No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20230331

復仇 (Vendetta)

Vengeance - Di Johnnie To (2009)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


A Macao tre uomini irrompono in una casa, sparano a Irene Costello e uccidono il marito e i due figli. Il padre di Irene, Francis Costello, uno chef, arriva a visitare sua figlia che ora soffre per le gravi ferite. Riesce comunque a dire a suo padre che c'erano tre tiratori e che ha sparato a uno degli assassini all'orecchio. In un hotel, Costello incontra Kwai, Chu e Fat Lok, un trio di sicari che sono stati assunti per uccidere la moglie infedele del boss della Triade George Fung. Dopo essere stato testimone uditivo dell'omicidio in una stanza d'albergo, Costello raggiunge un tacito accordo per andarsene. Dopo essere stato convocato al commissariato per un confronto all'americana, aver riconosciuto uno dei killer ma non rivelandolo, Costello rintraccia la banda al completo, porge loro una pila di euro e il suo orologio e chiede loro di aiutarlo a vendicare la morte della famiglia di sua figlia. Prima di farlo, però, scatta una foto Polaroid di ciascuno dei sicari e scrive i loro nomi sulle immagini in modo da non dimenticare chi sono: sta perdendo la memoria a causa di una pallottola nel cranio non operabile. I quattro si recano nell'appartamento dove è avvenuta la sparatoria e calcolano cosa è successo, il numero di tiratori e le armi utilizzate.

Ripensandoci dopo molti mesi dalla visione, questo revenge thriller non è così male, ma davvero stento a capire le moltissime critiche osannanti che ricevette alla sua uscita. Passi per la presenza carismatica (ma estremamente statica) di Johnny Hallyday (Francis), e per l'elegante regia dell'espertissimo Johnnie To, ma per il resto, molto molto prevedibile.

Looking back after many months of watching, this revenge thriller isn't so bad, but I really struggle to understand the many acclaiming criticisms it received upon its release. Ok, the charismatic (but extremely static) presence of Johnny Hallyday (Francis), and ok, the elegant direction of the very experienced Johnnie To, but otherwise, the story is very very predictable.

20230330

Tutti nella nostra famiglia

Toată lumea din familia noastră - Di Radu Jude (2012)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Marius è un uomo divorziato sulla trentina. Sua figlia di cinque anni vive con sua madre, il nuovo marito e i genitori di sua madre, con grande frustrazione di Marius. Ogni piccola cosa che Marius fa ha un solo scopo: realizzare il previsto viaggio al mare con sua figlia Sofia. A poco a poco, e nonostante i suoi tentativi di affrontare problemi sempre crescenti, Marius perde una battaglia dopo l'altra, con i suoi genitori, la sua ex suocera, la sua ex moglie Otilia e il suo nuovo partner. Il regista approfondisce il tema esplorato nel suo cortometraggio Alexandra del 2007.

Come preannunciato, mi sono messo d'impegno per trovare e visionare tutto quello che era possibile, di questo regista rumeno; questo suo terzo lungometraggio è una storia apparentemente comica, ma in realtà amarissima, recitata tra l'altro con bravura soprattutto dal protagonista Șerban Pavlu nei panni di Marius.

As announced, I made every effort to find and view everything that was possible by this Romanian director; this third feature film of his is an apparently comic story, but in reality very bitter, played with skill above all by the protagonist Șerban Pavlu in the role of Marius.

20230329

Spiaggia nera

Black Beach - Di Esteban Crespo (2020)
Giudizio sintetico: da evitare (1,5/5)


Sullo sfondo di un piano di corruzione politica e aziendale su larga scala, Carlos, un dirigente senza scrupoli (ed ex collaboratore allo sviluppo), viene inviato come mediatore al rapimento di un ingegnere di una compagnia petrolifera in un paese africano dove ha lavorato in passato, portando i suoi interessi personali e commerciali a scontrarsi.

Film di azione spagnolo di produzione Netflix, girato in suggestive location e con un cast internazionale, ma non troppo conosciuto, Black Beach è un disastro. Senza capo né coda, punta solo alla spettacolarità senza un minimo di logica. Da evitare, come detto nel commento breve.

Spanish action film produced by Netflix, shot in suggestive locations and with an international cast, but not too well known, Black Beach is a disaster. Without head or tail, it aims only at spectacularity without a minimum of logic. To be avoided, as mentioned in the short comment.

20230328

Ho paura torero

Tengo miedo torero - Di Rodrigo Sepúlveda (2020)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


In Cile, nel 1986 e durante la dittatura di Augusto Pinochet, si svolge la storia di un amore platonico tra "la Loca del Frente", un vecchio travestito che ricama tovaglie per mogli di militari e vive in una parte povera di Santiago, e il giovane Carlos, guerrigliero messicano del Fronte Patriottico Manuel Rodríguez. Questi vengono trovati dopo che La Loca è scappata da una discoteca perquisita dai Carabineros de Chile nel bel mezzo dello spettacolo, uccidendo alcuni degli inquilini, travestiti, presenti lì. La successiva persecuzione da parte delle forze dell'ordine delle persone in fuga dal locale ha indotto Carlos, che si aggirava per strada, a trovare e nascondere la donna, azione che avrebbe finito per farla innamorare dello sconosciuto. Con il passare dei giorni, il rapporto tra i due inizia a cambiare da un incontro casuale, all'essere amici intimi, ma con La Loca che flirta con lui ogni volta che può. Per continuare a vedere il suo "principe", inizia a concedergli favori che finiranno per collegarla alla pianificazione del Fronte patriottico per assassinare Pinochet.

Tratto dal romanzo omonimo di Pedro Lemebel, e recitata da un Alfredo Castro (La Loca) sempre più bravo, spalleggiato da un ottimo Leonardo Ortizgris (Carlos), il film è una bella, divertente e commovente variazione sul tema "dittatura Pinochet".

Based on the homonymous novel by Pedro Lemebel, and played by an increasingly good Alfredo Castro (La Loca), supported by an excellent Leonardo Ortizgris (Carlos), the film is a beautiful, funny and moving variation on the theme of the "Pinochet dictatorship".

20230327

Non invecchiare mai

Never Grow Old - Di Ivan Kavanagh (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Un becchino entra in chiesa con una pistola. Si sente uno sparo dopo che un versetto biblico è stato letto durante il servizio funebre. Quindi partecipa a una funzione religiosa in cui il predicatore afferma che la congregazione si rammarica di aver vietato l'alcol, il gioco d'azzardo e la prostituzione per renderla una città "cristiana". Dopo la chiesa l'uomo parla con il suo amico Ed che si offre di fare da babysitter ai suoi figli se mai ne avesse bisogno. L'uomo e la sua famiglia entrano in un negozio dove suo figlio gli chiede se vuole una pistola, a cui lui risponde che ha un fucile. Nel frattempo, uno strano uomo entra e grugnisce in modo aggressivo al negoziante e fissa la moglie dell'uomo. Tornati a casa, l'uomo e sua moglie discutono di come non siano mai arrivati in California (il loro obiettivo) e l'uomo desidera andare avanti ora che la città "cristiana" si è calmata. Sua moglie si rifiuta di andarsene.

