No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20181023

La mia mente fa dei rumori

My Mind Make Noises - Pale Waves (2018)

Album di debutto per questa band di Manchester formatasi 4 anni fa dall'incontro delle due ragazze del gruppo, la batterista Ciara Doran e la chitarrista ritmica nonché cantante, Heather Baron-Gracie. Assumono un bassista e un altro chitarrista, che se ne vanno dopo un po', ne assumono altri due, escono un paio di singoli, un video, si imbarcano in un tour in Nord America, ed ecco qui il primo disco. Per darvi delle coordinate, siamo esattamente a metà tra i Fickle Friends ed i Chvrches, almeno, a mio modesto parere e per le mie conoscenze. C'è un gusto vagamente dark, che si esprime però più nel look che nella musica, e per l'elettronica dance degli anni '80, con una buona capacità di scrivere canzoni. Il disco è piacevole, vediamo cosa riusciranno a fare in futuro.



Debut album for this Manchester band formed 4 years ago by the meeting of the two girls of the group, the drummer Ciara Doran and the rhythm guitarist and singer, Heather Baron-Gracie. They hire a bassist and another guitarist, who leave after a while, they take two more, they come out a couple of singles, a video, they embark on a tour in North America, and here is the first record. To give you the coordinates, we are exactly halfway between Fickle Friends and Chvrches, at least, in my humble opinion and for my knowledge. There is a vaguely dark taste, which expresses itself however more in the look than in the music, and for the electronic dance of the 80s, with a good ability to write songs. The record is quite nice, let's see what they can do in the future.

20181022

Generazione RX

Generation Rx - Good Charlotte (2018)

Probabilmente non avevo mai ascoltato la band di Waldorf, Maryland, creatura dei fratelli Joel e Benji Madden, qui alla loro settima fatica in studio. Ascoltandone un album intero, capisco anche il perché: il loro genere è quel pop rock che non mi convince affatto, a meno che non si tratti di una band che sa azzeccare molte belle canzoni, anche se molto leggere. Sia chiaro, non che sia brutto da buttare, e qualche pezzo può pure entrarti in testa, oltre che nelle orecchie: ma da qui alla grandezza c'è molta distanza.



I probably never listened to the band from Waldorf, Maryland, the creature of the brothers Joel and Benji Madden, here in their seventh fatigue in the studio. Listening to a whole album, I also understand why: their genre is that pop rock that does not convince me at all, unless it is a band that knows how to hit many beautiful songs, even if really light. Let it be clear, not that it is bad to throw, and some tracks may even enter into your head, as well as in the ears: but from here to greatness there is a lot of distance.

20181021

A gentle, melodic style of reggae incorporating elements of soul and usually featuring lyrics with a romantic theme.

Lovers Rock - Estelle (2018)

Il quinto album dell'inglese Estelle è un po' più convincente dei precedenti, e questo è un bene, visto che, come ebbi a dire in occasione della recensione del precedente True Romance, è un peccato "sprecare" una voce del genere con dischi che non sembrano avere un senso compiuto. Qua, Estelle si dedica completamente al genere, appunto, Lovers rock, che, come spiega anche Wikipedia (e come vi riporto nel titolo del post), è una sorta di reggae misto alla dancehall, particolarmente ispirato a temi romantici nelle liriche. Pare addirittura che la stessa cantante, si sia ispirata nelle liriche, alla storia dei suoi genitori: una separazione di 20 anni, poi un riavvicinamento culminato in un matrimonio quando la figlia aveva già 33 anni. Molti ospiti esperti del genere (Luke James, Maleek Berry, Konshens, Kranium, Chronixx, HoodCelebrityy, Tarrus Riley), per un disco decisamente rilassante e ben fatto.



The fifth album of English singer Estelle is a bit more convincing than previous ones, and this is good, since, as I said at the review of the previous True Romance, it is a pity to "waste" a voice like that with albums that do not seem to make sense. Here, Estelle is completely dedicated to the genre, in fact, Lovers rock, which, as also explains Wikipedia (and as I report in the post title), is a kind of reggae mixed dancehall, particularly inspired by romantic themes in the lyrics. It seems that the same singer, was inspired for the lyrics, from the story of her parents: a separation of 20 years, then a rapprochement culminated in a marriage when the daughter was already 33 years. Many experienced guests of the genre (Luke James, Maleek Berry, Konshens, Kranium, Chronixx, HoodCelebrityy, Tarrus Riley), for a decidedly relaxing and well done record.

20181019

Immortale

Immortal - Ann Wilson (2018)

Immortal, se non ho capito male leggendo la biografia, è "solo" il secondo disco solista per la 68enne cantante statunitense, nata a San Diego, California, cresciuta in giro per il mondo visto che il padre era un militare di carriera, e stabilitasi poi con la famiglia nei sobborghi di Seattle (la ricorderete, se non per i dischi degli Heart, band dove militava anche la sorella minore Nancy, chitarrista, per le sue partecipazioni all'EP Sap degli Alice in Chains, o nella colonna sonora del celeberrimo Singles - la sorella è stata pure sposata con Cameron Crowe). Vita complicata dai suoi problemi di peso, e da dipendenze varie, questa signora è dotata di una voce da Soprano drammatico, e con questo disco vuole rendere omaggio a grandi voci che lei ha ammirato (anche il suo primo disco solista, Hope & Glory, del 2007, era un disco di cover). Disco curioso, dove potete trovare una cover di I Am the Highway degli Audioslave (la performance non è delle migliori, e questo non fa altro che aumentare i i rimpianti per la perdita di Cornell), una bella rielaborazione di Back to Black della Winehouse, così come degna di nota I'm Afraid of the Americans (Bowie), ed altre curiosità.



Immortal, if I have not misunderstood reading the biography, is "only" the second solo record for the 68-year-old American singer, born in San Diego, California, who grew up around the world because her father was a career soldier, and settled then with the family in the suburbs of Seattle (remember, if not for the records of the Heart, a band where she also played her younger sister Nancy, guitarist, for her participation in the EP Sap by Alice in Chains, or in the soundtrack of the famous Singles - her sister has also been married to Cameron Crowe). Life complicated by her weight problems, and by various addictions, this lady is endowed with a dramatic Soprano voice, and with this record she wants to pay tribute to great voices that she has admired (even her first solo album, Hope & Glory, in 2007, it was a cover album). Curious album, where you can find a cover of I Am the Highway of the Audioslave (the performance is not the best, and this does nothing but increase the regrets for the loss of Cornell), a beautiful reworking of Back to Black (Amy Winehouse), so as noteworthy is I'm Afraid of the Americans (Bowie), and other curiosities.

