dove sta imparando a fare la saldatrice professionista. Ian cerca di riconquistare Trevor aiutando gli adolescenti del centro giovanile. Carl, in licenza estiva, si tiene in forma e inizia a vendere la meta-anfetamina lasciata ai Gallagher in "eredità" alla morte di Monica. Liam è letteralmente usato dalla sua nuova scuola per mostrare la diversità della scuola stessa ai genitori interessati all'iscrizione dei figli. Kevin viene a conoscenza di alcune notizie non troppo buone sulla sua salute, mentre Veronica prova a riprendersi l'Alibi da Svetlana. 

Non c'è attualmente una serie tv che mi generi così tanta empatia come Shameless US. Semplicemente, non esiste. Tutti i componenti della sgangherata famiglia Gallagher di South Side Chicago sono da amare incondizionatamente, e, come ho detto più volte, la serie, pur divertendo moltissimo, riesce a mostrare la povertà statunitense come pochi altri documenti filmati. Alcuni dialoghi sono da incastonare nella pietra, così come alcune situazioni sono da libro mastro della comicità. Fortunatamente, il cast è ancora integro, gli ascolti reggono, e ci sarà una nona stagione, che porta Shameless US ad essere la serie Showtime più longeva. Niente male per un remake.

There is currently no TV series that generates me so much empathy as Shameless US. It simply does not exist. All the members of the ramshackle Gallagher family of South Side Chicago are to be loved unconditionally, and, as I have said several times, the series, while giving to the viewer a lot of fun, manages to show US poverty as few other documented videos. Some dialogues are to be embedded in the stone, just as some situations are from the ledger of comedy. Fortunately, the cast is still intact, the ratings hold, and there will be a ninth season, which brings Shameless US to be the longest running Showtime series. Not bad for a remake.

20180227

La mantide

La Mante - Scritto da Alice Chegaray-Breugnot, Nicolas Jean, Grégoire Demaison, Laurent Vivier, diretto da Alexandre Laurent (2017) - Miniserie in 6 episodi - TF1

Jeanne Deber, detta La Mantide, famosa assassina seriale che ha terrorizzato la Francia più di 25 anni prima, esce dall'isolamento accettando di aiutare le forze di polizia a rintracciare il suo copycat. Accetta di collaborare con il commissario Ferracci, il poliziotto che l'ha arrestata ai suoi tempi, ad una condizione irremovibile: il suo unico interlocutore dovrà essere Damien Carrot, suo figlio, divenuto poliziotto come sorta di contrappasso per i crimini da lei commessi, che ha cambiato nome e, aiutato da Ferracci, ha cancellato il suo passato (nemmeno sua moglie Lucie sa chi è la madre di Damien), e che rifiuta ogni contatto con Jeanne dai tempi del di lei arresto.

Intrigante poliziesco francese questo La Mante, segnalato dall'amico Franco e piaciuto molto a mia sorella, che vede protagonista il comico corso Fred Testot (arrivato alla popolarità con il duo Omar et Fred insieme a Omar Sy) nei panni serissimi (ma non senza sprazzi di ironia) di Damien Carrot, tormentato figlio della serial killer (di soli uomini violenti) Jeanne Deber, interpretata da una gelida e bravissima Carole Bouquet, che rivediamo volentieri all'opera. Un bel crescendo e risvolti psicologici a iosa, con crisi (del protagonista) sottolineate dalla camera a mano.

Intriguing French police procedural, this La Mante, pointed out to me by my friend Franco and very much enjoyed by my sister, with stars the comedian Fred Testot (who came to popularity with the duo Omar et Fred along with Omar Sy) in the shoes very serious (but not without flashes of irony) by Damien Carrot, tormented son of the female serial killer (of only violent men) Jeanne Deber, played by an icy and very talented Carole Bouquet, which we gladly seen again at work. A beautiful crescendo and a bunch of psychological implications, with crises (of the main character) underlined by the hand-camera.

20180226

Mucho Mojo

Hap and Leonard - Sviluppato da Jim Mickle e Nick Damici - Stagione 2 (6 episodi; Sundance Channel) - 2017

Dopo la morte dello zio Chester, Leonard e Hap trovano lo scheletro di un bambino. Leonard si rifiuta di credere che lo zio sia coinvolto, ma come sempre, insieme al fido Hap, si ritroveranno coinvolti in un'indagine che scoperchia i segreti della sonnacchiosa provincia della Louisiana.

Continua senza infamia, ma anche senza troppe lodi, la serie tv tratta dai romanzi di Joe R. Lansdale (a breve partirà la terza stagione, tratta da The Two-Bear Mambo). Cambia la protagonista femminile (stavolta una splendida Tiffany Mack nei panni dell'avvocato Florida Grange), ma non varia la strana coppia di investigatori per caso Purefoy/Williams (Hap & Leonard), che comunque intriga e diverte, per qualche serata senza troppo impegno. Impressionante Irma P. Hall nel ruolo di Meemaw.

Continue without infamy, but also without too much praise, the TV series based on the novels of Joe R. Lansdale (shortly the third season will start, taken from The Two-Bear Mambo). Change the female protagonist (this time a wonderful Tiffany Mack in the role of the lawyer Florida Grange), but does not change the strange pair of investigators by case Purefoy / Williams (Hap & Leonard), which however intrigues and entertains, for some evening without too much effort. Impressive Irma P. Hall as Meemaw.

