No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20180831

Messa nera

Messe Noire - Behemoth (2018)

Il 5 ottobre uscirà I Loved You at Your Darkest, l'undicesimo disco in studio della band polacca di Danzica, Behemoth. Come mi capita spesso, non conoscendoli per niente, mi sono andato ad ascoltare l'ultimo disco disponibile, per capire un poco di cosa "trattano" i polacchi, una band capitanata da un personaggino niente male, Adam Michal Darski in arte Nergal (effettivamente, nel 2012 ha assunto questo nome legalmente, al posto di Michal), fondatore della band quando era ancora adolescente, manager, chitarrista, cantante, compositore, citato in giudizio alcuni anni fa per aver strappato una bibbia in pubblico, laureato in storia, abilitato curatore di musei, coach tv per The Voice of Poland, testimonial per un energy drink, sopravvissuto ad una leucemia tramite un trapianto di midollo osseo (tutti i suoi proventi come testimonial vanno ad uno dei più grandi centri per donatori di midollo). Insomma, mi è capitato questo disco live, che è corroborato pure da alcuni dvd (con esibizioni live e video clip ufficiali), che rende abbastanza l'idea. La band, partita nel 1995 dal black metal, è poi approdata, dopo pochi anni, al blackened death metal, affrontato con buonissima tecnica e con una sorta di blasfema filosofia critica del cristianesimo, come ideologia di fondo. Non male per venire dalla Polonia. Il cd in questione è "semplicemente" l'esecuzione live del disco in studio precedente, The Satanist, ma direi che basta e avanza per farsi un'idea precisa: band compatta, pezzi elaborati, grande potenza di fuoco, e un frontman capace di tenere in pugno la platea.



On October 5th will be released I Loved You at Your Darkest, the eleventh studio album of the Polish band from Gdansk, Behemoth. As I often do, not knowing them at all, I went to listen to the last disc available, to understand a little of what they "treat", a band led by a quite a personage, Adam Michal Darski aka Nergal (actually , in 2012 took this name legally, in place of Michal), founder of the band when he was still a teenager, manager, guitarist, singer, composer, sued some years ago for having torn a bible in public, graduated in history, qualified curator of museums, tv coach for The Voice of Poland, testimonial for an energy drink, survivor of a leukemia by a bone marrow transplant (all of his proceeds as testimonial goes to one of the largest centers for bone marrow donors). In short, I have this live record, which is supported by some DVDs (with live performances and official video clips), which makes the idea quite enough. The band, started in 1995 with a classic black metal, then landed, after a few years, to blackened death metal, tackled with very good technique and with a sort of blasphemous critical philosophy of Christianity, as a fundamental ideology. Not bad for coming from Poland. The album in question is "simply" the live performance of the previous studio album, The Satanist, but I would say that it is enough to get a precise idea: compact band, elaborate tracks, great firepower, and a frontman capable of hold the audience in a fist.

20180830

The Passenger

Westworld - di Jonathan Nolan e Lisa Joy - Stagione 2: The Door (10 episodi; HBO) - 2018

A due settimane di distanza dall'inizio della rivolta, scatenata da Dolores, le forze di sicurezza della Delos, guidate da Karl Strand, cominciano lo sterminio degli hosts (i cyborg "padroni di casa"). In mezzo ad un mucchio di hosts sterminati, trovano Bernard, e ignorando il fatto che sia lui stesso un host, chiedono il suo aiuto per recuperare le varie memorie, per capire come sia cominciata la rivolta.

Devo dire onestamente che ho fatto molta fatica a seguire la seconda stagione di Westworld, una serie che mi aveva particolarmente entusiasmato nella sua prima stagione. A dispetto della splendida fotografia, e degli stupendi sfondi, la trama sembra essere intrecciata appositamente per non far capire niente allo spettatore. Questo mi indispettisce non poco, proprio perché, come detto poc'anzi, ho amato la prima stagione, e l'idea in sé, che sta alla base di questa serie. Visto che è stata rinnovata per una terza, spero vivamente che gli sceneggiatori tengano conto anche di un leggero calo degli ascolti, per rendere la trama un po' meno complessa.

I must honestly say that I had a hard time following the second season of Westworld, a series that had particularly impressed me in its first season. In spite of the beautiful cinematography, and the beautiful backgrounds, the plot seems to be intertwined specifically to let not understand anything to the viewer. This annoys me a lot, just because, as mentioned earlier, I loved the first season, and the idea itself, which is at the basis of this series. Since it has been renewed for a third, I sincerely hope that the writers also take into account a slight drop in ratings, to make the story a little less complex.

20180829

Divorante luce raggiante

Devouring Radiant Light - Skeletonwitch (2018)

Devouring Radiant Light è il sesto album per la band di Athens, Ohio, ed è, senza esagerazioni, un piccolo capolavoro di quel sottogenere che possiamo definire melodic black-death (o anche blackened death metal). Lunghe cavalcate rabbiose in doppia cassa e chitarre simil-drone, aperture melodiche con grandi assoli di chitarra, voce harsh/growl. A me sconosciuti fino a poco tempo fa, li ho ascoltati dopo una segnalazione fatta dalla chitarrista dei Baroness, Gina Gleason, sul suo account Instagram, e devo dire che la segnalazione è buona, e ne si comprende il perché.

Devouring Radiant Light is the sixth album for the band from Athens, Ohio, and is, without exaggeration, a small masterpiece of that subgenre that we can define melodic black-death (or even blackened death metal). Long rabid rides in double bass and drone-like guitars, melodic openings with great guitar solos, harsh/growl vocals. Unknown to me until recently, I listened to them after an alert made by the Baroness guitarist, Gina Gleason, on her Instagram account, and I must say that the warning was good, and we even can understand why.