20181018

Ri-alimentato dall'interno

Re-Powered Within - Dragonforce (2018)

Non ve la prenderete, se vi dico che fino a pochi giorni fa, non avevo mai neppure sentito parlare di questa band inglese dal nome Dragonforce. Come faccio spesso, ho scelto, come primo ascolto, il disco più recente, e mi sono però imbattuto in una edizione re-mixata e re-masterizzata di un loro album del 2012, evidentemente un disco al quale loro tengono molto. Per quelli che non lo sanno, i Dragonforce hanno la particolarità di essere una band inglese, ma i loro membri, almeno, il 99%, hanno origini non inglesi: la formazione attuale, infatti, vede i due chitarristi Herman Li e Sam Totman rispettivamente di origini cinesi e neozelandesi, il bassista Frédéric Leclercq ovviamente francese, il batterista Gee Anzalone (non suonava su The Power Within, l'edizione originale, è entrato in formazione in seguito) italiano, il tastierista Vadim Pruzhanov ucraino; probabilmente, l'unico inglese-inglese è il cantante Marc Hudson. Insomma, di cosa stiamo parlando? Parliamo di una band che ha fatto della tamarraggine una bandiera, e del power metal unito allo speed metal super tecnico, una ragione di essere. Influenzati dai videogiochi, definiti dal suono dei due chitarristi, sempre impegnati in assoli lunghi ed intrecciati, disegnano tracce potenti ma sempre alla ricerca di melodie anche un po' stucchevoli, ma efficaci. Una sorta di Babymetal in versione macho. Non il massimo dell'originalità, certo, ma per un vecchio metallaro, gioia per le orecchie.



You should not get angry with me, if I tell you that until a few days ago, I had never even heard of this English band called Dragonforce. As I often do, I chose the most recent record as my first listen, but I came across a re-mixed and re-mastered edition of their album of 2012 The Power Within, evidently a record that they care a lot about. For those who do not know, the Dragonforce have the distinction of being an English band, but their members, at least, the 99%, have non-English origins: the current line-up, in fact, sees the two guitarists Herman Li and Sam Totman respectively of Chinese and New Zealand origins, bassist Frédéric Leclercq obviously French, drummer Gee Anzalone (did not play on The Power Within, the original edition, he joined the band later) Italian, keyboardist Vadim Pruzhanov Ukrainian; probably, the only English-English is the singer Marc Hudson. In short, what are we talking about? Let's talk about a band that has made of kitsch a flag, and of the power metal combined with the super technical speed metal, a reason to be. Influenced by videogames, defined by the sound of the two guitarists, always engaged in long and intertwined solos, they draw powerful tracks but always looking for melodies that are also a bit cloying, but effective. A sort of Babymetal in a macho version. Not the best of originality, of course, but for an old metalhead, joy for the ears.

20181017

Elefanti in acido

Elephants on Acid - Cypress Hill (2018)

Nono disco per i latinos più famosi dell'hip hop, e come sempre direi "giù il cappello", perché nonostante l'età e le nuove tendenze, personalmente credo che di fronte ai Cypress Hill dovremmo sempre essere un poco deferenti. Tutt'oggi, possono insegnare a molti. Otto anni sono passati dal precedente Rise Up, il periodo più lungo tra un disco e il seguente, evidente segno di altri interessi (non ultimi, i Prophets of Rage), ma anche di una tranquillità da vecchi saggi, il disco è composto da 15 tracce (di cui una strumentale) e 6 interludi, con un incedere lentissimo, verrebbe da dire naturalmente, vista la vicinanza della band alla cultura della ganja, e l'impressione che si ha è quella che sia un disco composto senza strafare, ma con la consapevolezza che quando vogliono, i CH riescono sempre a risultare dei maestri: vi basti, su tutti, l'esempio di Band of Gypsies, con gli egiziani Sadat e Alaa Fifty.



Ninth record for the most famous hip hop Latinos, and as always I would say "down the hat", because despite the age and new trends, I personally believe that in front of the Cypress Hill we should always be a little deferential. Even today, they can teach many. Eight years have passed since the previous Rise Up, the longest period between a record and the following, evident sign of other interests (not least, the Prophets of Rage), but also of a tranquility from old and wise guys, the album consists of 15 tracks (one of which is instrumental) and 6 interludes, with a very slow pace, one would naturally say, given the proximity of the band to the culture of ganja, and the impression we have is that it is a composed disc without overdoing it, but with the awareness that when they want, CH always manage to be masters: the example of Band of Gypsies, with the Egyptians Sadat and Alaa Fifty, suffices.

20181016

Regina danzante

Dancing Queen - Cher (2018)

Sulla scia dell'apparizione della stessa Cherilyn Sarkisian aka Cher, oggi 72enne, nel film-musical Mamma Mia! Here We Go Again, naturalmente il sequel di Mamma Mia!, film basato a sua volta sul musical teatrale, ispirato alla musica degli svedesi ABBA, ecco che Cher fa uscire il suo ventiseiesimo disco in studio, intitolato Dancing Queen (come un pezzo degli ABBA, ma anche un'appellativo che sicuramente le calza a pennello), composto da dieci cover del mitico gruppo svedese. Nessuno, sicuramente, meglio della Dea del Pop avrebbe potuto farlo meglio. Ecco quindi che si susseguono Dancing Queen, Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight), SOS, Waterloo, Mamma Mia, Chiquitita, Fernando, The Winner Takes It All, e altri due pezzi che personalmente giudico minori, The Name of the Game e One of Us, eseguiti impeccabilmente dalla voce da contralto, sporadicamente aiutata dall'autotune (secondo me più per moda che per altro). Certamente non una pietra miliare, ma giusto per ricordarci la grandiosità di questa band mai dimenticata.



Following the appearance of Cherilyn Sarkisian aka Cher, now 72, in the musical film Mamma Mia! Here We Go Again, of course the sequel of Mamma Mia!, a film based on the omonymous musical, inspired by the music of the Swedish ABBA, here is that Cher releases her twenty-sixth studio album, entitled Dancing Queen (as a track of ABBA, but also a nickname that certainly fits her perfectly), composed of ten covers of the legendary Swedish group. Nobody, certainly, better than the Goddess of Pop could have done better. So here we have Dancing Queen, Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight), SOS, Waterloo, Mamma Mia, Chiquitita, Fernando, The Winner Takes It All, and two other tracks that I personally judge minor, The Name of the Game and One of Us, performed impeccably by the contralto voice, sporadically helped by the autotune (according to me more for fashion than for help). Certainly not a milestone, but just to remind us of the grandeur of this band never forgotten.

20181015

Su cavalli oscuri

On Dark Horses - Emma Ruth Rundle (2018)

Ci sono dei dischi, e degli artisti, per cui fai davvero fatica a descrivere un nuovo disco, specialmente se ti piace, e se l'artista in questione, semplicemente, non smetteresti mai di ascoltarlo. E' il caso, lo avrete ormai capito, di Emma Ruth Rundle, statunitense di Los Angeles, California stabilitasi da un po' a Louisville, Kentucky, per stare insieme al fidanzato Evan Patterson, cantante e chitarrista dei Jaye Jayle, anche backing band di Emma. Le canzoni di ERR si fanno capire anche senza leggerne i testi, innanzitutto: vi parla l'atmosfera che riesce a creare. ERR è una chitarrista coi fiocchi, ed è altrettanto brava con la voce, una voce che trasmette qualcosa a metà tra la catarsi e la sofferenza, capace di trasformarsi in qualcosa di angelico. Il disco, tecnicamente il quarto dopo Electric Guitar: One (2011), Some Heavy Ocean (2014) e Marked for Death (2016), è stratificato a livelli impensabili, non è precisamente diretto, somiglia naturalmente in parte ai due precedenti, ed altrettanto ovviamente, prosegue costruendo un marchio di fabbrica assolutamente personale, inglobando le numerose influenze dell'artista (anche visuale, tra l'altro). Su una recensione ho letto una definizione curiosa, che mi è molto piaciuta: folkgaze, riferito ad una delle sue esperienze collaterali, The Nocturnes, ma potremmo usarla anche adesso per i suoi lavori solisti, insieme al classico post-rock. Dicevo che non è "precisamente diretto", e, avrete capito, intendevo che non ti prende immediatamente, ma pian piano ti divora, letteralmente. La bellezza devastante di queste otto tracce si sussegue, facendoti pensare, mentre ascolti la conclusiva You Don't Have To Cry, che possa essere la canzone più bella che ti sia mai capitato di ascoltare, poi schiacci il repeat, e mentre riparti ascoltando l'apertura di Fever Dreams, cambi idea. L'anno passato mi sono fatto 1.200 km in auto per andarla a vedere in Slovenia, qualche giorno fa sono andato a Lille, Francia, per vederla di nuovo: o sono pazzo, oppure questa è una delle più belle realtà musicali dei nostri tempi. 



