No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20051231

cose da fare a mezzanotte (tra poco) parte 3


Ringraziate. Tutti quelli che vi dà gioia vedere. Vi auguro che siano tanti, e che li pensiate anche se non li vedrete. Vi suggerisco un modo elegante per ringraziarli, con uno dei miei poeti preferiti (non per niente si chiama Cristiano), e nel contempo dedico questa cosa a tutti quelli che sanno di contare per me. Vado a festeggiare.
Per usare una formula popolare ma sempre ben accetta, buona fine e buon principio.

GRAZIE – Cristiano Godano & Marlene Kuntz

L'amore più puro
in un tepore nuovo
di celesti lenzuola
e del loro ristoro:
sono i soffici raggi delle pupille tue,
vi si accuccia il cessare delle sue paure.
Ed io vi spio e mi commuovo.

E grazie...
per tutto questo: grazie.
Per tutto quanto: grazie.
Per tutto: grazie.

E grazie.
Semplicemente grazie.
Perdutamente grazie.
Solennemente grazie.

un disco per ricordare l'anno che se ne va


Laura Veirs – Year of Meteors 2005

A volte, venire da Seattle, avere amici musicisti e una grande sensibilità può non voler dire niente. Non è il caso di Laura, arrivata, con questo disco, al terzo lavoro, il quarto se si conta l’omonimo debutto live. Si parte sommessamente con Fire Snakes, e già alla seconda traccia Galaxies si capisce di essere di fronte ad un’artista che non scriverà la storia della musica rock, ma che la arricchirà di una certa dose di classe, e senz’altro di belle e soffici canzoni. Con Secret Someones siamo dalle parti di Suzanne Vega; Through the Glow è delicata come un guanto di seta sulle parti intime, Cool Water ti fa rimpiangere dopo 10 secondi che duri solo 2.52. Black Gold Blues è punk acustico completo di archi.
Secondo il mio punto di vista, di fronte a lavori come questi c’è poco da arricciolare parole per descriverli, bisogna solo ascoltare e goderne. Magari con un buon bicchiere di bianco in mano, soli o con gli amici. Guardando un tramonto, o un bel panorama. Quando suoni canzoni spoglie, quasi solo chitarra e voce, è un po’ come quando pensi che “una donna bella, se è bella veramente lo è anche coi capelli rasati”. Ecco, rende bene l’idea. Se sai scrivere canzoni, c’è poco altro da aggiungere. Se però ci metti arrangiamenti sobri, e una voce vellutata, dalla buona estensione, puoi arrivare in fondo al cuore degli altri.
C’è un momento per la "deriva" (che ne so, i Mogwai, tanto per dirne una), e c’è un momento per il caminetto. Questo è un caminetto coi fiocchi.
Delizioso.

cose da NON fare oggi prima di mezzanotte


Non vi ubriacate, com'è tradizione tra me ed i miei amici, a partire dalle 2 del pomeriggio. Vi potrebbe passare la fame e, soprattutto, la sete. E potreste ritrovarvi come nella foto.

photo courtesy of Piazza XX

cosa da fare oggi a mezzanotte parte 2


Se siete nella stessa stanza con qualcuno che vi eccita sessualmente, chiudete la porta e buttate via la chiave, anche se manca molto a mezzanotte.
Vi divertirete lo stesso.

L'immagine allegata è puramente coreografica. Soprattutto.
Lo so, è umorismo un po' troppo intellettuale. Stanotte mi è venuta così, andrà meglio nel 2006.

20051230

cose da fare domani sera a mezzanotte parte 1


Scaricate questa canzone e cantatela a squarciagola:

PUGNI CHIUSI- Demetrio Stratos e I Ribelli
Pugni chiusi
Non ho più speranze
In me c'è la notte più nera

Occhi spenti
Nel buio del mondo
Per chi è di pietra come me

Pugni chiusi
Perduto per sempre
Non ha più ragione la vita

La mia salvezza sei tu
Sei l'acqua limpida per me yeah
Il sole tiepido sei tu amore
Torna torna qui da me

Pugni chiusi
Non ho più speranze
In me c'è la notte più nera

Viene l'alba
E un raggio di sole
Disegna il tuo viso per me

Mani giunte
Tu sei qui con me
E abbraccio la vita con te
Yeah

nevica...


...governo ladro!!

pensieri sparsi com'è giusto che sia


Questa mattina quando sono uscito per andare a lavorare ed ho visto la neve mi sono girati un po' i coglioni, come sempre succede le poche volte che nevica sul mio paese. La neve sul mare è bella solo in cartolina, altrimenti è bene che stia in montagna.
Leggo sul giornale però, che relativamente vicino sta aprendo un locale nuovo per concerti. A Sesto Fiorentino, in via Pasolini, con un tendone da circo preso in affitto dalla famiglia Togni; quasi 1000 persone la capienza. Primi concerti annunciati, il 18 febbraio i Cathedral (ma pensa, esistono ancora) e il 10 marzo i Dark Funeral. Bene. Per oltre 20 anni mi sono abituato a pensare ai concerti indissolubilmente legati ad un lungo viaggio, tanto che adesso fare "solo" 100 km per vederne uno a Firenze è facile e quasi piacevole, un po' come pulirsi il culo quando non hai le emorroidi. Potrei andarci proprio con i Cathedral, solo per il gusto di "inaugurare" un locale; ma lo stesso giorno ci sono gli Arabstrap all'Estragon a Bologna. Vedremo.
Tutto questo mi porta già a progettare i primi concerti del 2006. E' una cosa bella. E' un ciclo che riparte, che rinasce, che ti rinnova nell'anima. Chissà per quanto andrà avanti. A vent'anni non avrei pensato che a 40 sarei ancora andato a vedere i concerti. E invece e invece.
Ho appena ascoltato "Amber Headlights" di Greg Dulli, caro, vecchio amico, compagno di sbronze virtuali, di amori andati a male, stroncati sul nascere e ripagati da una piccola morte. Mi è parso di scorgervi un po' di stanchezza, ma è solo un primo ascolto. Sono passato poi a "C'è gente che deve dormire", dei Marta Sui Tubi. Che fossero bravi si capiva già da quella sera fredda di un paio di anni fa, nella quale li vidi aprire per Moltheni al Baraonda di Massa, ma riuscire a scrivere un pezzo come L'amaro amore, nel quale si sposano Elio e gli Area era difficilmente immaginabile. A proposito degli Area (un inchino è sempre doveroso), appena uscito questo disco un amico mi domandò se il modo di cantare del vocalist si potesse paragonare a quello di Demetrio Stratos. Lì per lì rimasi interdetto, più per l'impertinenza della domanda che per l'effettiva possibilità di paragone. Come si può, dicevo fra me e me. E invece e invece.
Vorrei, volevo, avrei voluto chiudere questo post con una frase ad effetto, che lasciasse il segno. Invece mi avvio a dire una frase fatta, un luogo comune. Forse perchè nel frattempo è finito il disco dei MST (una cover dei Chemical Brothers l'ultimo pezzo, così a orecchio), e la colonna sonora adesso è "Howl" dei Black Rebel Motorcycle Club, che già al secondo pezzo ricordano i Mission senza averne l'eleganza sonora e la pacchianeria del guardaroba, e al terzo sembrano lo spot del Jack Daniel's? Chissà.
Fatto sta che anche quest'anno è stato fruttuoso, un po' in tutti i campi; ma soprattutto in quello umano. Anche per quest'anno, ho conosciuto e approfondito la conoscenza di persone che lasceranno un segno dentro di me.
Nonostante, al quarto pezzo, i BRMC sembrino già gli Aerosmith.
Beviamoci su.

