No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170119

Canzoni d'amore parte due

Love Songs Part Two - Romare (2016)

Incuriosito da una recensione su una rivista estera, mi sono posto all'ascolto di questo disco. Romare è lo pseudonimo di Archie Fairhurst, produttore londinese, e il genere non è propriamente quello che "maneggio" solitamente. Eppure, c'è voglia di sperimentazione, in tutto questo lavoro, secondo full length dopo il debutto con Projections (2015), e che, idealmente, segue il suo EP del 2014 Love Songs: Part One. E' una dance elettronica strana, invasa di influenze quali jazz, blues, R&B, funk, campionamenti, discomusic anni '80, che ricorda tutto e niente. Personalmente, l'ho trovato un po' confusionario e stordente, ma c'è chi gli ha dato 4/5. Curioso.



Intrigued by a review on a foreign magazine, I set myself to listening to this record. Romare is the pseudonym of Archie Fairhurst, London-based producer, and the genre is not exactly what I usually handle. Yet, there is a desire for experimentation, in all this work, the second full length after the debut with "Projections" (2015), and that, ideally, follows his 2014 EP "Love Songs: Part One". It is made from a strange electronic dance, invaded by influences such as jazz, blues, R & B, funk, sampling, '80s discomusic, who remembers everything and nothing. Personally, I found it a bit confusing and dizzying, but somebody gave him 4/5. Curious, this is for sure.

20170118

Erezione femminile

Lady Wood - Tove Lo (2016)

Ve lo dico in anteprima: il secondo disco della svedese Tove Lo (Ebba Tove Elsa Nilsson) finirà nella mia personale top ten del 2016. Ed è difficile da giustificare, per chi mi conosce da una vita e conosce i miei gusti (anche se non dovete dimenticare che, insieme ad Alive II dei Kiss comprai Bad Girls di Donna Summer, nel lontano 1978). Eppure, dopo aver letto sempre bene di questa svedese, terra che non finirà mai di stupirci (ogni tanto ci dimentichiamo che i suoi abitanti discendono dai vichinghi, però), in occasione del suo debutto Queen of the Clouds (2014), stavolta, dopo la prima recensione (positiva) di questo suo secondo lavoro, ho deciso di provare. E, debbo essere onesto, mi ha stregato.
Disco e genere indubbiamente dance, ma con testi estremamente consapevoli, c'è da dire che la svedese ci sa fare, e sa da chi farsi aiutare (Ilya, Joel Little, Rickard Goransson, Ludvig Soderberg come compositori e produttori, Wiz Khalifa e Joe Janiak a livello di featuring vocali). Il disco, diviso in due parti concettuali (Fairy Dust, "quando sento i fans gridare il mio nome e sto per salire sul palco", e Fire Fade, "quando invece sto perdendo il contatto con loro, e cerco di tornare allo stadio precedente"), è un susseguirsi direi quasi elegante di canzoni ballabili e orecchiabili, sinuose e accattivanti.
Come spiega lei stessa, ragazza piuttosto esplicita, il titolo è la sua personale definizione dell'erezione femminile. Lady Wood sarà seguito, nel 2017, da un disco che, nelle intenzioni dell'autrice, ne compone la seconda parte, e che, a sua volta, sarà composto da due "sezioni": Light Beam e Pitch Black. Lo aspettiamo. Per il momento, mi godo questo guilty pleasure e fingo di saper ballare.



I tell you this preview: the second album of the Swedish Tove Lo (Ebba Tove Elsa Nilsson) will end up in my personal top ten of 2016. And it is hard to justify, for those who know me from a life and knows my taste (though you don't have to forget that, along with the Kiss "Alive II", I bought "Bad Girls" by Donna Summer, in 1978). Yet, after reading always good about this Swedish singer/composer, by the way, Sweden, the land that will never cease to amaze us (sometimes we forget that its inhabitants are descendants of the Vikings, though), on the occasion of her debut "Queen of the Clouds" (2014), this time, after the first (positive) review of this second work, I decided to try. And, I must be honest, I was bewitched.
Album and gender undoubtedly dance, but with extremely conscious lyrics, it must be said that Lo knows how to do it, and knows who to call to get help (Ilya, Joel Little, Rickard Goransson, Ludvig Soderberg as composers and producers, Wiz Khalifa and Joe Janiak as vocal featuring). The album is divided into two conceptual pieces (Fairy Dust, "when I hear the fans shouting my name and I'm about to go on stage", and Fire Fade, "when in fact I'm losing touch with them, and I try to return to the previous stage"), it is a succession, I would say, by a bunch of almost elegant danceable and catchy songs, sinuous and captivating.
As she explains, pretty explicit, the title is her personal definition of the female erection. "Lady Wood" will be followed, in 2017, from an album that, in the author's intentions, he dials the second part, and that, in turn, will consist of two "sections": Light Beam and Pitch Black. We expect it. For the moment, I enjoy this guilty pleasure and I pretend to know how to dance.

