No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20190722

Una donna fantastica

Una mujer fantástica - Di Sebastián Lelio (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)
Santiago, Cile. Marina Vidal è una giovane donna transessuale, che lavora come cantante e pure come cameriera. E' fidanzata con Orlando, 20 anni più vecchio di lei; vivono insieme da poco tempo, ed il film si apre con loro due al ristorante, festeggiando il compleanno di Marina. Quella notte, Orlando si sveglia lamentando un malore; mentre Marina si prepara per accompagnarlo all'ospedale, Orlando cade da una scala. All'ospedale, dopo qualche ora, il medico informa Marina che Orlando è morto a causa di un aneurisma cerebrale. La ragazza, in seguito alla morte del compagno, viene sospettata dalla polizia, molestata in varie forme dalla famiglia di Orlando (ex moglie, figlio, amici), e rispettata esclusivamente dal di lui fratello, Gabo. Marina non si perderà d'animo.

Vincitore dell'Oscar per il miglior film in lingua non inglese nel 2018, Una mujer fantastica è il quinto lungometraggio del cileno Lelio, che segue l'interessantissimo Gloria del 2013. Dopo aver affrontato, proprio con il film precedente, il tema dell'amore nell'età "di mezzo", qua teoricamente, si complica la vita entrando nell'argomento della transessualità. E invece, il regista, ed il film di conseguenza, ne esce vincitore, soprattutto per l'approccio mai morboso, vagamente onirico, e soprattutto, intriso di tenacia e, semplicemente, amore e perdita. Assolutamente da sottolineare la prova strepitosa di Daniela Vega, donna transessuale nonché bravissima cantante lirica, nei panni di Marina.

Oscar winner for the Best International Feature Film in 2018, Una mujer fantastica is the fifth feature film by Chilean director Lelio, which follows the very interesting Gloria of 2013. After having dealt, with the previous film, with the theme of love in the "advanced" age, here theoretically, life becomes complicated by entering the topic of transsexuality. And instead, the director, and the film as a result, comes out as the winner, above all for the never morbid approach, vaguely dreamlike, and above all, soaked of tenacity and, simply, love and loss. Absolutely to underline the amazing performance of Daniela Vega, transsexual woman and very good opera singer, in the role of Marina.

20190721

The Iron Throne

Game of Thrones - di David Benioff e D.B. Weiss - Stagione 8 (6 episodi; HBO) - 2019

A King's Landing, Cersei viene messa al corrente che i White Walkers hanno oltrepassato la Barriera. La stessa Cersei si concede finalmente a Euron. Sempre su ordine di Cersei, Qyburn incarica Bronn di uccidere Jaime e Tyrion, nel caso sopravvivessero alla guerra. Theon libera Yara, fatta prigioniera da Euron; Yara decide di riprendersi le Isole di Ferro, mentre Theon torna a Winterfell, per combattere contro i morti. Verso Winterfell sono diretti anche Tormund e Beric Dondarrion. Proprio lì, sta arrivando Daenerys, insieme a Jon Snow, Tyrion, Jorah, Varys, Missandei, "accompagnati" dagli Unsullied e l'armata Dothraki.

D'accordo, non posso certo fare finta che le ultime stagioni di GoT, da quando la trama ha abbandonato i libri di Martin (perché lo scrittore sta ancora lavorando sul penultimo libro), siano all'altezza delle prime. Ma il solo fatto che si sia pensato ad una petizione per far girare nuovamente questa ultima e conclusiva stagione, vi dà il senso della magnitudo che questa serie televisiva ha raggiunto. Non aggiungo altro: se avete visto sette stagioni, non potete esimervi dal vedere, anche storcendo un po' la bocca, questa finale. Magari lo spinoff ci toglierà l'amaro in bocca.

Okay, I certainly can't pretend that the last seasons of GoT, since the plot abandoned Martin's books (because the writer is still working on the penultimate book), are up to the first. But the mere fact that a petition was thought up to shot this last and final season again, gives you a sense of the magnitude that this television series has achieved. I do not add anything else: if you have seen seven seasons, you cannot avoid seeing, even distorting your mouth a little, this final. Maybe the spinoff will take away the bitter taste from our mouths.

20190719

Nero membro del KKK

BlackKklansman - Di Spike Lee (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Nei primi anni '70, Ron Stallworth viene assunto al dipartimento di polizia di Colorado Springs: è il primo agente afro-americano. Assegnato inizialmente all'archivio, subisce insulti razzisti dai suoi colleghi (alcuni). Dopo aver chiesto di essere trasferito alle investigazioni sotto copertura, come primo incarico deve infiltrarsi in una manifestazione locale, durante la quale il leader nazionale per i diritti civili Stokely Carmichael, terrà un discorso. Il lavoro va fin troppo bene: Ron conosce Patrice Dumas, la presidente della Black student union al Colorado College, e si capisce che ne potrebbe nascere qualcosa. Mentre Patrice accompagna Carmichael al suo hotel, viene fermata da Andy Landers, un agente razzista dello stesso dipartimento di Ron, che minaccia l'uomo e palpeggia la donna.
Dopo la manifestazione, Ron viene riassegnato alla divisione intelligence. Dopo aver realizzato che in città esiste una divisione del Ku Klux Klan, telefona al presidente della sezione locale, spacciandosi per bianco, e riesce a convincerlo a farlo membro. A quel punto, per proseguire l'infiltramento, il collega ebreo Flip Zimmerman prende il posto fisico di Ron, e fa conoscenza con i membri del Klan, che si lasciano scappare qualcosa su un "attacco imminente".

L'ultimo film di Spike Lee, che all'ultima cerimonia per l'assegnazione degli Oscar ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura non originale, ha diversi punti che giocano a suo favore. La storia è già di per sé fantastica, grottesca in un modo in cui solo la realtà riesce ad essere. L'adattamento di Lee è geniale negli inserti iniziale e finale, nei quali dice che tutto quel razzismo è ancora ben presente, e il KKK ha solo assunto altre forme e denominazioni; per il resto, e "solo" un ottimo film, tra l'altro ottimamente recitato da un cast ben selezionato.