20051229

botti di fine anno


Me And You And Everyone We Know – di Miranda July 2005

Richard è un uomo sensibile, stralunato, fragile; si è appena separato da Pam, con la quale ha avuto due splendidi bambini, Peter e Robby. Per “celebrare” la loro separazione si è dato fuoco ad una mano. Chiunque gli darebbe del pazzo, ma la sua intenzione era proprio quella di festeggiare un avvenimento comunque importante. O forse no.
Richard lavora in un grande magazzino, reparto scarpe, e cerca di ricostruire lentamente la sua vita, e nel contempo di tirare su i due ragazzini, che invece stanno andando per la loro strada tranquillamente. Peter, anche se timido, è forse già innamorato, anche se due coetanee lo scelgono per esercitarsi nella fellatio; Robby, piccolo ma già sveglissimo, viaggia in chat, ha fantasie scatologiche e non ha paura ad andare agli appuntamenti al buio.
La vita di Richard al bivio si incrocia con quella di Christine, artista poliedrica, estroversa ma strana, troppo diretta. Fa la taxista per anziani, in attesa di veder riconosciuto il suo talento. E’ amore, probabilmente, ma ognuno ha i suoi tempi.
Intorno a loro, la vita, quella di tutti, scorre.
Miranda July è, così come il personaggio che interpreta, Christine, una “artista poliedrica” anche nella vita; per il cinema aveva già partecipato qualche anno fa alla stesura della sceneggiatura di uno dei film meno riusciti di Wayne Wang, “The Center of the World”, ma con questo debutto realmente impressionante sfiora il capolavoro naive.
Difficile trovare una cosa fuori posto in questa piccola gemma, uscita in sordina, diffusasi col passaparola, a cominciare dalla fotografia colorata e accesa, continuando con le musiche, qualche bel pezzo e molti tappeti elettronici, mai invadenti e fortemente funzionali alla storia, andando avanti col cast composto tutto da caratteristi o debuttanti, tutti bravissimi e diretti magistralmente; arrivando infine alla storia e al film vero, fatto di un semplicissimo spaccato delle vite di alcune persone che abitano nello stesso quartiere o che si incontrano per puro caso, che si compenetrano, si intrecciano, si emozionano, vivono, soffrono, litigano, si amano con qualche difficoltà, muoiono.
Gli adulti appaiono insicuri, pieni di problemi, mentre i bambini sono geniali, spavaldi, spigliati, sanno tutto sul sesso e anche qualcosa di più; si sfiorano argomenti scottanti con leggerezza, in modo mai pesante, e, pur essendo in parte un pregio, questo è l’unico appunto che mi sento di muovere al film.
Ma, credetemi, è davvero impossibile rimanere insensibili davanti a questo frullato di emozioni ed a momenti di vera poesia: una fra tante, la scena della camminata sul marciapiede presa come metafora giocosa tra Christine e Richard.
Vi innamorerete di questo film, al punto che ne vorreste subito un altro così bello.
Stupendo.

20051228

il film gay delle feste comandate


Reinas – il matrimonio che mancava - di Manuel Gòmez Pereira 2005

Siamo (finalmente?) nella Spagna di Zapatero, e le coppie gay (ma era davvero il loro sogno?) si possono sposare. Una ghiotta occasione per uno spot elettorale progressista gratuito, sposarne una cifra tutte insieme. Le storie di tre coppie maschili si intrecciano. Narciso, politico, ha una madre, Nuria, ai limiti della psicopatologia che la porta ad essere ninfomane, sta con Hugo, la cui madre, Helena, giudice, è disturbata dall’uso politico di queste prime nozze gay, ma non solo. Jonas è il figlio del giardiniere Jacinto, che lavora da anni nella villa di Reyes, attrice; sta per sposarsi con Rafa, figlio di Reyes, ed entrambe i genitori non hanno ancora accettato l’omosessualità dei figli e il matrimonio interclassista; ma c’è di più. Miguel è figlio di Magda, direttrice di un hotel di lusso gay-friendly, sempre indaffarata col suo lavoro, sta per sposarsi con Oscar, argentino, ballerino, massaggiatore, insegnante di spinning, con una madre, Ofelia, che arriva direttamente da Buenos Aires per le nozze con l’effetto di un ciclone.
Pesantemente almodovareggiante fin dai titoli di testa, questo “Reinas” (regine) non cambierà di certo la storia del cinema, è leggero come una piuma e fa fare qualche risata, ma risulta importante se lo osserviamo da italiani confrontandolo con prodotti di casa nostra.
E’ una semplice commedia degli equivoci, lievemente sentimentale, ma con un soggetto gay di fondo che viene trattato con naturalezza, cosa che non sempre riesce: sono fortemente convinto che un qualcosa del genere in Italia sarebbe scaduto nella comicità greve molto presto.
E se può annoverare un cast di altissimo livello per la Spagna, vuol dire che anche grandi attori e attrici si sono divertiti girandolo.
Jorge Perugorria, Marisa Paredes (che fa praticamente se stessa), Verònica Forqué (straordinaria nei panni di Nuria), Carmen Maura (che genera “involontariamente” una delle più belle battute del film) e molti altri recitano più che decentemente e, come detto sopra, allegramente. Un cameo di Andrea Occhipinti da segnalare patriotticamente, mentre per le/gli amanti degli uomini bellissimi va segnalato Unax Ugalde (Miguel), bellissimo e effeminato al punto giusto.
Un passatempo natalizio.

20051227

un disco dell'anno che verrà


The Strokes – First Impression of Earth 2006

Ho sempre una strana impressione su come vengono percepiti gli Strokes. Pompatissimi dalla stampa specializzata fin dall’inizio, snobbati da molti “pure rocker”. Forse il problema è stato proprio quello; può essere che qualcuno si sia lasciato influenzare al rovescio da tutto l’hype a loro proposito. Finti rocker, fighetti dentro. Trasandati per finta. Un cazzo signori. Come ebbi già a dire in occasione ad esempio del loro secondo lavoro “Room on Fire”, o del loro concerto del 2003 a Roma, grande band, ottimi musicisti, grande songwriting. Tutto.
Arriva il loro terzo, preceduto dal singolo, bellissimo e tiratissimo, Juicebox, con un intro degno di Spiderman, accompagnato da un video intrigante, e ci risiamo: già al primo ascolto è amore. Si alternano pezzi ruffiani che si impossessano di te all’istante, e pezzi ruvidissimi che ti fanno sbavare al solo pensiero di sentirli live. Tra i primi, On the Other Side, l’opener You Only Live Once (filosofia spicciola?), la semi-ballad 15 Minutes. Tra i secondi, l’accoppiata spaccagambe formata dalla succitata Juicebox e, di seguito, da Heart in a Cage, stende. Il resto dei pezzi è di difficile catalogazione, ed è necessario approfondire l’ascolto. Del resto, già per Heart in a Cage siamo davanti ad uno dei pezzi più duri degli Strokes, ma non mancano gli intermezzi che caratterizzano il loro sound. C’è il rock’n’roll più ruvido misto al retrogusto beat, con passaggi pacchiani come la colonna sonora del telefilm di Zorro, ma che non possono non piacere. Quelle cose che ci deliziano, ma ci si vergogna un po’, non sappiamo nemmeno noi perché. Ci sono due chitarre che intrecciano godimenti sonici, un basso virtuoso e allo stesso tempo lineare, una batteria che picchia sodo e una voce sinuosa e a tratti imbestialita nella maniera giusta. Come resistere ad un pezzo come Razorblade, che prepara l’attacco al cuore con la strofa e poi, col ritornello ti rapisce più di un qualsiasi emo-qualcosa? Proseguiamo.
Vision Of Division: un classico esempio di Strokes-sound. All’apparenza una canzone semplicissima, fin troppo, con un ponte melodicamente micidiale e un ritornello incazzato; ma fate caso al lavoro degli strumenti. E pensare che potrebbe bastare anche solo il dono del saper scrivere belle canzoni! Ask Me Anything è quasi una ninna nanna, sulla cui melodia la voce di Casablancas si arrampica con insospettata maestria, che spiana la strada ad Electricityscape, piuttosto tirata, dove le chitarre si fondono quasi a somigliare tastiere, e l’up-tempo di passaggio ridicolizza quelli dei Franz Ferdinand: irresistibile già al secondo ascolto! Ascoltando Killing Lies, neppure uno dei pezzi più riusciti, si ascoltano le chitarre e ci si dice che stanno facendo dei giri talmente semplici che potevano venire in mente anche a noi. E quindi? Ci vanno a genio, of course! Si passa poi attraverso Fear of Sleep, dall’apertura liberatoria, vagamente U2, il cambio di tempo minimale e micidiale di Evening Sun, che sembra un valzerino da balera fino ad esplodere, l’andamento avvolgente sottolineato dal cantato in crooner-style di Ize of the World, dall’ennesimo assolo dove la semplicità sposa lo stile, l’ennesima carezza musicale di 15 Minutes, fino alla chiusura di Red Light, che parte come un inno rock anni ’70, ma che subito si tramuta nella ormai classica Strokes-song, con le chitarre che inaugurano uno stile che fonde gli Iron Maiden, l’indie-rock e il carillon.
Se non si stancano (perché hanno tutta l’aria di poterlo fare da un momento all’altro, visti nelle foto e negli atteggiamenti, pensa un po’ il paradosso), ci allieteranno ancora per molto, stupendoci senza effetti speciali. The Strokes.

pensiero stupendo




Se Laura Veirs ed Howie Beck facessero un figlio, potrebbe essere un angelo.
Perchè?
Ascoltateli. Tutti e due. L'angelo è dentro le note.

il film di mezzanotte


Wild Animals – di Kim Ki-duk 1996

Hong-san è disertore dell’esercito della Corea del nord; fugge a Parigi, e già sul treno si innamora di un’immigrata coreana, già integrata, spogliarellista in un peep-show, legata ad un malavitoso. Alla stazione si imbatte in Chung-hae, coreano del sud, aspirante artista, ma riciclatosi in ladruncolo per sopravvivere; Chung cerca di fregare Hong immediatamente, viene braccato da altri poco di buono, e mentre sta per soccombere Hong lo salva miracolosamente, forte del suo addestramento militare. Chung pensa di stargli simpatico, ma si prenderà un sacco di botte da Hong. E’ l’inizio di una grande, difficile, variegata e strampalata amicizia.
In cerca di espedienti per sbarcare il lunario, i due vengono “arruolati” da un boss mafioso locale, ed entrano a far parte della sua squadra. Nel frattempo, anche Chung si innamora perdutamente di un’altra donna problematica: per vivere fa la statua dipinta vicino ad un parco, e il suo uomo la picchia col pesce congelato. Non ci sarà pace per loro.
Simbolico e acerbo, anche lo stesso Kim ha dichiarato di considerare questo “Wild Animals” (in originale “Yasaeng dongmul bohoguyeog”, zona protetta degli animali selvaggi) un’opera minore. E’ ugualmente interessante, perché introduce le tematiche del suo cinema, e per l’atmosfera sempre in bilico tra gangster movie, splatter, western, dramma sentimentale, soft porno, simbolismi come detto prima, e amore per l’arte a tutto tondo. L’acqua, il sangue, i colori accesi, l’amicizia virile e omosessuale sottotraccia, la donna schiavizzata e violentata, la violenza parossistica e grottesca (vedi locandina), la vita ai margini.
Regia ancora da mettere a punto, splendidi i protagonisti maschili coreani, molto meno convincenti quelli francesi.