Ripensando a questo film per scrivervi qualche riga in proposito, mi è venuta voglia di esplorare la filmografia di questo regista irlandese che normalmente gira film a tematiche horror. Si capisce quindi la "diversità" di questo film che è catalogato come revisionist western, con un cast interessante e tinte fosche.

Thinking back to this film to write a few lines about it, I felt like exploring the filmography of this Irish director who normally makes horror-themed films. We therefore understand the "diversity" of this film which is classified as a revisionist western, with an interesting cast and dark colors.

20230326

Hey You Bastards I'm Still Here (Reboot)

Papillon - Di Michael Noer (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere ma anche no (2,5/5)


Henri "Papillon" Charrière, uno scassinatore della malavita parigina, viene incastrato per omicidio. Sebbene abbia un alibi tramite la sua amante, Nenette, Papillon viene condannato e inviato alla famigerata colonia penale della Guyana francese, una prigione infernale da cui nessuno è mai scappato. Sulla nave per il Sud America, Papillon incontra un bizzarro falsario di nome Louis Dega. Quella sera Dega viene svegliato quando due condannati uccidono un detenuto che dorme accanto a lui per aprirgli lo stomaco e rubare i soldi che aveva ingoiato. Papillon stringe un'improbabile alleanza con Dega, preso di mira dagli altri prigionieri che sospettano che nasconda del denaro. Papillon salva la vita di Dega e viene punito per aver litigato dalle guardie. In cambio della protezione di Papillon, Dega accetta di finanziare la fuga di Papillon, e il legame diventa  un'amicizia duratura. Mentre a Papillon e Dega viene ordinato di portare via un corpo ghigliottinato, una guardia inizia a frustare Dega. Papillon colpisce la guardia con un sasso e corre nella giungla per la sua prima fuga. Gli vengono concessi due anni di isolamento silenzioso. Dopo che il direttore viene a sapere che ha ricevuto cibo extra, le sue razioni vengono dimezzate fino a quando non denunci il nome del suo fornitore. Papillon non tradisce Dega.

Credo che, dopo la visione, possiamo tutti concordare su un fatto: nonostante il cast e le location, il remake perde il confronto con l'originale del 1973 su tutta la linea. Troppo patinato, troppo spiegato, troppo didascalico, e nonostante duri una ventina di minuti in meno (sempre dell'originale), più noioso. Non ultimo il fatto che Malek e Hunnam, con tutto il bene che si può voler loro, non hanno lo stesso carisma di Hoffman e McQueen. So che possono sembrare luoghi comuni, ma sono anche veri.

I think, after watching, we can all agree on one thing: despite the cast and locations, the remake loses comparison to the 1973 original across the board. Too glossy, too explained, too didactic, and despite lasting about twenty minutes less (always than the original), more boring. Not least the fact that Malek and Hunnam, with all the love that you can have to them, do not have the same charisma of Hoffman and McQueen. I know these may sound clichés, but they are also true.

20230325

Bianco su bianco

Blanco en blanco - Di Théo Court (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


La storia si svolge nell'arcipelago della Terra del Fuoco, una regione situata nel sud dell'Argentina e del Cile, durante la seconda metà del XIX secolo. La Sociedad Explotadora de Tierra del Fuego (SETF) desidera sfruttare queste terre per i pascoli del bestiame e si confronta con la popolazione autoctona, varie comunità indigene, la più nota è la Selknam (sulla base degli scritti documentati esistenti sul cosiddetto genocidio Selknam). La procedura messa a punto dalla Sociedad Explotadora de Tierra del Fuego per sfruttare queste terre ha i suoi antecedenti nel processo di espulsione forzata della popolazione delle Highlands scozzesi del XVIII secolo, effettuato appunto nelle terre scozzesi e noto in inglese come Highland Clearances. Il processo che si svolge nella Terra del Fuoco è realizzato con la partecipazione di alcuni scozzesi che adattano il processo svolto negli altopiani scozzesi all'ambiente dell'arcipelago della Terra del Fuoco per soddisfare le esigenze dei proprietari terrieri della SETF.

Secondo lungometraggio per il regista cileno, questo Blanco en blanco è un film interessante storicamente, e davvero ben fatto, grazie non solo all'ottimo cast, anche esteticamente, favorito dai colori che sono perfettamente catturati dalla fotografia. Da sottolineare che, come potrete notare dalle recensioni degli ultimi giorni, il Cile è un paese dove quantomeno i registi giovani, tendono a "fare i conti" con il passato.

Second feature film for the Chilean director, this White on White is an interesting film historically, and really well done, thanks not only to the excellent cast, but also aesthetically, favored by the colors that are perfectly captured by the cinematography. It should be emphasized that, as you can see from the reviews of the last few days, Chile is a country where at least young directors tend to "come to terms" with the past.

20230324

Cane bomba

Perro bomba - Di Juan Cáceres (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Dopo una lite con il suo capo, Steevens, un giovane haitiano immigrato a Santiago del Cile, perde il lavoro e viene ripudiato dall'intera comunità.

Altro debutto cileno decisamente interessante, che ci racconta come tutto il mondo è paese: anche in Cile, c'è il problema dell'immigrazione e del razzismo. Bravo il protagonista di origini haitiano Steevens Benjamin, il film è impreziosito dalla presenza anche di Alfredo Castro nei panni di Jefe.

Another decidedly interesting Chilean debut, which tells us how the whole world is a country: even in Chile, there is the problem of immigration and racism. Bravo to the protagonist of Haitian origins Steevens Benjamin, the film is also enhanced by the presence of Alfredo Castro in the role of Jefe.

20230323

Il principe

El príncipe - Di Sebastián Muñoz ​(2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


In una prigione di Santiago degli anni '70, Jaime, un giovane detenuto condannato per il delitto violento e inspiegabile del suo migliore amico, ha un incontro definitivo con "El Potro", un uomo più anziano che ispira rispetto e detiene il potere dentro il carcere. Nella ricerca di protezione, Jaime sviluppa un rapporto di affetto e tenerezza con l'uomo, scopre l'amore e il bisogno di essere riconosciuto così che in seguito, diventando "Il Principe", riconsidera la sua identità sessuale, lealtà e le ragioni del delitto che lo ha portato in prigione.

Debutto appassionato e appassionante, quantomeno per la tematica gay, del giovane regista cileno, con una storia prevedibile dove giganteggia l'immenso Alfredo Castro nei panni di El Potro, e con un buonissimo cast corale di contorno.

Passionate and exciting debut, at least for the gay theme, of the young Chilean director, with a predictable story where the immense Alfredo Castro towers in the role of El Potro, and with a very good supporting ensemble cast.

20230322

Medea (in miniera)

Medea - Di Alejandro Moreno ​(2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Medea è una straniera che il marito Giasone ha trascinato verso il deserto di Atacama, in Cile. Medea si aggira nella precaria realtà dell'industria mineraria cilena, in uno spazio e un tempo indefiniti. In questo luogo geograficamente estremo e deserto, Giasone abbandonerà Medea, che viene espulsa dalla regione mineraria. Ma Medea pianifica la sua vendetta invocando la sua forza più intima, evocando il potere del sesso femminile.