Spike Lee's latest film, which won the award for Best Adapted Screenplay at the last Oscar award ceremony, has several points in its favor. The story is already fantastic in itself, grotesque in a way in which only reality manages to be. Lee's adaptation is ingenious in the initial and final inserts, in which he says that all that racism is still present, and the KKK has only assumed other forms and denominations; for the rest, it is "only" an excellent film, moreover optimally performed by a well-selected cast.

20190718

Veep End

Veep - di Armando Iannucci - Stagione 7 (7 episodi; HBO) - 2019

Selina cerca alla sua maniera, il momento perfetto per annunciare la sua candidatura; Amy riflette, anche lei a modo suo, sulla sua gravidanza, ed è molto combattuta se tenere o no il figlio di Dan. Nel frattempo, la campagna di Jonah prosegue con i soliti colpi di scena: la sua nuova moglie è in realtà la sua sorellastra.

La creatura di Iannucci, lasciata poi in altre mani dopo la stagione 4, è stata, come sanno i ben informati, la trasposizione, in salsa US, del devastante The Thick of It. Se dovessi scegliere, rimarrei con la versione inglese, ma Veep ha senz'altro lasciato il segno. La settima ed ultima stagione prosegue imperturbabile e caustica fino ad un finale irriverente, lasciandoci il ricordo di un cast sempre in grandissima forma, e di un gigantesco sberleffo al potere.

The creature of Iannucci, then left in other hands after season 4, was, as the well-informed knew already, the transposition, in US sauce, of the devastating The Thick of It. If I had to choose, I would remain with the English version, but Veep has certainly left its mark. The seventh and last season continues unperturbed and caustic until an irreverent final, leaving us the memory of a cast always in great shape, and of a gigantic mockery to the power.

20190717

La forma dell'acqua

The Shape of Water - Di Guillermo del Toro (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)





















Baltimora, Maryland; 1962, piena Guerra Fredda. Elisa Esposito lavora come addetta alle pulizie, in un laboratorio segreto del governo. Non ha genitori, è stata ritrovata abbandonata, ai bordi di un fiume, da piccolina, con molte ferite al collo. Si esprime con il linguaggio dei segni, ed i suoi unici amici sono Giles, il suo vicino di casa, un illustratore pubblicitario di mezza età, in difficoltà finanziarie, e Zelda, una sua collega.
Elisa scopre che in una stanza con accesso limitato del laboratorio, è tenuto in cattività un uomo anfibio: intuisce subito uno strano legame con questa strana creatura, e ci instaura un rapporto privilegiato. Scopre però molto presto, che i militari vogliono vivisezionarlo. E allora...

Il romanticismo dark, gotico e fantastico del regista messicano, è stato finalmente premiato: con questo suo, al momento, ultimo film, ha vinto ben 4 Oscar nel 2018: miglior film, miglior regia, miglior scenografia e miglior colonna sonora. Il film è impeccabile, recitato in maniera ineccepibile da un cast direi ristretto, ma di grandi firme, ed effettivamente, "disegnato" in modo molto bello. Non è un capolavoro, e rimane un po' il sospetto che la pioggia di premi sia un po' riparatoria, rispetto a quello che probabilmente rimane il suo miglior lavoro, El laberinto del fauno, che pure vinse tre Oscar (fotografia, scenografia, trucco) nel 2007.

The dark, gothic and fantasy romanticism of the Mexican director, was finally rewarded: with his, at the moment, last film, he won 4 Oscars in 2018: Best Picture, Best Director, Best Production Design and Best Original Score. The film is impeccable, acted in an unexceptionable manner by a cast I would say small, but of great names, and indeed, "designed" in a very beautiful way. It is not a masterpiece, and it remains a bit suspicious that the rain of prizes is a bit restorative, compared to what probably remains his best work, El laberinto del fauno, which also won three Oscars (photography, set design, make-up ) in 2007.

20190716

Colonia Roma

Roma - Di Alfonso Cuaron (2018)
Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)

Città del Messico, 1970. Cleo è una messicana indigena, che lavora e vive a servizio di una famiglia benestante, abitanti nel quartiere di Colonia Roma. Nella casa vivono Sofia e Antonio, sposati da molti anni, i quattro figli, affezionatissimi a Cleo, la madre di Sofia, Teresa, e un'altra donna di servizio, Adela. Antonio, un dottore, è continuamente in giro, all'estero, mai presente; appare abbastanza chiaro che il matrimonio tra lui e Sofia è in crisi. Cleo è fidanzata con Fermin, e appare senza pensieri; ma il giorno in cui, al cinema, rivela al ragazzo che è incinta, lui, con la scusa di andare al bagno, non fa mai più ritorno. Dopo qualche giorno, Cleo rivela il tutto a Sofia, e Sofia, nonostante la sempre più opprimente mancanza del marito, segue Cleo durante tutta la gravidanza, e la mette nelle migliori condizioni.

Intendiamoci: Roma è un bellissimo film. Soprattutto dal punto di vista tecnico: un bianco e nero pieno di stile, e due ore abbondanti di inquadrature che potrebbero essere benissimo una mostra fotografica (o pittorica) devastante. La storia non è da meno, toccante, a tratti intensa, a momenti molto buffa, con tocchi di storia recente messicana, perfino tragica e militante. Eppure, io l'Oscar l'avrei dato a Cafarnao.

Let's be very clear: Roma is a beautiful film. Especially from the technical point of view: a black and white full of style, and two abundant hours of shots that could very well be a devastating photographic (or pictorial) exhibition. The story is no less striking, at times intense, at times very funny, with touches of recent Mexican history, even tragic and militant. Yet I would have given the Oscar to Capernaum.

20190715

E ora dove andiamo?

Et maintenant, on va où? - Di Nadine Labaki (2011)
Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)

Libano. Un piccolo villaggio, abitato da cristiani e musulmani che convivono da sempre pacificamente, è totalmente isolato dal resto del paese. Circondato da campi minati, e accessibile solamente tramite un piccolo ponte, quasi nessuno sa che nel resto del Paese è in corso una guerra civile. Le donne del villaggio, coalizzate nonostante la differenza religiosa, fanno di tutto per tenere gli uomini lontani dall'essere informati.

Mi ero perso questo ulteriore gioiellino di Nadine Labaki, e sono corso a recuperarlo dopo la visione entusiasta di Cafarnao. Anche questo piccolo film è un trionfo di stile, ci sono perfino momenti musical, divertimento, metafore, e una razionalità spietata, quanto basta per mettere a nudo la stupidità dell'uomo. Tre film, uno migliore dell'altro.