20051226

il libro di Natale


Molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer

Oskar, un bambino di nove anni fin troppo intelligente e sensibile, perde il padre nella tragedia dell'attentato alle Twin Towers. Vive insieme alla madre e a pochi passi dalla nonna paterna, ma elabora il lutto lentamente, alla sua maniera. Sveglio ma traumatizzato, ritrova tra le cose di suo padre una chiave e una scritta: Black. Decide di contattare tutti i Black di New York in cerca di qualcosa che leghi questa ipotetica persona a suo padre. Sullo sfondo, le storie degli antenati di suo padre, provenienti da quella parte dell'Europa profondamente ferita dalle sciagure della Seconda Guerra Mondiale.
Il giovanissimo scrittore americano, dopo il fulminante esordio "Ogni cosa è illuminata" prosegue il suo percorso con un libro davvero stupendo e coraggioso. Le storie che vi si intrecciano trasudano sofferenza e speranza sincera, toccano il cuore delicatamente, parlano di morte senza mai essere macabre. Si sorride delle trovate sensazionalmente geniali di Oskar, ci si incuriosisce tremendamente con la storia dei nonni e con la ricerca della serratura, si riflette come solo gli occhi e il pensiero puro e semplice di un bambino può fare, su una delle più grandi tragedie del nostro tempo.
Da leggere tutto d'un fiato, da ricordare a lungo.

tnx

tanti mi hanno mandato sms di auguri.
a qualcuno ho risposto, ad altri no.
lo faccio qui.

buon tutto!

20051225

i concerti peggiori


1 Interpol - 16/4/05 - Firenze, Saschall

2 Cocorosie - 19/11/05 - Firenze, Flog

3 Flippaut - 2/6/05 - Bologna, parco nord (Audioslave,Prodigy,Slipknot,Wednesday13,Shadows Fall,Marla Singer,the Ga*Ga*s,Gizmachi,Rumorerosa)

i concerti migliori


1 Converge - 22/3/05 - Pinarella di Cervia, Rock Planet

2 And You Will Know Us By the Trail of Dead - 11/3/05 - Bologna, Covo

3 Soulwax - 15/7/05 - Arezzo, stadio comunale (ArezzoWave)

ripescaggio


Goodbye Dragon Inn – di Tsai Ming-liang 2003

Taiwan, una giornata piovosa e umida come tante. Un cinema sta per chiudere, è al suo ultimo giorno di programmazione, sta iniziando il suo ultimo spettacolo. Danno “Dragon Inn”, un film di grande successo quasi 40 anni fa. Un giovane, quasi per ripararsi dalla pioggia entra nel cinema.
C’è una bigliettaia zoppa, che tenta di dividere il suo spuntino con il proiezionista. C’è un pubblico prettamente maschile, sembra proprio che in tanti anni il cinema sia diventato un ritrovo gay. Ci sono movimenti strani, ci sono i secchi da svuotare per via delle infiltrazioni dal soffitto, in sala personaggi strani che vivono il cinema non solo guardando la pellicola. Ci sono due anziani signori, che paiono proprio i protagonisti della pellicola che sta andando sullo schermo; uno di loro piange, all’uscita i due si incrociano e dialogano malinconicamente. La pioggia scroscia come un fiume, e, alla fine, la serranda si abbassa per sempre.
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non è un film gay. Non è un film d’azione. Non è un film lento: di più, molto di più. La dilatazione dei tempi di Tsai è da record mondiale. Chi ha visto qualche suo film, si ricorderà la scena finale di “Vive l’amour”: 5 minuti e passa di camera fissa sulla protagonista che piange.
Poi, i dialoghi; vi sembra che i film di Kim Ki-duk, tanto per fare un nome di nicchia, ma che si è conquistato una certa fetta di pubblico, siano poveri di dialoghi? Ecco, nei film di Tsai ce ne sono meno. In questo “Goodbye Dragon Inn” ce ne sono due, fatti si e no di tre frasi, il primo dopo quasi un’ora di film, l’altro quasi alla fine. Il film dura poco più di 80 minuti, ma avrete la sensazione che sia passata almeno una mezza giornata. E’ un film che richiede un impegno inaspettato anche da chi va al cinema, a volte, anche per soffrire.
Ma è un film che ha un senso; anzi, è un omaggio al cinema inteso come luogo dove si va per sognare ad occhi aperti, un luogo che ha un fascino fuori dal tempo, che ha una storia alle spalle, un posto al quale ognuno è libero di dare una propria valenza.
Un film pesante, oppressivo e opprimente, claustrofobico, soporifero. Camera fissa per minuti e minuti su un soggetto di ¾, o anche sul niente: l’inquadratura della sala vuota, dopo la pulizia sommaria, ti uccide. L’acqua, elemento fondamentale del cinema di Tsai, affoga lo spettatore. Ogni sequenza è una pugnalata, senza un briciolo di violenza. Ma, se si è maestri, si riesce a trovare leggiadria anche negli handicap fisici: la scena finale, aiutata dalla musica, è indimenticabile.
Da amare o odiare.

ruti

Sto insegnando a fare i rutti (in livornese ruti con una T sola) a mio nipote, che, come sapete, ha 16 mesi.
Sono soddisfazioni.
Come pensiero di Natale non è niente male.

sixteen movies



Ho provato a fare lo stesso con i film, ma non sono riuscito ad escluderne 6 per fare una top ten, quindi vi consiglio questi, usciti nel 2005:

1 La sposa siriana – Eran Riklis
2 Good Night, and Good Luck – George Clooney
3 Vai e vivrai – Radu Mihaileanu
4 Exils – Tony Gatlif
5 Paradise Now – Hany Abu-Assad
6 A History of Violence – David Cronenberg
7 Niente da nascondere – Michael Haneke
8 Crash – contatto fisico – Paul Haggis
9 Ogni cosa è illuminata – Liev Schreiber
10 Manderlay – Lars Von Trier
11 Private – Saverio Costanzo
12 The Woodsman – il segreto – Nicole Kassel
13 La schivata – Abdellatif Bechiche
14 Million Dollar Baby – Clint Eastwood
15 Non desiderare la donna d’altri – Susanne Bier
16 L’amore fatale – Roger Michell

Buona visione

20051224

top ten musicale 2005


1 And You Will Know Us By the Trail of Dead – Worlds Apart
2 Antony and the Johnsons – I Am a Bird Now
3 Moltheni – Splendore terrore
4 System of a Down - Mezmerize
5 Marlene Kuntz – Bianco sporco
6 Sigur Ròs – Takk…
7 Offlaga Disco Pax – Socialismo tascabile (prove tecniche di trasmissione)
8 Mars Volta – Francis the Mute
9 White Stripes – Get Behind Me Satan
10 Green Day – Bullet In a Bible

C'è poco da spiegare. Prendere o lasciare. Sono un blogger atipico.

20051223

giorni strani


Sono giorni strani. Non c'è un particolare perchè, ma sono strani.
Tra 14 giorni partirò per un giro dall'altra parte del mondo, ma non mi sento per niente eccitato. Sono più di 10 anni che non faccio viaggi di questo tipo, avevo un mutuo da pagare del resto; chi ha un mutuo mi capirà. Forse il motivo è questo, ho perso l'abitudine ad eccitarmi progettando viaggi. Chi lo sa.
Poi, l'atmosfera è natalizia, lo sento tutto intorno a me, ma io non sono in sintonia. Da quando abito da solo lo sento sempre meno. Dite che sia perchè non faccio l'albero e il presepe? Può essere.
Sono giorni strani; avessi detto strani giorni sarebbe suonato melenso, così è più indie-rock, ma di quello poco fighetto.