20180225

Senza dio

Godless - Scritta e diretta da Scott Frank (2017) - Miniserie in 7 episodi - Netflix

Fine 1800, profondo Ovest statunitense. Il Maresciallo John Cook scopre un treno deragliato a Creede, Colorado, dove anche i passeggeri sopravvissuti all'incidente sono stati massacrati da dei fuorilegge. Cook è convinto che sia opera di Frank Griffin, noto fuorilegge, infuriato dopo che Ray Goode, un ragazzo dalla pistola velocissima che lui ha cresciuto come un figlio, ha lasciato il suo gruppo derubandolo. Roy, in fuga, finisce nel ranch di Alice Fletcher, nei pressi di La Belle, una città composta quasi esclusivamente da donne dopo che la maggior parte degli uomini è rimasta uccisa in un grave incidente per il crollo della miniera locale. Alice spara a Roy, ma poi lo cura e lo riporta in salute, insieme alla suocera di etnia Paiute, Iyovi, e al figlio mezzosangue Truckee. Cook arriva a La Belle, avvisa lo sceriffo Bill McNue dell'incidente di Creede; Bill si reca al ranch di Alice, e incontra Roy, che spiega l'accaduto. Ha rubato il denaro che la banda di Griffin aveva rubato dal treno, ha portato la banda lontano da Creede, affrontandoli, da solo, in un canyon, dove ha tra l'altro colpito al braccio Griffin, che in seguito a quella ferita ha dovuto farsi amputare l'arto. Roy infine si arrende allo sceriffo, che lo conduce nella prigione locale.

Suggestiva, epica e lenta epopea western, nata dalla penna di Scott Frank, che dirige anche tutti gli episodi, Godless è una miniserie un po' atipica e dal fascino vintage, ma dalla regia moderna. Cast ottimo senza superstar, se si esclude un Jeff Daniels (Frank Griffin) in grande spolvero, e interessante la scelta di creare un western con predominanza femminile, con l'espediente di La Belle, così come la vicina cittadina di Blackdom (questa realmente esistita) interamente composta da persone afro-americane. Impressionante ascoltare l'accento southern di Michelle Dockery (Alice Fletcher), dopo tante stagioni di Downton Abbey.

Evocative, epic and slow US Western epopee, born from the pen of Scott Frank, who also directs all the episodes, Godless is a miniseries a bit atypical and with vintage charm, but by modern direction. Great cast without a superstar, except for a Jeff Daniels (Frank Griffin) in a great shape, and interesting the choice to create a western with female predominance, with the expedient of La Belle, as well as the nearby town of Blackdom (this really existed) entirely composed of African-American people. Impressive listening to the southern accent of Michelle Dockery (Alice Fletcher), after many seasons of Downton Abbey.

20180224

Il mio cuore rubato






Questa me la autodedico nel giorno del mio 52esimo comple.
E come dice mio nipote, "bellazio".

20180223

Intrattenimento

Entertainment - Waterparks (2018)

Secondo disco per la band di Houston, Texas, che naturalmente si ispira a Green Day, Blink-182, Good Charlotte, Sum 41, Fall Out Boy, ma che si professano ispirati moltissimo da Kesha (tanto da scrivere sul loro status FB "We're just here to play a show with Kesha someday"). In effetti, la loro ricerca della melodia a volte (in alcuni pezzi) può apparire stucchevole, mentre in altri fa centro (Not Warriors, Rare, 11:11, Blonde).



Second album for the band of Houston, Texas, which is naturally inspired by Green Day, Blink-182, Good Charlotte, Sum 41, Fall Out Boy, but which are professed very much inspired by Kesha (so much to write about their FB status "We 're just here to play a show with Kesha someday "). In fact, their search for melody sometimes (in some tracks) may appear cloying, while in others it succeed (Not Warriors, Rare, 11:11, Blonde).

20180222

Posso sentirti insinuare nella mia vita privata

I Can Feel You Creep Into My Private Life - Tune-Yards (2018)

Tune-Yards è un progetto di Merrill Garbus, voce ukulele e percussioni, 39enne nativa del New England, US, in comunione con la scrittura e il basso di Nate Brenner, californiano di Oakland. Si parte da una pop dance di qualità, che potremmo definire art pop, indie pop o worldbeat, e nonostante il largo uso di elettronica, direi, seppure da inesperto del genere, che l'attitudine è quasi jazz. Ecco spiegata la differenza nella fruizione, tra un pezzo diretto come Heart Attack, e uno come Now As Then. Testi non leggeri: Garbus si è ispirata a temi quali femminismo, intolleranza razzista e libertà, e dal desiderio di sottolineare cosa sta accadendo nel mondo.



Tune-Yards is a project by Merrill Garbus, voice ukulele and percussion, 39 year-old native of New England, US, in communion with the songwriting and bass of Nate Brenner, Californian of Oakland. They start from a pop dance of quality, which we could define art pop, indie pop or worldbeat, and despite the wide use of electronics, I would say, although from inexperienced of the genre, that the attitude is almost jazz. Here is explained the difference in fruition, between a direct track like Heart Attack, and one like Now As Then. Lyrics are committed: Garbus was inspired by themes such as feminism, racist intolerance and freedom, and by the desire to underline what is happening in the world.