20180828

Prega per i malvagi

Pray For the Wicked - Panic! At the Disco (2018)

Il sesto disco della band di Las Vegas, Nevada, ormai divenuta una one-man-band formata dal poliedrico Brendon Urie, risente, oltre che delle solite influenze, pure dell'esperienza di Urie a Broadway in Kinky Boots. E' un disco dinamico, apparentemente spensierato, decisamente interessante, sicuramente estremamente orecchiabile e godibile al massimo. Fiati ed archi a volontà, per arrangiamenti orchestrali e perfino pomposi, divertimento a piene mani, e la voce di Urie che spadroneggia ovunque. Non è la mia tazza di the, ma mi piace un bel po'.

The sixth album of the Las Vegas, Nevada band, which has now become a one-man-band formed by the multi-talented Brendon Urie, is influenced, as well as the usual influences, also of the Urie's Broadway experience in Kinky Boots. It's a dynamic, apparently carefree album, definitely interesting, definitely extremely catchy and enjoyable to the fullest. Horns and strings at will, for orchestral and even pompous arrangements, fun with both hands, and the voice of Urie that dominates everywhere. It's not my cup of tea, but I like it a lot.

20180827

Vizioso

Vicious - Halestorm (2018)

Il quarto disco per il quartetto di Red Lion, Pennsylvania, capitanato dalla cantante e chitarrista Lzzy Hale e dal fratello Arejay Hale alla batteria, è un disco molto divertente per chi apprezza l'hard rock nella sua interezza: non ci sono tentativi di sperimentazione, di crossover, di distinguersi particolarmente dalle altre band che partono appunto, dall'hard rock. C'è semplicemente la voglia di scrivere buone canzoni, pestare duro e divertirsi. Una sezione ritmica che fa il suo lavoro come si deve, senza esagerazioni né sbavature, un chitarrista solista che si mette al servizio della band e delle canzoni, e una cantante dalla voce potente e versatile. Nelle canzoni sentirete tutte le possibili influenze rock e metal che conoscete, ma soprattutto, non troverete una canzone brutta, e che non vi faccia muovere avanti e indietro la testa. Scusate se è poco.

The fourth album for the four-piece from Red Lion, Pennsylvania, led by the female singer and guitarist Lzzy Hale and her brother Arejay Hale on drums, is a very fun record for those who appreciate hard rock in its entirety: there are no attempts at experimentation, of crossover, to distinguish particularly from other bands that start precisely, from hard rock. There is simply the desire to write good songs, stomp hard and have fun. A rhythm section that does its job properly, without exaggerations or smudges, a solo guitarist who puts himself at the service of the band and the songs, and a singer with a powerful and versatile voice. In the songs you will hear all the possible rock and metal influences that you know, but above all, you will not find a bad song, and that does not make your head move back and forth. Sorry, but it's not too little.

20180826

L'ora e adesso

The Now Now - Gorillaz (2018)

La farò molto breve. Nonostante Damon Albarn mi stia piuttosto simpatico, le uniche cose che mi sono piaciute del Blur sono state Song 2 ed il video di Coffe and TV; come vi dissi già in occasione della recensione di Plastic Beach del 2010, anche l'operazione Gorillaz, simpatica nell'approccio e pure filosoficamente condivisibile, non mi ha mai convinto musicalmente. Anche a questo giro, un disco moscio in maniera quasi disturbante, travestito da funk, world music, synth-pop, vagamente soul, con canzoni dimenticabili dopo pochi minuti. Non bastano George Benson (Humility) e Snoop Dogg (Hollywood) a sollevare l'ascoltatore dalla noia. Carina Tranz.

I will do it very short. Although Damon Albarn is quite nice to me, the only things I liked about Blur were Song 2 and the Coffe and TV video; as I told you already in the 2010 Plastic Beach review, the Gorillaz operation, likeable in its approach and also philosophically shareable, has never convinced me musically. Also at this lap, a very floppy album, in an almost disturbing way, disguised as funk, world music, synth-pop, vaguely soul, with songs ready-to-be-forgettable after a few minutes. George Benson (Humility) and Snoop Dogg (Hollywood) are not enough to lift the listener from boredom. But Tranz is a cute song.

20180824

Alto come la speranza

High As Hope - Florence and the Machine (2018)

Quarto disco in studio per la band inglese, che avevo perso un po' di vista probabilmente per il grande successo commerciale avuto qualche anno fa. Il disco è interessante, a dispetto di qualche pezzo che sicuramente avrà fortuna anche nei passaggi radiofonici (Hunger rappresenta un po' il marchio di fabbrica anthemico della band, così come dai loro inizi sono riusciti a piazzare hit), le composizioni svariano lungo una linea che parte dal soul e arriva al rock orchestrale, e sono più che buone, a volte ottime, come Big God e The End of Love. Queste ultime due tracce sono però esempio cristallini di dove potrebbero arrivare i Florence + The Machine, se solo osassero un po' di più.

Fourth studio album for the English band, whom I had lost a bit of view probably due to the great commercial success a few years ago. The album is interesting, in spite of some tracks that will surely have luck also in the radio airplay (Hunger represents a bit the anthemic trademark of the band, as from their beginnings they have succeeded to place big hits), the songwriting moves along a line that starts from the Soul and arrives to the orchestral rock, and the songs are more than good, sometimes very good, like Big God and The End of Love. These last two tracks, however, are crystalline examples of where the Florence + The Machine could arrive, if only they dare a little more.