Mi capita sempre più spesso di viaggiare in auto da solo; lo so che è un male per il pianeta, mi sento già in colpa per conto mio, non me lo ricordate pure voi. Quando ero più giovane i viaggi in auto, anche di 10 km insieme agli amici storici erano sempre qualcosa di molto divertente. Adesso penso. Metto il volume molto alto, possibilmente con qualcosa di simil-metal, sto 5-10 km/h sotto il limite di velocità consentito, e lascio girovagare il pensiero.
Questa sera ripensavo ad un interessantissimo articolo-intervista a 4 persone che stanno, o hanno, fatto il cambio di sesso, apparso sull'inserto D di Repubblica dello scorso sabato.
Mi ha colpito soprattutto che le persone che ne parlavano si soffermavano su come avevano vissuto o stavano vivendo la percezione che gli altri avevano di loro: passando da uomo a donna, o da donna a uomo, gli "altri" cambiano nei tuoi confronti, si rapportano a loro in maniere completamente opposte. Così dicevano loro, mentre per te che leggevi l'articolo era chiaro che sia che il soggetto stesse passando da uomo a donna o da donna a uomo, il risultato era lo stesso.
E' curioso: siamo allora noi stessi che ci illudiamo che gli altri cambino atteggiamento verso di noi?
Un altro interrogativo senza risposta, quindi.
Per associazione indebita, mi è venuto in mente un film che mi ha lasciato una traccia indelebile dentro: Strange Days, di Katryn Bigelow. Un film adrenalinico, vagamente apocalittico, con un'atmosfera decadente, un protagonista malinconico nel quale ognuno si può specchiare.
In un mondo futuribile, la droga è il pensiero: i pusher ti vendono pezzi di memoria di altre persone, che puoi "sentire" attraverso una specie di casco. Una cosa geniale, degna di Philip K.Dick.
Ma la genialata dentro la storia già geniale di per sé, è quando il pusher offre a un uomo uno spezzone di memoria di una donna che sta facendo l'amore con un'altra donna.
Rimanere uomo e riuscire a sentire e a godere da donna con un'altra donna.

Mi vengono i brividi solo a scriverlo.

letterina a babbo natale

Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stato bravo, anzi medio, ma non ho mai fatto male a nessuno, anzi spesso mi sono trattenuto. quindi penso di meritarmi dei bei regali. primo un trenino dell'alta velocità per raggiungere i miei amichetti in giro per l'europa. secondo una televisione da amministrare nel periodo pre elettorale, penso che possa essere divertente e avrei sempre il culo pulito. poi un pallone da calcio ma di quelli construiti dai bambini di taiwan , che sono più colorati. poi una barca per farci le gare con castelli e dalema, due bambini della 5a C. mi piacerebbe anche che tu dividessi l'italia in 600 pezzi poi li mischiassi e io poi risolvo il puzzle, così metterei milano, vicino a roma e livorno così sto più vicino ai mie amichetti. poi vorrei una casa grande con tante stanze e tante luci di colori diversi, dove si possa ascoltare la musica a un volume alto alto senza disturbare la vicina. vorrei che mi insegnassi tutte le lingue del mondo e che mi regalassi un biglietto aereo universale per girare il mondo. poi vorrei che la musica non sia più legata al commercio, ma che diventi libera e gratuita e ascoltabile nelle strade. babbo vorrei che l'arte fosse al centro della nostra civiltà.

grazie

lafolle

ps.quest'anno mi sono trattenuto dal mangiare il salame di renna, pensando a te,ma non ho potuto fare a meno del salame di alce. mi perdoni?

20051222

love vs rock

Il rock e la fedeltà coniugale possono vivere nella stessa persona?

2005blogginage

I colori di questo blog sono il bianco, il nero, il blu e il rosso. Le parole sono scritte grandi, facilmente leggibili anche da chi ha problemi di vista. Gli argomenti sono tanti. Sono attimi di pensiero bloccati in un blog. Senza catene.
Il bianco è il colore della purezza e della cocaina.
Il nero è il colore del pozzo profondo e dell'inchiostro della mia macchina da scrivere.
Il blu è il colore della maggior parte delle mie magliette, della mia moto e del fuoco più caldo.
Il rosso è il colore del partito e del fuoco più freddo.
Questo blog è per me. Questo blog è contro di me.

post

ma se non ti piace il posto dove stai andando, invece di parlarne male non è più coerente se non ci vai?
tanto li nessuno ti vuole.

il racconto vincitore di garaz

La Renna e il maiale


Un bel giorno Babbo Natale comprò per la propria fattoria una renna da monta, un esemplare stupendo!
Alto, forte…….lo pagò una fortuna!
Ma
dopo qualche mese
la renna, che era subito diventata amica di tutti gli animali della fattoria, aveva legato molto con l’asinello, con il porco, la faraona e il bue da traino, improvvisamente si ammalò.
Così Babbo Natale disperato chiamò Gustavo, il veterinario.
Il veterinario Gustavo visitò la renna da monta e disse :
- beh... la sua renna ha un virus, deve prendere queste medicine per 3 giorni, dopo il terzo giorno vengo a controllare, se non si sarà ripresa, per il bene di tutti gli altri animali, dovremo purtroppo abbatterla!

Lì vicino c’era il porco che ascoltò tutta la conversazione. Dopo il primo giorno di medicinali tutto era come prima!
Il porco allora, sapendo la possibile brutta fine della storia, si avvicinò alla renna e gli disse:
- forza amico mio, alzati!
Ma la renna da monta era troppo affaticata e rimase stesa sul letto di fieno.
Il secondo giorno la stessa cosa, e sempre la renna non reagisce.
L’amico porco però non vuole saperne e continuò a incitare la renna a reagire…
- Dai amico, alzati, altrimenti dovrai morire! - lo avvisò il porco.
Seguendo le indicazioni del veterinario Gustavo, anche il terzo giorno gli diedero la medicina ma... niente! Sembrava proprio non ci fosse più niente da fare…
Babbo Natale allora mandò un sms a Gustavo per aggiornarlo della situazione, e poco dopo il veterinario arrivò alla fattoria e disse:
- purtroppo non abbiamo scelta, dobbiamo abbatterla perchè ha un virus molto pericoloso e potrebbe contagiare tutte le altre renne oltre che tutti gli altri animali della fattoria!
Il porco sentendo questo, corre preoccupato verso la stalla delle renne , dove sul letto di fieno c’è la renna da monta, per avvisarla e spronarla a reagire:
- daje vecchio mio, il veterinario è arrivato, non ti daranno più medicine, dovranno ucciderti, dicono che c’hai un virus, forza, ora o mai più! Alzati subito, dai!!!
La renna da monta guardò negli occhi il porco , spalancò gli occhi, come per ringraziarlo per la forza che è riuscito a trasmettergli in questi ultimi tre giorni, si alzò , usci dalla stalla e cominciò a correre per i prati che circondavano la fattoria!
In fattoria è un delirio!…..Muuu!! Beee!!! Coccodèè!! Tutti urlavano a loro modo!!

- Miracolo!!! Si è compiuto un autentico miracolo!!! Dobbiamo festeggiare - gridò Babbo Natale.
…Facciamo una festa! È l’occasione giusta! Un grande banchetto in onore del miracolo…..Gustavo…vai… AMMAZZA IL PORCO!

cena

La gara dei raccconti natalizi avvenuta durante la cena natalizia ha visto vincitori ex equo:
garaz con la storia della renna da monta e del maiale!
e
lisa con la storia dell'uomo e del ladro di macchine
terza
paola con la storia di leopold.

Nello scambio dei libri ho ricevuto un bel fumetto sulla vita di una coppia cattolica.sarvirà?!?!

Elisa, giò e agnese hanno ricevuto il mio il ladro e il cane di Mahfuz.

20051221

se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.




Primo Levi

dis

Ennesima discussione senza fine con i colleghi che pretendono di inculcarmi in testa il fatto che i gay siano persone malate, contro natura. Snervante.
Quasi non ha più senso parlarne. Tanto loro non cambiano opinione.
Io ho ragione..quindi...



Continuo con le Canzoni di Natale...quelle che quando le ascolto,allora è proprio Natale.

Canzoni di Natale

n°4-The Ramones-Marry Christmas

Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with you

Where is Santa? At his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing in their heads
Snowball fighting, it's so exciting baby

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I loved you from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's hearts

Where is Santa? At his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas

All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing in their heads
Snowball fighting, it's so exciting baby

Yeah, yeah, yeah

I love you and you love me
And that's the way it's got to be
I loved you from the start
'Cause Christmas ain't the time for breaking each other's hearts

Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight
Merry Christmas, I don't want to fight tonight with you

Canzoni di Natale

n°3-Let me sleep-Pearl Jam

Cold wind blows on the soles of my feet
Heaven knows nothing of me
I'm lost, nowhere to go
Oh, when I was a kid...oh, how magic it seemed
Oh, please let me sleep, it's Christmas time

Flowered winds was where I lived
Thought you burned, not froze for your sins
Oh, I'm so tired, and cold
Oh, when I was a kid...oh, how magic it seemed
Oh, please let me sleep, it's Christmas time
Oh...oh, when I was a kid...oh, how magic it seemed
Oh, please let me sleep, it's Christmas time

Oh...oh, when I, if I was a kid...oh, how magic it seemed

Canzoni di Natale

n°2-Happy Christmas (War Is Over)-John Lennon

So this is Christmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young


A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear



And so this is Christmas War is over
For weak and for strong If you want it
For rich and the poor ones War is over
The road is so long Now
And so happy Christmas War is over
For black and for white If you want it
For yellow and red ones War is over
Let's stop all the fight Now



And so this is Christmas War is over
And what have we done If you want it
Another year over War is over
And a new one just begun Now
And so happy Christmas War is over
I hope you have fun If you want it
The near and the dear one War is over
The old and the young Now



War is over if you want it
War is over now

Canzoni di Natale

n°1-Last Christmas - Wham!

