No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20200124

No Deal

Melanie De Biasio, Teatro Triennale, Milano, sabato 9 novembre 2019

Da qualche anno seguo musicalmente la cantante jazz belga (nata 41 anni orsono a Charleroi, ispirazione per il suo EP del 2016 Blackened Cities) di chiare origini italiane, e l'occasione per vederla esibirsi dal vivo, seppur a Milano, è di quelle da non lasciarsi sfuggire. Eccomi dunque, per la prima volta per me, alla elegante Triennale, all'interno del Palazzo dell'Arte, che ospita a sua volta il Teatro omonimo. Posto in seconda fila senza poltrona davanti, privilegi di chi cerca i biglietti essendo single, e quasi in perfetto orario eccola, accompagnata da tre ottimi musicisti.

Melanie De Biasio è piccola, ma è un fascio di nervi. Eppure, è totalmente in controllo. Si muove lenta ed elegante, quanto basta, sul palco grande, mentre i membri della band, Pascal Mohy alle tastiere, Pascal Paulus chitarra e synth, e Dre Pallemaerts alla batteria, tutti eccellenti musicisti, la accompagnano con grande discrezione ma con assoluta precisione. Sempre con il fido flauto traverso amplificato al seguito, sembra che si arrampichi verso il microfono a volte, ed è a volte sorprendente sentire la voce potente uscire da quel corpo raccolto. Certo, non siamo di fronte ad una urlatrice, ma la potenza è tangibile. Il set dura circa un'ora e venti minuti, dopo un intro vellutato, in ordine sparso, lei e la band eseguiranno interamente l'ultimo Lilies (2017), e una manciata di brani da No Deal (2013). Grandi applausi e, da parte sua, inchini e timidi ringraziamenti. Bravissima.

Melanie De Biasio is small, but she is a bundle of nerves. Still, she is totally in control. She moves slowly and elegantly enough on the big stage, while the band members, Pascal Mohy on keyboards, Pascal Paulus guitar and synth, and Dre Pallemaerts on drums, all excellent musicians, they accompany her with great discretion but with absolute precision. Always with the western concert flute amplified in tow, she seems that she has to climbs towards the microphone at times, and it is sometimes surprising to hear that powerful voice coming out of that collected body. Of course, we are not facing a screamer, but the power is tangible. The set lasts about an hour and twenty minutes, after a velvety intro, in sparse order, she and the band will perform the last Lilies (2017) entirely, and a handful of songs from No Deal (2013). Big applause and, for her part, bows and shy thanks. Very good.

20200123

Il (fottuto) mondo non è ancora finito

The End of the F***ing World - Di Charlie Covell - Stagione 2 (8 episodi; All 4) - 2019

Viene introdotto il personaggio di Bonnie e viene rivelato che sua madre, crudele e prepotente, l'ha spinta a comportamenti antisociali. Dopo aver fallito l'ammissione all'università, trovò lavoro nella biblioteca del campus e finse di essere una studentessa. Bonnie quindi sviluppò un'ossessione per il professore di filosofia, il dottor Clive Koch, che scoprì il suo segreto e la escluse dalla sua classe. La ragazza insistette, convinse Koch a permetterle di frequentare nuovamente le sue lezioni e presto i due iniziarono una relazione sessuale. Quando Bonnie si presentò inaspettatamente a casa sua una notte e lo trovò con un'altra studentessa, Koch mentì e disse che la studentessa in questione stava cercando di rovinargli la vita. Per rappresaglia, Bonnie la uccise. Mentre era in prigione, Bonnie ricevette un messaggio in un libro da Koch in risposta alla sua uccisione affermando che adesso la amava. Dopo aver risposto, scoprì che Koch era morto. Due anni dopo, dopo essere stato rilasciata dalla prigione, Bonnie decise di vendicarsi di Alyssa, che secondo Bonnie, era la responsabile della morte di Koch.

Pirotecnica seconda stagione di una delle sorprese del 2017/2018; gli sceneggiatori si inventano una elaborata minaccia ai due protagonisti, e tutta una serie di grottesche vicissitudini che accadono a questi ultimi. Il risultato è divertente e amaro, esattamente come la prima stagione.

The second season of one of the surprises of 2017/2018 is pyrotechnics ; the writers invent an elaborate threat to the two protagonists, and a whole series of grotesque vicissitudes that happen to the latter. The result is fun and bitter, just like the first season.

20200122

Lillehammer

Lilyhammer - Di Anne Bjørnstad e Eilif Skodvin - Stagioni 1, 2 e 3 (8 episodi ciascuna; NRK1/Netflix) - 2012/2014

Dopo essere stato preso di mira dal boss della mafia Aldo Delucci, Frank "the Fixer" Tagliano testimonia contro la mafia italo-americana e viene trasferito in Norvegia come parte del suo accordo. Diventato cittadino norvegese "Giovanni 'Johnny' Henriksen", incontra presto il suo nuovo vicino, il capo della polizia, e si scontra con la cultura burocratica del suo nuovo paese di residenza.

Simpatica e divertente operazione "ibrida", questa di Lilyhammer, dove Steven Van Zandt, anche co-sceneggiatore, interpreta una sorta di spin-off del personaggio che lui stesso interpretava in The Sopranos, e dove i classici personaggi mafiosi italo-americani vengono calati in una realtà totalmente diversa da quella classica statunitense, generando situazioni grottesche e, appunto, divertenti. Grande cast e grande colonna sonora. La serie, dopo tre stagioni, è stata messa in iato, anche se NRK sta cercando dei partner per almeno una quarta.

Nice and funny "hybrid" operation, this one of Lilyhammer, where Steven Van Zandt, also co-writer, plays a sort of spin-off of the character that he himself played in The Sopranos, and where the classic Italian-American mafia characters are dropped in a reality totally different from the classic American one, generating grotesque and, as already told, funny situations. Great cast and great soundtrack. The series, after three seasons, has been put in hiatus, although NRK is looking for partners for at least a fourth one.