Il regista cileno debutta con l'ennesima variazione sul tema del mito di Medea e con un cast cileno di tutto rispetto. Il risultato non è da buttare, e sicuramente sentiremo parlare ancora di Alejandro Moreno.

The Chilean director debuts with yet another variation on the theme of the myth of Medea and with a very respectable Chilean cast. The result is not to be thrown away, and we will certainly hear more from Alejandro Moreno.

20230321

Rapina al museo

Museo - Di Alonso Ruizpalacios (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Due studenti di veterinaria, Juan Núñez e Benjamín Wilson, hanno in programma di rapinare il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e rubare preziosi manufatti Maya, Mixtechi e Zapotechi. Mentre tutti festeggiano il Natale del 1985, i due ladri riescono a fare irruzione all'interno del museo e a rubare centinaia di pezzi di manufatti. Tornano a casa per vedere al telegiornale come la loro azione viene descritta come un attacco all'intera nazione e si rendono conto che non si può tornare indietro.

Divertente "caper movie" del giovane regista messicano con Gael Garcia Bernal (Juan) nei panni del protagonista e Leonardo Ortizgris (Benjamin) a fargli da spalla, e con una vaga riflessione sulle origini etniche dell'America Latina. Regia dinamica e moderna, si ride abbastanza. 

Entertaining caper film by the young Mexican director with Gael Garcia Bernal (Juan) in the role of the protagonist and Leonardo Ortizgris (Benjamin) to support him, and with a vague reflection on the ethnic origins of Latin America. Dynamic and modern direction, with enough laughter.

20230320

I cani

Los perros - Di Marcela Said (2017)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Mariana vive comodamente, circondata da suo marito, suo padre e i suoi conoscenti. Tutti appartenenti ad un'alta e benestante classe sociale cilena. Abituata al dominio paterno, si sottomette al giogo maschilista e patriarcale, ricevendo iniezioni per rimanere incinta e perpetuare così il lignaggio. Ma il suo interesse, poi il suo desiderio per un ex colonnello ora suo insegnante di equitazione e molto più grande di lei, all'improvviso solleva sporcizia che il suo entourage vorrebbe spazzare sotto il tappeto. A poco a poco, anche se senza troppa convinzione, Mariana scoprirà il ruolo che il suo ambiente ha avuto nella passata dittatura cilena, e il rapporto ambiguo e morboso con la sua insegnante rivelerà il volto di una società che ha saputo convivere con gli orrori della quel passato senza mettere in discussione o voler cercare un qualche tipo di azione penale che alteri la tranquillità e lo status con cui quella stessa dittatura li ha avvantaggiati.

Secondo lungometraggio di fiction per la regista franco-cilena, attiva anche su produzioni internazionali (episodi di Narcos: México e Gangs of London, tra l'altro), davvero interessante. Ancora storie conseguenti alla dittatura di Pinochet, con due grandissimi attori cileni (Antonia Zegers nei panni di Mariana e Alfredo Castro nei panni di Juan), il film è volutamente freddo ma elegantissimo, e arriva dritto allo spettatore come un bisturi.

Second fiction feature film for the female French-Chilean director, who is also active in international productions (episodes of Narcos: México and Gangs of London, among others), really interesting. Still stories following the dictatorship of Pinochet, with two great Chilean actors (Antonia Zegers in the role of Mariana and Alfredo Castro in the role of Juan), the film is deliberately cold but very elegant, and reaches the viewer like a scalpel.

20230319

Il movimento

El movimiento - Di Benjamín Naishtat (2016)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


La storia si svolge durante la metà del XIX secolo, in una terra vasta e desolata che è caduta nell'anarchia totale. Vari gruppi di uomini armati si aggirano per l'infinita Pampa chiedendo risorse e sottomissione ai pochi contadini che la abitano. Sebbene esista una rivalità tra questi vari gruppi armati, tutti affermano di appartenere al movimento. Tra queste bande itineranti c'è quella guidata dal "Signore", un uomo colto che, insieme a due accoliti, cerca di fondare un nuovo ordine per la regione. Mentre i suoi modi e la sua verbosità seducono la popolazione, i suoi metodi crudeli rivelano un'irrefrenabile sete di potere ad ogni costo.

Secondo lungometraggio per il regista argentino, un regista che non ha paura di confrontarsi con temi difficili e di percorrere vie complicate. Il film è uno di quelli che mettono a durissima prova lo spettatore, bianco e nero, molti silenzi, tante pause, dialoghi rarefatti, e racconta una storia persa nel tempo, e poco chiara. Lo fa con simbolismo ma anche con crudezza. Non male.

Second feature film for the Argentinian director, a director who is not afraid to tackle difficult subjects and to follow complicated paths. The film is one of those that put the viewer to the test, black and white, many silences, many pauses, rarefied dialogues, and tells a story lost in time, and unclear. He does it with symbolism but also with crudeness. Not bad.

20230318

Up to the World

Il mondo fino in fondo - Di Alessandro Lunardelli (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Davide, 18 anni e gay non dichiarato, e Loris, 30 anni con la fissa dell'Inter, lavorano nella piccola azienda di famiglia, che si occupa di passamaneria. Loris trascina Davide in una trasferta a Barcellona sempre per seguire la squadra del cuore, e lì, il giovane conosce Andy, un attivista ecologista cileno, per il quale sente un'immediata fascinazione, tanto che decide di seguirlo nel di lui Paese. Deciso a dare una svolta alla sua esistenza apatica e "nascosta", il suo sogno viene interrotto dall'arrivo in Cile di Loris, che si mette subito sulle sue tracce. 

Debutto interessante e ambizioso, confermato poi dal seguente La regola d'oro del quale parleremo in seguito, questo film girato tra l'Italia, la Spagna ed il Cile pre-patagonico, film delicato che lascia molto allo spettatore, con qualche difetto comprensibile. Bene il cast, con facce conosciute sia italiane che cilene.

Interesting and ambitious debut, later confirmed by the following La regola d'oro which we will discuss later, this film shot between Italy, Spain and pre-Patagonian Chile, a delicate film that leaves a lot to the viewer, with some understandable flaws. The cast is good, with familiar Italian and Chilean faces.