I had missed this another little gem by Nadine Labaki, and I ran to recover it after the enthusiastic vision of Capernaum. Even this little film is a triumph of style, there are even musical moments, fun, metaphors, and a ruthless rationality, just enough to expose man's stupidity. Three films, one better than the other.

20190714

Zimna wojna

Cold War - Di Pawel Pawlikowski (2018)
Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in una Polonia comunista, Wiktor e Irena sono incaricati di tenere audizioni e di formare un ensemble di musica e danza folk sponsorizzato dallo Stato. L'attenzione di Wiktor viene catturata immediatamente da Zula, una giovane bella e ambiziosa, che finge di essere una contadina ed è in libertà vigilata per aver assalito il padre, che abusava di lei. I due si innamorano perdutamente e ossessivamente.

Secondo film polacco come ambientazione, per il regista polacco ma dal respiro internazionale, già ottimo documentarista, e già vincitore dell'Oscar nella categoria Miglior film in lingua non inglese con il suo precedente Ida, Cold War era un altro film concorrente nella cinquina della stessa categoria, agli Oscar 2019 (con Roma, Cafarnao, Never Look Away e Shoplifters). E' un film molto bello anche questo, un film d'amore si, ma pure sulla Guerra Fredda (come recita il titolo), e tutto quello che ne ha conseguito. Recitato con un'intensità ragguardevole dai due splendidi protagonisti, anche questo è un film che mi sento decisamente di consigliare.

Second Polish film, as setting, for the Polish director but with an international touch and inspiration, already an excellent documentarian, and already winner of the Oscar in the Best non-English language film category with his previous Ida, Cold War was another competing film in the same five category, at the 2019 Oscars (with Rome, Capernaum, Never Look Away and Shoplifters). This film is also very beautiful, a love film yes, but also about the Cold War (as the title goes), and all that it has coming with. Acted with a remarkable intensity by the two splendid protagonists, this is also a film that I definitely want to recommend.

20190712

Cafarnao

Capharnaum - Di Nadine Labaki (2018)
Giudizio sintetico: da non perdere (4,5/5)

Zain ha 12 anni, è cresciuto in un quartiere poverissimo di Beirut, e sta scontando una pena detentiva di cinque anni in carcere, per aver pugnalato una persona alla quale, al processo con il quale si apre il film, lui stesso si riferisce come "figlio di puttana". Il processo di cui sopra non è, come si potrebbe pensare, quello a Zain, ma lo stesso Zain è il querelante: ha denunciato i due genitori per averlo messo al mondo, condannandolo così ad una vita miserabile.

Ecco. Ci sono storie che vanno raccontate. Quella di Cafarnao è una di queste. Il fatto che ce la racconti una regista libanese, tra l'altro una donna bellissima, al suo terzo film, dopo averne fatti altri due, il primo, Caramel, meraviglioso, il secondo, E ora dove andiamo?, spassoso e divertente, è curioso, ma non troppo. Cafarnao è un film necessario, bellissimo, imperdibile, commovente, divertente, toccante, miracoloso, che poggia quasi interamente sulle spalle di un ragazzino debuttante la cui storia è in parte simile a quella del protagonista del film: infatti, Zain al-Rafeea (vero nome dell'interprete di Zain), è siriano, sfollato dal suo paese in un campo profughi di Beirut a causa della guerra, analfabeta (fortunatamente, la sua famiglia non è come quella che lo Zain del film). Detto questo, il film ha vinto molti premi, ed è stato in lizza per l'Oscar 2019 al miglior film in lingua non inglese: quell'Oscar l'ha vinto Roma, ma io lo avrei dato senza alcun dubbio a Cafarnao. Giudicate voi, ma l'importante è che non ve lo perdete.

Here it is. There are stories that need to be told. That of Capernaum is one of these. The fact that was a Lebanese director to recount it, among other things, a beautiful woman, in her third film, after having made two more, the first, Caramel, wonderful, the second, Where Do We Go Now?, hilarious and amusing, it's curious, but not too much. Capernaum is a necessary film, beautiful, unmissable, moving, funny, touching, miraculous, which rests almost entirely on the shoulders of a debutante boy whose story is partly similar to that of the protagonist of the film: in fact, Zain al-Rafeea (true name of the interpreter of Zain), is Syrian, displaced from his country in a Beirut refugee camp due to the war, illiterate (fortunately, his family is not like the one that the Zain of the film). That being said, the film won many awards, and was in the running for the 2019 Oscar for best non-English language film: Roma won that Oscar, but I would have given it without any doubt to Capernaum. Judge for yourself, but the important thing is that you don't miss it.

20190711

Carne e ossa

Flesh and Blood - Whitesnake (2019)

Credevo che non esistessero più, e invece ho dovuto ricredermi. La creatura dell'ormai quasi 70enne (il 22 di settembre 2019 ne farà 68) David Coverdale, cantante hard rock al quale tutti dobbiamo massimo rispetto e stima, è ancora viva. Devo confessarvi che ho amato molto i Whitesnake, quando ero molto più giovane, ma al tempo stesso, devo onestamente dire che questo disco è una delle cose più imbarazzanti che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi. Quindi, dicendolo in maniera ancora più chiara, il tredicesimo disco in studio dei Whitesnake è un disco totalmente superfluo: ricordiamoceli e ricordateveli come erano fino al 1989, fino a Slip of the Tongue, e non andate oltre, ve ne prego.


I thought they no longer existed, and instead I had to change my mind. The creature of the now almost 70 year old (September 22, 2019 will make 68) David Coverdale, hard rock singer to whom we all owe the utmost respect and esteem, is still alive. I must confess that I loved Whitesnake a lot, when I was much younger, but at the same time, I honestly have to say that this record is one of the most embarrassing things I've ever heard of lately. So, saying it even more clearly, the thirteenth studio album by Whitesnake is a totally superfluous album: let's remember them as they were until 1989, up to Slip of the Tongue, and don't go any further, please.