20200121

Come cavarsela per un omicidio

How to Get Away with Murder - Di Peter Nowalk - Stagione 1 (15 episodi; ABC) - 2014

Annalise Keating è un importante avvocato difensore e professore di legge presso la Middleton University di Filadelfia. Seleziona cinque dei suoi studenti del primo anno come stagisti presso il suo studio: Wes Gibbins, Connor Walsh, Michaela Pratt, Asher Millstone e Laurel Castillo. Lavorano con i dipendenti di Annalise, Frank Delfino e Bonnie Winterbottom, un avvocato associato. Mentre indagano sulla morte di Lila Stangard, una studentessa della Middleton, scopriranno qualcosa che darà l'inizio ad una serie di eventi tragici ed inaspettati.

Essendo a "corto" di serie, mi sono messo a guardare la prima stagione di questo Legal drama che a molti piace. Purtroppo, non andrò oltre la prima stagione, perché a parte la presenza di una Viola Davis sempre brava anche in una parte non usuale per lei, la sceneggiatura risulta molto noiosa e i colpi di scena inverosimili e ripetuti all'eccesso per non far calare la tensione (che in realtà, proprio per l'inverosimilità del tutto, non esiste proprio). La serie si concluderà con la sesta stagione, che sta andando in onda attualmente.

Facing a kind of shortage about series to watch, I started to watch the first season of this Legal drama that many likes. Unfortunately, I will not go beyond the first season, because apart from the presence of a Viola Davis always good even in a part not usual for her, the script is very boring and the twists implausible and repeated to the excess to not let the tension goes down (tension which in reality, precisely because of the improbability of the whole, does not exist at all). The series will end with season six, which is currently airing.

20200120

Chiacchierone

Big Mouth - Di Nick Kroll, Andrew Goldberg, Mark Levin, e Jennifer Flackett - Stagioni 1, 2 e 3 (10, 10 e 11 episodi; Netflix) - 2017/2019

La serie segue un gruppo di alunni di seconda media, tra cui i migliori amici Nick Birch e Andrew Glouberman, mentre si fanno strada attraverso la pubertà , lottando con temi come la masturbazione e l'eccitazione sessuale, il tutto nei sobborghi di New York City. Ci sono poi strani personaggi, che agiscono come angeli custodi iper-sessualizzati; sono i mostri ormonali Maurice (che infastidisce Andrew e occasionalmente Nick, Jay e Matthew), Connie — l'ormone-mostro femminile (che infastidisce Jessi e Nick e occasionalmente Missy) e Mona (che infastidisce Missy). Durante la serie, i bambini interagiscono con persone e oggetti che sono spesso personificati e offrono consigli utili, ma confusi, nelle loro vite piene di pubertà: il fantasma di Duke Ellington, una Statua della Libertà con accento francese, un cuscino in grado di rimanere incinta, un bar di Xanax e persino i genitali di Jessi. Cercano il loro destino mentre la pubertà li distrugge mentalmente e fisicamente.

Surreale ma non troppo, questa serie animata decisamente spassosa. Voci degli stessi creatori e di caratteristi in gamba, e una canzone spettacolare che fa da sigla (la cover di Changes dei Black Sabbath nella versione di Charles Bradley). Rinnovata per altre tre stagioni, ci farà ridere ancora un po'.

Surreal but not too much, this animated series is decidedly hilarious. Voices of the same creators and talented character actors, and a spectacular song that plays on the opening credits (the cover of Changes by Black Sabbath, version by Charles Bradley). Renewed for three more seasons, it will make us laugh a little more.

20200119

Correction

The Capture - Di Ben Chanan - Stagione 1 (6 episodi; BBC One) - 2019

Dopo aver scontato sei mesi di carcere per il presunto omicidio di un ribelle talebano disarmato in Afghanistan, l'ex caporale Shaun Emery viene assolto quando la Corte d'appello decide che le prove video utilizzate per condannarlo erano potenzialmente imperfette. Mentre celebra la vittoria, la sua avvocatessa Hannah Roberts se ne va bruscamente. Emery la segue e i due si baciano, con Roberts che poi torna a casa in autobus. Tuttavia, i filmati della CCTV riprendono Emery che la aggredisce e la rapisce. Nel frattempo, l'investigatrice Rachel Carey è stata temporaneamente distaccata alla Homicide and Serious Crime Command dalla SO15, avendo recentemente guidato la Operation Sycamore che ha assicurato le condanne di quattro terroristi dell'ISIS. La squadra di Rachel viene chiamata sulla scena del rapimento e Carey chiama i suoi contatti per identificare Emery con riconoscimento facciale. Emery viene arrestato, ma nessuna traccia di Roberts viene trovata nel suo veicolo. In custodia, a Emery viene mostrato il filmato CCTV, ma lui si scatena violentemente e afferma che è falso. Carey inizia a cercare di localizzare il corpo di Roberts.

Adrenalinico ma intelligente, l'ennesimo mystery-crime drama della BBC, che potrebbe aprire una profonda discussione pubblica sulla cultura della sorveglianza e delle condanne a mezzo opinione pubblica. Vi consiglio di dare un'occhiata a The Capture.

Full of adrenaline but intelligent, yet another BBC mystery-crime drama, which could open a profound public discussion on the culture of surveillance and on the convinctions via public opinion. I recommend you take a look at The Capture.

20200117

Yurei

The Terror - Di Alexander Woo e Max Borenstein - Stagione 2 (10 episodi; AMC) - 2019

I residenti di Terminal Island sono perseguitati da una serie di misteriose morti inspiegabili. Chester, un giapponese, apprende che la sua ragazza messicana Luz è incinta e riflette sul suo futuro. Gli uomini di origine giapponese vengono arrestati dopo la notizia che il Giappone ha attaccato Pearl Harbor.