20230317

Shook

Algiers, Bronson (RA), 17 febbraio 2023


Parto dalla fine: forse non è dipeso dalla band, forse è stato il contorno, e proverò ad analizzare il tutto, ma questo concerto, di una band ottima, innovativa, impegnata, molto interessante, non mi ha convinto.
Li aspettavo da prima della pandemia; adesso sono qui, che dormicchiano sui divanetti del Bronson, poco dopo le 21, orario previsto per l'inizio del concerto o dell'apertura delle porte, o di entrambe le cose. Non tutti, ma tre di loro. Tre su cinque, perché la formazione si è ingrandita, a sorpresa. Si, adesso gli Algiers hanno due batterie. Passa un'ora e mezzo abbondante prima che si degnino di salire sul palco. Il pubblico, un po' alla volta, arriva. E' un pubblico molto variegato, e oserei dire che una buona metà sembra essere qui per puro caso. Dicevamo degli Algiers: abbondantemente dopo le 22,30 cominciano a suonare, direttamente sopra un pezzo di Laura Pausini, con Cleanse Your Guilt Here, una delle nove tracce (sulle 15 totali del concerto) che suoneranno da Shook, il loro nuovo album, che uscirà tra una settimana. Una scelta molto strana, ma dopo tutto, in linea con la politica di una band che certamente non si può definire, e alla quale non interessa minimamente, essere commerciale. Infatti, non sarà l'unica scelta del genere: ad esempio, nonostante fosse in scaletta, non eseguiranno The Underside of Power, una delle loro canzoni più belle, ma forse anche più famose. Insomma, agli Algiers non frega un cazzo. Tirano dritto, mescolando post punk, hip-hop, afrofolk, dub, free jazz, afrobeat, letteratura Southern Gothic, filosofia e Black Lives Matter. I loro brani sono complicati, difficili, e non si sognano neppure di semplificarli dal vivo. I suoni non sono perfetti, ma la voce di Franklin James Fisher è ottima, e pure i musicisti sono all'altezza e si danno un gran daffare. Eppure, il concerto sembra non decollare mai, il pubblico pare coinvolto solo nelle primissime file, e non vorrei che sia proprio questa la ragione per cui non suonano il loro miglior pezzo negli encore, nonostante fosse previsto. Gli Algiers si confermano una gran band, ma questo concerto non è stato granché nel suo complesso, nonostante quello che leggerete da altre parti.


I'll start from the end: maybe it didn't depend on the band, maybe it was the environment, and I'll try to analyze everything, but this concert, by an excellent, innovative, committed, very interesting band, didn't convince me.
I've been waiting for them since before the pandemic; now they are here, dozing on the sofas of the Bronson, shortly after 9 PM, the estimated time for the beginning of the concert or the opening of the doors, or both. Not all, but three of them. Three out of five, because the line up has grown, surprisingly. Yes, Algiers now have two drummers. A full hour and a half passes before they deign to go on stage. Little by little, the public arrives. It's a very diverse audience, and I dare say a good half seem to be here by accident. We were talking about the Algiers: abundantly after 10.30 PM they start playing, directly over a track by Laura Pausini, with Cleanse Your Guilt Here, one of the nine tracks (out of the total 15 of the concert) that they will play from Shook, their new album, which it will be out in a week. A very strange choice, but after all, in line with the politics of a band that certainly cannot be defined, and which doesn't care in the least, to be commercial. In fact, it won't be the only choice of the genre: for example, despite being in the setlist, they won't perform The Underside of Power, one of their most beautiful, but perhaps also most famous, songs. I mean, the Algiers don't give a shit. They go straight, mixing post punk, hip-hop, afrofolk, dub, free jazz, afrobeat, Southern Gothic literature, philosophy and Black Lives Matter. Their songs are complicated, difficult, and they don't even dream of simplifying them live. The sounds are not perfect, but Franklin James Fisher's voice is excellent, and the musicians are also up to it and give themselves a great deal. Still, the concert never seems to get off the ground, the audience seems engaged only in the very first rows, and I'm afraid this could be the reason why they don't play their best track in the encores, even though it was expected. Algiers are still a great band, but this concert wasn't that great overall, despite what you'll read elsewhere.

Le sorelle Quispe

Las niñas Quispe - Di Sebastián Sepúlveda (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Il film è basato sulla storia delle sorelle Justa, Lucía e Luciana Quispe, tre allevatrici di capre degli altopiani cileni, patria del popolo Kolla. Nel 1974 i pastori di capre dell'altopiano erano preoccupati sia perché i loro animali stavano perdendo valore economico, sia per le voci sull'estensione della dittatura militare alle zone più isolate del Paese. Colpiti dalla recente perdita di un'altra delle loro sorelle e spaventati dalla notizia che l'esercito aveva raggiunto la zona di Copiapó, Justa, Lucía e Luciana...

Debutto nella fiction per il regista cileno, nel "giro" di Larraín (ha lavorato come montatore in molti suoi film), ispirato ad una tragica storia vera, una delle tante sfaccettature e conseguenze della dittatura di Pinochet. Cast poco numeroso ma valido, e una non professionista: una nipote delle vere sorelle Quispe. Film duro.

Debut in fiction for the Chilean director, an acquaintance of Larraín (he worked as an editor on many of his films), inspired by a tragic true story, one of the many facets and consequences of the Pinochet dictatorship. Small but valid cast, and one non-professional: a niece of the real Quispe sisters. Movie as heavy as stone.

20230316

Blooms of Oblivion

Emma Ruth Rundle + Jo Quail, Teatro San Leonardo (BO), 16 febbraio 2023


Quei pochi ma affezionati lettori di questo blog lo sanno già, ma se siete capitati qui per caso, basta che andiate in alto a sinistra, e nel campo di ricerca digitiate Emma Ruth Rundle: potrete così rendervi conto della mia ammirazione per l'artista in questione. Questioni di lavoro, altri concerti e spending review, stavolta fanno si che su tre date italiane, assista "solo" al suo concerto bolognese. Tutto esaurito il bel teatro al quale si accede da un classico portico, portico che fa da testimone a due code precedenti e in attesa, ordinate e sommesse, di un pubblico estremamente eterogeneo. Il teatro è raccolto ma molto buono dal punto di vista acustico. 
Apre (e finalmente riesco a vederla dal vivo) la londinese Jo Quail, violoncellista virtuosa, già con Myrkur e con i Mono, simpaticissima e chiacchierona, con il suo violoncello unico e la sua loop station dà vita ad un set di circa tre quarti d'ora ipnotico e avvolgente. Sicuramente da approfondire e da continuare a seguire.
Il concerto prosegue quasi in perfetto orario, e Emma si presenta con un curioso vestito bianco e nero (ma chiaramente uscito dalle sessioni fotografiche e dai video che hanno accompagnato i suoi ultimi lavori), esponendo il programma (l'intero album Engine of Hell, esattamente nello stesso ordine del disco) e sedendosi al piano. Si parte, e i brividi sono la cosa che sentirò di più nell'ora seguente. Alterna piano e chitarra, qualche battuta, anche molto divertente, seppur, a mio giudizio, con un tormento interiore di fondo, e appunto, esegue tutto il suo disco del 2021, concedendo due encore senza uscire e rientrare, ed annunciandolo pure, Marked For Death e Pump Organ Song. Una voce bellissima e a tratti straziante, una dimensione che evidentemente, è quella che più le si addice attualmente, un concerto bellissimo, con una chicca, Citadel eseguita insieme a Jo Quail. Una serata indimenticabile.
Those few but loyal readers of this blog already know it, but if you have come here by chance, just go to the top left, and type Emma Ruth Rundle in the search field: you will thus be able to realize my admiration for the artist in question. Work issues, other concerts and spending review, this time mean that on three Italian dates, I "only" attends her Bologna's concert. Sold out the beautiful theater which is accessed from a classic portico, a portico that acts as a witness to two previous and waiting queues, orderly and subdued, of an extremely heterogeneous audience. The theater is small but very good acoustically.
Opens (and finally I can see her live) the Londoner Jo Quail, virtuoso cellist, already with Myrkur and with Mono, very nice and talkative, with her tailor-made cello and her loop station she gives life to a set of about 45 minutes, hypnotic and enveloping. Definitely to be explored and to continue to follow.
The concert continues almost on schedule, and Emma shows up with a curious black and white dress (but clearly taken from the photo sessions and videos that accompanied her latest works), exposing the program (the entire Engine of Hell album, in exactly the same order as on the record) and sitting down at the piano. Off we go, and the shiverings is what I will feel the most in the next hour. She alternates piano and guitar, a few jokes, even very funny, albeit, in my opinion, with an underlying inner torment, and indeed, she performs his entire 2021 album, allowing two encores without going out and coming back, and also announcing it, Marked For Death and Pump Organ Song. A beautiful and sometimes heartbreaking voice, a dimension that evidently is the one that best suits her currently, a beautiful concert, with a gem, Citadel performed together with Jo Quail. An unforgettable evening.