Last Christmas, I gave you my heart
But the very next day, You gave it away
This year, to save me from tears
I'll give it to someone special

Once bitten and twice shy
I keep my distance but you still catch my eye
Tell me baby do you recognise me?
Well it's been a year, it doesn't surprise me

(Happy Christmas!) I wrapped it up and sent it
With a note saying "I Love You" I meant it
Now I know what a fool I've been
But if you kissed me now I know you'd fool me again



A crowded room, friends with tired eyes
I'm hiding from you and your soul of ice
My God I thought you were someone to rely on
Me? I guess I was a shoulder to cry on
A face on a lover with a fire in his heart
A man undercover but you tore me apart
Oooh Oooh
Now I've found a real love you'll never fool me again



A face on a lover with a fire in his heart
(Gave you my heart)
A man undercover but you tore me apart
Next year
I'll give it to someone, I'll give it to someone special
special, someone, someone
I'll give it to someone, I'll give it to someone special
who'll give me something in return
I'll give it to someone
hold my heart and watch it burn
I'll give it to someone, I'll give it to someone special
I've got you here to stay
I can love you for a day
I thought you were someone special
gave you my heart
I'll give it to someone, I'll give it to someone
last christmas I gave you my heart
you gave it away
I'll give it to someone, I'll give it to someone

20051220

txai

in viale stelvio, venendo dalla stazione indirezione viale zara, nel viale centrale quello dei bus e delle moto hanno rifatto le scritte per terra. hanno scritto TXAI.
pazzesco!

20051219

la Corsica


Ieri è stata una bellissima giornata, una di quelle che ti fanno apprezzare il tuo luogo d'origine, e riflettere su cosa poteva essere. Cielo terso, mare una tavola; mentre percorrevo, alle 12,30 circa ora locale, la superstrada LI-GR direzione sud-nord, tra Castiglioncello e Quercianella, si vedeva tutto l'arcipelago e, prima dell'orizzonte, la Corsica. Fantastico. La luce del sole che si riflette sull'acqua e crea giochi di colore gradevoli, lo stesso sole tiepido che ti permette di non accendere il riscaldamento in macchina.
Poi, quando si esce dal tunnel sotto a Montenero, si vedono le Apuane imbiancate, e un po' di appennino Tosco-Emilano. Ti viene voglia di viaggiare, di continuare, di mettere "...Twice Shy" dei Great White e guidare fino al tramonto. Invece, nel lettore avevo messo gli Arcade Fire, per capire se mi facevano ancora cagare.
La risposta è stata si.

e lucevan le stelle

mi si chiede spesso(?!) che cosa canto quando sono sotto la doccia o da solo in una macchina senza autoradio.
ebbene sotto un effetto classico-morettiano canto e lucevan le stelle, dalla scena seconda, atto terzo della Tosca di Puccini.
eccola:

E lucevan le stelle...
ed olezzava la terra...
stridea l'uscio dell'orto...
e un passo sfiorava la rena...
Entrava ella, fragrante,
mi cadea fra le braccia...
Oh! dolci baci, o languide carezze,
mentr'io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d'amore...
L'ora è fuggita...
E muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!...


oppure se sono estremamente positivo, canto dal Turandot, sempre di Puccini, scena prima atto terzo:

Dilegua, o notte! tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!


sull'ultimo Vincerò..mi immedesimo in Pavarotti e aumento di volume fino al 37 %.

numeri civici

a milano i numeri civici indicano solo le abitazioni e le strutture pubbliche. i negozi invece non hanno numero civico, è quindi molto simpatico vedere le pubblicità dei negozi o dei ristoranti con numeri civici non veritieri oppure con l'indicazione: vicino al n°24 o di fronte al 14 o indicando solo le vie come: via borsieri angolo via confalonieri.
interessante no?!?!?!
sarà così anche in altre città?

c|o|d

massimo parla di me e dei cod, nel suo blog.

una cosa che pensavo nei dintorni temporali del concerto dei cod, è che l'amore per questo gruppo da parte di chi in un certo senso riesce ad entrare nella loro dimensione è puro, quasi egoistico. come se si fosse scoperta una nuova religione, ma la si volesse quasi solo per se. la tendenza è quella di pubblicizzarli fino alla nausea, ma se non va a buon fine la pubblicità e a qualcuno non piacciono, ci si sente, di conseguenza, estremamente fortunati perchè noi si è carpita l'essenza della loro musica.

chi è dentro è dentro. chi è fuori è fuori.

we

Escluso il mal di testa che mi ha colpito ieri il fine settimana ha portato cose belle sotto l'albero di natale.

Uno.Il concerto dei C|O|D all'emporio malkovic è stato disarmante.intenso.nuovo per suoni e concezione.magnifico.

Due.Ho conosciuto finalmente Buldra. Alto e cespuglioso in testa, un pò il mio opposto vista la mia bassezza e pelatezza. Ma c'è delle cose in comune, tipo la strumentazione. Anche lui chitarra Martin. olè

Tre.Il ritorno a passare qualche ora con i vecchi amici. E per una pizza assieme non ricordo quando era stata l'ultima volta.

Quattro.Ho finito il libro di Mc. Grath Grottesco. Lo consiglio a tutti. Fa stare nella storia come un film thriller.

Cinque.Hanno picchiato Borghezio su un treno a Torino. Grosse grasse risate. Dopo Castelli stuprato, Bossi mezzo morto e Borghezio picchiato per la Lega tempi duri, altro che cazzi duri.

20051218

L'enfant - di Jean-Pierre e Luc Dardenne


L’enfant – Una storia d’amore – di Jean-Pierre e Luc Dardenne 2005

Bruno ha circa vent’anni, ha pochissimi rapporti con la madre, padre inesistente, vive in strada, dorme sotto un ponte, non lavora e non cerca neppure un lavoro, perché “lavorare è roba da coglioni”. Va avanti chiedendo l’elemosina e, soprattutto, rubando, insieme anche a un paio di ragazzini che hanno poco più di dieci anni, che “lavorano” per lui.
Sonia, la sua ragazza, diciotto anni, esce dall’ospedale, dove ha partorito Jimmy, concepito insieme a Bruno. Torna nella sua casa e la trova occupata da una coppia di conoscenti: nonostante sia di proprietà di Sonia, a loro l’ha affittata Bruno per una settimana. Questa “piccolezza” non basta per far riflettere la ragazza, quindi la loro storia riprende come se niente fosse, ma Sonia è attaccatissima a Jimmy, anche se è palesemente inadeguata a crescerlo, mentre Bruno non ne pare particolarmente entusiasta. Indifferente, impermeabile a qualsiasi cosa accada, Bruno accoglie la notizia, avuta da una ricettatrice di sua conoscenza, che ci sono persone disposte a pagare per i neonati, senza battere ciglio, apparentemente disinteressato all’argomento; ma, non appena se ne presenta l’occasione, mentre Sonia è in fila per il sussidio e lui rimane con Jimmy in giro per una passeggiata, vende il bambino. Quando Sonia lo rivede e gli chiede del bambino, Bruno gli comunica l’accaduto come si ordinerebbe un caffè. La ragazza si sente male, e in ospedale denuncia Bruno, che nel frattempo, preoccupato più della polizia che dei sentimenti di Sonia, si affretta a recuperare Jimmy. Il rapporto tra i due si incrina, e la polizia si insospettisce; inoltre, i malviventi che stavano facendo da tramite nell’adozione illegale, pretendono soldi da Bruno, sostenendo di averceli rimessi quando lui ha rivoluto il bambino.
Definire il cinema dei Dardenne cinema verità è quasi limitante. Dal punto di vista della messa in scena, nessuno più di loro riesce a far risultare spontanea una recitazione, o a far sembrare quello che si vede sullo schermo davvero reale. Provare per credere: “La promessa”, “Rosetta”, “Il figlio” e questo “L’enfant”, ti fanno sentire in strada, ti fanno venire freddo quando vedi Bruno che si corica sotto i cartoni di notte. La sequenza dello scippo, dell’inseguimento susseguente, e di Bruno e il suo complice che, per far perdere le loro tracce, si immergono nel fiume gelato è impressionante. Come detto prima, dire che “sembra vero” è limitante.
Per chi conosce la loro filmografia (citata prima), la sensazione di trovarsi dentro alla realtà odierna, una realtà “borderline”, tutta ai margini della società, che manca di punti di riferimento, di istruzione, di giusti valori, è acuita dall’impiego nella parte del protagonista di Jérémie Rénier, già protagonista, fanciullo, del loro “La promessa”: adesso, cresciuto, e passato anche attraverso un’esperienza importante come attore (ha lavorato, nel frattempo, con Ozon, Gans e Bonello), sembra parte di un’unica storia che i fratelli ci vogliono raccontare. Una faccia incredibile, anzi, molto credibile, assolutamente perfetta per la parte. Brufoli compresi.
Si rivedono anche altri attori già “usati” dai Dardenne (Rongione, Gourmet), e questa è la coincidenza meno importante che li lega agli altri due registi “sinistrorsi” europei, Ken Loach e Robert Guédiguian; l’altra coincidenza sono i temi sociali, l’esplorazione del sottobosco di miseria creato dalla globalizzazione e dal capitalismo selvaggio, partendo da storie apparentemente semplici, e spietate, di emarginazione.
E’ bene dire che, nonostante la Palma d’oro a Cannes, questo non è sicuramente il loro miglior film; ma chi va al cinema per pensare, per capire e per emozionarsi, non può esimersi dalla sua visione.