L'idea era intrigante, unire la vergogna dei campi di concentramento per persone di origine giapponese negli US durante la Seconda Guerra Mondiale alla leggenda del bakemono, ma lo svolgimento della seconda stagione della serie antologica The Terror, della quale avevamo amato la prima, è troppo complicato e poco fluido. Ancora non ci sono notizie su una eventuale terza stagione.

The idea was intriguing, to combine the shame of concentration camps for people of Japanese origin in the US during the Second World War with the legend of the bakemono, but the development of the second season of the anthological series The Terror, of which we had loved the first season, is too complicated and not very fluid. There is still no news on a possible third season.

20200116

Mr. Jones

Peaky Blinders - Di Steven Knight - Stagione 5 (6 episodi; BBC One) - 2019

1929. La famiglia Shelby si è dispersa: Michael vive nella sede della Shelby Company a Detroit, mentre la zia Polly è rintanata con un pilota a Monte Carlo. Ma la famiglia viene rapidamente riunita quando le notizie sul crollo di Wall Street e le sue implicazioni per l'azienda di famiglia diventano chiare. Nel frattempo, la carriera politica di Tommy sta diventando sempre più forte; tiene un discorso entusiasmante alla Camera dei Comuni. Non passa molto, tuttavia, prima che i fantasmi del passato di Tommy minaccino di minare la sua posizione.

Ultimamente, Peaky Blinders è diventato un fenomeno di massa (io stesso non l'ho seguito fin dall'inizio), quindi mi ritrovo, assieme ad altri appassionati, ad incoraggiarne la visione ad altri amici. Ed alcuni stentano a farsi prendere. E' difficile da comprendere, quando ormai sei nel vortice e non fai altro che aspettare con una certa ansia la stagione successiva. Oltretutto, la serie a mio parere continua ad esprimersi a livelli altissimi, intrecciandosi con la storia vera e con figure storiche, gigantesche e no, ed è capitanata dal personaggio di Tommy Shelby, intepretato da CIllian Murphy con la maestria del veterano, uno dei caratteri più carismatici mai visti nella storia della tv.

Lately, Peaky Blinders has become a mass phenomenon (I myself haven't followed it from the beginning neither), so I find myself, together with other fans, encouraging other friends to look at it. And some of them find it hard to get caught. It is difficult to understand, when you are now in the whirlwind and do nothing but wait with some anxiety for the following season. Moreover, the series in my opinion continues to express itself at very high levels, intertwining with the true story and with historical figures, gigantic and not, and is led by the character of Tommy Shelby, played by CIllian Murphy with the mastery of the veteran, one of the most charismatic character ever seen in the history of TV.

20200115

Criminale

Criminal - Di George Kay e Jim Field Smith - Serie antologica (12 episodi; Netflix) - 2019

Criminal è una serie di quattro serie TV antologiche di procedurali polizieschi, ambientate in quattro paesi diversi, ciascuna composta da tre episodi. Sebbene gli sceneggiatori siano inglesi, ciascuna delle serie non inglesi è scritta (e recitata) nella lingua madre di quel paese, da attori nativi.
Ogni episodio è un dramma psicologico autonomo, consistente nell'interrogatorio di un individuo da parte di una squadra di investigatori della polizia. Tutti e dodici gli episodi sono girati in spazi limitati, tre sole aree in un unico edificio: una stanza per gli interrogatori della polizia, una sala di osservazione buia che guarda nella stanza degli interrogatori attraverso uno specchio unidirezionale, e il corridoio, compreso la tromba delle scale, fuori dalle stanze.

Una delle novità più interessanti dell'anno passato, su Netflix, è stata Criminal. Recitata in maniera spettacolare da un cast complessivo di livello altissimo, porta purtroppo a fare delle classifiche tra le quattro miniserie: altissimo il livello delle versioni UK e tedesca, ottimo quello francese, leggermente sotto quello spagnolo. Ma davvero un esperimento interessante.

One of the most interesting novelty of the past year, on Netflix, was Criminal. Spectacularly played by an overall cast of the highest level, unfortunately it leads to making rankings among the four miniseries: very high the level of the UK and German versions, excellent the French one, slightly below the Spanish one. But really an interesting experiment.

20200114

The Last Word

L'ultima parola - Hanif Kureishi (2014)

Mamoon è un eminente scrittore di origine indiana che ha fatto carriera in Inghilterra, ma ora,  passati i 70 anni d'età, la sua reputazione sta svanendo, le vendite si sono prosciugate e la sua nuova moglie ha gusti costosi. Harry, un giovane scrittore, è incaricato di scrivere una biografia per rivitalizzare sia la carriera di Mamoon che il suo saldo bancario. Harry ammira molto il lavoro di Mamoon e vuole scoprire la verità sulla vita dell'artista. Al contrario, l'editore di Harry è alla ricerca di una verità più scandalosa, un racconto salace di sesso e scandalo che genererà altri titoli e discussioni. Nel frattempo lo stesso Mamoon è alla ricerca di una vena di verità completamente diversa. Harry e Mamoon si trovano in una battaglia di volontà, ma quale di loro avrà l'ultima parola?

A distanza di qualche mese dal completamento della lettura di questo ennesimo libro dello scrittore inglese di origini pachistane, mi rendo conto della grandezza anche di questa opera. Non mi voglio allargare troppo, non essendo certo un critico letterario, ma questo scrittore è veramente uno dei migliori in circolazione oggi. Riesce a farti ridere mentre affronta temi esistenziali, riesce a definire talmente bene personaggi inventati, al punto in cui il lettore se li figura di fronte, riesce ad immaginarsi le espressioni dei loro visi. Straordinario.

A few months after the completion of the reading of this nth book by the English writer of Pakistani origins, I realize the greatness of this work too. I don't want to overdo, not being a literary critic, but this writer is truly one of the best out there today. He manages to make you laugh while he's facing existential themes, he manages to define invented characters so well, to the point where the reader figures them in front, you can imagine the expressions of their faces. Extraordinary.