20180221

Mi piace il divertimento

I Like Fun - They Might Be Giants (2018)

Dovete crederci se vi dico che nonostante questo sia il ventesimo disco, a cura del duo formato da John Flansburgh e John Linnell, conosciutisi da adolescenti a Lincoln, Massachusetts, poi riunitisi a Brooklyn, New York, per cominciare la loro carriera che va avanti dal 1982, io è il primo che ascolto.
Si capisce immediatamente (lo so, non ce n'è bisogno, venti dischi e una carriera ultratrentennale parlano già da soli) che i ragazzi sono dei musicisti scafati, che sanno scrivere le canzoni ad occhi chiusi, che riescono tranquillamente ad attraversare e a mettere insieme tutte le influenze che ruotano attorno al rock, partendo dai Beatles (a mio modesto parere, una delle influenze più importanti), fino ai giorni nostri.
Disco godibile e, come dice il titolo, divertente, eterogeneo e moderno.



You have to believe me if I tell you that, despite this is the twentieth record, by the duo formed by John Flansburgh and John Linnell, known themselves when they were teenagers in Lincoln, Massachusetts, then re-met in Brooklyn, New York, to begin their career that goes on from 1982, for me, it's the first one that I listen.
You understand immediately (I know, there is no need, twenty records and a career over 30 years already speak for themselves) that the boys are extra-expert musicians, who can write the songs with their eyes closed, who can safely cross and put together all the influences that revolve around rock, starting from the Beatles (in my humble opinion, one of the most important influences), up to the present day.
Enjoyable and, as the title says, funny, heterogeneous and modern.

20180220

Fulmine

Thunderbolt - Saxon (2018)

Io sono sempre scettico di fronte a carriere così lunghe, infatti non ricordo neppure quale sia stato l'ultimo disco della band di Barnsley, South Yorkshire, che abbia ascoltato. Eppure, debbo dire che questo Thunderbolt, udite udite, il ventiduesimo di una carriera che va avanti dal 1977, ha il suo perché. Naturalmente, classic heavy metal, musica che va bene esclusivamente per noi (stra)vecchi estimatori del genere, cresciuti con nelle orecchie, tra le altre cose, 747 (Strangers in the Night), Heavy Metal Thunder o Denim and Leather (mi fermo qui ma potrei continuare), ma che ci volete fare, non riusciamo a non renderci ridicoli, quando appunto l'età avanza. Valido.



I am always skeptical about such long careers, in fact I do not even remember what was the last record of the band of Barnsley, South Yorkshire, that I have listened. Yet, I must say that this Thunderbolt, hear hear, the twenty-second of a career that goes on since 1977, has its own reason. Of course, classic heavy metal, music that is only good for us (extra)old admirers of the genre, grew up with, in the ears, among other things, 747 (Strangers in the Night), Heavy Metal Thunder or Denim and Leather (I stop here, but I could have continued so far), but, you know, what do you want to do, we kinda like make ourselves ridiculous, when the age advances. Valid.

20180219

Tecnologia

Technology - Don Broco (2018)

Terzo disco per la band di Bedford, mai sentiti nominare prima, ma devo dire che l'ascolto è piacevole. Siamo dalle parti del post metal ma nel senso del nu metal che flirta con il pop, per provare a spiegarvi un po' meglio, prima che vi smettiate di leggere e diate il via al video. Una sequenza di pezzi assolutamente orecchiabili, ma al tempo stesso potenti e perfino ballabili. Divertenti.



Third album for the band of Bedford, never heard them before, but I must say that the listening is pleasant. We are from the parts of post metal but in the sense of nu metal that flirts with pop, to try to explain a little'better, before you stop reading and start the video. A sequence of tracks absolutely catchy, but at the same time powerful and even danceable. Funny.

20180218

Il filo che ci lega

The Thread That Keeps Us - Calexico (2018)

Spiegato il mio tardivo interessamento alla band di Tucson, Arizona, nella recensione del loro Algiers del 2012, vi svelerò anche un'altra cosa: spesso, li confondevo con i Wilco. Così, senza un motivo, e senza conoscere bene nessuna delle due band. Detta questa cazzata, passiamo a parlare del nono disco dei Calexico. Vi ricordo che, come sempre, le mie preferenze vanno ai pezzi cantati in spagnolo (Flores y Tamales), quindi sempre pochi, ma la ricerca di fondere l'indie folk statunitense con varie forme di musica latina, è sempre molto interessante, anche perché non ci sono dei dilettanti a farlo. Sentite lo strumentale Unconditional Waltz, basato su trombe mariachi: spettacolare. E che dire della ballata Thrown to the Wild, e della delicatezza dell'ibrido Under the Wheels? Insomma, sempre bravi, i Calexico.



Explained my belated interest in the band of Tucson, Arizona, in the review of their 2012 Algiers, I will reveal another thing: often, I confused them with the Wilco. Like this, without a reason, and without knowing any of the two bands so well. Said this bullshit, let's move on to talk about the ninth record of Calexico. I remind you that, as always, my preferences go to the tracks sung in Spanish (Flores y Tamales), so always few, but the search to merge American indie folk with various forms of Latin music, is always very interesting, because there are no amateurs doing it. Hear the instrumental Unconditional Waltz, based on mariachi trumpets: spectacular. And what about the ballad Thrown to the Wild, and the delicacy of the hybrid Under the Wheels? In short, always bravo, Calexico.