There are records, and artists, that you really find it hard to describe when you listen a new record, especially if you like it, and if the artist in question, simply, you would never stop listening to it. It's the case, you will have by now understood, by Emma Ruth Rundle, an American from Los Angeles, California who settled from a while in Louisville, Kentucky, to stay with her boyfriend Evan Patterson, singer and guitarist of Jaye Jayle, also backing band of Emma. The songs of ERR can be understood even without reading the texts, first of all: the atmosphere that manages to create speaks to you. ERR is a hell of a guitarist, and is just as good with the voice, a voice that transmits something between the catharsis and suffering, able to turn into something angelic. The record, technically the fourth after Electric Guitar: One (2011), Some Heavy Ocean (2014) and Marked for Death (2016), is stratified to unimaginable levels, it is not precisely direct, it naturally resembles in part the previous two, and equally obviously, it continues building an absolutely personal trademark, incorporating the numerous influences of the artist (also visual, among other things). On a review I read a curious definition, which I liked very much: folkgaze, referring to one of her collateral experiences, The Nocturnes, but we could use it even now for her solo works, along with the classic "post-rock". I said that it is not "precisely direct", and, you will have understood, I meant that it does not take you immediately, but slowly devours you, literally. The devastating beauty of these eight tracks follows, making you think, while you listen to the conclusive You Don't Have To Cry, which could be the most beautiful song you've ever heard, then you push repeat, and while you start listening to the opening of Fever Dreams, you change your mind. The past year I made myself 1,200 km by car to go and see her in Slovenia, a few days ago I went to Lille, France, to see her again: either I'm crazy, or this is one of the most beautiful musical reality of our time.

20181014

La tresca arriva ad un punto di svolta

The Affair - di Sarah Treem e Hagai Levi - Stagione 4 (10 episodi; Showtime) - 2018

Montauk: Noah si incontra con Cole per parlare di una persona scomparsa.
Sei settimane prima, Noah si è trasferito a LA per stare più vicino ai figli; Helen e Vik infatti si sono trasferiti lì. Noah ha trovato un posto di insegnante di letteratura inglese in una scuola statale a Compton. Mostra uno speciale interesse per uno dei suoi alunni, Anton. Helen ha difficoltà ad abituarsi alla California: continua ad immaginarsi terremoti; vede un terapeuta per la sua ansia. Noah si ritrova a cena con Helen, Vik, Trevor e Stacey, e scopre che suo figlio potrebbe essere gay. Helen dice a Noah che dovrebbero vedersi meno, perché è arrivata alla conclusione che proprio lui potrebbe essere la ragione della sua ansia. Tornati a casa, mentre si preparano per andare a letto, Vik crolla a terra in bagno, mentre Helen accorre spaventata.

Sono ancora contrastato, per quanto riguarda il mio giudizio personale sulla quarta stagione di The Affair. Tra l'altro, scopro adesso che ci sarà la quinta stagione, e che sarà l'ultima, quindi diciamo che la seguirò, giusto perché sarà l'ultima. E' difficile non fare spoiler, ma ci proverò. Il punto di svolta di cui vi parlo nel titolo del post è una roba grossa, ma vi basti sapere questo. Il problema, dal mio punto di vista, è che The Affair alterna momenti davvero toccanti e quasi, oserei dire, filosofici, ad altri smaccatamente da telenovela. In questi ultimi, sono stato davvero tentato di mollare tutto. Eppure, continuo a ripetermi che The Affair parla principalmente della fallibilità dell'essere umano, soprattutto per quanto riguarda la sfera degli affetti, e pure quella dell'essere genitori.

I'm still in contrast with myself, as far as my personal judgment on the fourth season of The Affair is concerned. Among other things, I find out now that there will be the fifth season, and that will be the last, so let's say I will follow it, just because it will be the last. It's hard not to spoil, but I'll try. The turning point of which I speak in the title of the post is a big stuff, but I've already said enough. The problem, from my point of view, is that The Affair alternates moments really touching and almost, I would dare to say, philosophical, to others blatantly from soap opera. In the latters, I was really tempted to give up. Yet, I keep telling myself that The Affair speaks primarily of the fallibility of the human being, especially as regards the sphere of affections, and also that of being parents.

20181012

Il tempo morirà e l'amore lo seppellirà

Time Will Die and Love Will Bury It - Rolo Tomassi (2018)

Quinto disco per la band di Sheffield, Inghilterra, formata dai due fratelli Eva e James Spence, entrambi alle voci, James anche ai sintetizzatori. Nome curioso, direte voi come ho pensato io: è preso da un dialogo di L.A. Confidential. Momenti delicatissimi alternati a caos totale (un caos mathcore e organizzato, alla Dillinger Escape Plan per intendersi), per farvi un'idea di dove siano situati musicalmente eccovi un elenco delle band che hanno supportato nel corso della loro carriera: Oathbreaker, Architects, Jane's Addiction, Fucked Up, Dillinger Escape Plan (appunto), ma hanno fatto uscire un disco prodotto da Diplo, e la voce di Eva è stata paragonata a quelle di Alison Goldfrapp (Goldfrapp) e Liz Fraser (Cocteau Twins), quindi immaginate un po' voi cosa potete aspettarvi da un disco di questi pazzi. Sono montagne russe emozionali, diciamo così, molto potenti, molto estreme, sicuramente interessanti. Provatele.



Fifth record for the band of Sheffield, England, formed by the two brothers Eva and James Spence, both at the voices, James also to the synthesizers. Curious name, you will say as I thought: it is taken from a dialogue of L.A. Confidential. Delicate moments alternating with total chaos (a chaos mathcore and organized, like the one of the Dillinger Escape Plan, to be understood), to get an idea of where they are located musically here is a list of the bands that they have opened for, during their career: Oathbreaker, Architects, Jane's Addiction, Fucked Up, Dillinger Escape Plan (in fact), but they released a disc produced by Diplo, and the voice of Eva was compared to those of Alison Goldfrapp (Goldfrapp) and Liz Fraser (Cocteau Twins), so imagine a bit what can you expect from a record of these crazy people. They are an emotional roller coaster, so to speak, very powerful, very extreme, certainly interesting. Try them.

20181011

Parenti

Kin Original Motion Picture Soundtrack - Mogwai (2018)

Oltre a nove dischi in studio, due live, quattro compilation, tredici EP e due album di remix, la band scozzese, praticamente un'istituzione, con questo Kin giunge alla sesta colonna sonora, che ha la particolarità di essere la prima per un film di fiction, dato che le altre erano per documentari o serie tv. Il film non l'ho visto, e magari neppure lo vedrò, però il disco è pur sempre un disco di una band dai suoni e dalle atmosfere meravigliose, una sequenza di nove tracce per 42 minuti di musica strumentale che lascia il segno, "ti prende e ti porta via", per usare una frase fatta barra citazione, ma giuro, nel vero senso della parola. Per esagerare con i luoghi comuni, provare per credere.