20200113

Vivere due volte

Vivir dos veces - Di María Ripoll (2019)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Valencia, 2017. Emilio è un misogino e solitario professore universitario di matematica in pensione, puntiglioso e orgogliosissimo, al quale crolla il mondo addosso quando gli diagnosticano il morbo di Alzheimer. Tra lucidità e follia, spronato dalla giovanissima nipote Blanca, che riesce a convincere la madre Julia non solo ad accompagnare lei ed Emilio nell'impresa, ma perfino a trovare il coraggio per altre scelte difficili, Emilio decide di ritrovare il suo amore dell'adolescenza, mai dimenticato, Margarita. Non l'ha dimenticata per tutta la vita, e adesso ha semplicemente paura di dimenticarla per sempre.

Ogni tipologia di regista ha i suoi rischi. La Ripoll, che debuttò nel 1998 con The Man with Rain in His Shoes (che casualmente ebbi modo di vedere a Londra proprio alla sua uscita), ha questo tocco alla Frank Capra, leggiadro, da commedia dolce e amara, che purtroppo ogni volta rischia di scadere nella banalità. Questo ultimo lavoro, a dispetto di una coppia di protagonisti fortissima (Martinez/Emilio e Cuesta/Julia), e una outsider sorprendente (Carbonell/Blanca), non riesce a non annoiare, e commuove pochissimo.

Each type of director has its risks. Ripoll, which debuted in 1998 with The Man with Rain in His Shoes (which I accidentally got to see in London when it came out), has this touch Frank Capra-ish, graceful, as a sweet and bitter comedy, which unfortunately every time risks to fall into banality. This latest work, in spite of a very strong pair of protagonists (Martinez / Emilio and Cuesta / Julia), and a surprising outsider (Carbonell / Blanca), cannot fail to get bored, and it moves very little.

20200112

Jesse Pinkman

El Camino: A Breaking Bad Movie - Di Vince Gilligan (2019)
Giudizio sintetico: si può vedere (2,5/5)

In un flashback, Jesse Pinkman e Mike Ehrmantraut discutono della loro dipartita dal business di Walter White. Jesse chiede a Mike dove sarebbe andato a ricominciare e Mike dice che se fosse stato più giovane avrebbe scelto l'Alaska, un'idea che Jesse trova attraente. Jesse esprime il desiderio di fare ammenda per le trasgressioni passate, ma Mike avverte che ricominciare da capo lo renderà impossibile.
Nel presente, Jesse fugge dal compound dove i Brotherhood lo tenevano prigioniero, sulla macchina di Todd Alquist (una El Camino). Va a casa di Skinny Pete e Badger, che nascondono la macchina e danno a Jesse un posto dove dormire. La mattina dopo, Jesse chiama il vecchio Joe per sbarazzarsi dell'auto, ma Joe rifiuta dopo che si assicura che il veicolo è tracciato. Pete e Badger danno a Jesse i soldi che hanno ottenuto da Walt. Pete resta a casa e attende la polizia, con l'intenzione di coprire Jesse sostenendo di aver scambiato la sua Ford Thunderbird con la El Camino. Badger regala a Jesse la sua Pontiac Fiero, quindi guida la Thunderbird diverse ore a sud per far sembrare che Jesse sia fuggito in Messico. Jesse apprende dal notiziario che Walt è morto al compound, e che Lydia Rodarte-Quayle è gravemente malata per essere stata avvelenata.

E' stato creato molto hype sull'uscita di questo film televisivo, in pratica un epilogo ufficiale dell'acclamata serie tv Breaking Bad, ma in realtà, è un prodotto che non serve a niente, se non ha riempire per un po' l'offerta Netflix. Film che è quindi rivolto esclusivamente a chi ha seguito tutta la serie, e che aggiunge molto poco al complesso, seppure il prodotto sia ben confezionato.

A lot of hype has been created on the release of this television film, in practice an official epilogue of the acclaimed TV series Breaking Bad, but in reality, it is a product that serves no purpose, maybe only to fill for a while the Netflix offer. Film that is therefore aimed exclusively at those who have followed the whole series, and which adds very little to the complex, even if the product is well packaged.

20200110

Incompiuto

Undone - Di Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy - Stagione 1 (8 episodi; Amazon) - 2019

Dopo essere uscita ammaccata, ma viva, da un incidente stradale piuttosto serio, Alma scopre di possedere una abilità fino ad allora sconosciuta per relazionarsi con il tempo; grazie all'aiuto del padre, morto qualche anno prima, ma che comincia ad apparirle sempre dopo l'incidente, decide di usare questa sua abilità per scoprire il vero motivo dietro la morte di suo padre.

Interessante serie "leggera" (episodi da 20 minuti) e animata con la tecnica del rotoscope, con contenuti che richiedono una certa sospensione dell'incredulità, ma fanno riflettere. Ci sarà una seconda stagione. Ottimo cast.

Interesting "light" series (20 minute episodes) and animated with the rotoscoping technique, with contents that are asking a certain suspension of disbelief, but make you think. There will be a second season. Excellent cast.

20200109

The Ozarks

Ozark - Di Bill Dubuque e Mark Williams - Stagioni 1 e 2 (10 episodi ciascuno; Netflix) - 2017/2018

Marty Byrde e il suo partner Bruce sono consulenti finanziari di Chicago che riciclano denaro per un cartello messicano di droga. Bruce e i proprietari della società di autotrasporto che sposta i liquidi, fanno la cresta per circa 8 milioni di dollari, e vengono scoperti. Del, il loro contatto con il Cartello, uccide Bruce, la fidanzata di Bruce, Liz, e i proprietari di società di autotrasporto padre-figlio. Per salvarsi la vita, Marty prende ispirazione da un volantino promozionale che Bruce gli aveva mostrato (gli Ozark sono un buon posto potenziale per il riciclaggio) e promette a Del che se gli viene permesso di vivere, riuscirà a riciclare 500 milioni in cinque anni. In parte persuaso, Del concede a Marty alcuni giorni, per partire restitutendo il furto di Bruce da 8 milioni di dollari, cosa che fa liquidando tutti i suoi beni personali e chiudendo tutti i conti dell'azienda. Del poi dice a Marty di trasferire la sua famiglia negli Ozark e di dimostrare la possibilità ventilata, riciclando gli 8 milioni di dollari in tre mesi. La moglie di Marty, Wendy, ha una relazione con Gary "Sugarwood" Silverberg. Segue il suo consiglio di lasciare Marty e prendere i loro due figli e tutti i soldi che riesce ad assicurarsi; la cosa provoca la morte dello stesso Silverberg, da parte di Del, come avvertimento a Wendy di tenere unita la famiglia.