20180823

Anno dell'infiltrato

Year of the Snitch - Death Grips (2018)

Sesto disco per il terzetto di Sacramento, California, una delle band più amate da Bjork: questo dovrebbe già dirvi qualcosa. Se amate le sfide, ascoltate i Death Grips (e magari andate pure a vederli live). Se volete rimanere nella vostra zona di confort, non lo fate. Hip hop, punk, noise, elettronica, industrial. Mettete tutto in un frullatore, farcitelo di liriche feroci e di un'attitudine distruttiva. Anche solo l'esperienza dell'ascolto può risultare faticosa, a tratti estenuante, ma senza dubbio, un viaggio mentale, ancor più che sonoro.

Sixth album for the trio from Sacramento, California, one of Bjork's most beloved bands: this should already tell you something. If you love challenges, listen to the Death Grips (and maybe go see them live). If you want to stay in your comfort zone, you do not. Hip hop, punk, noise, electronic, industrial. Put everything in a blender, fill it with fierce lyrics and a destructive attitude. Even the experience of listening can be tiring, at times exhausting, but without doubt, a mental journey, even more so than musical.

20180822

Dittatore

Dictator - Daron Malakian and Scars on Broadway (2018)

Strana la storia di questo che potrebbe essere il secondo album degli Scars on Broadway (il primo fu l'omonimo del 2008, quando la band era formata, oltre che da Daron Malakian, da John Dolmayan alla batteria, anche lui nei System of a Down, da Franky Perez all'altra chitarra, e daDanny Shamoun alle tastiere), ma anche il sesto disco dei System of a Down. Vi dico questo, perché, ascoltandolo, qualche sospetto mi era venuto, poi, documentandomi, viene fuori che Daron Vartan Malakian, multistrumentista di chiare origini armene (anche se è nato a Los Angeles, California, da Vartan e Zepur Malakian, immigrati in US da Mosul, Iraq, dove le rispettive famiglie si erano stabilite molti anni prima, in fuga dal genocidio armeno), chitarrista e principale compositore dei SOAD, aveva composto questo disco già nel 2012, quando, come adesso, i quattro amici e compagni di band parlavano della possibilità di registrare un sesto disco, e poi, stanco di aspettare, è entrato nel suo studio ed ha registrato, in 10 giorni, tutte le parti, batteria e voce comprese. L'attesa nella pubblicazione è motivata dalle stesse ragioni: il fatto che la possibilità di registrare con gli altri fosse ancora nell'aria. Detto tutto ciò, il disco è molto interessante. Così come le cose che ha sempre scritto Malakian, il disco è rabbioso, molto metal e pure punk, molto medio-orientale, con liriche anche feroci, e anche momenti divertenti e caricaturali. Due cover chiudono il disco: Gie Mou (figlio mio) del greco Stamatis Kokotas, in versione strumentale, molto bella, e Assimilate degli Skinny Puppy. La copertina, così come quella del primo disco degli Scars on Broadway, e quelle di Mezmerize e Hypnotize dei SOAD, è del padre di Daron, Vartan Malakian.

Strange, the story of this, that could be the second album of the Scars on Broadway (the first was the homonymous of 2008, when the band was formed, as well as by Daron Malakian, by John Dolmayan on drums, also in the System of a Down, from Franky Perez on the other guitar, and from Danny Shamoun on keyboards), but also the sixth album of the System of a Down. I tell you this, because, listening to it, some suspicion came to me, then, documenting me, it turns out that Daron Vartan Malakian, a multi-instrumentalist with clear Armenian origins (even though he was born in Los Angeles, California, by Vartan and Zepur Malakian, immigrants in US from Mosul, Iraq, where the respective families had settled many years before, fleeing from the Armenian genocide), guitarist and main composer of SOAD, has composed this album as early as 2012, when, as now, the four friends and bandmates they talked about the possibility of recording a sixth record, and then, tired of waiting, he entered his studio and recorded, in 10 days, all the parts, drums and voice included. The wait in the publication is motivated by the same reasons: the fact that the possibility of recording with others was still in the air. Having said all this, the album is very interesting. As well as all the things Malakian has always written, the album is rabid, very metal and even punk, very Middle Eastern, with even fierce lyrics, and also funny and caricatural moments. Two covers close the record: Gie Mou (my son) of the Greek Stamatis Kokotas, in an instrumental version, very beautiful, and Assimilate by Skinny Puppy. The cover, as well as that of the first album of the Scars on Broadway, and those of Mezmerize and Hypnotize of the SOAD, is by Daron's father, painter Vartan Malakian.

20180821

Mostro d'amore

Love Monster - Amy Shark (2018)

Debutto sulla lunga distanza, dopo una manciata di singoli ed un EP, per l'australiana 32enne di Gold Coast, Queensland. L'album contiene anche il singolo Adore, che due anni fa fu un grande successo in Australia e negli US. Amy Shark, vero nome Amy Louise Billings, ha cominciato a far uscire musica nel 2014, su YouTube; il suo genere è un pop moderno, influenzato da tutte le nuove tendenze che potete ascoltare nelle radio, hip hop, trap, soft rock. Carino, ma niente di che. In Psycho canta in duetto con Mark Hoppus, ex Blink-182.



Debut on the full lenght, after a handful of singles and an EP, for the 32 year-old Australian from Gold Coast, Queensland. The album also contains the single Adore, which two years ago was a great success in Australia and the US. Amy Shark, real name Amy Louise Billings, began to release music in 2014, on YouTube; her genre is a modern pop, influenced by all the new trends that you can listen to on the radio, hip hop, trap, soft rock. Cute, but nothing special. In Psycho she sings in duet with Mark Hoppus, former Blink-182.