In addition to nine studio albums, two live, four compilations, thirteen EPs and two remix albums, the Scottish band, practically an institution, with this Kin comes to the sixth soundtrack, which has the distinction of being the first for a film of fiction, since the others were for documentaries or TV series. I have not seen the film, and maybe I will not even see it, but the album is still a record of a band with wonderful sounds and atmospheres, a sequence of nine tracks for 42 minutes of instrumental music that leaves its mark, "pick you and takes you away ", to use a sentence made, slash, a quote, but I swear, in the true sense of the word. To exaggerate with the clichés, try and let me know.

20181010

Arte del dubbio

Art of Doubt - Metric (2018)

Settimo disco in studio per la band canadese di Toronto, capitanata da Emily Haines, membro anche dei rinomati Broken Social Scene. I Metric non spostano di una virgola la loro attitudine, un rock "anthemico" che flirta con il synthpop ed echeggia da lontano la new wave. Canzoni scritte con sapienza, la voce di Emily che giganteggia su tutto con leggiadria, ma davvero, niente di veramente miracoloso.



Seventh studio album for the Canadian band from Toronto, captained by Emily Haines, also a member of the renowned Broken Social Scene. The Metric do not shift of a comma their attitude, an anthemic rock that flirts with the synthpop and echoes the new wave from afar. Songs written with wisdom, the voice of Emily that overwhelms everything with gracefulness, but really, nothing really miraculous.

20181009

Rubino

Ruby - Macy Gray (2018)

Sono passati 19 anni dal debutto di Natalie Renée McIntyre, in arte Macy Gray, e questo è il suo decimo disco. Quando la scheda Wikipedia me lo ha fatto notare, non ci credevo, ma è così. Veniamo al dunque: disco molto jazzato, seppure fedele alle radici RNB di Macy, il disco è un tripudio di fiati e di arrangiamenti dal sapore quasi ragtime. La voce è tutt'ora inconfondibile, e le canzoni quasi tutte molto coinvolgenti. Niente di meglio per cambiare un po' genere, di quando in quando.



It's been 19 years since the debut of Natalie Renée McIntyre, aka Macy Gray, and this is her tenth record. When the Wikipedia page pointed out to me, I did not believe it, but it is true. Let's get to the point: a very jazzy record, although faithful to Macy's RNB roots, the record is a blaze of horns, and the arrangements make me think to an almost ragtime flavor. The voice is still unmistakable, and the songs are almost all very engaging. Nothing better to change a little the music genre, from time to time.

20181008

Bambino effetto lago

Lake Effect Kid - Fall Out Boy (2018)

EP di tre pezzi per la band di Wilmette, Illinois, sobborgo di Chicago, quando non si è ancora assolutamente spenta l'eco del loro ultimo album Mania. La canzone che dà il titolo all'EP riprende una loro versione demo pubblicata su un mixtape del 2008, e celebra, anche con gli altri due pezzi City in a Garden e Super Fade, "il nostro più grande ritorno a casa". Il ritorno a casa si riferisce al fatto che il disco è uscito alla vigilia del loro primo concerto da attrazione principale a Chicago, al Wrigley Field; infatti, tutte e tre le tracce contengono riferimenti a Chicago stessa, e sono, come sempre, molto dirette, piacevoli, e perfino ballabili.



EP of three tracks for the band of Wilmette, Illinois, suburb of Chicago, when the echo of their latest album Mania has not yet completely turned off. The EP title track picks up their demo version published on a 2008 mixtape, and celebrates, also with the other two tracks, City in a Garden and Super Fade, "our biggest homecoming yet". The homecoming refers to the fact that the record was released on the eve of their first headlining concert in Chicago at Wrigley Field; in fact, all three tracks contain references to Chicago itself, and are, as always, very catchy, pleasant, and even danceable.

20181007

Vento divino

Kamikaze - Eminem (2018)

Al decimo album, Marshall Mathers paga dazio ai Beastie Boys, almeno con la copertina. E' un buon inizio, direi. A livello musicale e di flow, Eminem è, a mio giudizio, ancora uno dei migliori rapper in circolazione. Il problema viene con i contenuti: pensate solo che Justin Vernon (Bon Iver), che secondo indiscrezioni appare su Fall, ha disconosciuto la sua partecipazione al disco, sostenendo che non era in studio al momento della registrazione (appare comunque nei crediti di quella traccia). Non credo molto alle faide (feud) alimentate dalle diss tracks, canzoni in cui si attaccano palesemente altri artisti, visto che tutti quelli coinvolti ne guadagnano in pubblicità, ma il fatto che continui ad usare insulti omofobi, questo mi porta naturalmente a condannarlo. Detto questo, ribadisco, a livello musicale, il disco è valido e pure divertente. Partecipazioni per Joyner Lucas, Royce da 5'9'', Jessie Reyez.



On the tenth album, Marshall Mathers paid homage to the Beastie Boys, at least with the cover. It's a good start, I would say. On a musical and flow level, Eminem is, in my opinion, still one of the best rappers in circulation. The problem comes with the contents: just think that Justin Vernon (Bon Iver), who according to rumors appears on Fall, has disavowed his participation in the album, claiming that he was not in the studio at the time of the racording (anyway, he appears in the credits of that track). I do not believe much in feuds fed by diss tracks, songs in which other artists are clearly being attacked verbally, since all those involved earn it in advertising, but the fact that he continues to use homophobic insults, this naturally leads me to condemn him. That being said, I reiterate, on a musical level, the record is valid and fun. Featuring by Joyner Lucas, Royce of 5'9 '', Jessie Reyez.

20181005

Lampada illuminata in prosa

Lamp Lit Prose - Dirty Projectors (2018)

Ottavo disco per la band di Brooklyn, New York, capitanata da David Longstreth, della quale vi avevo parlato in occasione del loro sesto disco Swing Lo Magellan. Lo stile non è cambiato, sono ancora sghembi, geniali, infantili ed intellettuali al tempo stesso, e stavolta, al di là dei Talking Heads e dei Vampire Weekend, mi hanno fatto venire in mente, non so neppure io perché precisamente, i Genesis, forse per il fatto che riescano ad essere complicatissimi perfino dentro canzoni che durano a malapena tre minuti. Delicati e bucolici, sono un po' i Bjork del lo-fi. Sicuramente non un disco che puoi mettere mentre viaggi in auto.



Eighth record for the band from Brooklyn, New York, led by David Longstreth, about whom I spoke to you on their sixth album Swing Lo Magellan. The style has not changed, they are still crooked, brilliant, childish and intellectual at the same time, and this time, beyond the Talking Heads and Vampire Weekend, they reminded me, I do not even know why precisely, the Genesis, perhaps because they can be very complicated even in songs that barely last three minutes. Delicate and bucolic, they are a sort of lo-fi Bjork. Definitely not a record you can put while you are traveling by car.