20190710

Sono facile da trovare

I Am Easy to Find - The National (2019
 

Ottavo disco per la band di Cincinnati, Ohio, e come ogni volta (la faccio molto più grossa di quanto sia) si riaccende la polemica tra pro e contro la band stessa. Come saprà chi mi conosce, o chi segue questo blog, io sono tra i detrattori. Il mio giudizio sintetico, sviluppato dopo diversi ascolti, è che per l'ennesima volta, abbiamo a che fare con un disco pieno di belle canzoni, ma tutte un po' simili tra loro stesse. I The National esagerano con le sperimentazioni elettroniche (neppure troppo spinte) che, sempre a mio modesto giudizio, non sono adatte loro. Forse, e dico forse, dovrebbero mantenersi più minimali, più verso ballate alla Nick Cave. Insomma, dopo tutti questi anni, ancora non riescono a convincermi, e davvero, non riesco a capire quelli che riescono ad esaltare e ad esaltarsi per questa band. Sorry guys.


Eighth album for the band from Cincinnati, Ohio, and like every time (I do it much bigger than it is) the controversy between pros and cons the band itself is rekindled. As anyone who knows me, or those who follow this blog will know, I am among the detractors. My synthetic judgment, developed after several plays, is that for the umpteenth time, we are dealing with a record full of beautiful songs, but all a bit similar to each other. The National exaggerate with electronic experiments (not even too experimental) which, again in my humble opinion, are not suitable for them. Perhaps, and I say maybe, they should stay more minimal, more towards ballads like Nick Cave. In short, after all these years, they still can't convince me, and really, I can't understand those who manage to exalt and get excited about this band. Sorry guys.

20190709

Urto violento

Rammstein - Rammstein (2019)

A dieci anni di distanza dal precedente Liebe ist für alle da, il ritorno dei Rammstein, paladini e portabandiera della Neue Deutsche Härte, è un bel sentire. Non sono mai stato un loro ascoltatore attento, debbo confessarlo, ma ho sempre provato verso di loro un sentimento di simpatia. Li associo, secondo me a ragione, al reverendo Marilyn Manson, e sostengo che il loro approccio teatrale, provocatorio sino all'eccesso, clownesco e circense, sia parte della loro filosofia, filosofia che si palesa anche nei loro testi. La musica, lo sapete come lo so io, è un calderone che mette dentro il già citato reverendo, i Kraftwerk, Nina Hagen, il metal classico, i Depeche Mode e via discorrendo. Il disco è potente, romantico, con molte grandi canzoni e qualche passo falso piacevole (Weit Weg è Perfect Strangers dei Deep Purple con un altro testo). Bentornati, e adesso parte l'attesa per il live del prossimo anno.



Ten years after the previous Liebe ist für alle da, the return of Rammstein, champions and standard bearer of the Neue Deutsche Härte, is a nice listening. I have never been an attentive listener of them, I must confess, but I have always felt a sense of sympathy towards them. I associate them, in my opinion rightly, with the "Reverend" Marilyn Manson, and I argue that their theatrical, provocative approach to excess, clownish and circus-ish, is part of their philosophy, a philosophy that is also evident in their lyrics. Music, as you know it, is a cauldron that puts in the aforementioned reverend, Kraftwerk, Nina Hagen, classic metal, Depeche Mode and so on. The album is powerful, romantic, with many great songs and some nice missteps (Weit Weg is Perfect Strangers by Deep Purple with alternate lyrics). Welcome back, and now the waiting for next year's live starts.

20190708

Storie notturne

Nighttime Stories - Pelican (2019)

Sesto disco in studio per la band di Chicago (ma i componenti adesso sono divisi tra la capitale dell'Illinois e Los Angeles), una band post-metal che, come sa bene chi li conosce, ha da sempre fatto esclusivamente brani strumentali. Ascoltare un disco dei Pelican, e questo non fa eccezione, è un po' come sedersi nella sala prove dei tuoi amici musicisti, sapendo che sanno suonare, ed ascoltarli improvvisare. La differenza è che i Pelican non improvvisano affatto, e riescono invece, a mettere in musica sensazioni ed emozioni, anche senza l'uso della parola cantata. Il risultato, per chi sa apprezzarlo, è sempre di grande effetto. Suoni ruvidissimi, davvero da sala prove.



Sixth studio album for the Chicago band (but the members are now divided between the capital of Illinois and Los Angeles), a post-metal band that, as anyone who knows them, has always made exclusively instrumental tracks. Listening to a Pelican record, and this is no exception, is a bit like sitting in the rehearsal room of your musician friends, knowing that they know how to play, and listen to them improvise. The difference is that the Pelican do not improvise at all, and instead manage to put into music sensations and emotions, even without the use of the word sung. The result, for those who know how to appreciate it, is always impressive. Very rough sounds, really like in a rehearsal room.

20190707

Fiore di drone

Droneflower - Marissa Nadler and Stephen Brodsky (2019)

Esperimento meraviglioso ed intrigante, questo Droneflower è l'incontro di due musicisti accomunati dall'amore per la musica di vari generi, e che personalmente apprezzo e rispetto moltissimo. Si va da momenti bucolici e delicatissimi, ad atmosfere metal ingentilite dalla splendida voce della Nadler. Oltre a materiale originale, due cover: In Spite of Me dei Morphine, e Estranged dei Guns N' Roses. Potrei spendere molte battute, ma vi lascio in sospeso, dicendovi che questo è uno dei dischi dell'anno.



A wonderful and intriguing experiment, this Droneflower is the meeting of two musicians who share a love for music of various genres, and whom I personally appreciate and respect very much. They range from bucolic and extremely delicate moments, to metal atmospheres softened by the splendid voice of Nadler. In addition to original material, two covers: In Spite of Me by Morphine, and Estranged by Guns N 'Roses. I could spend a lot of words, but I leave you in suspense, telling you that this is one of the records of the year.

20190705

Ecco che arriva il cowboy

Here Comes the Cowboy - Mac DeMarco (2019)

Quarto album per il 29enne canadese, osannatissimo a livello underground dalla critica, cantautore, compositore, multi-strumentista e produttore. Autore di un genere per il quale in molti si sono sbizzarriti a trovare un'etichetta: lui, la definisce jizz jazz, e chissà che abbia ragione. Elementi di folk, country, indie rock, bossa nova, per me, che lo ascolto oggi per la prima volta in assoluto, senza aver conosciuto nient'altro, denota senza dubbio padronanza della composizione, gusto estetico delicato e accattivante, nel descrivere piccole storie romantiche e, ancora una volta, delicate. Nonostante lo descrivano come un tipo che stenta a prendersi sul serio, mi pare decisamente uno che fa sul serio, e fa della bella musica.