Il posto buono

The Good Place - Di Michael Schur - 4 stagioni (13 episodi ciascuna; NBC) - 2016/2020


La serie è incentrata su un aldilà in cui gli esseri umani vengono inviati a "The Good Place" o "The Bad Place" dopo la morte. A tutti gli esseri umani viene assegnato un punteggio numerico basato sulla moralità della loro condotta nella vita, e solo quelli con i punteggi più alti vengono inviati al Good Place, dove godono della felicità eterna con ogni loro desiderio esaudito, guidati da un'intelligenza artificiale chiamata Janet; tutti gli altri sperimentano un'eternità di torture nel Bad Place.

Ci mette un po' ad ingranare (qualche episodio), e si perde un poco sul finale, ma questa serie che possiamo catalogare come commedia fantastica, targata NBC, è davvero spassosa. Da segnalare la verve comica di tutto il cast, ma ovviamente su tutti i duetti tra Kristen Bell (Eleanor) e Ted Danson (Michael). Molto divertente.

It takes a while to get going (a few episodes), and gets lost a little at the end, but this series that we can classify as a fantasy comedy, by NBC, is really hilarious. Worth noting is the comic verve of the entire cast, but obviously on all the duets between Kristen Bell (Eleanor) and Ted Danson (Michael). Very funny.

20230315

Scavatrice

Fossora - Bjork (2022)


Riprendo qualche "rimanenza di magazzino", ossia qualche disco del 2022 che non avevo avuto tempo di commentare, e comincio con il decimo album di Björk Guðmundsdóttir. Il titolo è la versione sgrammaticata del latino per "scavatrice", e come temi conduttori ha la morte della madre, e l'isolamento (ovviamente anche "indotto" da COVID19). Come sempre, la nostra islandese preferita si avvale di molti contributi, e come sempre, sono spesso sorprendenti: c'è il cantante sperimentale statunitense Serpentwithfeet, ci sono due figli di Björk, Sindri e Ísadóra, il duo di musica dance indonesiano Gabber Modus Operandi, e il sestetto di clarinetti bassi Murmuri. Il disco è uno spettacolo sonoro inebriante e spiazzante, una sorta di compilation di musica tradizionale moderna. E' forte ma delicato. E' talmente avanti, che spesso odora di antico. E' classico ma ultra-moderno. E' Björk, e non c'è un cazzo da fare, per quanto e quanti la inseguano, nessuno riesce ad essere come lei.
I pick up some "remaining stock", i.e. some records from 2022 that I hadn't had time to comment on, and I start with Björk Guðmundsdóttir's tenth album. The title is the ungrammatical female version of the Latin for "digger", and as the main themes it has the death of the mother, and isolation (obviously also "induced" by COVID19). As always, our favorite female Icelandic used many contributions, and as always, they are often surprising: there is the US experimental singer Serpentwithfeet, there are two children of Björk, Sindri and Ísadóra, the Indonesian dance music duo Gabber Modus Operandi, and the bass clarinet sextet Murmuri. The disc is an intoxicating and unsettling sound show, a sort of compilation of modern traditional music. It is strong but delicate. It is so advanced that it often smells of antiquity. It is classic yet ultra-modern. It's Björk, and there's nothing to do, however much and how many chase her, no one can be like her.

Grazia e Franca

Grace and Frankie - Di Marta Kauffman e Howard J. Morris - 7 stagioni (13 episodi ciascuna dalla 1 alla 6, 16 episodi la 7; Netflix) - 2015/2022


La serie segue Grace Hanson, una magnate dei cosmetici in pensione dalla lingua tagliente, e Frankie Bergstein, una eccentrica artista e ex hippie, i cui mariti di lunga data, Robert e Sol, sono avvocati divorzisti di successo a San Diego, in California. Le vite di Grace e Frankie vengono sconvolte quando Robert e Sol annunciano di essere innamorati l'uno dell'altro e stanno lasciando le loro mogli. Ora le donne, che non si sono mai particolarmente piaciute, sono costrette a vivere insieme mentre affrontano drammi familiari, paure mediche, iniziative imprenditoriali e disordini romantici sulla loro strada per diventare migliori amiche.

A mio parere, una delle grandi vittorie di Netflix. Una serie assolutamente deliziosa, che affronta in modo leggiadro (ma non leggero) la vecchiaia. Cast incredibile, con una chimica spettacolare e dei tempi comici eccezionali soprattutto tra Jane Fonda (Grace) e Lily Tomlin (Frankie), ma pure tra Sam Waterston (Sol, ex di Frankie) e Martin Sheen (Robert, ex di Grace). Da non perdere.

In my opinion, one of Netflix's great wins. An absolutely delicious series, which tackles old age in a graceful (but not light) way. Incredible cast, with spectacular chemistry and exceptional comic timing especially between Jane Fonda (Grace) and Lily Tomlin (Frankie), but also between Sam Waterston (Sol, Frankie's ex) and Martin Sheen (Robert, Grace's ex). Not to be missed.

20230314

Carne di cane

Carne de perro - Di Fernando Guzzoni (2013)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


Una settimana complessa nella vita di Alejandro. Un uomo di 55 anni solitario, fragile e imprevedibile, gravato dal fardello di un passato oscuro. Vediamo un uomo alla ricerca di una nuova identità che si perde tra le sue fantasie e fissazioni. Un uomo che ha cominciato a disgregarsi pericolosamente e che ha sovvertito la sua visione della realtà. È la storia attuale di un ex torturatore che cerca di reinterpretare la sua vita e darle una nuova direzione.

Debutto nella fiction del giovane regista cileno, breve ma molto intenso. Grande cast cileno, è una riflessione amara sul post dittatura, che lascia il segno, e promette grandi cose per il futuro.