20180820

Portami in discoteca

Take Me to the Disco - Meg Myers (2018)

Secondo album per la 31enne originaria di Nashville, Tennessee, ma trasferitasi a Los Angeles per perseguire la sua volontà di vivere di musica. Fin dagli inizi, si è per così dire messa nelle mani di Doctor Rosen Rosen, già produttore e songwriter per vari artisti, tra i quali Weezer e Lily Allen. Il disco è piacevole, niente di più, un pop rock di classe, e le sue influenze svariano da Fiona Apple, Sinead O'Connor, Enya, ma anche Nirvana, Alice in Chains, James Taylor, Sting, Fleetwood Mac



Second album for the 31-year-old originally from Nashville, Tennessee, but moved to Los Angeles to pursue her desire to live by music. From the beginning, she has put herself, so to speak, in the hands of Doctor Rosen Rosen, already a producer and songwriter for various artists, including Weezer and Lily Allen. The record is pleasant, nothing more, a classy pop rock, and her influences vary from Fiona Apple, Sinead O'Connor, Enya, but also Nirvana, Alice in Chains, James Taylor, Sting, Fleetwood Mac.

20180819

Ordinario corrotto amore umano

Ordinary Corrupt Human Love - Deafheaven (2018)

Eccolo qua, un altro dei dischi del 2018: il quarto lavoro della band di San Francisco, California, dal titolo ispirato al libro The End of the Affair (La fine di una storia) di Graham Greene, 1951. La band continua la propria progressione, sganciandosi qua e là dal black metal e dal drone, come notano critici esperti esce dalla propria zona di confort, introduce massicciamente dosi di pianoforte e larghe porzioni melodiche (non ci crederete mai, ma nell'iniziale You Without End, viene in mente, in un passaggio, Ogni volta di Vasco Rossi), affina la composizione, e dà alla luce questo disco con sette tracce una migliore dell'altra, per un disco che probabilmente segna una ulteriore evoluzione nel post-metal. Hanno stupito me, che li seguo quasi dai loro inizi, figuratevi cosa possono fare a chi non li conosce per niente.



Here it is, another of the records of 2018: the fourth work of the band of San Francisco, California, from the title inspired by the book The End of the Affair by Graham Greene, 1951. The band continues its progression, going out here and there from the black metal and the drone, as noted by expert critics, emerges from its comfort zone, introduces massively piano doses and large melodic portions (you will never believe it, but in the initial You Without End, comes to mind, in one passage, "Ogni volta" by Vasco Rossi), refines the composition, and gives birth to this record with seven tracks one better than the other, for a record that probably marks a further evolution in post-metal. They amazed me, that I follow them almost from their beginnings, imagine what they can do to those who do not know them at all.

20180817

Tutto ciò che conta

All That Reckoning - Cowboy Junkies (2018)

1985: correva quell'anno, quando a Toronto, Ontario, Canada, si formavano i Cowboy Junkies, band ormai epocale per il genere americana, e tutti i suoi derivati. Questo All That Reckoning è il sedicesimo disco in studio, e, come dice Michael Timmins, chitarre e ukulele, "Parla di cuori vuoti, nidi vuoti, sentieri smarriti, vite perse, e la resa dei conti alla quale si arriva quando finisce una cosa e ne inizia un'altra. Le canzoni sono sulla resa dei conti, a livello personale e sociale". La voce di Margo Timmins, oggi 57enne, è sempre struggente ed emozionante, e le composizioni scorrono lisce, senza sbavatura alcuna. Alcune più belle, altre un poco meno, ma solo un poco.



1985: ran that year, when in Toronto, Ontario, Canada, the Cowboy Junkies were formed, now an epoch-making band for the Americana genre, and all its derivatives. This All That Reckoning is the sixteenth record in the studio, and, as Michael Timmins (guitars and ukulele) says, "empty hearts, empty nests, lost paths, lost lives, and all the reckoning that brings about the end of things, and the beginnings of something else. [The] songs are about reckoning on a personal level and reckoning on a social level". The voice of Margo Timmins, now 57, is always poignant and exciting, and the compositions flow smoothly, without any smudging. Some more beautiful, others a little less, but only a little.

20180816

case/lang/veirs

case/lang/veirs - Neko Case, k.d. lang, Laura Veirs (2016)

Si, lo so, sono in ritardo di due anni, ma come può capitare anche in questo mondo ormai super informato, non conoscevo l'esistenza di questo progetto, una sorta di supergruppo folk, formato da Neko Case, k.d. lang e Laura Veirs. Il tutto nasce un paio d'anni fa, quando Lang, quasi 40 anni di attività musicale, stava meditando di smettere, pensando che avrebbe sempre voluto far parte di una band. Manda una email a Case e Veirs, chiedendo loro se fossero state interessate, e nel giro di 30 minuti, ottenne due risposte affermative. Detto fatto, si mettono all'opera, ed ecco 14 tracce, un disco, ed un tour estivo (sempre nel 2016) di una ventina di date. Accompagnate da musicisti ottimi, le quattordici tracce sono, neppure troppo sorprendentemente, coese, seppur abbracciando un ampio spettro di folk/americana, ed il disco risulta decisamente bello. Da (ri)scoprire.



Yes, I know, I'm two years late, but as it may still happens in this now super-informed world, I did not know the existence of this project, a sort of folk supergroup, formed by Neko Case, k.d. lang and Laura Veirs. It all began a couple of years ago, when Lang, almost 40 years of musical activity, was meditating to quit, thinking that she always wanted to be part of a band. Send an email to Case and Veirs, asking them if they were interested, and within 30 minutes, she got two affirmative answers. That said, they put themselves to work, and here are 14 tracks, a record, and a summer tour (again in 2016) of about twenty dates. Accompanied by excellent musicians, the fourteen tracks are, not too surprisingly, cohesive, albeit embracing a wide spectrum of folk/americana, and the album is definitely beautiful. To (re)discover.