20181004

Libro delle cattive decisioni

Book of Bad Decisions - Clutch (2018)

Altra colpevole mancanza del sottoscritto, era quella di non conoscere per niente i Marylander Clutch, che hanno la particolarità di essere assieme dal 1991 con la stessa formazione, quattro compagni di scuola nonché concittadini. Siamo di fronte al loro (pensate) dodicesimo album da studio, un disco massiccio, fatto di un hard rock che definire stoner sarebbe riduttivo. Immaginatevi dei Queens of the Stone Age senza velleità di modernismo o di classifica, che ogni tanto si ricordano di pagare il loro tributo ai Black Sabbath. Sanno scrivere canzoni che ti arrivano dritte in faccia, e scrivono testi mai scontati (Emily Dickinson, How To Shake Hands). Non hanno paura di guardare al di là dell'hard rock (In Walks Barbarella), insomma, davvero bravi, davvero un bel disco ruock.



Another guilty fault of the undersigned, was that of not knowing at all the Marylander Clutch, who have the distinction of being together since 1991 with the same training, four classmates as well as fellow citizens. We are facing their (think about it) twelfth studio album, a solid album, made of a hard rock that define stoner would be reductive. Imagine the Queens of the Stone Age with no ambitions for modernism or rankings, which sometimes remember to pay their Black Sabbath tribute. They know how to write songs that come straight to your face, and write texts that are never obvious (Emily Dickinson, How To Shake Hands). They are not afraid to look beyond hard rock (In Walks Barbarella), in short, they are really good, and this is really a good ruock record.

20181003

Piangi bella

Cry Pretty - Carrie Underwood (2018)

Fino a pochi giorni fa, quando sentivo il suo nome pensavo ad House of Cards. Dico sul serio, anche se sapevo benissimo che si trattava di una famosa cantante country statunitense, il cognome mi faceva pensare solo alla serie tv. Quando ho letto dell'uscita del suo sesto disco, mi sono detto "perché no", visto che il country pop femminile è diventato uno dei miei guilty pleasures. Inoltre, come forse avrete intuito dall'introduzione, non avevo mai ascoltato niente di questa 35enne di Checotah, Oklahoma.
Che dire: durante un recente viaggio in auto verso la Francia, da solo, è stato il disco che ha funzionato maggiormente. Carrie è quasi un perfetto stereotipo statunitense (ma se non ho capito male, supporta i Democratici, ed è vegana), ma ci sa davvero fare, ed ha una voce, a detta degli esperti, straordinaria. Tra l'altro, in mezzo a temi prevedibili, ci sono anche un paio di canzoni che affrontano il tema delle armi da fuoco, The Bullet e Love Wins, il che dimostra il fatto che non abbia paura di mettersi in gioco o prendere posizione. La bonus track è The Champion, un esperimento country-pop/hip hop, in collaborazione con Ludacris che è servito alla NBC per aprire la trasmissione dell'ultimo Super Bowl. La mia canzone preferita, invece, è Spinning Bottles (altro testo non futile).



Until a few days ago, when I heard her name, I was thinking of House of Cards. I mean it, even if I knew very well that she is a famous American country singer, the surname made me think only of the TV series. When I read about the release of her sixth record, I told myself "why not", since the female country pop has become one of my guilty pleasures. Also, as you may have guessed from the introduction, I had never heard anything of this 35-year-old from Checotah, Oklahoma.
What about: on a recent car trip to France, alone, it was the record that worked the most. Carrie is almost a perfect American stereotype (but if I have not misunderstood, she supports the Democrats, and she is vegan), but she really knows what to do, and has a voice, also according to experts, extraordinary. Among other things, amid predictable themes, there are also a couple of songs that deal with the theme of firearms, The Bullet and Love Wins, which demonstrates the fact that she is not afraid to get involved or take a stand. The bonus track is The Champion, a country-pop / hip hop experiment, in collaboration with Ludacris who served at NBC to open the broadcast of the last Super Bowl. My favorite song, however, is Spinning Bottles (another non-futile text).

20181002

Cacciatore

Hunter - Anna Calvi (2018)

Il terzo disco della 38enne di Twickenham si preannuncia come uno dei più belli di questo 2018 fin dal pezzo di apertura, As a Man. Ascoltando Anna Calvi si percepisce cosa vuol dire amare la musica, in tutte le sue sfaccettature, si comprende che questa persona ne ha ascoltata di ogni genere, e che nonostante due dischi bellissimi alle spalle, continua a lavorare sul tentativo, spesso riuscito, di comporre belle canzoni che racchiudano, appunto, una tavolozza il più possibile larga di influenze. Considerando che molto di questo amore e interesse per tutti i generi è dovuto all'influenza del padre italiano, che l'ha "esposta" alla musica fin da piccolissima, potremmo, più che farcene motivo di vanto, riflettere su quello che potremmo essere, ma questo è tutto un altro discorso. Tornando ad Hunter, chiudo immediatamente il discorso, perché è inutile che prosegua: è un disco che va ascoltato, dal quale lasciarsi rapire. E' bellezza allo stato puro, musicale, e forse anche qualcosa di più. 



The third album of Twickenham's 38 year old singer/guitarist, promises to be one of the most beautiful of this 2018 since the opening track, As a Man. Listening to Anna Calvi you perceive what it means to love music, in all its facets, it is understood that this person she has heard music of all sorts, and that despite two beautiful records behind her, she continues to work on the attempt, often successful, to compose beautiful songs that enclose, in fact, a palette as wide as possible of influences. Considering that much of this love and interest for all kinds is due to the influence of the Italian father, who has "exposed" her to music since she was a child, we could, rather than make it a source of pride, reflect on what we could be, but this is a whole other matter. Returning to Hunter, I immediately close the speech, because it is useless to continue: it is a record that must be listened to, from which to be abducted. It is pure beauty, musical, and maybe even something more.

20181001

Mi piace sopra

Like It On Top - Ana Popovic (2018)

Ana Popovic è una chitarrista blues, nonché cantante, nata a Belgrado, Serbia, 42 anni fa, che dopo anni di tour in Europa, si è accasata negli US. Introdotta al blues dal padre Milutin/Milton (con il quale ha inciso un disco, Blue Room, nel 2015), questo è il suo ottavo disco in studio da solista, per il quale si avvale delle collaborazioni prestigiose di Keb' Mo' (anche produttore e co-compositore di quasi tutte le tracce del disco, insieme alla Popovic), Robben Ford e Kenny Wayne Shepherd. Tecnica impeccabile e voce adatta, il disco è piacevole ed alterna standard blues con spruzzate di funk e soul, canzoni convincenti ad altre molto più scontate.



Ana Popovic is a blues guitarist, as well as a singer, born in Belgrade, Serbia, 42 years ago, who after years of touring in Europe, has settled in the US. Introduced to the blues by her father Milutin / Milton (with whom she recorded an album, Blue Room, in 2015), this is her eighth solo album in studio, for which she makes use of the prestigious collaborations of Keb' Mo' (also producer and co-songwriter of almost all tracks on the record, along with Popovic), Robben Ford and Kenny Wayne Shepherd. Impeccable technique and appropriate voice, the album is pleasant and alternates blues standards with splashes of funk and soul, songs convincing to others much more obvious.