Debut in the fiction of the young Chilean director, short but very intense. Great Chilean cast, it's a bitter reflection on the post-dictatorship, which leaves its mark, and promises great things for the future.

20230313

Vedove

Widows - Di Steve McQueen (2018)
Giudizio sintetico: si può vedere (2,5/5)


A Chicago, Harry Rawlings e il furgone per la fuga della sua banda criminale vengono fatti saltare in aria durante una situazione di stallo della polizia dopo aver rubato 2.000.000 di dollari al boss del crimine Jamal Manning. Jamal minaccia Veronica, la vedova di Harry, chiedendo un risarcimento, avendo bisogno di soldi per finanziare la sua campagna per consigliere comunale di un rione del South Side. Sta correndo contro Jack Mulligan, il prossimo in linea "dinastica" di una famiglia che ha ricoperto la carica per decenni. Mulligan non ama la politica, ma è felice di trarne profitto; suo padre Tom, il precedente assessore, lo avverte che dovrà affrontare la vergogna eterna se perde contro Jamal.

Basata sull'omonima serie TV inglese del 1983, sceneggiata dallo stesso regista insieme a Gillian Flynn, recitata da un cast stellare e foltissimo, a distanza di molti mesi non mi è rimasto assolutamente niente di questo film, che diversi critici apprezzarono moltissimo (altri no). Molta carne al fuoco, anche importante, ma a mio modestissimo giudizio, un po' confusionario.

Based on the 1983 English TV series of the same name, written by the director himself together with Gillian Flynn, played by a stellar and very large cast, after many months I have absolutely nothing left of this film, which several critics greatly appreciated (others did not). A lot of irons in the fire, also important, but in my humble opinion, a bit confusing.

20230312

Romantici radicali

Radical Romantics - Fever Ray (2023)


Karin Elisabeth Dreijer aka Fever Ray è tornata, e anche se sembra passato troppo tempo, stavolta, rispetto al precedente Plunge, sono corsi "solo" sei anni, anziché otto, quelli tra lo stesso Plunge ed il suo debutto omonimo. E, se ci pensate, sono pure pochi: nel mezzo c'è stata la pandemia, probabilmente un divorzio ed un esaurimento nervoso. Eppure, con tre album la musicista svedese, ha creato uno stile immediatamente riconoscibile e decisamente unico. I critici accreditati puntano l'attenzione sulle liriche, che riflettono sull'amore moderno in tutte le sue sfaccettature, mentre io voglio partire dall'ultima traccia, Bottom of the Ocean, sette minuti di vocalizzi e sintetizzatori dedicati alle balene, che nella mia mente fanno da parte 2 alla ormai leggendaria If I Had a Heart. Anche solo da una traccia come questa si possono trarre conclusioni decisive: la musica di Fever Ray è il pop contemporaneo di cui abbiamo bisogno. Queer, intellettuale, impegnato, romantico, moderno e perfino visionario, con un cuore tormentato ma grandissimo, e con una capacità incredibile di nascondere eccezionali melodie sotto tappeti spessi di synth. Grande. 


Karin Elisabeth Dreijer aka Fever Ray are back, and even if it seems like too much time has passed, this time, compared to the previous Plunge, "only" six years have passed, instead of eight, between Plunge himself and his self-titled debut. And, if you think about it, there are too few: in between there was the pandemic, probably a divorce and a nervous breakdown. Yet, with three albums they created an instantly recognizable and decidedly unique style. Accredited critics focus their attention on the lyrics, which reflect on modern love in all its facets, while I want to start from the last track, Bottom of the Ocean, seven minutes of vocals and synthesizers dedicated to whales, which in my mind are part 2 of the now legendary If I Had a Heart. Even from just one track like this one can draw decisive conclusions: Fever Ray's music is the contemporary pop we need. Queer, intellectual, committed, romantic, modern and even visionary, with a tormented but huge heart, and with an incredible ability to hide exceptional melodies under thick carpets of synths. Great.

The Bottom Billion: Why the Poorest Countries are Failing and What Can Be Done About It

L'ultimo miliardo: Perchè i paesi più poveri diventano sempre più poveri e cosa si può fare per
aiutarli
- Di Paul Collier (2007)

Paul Collier, professore di economia all'Università di Oxford, esplora in questo libro le ragioni per cui i paesi impoveriti non riescono a progredire nonostante gli aiuti e il sostegno internazionali. Nel libro Collier sostiene che ci sono molti paesi i cui residenti hanno registrato una crescita del reddito scarsa o nulla negli anni '80 e '90. Secondo i suoi calcoli, ci sono poco meno di 60 economie di questo tipo, che ospitano quasi 1 miliardo di persone.

Interessantissimo libro dell'eccellente professore inglese specializzato nell'Economia dello sviluppo, analisi dettagliatissima delle ragioni e altrettanto, delle possibili soluzioni. Esposizione chiara, a prima vista le teorie di Collier potrebbero sembrare in contrasto con quelle di Dambisa Moyo, eppure secondo me sono due facce della stessa medaglia. Consigliato a tutti.

Very interesting book by the excellent English professor specialized in development economics, very detailed analysis of the reasons and equally of the possible solutions. Clear exposition, at first glance Collier's theories might seem to be in contrast with those of Dambisa Moyo, yet in my opinion they are two sides of the same coin. Recommended to all of you.

20230311

Hey You Bastards I'm Still Here

Papillon - Di Franklin J. Schaffner (1973)
Giudizio sintetico: da vedere (3,5/5)


Henri Charrière, è uno scassinatore soprannominato "Papillon" per via del tatuaggio a farfalla sul petto. Nel 1933 in Francia, viene condannato "erroneamente" per l'omicidio di un magnaccia e condannato all'ergastolo all'interno del sistema penale della Guyana francese. Lungo il percorso, incontra un altro detenuto, Louis Dega, un famigerato falsario e malversatore convinto che sua moglie gli assicurerà il rilascio. Papillon si offre di proteggere Dega se finanzierà la fuga del primo una volta raggiunta la Guyana. Sopportando gli orrori della vita in un campo di lavoro nella giungla, i due alla fine diventano amici. Un giorno, Papillon difende Dega da una guardia sadica e fugge nella giungla, ma viene catturato e condannato a due anni di isolamento. In segno di gratitudine, Dega fa contrabbandare cibo extra a Papillon. Quando la cosa viene scoperta, il guardiano oscura la cella di Papillon per sei mesi e dimezza le sue razioni, credendo così che lo costringerà a rivelare il suo benefattore. Mezzo pazzo e ridotto a mangiare insetti per sopravvivere, Papillon si rifiuta di denunciare Dega. Alla fine viene rilasciato e mandato in infermeria a St-Laurent-du-Maroni per riprendersi.

Basato sull'autobiografia del vero Henri Charrière, e sceneggiato a quattro mani da Dalton Trumbo e Lorenzo Semple Jr., il film diretto dall'ottimo Franklin J. Schaffner è un culto, recitato da due attori straordinari (e da un grande cast di contorno), con una storia incredibile e raccontata fin troppo nei dettagli.