20180815

Mantieni la stessa energia

K.T.S.E. - Teyana Taylor (2018)

Ne avevamo parlato poco tempo fa, andando a riprendere il suo debutto del 2014 VII, ed eccoci qua col nuovo disco K.T.S.E. (Keep That Same Energy), il quinto prodotto da Kanye West nelle sue Wyoming Sessions. Album molto breve (8 pezzi, ma neppure 23 minuti: potremmo aprire un dibattito sulla classificazione tra EP e full length, ma intuirete da soli che si tratta sia di durata che di numero di tracce), pare, così dice l'interessata, a causa dell'esclusione di alcune tracce dovuta al "sample clearance issue", chiarimenti legali sulla possibilità dell'uso di alcune campionature. Questo chiarimento potrebbe portare all'uscita di una versione riveduta e corretta dello stesso disco. Superata la parte noiosa, veniamo al disco: a mio giudizio, giudizio ovviamente offuscato dall'avvenenza della 27enne di Harlem, New York, siamo davanti ad una promettente artista RNB, che potrebbe rinverdire i fasti di Miss Lauryn Hill, una delle influenze più forti. Il disco è vario e naturalmente prodotto in maniera fighissima, le tracce sono poche ma spaziano a 360 gradi e mostrano un talento vero. West appare anche prestando la sua voce su Hurry, e ci sono altri featuring quali Ty Dolla Sign e Mykki Blanco, oltre a molte collaborazioni a livello di composizione e di produzione.



We talked about it recently, going to resume her debut of 2014, VII, and here we are with the new K.T.S.E. (Keep That Same Energy), the fifth produced by Kanye West in his Wyoming Sessions. Very short album (8 tracks, but not even 23 minutes: we could open a debate on the classification between EP and full length, but you will guess for yourself that it is a matter of both, duration and number of tracks), it seems, so says the interested, to due to the exclusion of some tracks due to the "sample clearance issue", legal clarifications on the possibility of the use of some samples. This clarification could lead to the release of a revised and correct version of the same album. Overcome the boring part, we come to the album: in my opinion, judgment obviously overshadowed by the beauty of the 27 year old from Harlem, New York, we are in front of a promising artist RNB, which could revive the glories of Miss Lauryn Hill, one of the strongest influences. The album is various and, obviously, produced in a very cool way, the tracks are few but range to 360 degrees and show a true talent. West also appears by lending his voice to Hurry, and there are others featuring as Ty Dolla Sign and Mykki Blanco, as well as many collaborations in terms of composition and production.

20180814

Strega cattiva

Bad Witch - Nine Inch Nails (2018)

Il terzo EP della trilogia composta da Not the Actual Events (2016) e Add Violence (2017), diventa un full length, il nono album dei Nine Inch Nails, seppur breve: giusto 30 minuti. Non si raggiungono i picchi dei bei tempi andati, ma bisogna dire che è senz'altro una delle cose più convincenti degli ultimi anni. Il duo Atticus Ross / Trent Reznor si riavvicina moltissimo alle origini industrial, attualizzando il suono, e insieme, si lascia ispirare dal free jazz moderno dell'ultimissimo David Bowie, influenza che esce tutta nella traccia finale Over and Out, e nell'uso sparuto del sax, consigliato da Ross in un momento di impasse compositiva. Risultato, come detto, interessante.



The third EP of the trilogy composed of Not the Actual Events (2016) and Add Violence (2017), becomes a full length, the ninth album of Nine Inch Nails, albeit brief: just 30 minutes. It does not reach the peaks of the good old days, but we must say that it is certainly one of the most convincing things of recent years. The duo Atticus Ross / Trent Reznor come back very close to the industrial origins, actualizing the sound, and at the same time, inspired by the modern free jazz of the very latest David Bowie, an influence that comes out in the final track Over and Out, and in the spot use of the sax, recommended by Ross in a moment of compositional impasse. Result, as mentioned, interesting.

20180813

Gravità

Gravity - Bullet for My Valentine (2018)

Sesto album per il quartetto gallese, il primo con il nuovo batterista Jason Bowld, come pure il primo dove il bassista Jaime Mathias suona in studio e contribuisce, seppur in minima parte, alle composizioni. C'è chi sostiene che ci sia un sostanziale cambiamento verso il nu metal, ma a dire la verità, non me li ricordo troppo diversi dal loro debutto del 2005 The Poison: magari mi ricordo male. Heavy Metal moderno, con pizzichi di elettronica e tastiere a sostenere massicce dosi di chitarre, alternanza tra cantato clean a quello harsh (quest'ultimo usato davvero poco), larghe concessioni alle melodie ruffiane e, per così dire, post emo. Piacevole, non particolarmente personale.



Sixth album for the Welsh quartet, the first with the new drummer Jason Bowld, as well as the first where bassist Jaime Mathias plays in the studio and contributes, albeit minimally, to the compositions. Some say that there is a substantial change towards nu metal, but to tell the truth, I do not remember them too different from their 2005 debut The Poison: maybe I remember badly. Modern Heavy Metal, with electronic pinchings and keyboards to support massive doses of guitars, alternation between clean sung and the harsh one (the latter used very little), large concessions to the catchy melodies and, so to speak, post emo. Pleasant, not particularly personal.