20180216

Lascia la maledizione

Quit the Curse - Anna Burch (2018)

Disco di debutto per la cantautrice di Detroit, Michigan, già attiva con Frontier Ruckus e Failed Flowers. Pitchfork, nella recensione di Nina Corcoran, la avvicina a Liz Phair e Juliana Hatfield: folk rock con retrogusto importante anni '60, ottimo songwriting, senza essere troppo pop ma con una buona attitudine orecchiabile. Non è una bomba, è una sorta di progressione: vedremo dove la porterà.



Debut album for the singer-songwriter of Detroit, Michigan, already active with Frontier Ruckus and Failed Flowers. Pitchfork, in Nina Corcoran's review, brings her closer to Liz Phair and Juliana Hatfield: folk rock with an important 60s aftertaste, excellent songwriting, without being too pop but with a good catchy attitude. It's not a bomb, it's a sort of progression: we'll see where she will arrive.

20180215

Tutta melodia

All Melody - Nils Frahm (2018)

Nono disco per il musicista tedesco nato ad Amburgo 35 anni fa Nils Frahm. Pianista, compositore, sperimentatore, ha un approccio atipico che sposa l'elettronica alla musica classica. Sperimenta anche nella costruzione di strumenti: ha collaborato con David Klavins, costruttore germano-lettone, nell'ideazione del piano Una Corda, ed è conosciuto per la sua tecnica di porre del feltro tra martelletti e corde, per smorzare il suono.
Dice di essere profondamente interessato alle reazioni umane in certe situazioni, e a cosa succede alle emozioni delle persone quando ascoltano musica. Dice che, se è possibile cambiare l'attitudine degli esseri umani dando loro della buona musica, questa è una buona cosa. Di certo, per porsi all'ascolto di questo All Melody, bisogna lasciare da parte ogni preconcetto, ogni influenza musicale rock, e lasciarsi andare.



Ninth record for the German musician born in Hamburg 35 years ago Nils Frahm. Pianist, composer, experimenter, he has an atypical approach that marries electronics to classical music. He also experimented with the construction of instruments: he collaborated with David Klavins, a Latvian-German constructor, in the design of the Una Corda piano, and is known for his technique of placing felt between hammers and strings, to dampen the sound.
He says he is deeply interested in human reactions in certain situations, and what happens to people's emotions when they listen to music. He says that if it is possible to change the attitude of human beings by giving them good music, this is a good thing. Of course, to listen to this All Melody, you have to leave aside any preconception, any rock musical influence, and let you go.

20180214

Controllo

CTRL - SZA (2017)

Scusate il ritardo, ma tra l'altro magari vi annoiate a leggere solo recensioni di dischi nuovi. Oggi parliamo del debutto di Solana Imani Rowe, in arte SZA che sta per Sovereign Zig-Zag Allah o Savior Zig-Zag Allah (ispirata dal Supreme Alphabet, così come RZA), originaria di St. Louis, Missouri, poi trasferitasi giovane a Maplewood, New Jersey. Figlia di due genitori professionisti (padre, musulmano, executive producer alla CNN, madre, cristiana, manager alla AT&T), cresciuta come musulmana ortodossa, smette di indossare l'hijab dopo l'11/9 in seguito ad episodi di bullismo, ma non abbandona la fede islamista. Tutto ciò non impatta minimamente con la sua musica: frutto di influenze tra le più disparate, il disco è bellissimo, così come la sua voce, e potrebbe farvi innamorare. Molti lo catalogano come neo soul, ma dentro c'è di tutto: RNB, jazz, pop, elettronica. Occhio.



Sorry for the delay, but among other things, you may get bored to read only reviews of new records. Today we are talking about the debut of Solana Imani Rowe, aka SZA, that stands for Sovereign Zig-Zag Allah or Savior Zig-Zag Allah (inspired by Supreme Alphabet, as well as RZA), originally from St. Louis, Missouri, then moved to Maplewood , New Jersey. Daughter of two professional parents (father, Muslim, CNN executive producer, mother, Christian, AT&T manager), raised as an Orthodox Muslim, she stops wearing hijab after 9/11 as a result of bullying but not abandons the Islamist faith. All this does not impact in the least with her music: the result of influences among the most disparate, the record is beautiful as hell, as well as his voice, and could make you fall in love. Many categorize it as a neo soul, but inside there is everything: RNB, jazz, pop, electronics. Watch out.