20180930

Giorno sessantanove

Day69 - 6ix9ine (2018)

Cari matusa, questa rece è per voi, per la serie "la musica dei vostri figli" (o nipoti, o solo molto, ma molto più giovani di voi). E quindi, anche per me stesso. 6ix9ine, all'anagrafe Daniel Hernandez, è una delle punte di diamante del mumble rap (anche SoundCloud rap), letteralmente borbottio, per l'incomprensibilità dei testi e il modo strascicato di rappare dei protagonisti. Un soggettino mica da ridere: nato nel '96 a Bushwick, Brooklyn, da madre messicana e padre portoricano, espulso da scuola verso i 14 anni, il padre viene assassinato nel 2009 e lui si ritrova a fare lavoretti vari, tra i quali vendere marijuana per supportare la madre. Si presume che abbia venduto anche eroina, è rimasto coinvolto in una brutta storia (quando aveva 17 anni) di sesso con una 13enne (video poi messi online), è accusato di aver soffocato un 16enne, è indagato perché uno dei rapper con i quali ha imbastito una faida verbale è stato aggredito con armi da fuoco, pochi mesi fa è stato rapito, picchiato e rapinato, rischia di andare in carcere per tutta una serie di sentenze che sono in attesa di essere giudicate. Detto tutto ciò, il suo flow decisamente prepotente, e spesso punteggiato da spari, è intrigante. Si distingue per i capelli e la grill dentaria multicolore, i video a cartoni animanti, e naturalmente, testi decisamente vietati ai minori.



Dear Methuselah, this review is for you, for the series "the music of your children" (or nephews, or just a lot, but much younger than you). And so, even for myself. 6ix9ine, aka Daniel Hernandez, is one of the spearheads of the mumble rap (also SoundCloud rap), literally muttering, for the incomprehensibility of the lyrics and the shuffling way of rapping of the protagonists. A little persona not to laughing about: born in '96 in Bushwick, Brooklyn, from a Mexican mother and Puerto Rican father, expelled from school around 8th grade, the father is murdered in 2009 and he finds himself doing various jobs, among which sell marijuana to support the mother. It is assumed that he also sold heroin, was involved in a bad story (when he was 17) of sex with a 13-year-old (video then put online), is accused of choking a 16 year old, is investigated because one of the rappers with whom he has built up a verbal feud was attacked with firearms, a few months ago he was kidnapped, beaten and robbed, he risks going to jail for a whole series of sentences that are waiting to be judged. Having said all this, its decidedly overbearing flow, and often punctuated by gunfire, is intriguing. It stands out for its multicolored hair and dental grill, animated cartoons videos, and of course, texts that are definitely forbidden to minors.

20180928

Oggetti appuntiti

Sharp Objects - Scritta da Marti Nixon, diretta da Jean-Marc Vallée (2018) - Miniserie in 8 episodi - HBO

Camille Preaker, una reporter ultratrentenne di base a St. Louis, lotta con la sue dipendenze: alcolismo e autolesionismo. Ha continui flashback della sua travagliata infanzia in Wind Gap, Missouri. Il suo direttore, Frank Curry, che, scopriremo, funge un po' da padre e non sta benissimo con la salute, la spedisce nuovamente a Wind Gap, dove la 13enne Ann Nash, è stata uccisa l'estate precedente, e adesso, la 14enne Natalie Keene, è scomparsa. I flashback di Camille si intensificano appena si installa in un motel della zona, e dopo un paio di giorni, torna a vivere con la mondana madre Adora, persona influente nella piccola comunità sudista, il patrigno e la sorellastra adolescente Amma. Camille incontra il detective Richard Willis, inviato lì per rinforzare le forze di polizia locale e, naturalmente, non benvoluto dalla comunità, durante una battuta di ricerca, e più tardi intervista Bob Nash, il padre della piccola Ann. Sempre durante quella giornata, il corpo di Natalie viene ritrovato senza vita in un vicolo vicinissimo alla stazione di polizia locale. Amma e Camille parlano a proposito della sorella di Camille, Marian, morta quando Camille era ancora giovane, e Amma confessa che non le piace come la madre la sta trattando, e che ha deciso di comportarsi da bambina per nascondere proprio alla madre, il suo lato ribelle. Durante un bagno, si scopre che, tra le altre parole che Camille si "incide" sul corpo, c'è la parola "vanish", svanire.

Sharp Objects è la nuova, disturbante miniserie di HBO, un'altra piccola gemma di fiction televisiva degna degli schermi cinematografici, che somiglia più a True Detective che a Big Little Lies. Sceneggiatura ad orologeria (il vero colpevole viene svelato dopo i titoli di coda dell'ultimo episodio), ambientazione sudista provinciale che corrisponde a come ce lo immaginiamo senza mai esserci stati, e cast indovinato. Oltre alle conferme di Amy Adams (Camille) e una sempre versatile e incisiva Patricia Clarkson (Adora), si distinguono Eliza Scanlen (Amma) e Sydney Sweeney (Alice), già vista in The Handmaid's Tale.

Sharp Objects is the new, disturbing miniseries of HBO, another little gem of television drama worthy of the movie screens, which looks more like True Detective than Big Little Lies. Clockwork screenplay (the real culprit is revealed after the credits of the last episode), provincial sudist setting that corresponds to how we imagine it without ever having been there, and guessed cast. In addition to the confirmations of Amy Adams (Camille) and an always versatile and incisive Patricia Clarkson (Adora), we distinguish Eliza Scanlen (Amma) and Sydney Sweeney (Alice), this last already seen in The Handmaid's Tale.

20180927

Soldanima

Souldier - Jain (2018)

Il secondo disco, lo diceva anche Caparezza, è sempre il più difficile. C'è chi si aspetta troppo, soprattutto se il debutto è stato un fulmine a ciel sereno. E' esattamente il caso di Jeanne Galice, francese di Tolosa, giramondo nella sua infanzia al seguito del padre, che ha inglobato i sapori arabi e africani nella sua crescita musicale; il suo debutto Zanaka ci impressionò parecchio, e le prime impressioni di questo seguito, Souldier (gustoso gioco di parole come uno dei suoi singoli dal disco precedente, Dynabeat), non sono state così positive. Alla fine, però, non direi proprio che questo disco sia deludente, al contrario.La ragazza prosegue su una strada coraggiosa, mescolando una quantità enorme di influenze, e la definizione di M.I.A. francese non è per niente sbagliata. I testi non sono mai stupidi, e la freschezza, unità allo splendido mix di influenze, è delizioso.



The second album, Caparezza also said, is always the most difficult. There are those who expect too much, especially if the debut was a bolt from the blue. It is exactly the case of Jeanne Galice, French from Toulouse, globetrotter in her childhood following her father, who has incorporated the Arab and African flavors in her musical growth; her debut Zanaka impressed us a lot, and the first impressions of this sequel, Souldier (tasty pun like one of her singles from the previous album, Dynabeat), have not been so positive. In the end, however, I would not say that this record is disappointing, on the contrary. The girl continues on a courageous road, mixing a huge amount of influences, and the definition of "a French M.I.A." is not wrong at all. The lyrics are never stupid, and the freshness, and unit with the wonderful mix of influences, is delicious.

20180926

Regina

Queen - Nicki Minaj (2018)

Quarto disco per Onika Tanya Maraj in arte Nicki Minaj, cantante rap, modella e attrice, originaria di Saint James, Port of Spain, Trinidad e Tobago, ma cresciuta nel Queens, New York. Ve ne parlai in occasione del suo debutto, che non mi colpì più di tanto, e nel frattempo la ragazza, oggi 35enne, ha acquisito, se possibile, una ulteriore notorietà, anche per i suoi eccessi. In effetti, questa sua indole eccessiva è alla base del suo successo e della sua capacità di creare un tipo di flow unico: comico, molto vario, pieno di giochi di parole, cambi di accento, rapidità di esecuzione. Devo dire quindi, che per essere un disco rap, è uno di quelli che richiede attenzione nell'ascolto, e alla fine, può dare soddisfazione. Come sempre accade soprattutto nei dischi rap, grande dispiego di ospiti (Eminem, Labirinth, Lil Wayne, Ariana Grande, The Weeknd, Swae Lee, Future, e la sua idola Foxy Brown) più uno stuolo di produttori, compositori e campionamenti, per un disco, come detto, complesso e divertente.