20180812

Per me

Para mi - Buika (2017)

EP del 2017, breve ma intensissimo, per Buika, una voce che chi segue questo blog conosce già: ne abbiamo parlato in occasione di Vivir sin miedo del 2015, qualche anno prima, quando mi capitò di ascoltare per la prima volta alcune sue cose, e pure in occasione della sua apparizione ne La piel que habito, film del 2011 di Almodovar. E' uscito da poco un suo nuovo singolo, per cui, forse, si avvicina il momento di un nuovo disco: nel frattempo, parliamo un po' di questi cinque pezzi, sempre intrisi di flamenco, ma mescolati a tante cose, perfino alla pizzica: la quarta traccia, cantata in dialetto pugliese (uno dei molti), è una versione della Pizzica di Torchiarolo. C'è del reggae (Hijos de la luna), uno dei due pezzi originali, insieme a Para mi, una ballata struggente. Ci sono poi Dios de la nada, di Pepe de Lucía (José Sanchez Gomez Pecino), e Ni contigo ni sin ti, di Manzanita (José Manuel Ortega Heredia), due flamenco con nuances varie. Ascoltare Buika è sempre un'esperienza che apre orizzonti diversi.



EP of 2017, short but very intense, for Buika, a voice that those who follow this blog already know: we talked about Vivir sin miedo, 2015, a few years earlier, when I happened to hear some of her things for the first time, and also on the occasion of her appearance in La piel que habito, Almodovar's 2011 film. A new single has just been released, so maybe the moment of a new album is approaching: in the meantime, let's talk a bit about these five tracks, always full of flamenco, but mixed with many things, even the pizzica: the fourth track, sung in the Apulian dialect (one of many), is a version of the Pizzica di Torchiarolo. There is some reggae (Hijos de la luna), one of the two original tracks, together with Para mi, a poignant ballad. Then there are Dios de la nada, by Pepe de Lucía (José Sanchez Gomez Pecino), and Ni contigo ni sin ti, by Manzanita (José Manuel Ortega Heredia), two flamenco with various nuances. Listening to Buika is always an experience that opens up different horizons.

20180810

Aspettative

Expectations - Bebe Rexha (2018)

Debutto sulla lunga distanza di Bleta Bebe Rexha, giovane produttrice, songwriter e cantante statunitense di Brooklyn, New York, ma, come si può facilmente intuire dal nome, proveniente da una famiglia di chiare origini albanesi (il padre è nato a Debar, quando ancora apparteneva alla ex Jugoslavia, oggi nella Repubblica della Macedonia del Nord, la madre è nata negli USA da una famiglia emigrata da Gostivar, altra cittadina una volta appartenente alla Jugoslavia, oggi alla Repubblica della Macedonia del Nord, entrambe situate vicino al confine con l'Albania, ed entrambe a larga maggioranza etnica albanese). Ha scritto canzoni per Eminem e Rihanna, Selena Gomez, Iggy Azalea, Nick Jonas, David Guetta, Tinashe, e poi si è messa in proprio. Il suo genere è a cavallo del pop, dell'RnB, e della dance elettronica. E' vero che forse esagera con l'auto-tune, ed è un peccato perché mi pare abbia una bella voce, ma a scrivere canzoni ci sa fare, ed il disco è un gioiellino pop. Ospiti Quavo, Tory Lanez e i Florida Georgia Line.



Long-distance debut by Bleta Bebe Rexha, a young producer, songwriter and American singer from Brooklyn, New York, but, as you can easily guess from the name, coming from a family of clear Albanian origins (the father was born in Debar, when still belonged to the former Yugoslavia, today in the Republic of Northern Macedonia, the mother was born in the USA from a family emigrated from Gostivar, another town once belonging to Yugoslavia, today to the Republic of Northern Macedonia, both located near the border with the Albania, and both with a large ethnic Albanian majority). She wrote songs for Eminem and Rihanna, Selena Gomez, Iggy Azalea, Nick Jonas, David Guetta, Tinashe, and then set up on her own. Its genre straddles pop, RNB, and electronic dance. It's true that maybe she exaggerates with auto-tune, and it's a shame because I think she has a nice voice, but she's pretty good at writing songs, and the album is a little pop jewel. Guests Quavo, Tory Lanez and the Florida Georgia Line.

20180809

Hell of a ride

Billions - di Brian Koppelman, David Lieven e Andrew Ross Sorkin - Stagione 3 (12 episodi; Showtime) - 2018

Chuck ha un nuovo boss, e non sembra un tipo facile da trattare. Axe è davanti ad una scelta molto difficile, di fronte alla sua recente incriminazione. Taylor se la cava benissimo come capo di Axe Capital. Lara minaccia di togliere tutti i suoi soldi dal fondo. Sacker è messa alla prova come capo.

Billions, ormai alla terza stagione, prosegue complicatissimo nei meandri dei business di investimento e della legge USA, con gustosi cameo e nuove entrate pesanti nel cast. I due protagonisti continuano a padroneggiare la scena e a rendere il tutto interessante, e si arriva ad una svolta impensata nella battaglia tra i due. Chissà che piega prenderà la prossima stagione, che non tarderà ad arrivare.

Billions, now in its third season, continues to be very complicated in the meanders of the investment business and the US law, with tasty cameos and new heavy entries in the cast. The two protagonists continue to master the scene and make everything interesting, and we arrive at an unexpected change in the battle between the two. Who knows what turn will take the next season, which will soon arrive.

20180808

Il nostro cuore grezzo

Our Raw Heart - YOB (2018)

Eccoci qua, amici. L'ottavo disco in studio della band di Eugene, Oregon, è una delle cose più belle che sentirete nel 2018. Disco scritto dal cantante e chitarrista Mike Scheidt in buona parte mentre era in un letto di ospedale (nel 2017 ha sofferto di un grave problema di salute), è una bellissima summa di tutte le loro influenze (sludge, hardcore punk, doom, metal), e gode di una scrittura compositiva illuminata, di assoli molto belli, e di momenti melodici incantevoli. Massiccio come un macigno, a tratti delicato come il velluto, due pezzi come Our Raw Heart e Beauty in Falling Leaves vi faranno innamorare della band, anche se non li avete mai ascoltati prima d'ora. Fidatevi: uno dei dischi dell'anno.