Based on the autobiography of the real Henri Charrière, and co-written by Dalton Trumbo and Lorenzo Semple Jr., the film directed by the excellent Franklin J. Schaffner is a cult, played by two extraordinary actors (and by a great supporting cast), with an incredible story and told in too much detail.

20230310

I miei Oscar - Definitivo

My Oscars  


Best Picture: The Banshees of Inisherin

Best Director: Ruben Östlund – Triangle of Sadness

Best Actress: Andrea Riseborough – To Leslie as Leslie Rowlands

Best Actor: Colin Farrell – The Banshees of Inisherin as Pádraic Súilleabháin

Best Supporting Actor: Judd Hirsch – The Fabelmans as Boris Schildkraut

Best Supporting Actress: Hong Chau – The Whale as Liz

Best Original Screenplay: Triangle of Sadness – Ruben Östlund

Best Adapted Screenplay: All Quiet on the Western Front – Edward Berger, Lesley Paterson, and Ian Stokell; based on the novel by Erich Maria Remarque

Best International Feature Film: Close (Belgium) directed by Lukas Dhont

Best Documentary Feature: All That Breathes directed by Shaunak Sen

Dopo attenta riflessione, ma soprattutto, dopo aver visto TUTTI i film candidati nelle suddette categorie (mi perdonerete, escluso Avatar: The Way of Water e Top Gun: Maverick perché sono estremamente snob e me lo posso permettere), ecco le mie indicazioni definitive. Buona visione a tutti.

La Guida per autostoppisti galattici

The Hitchhiker's Guide to the Galaxy - Di Douglas Adams - Miniserie in 6 episodi - BBC Two - 1981


Un conto alla rovescia per la fine del mondo viene visualizzato attraverso l'animazione e il narratore inizia a raccontare la storia della Guida e il legame di Arthur Dent con essa, mentre il sole sorge sulla campagna inglese per l'ultima volta. Arthur si sveglia, scopre la minaccia di un bulldozer sulla sua casa guardando fuori dalla finestra e la telecamera torna ai titoli. Questo episodio segue da vicino la trama e il dialogo del primo episodio della serie radiofonica, tagliando il discorso di Lady Cynthia Fitzmelton. Termina in un punto leggermente precedente rispetto all'episodio radiofonico, dopo la battuta di Ford "potrebbe volerci leggere prima alcune delle sue poesie", e su un cliffhanger che Arthur e Ford stanno per essere scoperti in un magazzino Vogon, ma prima che La poesia Vogon viene effettivamente letta.

Trasposizione TV della commedia radiofonica del 1978 di Adams, successivamente adattata ad altri formati, inclusi romanzi, spettacoli teatrali, fumetti, un gioco per computer e un lungometraggio del 2005, la serie è spassosa ma anche prolissa, con un umorismo tipicamente inglese e molto nonsense.

A TV adaptation of Adams' 1978 radio play, later adapted to other formats, including novels, plays, comics, a computer game and a 2005 feature film, the series is hilarious but also long-winded, with quintessentially British humor and plenty of nonsense.

20230309

Lt. Frank Bullitt

Bullitt - Di Peter Yates (1968)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Un venerdì sera a Chicago, il mafioso Johnny Ross lascia l'Outfit (organizzazione criminale italo-americana). La mattina dopo, il detective dell'SFPD (San Francisco Police Department) Frank Bullitt e la sua squadra, Delgetti e Stanton, vengono incaricati dal senatore americano Walter Chalmers di sorvegliare Ross durante il fine settimana, fino a quando non può essere presentato come testimone a un'udienza della sottocommissione del Senato sulla criminalità organizzata lunedì mattina. Agli investigatori viene detto che si trova in un hotel economico in zona Embarcadero, quartiere portuale della città californiana. Delgetti farà il primo turno, poi Stanton e poi Bullitt. Domenica all'una di notte, mentre Stanton telefona a Bullitt per dire che Chalmers e un amico vogliono salire, Ross apre la porta della stanza. Due sicari irrompono sparando a Stanton alla gamba e Ross alla spalla. Chalmers ritiene Bullitt responsabile delle ferite a Ross. Bullitt vanifica un secondo tentativo di omicidio in ospedale, ma Ross muore per le ferite precedenti. Bullitt invia il corpo all'obitorio come John Doe (sconosciuto) per nasconderne la morte e mantenere aperte le indagini. Un informatore mette in giro la voce che il problema è che Ross è vivo e in città sta cercando di fuggire dal paese perché ha rubato una fortuna alla mafia. Bullitt scopre che Ross ha fatto una telefonata interurbana a un hotel a San Mateo.

Probabilmente il picco della carriera del regista inglese, Bullitt è un grande action thriller, probabilmente uno dei migliori di tutti i tempi. Attenzione metodica alle procedure, grande dinamicità delle scene, cast indovinato, e una scena entrata nella storia (quella dell'inseguimento).

Probably the peak of the English director's career, Bullitt is a great action thriller, probably one of the best of all time. Methodical attention to procedures, great dynamism of the scenes, guessed cast, and a scene that entered history (that of the car chase).

20230308

Duello

Duel - Di Steven Spielberg (1971)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


David Mann, un venditore di mezza età che guida per un viaggio d'affari, incontra un'autocisterna fatiscente che guida lentamente nel deserto del Mojave. Mann passa davanti al camion ma il camion accelera, lo sorpassa, poi riprende a guidare lentamente. Quando Mann lo sorpassa e lo sorpassa di nuovo, il camion suona il clacson. Mann entra in una stazione di servizio e il camion parcheggia accanto a lui. Mann telefona a sua moglie, che è arrabbiata con lui dopo una discussione la notte precedente. L'addetto alla stazione dice a Mann che ha bisogno di un nuovo tubo del radiatore, ma Mann dice che lo farà più tardi e rifiuta la riparazione.

Film divenuto culto, uscito come film per la televisione ed in seguito fatto uscire nei cinema con una versione allungata, il debutto di Spielberg è sensazionale. Sceneggiato da Richard Matheson, che estese un suo racconto breve, ha un ritmo forsennato e, per essere del 1971, risulta ancora oggi validissimo.

A cult film released as a television movie and later released in theaters in an extended version, Spielberg's debut is sensational. Wrote by Richard Matheson, who extended one of his short stories, it has a frenetic pace and, for being from 1971, is still very valid today.

20230307

Serenità

Serenity - Di Steven Knight (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere ma anche no (2,5/5)


Baker Dill è un capitano di un peschereccio che vive una vita tranquilla e protetta. Trascorre le sue giornate organizzando tour in una tranquilla enclave tropicale chiamata Plymouth Island ed è ossessionato dalla cattura di un tonno pinna gialla gigante che chiama "Justice". Un giorno, l'ex moglie di Dill, Karen, lo rintraccia e lo prega di salvare lei e il loro giovane figlio, Patrick, dal suo nuovo, potente ma violento marito Frank. Offre a Dill $ 10 milioni per ucciderlo gettandolo in mare. Gli dice che Frank arriverà più avanti nella settimana e che hanno prenotato Dill per una battuta di pesca, l'occasione perfetta per Dill per uccidere Frank. Diviso tra la sua coscienza e il suo desiderio di aiutare Karen, Dill viene riportato in una vita che aveva cercato di dimenticare, mentre il suo mondo è immerso in una nuova realtà che potrebbe non essere tutto ciò che sembra.