20180213

Profeti sconosciuti e messia morti

Unsung Prophets and Dead Messiahs - Orphaned Land (2018)

A dispetto del genere musicale, mi dispiace aver conosciuto questa band israeliana solo con il loro sesto album in studio, questo Unsung Prophets and Dead Messiahs. La creatura del cantante Kobi Farhi, 42enne israeliano di Jaffa, fondatore anche dell'etichetta MDMA, e portatore sano di un messaggio pacifista, riflette ovviamente l'attitudine del fondatore. I testi degli Orphaned Land, infatti, promuovono un messaggio di pace e unità, in particolare tra le tre principali religioni abramitiche (ebraismo, islam e cristianesimo), nonostante i membri della band si dichiarino tutti atei o agnostici. La loro musica è una mescola molto particolare di progressive metal, influenze folk medio-orientali, con un pizzico di doom/death metal e di symphonic metal. I musicisti sono tutti tecnicamente preparati, la voce di Kobi è duttile e potente, diversi passaggi sono epici e suggestivi; in alcuni momenti possono ricordare vagamente i migliori System of a Down



In spite of the music genre, I'm sorry to have known this Israeli band only with their sixth studio album, this Unsung Prophets and Dead Messiahs. The creature of the singer Kobi Farhi, 42-year-old Israeli from Jaffa, also founder of the MDMA label, and a healthy bearer of a pacifist message, obviously reflects the attitude of the founder. The lyrics of the Orphaned Land, in fact, promote a message of peace and unity, in particular among the three main Abrahamic religions (Judaism, Islam and Christianity), although the band members declare themselves all atheists or agnostics. Their music is a very special blend of progressive metal, Middle Eastern folk influences, with a dash of doom/death metal and symphonic metal. The musicians are all technically prepared, the voice of Kobi is ductile and powerful, several passages are epic and suggestive; in some moments they can vaguely remember the best System of a Down.

20180212

Cultura due

Culture II - Migos (2018)

Cari vecchi, come me del resto, vi ho già detto più volte che dovete arrendervi, ad un certo punto. Questa è la musica che va per la maggiore adesso, tra i giovanissimi: si chiama trap. I tre di Lawrenceville, Georgia, Quavo, Offset e Takeoff (tutti e tre parenti tra di loro, zii e cugini, ma tutti tra i 23 e i 26 anni, attualmente), attivi anche singolarmente, formano i Migos (casa abbandonata, usata per il consumo o la produzione di droghe) nel 2009, e questo è il loro terzo disco, che segue di un anno esatto il precedente Culture. Un disco lunghissimo (24 tracce), che non brilla per varietà ma che ugualmente, contiene diversi singoli che faranno (o che hanno già fatto, vedi MotorSport e Stir Fry) fortuna, e che naturalmente, vede una lista infinita di collaborazioni.
I tre non sono esattamente stinchi di santo, così come vuole la tradizione hip hop, quindi hanno pure l'aura giusta. So che è ridondante dirlo, ma hanno già dei seguaci e degli imitatori pure in Italia (ne abbiamo parlato), e ascoltandoli, riconoscerete pure che anche nell'universo rap c'è una sorta di evoluzione, e si inglobano, manipolandole per creare qualcosa di diverso, le cose del passato.



Dear old people, like me, I have already told you several times that you must give up at some point. This is the music that goes on the most, right now, among the very young: it's called trap. The three of Lawrenceville, Georgia, Quavo, Offset and Takeoff (all three relatives among them, uncles and cousins, but all between 23 and 26 years old, currently), also active singularly, form the Migos (abandoned house, used for the consumption or production of drugs) in 2009, and this is their third record, which follows the previous Culture exactly one year later. A very long album (24 tracks), which does not shine by variety but which equally, contains several singles that will (or have already done, see MotorSport and Stir Fry) have luck, and of course, has an endless list of collaborations.
The three are not exactly saints, as the hip hop tradition wants, so they also have the right aura. I know it's redundant to say, but they already have followers and imitators as well in Italy (we talked about it), and listening to them, you will also recognize that even in the rap universe there is a sort of evolution, and are incorporated, manipulating them to create something different things from the past.

20180211

Salita alla gloria

Rise to Glory - Loudness (2018)

Rise to Glory è, pensate, il ventiseiesimo disco in studio della metal band giapponese Loudness, fondata nel 1980 a Osaka, Giappone, dalle ceneri dei Lazy, dal chitarrista Akira Takasaki (unico membro ancora nella band ad oggi), dal bassista Hiroyuki Tanaka (che lascerà la band prima ancora di incidere il disco di debutto nel 1981), e dal batterista Munetaka Higuchi (morto di cancro nel 2008). Gli anni si sentono tutti a livello musicale, il disco è un buon disco di heavy metal classico, grandi riff, begli assoli, mid-tempos che si sprecano, canzoni scritte bene, ma molto datate, nonostante non ci sia niente da dire a livello di tecnica e di padronanza del genere.



Rise to Glory is, think about it, the twenty-sixth studio album of the Japanese metal band Loudness, founded in 1980 in Osaka, Japan, from the ashes of Lazy, by guitarist Akira Takasaki (the only member still in the band to date), bassist Hiroyuki Tanaka (who will leave the band before even recording the debut album in 1981), and drummer Munetaka Higuchi (who died of cancer in 2008). The years are all heardable on a musical level, the record is a good record of classic heavy metal, great riffs, good solos, abundants mid-tempos, well written songs, but very dated, although there is nothing to say on the level of technique and mastery of the genre.