Here we are, friends. The eighth studio album of the band of Eugene, Oregon, is one of the most beautiful things you will hear in 2018. Album written by singer and guitarist Mike Scheidt in large part while in a hospital bed (in 2017 he suffered from a serious health problem), is a beautiful summa of all their influences (sludge, hardcore punk, doom, metal), and enjoys an enlightened compositional writing, very beautiful solos, and enchanting melodic moments. Massive as a boulder, sometimes delicate as velvet, two tracks like Our Raw Heart and Beauty in Falling Leaves will make you fall in love with the band, even if you've never listened to them before. Trust me: one of the records of the year.

20180807

The New Lost Generation

La nuova generazione perduta - David Leavitt (1998)

Il fatto che gli scrittori non gay abbiano acconsentito a essere inclusi in un'antologia con un titolo come il nostro (The Penguin Book of Gay Short Stories) è per me una sorpresa davvero rincuorante. Mi ricorda una performance dell'artista Holly Hughes qualche anno fa.Ebbe luogo durante il periodo spaventoso in cui la destra americana guidata dal senatore Jesse Helms stava cercando di usare il National Endowment for the Arts come un'arma nella sua interminabile battaglia contro l'espressione della sessualità degli artisti. Uno svariato gruppo di scrittori, cantanti, e gente di teatro - tra gli altri io stesso e la Hughes - si erano riuniti per raccogliere i fondi a favore di Harvey Gantt, il candidato al seggio di senatore che si opponeva a Helms. Venne annunciata la Hughes ma lei non apparve; salirono invece sul palco due giovani, un uomo e una donna, che si qualificarono come "un frocio" e "una lesbica" e fecero un'inchiesta informale sul pubblico. Chiunque fosse gay, poteva per piacere alzarsi? chiese la giovane donna. Nervosamente, circa un quarto del pubblico lo fece. E adesso, disse il giovanotto, potevano alzarsi tutti quelli che non si consideravano gay ma erano andati a letto con membri dello stesso sesso? Pochi altri si alzarono, con riluttanza. Poi ci venne detto di sederci di nuovo, e i due giovani ci ricordarono quello che era successo in Danimarca durante la Seconda guerra mondiale, quando il re di Danimarca, appena seppe che i suoi sudditi ebrei sarebbero stati costretti a portare la stella gialla, fu il primo a indossarla; e quasi tutti i danesi portarono stelle gialle, in modo che gli ebrei non potessero essere distinti dal resto della popolazione. Presumibilmente tutti i membri del pubblico, dato lo scopo della serata, dovettero cogliere l'allusione. Non riesco a credere che non lo fecero. E adesso, disse la donna, ricordando quello che era successo in Danimarca, vi chiedo di nuovo: voi del pubblico che siete gay volete alzarvi in piedi? Circa i tre quarti del pubblico si alzò. Quanto agli altri, rimasero attaccati alle loro poltrone, con gli occhi fissi e cupi, stringendo i braccioli come se temessero per la propria vita.

Vecchia raccolta di scritti di Leavitt, interviste, scorci del suo lungo soggiorno italiano, eccetera. Sempre piacevole da leggere, sempre molto impegnato sul tema omosessuale, ogni tanto è bene ricordarci di lui, anche senza nuovi libri.

Old collection of Leavitt's writings, interviews, glimpses of his long Italian stay, and so on. Always pleasant to read, always very committed on the homosexual theme, sometimes it is good to remember of him, also without new books.

20180806

God Hates Japan

Dio odia il Giappone - Douglas Coupland (2001)

Seconda cosa, Kimiko rimase incinta e si sposò. Lei e Scott andarono in Canada per... e che ne so? ... picchiare gli alci sulla testa con le pagaie da canoa? Cosa ci va a fare la gente in Canada?

Tokyo, fine anni '90. Concluse le scuole, Hiro Tanaka e i suoi amici un po' sballati si dividono tra università e lavoretti part time, rave party e sessioni si shopping sfrenato a Shibuya. La ragazza di cui si era invaghito incontra la fede, si sposa con un canadese e lascia il Giappone. Lui divide un appartamento incasinato con l'amico Tetsu. La loro vita sembra senza senso, e senza futuro. Ma un terribile attentato alla metropolitana, con il gas sarin, sconvolge le loro vite: la sorella di Tetsu, Naomi, rimane coinvolta, ed è costretta ad una lunga ospedalizzazione, e a degli interventi delicati.

Sempre meravigliosamente visionario, apparentemente, lo scrittore canadese, che conosce profondamente il Giappone e la sua cultura, diversi anni fa scrisse questo libro, edito solo in Giappone e tradotto solo in Italia, che descrive gli anni della stagnazione economica giapponese, attraverso gli occhi disincantati e un po' ingenui del protagonista. Sempre godibile e ficcante.

Always wonderfully (apparently) visionary, the Canadian writer, who deeply knows Japan and its culture, wrote this book several years ago, published only in Japan and translated only in Italy, which describes the years of Japanese economic stagnation, through the disenchanted eyes and a little naive of the protagonist. Always enjoyable and insightful.

20180805

The Generation

La generazione - Simone Lenzi (2012)

Quando hai quasi cinquant'anni e fai la hostess da trenta, e sei nata a Los Angeles che non è neanche una città, ma un'area metropolitana immensa, attraversata da fiumi di traffico su autostrade a sette corsie, e ti ritrovi a Pisa, a trasportare gente incuriosita dalla frustrazione di un architetto del XII secolo che non riusciva a costruire una torre diritta su una superficie freatica, è naturale che tu ti senta sola e che alle tre di notte cerchi un senso in un programma televisivo o nell'uomo che ti sorride alla reception cercando di farti sentire a casa.