Mi sono avvicinato a Ozark alla ricerca di qualcosa che ricordasse vagamente Breaking Bad, e inizialmente non gli ho dato molto credito. Invece, questa serie, che vedrà tra non molto anche una terza stagione, è quantomeno piacevole, grazie ad una sceneggiatura "ad orologeria", e ad un cast corale molto ben costruito, anche nei ruoli dei più giovani, ed in quelli apparentemente marginali.

I approached Ozark in search of something vaguely reminiscent of Breaking Bad, and initially I didn't give it too much credit. Instead, this series, which will also see a third season before long, is at least pleasant, thanks to a "clockwork" script, and to a very well built choral cast, even in the roles of the youngest ones, and in the apparently marginal ones.

20200108

The Two Hotel Francforts

I due Hotel Francfort - David Leavitt (2013)

Lisbona, 1940. Due coppie si incontrano per caso mentre si trovano in uno dei due Hotel Francfort della città, in attesa di un passaggio sicuro verso gli Stati Uniti durante la prima estate della Seconda Guerra Mondiale.

Interessante ambientazione per una love story gay, che include anche la classica maturazione della gaytudine in tarda età, spesso presente nei romanzi di Leavitt (e non solo nei suoi), con presenza di figure storiche realmente esistite, per un buon romanzo. Ad essere onesti, però, da Leavitt ci aspettiamo qualcosa di più.

Interesting setting for a gay love story, which also includes the classic maturation of gay orientation in late age, often present in Leavitt's novels (and not only in his), with the presence of historical figures really existed, for a good novel. To be honest though, we expect more from Leavitt.

20200107

Moglie forte

Baby Cobra / Hard Knock Wife - Di Ali Wong - Stand-up show (Netflix) - 2016/2018

Due spettacoli stand-up, tra l'altro entrambi mentre era incinta, dove la attualmente 37enne comica si mette totalmente (o quasi) a nudo, partendo dalle sue origini familiari (cinese da parte di padre e vietnamita da parte di madre), raccontando e scherzando pesantemente sulla sua vita da sposata e da madre, e non tralasciando assolutamente niente, neppure sulla sua vita e abitudini sessuali.

Avvicinatomi per caso al lato stand-up comedian di Ali Wong, dopo aver visto il tutto sommato poco indicativo Always Be My Maybe, sono rimasto decisamente impressionato dalla sua potenza sul palco e dalla sua sfrontatezza. Risate assicurate e tanto di cappello a questa donna senza peli sulla lingua.

By chance I approached the stand-up comedian side of Ali Wong, after having seen her in Always Be My Maybe, perhaps a little indicative, I was definitely impressed by her power on stage and by her cheekiness. Assured laughter and a hat down to this big mouth woman.

20200106

Vivendo con te stesso

Living With Yourself - Di Timothy Greenberg - Stagione 1 (8 episodi; Netflix) - 2019

Miles Elliot vive una vita ordinaria e di routine con una moglie e un lavoro. Il suo lavoro non sta andando bene e lui e sua moglie stanno lottando per concepire un figlio. Un collega, Dan, dice a Miles che può migliorare la sua vita andando in una SPA chiamata Top Happy Spa. Nonostante non sappia cosa comporta esattamente questa SPA, Miles decide di correre un rischio e spende tutti i risparmi della sua famiglia in una visita. Ore dopo, Miles si sveglia nudo, seppellito in una foresta, scava verso la superficie e cerca di tornare a casa. A casa, trova un'altra versione di lui. Confusi, i due Miles decidono di tornare alla SPA, dove il Miles originale scopre di essere stato clonato.

Idea interessante di base, svolgimento divertente con una buona performance di Paul Rudd in un (doppio) ruolo a lui congeniale, Living With Yourself forse avrebbe potuto essere ancor più incisiva se spogliata leggermente del suo lato comico. Ci rimarrà sempre il dubbio.

Interesting basic idea, fun development with a good performance by Paul Rudd in a (double) role congenial to him, Living With Yourself perhaps could have been even more incisive if stripped slightly of his comic side. We will always have the doubt.

20200105

E' nata una stella

A Star Is Born - Di Bradley Cooper (2018)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)

Jackson "Jack" Maine, un famoso cantante rock country che combatte privatamente una dipendenza da alcol e droghe, suona in un concerto. Il suo supporto principale è Bobby, il suo manager e fratellastro maggiore. Dopo uno spettacolo, Jack, alla ricerca del suo prossimo drink, visita un drag bar dove assiste a un'esibizione tributo a Edith Piaf, di Ally, una cameriera e cantautrice. Jack è stupito dalla sua esibizione, e passano la notte a parlarsi, durante la quale Ally gli rivela i suoi sforzi infruttuosi nel perseguire una carriera musicale professionale. Ally condivide con Jack alcuni testi a cui ha lavorato, e Jack dice ad Ally che è una cantautrice di talento e che dovrebbe interpretare il proprio materiale.