20180209

Il momento è ora

The Time Is Now - Craig David (2018)

Io a questo ragazzo voglio bene, ve lo dico. Born to Do It è uno dei dischi non metal che credo di aver ascoltato allo sfinimento. Spesso accade così: troppo talento tutto insieme, troppo successo all'improvviso, soprattutto da giovani. C'è chi non regge, chi si uccide, purtroppo. Craig sembra essere sopravvissuto bene, da persona equilibrata. Il problema è che non ha più fatto dischi all'altezza, e anche il successo è andato e venuto. Ci riprova con questo nuovissimo The Time Is Now, disco dove l'R&B e la Tropical house risentono da lontano del 2-step garage degli esordi, e dove si evince chiaramente che il ragazzo di Southampton, UK, ha talento e sa scrivere, così come sa cantare, ma indovinare continuamente i singoli mica è facile. Buone Brand New e I Know You, quest'ultima con i Bastille. La media non è male. Ma la grandeur è un'altra cosa.



I love this guy, I can tell you. Born to Do It is one of the non-metal records that I think I listened to the end (of it). This happens a lot often: too much talent all together, too much success all of a sudden, especially when you're young. There are those who do not hold, those who kill theirself, unfortunately. Craig seems to have survived well, as a balanced person. The problem is that he has not made good records any more, and success has come and gone. He is trying again right now with this brand new The Time Is Now, a record where the R&B and the Tropical house are affected by the 2-step garage of the beginning, and where it is clear that the boy from Southampton, UK, has talent and knows how to write, and he knows how to sing, but it's not always easy to guess some single of success. Good Brand New and I Know You, the latter with Bastille. The average is not bad. But the grandeur is another thing.

20180208

Perso sulla strada per l'eternità

Lost on the Road to Eternity - Magnum (2018)

Ventesimo disco in studio per la rock band di Birmingham, UK, formatasi nel lontanissimo 1972, come house band del Rum Runner club. Sciolti nel 1995 e rimessi insieme nel 2001, sempre con i fondatori Bob Catley (voce) e Tony Clarkin (chitarra), hanno sempre suonato un hard rock melodico molto simile a quello dei Deep Purple, ma con continue strizzate d'occhio al genere progressive, e con una scrittura di gran classe. Anche su questo disco, con la copertina disegnata da Rodney Matthews, c'è una sorta di lezione di hard rock, un disco che ci ricorda tempi ormai lontani, con un sound che ha influenzato molte band negli anni a venire. Comparsata di Tobias Sammet degli Edguy e fondatore del progetto Avantasia sul pezzo che dà il titolo all'album.



Twentieth studio album for the rock band of Birmingham, UK, formed in the very distant 1972, as a house band of the Rum Runner club. Disbanded in 1995 and put it back together in 2001, still with the founders Bob Catley (vocals) and Tony Clarkin (guitar), they have always played a melodic hard rock very similar to that of Deep Purple, but with constant signs of progressive genre, and with a great class songwriting. Also on this record, with the cover designed by Rodney Matthews, there is a sort of hard rock lesson, a record that reminds us of long gone times, with a sound that has influenced many bands in the years to come. Featuring of Tobias Sammet of Edguy and founder of the Avantasia project, on the title track.

20180207

Rovine

Ruins - First Aid Kit (2018)

Quarto disco per il duo svedese formato dalle sorelle Klara e Johanna Soderberg, duo che diventa un quintetto in occasione delle esibizioni dal vivo, la cui storia è quantomeno curiosa. Il padre faceva parte di una rock band svedese (Lolita Pop), poi insegnante di storia e religione, la madre è un'insegnante di cinematografia. Cresciute a Enskede, sobborgo di Stoccolma, fin da piccole hanno una passione viscerale per il canto. Klara scrive la sua prima canzone a sei anni. Entrambe frequentano la scuola internazionale inglese del luogo. A 12 anni, un amico di Klara le fa conoscere i Bright Eyes: inizia, per tutte e due le sorelle, un viaggio nella musica country. Johanna ascolta di tutto, finché rimane folgorata dalla colonna sonora di O Brother, Where Art Thou?; quando le due cantano insieme Down to the River to Pray, capiscono che quella è la loro strada. Cominciano a cantare e suonare (avevano ricevuto una chitarra per una, un Natale, imparando a suonarla in fretta) per strada, e nella metro di Stoccolma. Scelgono il nome del gruppo aprendo un dizionario a caso. A differenza dei loro genitori, più orientati verso il rock, loro scelgono il folk e il country americano. Cominciano a pubblicare musica loro su MySpace. Poi, sentite questa: il loro fratello minore frequenta lo stesso asilo della sorella piccola di Fever Ray, e la madre delle sorelle le chiede di ascoltare la musica delle figlie sul sito. Karin rimane colpita, e propone loro un contratto con la Rabid, l'etichetta che gestisce insieme al fratello (l'altra metà dei The Knife), per preservare le sorelle dai pessimi affari dell'industria discografica, lasciandole completamente libere sulle scelte musicali e artistiche. Il resto è costellato da storie e incontri altrettanto curiosi, e da quattro album, l'ultimo dei quali è questo delizioso Ruins. Delicato, soffice, armonioso, perfettamente in linea con la tradizione americana, fatto da dieci canzoni scritte con maestria. Non c'è altro da aggiungere, se non che invidio un po' quei Paesi dove la musica moderna è considerata cultura.