Debutto letterario del livornese Simone Lenzi, cantante dei Virginiana Miller, risalente a qualche anno fa, e dal quale Paolo Virzì trasse il film Tutti i santi giorni (del quale Lenzi è stato co-sceneggiatore) nello stesso anno dell'uscita (2012). Ed è un bel leggere. Perché il flusso di coscienza del protagonista è totalmente umano quanto intellettuale, e pur nella "sconfitta", trova il lato positivo. Lenzi ha il suo stile, e non vedo l'ora di leggere le sue opere più recenti.

Literary debut of Simone Lenzi from Leghorn, also singer of Virginiana Miller, dating back a few years ago, and from which Paolo Virzì got the film Tutti i santi giorni (of which Lenzi was a co-writer) in the same year of release (2012). And it's a good read. Because the flow of consciousness of the protagonist is totally human as well as intellectual, and even in the "defeat", he finds the positive side. Lenzi has his style, and I can not wait to read his most recent works.

20180803

Dr. Mukti and Other Tales of Woe

Dr Mukti e altre sventure - Will Self (2004)

Ciò che David Elmley mai avrebbe sospettato - più che altro perché era stato sposato solo per sei mesi con una dottoranda giapponese che aveva bisogno del passaporto britannico - era che la vita sessuale di Swati e Shiva, ormai da parecchio tempo, era stata scortata nel deserto e giustiziata senza pietà con un colpo di pistola in bocca. Certo, tutte le intimità muoiono così, in luoghi remoti e solitari, per loro stessa mano.

Raccolta di cinque racconti, brevi e brevissimi, pubblicata in UK nel 2004 e tradotta in Italia nel 2009, che ci ricorda che Will Self è ancora oggi uno degli scrittori più bravi e illuminati che ci siano in circolazione. Citazioni e riferimenti altissimi e bassissimi, prosa secca ed efficace, visionaria e al tempo stesso ben piantata nell'oggi. Spettacolare il racconto 161, da film.

Collection of five short and very short stories, published in the UK in 2004 and translated into Italy in 2009, which reminds us that Will Self is still one of the best and most enlightened writers in circulation today. Quotes and references very high and very low, dry and effective prose, visionary and at the same time well planted in the today. Spectacular the story 161, enough to take it a movie.

20180802

My Brother's Wedding

Il matrimonio di mio fratello - Enrico Brizzi (2015)

Due fratelli, pochi anni di differenza. Vengono da Bologna, Teo, il più giovane, è rimasto lì, è entrato a lavorare nell'azienda dove ha da sempre lavorato il padre, ha una macchina aziendale, una ragazza diversa ogni weekend, e non ha una gran voglia di "sistemarsi". Il fratello più grande, Max, invece, è sempre stato un'anima inquieta. Si è appassionato all'alpinismo fin da giovane, si è spinto fino all'estremo di questo sport, ha messo su famiglia e l'ha quasi distrutta. Adesso è scomparso insieme ai figli, e gli anziani genitori, così come la ex moglie di Max, si affidano a Teo per ritrovarlo, ed eventualmente, ricondurlo alla ragione.

Enrico Brizzi è un'altra brillante realtà della letteratura contemporanea italiana; lui lo conosciamo da più di vent'anni. L'ho seguito passo dopo passo agli inizi, dopo l'ho perso un po' di vista e prima o poi dovrà recuperare i suoi libri che non ho letto, perché ogni volta, ogni suo libro, riesce ad emozionarmi moltissimo. Anche con questo romanzo di qualche anno fa, Brizzi riesce nell'impresa, e vi invito, se non l'avete fatto, a leggerlo, come ho fatto io, voracemente.

Enrico Brizzi is another brilliant reality in Italian contemporary literature; we know him for over twenty years. I personally followed him step by step to the beginning, after I lost him a little from my sight, and sooner or later will have to retrieve his books that I have not read, because every time, every book, manages to thrill me very much. Even with this novel a few years ago, Brizzi succeeds in undertaking, and I invite you, if you have not, to read it, as I did, voraciously.

20180801

Dopo un trauma

Post Traumatic - Mike Shinoda (2018)

Anche quando non si tratta di te, di te
Tutto ad un tratto si tratta di te ora
Mike Kenji Shinoda, musicista (e non solo) di Panorama City, California, co-fondatore dei Linkin Park, debutta come solista, con un disco dal titolo piuttosto chiaro, a neppure un anno di distanza dal suicidio del suo compagno di avventure nei Linkin Park, Chester Bennington. E' un modo come un altro di elaborare il lutto, sicuramente più produttivo di molti altri. Sia chiaro, che non voglio dire, con questo, che stia lucrando sulla tragedia, assolutamente: il disco suona onesto, lo stile è riconoscibile, non troppo lontano dall'ultimo disco dei LP, addirittura più pop. Canzoni carine, ospiti di un certo livello, fino a Chino Moreno, che insieme a Machine Gun Kelly ravviva Lift Off, ma sinceramente, niente di particolarmente emozionante.



Even when it's not about you, about you
All of a sudden it's about you now
Mike Kenji Shinoda, musician (and not only) of Panorama City, California, co-founder of Linkin Park, debuts as a soloist, with a record titled quite clear, not even a year after the suicide of his fellow partner in Linkin Park, Chester Bennington. It's a way like any other to mourn, certainly more productive than many others. Let me be clear, that I do not want to say, with this, that it is gaining on tragedy, absolutely: the record sounds honest, the style is recognizable, not too far from the last LP record, even more pop. Pretty songs, guests of a certain level, up to Chino Moreno, who together with Machine Gun Kelly revives Lift Off, but sincerely, nothing particularly exciting.