Terzo remake per E' nata una stella, a sua volta tratto da un film del 1932, A che prezzo Hollywood?, questo progetto ha cambiato più volte cast e regista, a partire dal 2011, per arrivare ad essere il debutto alla regia di Bradley Cooper, qui anche nei panni del protagonista Jack, il film è stato plurinominato agli Oscar del 2019, vincendo solo quello per miglior canzone (Shallow, Lady Gaga, qui nei panni di Ally). E' un film piuttosto noioso e scontato, e a mio parere Cooper come regista ha molta strada da fare: è bravo però a dirigere le scene "on stage" (migliori di quelle, per fare un esempio, di Bohemian Rhapsody). Le performance degli attori sono buone, inclusa quella molto lodata di Sam Elliott nei panni di Bobby, ma risentono dell'atmosfera ovattata e tutto sommato falsata dell'intera storia.

Third remake for A Star Is Born, in turn based on a 1932 film, What Price Hollywood?, this project has changed cast and director several times, starting from 2011, to become Cooper's directorial debut, here also in the role of the protagonist Jack, the film was nominated for the 2019 Oscars in various categories, winning only the one for Best Song (Shallow, Lady Gaga, here in the role of Ally). It's a rather boring and obvious movie, and in my opinion Cooper as a director has a long way to go: but he is good at directing the "on stage" scenes (better than, for example, the ones in Bohemian Rhapsody). The performances of the cast are good, including the highly praised one of Sam Elliott as Bobby, but they are affected by the muffled and, after all, obvious atmosphere of the whole movie.

20200103

Schiantarsi

Crashing - Di Phoebe Waller-Bridge - Stagione 1 (6 episodi; Channel 4) - 2016

Lulu si reca a Londra per sorprendere il suo amico d'infanzia Anthony, che vive in un ospedale da demolire come custode di proprietà in cambio di un affitto scontato. Anthony vive con una serie di coinquilini tra cui la sua fidanzata "anale" Kate, il loro amico sessualmente aperto Sam, l'artista francese Melody e il timido Fred. Sam convince Kate a lanciare un'elaborata caccia al tesoro durante la sua festa di compleanno, alla quale partecipano numerosi amici e colleghi di Kate, incluso Colin, recentemente divorziato, che affascina Melody. Anthony è felice per l'arrivo di Lulu, anche se la tensione sorge immediatamente con Kate a causa dell'attrazione tra i due amici. Mentre Lulu e Anthony si riavvicinano, i coinquilini vengono accoppiati con altri partner per la festa. Melody e Colin legano, mentre Sam scopre una sorprendente amicizia con Fred. Alla conclusione della festa, Kate invita Lulu a trasferirsi nella stanza degli ospiti dell'ospedale.

Tratta da due commedie scritte dalla stessa creatrice, qui nei panni di Lulu (che volendo, è un po' la genesi del personaggio di Fleabag), Crashing è la serie che vede il debutto di Phoebe Waller-Bridge in tutti i ruoli, dopo la co-scrittura di Drifters. E' da vedere perché dura solo una stagione, ma fa molto ridere con leggiadria e sfacciataggine.

Based on two plays written by the same creator, here in the role of Lulu (which, if you want, is a bit the genesis of the character of Fleabag), Crashing is the series that sees the debut of Phoebe Waller-Bridge in all the roles, after the co-writing of Drifters. It is worth seeing because it lasts only one season, but it makes you laugh a lot with gracefulness and brazenness.

20200102

Sopravvissuto designato

Designated Survivor - Di David Guggenheim - Stagioni 1, 2 e 3 (21, 22 e 10 episodi; ABC/Netflix) - 2016/2019

Quando un'esplosione distrugge il Campidoglio degli Stati Uniti durante il discorso sullo stato dell'Unione, il segretario per l'edilizia abitativa e lo sviluppo urbano Tom Kirkman presta giuramento come presidente dopo che il suo predecessore e tutti gli altri membri della linea di successione presidenziale sono stati uccisi. Mentre si adatta al suo nuovo ruolo, mettendo in discussione la sua capacità di guidare il paese, l'agente dell'FBI Hannah Wells inizia a indagare su fattori incongrui legati all'attacco.

Designated Survivor è una di quelle serie che non sono imperdibili, ma alle quali ti affezioni empatizzando fortemente con alcuni dei protagonisti. Nonostante scelte di casting discutibili, e sceneggiature orizzontali a volte deboli (mentre per quelle verticali siamo di fronte ad un "vorrei essere Homeland ma non posso"), alzi la mano chi non vorrebbe un POTUS come Thomas Kirkman: quasi migliore di Josiah Bartlet di The West Wing.

Designated Survivor is not one of those series that are not to be missed, but it's one to which you become fond of empathizing strongly with some of the protagonists. Despite questionable casting choices, and sometimes weak horizontal scripts (while for vertical ones we are faced with a "I'd like to be Homeland but I can't"), raise your hand if you don't want a POTUS like Thomas Kirkman: almost better than Josiah Bartlet of The West Wing.

20200101

Cammina nel cielo

Walk the Sky - Alter Bridge (2019)

Sesto disco per gli Alter Bridge. E' effettivamente difficile, guardare la loro discografia, accorgersi che pubblicano un disco regolarmente ogni tre anni fin dalla loro formazione, tenere conto degli innumerevoli altri impegni che tutti i membri della band portano avanti escludendo questo, e non sospettare che ci sia qualcosa di forzoso, simile al lavoro d'ufficio, in questo. Poi, come sempre si cerca di fare un'astrazione, non farsi condizionare dal resto, e giudicare per quello che si sente. E quello che si sente è uno di quei lavori che sul momento può risultare anche parzialmente interessante, per un amante del metal classico, ma totalmente dimenticabile. Non ci sono canzoni killer, bisogna aspettare dieci tracce per un assolo decente, e come sempre, su tutte le tracce si ha costantemente la sensazione di un coito interrotto, perché manca sempre qualcosa. C'è già chi si domanda se per gli Alter Bridge sia cominciata la parabola discendente. Probabilmente, è iniziata dal 2010, e stiamo solo assistendo all'agonia.