madonna

Premessa: nonostante questo sia il primo post dove parlo di musica, non pensiate di poter giudicare da qui i miei gusti musicali. Poi.
Per mia sorella non sono riuscito a fare abbastanza; ha quattro anni meno di me, ma, nonostante i miei sforzi, non sono riuscito a darle una corretta educazione musicale. Quindi a malincuore, ma solo per amore, quando mi ha chiesto i dischi nuovi di Madonna e Renato Zero, glieli ho scaricati. Li ho pure ascoltati, giusto per sentire se erano a posto. Su quello di Zero vorrei stendere un velo pietoso; sono lontani i tempi de Il triangolo, e in questo ultimo disco dal titolo "Il dono" trovano posto dei testi davvero imbarazzanti. Quello che mi ha colpito è invece quello di Madonna, "Confessions On A Dance Floor". Madonna ha almeno il pregio di cercare di stare al passo coi tempi, ma non ce la fa più. Infatti, questo disco è un semplice scimmiottamento dance delle ultime tendenze. Certo, se fa un successone Kylie Minogue, può continuare ad averne anche la signora Ciccone in Ritchie. Ma scendiamo nei particolari: si parte con un bel pezzo, dopo di che tutti gli altri fanno più o meno cagare. Ma, come detto, il primo pezzo, scelto pure come singolo, Hung Up, è uno di quei pezzi dance-melodici che ti si conficcano nel cervello in tre minuti.
Chissà come sarebbe stata rifatta dai Kiss. Sicuramente avrebbe spaccato.

20051217

A History Of Violence - di David Cronenberg

Tom Stall è un uomo cortese, riservato, pacifico, innamorato di sua moglie Edie e dei suoi due figli Jack e Sarah. Tom ha una tavola calda, Edie è avvocato, vivono in una tranquilla cittadina della provincia americana. Jack, il figlio maggiore, è talmente simile al padre che, nonostante sia vessato dai bulletti della scuola, non reagisce mai, si difende solo a parole, rischiando di restare ai margini della “vita sociale”.
Un giorno, due malviventi entrano nella tavola calda di Tom con cattivissime intenzioni; quando uno di loro minaccia con la pistola una delle inservienti, Tom, improvvisamente si trasforma, uccidendoli entrambi. Immediatamente diventa una sorta di eroe nazionale, infastidendosi anche un po’ per tutto quel clamore. L’esplosione di violenza dell’uomo tranquillo cambia gli equilibri.
In seguito, un altro terzetto di loschi figuri piomba nella tavola calda; quello che pare essere il boss, Fogarty, sostiene di conoscere Tom da molto tempo, e che il suo vero nome sia Joey Cusack. Nessuno ci crede, ma la famiglia e anche lo sceriffo sono in allarme: i tre sono veri criminali. Jack, intanto, si ribella alle continue provocazioni e massacra di botte i due compagni più odiosi.
I tre gangster continuano a girare intorno a Tom e alla sua famiglia, fino al punto da prendere in ostaggio Jack, che nel frattempo era uscito a schiarirsi le idee dopo un litigio col padre in seguito alla sua scazzottata a scuola. Fogarty vuole Tom, Tom vuole salvare la sua famiglia. L’avrà vinta Tom, rivelandosi per quel che è realmente.
Cronenberg è un regista estremo, con un percorso cinematografico a dir poco interessante. Da sempre interessato a soggetti talmente contorti da risultare, agli occhi dei più, assurdi, ha dimostrato fin dagli inizi enorme genialità, mentre il suo stile registico si è affinato col tempo. Negli ultimi anni inoltre, ha dato prova di essere tra i pochi registi in grado di gestire film tratti da libri importanti e con robuste ossature psicologiche. Con questo suo ultimo lavoro, tratto dall’omonima graphic novel di John Wagner e Vince Locke, siamo davanti ad un ulteriore passo in avanti, dove la perfezione del lavoro di direzione dà quasi un’impronta fredda all’intero film. E’, questa, una delle pochissime critiche che si possono muovere alla pellicola.
Per il resto, lo spettatore attento e interessato ai lavori densi di contenuti psicologici, e soprattutto a opere che istillino dubbi destabilizzanti rispetto alla concezione della vita e dei comportamenti umani, rimarrà rapito dall’incedere travolgente degli eventi, dai mutamenti comportamentali che accadono e si susseguono come in un domino umano, soprattutto nella famiglia protagonista, dallo stile asciutto ma impeccabile del canadese, che, ad esempio, nelle scene di violenza (che sono molte), ridicolizza chi, come Tarantino tanto per citare un solito noto, lavora in maniera ridondante una materia che, al contrario, va sempre e comunque dritta al sodo, mostrando azioni raccapriccianti in tutta la loro crudezza e semplicità.
Bisogna dire dell’imponenza del cast, tutto assolutamente all’altezza e diretto in maniera superlativa da Cronenberg.
Due caratteristi d’eccezione, Ed Harris (Fogarty), al quale siamo abituati, ma un William Hurt (Richie Cusack) così in forma, e addirittura sopra le righe, non lo ricordavamo da tempo, quindi anche qua c’è da ringraziare il regista; le due figure da loro rappresentate contribuiscono a dare quel tocco sarcastico sottile, sempre presente sottotraccia nei suoi lavori. Menzione per il giovane ma convincente Ashton Holmes (Jack). Sottolineatura per Viggo Mortensen (Tom), autore di una grande prestazione, e applausi per Maria Bello (Edie), una sorpresa mozzafiato che, a tratti, ruba la scena per intensità al pur bravo Mortensen, come detto prima; più fisico lui, più emozionante lei.
Per concludere, un film da non perdere, anche se probabilmente non così immediato. Da osservare con attenzione, perché ricco di scene sopraffine, degne di capolavori. Già detto delle scene di azione violenta, citiamo quella, complessa, della resa dei conti tra Tom e Fogarty, con la famiglia che assiste impietrita (non tutta, a dire il vero) dalle finestre della casa, quella ringhiosa e passionale dell’amplesso sulle scale, e quella conclusiva, intensa in modo viscerale; non è rispettoso parlarne tanto, ma è necessario. L’emozione che si prova va al di là del coinvolgimento dato dalla storia. Ci si trova schiacciati alla poltroncina dall’intensità degli sguardi, e si spera fortissimamente che il regista non rovini tutto con qualche ovvietà da film dozzinale. Quando lo schermo diventa nero si ha la misura della grandezza di Cronenberg, e si rimane soddisfatti come poche volte capita. Il cinema, a volte, è anche capire dove fermare l’immagine e lasciare il resto allo spettatore.
Un film che non è mai usuale, nonostante non sembri immediatamente, e che soprattutto non dimenticherete facilmente.

20051216

VeRy COD

torno a verona.
a domani per i c|o|d.

mentre le indagini procedono...

Fiorani si è comprato il carcere di san Vittore.

mio nipote

Mio nipote ha quasi 16 mesi. Quando lo vado a trovare, come ieri sera, comincia a camminare in punta di piedi perchè mi vede troppo più alto di lui. Gli piacciono le cose che fanno rumore, specialmente se percosse (da lui), tipo il bidone di latta della spazzatura, dal quale si preoccupa, con cura certosina, di togliere il sacchetto vero e proprio dell'immondizia, dopo di che comincia a sbatterlo in terra in modo che faccia un gran casino. Gli piace guardare "Heidi" su Boing tv, ma appena è finita la sigla non gliene frega più niente. Sospetto che ci sia lo zampino di mia sorella: è a lei che piace veramente Heidi.
Mio nipote è la mia finestra sul futuro che verrà, quando sarò vecchio e non vorrò ammetterlo.
Mio nipote, a volte, quando ha i capelli tagliati da poco e ha la zazzera dritta sulla fronte assomiglia a Eminem.
Mio nipote è nato sotto il governo Berlusconi. Io, per pareggiare i conti, come primo regalo gli ho comprato una maglia del Livorno col numero 99 di Cristiano Lucarelli. Non si sa mai.