Fourth disc for the Swedish duo formed by the sisters Klara and Johanna Soderberg, a duo that becomes a quintet for the live performances, whose story is at least curious. The father was part of a Swedish rock band (Lolita Pop), then a teacher of history and religion, the mother is a film teacher. Grown up in Enskede, a suburb of Stockholm, since their childhood they have a visceral passion for singing. Klara writes her first song at the age of six. Both attend the local English international school. At the age of 12, a friend of Klara introduced her to the Bright Eyes: this started a journey through country music for both sisters. Johanna listens to everything, until she is struck by the soundtrack of O Brother, Where Art Thou?; when the two sing together Down to the River to Pray, they understand that this is their way. They start to sing and play (they had received a guitar each, one Christmas, learning to play it quickly) on the street, and in the Stockholm metro. They choose the group name by open randomly a dictionary. Unlike their parents, more oriented towards rock, they choose folk and American country. They start to publish their music on MySpace. Then, listen to this: their younger brother attends the same kindergarden as Fever Ray's little sister, and the sisters' mother asks her to listen to her daughters' music on the site. Karin remains impressed, and offers them a contract with Rabid, the label she runs with her brother (the other half of The Knife), to preserve the sisters from the bad business of the record industry, leaving them completely free on musical and artistic choices. The rest is dotted with equally curious stories and encounters, and from four albums, the last of which is this delightful Ruins. Delicate, soft, harmonious, perfectly in line with the American tradition, made up of ten songs written with mastery. There is nothing to add, except that I envy a bit those countries where modern music is considered culture.

20180206

Avere completa influenza

Ephorize - Cupcakke (2018)

L'infanzia di Elizabeth Eden Harris aka Cupcakke, sembra quella di un personaggio di Shameless versione US: cresciuta da una madre single a Chicago, ha usufruito, dai 7 agli 11 anni, di vari homeless shelters, rifugi per senzatetto. Inizia ad interessarsi di poesia verso i 10 anni, in seguito al suo coinvolgimento nella chiesa locale, ed era molto richiesta per recitare poesie sulla sua cristianità e sulla fede, dai pastori locali (molto stridente se confrontato con quello di cui canta adesso). Verso i 13 anni viene introdotta al rap da un frequentatore della chiesa, e ne rimane affascinata. Dal 2012 inizia a comporre e pubblicare pezzi e video su YouTube, e riscuote molto successo. Non ha paura a parlare di sesso esplicitamente, di quanto le piaccia, di quanti cazzi succhia ed altre "leggerezze" del genere, ma anche orgogliosamente contro ogni tipo di violenza, soprattutto sessuale, e solidale con la comunità LGBT. 
Un paio di mixtape ancora giovanissima, poi dal 2016 un disco all'anno, fino a questo terzo Ephorize, appena uscito. Un flow invidiabile, testi ruvidi e divertenti, una sicurezza incredibile a 20 anni, ma spesso un'infanzia dura dà questi risultati. Ottimo.



The childhood of Elizabeth Eden Harris aka Cupcakke, looks like that of a character of Shameless US version: raised by a single mother in Chicago, has used, from 7 to 11 years, various homeless shelters. She began to take an interest in poetry at the age of 10, following her involvement in the local church, and was very much in demand to recite poetry about her Christianity and faith, from local pastors (very strident compared to what she sings now). Around the age of 13, she was introduced to the rap by a church visitor and was fascinated by it. Since 2012 she starts composing and posting tracks and videos on YouTube, and she is very successful. She is not afraid to talk about sex explicitly, how much she likes it, how many cocks she sucks and other "lightness" of this kind, but also proudly against any kind of violence, especially sexual, and supportive toward the LGBT community.
A couple of mixtapes when she was still very young, then from 2016 one record per year, up to this third Ephorize, just released. An enviable flow, rough and funny lyrics, incredible security at 20, but often a hard childhood gives these results. Great.

20180205

Cami

Camila - Camila Cabello (2018)

Il problema è che è sempre più difficile trovare un disco veramente brutto, anche pescando nel pop più inflazionato. Altra preferenza di mio nipote, che tra un pezzo di Sfera e uno di Boro Boro canticchia Havana, il singolo tritapalle che ha preceduto di alcuni mesi l'uscita di questo disco di debutto, mi sento un po' in dovere di approfondire, e un po' lo faccio perché il disco si trova nell'elenco delle uscite di gennaio.
Karla Camila Cabello Estrabao ha 20 anni, è nata nella capitale cubana da madre cubana e padre messicano, ha fatto avanti e indietro tra L'Avana e Città del Messico, poi a 5 anni si è stabilita a Miami. Seconda edizione di X Factor USA, eliminata poi ripescata con altre 4 concorrenti per formare le Fifth Harmony, che arrivano terze e firmano un contratto. 1 EP e due album, poi Camila le lascia per la carriera solista. Comincia una serie di collaborazioni sempre più importanti, il singolo di cui sopra, ed eccoci a Camila, che è ben fatto e zeppo di firme pesanti (Sia, Skrillex, Pharrell, Young Thug, e altri). La ragazzina cerca di tenersi in bilico tra una delle sue muse Taylor Swift (la ricorda in molti passaggi), e le sue radici latine (reggaeton, hip hop, R&B). Ne potrebbe uscire qualcosa di più interessante, ma al momento il pop e un R&B risentito la fa da padrone: vediamo cosa riuscirà a fare in futuro.