Sixth album for Alter Bridge. It is actually difficult, to look at their discography, to notice that they release an album regularly every three years since their born, to take into account the countless other commitments that all members of the band carry on excluding this, and not to suspect that there is something forced, similar to office work, in this. Then, as always, you try to make an abstraction, not be conditioned by the rest, and judge for what you hear. And what you hear is one of those works that at the moment can be even partially interesting, for a lover of classic metal, but totally forgettable. There are no killer songs, you have to wait ten tracks for a decent solo, and as always, on all tracks you always have the feeling of an interrupted coitus, because something is always missing. There are already those who wonder if the downward parable has started for Alter Bridge. It probably started in 2010, and we are only witnessing the agony.

20191231

Guarda in alto

Look Up Sharp - Carla Dal Forno (2019)

Eccoci al secondo album per la giovane australiana dal nome tutto italiano Carla dal Forno. Non mi pare ci si discosti granché dal suo debutto You Know What It's Like del 2016, come pure dal suo EP intermedio The Garden, del 2017: l'attitudine, ma solo quella, è post punk, laddove virava verso il dark, lo si evince dall'uso del basso, che fa da linea guida di tutte le sue composizioni, c'è un folk rarefatto e piegato verso una nuance goth, un songwriting sicuro e asciutto, un uso bizzarro dei rumori, una tavolozza ristretta ma curiosa di strumenti. Sicuramente, già al secondo disco, ha una riconoscibilità invidiabile. Non entusiasmante (per me), ma decisamente personale.



Here we are on the second album for the young Australian with an all-Italian name Carla dal Forno. I don't think there is much difference from her debut You Know What It's Like in 2016, as well as from her intermediate EP The Garden, in 2017: the attitude, but only that, is post punk, where it veered towards the dark, you can understand this from the use of bass guitar, which acts as a guideline for all her compositions, there is a rarefied and bent folk towards a goth nuance, a safe and dry songwriting, a bizarre use of noises, a narrow but curious palette of instruments. Surely, already on the second album, she has an enviable trademark. Not exciting (to me), but decidedly personal.

20191230

Muse 2

Musas Vol. 2 - Natalia Lafourcade (2018)

Passo indietro di quasi 2 anni, per parlarvi della seconda parte di questo progetto/omaggio, come dice il sottotitolo, al folclore latinoamericano (attenzione, folclore in questo caso si riferisce alla musica, ovviamente). Struttura simile al volume 1: tre canzoni originali (una delle quali già edita anni fa a favore di un movimento di protesta studentesco), il resto grandi pezzi traditional o che stanno per diventarlo. Alma mìa di Marìa Grever, Duerme negrito di Atahualpa Yupanqui, Luz de luna di Alvaro Carrillo, Eclipse di Margarita LecuonaDesdeñosa di Benigno Lara Foster, Te sigo di Augusto Polo Campos, Humanidad di Alberto Domìnguez, lo strumentale Gavota di Manuel Ponce, oltre al superclassico La llorona e Tus ojitos. Come già detto in occasione del disco precedente, ma pure quando, raramente, vi parlo di artisti latinoamericani che in qualche modo abbracciano il folclore, è qualcosa di completamente diverso, ma ha il suo fascino, e potreste apprezzarlo.



Let's go back almost 2 years, to tell you about the second part of this project / tribute, as the subtitle says, to Latin American folklore (attention, folclore in this case refers to music, of course). Structure similar to volume 1: three original songs (one of which was already published years ago in favor of a student protest movement), the rest are large traditional tracks or about to become it. Alma mìa by Marìa Grever, Duerme negrito by Atahualpa Yupanqui, Luz de luna by Alvaro Carrillo, Eclipse by Margarita Lecuona, Desdeñosa by Benigno Lara Foster, Te sigo by Augusto Polo Campos, Humanidad by Alberto Domìnguez, the instrumental Gavota by Manuel Ponce, besides to the superclassics La llorona and Tus ojitos. As already said on the occasion of the previous album, but also when, rarely, I speak to you of Latin American artists who somehow embrace folklore, it is something completely different, but it has its charm, and you could appreciate it.

20191229

Istinto spirituale

Spiritual Instinct - Alcest (2019)

Il sesto disco della creatura di Neige, uscito un paio di mesi fa, ribadisce l'importanza degli Alcest nel panorama internazionale della musica estrema (e, tra l'altro, colloca la Francia in una posizione decisamente importante, se la vogliamo vedere come una classifica, avendo "partorito" loro e i Gojira): il loro blackgaze, distinto e, se vogliamo, meno estremo (adesso) rispetto a quello dei Deafheaven, si sta raffinando in modo impressionante. La melodia la fa da padrone, i droni di chitarra sono stratificati in maniera spettacolare, ci vogliono ripetuti ascolti per apprezzare tutte le variazioni, il cantato harsh usato in modo sempre più parsimonioso, lasciando spazio al cantato "clean" salmodiante, che ormai è un segno distintivo. Spiritual Instinct è un disco davvero bello da ascoltare e riascoltare, tra l'altro, uno di quei dischi che potrebbe far ravvedere molti amanti della musica metal che però non sopportano il suo "lato oscuro". 



The sixth album of Neige's creature, released a couple of months ago, reaffirms the importance of Alcest in the international panorama of extreme music (and, among other things, places France in a decidedly important position, if we want to see it as a ranking, having "given birth" to them and to Gojira): their blackgaze, distinct and, if we want, less extreme (now) than that of Deafheaven, is being refined in an impressive way. The melody is the master, the drones of guitars are stratified in a spectacular way, it takes repeated listening to appreciate all the variations, the harsh singing used in an increasingly parsimonious way, leaving room for the psalm-oriented clean one, which is now a distinctive sign. Spiritual Instinct is a really nice record to listen and re-listen, among other things, one of those records that could make think back many metal lovers who cannot stand its "dark side".