20051215

Sinistra e regime

Ho visto a Blob che Silvio qualche giorno fa ha detto queste cose della sinistra:"Hanno molto, anzi troppo: la scuola, l'università, i giornali, nonostante tutto le televisioni, i patronati, la magistratura, non parliamo della Corte Costituzionale, governano in sedici Regioni su venti e per questo se avessero anche la maggioranza e il governo saremmo al regime. Ma noi non glielo daremo".
Sono rimasto per un secondo a bocca aperta! Incredibile! Dire che ha la faccia come il culo minimizzerebbe la cosa.
Ma sono contento perchè ogni volta che parla male dei "comunisti", si gioca definitivamente i voti di tutti quelli che hanno votato a sinistra nelle ultime elezioni..quelle regionali!!!

prova a prendermi


ieri sera con mezzo chilo di gnocchi allo stracchino nello stomaco , spaparanzato sul divano ho visto prova a prendermi di steven spilberg. bhe mi è piaciuto, una bella commediola divertente con un titolo repellente. bravissimi tutti, dal regista agli attori, luci, sala, costumi, comparse e scomparse.sempre di più.olè

Africa

Ieri sera, dopo cena (è importante la precisazione), è finalmente cominciato il corso per nutrizionisti, organizzato al mio paesello dalla ONLUS Pang'ono Pang'ono (http://www.pangono.org/). Questa associazione, formatasi da alcuni anni, è particolarmente attiva, ed ha già fatto qualcosa di buono per il Malawi.
Quella di ieri è stata un'introduzione, ci sono state date delle informazioni generali. L'obiettivo finale, nell'arco di tre anni, è quello di creare un centro assistenza (che funzionerà anche da "primo soccorso") contro la malnutrizione, e sarà gestito, come tutte le altre cose che ha messo in piedi Pang'ono Pang'ono, da autoctoni; i nutrizionisti italiani, nei limiti delle loro possibilità, andranno a fare volontariato al centro. Anche il mio obiettivo è questo.
Ci sono possibilità di fare volontariato, soprattutto in Africa; il problema è che, se non sai fare niente di materialmente utile (l'idraulico, il fabbro, il saldatore, l'imbianchino), che ci vai a fare?
Da qui l'interesse per questo progetto. Un modo a mio parere interessante di fare le ferie.

20051214

lafolle-jumbolo

fassbinder and jumbolo
will share the blog!

il post

E' una cosa seria. Cioè, può essere anche faceta, scherzosa, divertente, ma è una parte di te che entra nella rete (intesa come web), e quindi, in questo senso, è una cosa seria.
Questo è il primo post che scrivo su questo blog; sono ospite, anche se so che così dicendo, il creatore del blog sorriderà dicendo che, invece, è una joint-venture.
Essendo il primo, vorrei che fosse bello, intenso, pieno di significato, che facesse emozionare, divertire, sorridere, eccitare, bagnare o riflettere. Un po' come le persone intelligenti vorrebbero fosse la loro presenza "su questa tera" (cit.). Invece sarà, già lo so, confuso, magari solo simpatico, confonderà le idee, metterà in confusione. Non vi preoccupate: "Dalla normalità si può guarire" (cit.).
A presto

il pasto del serpente


Venerdì scorso nella serata Meaningless io e ale abbiamo suonato un paio di canzoni. Not for you dei Pearl Jam e Il pasto del serpente, uan vecchia canzone de Lenostrescimmie .è stato un onore suonarla.

IL PASTO DEL SERPENTE

Ci ha strinto tra le sue spire/togliendoci anche l’ultimo respiro
In questa parte di vita bagnata/dai sogni più belli più pazzi

Il fango aveva ricoperto ogni sensazione
Ma l’ultima calda pioggia ha lavato la nostra anima
Bellissimo lasciarsi avvolgere
Da questa dolce dolce tempesta
Ma ora sappiamo

RIT.
Il serpente si è nutrito di noi
Il serpente si è nutrito con noi
Scaldandoci con la sua ruvida pelle

Lo abbiamo guardato strisciare accanto a noi
Ci siamo divertiti con lui
Fino a che non ci ha morso
Avvelenando il nostro sangue

Striscia il serpente/si muove come noi
È bello e tu lo sai
Fino a che non cadi
Nella sua trappola letale
Ma ora sappiamo

RIT.

20051213

santa luzzia

oggi è santa lucia. a verona era il giorno per lo scambio dei regali e quando ero più piccolo lo attendevo impaziente...poi c'era anche santa lucia in giro per il paese che dava le caramelle ai bambini, ma che non vedeva perchè era cieca.
adesso lo scambio dei regali in famiglia lo facciamo la vigilia di natale.
perchè fa figo.

sa

sabato prossimo il mio gruppo preferito suonerà a lugagnano all'emporio malkovic.
naturalmente ci andrò.
il posto è fico ma piccolino, è praticamente una taverna, e se ci sarà molta gente, come probabile, si rischia di non vedere nulla.
beh vedremo.

qualche anno fa hanno suonato ancora più vicino a casa, alle piscine di villabella ..con gli scisma...ricordo che avevo fatto milano san bonifacio in macchina in un ora e 10 minuti e sono arrivato giusto alle piscine all'inizio del concerto..

a milano invece li ho visti al rolling stone.lì sono andato a piedi.

dialoghi platonici

Copio e incollo questo brano di danieleluttazzi che ho letto e mi ha fatto scompisciare...

DIALOGHI PLATONICI


NINFA: L'arcidiocesi di Boston non vuole pagare i danni alle 86 persone che hanno sporto denuncia per quei bambini che sono stati toccati dai preti pedofili. Il cardinal Law ha rifiutato perché sono talmente tanti i bambini molestati nel corso degli anni che l'arcidiocesi semplicemente non ha tutti quei soldi. Secondo i più, la Chiesa deve pagare.