Fourth album for the 29 year old Canadian, highly acclaimed, at the underground level, by critics, songwriter, composer, multi-instrumentalist and producer. Author of a genre for which many have indulged in finding a label: he calls it jizz jazz, and who knows if he's right. Elements of folk, country, indie rock, bossa nova, for me, that I listen to today for the first time ever, without having known anything else, undoubtedly denotes mastery of the composition, delicate and captivating aesthetic taste, in describing small stories romantic and, once again, delicate. Despite everybody describing him as a guy who finds it hard to take himself seriously, he definitely seems to me to be serious, and he makes beautiful music.

20190704

Un bel casino

A Fine Mess - Interpol (2019)

EP da 5 pezzi per gli Interpol, outtakes dalle registrazioni di Marauder; cinque buoni pezzi, come di solito sono quelli della band newyorkese, che però, come nota giustamente Brian Josephs su Pitchfork, soffre di un suono più da demo che da registrazione ufficiale. Nonostante questo, la band è viva.



5-track EP for Interpol, outtakes from Marauder's recordings; five good tracks, as are usually those of the New York band, which, as Brian Josephs rightly notes on Pitchfork, suffers from a sound more like a demo than an official recording. Despite this, the band is alive.

20190703

Confine

Gräns / Border - Di Ali Abbasi (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Svezia. Tina è una giovane ragazza afflitta da una deformazione facciale, che le conferisce un aspetto quasi neanderthaliano: forse per questo vive una vita molto isolata, e una relazione che appare quasi di convenienza con Roland, un allenatore di cani. Tina però ha un paio di enormi qualità: un olfatto eccezionale, che le permette di essere infallibile quando c'è da scegliere persone che tentanto di oltrepassare la dogana con sostanze illecite, e un istinto altrettanto infallibile per "fiutare" il senso di colpa (esempio: se una persona ha con sé materiale pedopornografico, lei lo sa). La sua vita sembra essere avviata lungo questa strada, finché, un giorno, alla dogana si presenta Vore, apparentemente un uomo che ha la sua stessa deformazione facciale. 

Film stranissimo, in senso buono, di quelli che ci piacciono, che mette insieme, come hanno notato critici ben più accreditati di me, romanticismo, noir nordico, temi di attualità sociale, e horror sovrannaturale, e che inoltre ha dalla sua un trucco spettacolare e quasi incredibile, e un'ambientazione semi-selvaggia. Un paio di interpretazioni che lasciano a bocca aperta, quelle dei due protagonisti, chiudono il cerchio, e fanno venire voglia di andarsi a cercare il precedente film di questo regista iraniano-svedese.

Very strange film, in a good sense, of those we like, that brings together, as noted by critics much more credited than me, romance, Nordic noir, current social issues, and supernatural horror, and which also has a spectacular makeup on its side, almost unbelievable, and a semi-wild setting. A couple of interpretations that leave you speechless, those of the two protagonists, close the circle, and make you want to go and look for the previous film of this Iranian-Swedish director.

20190702

Primo uomo

First Man - Di Damien Chazelle (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Basato sulla biografia ufficiale di Neil Armstrong First Man: The Life of Neil A. Armstrong, First Man ci racconta parzialmente la vita del primo uomo a mettere piede sulla Luna, a partire dalla malattia della figlia di due anni e mezzo, e dal suo successivo coinvolgimento nel Progetto Gemini, fino alla missione dell'Apollo 11.

First Man è un blockbuster un poco atipico, e per questo, a mio pare da lodare. Sceglie un taglio totalmente modesto, per raccontare non uno, bensì due persone che hanno raggiunto un risultato straordinario, e, come disse lo stesso Armstrong, che hanno compiuto un grande passo per l'umanità. Parlo di Armstrong ma pure della sua (prima) moglie, Janet. Una storia molto umana, piena di risvolti dolorosi, raccontata con un taglio che riesce a coniugare epicità e profilo basso. La direzione di Chazelle e le prove di Gosling (Armstrong) e Foy (Janet) remano tutte per raggiungere questo risultato, e ci riescono.

First Man is a somewhat atypical blockbuster, and for this, it seems to me to be commended. It chooses a totally modest cut, to tell about not one, but two people who have achieved an extraordinary result, and, as Armstrong himself said, they have taken a great step for humanity. I'm talking about Armstrong but also about his (first) wife, Janet. A very human story, full of painful implications, told with a cut that manages to combine epic and low profile. The direction of Chazelle and the performances of Gosling (Armstrong) and Foy (Janet) all run to achieve this result, and they succeed.

20190701

Shark's Fin

Meru - Di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi (2015)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Documentario che racconta la scalata del monte Meru (Himalaya), e più precisamente dello Shark's Fin (la pinna di squalo), una delle scalate considerate tra le più pericolose esistenti, da parte di tre esperti scalatori, Conrad Anker, Jimmy Chin (co-regista poi specializzatosi in documentari di questo tipo) e Renan Ozturk. Impresa riuscita nel 2011, dopo un tentativo non riuscito nel 2008, e varie vicissitudini dei tre. 

Su consiglio di un amico, ho terminato la mia personale trilogia di film sull'alpinismo con questo Meru, che magari è meno suggestivo di Free Solo e The Dawn Wall, ma più corale e probabilmente più "umano", soprattutto perché si concentra anche su vite meno strane (poco meno), e sull'aspetto psicologico della sfida. Davvero niente male, per sognare grandi imprese.

On the advice of a friend, I finished my personal trilogy of mountaineering films with this Meru, which is perhaps less suggestive than Free Solo and The Dawn Wall, but more choral and probably more "human", especially because it also focuses on lives less strange (a little less), and on the psychological aspect of the challenge. Not bad at all, to dream big achievement.