20170117

Cittadino di vetro

Citizen of Glass - Agnes Obel (2016)

Amanti della musica di ogni tipo, se non lo sapete già, nel 2016 è uscito finalmente il terzo disco della cantante e compositrice danese Agnes Obel. E', nuovamente, un disco in cui perdersi, e farsi cullare. Difficile trovare qualcosa di simile, oggigiorno. Violini, violoncelli, clavicembali (uno strumento, non ci crederete, il cui suono mi affascina più di quello del pianoforte), spinette, celesti, e trautonium, insieme alle superbe composizioni e alla voce soave della Obel, costruiscono un tutt'uno eccezionalmente moderno e antico, stranissimo e familiare, intenso, struggente e coinvolgente, che può sorprendere perfino amanti del rock più duro. Raffinatissimo senza essere snob.



Music lovers of all kinds, if you do not know already, in 2016 was finally released the third album by the Danish singer and composer, Agnes Obel. It is, again, an album into you can get lost, or be cradled. Hard to find something like that nowadays. Violins, cellos, harpsichords (an instrument, you couldn't believe it, the sound of which fascinated me more than the piano), spinets, celestas, and trautoniums, along with the superb compositions and the sweet voice of Obel, build a whole exceptionally modern and ancient, strange and familiar, intense, poignant and compelling, that may surprise even fans of hard rock. Refined without being snobby.

20170116

Cavalli selvaggi

Mustang - di Deniz Gamze Erguven (2015)
Giudizio sintetico: da non perdere (4,5/5)

Giorno d'oggi, Turchia orientale, in un villaggio minuscolo e sperduto, vicino a Trabzon, non lontano dal Mar Nero. Lale, insieme alle sue quattro sorelle più grandi, stanno dando un addio commosso alla loro giovane insegnante di scuola, che le sta lasciando per trasferirsi ad Istanbul. Forse per affogare la tristezza dell'addio, le sorelle decidono di non prendere il bus per tornare a casa, ma di passeggiare: è una bella giornata. Sulla via del ritorno, scendono in spiaggia, e si mettono a giocare con i compagni di scuola, maschi. Fanno il bagno, vestite, e ad un certo punto si mettono a giocare schizzandosi, e due di loro salgono sulle spalle di due maschi. Le cinque sorelle sono orfane di padre e di madre, e vivono con la nonna e lo zio Erol. Appena giunte a casa, la nonna è furiosa, le sgrida pesantemente e le picchia una a una: le è già giunta voce che "hanno strusciato le loro cosce contro alcuni ragazzi, per darsi piacere". Lo zio Erol è anche lui arrabbiatissimo. Da quel giorno, sarà impedito alle cinque ragazzine di uscire di casa perfino per andare a scuola.
Inizia una routine assurda, fatta di lezioni casalinghe di cucina, pulizia domestica e cucito. Possono uscire solo sotto l'attenta sorveglianza della nonna, e vestire abiti castigatissimi e di un colore sciatto, che le ragazze definiscono "color merda". La nonna, cominciando dalle due sorelle più grandi, Sonay e Selma, le sta preparando per un matrimonio combinato e veloce.

Se vi piace il cinema, ma come me, avete poco tempo, vi do nuovamente le mie dritte su come restringere il campo di scelta. I migliori film dell'anno, di solito li trovate nella cinquina degli Oscar (Academy Awards), ma nella categoria Best Foreign Language. Ultimamente, ottimi consigli vengono anche dai Goya, i premi spagnoli, che spesso guardano all'Europa tutta. Questo Mustang è un'opera prima, la regista è nata ad Ankara ma ancora in giovane età, si è trasferita con la famiglia in Francia, e lì è rimasta. Non si è dimenticata della sua terra di origine, e questo film lo dimostra. Difficile trovare un film più politico di questo, eppure non sembra. Ultimamente, anche se non ne vedo molti, è sicuramente il film più bello, intenso, straziante e pieno di speranza al tempo stesso, che mi sia capitato. Non starò a perdere troppo tempo nel cantarne le lodi: dovete vederlo. Le cinque ragazzine sono spettacolari, la storia alterna momenti raccapriccianti ad altri incredibilmente gioiosi, e perfino molto divertenti, e come detto, è un film dall'intensità unica.
La regista, forte del successo del suo debutto, pare stia riuscendo ad iniziare il suo progetto iniziale, dal titolo The Kings, che dovrebbe essere un film ambientato durante le rivolte di Los Angeles del 1992, e che sembra, avrà come protagonista Halle Berry.
Le auguriamo di riuscirci. Dopo un film così bello, si merita una prosecuzione.
Non dimenticate: Mustang.