TIMEO: La Chiesa cattolica copre questi criminali come una qualunque multinazionale.
FEDONE: Non puoi trattare la Chiesa come fosse la McDonald's, Timeo.
TIMEO: Hai ragione, Fedone, scusa. La McDonald's non ha tutti quei soldi.
GORGIA: Gesù mangerebbe da McDonald's?
MENONE: Scherzi? Dove credi l'abbiano fatta l'ultima cena?
FEDONE: Se fai causa alla Chiesa, probabilmente togli i soldi di bocca alle sue opere assistenziali. Non venderanno neanche un quadro. Dovrebbero, ma non lo faranno.
MENONE: Cosa ti aspetti, Fedone, che vendano la cappella Sistina per pagare le multe? Non pagano neppure le tasse. E prendono l'8 per mille. Questa gente i soldi se li tiene ben stretti.
GORGIA: Stando alla loro pubblicità, quei soldi vanno alle opere assistenziali e ai missionari.
MENONE: I missionari vanno in posti dove si muore di fame e dicono:”Non devi accettare Cristo per forza, ma dopo questo sandwich ti parlerò di Cristo.” Il Signore va giù meglio, a stomaco pieno. “ I vostri Dei vi fanno morire di fame. Avete visto invece la nostra brochure?”
TIMEO: Si è equiparata l'omosessualità alla pedofilia, ma questo non è giusto. Non tutti i carnivori sono cannibali.
FEDONE: Io non ho mai fatto sesso con bambini. Non sono così religioso.
MENONE: Non buttiamo via il bambino con l'acqua santa. Non tutti i preti cattolici sono preti cattolici.
GORGIA: Avrei voluto fare il prete, ma odiavo i bambini.
TIMEO: Un prete spagnolo si è dimesso quando il suo amante ha diffuso un video porno che li riguardava. Sarò all'antica, ma credo che la sessualità dei preti fosse meglio alla radio, quando potevi lasciare qualcosa all'immagina-zione.
FEDONE: In California hanno cacciato una bambina da una scuola cattolica perchè sua madre fa la spogliarellista e questo mestiere non si confà alla religione cristiana.
MENONE: Inoltre pagava la retta con dollari accartocciati. E' curioso come è stata scoperta. Qualcuno ha mandato via e-mail una foto della spogliarellista al vicario. Il parroco ha visto la foto e ha detto: ” No, grazie, mi interessano solo i bambini.”
TIMEO: Bisogna stare attenti alle discriminazioni. E' una china scivolosa e prima che uno se ne accorga, i ciechi non possono più pilotare aerei. E' questo che vogliamo?
GORGIA: Il Papa ha detto che il sacramento della confessione va riproposto con forza. Tu confessi una tresca che hai avuto con la tua segretaria in ufficio e l'assoluzione te la dà uno che ha molestato i tuoi figli.
TIMEO: Il Papa si è scusato coi cattolici di tutto il mondo, nella speranza che i giovani sconvolti dagli abusi sessuali non passino per disperazione alla droga, al suicidio o peggio ancora all'ebraismo.
FEDONE: Vogliono tornare a com'era prima: al normale, sano rapporto fra parroco e parrocchiani in cui questi possono arricchire la propria vita spirituale ascoltando il vangelo e incontrando sacerdoti in una cabina buia per parlare della propria masturbazione.
GORGIA: Ogni volta che appare in pubblico, il Papa ha del vetro antiproiettile intorno a sè, il che dimostra che forse lui stesso non crede a tutto quello che dice.
MENONE: Non sono religioso. Se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito.
MENONE: I vescovi americani si sono riuniti a Dallas per decidere come affrontare lo scandalo. Non credo che Dallas sia stata la scelta migliore. Un parroco locale ha suggerito che il problema potrebbe essere risolto facendo cavalcare ai preti pedofili un chierichetto meccanico.
TIMEO: La politica dei vescovi americani in fondo è la stessa di Cosa Nostra: far calmare le acque. “Stiamo fermi per un po'.”
GORGIA: A questo punto entra un cardinale con un bambino sotto braccio. “Ehilà, ragazzi! Come va? “ E gli altri: “Cosa sei, stupido?”
MENONE: Ah, ah, ah! E' uno scandalo enorme come la mia erezione.
GORGIA: Ma non credo che questo scandalo farà perdere clienti alla Chiesa. La Chiesa continuerà a vendere il suo prodotto come sempre, perché è un prodotto di cui non ha mai dovuto dimostrare la validità. Il suo prodotto è: “ La vita è molto più bella dopo che sei morto.” Prova a dimostrarlo.
MENONE: Nel frattempo, non masturbarti o diventi cieco.
TIMEO: Dillo a Tiresia. Ah, ah, ah!
MENONE: La mamma di Stevie Wonder:-Che t'avevo detto?-
TIMEO: Ah, ah, ah!
FEDONE: Il portavoce vaticano ha dato la colpa degli abusi sessuali alla cultura contemporanea intrisa di libertinismo e pan-sessualismo. Come a dire, non è la Chiesa cattolica il problema.
GORGIA: Quand'è che li faranno sposare, i preti, che sennò si sfogano sui bambini?
FEDONE: Sposarti non ti impedisce di molestare i bambini.
MENONE: Comunque il celibato non è normale.
TIMEO: Il matrimonio non è normale!
FEDONE: Cosa c'entra il matrimonio con la pedofilia? Se ti piace molestare i bambini, lo fai anche se sei sposato. Non credo si tratti di una valvola che ha urgenza di sfiatare.
TIMEO: Credo che TU abbia una valvola che ha urgenza di sfiatare. Di fatto, perpetui il problema se permetti a chi ha certe tendenze di farsi prete. “ Sono pedofilo, ma ho trovato la soluzione. Diventerò prete e...Ciao, Robertino!” Fare il prete è il lavoro perfetto per un pedofilo. Hai fame, vai da McDonald's.
GORGIA: I minorenni non devono fare sesso. L'attività sessuale ha su di loro effetti devastanti.
MENONE: Quando termina. Ricordo quell'effetto devastante molto bene.
FEDONE: Ho fatto sesso in auto, una volta. Poi è venuto il verde. Per fortuna avevo finito da un pezzo. Voglio dire, anch'io ho avuto 15 anni e facevo cose insensate.
TIMEO: Quando è stato, esattamente?
FEDONE: Giovedì.
GORGIA: Siamo superiori agli animali anche perché possiamo controllare i nostri ormoni. Non siamo schiavi della nostra sessualità.
TIMEO: Io sì.
GORGIA: Non ci annusiamo il sedere come i cani.
MENONE: Parla per te.
FEDONE: I preti dovrebbero potersi sposare. Ma gli uni con gli altri.
TIMEO: Stando ai Vangeli, molti apostoli avevano mogli. San Paolo esorta un sacerdote a essere “senza colpe, marito di una moglie, con figli obbedienti.” Solo nel quarto secolo, quando la Chiesa subì le influenze degli asceti d'Egitto e Siria, l'astinenza sessuale cominciò a essere considerata desiderabile per un sacerdote. Ciò nonostante, fino al Medio Evo i preti si sposavano. Nel dodicesimo secolo, Papa Innocenzo II emanò un editto che imponeva il celibato ai sacerdoti, in modo che fossero di nome e di fatto “templi di Dio” ed evitassero “il matrimonio e l'impurità”. La norma venne poi sempre confermata dai Concili, secondo molti storici, non tanto per motivi spirituali quanto per evitare che i figli dei preti ereditassero proprietà della Chiesa. In Oriente, ai preti cattolici è sempre stato permesso di sposarsi.
MENONE: I preti dovrebbero potersi sposare così scoprirebbero cos'è davvero l'inferno.
GORGIA: Hanno scoperto la pedofilia dei preti. Pensa quando scopriranno i preti che vanno a puttane.
MENONE: Per non parlare di quel missionario che in Africa ha messo incinta 26 suore perché le sue amanti avevano l'AIDS e non voleva più farsele.
TIMEO: Meno male che non ha usato metodi contraccettivi. Sarebbe finito nei guai con le gerarchie.
FEDONE: Tu hai dei problemi.
TIMEO: E' ovvio. Sono qui.
MENONE: C'è stato uno scandalo sessuale che coinvolge Testimoni di Geova. Spero che questo non induca la gente a evitare i Testimoni di Geova.
GORGIA: A Bergamo hanno arrestato due suore anziane per pedofilia.
FEDONE: Parlate solo degli esempi negativi. Ci sono anche quelli positivi.
GORGIA: Sono peggio di così?
FEDONE: Il Papa ha detto che molestare i bambini è un crimine.
GORGIA: Che uomo.
FEDONE: I preti che molestano bambini vanno all'inferno?
MENONE: No, vanno solo in un'altra parrocchia.
TIMEO: La diocesi di Boston ha annunciato il vangelo: dichiarerà bancarotta per proteggersi da future richieste di risarcimento.
MENONE: “Future richieste”. Sanno qualcosa che non sappiamo?

20051212

haring


la mostra di keith haring alla triennale di milano è MAGNIFICA!


andateci.

20051207

sant'ambreus

oggi è la festa di sant'ambreus....il patrono di milano.
ci sarà la fiera degli obej obej...magari ci vado domani..

molto moltheni

il concerto di moltheni è stato bellissimo.
intenso, bravissimo umberto e il resto del gruppo.
e una voce che non ricordavo, potente e calda.
peccato che non abbia fatto pezzi vecchi..
però al concerto darei un 8.

20051206

06

stasera concerto di Moltheni alla casa 139.


ieri la partita tra rossi contro bianchi è finita in parità.
comincio a fare la classifica.
bianchi-rossi:1 pt.

20051205

we

un week-end così non lo passavo da tempo.
da venerdì pomeriggio a lunedì mattina sono uscito di casa solo 2 volte. per una spesa frugale alla coop di palmanova sabato mattina e per la festicciola di compleanno di daniele sabato sera. il resto del tempo in casa a leggere, suonare e ascoltare musica. ho finito Like a rolling stone e ho ascoltato la canzone almeo 10 volte ieri , comprese le versioni presenti nel vai bootleg e nei live, cercando di riconoscere la descirzione fatta da Marcus.bhè un libro su di una canzone è valido solo se quella canzone è like a rolling stone, altrimenti sarebbe una palla gigantesca.ho guardato anche una vecchia cassetta registrata da un canale tedesco sempre su bob dylan nel periodo però anni 80-90.troppo scazzato in quegli anni e suoni troppo pop.
ho iniziato poi Grottesco di Patrick Mc Grath:
"Perdonatemi se a volte sembro contraddirmi o violare in altro modo l'ordine naturale degli eventi che sto narrando; questa di scegliere e organizzare i propri ricordi in maniera tale da descrivere con precisione cosa accadde è un'impresa delicata e rischiosa e comincio a chiedermi se, in effetti, non vada oltre le mie capacità.".


oggi devo ritornare all'ikea, per lavoro. sarebbe l'undicesima avolta in 35 giorni.olè

20051202

Fiorentina - Juve

"La sera la passiamo guardando un film, ma al mattino appena svegli io la sodomizzerò...
...Andiamo allo stadio, c'è Fiorentina-Juve e se ami tanto la violenza, vedrai quanta ce nè!".

Federico Fiumani

20051201

A

ecco il retro della mia nuovissima patente A+B .
l'esame è stato divertente, l'ispettore un pò cazzone, ma simpatico, mi ha detto che andavo troppo piano..vabbè...
andrea mi ha accompagnato ed è stato gentilissimo, gli devo pagare una cena.e poi carlo mi ha prestato la moto. anche a lui devo una cena.

the ring

l'ho visto ieri sera alla tv.
bhè m'ha fatto paura. un paio di volte ho cambiato canale per vedere il viso amico di oba oba martins e le sue capriole post-goal per ritornare alla realtà.
azzeccato il bianco e nero.
e da brivido la desolazione dell'isola e della casa...