Fourth record for Onika Tanya Maraj aka Nicki Minaj, rap singer, model and actress, originally from Saint James, Port of Spain, Trinidad and Tobago, but raised in Queens, New York. I talked about it on the occasion of her debut, which did not affect me so much, and in the meantime the girl, now 35, has acquired, if possible, a further notoriety, also for her excesses. In fact, this excessive nature is the basis of her success and her ability to create a unique flow: comic, very varied, full of puns, changes of accent, speed of execution. I have to say therefore, that to be a rap record, it is one of those that requires attention in listening, and in the end, it can give satisfaction. As always happens especially in rap albums, great use of guests (Eminem, Labirinth, Lil Wayne, Ariana Grande, The Weeknd, Swae Lee, Future, and her idol Foxy Brown) plus a bevy of producers, composers and samples, for an album, as mentioned, complex and fun.

20180925

Perso e trovato

Lost and Found - Jorja Smith (2018)

Disco di debutto della 21enne di Walsall, West Midlands, UK, cugina del calciatore Kemar Roofe in forza al Leeds Utd. Un mix di RNB, soul, trip hop e qualche sfumatura jazz, una voce che potremmo definire classica, e molto bella, piena di toni caldi e virtuosismi ben dosati. Alicia Keys, Lauryn Hill, Amy Winehouse possono servire da riferimento; la scrittura è buona, e potrebbe crescere esponenzialmente. On Your Own mi è parsa la traccia che osa qualcosa di più, e chissà che la giovanissima si convinca che deve battere la strada della sperimentazione, in questo senso.



Debut album of 21-year-old from Walsall, West Midlands, UK, cousin of footballer Kemar Roofe at Leeds Utd. A mix of RNB, soul, trip hop and some jazzy nuances, a voice that we could call classical, and very beautiful, full of warm tones and well-balanced virtuosity. Alicia Keys, Lauryn Hill, Amy Winehouse can serve as a reference; songwriting is good, and it could grow exponentially. On Your Own it seemed to me the tracks that dares something more, and who knows that the very young female singer could convinced herself that it must beat the road of experimentation, in this sense.

20180924

Sotto la mia pelle

Under My Skin - Gabrielle (2018)

Scorrendo la lista delle nuove uscite, mi sono imbattuto nel nome Gabrielle, e mi sono ricordato di quanto ho amato la sua voce, e soprattutto il suo singolo Give Me a Little More Time (1996, dal suo secondo disco Gabrielle), decidendo di ascoltare e parlarvi di questo suo sesto lavoro, dal titolo Under My Skin. In musica, ci sono le persone dotate di talento, a vari livelli. Louise Gabrielle Bobb, nata a Hackney, Londra, 48 anni fa, ha una voce accattivante che sa usare molto bene, ed ha pure il dono di saper scrivere canzoni, ispirate da un soul pop che può forse risultare un po' datato, canzoni che rimangono impresse al primo ascolto. Provare per credere, potreste scoprire un guilty pleasure.



Scrolling through the list of new releases, I came across the name Gabrielle, and I remembered how much I loved her voice, and especially her single Give Me a Little More Time (1996, from her second album Gabrielle), deciding to listen and tell you about this sixth work, entitled Under My Skin. In music, there are talented people, on various levels. Louise Gabrielle Bobb, born in Hackney, London, 48 years ago, has a captivating voice that she knows how to use very well, and she also has the gift of being able to write songs, inspired by a soul pop that may perhaps be a bit dated, songs that they remain impressed on first listening. Try to believe in it, you could discover a guilty pleasure.

20180923

Bere dalla notte stessa

To Drink from the Night Itself - At the Gates (2018)

Se mi conoscete da molto tempo avrete sicuramente notato che in vecchiaia, forse per bilanciare alcune aperture verso artisti pop, ho intrapreso una sorta di viaggio dentro la musica più estrema, anche metal estremo, che in realtà avevo sempre praticato poco. O, semplicemente, provo ad ascoltare tutto. Come che sia, eccomi per la prima volta al cospetto degli svedesi di Goteborg (un luogo che evidentemente mantiene prolificità e misticismo, esattamente come ai tempi di Ragnar Lodbrok) At the Gates, universalmente riconosciuti come tra i progenitori del melodic death metal. Attivi inizialmente dal 1990 al 1996, sciolti e poi riformati nel 2007, arrivano fino a noi e recentemente (maggio 2018) hanno fatto uscire il loro sesto disco, dal titolo come sempre, mistico/poetico, To Drink From the Night Itself. Niente da dire, è quello che ci si aspetta, canzoni robuste, cantato death grunts del fondatore Tomas "Tompa" Lindberg (anche professore di Studi Sociali), sezione ritmica diligente e intrecci chitarristici degni della migliore scuola classic heavy metal (Iron Maiden, Judas Priest); stacchi acustici giusto per tirare il fiato, ma anche per infondere quell'aura di epicità e drammaticità, che caratterizzano il loro stile.



If you've known me for a long time you will have surely noticed that in old age, perhaps to balance some openings towards pop artists, I embarked on a sort of journey into the most extreme music, even extreme metal, which in reality I had always practiced little. Or, simply, I try to listen to everything. Whatever it is, here I am for the first time in the presence of the Swedes of Gothenburg (a place that evidently remained prolific and retains mysticism, just like in the days of Ragnar Lodbrok) At the Gates, universally recognized as one of the progenitors of melodic death metal. Initially active from 1990 to 1996, dissolved and then reformed in 2007, they arrive to us and recently (May 2018) have released their sixth album, with a title, as always, mystical / poetic, To Drink From the Night Itself. Nothing to say, is what you expect, robust songs, sung death grunts of the founder Tomas "Tompa" Lindberg (also professor of Social Studies), diligent rhythm section and guitar intertwining worthy of the best classic heavy metal school (Iron Maiden, Judas Priest); acoustic chunks just to draw your breath, but also to instill that aura of epic and drama, which characterize their style.

20180921

Be Free

Orange is the New Black - Di Jenji Kohan - Stagione 6 (13 episodi; Netflix) - 2018

Lo sfondo è cambiato, dopo la conclusione caotica e perfino sanguinosa della rivolta della stagione precedente. Adesso siamo in un carcere di massima sicurezza. Suzanne ha una serie di allucinazioni sulle compagne che sono state portate qui. I detectives le stanno interrogando una alla volta. Red comincia a preoccuparsi di quello che diranno le altre, Piper non vede Alex e teme il peggio, soprattutto perché comincia a spargersi la voce che una prigioniera è morta durante la rivolta, Daya subisce abusi vari da parte delle guardie, Gloria e Maria cominciano una lotta prima fisica, poi a distanza. Nicky si sforza di trattare col padre, visto che ha bisogno di un avvocato, Suzanne, alla fine dell'interrogatorio, realizza che non è più "a casa". 