Cervellotico (troppo, a mio modesto giudizio) thriller scritto dall'eclettica penna di Steven Knight (La promessa dell'assassino, Peaky Blinders), qui anche alla regia. McConaughey (Dill) in grande spolvero, Hathaway (Karen) versione femme fatale, Diane Lane (Constance) dura ma sempre fascinosa.

Brainy (too much, in my humble opinion) thriller written by the eclectic pen of Steven Knight (Eastern Promises, Peaky Blinders), also directing here. McConaughey (Dill) in great shape, Hathaway (Karen) a femme fatale version, Diane Lane (Constance) tough but always charming.

20230306

(L'uomo che vendette la sua pelle) الرجل الذي باع ظهره

The Man Who Sold His Skin - Kaouther Ben Hania (2020)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


I fidanzati di Raqqa Sam e Abeer sono separati dalla guerra civile siriana. Mentre lui cerca rifugio in Libano, la sua famiglia la costringe a sposare un uomo più ricco e a trasferirsi con lui a Bruxelles. Alla disperata ricerca del denaro e delle scartoffie necessarie per recarsi in Europa per salvarla, Sam accetta di farsi tatuare la schiena un visto Schengen da uno degli artisti contemporanei più controversi in Occidente. Il suo stesso corpo trasformato in un'opera d'arte vivente e prontamente esposto in un museo, Sam si renderà presto conto di aver venduto più della sua semplice pelle.

Film molto potente, non semplicissimo, da una regista tunisina che non conoscevo fino alla nomination (di questo stesso lungometraggio), ma che promette grandi cose in futuro. Intensi entrambi i protagonisti, Yahya Mahayni (Sam) e Dea Liane (Abeer).

Very powerful film, not very simple, by a Tunisian female director whom I didn't know until the nomination (of this same feature film), but who promises great things in the future. Intense both protagonists, Yahya Mahayni (Sam) and Dea Liane (Abeer).

20230305

Non riesco a toglierti dalla testa: una storia emotiva del mondo moderno

Can't Get You Out of My Head: An Emotional History of the Modern World - Di Adam Curtis - Miniserie documentario in 6 episodi - BBC iPlayer - 2021


Come molti dei lavori precedenti di Curtis, il documentario esplora e collega vari argomenti come l'individualismo, il collettivismo, le teorie del complotto, i miti nazionali, l'imperialismo americano, la storia della Cina, l'intelligenza artificiale e il fallimento della tecnologia nel liberare la società nel modo in cui gli utopisti tecnologici una volta speravano che potesse. Originariamente intitolata What Is It That Is Coming?, la serie è stata ispirata dall'ascesa del populismo nel 2016. Curtis ha voluto indagare sul motivo per cui i critici di Donald Trump e della Brexit non sono stati in grado di offrire una visione alternativa per il futuro e perché queste circostanze sociopolitiche continuavano oltre i punti di rottura etici. Dal 1960 in avanti, questo imponente documentario a episodi, esplora quindi ogni fenomeno socio-politico-culturale mondiale, e cerca di contestualizzarlo, con un umorismo inglese particolarmente ficcante.

Adam Curtis dev'essere un personaggio davvero particolare, si capisce anche se questo è il suo unico lavoro che mi è capitato di vedere: otto ore circa di documentario su una buona parte dello scibile umano contemporaneo, che espone teorie spesso anche risibili, non solo audaci, ma molto affascinante.

Adam Curtis must be a very particular character, it is clear even if this is his only work that I happened to see: about eight hours of documentary on a large part of contemporary human knowledge, which often exposes laughable theories, not only daring, but very charming.

20230304

Cospirazione contro il mare

Seaspiracy - Di Ali Tabrizi (2021)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Il documentario è incentrato all'inizio sul crollo delle popolazioni di balene, squali, delfini e tartarughe marine. Il film afferma che l'attenzione dei gruppi ambientalisti su materie plastiche di consumo relativamente piccole come le cannucce ha offuscato il problema più ampio dei rifiuti di plastica dagli attrezzi da pesca o dalle reti fantasma, nonché la devastazione delle catture "accessorie". Il film suggerisce anche che le organizzazioni ambientaliste non sono state in grado di definire o implementare efficacemente la pesca sostenibile, i prodotti ittici sostenibili o i prodotti sicuri per i delfini. Queste critiche si concentrano in particolare sul Marine Stewardship Council, l'Earth Island Institute e la Plastic Pollution Coalition.

Prodotto da uno dei registi di Cowspiracy, del quale parleremo più avanti, il documentario in questione solleva dubbi e interrogativi interessanti, ma soffre moltissimo di parzialità e di una malattia sempre più diffusa negli ultimi tempi, quella della teoria della cospirazione (presente già dal titolo, del resto).

Produced by one of the directors of Cowspiracy, which we will discuss later, the documentary in question raises doubts and interesting questions, but suffers greatly from bias and from an increasingly widespread disease in recent times, that of the conspiracy theory (already present in the title, after all).

20230303

Дом дураков (Casa degli sciocchi)

Dom Durakov - Di Andrej Končalovskij (2002) 
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)


In un ospedale psichiatrico nella repubblica russa di Inguscezia, al confine con la Cecenia, devastata dalla guerra nel 1996, il personale medico sta scomparendo apparentemente per trovare aiuto mentre i pazienti sono lasciati ai propri sforzi. Zhanna, una giovane donna, vive nella convinzione che la pop star Bryan Adams sia il suo fidanzato, che sia in tournée e che, in futuro, verrà a portarla via con sé. Zhanna è una sorta di custode ad hoc della pace, della felicità e del controllo degli altri; cerca di aiutare a frenare alcuni degli impulsi esuberanti degli altri pazienti. Beatamente inconsapevoli del terrore della guerra, i pazienti resistono all'ospedale.

Storia parzialmente ispirata dalla tragedia reale dell'ospedale psichiatrico di Shali, in Cecenia, abbandonato dal personale durante la campagna di bombardamenti russi e in cui molti pazienti successivamente sono morti per attacchi e incuria, e anche al cult francese del 1967 di Philippe de Broca Le Roi de coeur, questo ennesimo film del maestro russo è divertente e amarissimo al tempo stesso, e, a parte il cameo di Bryan Adams, è segnato dalla strepitosa prova di Julia Vysotskaya nei panni di Zhanna.

Story partially inspired by the real tragedy of the Shali psychiatric hospital in Chechnya, abandoned by staff during the Russian bombing campaign and in which many patients subsequently died from attacks and neglect, and also by Philippe de Broca's 1967 French cult classic Le Roi de coeur, this umpteenth film by the Russian master is funny and very bitter at the same time, and, apart from the cameo by Bryan Adams, it is marked by the amazing performance of Julia Vysotskaya in the role of Zhanna.