20190630

Arrampicata senza corde

Free Solo - Di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi (2018)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)

C'è chi ha paragonato questa impresa di Alex Honnold, 33enne alpinista statunitense specializzato in free solo (arrampicata senza corde, imbragatura, o qualsiasi altro tipo di protezione) e nell'arrampicata di velocità, alla conquista della Luna. Il 3 giugno 2017, questo tipo sicuramente fuori dal comune, dopo anni di preparazione (anche da parte della troupe di ripresa), ha risalito senza corde, il famoso (per gli scalatori) El Capitan, e questo splendido documentario, che ha vinto l'Oscar nel 2019, ci racconta dell'impresa e del personaggio.

Amico di Tommy Caldwell (mi verrebbe da dire ovviamente), Alex è probabilmente un tipo ancora più strano di lui. Questo documentario davvero interessante e dal ritmo quasi asfissiante, ce lo racconta in maniera spettacolare. Non potrebbe essere stato altrimenti, vista la coppia di regia, e l'intera troupe, tutti scalatori professionisti. Da non perdere.

Friend of Tommy Caldwell (I would say of course), Alex is probably an even stranger type of him. This really interesting documentary with an almost suffocating rhythm tells us about Alex, in a spectacular way. It could not have been otherwise, given the couple of the directors, and the entire crew, all professional climbers. Not to be missed.

20190628

Morto per me

Dead to Me - Di Liz Feldman - Stagione 1 (10 episodi; Netflix) - 2019

Sobborghi di Los Angeles. Jen Harding, una agente immobiliare dal carattere irascibile, madre di due figli, rimane vedova a causa di un hit-and-run (automobilista che travolge un pedone e scappa) che uccide il marito. Ancor più suscettibile a causa dell'accaduto, durante un incontro di un gruppo di supporto per il dolore del lutto incontra Judy Hale, una chiacchierona che sembra l'esatto opposto di Jen. Le due diventano amiche inseparabili, ma Jen non sa che Judy è proprio...

Simpatica dark comedy targata Netflix che dopo un mese dalla messa in onda ha attenuto il rinnovo per una seconda stagione, Dead to Me non è esattamente imperdibile, ma può essere interessante. La chimica tra le due protagoniste Christina Applegate (Jen) e Linda Cardellini (Judy) è indovinata, ed è un passatempo divertente che fa riflettere sull'elaborazione del lutto.

Nice dark comedy by Netflix that after a month from the broadcasting has been renewed for a second season, Dead to Me isn't exactly a must, but it can be interesting. The chemistry between the two protagonists Christina Applegate (Jen) and Linda Cardellini (Judy) is guessed, and is a fun pastime that makes one reflect on the elaboration of mourning.

20190627

Il muro dell'alba

The Dawn Wall - Di Josh Lowell e Peter Mortimer (2017)
Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)

Documentario che racconta in parte la vita dello scalatore statunitense Tommy Caldwell, 40enne, e nello specifico si concentra sulla sua impresa più recente, la scalata della parete detta Dawn Wall, della montagna El Capitan, nel Parco Nazionale dello Yosemite, compiuta, dopo sei anni di studio e tentativi, insieme a Kevin Jorgeson.

Non mi intendo né di montagna né di arrampicate di nessun tipo, ma spinto da un amico che invece ha questa passione, ho recuperato alcuni documentari sul tema, sempre seguendo i suoi consigli. Tralasciando (ma si fa per dire, è una delle cose bellissime di questo documentario) gli scenari, il documentario ci fa scoprire un personaggio assolutamente fuori dagli schemi, Tommy Caldwell, una delle dimostrazioni che l'essere umano è capace di qualsiasi cosa. E, anche per chi, come me, non è appassionato e/o conoscitore, incuriosisce verso il fascino dell'arrampicata. Molto bello.

I'm not an expert neither of mountain nor of climbing of any kind, but driven by a friend who instead has this passion, I recovered some documentaries on the subject, always following his advice. Leaving aside (but so to speak, it is one of the beautiful things of this documentary) the scenarios, the documentary makes us discover a character absolutely out of the box, Tommy Caldwell, one of the demonstrations that the human being is capable of anything. And, even for those who, like me, are not passionate and/or knowledgeable, it let you full of curiousity about the fascination of climbing. Very beautiful.

20190626

Epoca irragionevole

Age of Unreason - Bad Religion (2019)

Faccio un'altra ammenda per non aver mai parlato, su questo blog, della storica e seminale band di Los Angeles, California, attiva fin dal 1980, e parto subito dicendovi che, al netto di tutte le nuove tendenze, della continua ricerca di intriganti crossover che mettano insieme rock pesante a cose lontanissime, mentre ascoltavo ripetutamente questo diciassettesimo disco dei Bad Religion, mi sono commosso. Così come ebbi a dire parlandovi dei loro pargoli (seguaci, nipoti, figli, eredi, fate voi) Rise Against, c'è qualcosa di puro nella musica e nelle canzoni dei BR, seppure autori di una formula che è praticamente sempre la stessa, ed è la purezza delle idee, la costanza di scrivere ancora oggi, testi che parlano alla testa e al cuore, e di mettere sempre prima di tutto l'impegno sociale, suonando musica divertente. Giù il cappello.



I make another apology for never having spoken, on this blog, about the historical and seminal band of Los Angeles, California, active since 1980, and I immediately start telling you that, net of all the new trends, of the continuous search for intriguing crossovers that put together heavy rock to very distant things, while I repeatedly listened to this seventeenth Bad Religion record, I was moved. So as I already wrote talking about their babies (followers, nephews, children, heirs, up to you guys) Rise Against, there is something pure in the music and songs of the BR, even if they are the authors of a formula that is almost always been the same, and it is the purity of ideas, the constancy of writing, still today, lyrics that speak to the head and the heart, and to always put social commitment first of all, while playing funny music. Hat down.

20190625

Chi combatte con una frenesia selvaggia

Berserker - Amon Amarth (2019)

Avevamo parlato della band svedese giusto poche settimane fa; approfitto dell'occasione per porgervi le mie scuse. Nella recensione di The Pursuit of Vikings, avevo detto erroneamente che non li avevo mai ascoltato fino ad allora. Probabilmente avevo fretta, perché una semplice ricerca sul blog, mi avrebbe ricordato che ne avevo scritto nel 2011, parlandovi del loro ottavo Surtur Rising. Fatto ammenda, veniamo a Berserker (la parola norrena, anglicizzata, significa appunto, la trance da combattimento), il loro undicesimo disco, che qualche critico ha acclamato come uno dei loro più duri. Come già espresso in passato, il sound degli svedesi è zero originale, ma del tutto particolare: è un po' come ascoltare gli Iron Maiden (uso sempre questo riferimento, molto semplice ma indicativo) con il cantante dei Lamb of God. Il suono è potente, ma stilisticamente è molto classic heavy metal: la loro catalogazione come melodic death metal è dovuta, a mio modesto parere, semplicemente al cantato di Johan Hegg. Detto questo, saprete cosa aspettarvi, e, se vi piace il metal, vinto il primo spaesamento, troverete questo disco prevedibile ma coinvolgente.