Durante la visione di questa sesta stagione, ho avuto la netta sensazione che, dato il fatto che la serie era stata rinnovata, nel 2016, per le stagioni 5, 6 e 7, gli sceneggiatori se la stessero prendendo molto comoda, essendo sicuri che la serie sarebbe andata avanti ancora un'altra stagione: le "pedine" si muovono lentissimamente stavolta. Nonostante ciò, il finale ci ricorda che Jenji Kohan è ancora al timone, e ripensando a Weeds, questo è il suo stile: l'ultimo episodio rimette tutto a posto, e lascia estremamente soddisfatti.

During the vision of this sixth season, I had the distinct sensation that, given the fact that the series had been renewed in 2016, for seasons 5, 6 and 7, the scriptwriters were taking it very comfortable, relaxing themselves, being sure that the series would have gone on yet another season: the "pawns" move very slowly this time. Despite this, the finale reminds us that Jenji Kohan is still at the helm, and thinking back to Weeds, this is his style: the last episode puts everything right, and leaves extremely satisfied.

20180920

Sii il cowboy

Be the Cowboy - Mitski (2018)

Per me è stata una scoperta folgorante, ma debbo, con un po' di vergogna, ammettere che Mitski Miyawaki è al quinto disco. 27 anni, nata in Giappone da padre statunitense e madre giapponese, ha abitato in molti paesi del mondo (per via del lavoro del padre), ha studiato cinema, ha fatto parte di una band prog-metal, è cresciuta ascoltando folk e pop giapponese. Si capisce dai suoi testi che è una persona riservata, e che usa la musica come autoanalisi, a livello musicale propone uno splendido melting pot sonoro, che affascina, e riesce spesso ad azzeccare canzoni che si dimenticano con difficoltà. Provatela.



For me it was a dazzling discovery, but I must, with a little shame, admit that Mitski Miyawaki is here on her fifth album. 27 years old, born in Japan from an American father and a Japanese mother, she has lived in many countries of the world (because of her father's work), she studied cinema, she was part of a prog-metal band, she grew up listening to Smithsonian folk and Japanese pop. We can understands from her texts that she is a private person, and that she uses music as self-analysis, on a musical level she proposes a splendid melting pot, which fascinates, and often manages to guess songs that are forgotten with difficulty. Try it.

20180919

Rosa

R.O.S.E. - Jesse J (2018)

Quarto album in studio per Jessica Ellen Cornish nota anche come Jesse J; progetto ambizioso in quattro parti, diciamo quattro EP usciti in quattro date diverse (dal 22 al 25 maggio 2018), ognuno composto di quattro canzoni. Di getto, la battuta che mi sono fatto è stata che l'avevo lasciata che voleva essere Pink, e d'improvviso scopro che è diventata Joss Stone. Il disco, per riassumere, è molto meno pop rock, e molto più RNB, seppur supportata da tutta l'elettronica possibile, per sconfinare a volte perfino nel jazz; il tema è ovviamente il girl o female power, quindi ammirevole, ma la sequela dei pezzi non mi ha convinto granché, anche se lungi da dire che il disco, nella sua interezza, è brutto. Un po' come vi ho detto pochi giorni fa a proposito dell'ultimo disco di Ariana Grande, un disco che decisamente non rimarrà nella storia.



Fourth studio album for Jessica Ellen Cornish also known as Jesse J; ambitious project in four parts, let's say four EPs released on four different dates (from 22 to 25 May 2018), each composed of four songs. Joking, the joke that I made was that I had left her that she wanted to be Pink, and suddenly I find out she has become Joss Stone. The album, to sum up, is much less pop rock, and much more RNB, although supported by all the electronics possible, sometimes even trespassing into jazz; the theme is obviously the girl or female power, so admirable, but the following of the tracks did not convince me much, although far from saying that the record, in its entirety, is ugly. A little as I told you a few days ago about the last album of Ariana Grande, a record that definitely will not remain in history.

20180918

Predone

Marauder - Interpol (2018)

Sesto disco per gli statunitensi di New York, e, devo dire, che disco. A parte la spettacolare copertina (una foto di Elliot Richardson, Procuratore Generale US che si dimise, ai tempi del Watergate, piuttosto che obbedire agli ordini di Nixon, che voleva lui licenziasse il Procuratore Speciale Archibald Cox), e un altrettanto stiloso video per il terzo singolo If You Really Love Nothing (con Kristen Stewart e Finn Wittrock), il disco è veramente bello dall'inizio alla fine. Lo stile degli Interpol non cambia di una virgola, le atmosfere cupe, la voce, sempre bellissima, di Paul Banks (che continua ad eseguire anche le parti di basso in studio), ad ombreggiare (non è il caso di usare il termine illuminare) ottime canzoni, quali la già citata If You Really Love Nothing, la rimata The Rover, la mia preferita Flight of Fancy, Number 10, l'altra bellissima It Probably Matters. Un bell'ascolto.



Sixth album for the Americans of New York, and, I must say, what a record. Apart from the spectacular cover (a photo of Elliot Richardson, US Attorney General who resigned, at the time of Watergate, rather than obeying the orders of Nixon, who wanted him to dismiss the Special Prosecutor Archibald Cox), and an equally stylish video for the third single If You Really Love Nothing (with Kristen Stewart and Finn Wittrock), the record is really beautiful from start to finish. The style of Interpol does not change of a comma, the dark atmosphere, the always beautiful voice of Paul Banks (who continues to perform the bass parts in the studio), to shade in (it is not appropriate to use the term light up) excellent songs, such as the already mentioned If You Really Love Nothing, the rhytmed The Rover, my favorite Flight of Fancy, Number 10, the other beautiful It Probably Matters. A really nice listening.

20180917

Dolcificante

Sweetener - Ariana Grande (2018)

Ariana Grande, oltre che avere una gran voce, è sicuramente una brava persona (attivista, benefattrice, la cosa che mi colpisce di più nella sua bio è che "è stata cresciuta come Cattolica Romana, ma ha abbandonato il cattolicesimo durante il pontificato di Benedetto XVI, per la posizione contraria all'omosessualità, notando che il suo fratellastro Frankie è gay). L'influenza di Beyoncé è prepotente, in questo suo quarto disco Sweetener, il genere è a cavallo tra l'RNB, le basi hip hop e trap, ma le tracce non colpiscono. Nonostante sia stata decisamente al centro dell'attenzione mediatica negli ultimi anni (l'attentato di Manchester, la morte dell'ex fidanzato Mac Miller, l'esibizione al funerale di Aretha Franklin con anche la conseguente polemica sul comportamento del vescovo officiante), e il "dispiego di forze" tra compositori e ospiti sul disco, non mi pare un disco pop che rimarrà negli anni a venire.



Ariana Grande, as well as having a great voice, is certainly a good person (activist, benefactor, the thing that strikes me most in her bio is that "was raised as Roman Catholic, but she abandoned Catholicism during the papacy of Benedict XVI, for the position against homosexuality, noting that his half-brother Frankie is gay") The influence of Beyoncé is overbearing, in this her fourth album Sweetener, the genre is straddling the RNB, the hip hop and trap bases, but tracks do not hit, although she has definitely been the focus of media attention in recent years (the attack in Manchester, the death of former boyfriend Mac Miller, the performance at the funeral of Aretha Franklin with also the resulting controversy on the behavior of the officiating bishop), and the "deployment of forces" between composers and guests on the record, I do not think this is a pop record that will remain in the years to come.