If you like the cinema, but like me, you have little time, I give you again my tips on how to narrow the field of choice. The best movies of the year, usually you can find them in the shortlist of the Oscars (Academy Awards), but in the Best Foreign Language category. Lately, great advice are coming also by the Goya, the Spanish movie awards, which often look to all Europe. This "Mustang" is a debut, the director was born in Ankara, but still at a young age, she moved with her family to France, and there she remained. Not forgotten her homeland, and this film proves it. Hard to find this movie not political, yet it doesn't seems. Lately, though I do not see too many, is the most beautiful movie, intense, heartbreaking and hopeful at the same time, as I've experienced. I will not waste too much time in the accolades: you must to see. The five girls are spectacular, the story alternates gruesome, other incredibly joyful, and even a lot of fun, and as mentioned, and it is a unique movie for the intensity.
The director, strong by the success of her debut, apparently will be able to start its initial project, entitled "The Kings", that should be a film set during the Los Angeles riots of 1992, and it seems, will star Halle Berry.
We wish to happens. After such a nice movie, she deserves to keep tell stories.

Do not forget: "Mustang".

20170115

Lanzarote, Isole Canarie (Spagna) - Dicembre 2016 (6)

Da martedì 13 a venerdì 16 dicembre le giornate la faccio scorrere così, come anticipato. La sera alle 23 spegno la luce, gli aerei non atterrano più, la mattina mi sveglio alle 7, faccio colazione, mi vesto e parto per la camminata di 6 km, con nelle orecchie la musica che vi racconterò. Torno, mi doccio e mi sbarbo, se è da mare vado al mare, altrimenti mi metto a vedere serie, film, verso le 12,30 pranzo, pomeriggio identico, verso le 18 esco per un po' di spesa, verso le 19,30 ceno, film, e stop. Mercoledì e giovedì dopo pranzo ho due riunioni telefoniche di lavoro alle quali non ho avuto il coraggio di dire di no, dopo cena controllo le mail di lavoro. Le foto sotto mostrano le ispirazioni mattutine, soprattutto.

La casa sul lungomare che mi intrigava più di tutte.
Simpatica, non so neppure perché.
Una scritta con un gioco di parole davvero carino, tra l'altro di non facile traduzione (potrei tentare con "non sapevo cosa mettermi, e mi sono vestito di felicità", ma non rende come in castigliano).
Sabato 17 dicembre salto la camminata mattutina perché piove, lo farà a sprazzi per tutta la giornata. Naturalmente, la cosa non mi disturba assolutamente: sono andato al mare quanto bastava, per essere dicembre, le previsioni lo avevano detto, e io ormai sono deciso a cancellare un po' di film in arretrato da tempo, e a godermi appieno questi quasi 10 giorni di quasi completo ozio. In settimana è passato a trovarmi il padrone di casa, mi sono scusato per non esserlo passato a trovare, dicendogli onestamente che non avevo voglia di fare un cazzo; è stato gentile, e sicuramente se dovessi tornare penserei nuovamente a questo posto. La sera impacchetto tutto, non prima di aver comprato un bagaglio in stiva su Ryanair, per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese, e faccio il pieno all'auto.
Domenica 18 dicembre mi alzo con largo anticipo, mi preparo, porto fuori la spazzatura, poi carico i bagagli, e parto. Mi fermo per fotografare la scritta di cui sopra, giusto sullo svincolo di entrata dell'autostrada, ed esco all'uscita seguente per l'aeroporto. Al momento della riconsegna dell'auto, non c'è nessuno dell'AVIS. C'è pure una coppia di tedeschi, credo, che attendono un po', poi li invito a seguirmi all'ufficio dentro l'aeroporto, dopo aver provato a chiamare il numero stesso dell'ufficio. Anche all'ufficio non c'è nessuno, nonostante l'orario di apertura sia passato da un po', quindi lascio le chiavi nel box, vado al banco del check in, imbarco il bagaglio, passo i controlli, compro il classico magnete da portare a mia sorella, bevo un caffè, e attendo. Il volo di ritorno è uno dei voli più vuoti mai visti con Ryanair, e quindi si conferma il fatto che europei, ma soprattutto italiani, non pensano come me, che le Canarie in inverno siano una scelta intelligente (o forse non tutti se lo possono permettere). Si arriva a Bologna in orario, e fa freddino. Il minibus che mi riporta al parcheggio è guidato da un ragazzo del sud molto più ciarliero dell'altro che ho già incrociato un paio di volte usando questo parcheggio, e per l'ennesima volta sono l'unico passeggero. Mi incammino verso casa, stasera mi attende una cena di vecchi come me, gli amici del bar. Sarà divertente, basta prenderla nel verso giusto. Sono pronto per affrontare le feste comandate.