We talked about the Swedish band just a few weeks ago; I take this opportunity to offer you my apologies. In the review of The Pursuit of Vikings, I had mistakenly said that I had never listened to them until then. I was probably in a hurry, because a simple blog search would remind me that I wrote about it in 2011, talking about their eighth Surtur Rising. Once I have made amends, we come to Berserker (the Norse word, anglicized, which means precisely, the combat trance), their eleventh record, which some critics have acclaimed as one of their strongest. As already expressed in the past, the sound of the Swedes is zero original, but quite special: it's a bit like listening to Iron Maiden (I always use this reference, very simple but indicative) with the singer of Lamb of God. The sound is powerful, but stylistically it is very classic heavy metal: their cataloging as melodic death metal is due, in my humble opinion, simply to the singing of Johan Hegg. Having said that, you will know what to expect, and, if you like metal, having won the first disorientation, you will find this album predictable but engaging.

20190624

Non vero

The Unreal McCoy - Virginiana Miller (2019)

Il settimo disco dei livornesi è anche il loro primo in inglese: un percorso inverso rispetto, per esempio, a quello fatto dagli Afterhours, e che chissà, se vuole essere un passo ambizioso, o solo uno sfizio. Probabilmente, e dico probabilmente, la cosa non durerà, ed è stata solamente una scelta "obbligata": il disco è cantato in inglese perché è il disco americano dei Virginiana Miller, perché parla degli States di provincia, perché suona, o almeno tende a suonare, in quel modo, prova a suonare per trasportare l'ascoltatore proprio lì. Il risultato non è perfetto, purtroppo, ma è senza dubbio apprezzabile, perché Simone Lenzi riesce ad essere abbastanza bravo (anche qui, non perfetto) nella pronuncia e nei toni, e le tracce non sono tutte belle, ma ce ne sono di molto belle (una su tutte, Lovesong). Meno dark, meno shoegaze, più country alternative, dal punto di vista strettamente musicale.



The seventh record by the band from Livorno is also their first in English: a reverse path to, for example, the one made by Afterhours, and who knows, if it wants to be an ambitious step, or just a whim. Probably, and I say probably, it will not last, and it was only a "forced" choice: the record is sung in English because it is the American album by Virginiana Miller, because it speaks of the provincial US, because it sounds, or at least tends to playing that way, try playing to transport the listener right there. The result is not perfect, unfortunately, but it is undoubtedly appreciable, because Simone Lenzi manages to be quite good (even here, not perfect) in pronunciation and tone, and the tracks are not all beautiful, but there are very beautiful ones (one above all, Lovesong). Less dark, less shoegaze, more country alternatives, from a strictly musical point of view.

20190623

Quinto

V - Spidergawd (2019)

La band norvegese ha saltato un anno (il 2018), visto che, dal loro debutto, dal 2014 al 2017 hanno pubblicato 4 album, solitamente in gennaio, con una regolarità mostruosa; ma, nel gennaio del 2019, sono tornati con questo V, un disco che non cambia di una virgola tutto quello che abbiamo detto su di loro in passato. Un altro disco che possiamo definire di heavy rock, sempre uguale a se stesso, ma sempre bellissimo e impeccabile, con otto tracce una più bella e potente dell'altra. Davvero, una band imperdibile.



The Norwegian band missed a year (2018), since, from their debut, from 2014 to 2017 they released 4 albums, usually in January, with a monstrous regularity; but, in January 2019, they came back with this V, a record that does not change everything we said about them in the past. Another record that we can define as heavy rock, always the same, but always beautiful and impeccable, with eight tracks, one more beautiful and more powerful than the other. Really, a must-have band.

20190621

Dove i gufi conoscono il mio nome

Where Owls Know My Name - Rivers of Nihil (2018)

Un passo indietro al 2018, per parlarvi del terzo disco di questa band originaria di Reading, Pennsylvania, che a settembre prossimo saranno in Italia per una data milanese. Ascoltati per pura curiosità (ho deciso di andare a vederli per una delle band che saranno di supporto, i danesi Mol), mi hanno decisamente impressionato. Autori di un progressive death metal decisamente tecnico, su questo disco osano davvero molto, introducendo soli di sax (suonato da Zach Strouse), trombe, violoncello e voci femminili. Tracce spesso piuttosto lunghe, complesse, elaborate, ma assolutamente convincenti, con una coniugazione squisita di tecnica e potenza. Molto interessanti.



A step back to 2018, to tell you about the third record of this band originally from Reading, Pennsylvania, which in September will be in Italy for a live in Milan. Listened out of pure curiosity (I decided to go see them for one of the bands that will be there as guest, the Danish Mol), they definitely impressed me. Authors of a decidedly technical progressive death metal, on this record they really dare a lot, introducing sax solo (played by Zach Strouse), trumpets, cello and female vocals. Tracks often quite long, complex, elaborate, but absolutely convincing, with an exquisite combination of technique and power. Very interesting.

20190620

Migliore centro comunitario di oblio

Better Oblivion Community Center - Better Oblivion Community Center (2019)

Debbo confessarvi, chi mi conosce lo immaginerà già, che ho dovuto vincere la mia viscerale antipatia verso Conor Oberst, uno dei due componenti di questo progetto, per riuscire a dare un giudizio spero equilibrato su questo disco, uscito agli inizi del 2019. Al tempo stesso, pur non essendo ancora riuscito ad ascoltare il suo debutto Stranger in the Alps, mi è bastato sentirla nel gustosissimo progetto Boygenius, per innamorarmi di Phoebe Bridgers, l'altra metà di questi Better Oblivion Community Center, nome simpatico e curioso, e probabilmente questo ha rischiato di far pendere la bilancia troppo a favore. Ma, c'è veramente poco da bilanciare: questo disco eponimo di indie folk rock è meraviglioso, anche se c'è da sopportare la voce di Oberst. Canzoni scritte divinamente, voci che si intrecciano benissimo, e dolcezza quasi da diabete. Soffice come gommapiuma, bellissimo.