The problem is that it is increasingly difficult to find a really bad record, even fishing in the most inflated pop. Another preference of my nephew, who, between a track of Sfera and one of Boro Boro humming "Havana", the hit single that preceded by a few months the release of this debut album, I feel a little in duty to deepen, and a I do it a little bit because the record is on the January records release list.
Karla Camila Cabello Estrabao is 20 years old, she was born in the Cuban capital from a Cuban mother and a Mexican father, she went back and forth between Havana and Mexico City, then at 5 she settled in Miami. Second edition of X Factor USA, eliminated then fished back with 4 other competitors to form the Fifth Harmony, which come as third and sign a contract. 1 EP and two albums, then Camila leaves them for the solo career. Start a series of increasingly important collaborations, the single we talked above, and here we are to Camila, which is well done and full of heavy signatures (Sia, Skrillex, Pharrell, Young Thug, and others). The girl tries to keep herself poised between one of her muses Taylor Swift (she remembers her in many passages), and her Latin roots (reggaeton, hip hop, R&B). It could come out something more interesting, but at the moment the pop and an R&B already listened, is the heavy weight: let's see what she could do in the future.

20180204

Colpi decisi

Grimmest Hits - Black Label Society (2018)

Il decimo disco in studio dei Black Label Society, la band di Zakk Wylde, non denota nessun passo avanti rispetto ai precedenti, così come nessun passo indietro. E', come al solito, un disco che sciorina grandi riff di chitarra, la voce ozzyana di Zakk, qualche ballata, grandi assoli, insomma, roba che a me piace anche ascoltare (sapete che soffro di quella malattia per la quale vai in depressione se non ascolti almeno una chitarra distorta al giorno), ma che spesso, è talmente poco originale che diventa imbarazzante: The Day That Heaven Had Gone Away è un plagio, così come Bury Your Sorrow. Indovinate voi di cosa.



The tenth studio album of the Black Label Society, the band of Zakk Wylde, does not denote any progress compared to the previous ones, as well as no steps back. It is, as usual, a disc that shows great guitar riffs, Zakk's Ozzy-esque voice, some ballads, great solos, in short, stuff that I also like to listen to (you know that I suffer from the disease for which I go into depression if I do not listen to at least one distorted guitar per day), but that often, it is so unoriginal that it becomes embarrassing: The Day That Heaven Had Gone Away is a plagiarism, as is Bury Your Sorrow. Guess you of what.

20180202

Caffè nero

Black Coffee - Beth Hart and Joe Bonamassa (2018)

Terzo disco della coppia di fenomeni del rock blues, che come sempre si cimentano con cover dello stesso genere, con qualche sorpresa (Edgar Winter, Etta James, Ella Fitzgerald, Peggy Lee, Lavern Baker, Mississippi Sheiks, Lucinda Williams, Klaus Waldeck, Humble Pie). Resa impeccabile: lei è sempre più simile a Janis, lui è un portento blues. Prevedibile? Senza dubbio. Ma direi che ogni tanto, ci vuole. It's only blues rock, but...



Third album of the couple of phenomena of rock blues, which as always try their hand with covers of the same genre, with some surprises (Edgar Winter, Etta James, Ella Fitzgerald, Peggy Lee, Lavern Baker, Mississippi Sheiks, Lucinda Williams, Klaus Waldeck, Humble Pie). Impeccable yield: she is more and more like Janis, he is a blues portento. Predictable? No doubt. But I would say that sometimes, it takes. It's only blues rock, but ...

20180201

Il paese degli avatar

Avatar Country - Avatar (2018)

Il settimo disco della band svedese Avatar, intitolato Avatar Country, sembra ironizzare sulla anacronistica presenza di un re nel loro paese: nel titolo delle 10 tracce del disco, inclusa l'intro (una reinterpretazione dell'inno nazionale svedese), c'è la parola King. Chissà. Detto questo, parliamo del disco, eclettico, partono da una base indubbiamente metal (inizialmente nascono come band di melodic death metal), ma spaziano in ogni direzione (ascoltare The King Welcomes You to Avatar Country, una sorta di divertissement semi-country), e, seppur padroneggiando il tutto, non è che riescano a lasciare un segno deciso sull'ascoltatore. Possono ricordare i Guns and Roses, e un attimo dopo Marilyn Manson, i Rammstein o gli Iron Maiden. Insomma, una band che fa del trasformismo il suo valore aggiunto. O il suo difetto più grande.



The seventh album by the Swedish band Avatar, titled Avatar Country, seems to be ironic about the anachronistic presence of a king in their country: in the title of the 10 tracks of the album, including the intro (a reinterpretation of the Swedish national anthem), there is the word King. Who knows. That said, we talk about the album, eclectic, start from an undoubtedly metal base (they initially born as a melodic death metal band), but they range in every direction (listen to The King Welcomes You to Avatar Country, a sort of semi-country divertissement), and, although mastering the whole thing, it's not that they manage to leave a firm mark on the listener. They can remember the Guns and Roses, and a moment later Marilyn Manson, Rammstein or Iron Maiden. In short, a band that made of transformism its added value. Or its biggest flaw.