20170112

Lanzarote, Isole Canarie (Spagna) - Dicembre 2016 (5)

Visto che ormai la giornata è quasi andata, senza aspettarmi niente scelgo una delle altre attrazioni citate dalla mappa turistica, tra quelle che avevo intenzione di non cagare neppure. Sto parlando del Mirador del Río, un semplice punto panoramico, che, sarà la giornata spettacolare, si rivela un bellissimo spettacolo. Il luogo è stato creato per volere dell'artista locale César Manrique, ed è un'altra delle cose turisitiche da ammirare, e da imparare. Si gode di una splendida vista sull'isoletta de La Graciosa, e per il resto c'è poco da dire, sono estremamente rilassato, e questo luogo mi rilassa ancora di più. Me ne vengo con tutta la flemma di questa Terra, mi fermo al supermercato fuori paese e faccio un po' di spesa, rientro in casa e mi preparo la cena, dopo di che ho quasi terminato la scorta di serie tv. Alterno con un po' di sano calcio spagnolo, di qualsiasi serie o categoria, ma poco, e progetto già di dedicarmi, terminate le serie, alla scorta di film. E' una vita che non vedo un film. Vi rendete conto?


20170111

Lanzarote, Isole Canarie (Spagna) - Dicembre 2016 (4)

E' quasi l'ora di pranzo, e medito di fermarmi in qualche ristorante visto sulla strada per venire qua. Alla fine, faccio due conti in termini di tempo, e rientro a "casa", pranzo con calma, e riparto verso sud, per la Cueva de los Verdes. Seguo le indicazioni della mappa per turisti che mi hanno dato a Timanfaya, e cerco di arrivare lì dopo le 15, per una minore affluenza. La giornata è sempre bellissima, il viaggio dura meno di un'ora, le strade scorrevoli, ben tenute, e con poco traffico.
L'attrazione è di quelle già viste, ma la sorpresa finale, che non vi racconterò, perché pregano tutti i visitatori di non raccontarla, è davvero sorprendente. La storia della grotta è interessante, e la formazione è imponente.


La sorpresa...

20170110

Lanzarote, Isole Canarie (Spagna) - Dicembre 2016 (3)

Lunedì 12 dicembre continuo la routine, e all'ora di andare al mare, nonostante la giornata sia molto bella, vedo che c'è parecchio vento, quindi decido di farmi l'escursione dei punti importanti dell'isola, e togliermi il pensiero, come si suol dire. Mi dirigo quindi verso il Parco nazionale di Timanfaya. Una zona vulcanica come tante, che, organizzata alla perfezione (pure troppo, mi vien da dire), è divenuta un po' il simbolo dell'isola. Un po' di coda per entrare, biglietto forse un po' caro (ma, come dico sempre, bisognerebbe imparare), parcheggio sorvegliato, arrivi, scendi, sali sul bus, 40 minuti di giro tra i crateri senza mai scendere, così si preserva pure l'ambiente, scenari lunari (aggettivo ormai abusato).



Ormai anch'io ho ceduto alla moda dei selfie. Soprattutto quando non ho un cazzo da fare.

20170109

Lanzarote, Isole Canarie (Spagna) - Dicembre 2016 (2)


Quindi, da sabato 10 dicembre inizio questo salutare tran tran, la prima mattina mi fermo a 5 km poi passo a 6, alterno il percorso verso sud a quello verso nord, arrivo quasi ad Arrecife, oppure a Los Pocillos, costeggiando la pista dell'aeroporto. Qualche scorcio.





In queste tre foto sopra, le luci pre-pista


Quando rientro mi faccio una doccia, e se la giornata lo consente, alle 10 sono in spiaggia. Dopo solo un paio di giorni si vede già la differenza.