I must confess to you, those who know me will imagine it already, that I had to overcome my visceral antipathy towards Conor Oberst, one of the two components of this project, to be able to give a judgment I hope balanced on this record, released at the beginning of 2019. At the same time, although I am not yet able to hear her debut Stranger in the Alps, it was enough to hear her in the very tasty Boygenius project, to fall in love with Phoebe Bridgers, the other half of these Better Oblivion Community Centers, a funny and curious name, and probably this threatened to tip the balance too much. But, there is very little to balance: this eponymous record of indie folk rock is wonderful, even if we have to put up with the voice of Oberst. Divinely written songs, voices that intertwine very well, and almost diabetes-like sweetness. Soft like foam rubber, beautiful.

20190619

Shine

Madrugada, Latteria Molloy, Brescia, 4 maggio 2019
Poco dopo l'avventura norvegese che vi ho raccontato qui, la band che si riuniva per festeggiare il ventennale dall'uscita del loro album di debutto, mette in piedi un tour europeo. Addirittura tre date in Italia, Roma Milano e Brescia, non posso esimermi e scelgo quella di Brescia visto che si terrà di sabato. Con un minimo di anticipo eccomi alla Latteria Molloy, un locale dove non ho mai messo piede ma che mi piace subito, con una bella atmosfera rilassata, e che si riempie con un paio di centinaia di persone, per il concerto che comincia con un discreto ritardo rispetto all'orario annunciato, ma si sa, l'abitudine è tutta italica ed è dura a morire.

Non c'è alcuna band di apertura, e la scaletta è più o meno la solita vista e sentita ad Oslo (ovviamente senza l'ospite Ane Brun), ed è quella che i norvegesi stanno rispettando in quasi tutte le date in giro per l'Europa, cambiando qualcosa durante il lungo encore (che arriva a otto canzoni in alcune date). La prestazione è impeccabile, la band affiatata, sciolta, e il leader/cantante Sivert Hoyem si lascia andare, soprattutto verso la fine, a ringraziamenti e ad aneddoti in alcuni casi davvero gustosi (come quando racconta di come nacque il titolo del loro primo disco, appunto Industrial Silence), e, scusate la ripetizione, gustandosi l'apprezzamento sentitissimo che arriva loro dal pubblico. Durante una di queste chiacchierate/introduzioni, Hoyem si lascia perfino scappare che ci potrebbe essere un seguito a questa reunion. E noi fan siamo tutti qui a braccia aperta, aspettandoli.



There is no opening band, and the setlist is more or less the usual sight and heard in Oslo (obviously without the guest Ane Brun), and it is the one that the Norwegians are respecting in almost all the dates around Europe, changing something during the long encore (which reaches eight songs on some dates). The performance is impeccable, the band is well matched, and the leader/singer Sivert Hoyem lets himself go, especially towards the end, to thanks and anecdotes in some cases really tasty (like when he tells how the title of their first record was born, indeed Industrial Silence), and enjoying the heartfelt appreciation that comes to them from the public. During one of these chats/introductions, Hoyem even lets himself escape that there could be a follow-up to this reunion. And we, fan, are all here with open arms, waiting for them.

20190618

L'Alienista

The Alienist - Di Caleb Carr - Stagione 1 (10 episodi; TNT) - 2018

1896, New York. Una serie di cruenti omicidi di ragazzini prostituti impauriscono la città. Il commissario Teddy Roosevelt, fresco di nomina, conscio della corruzione che impazza nelle fila della polizia della quale è al comando, incarica segretamente l'amico e psicologo criminale Laszlo Kreizler, e l'illustratore giornalistico John Moore, di condurre le indagini. Laszlo mette insieme una curiosa task force, per risolvere i casi, non senza enormi difficoltà. Una soluzione positiva rafforzerebbe la fiducia in una scienza, quella appunto della psicologia criminale, al tempo praticamente sconosciuta.

A metà tra Mindhunter e The Knick, The Alienist è un buon prodotto, dalla partenza lenta ma mano a mano piuttosto intrigante. Basata sull'omonimo romanzo di Caleb Carr, avrà un seguito, sempre basato sui libri di Carr, e si avvale di un cast di outsider (per vari motivi), che però funziona.

Halfway between Mindhunter and The Knick, The Alienist is a good product, with a slow start but rather intriguing. Based on the novel of the same name by Caleb Carr, it will have a sequel, still based on Carr's books, and uses a cast formed by outsider (for various reasons), but that works.

20190617

Abbattere la casa

Knock Down the House - Di Rachel Lears (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)

Documentario che segue il percorso per vincere le primarie locali del 2018, di quattro candidate Democratiche donne, giovani e non politiche di professione, scelte da due comitati politici quali Justice Democrats e Brand New Congress, comitati che vogliono una politica meno influenzata dalle lobby. Tre di loro non ce l'hanno fatta, ma una si. Quest'ultima si chiama Alexandria Ocasio-Cortez, non sappiamo se cambierà il corso della storia, ma di sicuro ha già dato qualche sonoro scossone, dato che dopo le primarie, è stata eletta al Congresso, diventando la più giovane parlamentare della storia USA.

Documentario che non va, a mio parere, giudicato assolutamente dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista decisamente "di parte": non piacerà certo a chi, anche da non statunitense, sostiene Trump e i Repubblicani in genere. A chi invece, come me, spera in un ritorno al potere dei Democratici, e che addirittura, segue AOC (Alexandria Ocasio-Cortez) proprio da quanto ha vinto le primarie, questo documentario darà una speranza in una politica migliore. 

Documentary that does not go, in my opinion, judged absolutely from a technical point of view, but from a decidedly "partisan" point of view: it will like only to those who, even from non-US, will certainly not like Trump and the Republicans in general. To those who, like me, are hoping for a return to power of the Democrats, and who even, follows AOC (Alexandria Ocasio-Cortez) precisely from when she won the primaries, this documentary will give hope in a better politics.