20191227

Apathy on the Indiana Border

Emma Ruth Rundle + Messa, Bronson, Madonna dell'Albero Ravenna, giovedì 17 ottobre 2019
Emma Ruth Rundle + Kint and Vespertina, Colorificio Kroen, Verona, venerdì 18 ottobre 2019

La giornata di giovedì comincia lentamente, dopo l'insoddisfacente concerto degli Sleep della sera precedente, e prosegue altrettanto lentamente con il mio avvicinamento in auto da Bologna a Ravenna, dove pranzo vicino al mare con l'amico Antonio, che sarà con me anche la sera. Il pomeriggio lo passo perdendo tempo e riposandomi, presso l'unico hotel esistente nella località dove sorge il Bronson. All'ora di cena decido di provare il ristorante dello stesso hotel, del quale parlano molto bene, e quando sono a metà della cena ecco che si ripete la stessa cosa della settimana precedente a Praga: ERR, la sua band, il suo uomo del merchandise, e un italiano dell'agenzia che li ha portati in Italia, arrivano ed occupano un tavolo del ristorante. Finisco la mia cena, e come la settimana precedente mi avvicino al tavolo, mi scuso, saluto e ringrazio, dando appuntamento a tutti a tra poco, e a domani sera a Verona.

Poco più tardi mi faccio i 500 metri che separano l'hotel dal locale, e aspetto l'amico per entrare. Il Bronson non è cambiato dall'ultima volta (già tre anni, concerto di Basia Bulat), piccolo, e come sempre, pochi spettatori. Cominciano i veneti Messa, autori di un doom metal piuttosto scolastico, che stride tantissimo con la voce della cantante Sara, tra l'altro un po' affogata nel mixaggio. Siamo già in ritardo sulla tabella di marcia, ma viene loro concesso un bel minutaggio. E adesso, andiamo avanti con Emma Ruth Rundle e la sua band.

Dopo averla vista lontano dall'Italia per due volte, da solo, è un bene che per questa "doppietta" io sia in compagnia di amici che la conoscono poco, e perfino non la apprezzino granché: posso provare altri punti di vista. Il mio, per questa serata, è che l'artista abbia modificato leggerissimamente la scaletta, con qualche ritocco agli arrangiamenti (in particolar modo sui pezzi di Marked to Death), cosa che apprezzo particolarmente, e che però non sia particolarmente ispirata dalla risposta del pubblico: non farà il classico encore (di questo tour europeo) Shadows of My Name (ma se ne scuserà sul suo Instagram, dicendo che era molto stanca). Mi dispiace non ascoltare l'encore, ma spero ci sarà modo domani sera. Il suo approccio è comunque molto professionale, perfino nelle modifiche alla set list. Capisco bene che il genere che pratica possa non piacere, però certamente il talento è indiscutibile. E' in forma, ma concerto così così, anche per i suoni, non perfetti.

Venerdì mattina, da Madonna dell'Albero torno a Bologna, dove nel pomeriggio partiremo con un altro amico per Verona, e in serata ci incontreremo con un altro amico. Dopo la pizza, eccoci al Colorificio Kroen, un circolo ricavato in una ex fabbrica. La creatività italiana è indubbia, ma la resa sonora discutibile. Aprono i Kint con Vespertina, band emiliana e cantautrice perugina, per un post rock sperimentale apprezzabile ma migliorabile.

I ritardi si accumulano, ma stasera, i suoni sono migliori, e ERR appare un po' più ispirata. La scaletta è la stessa ma con un paio di pezzi in più, inclusa la conclusiva Shadows, che la stessa annuncia dicendo che non farà il teatrino dell'encore, uscendo e rientrando. Come ieri sera, prendo nota dei punti di vista "contrari". E' probabile che Emma debba ancora lavorare sulla diversificazione del songwriting; io ovviamente mi commuovo su Protection e Real Big Sky, il locale è più gremito, anche se ne perde un po' la visibilità.

Si conclude così la settimana con 5 concerti in 6 giorni.


Thursday, Ravenna
After seeing her far from Italy twice, by myself, it is good that for this "double date" I am in the company of friends who know her little, and even do not appreciate her very much: I can taste other points of view. Mine, for this evening, is that the artist has changed very slightly the setlist, with some tweaking of the arrangements (especially on the tracks from Marked to Death), which I particularly appreciate, but that she is not particularly inspired by the feedback of the public: she will not play the classic encore (of this European tour) Shadows of My Name (but she will apologize for it on her Instagram, saying she was very tired). I regret not listening to the encore, but I hope there will be a way tomorrow night. Her approach is still very professional, even in the changes to the set list. I understand that the genre that she plays may not like it, but certainly talent is indisputable. She is ok, but not-so-good concert, even for the sounds, not perfect.
Friday, Verona
The delays accumulate, but tonight, the sounds are better, and ERR looks a little more inspired. The setlist is the same but with a couple more tracks, including the conclusive Shadows, which herself announces saying that she will not make the encore theater, going out and coming back. Like last night, I take note of the "contrary" points of view. It is likely that Emma still has to work on diversifying songwriting; I am obviously moved by Protection and Real Big Sky, the place is more crowded, even if we lost something in visibility.

20191226

The Sciences

Sleep + Lucy In Blue, TPO, Bologna, mercoledì 16 ottobre 2019

Dopo esserci persi totalmente gli opener Lucy In Blue, islandesi, eccoci alle prese con i monolitici Sleep di Matt Pike (chitarra e centinaia di concerti senza t-shirt, compresi quelli con gli High on Fire) e Al Cisneros (basso e voce), riformatisi nel 2009 e tornati ad incidere solo l'anno scorso, con il compatto The Sciences. Devo essere molto onesto, pur sapendo di attirarmi probabilmente numerosi improperi: mi aspettavo molto, ma sono rimasto piuttosto deluso da questo live. Sarà per i suoni, assolutamente insufficienti (chitarra di Matt e voce di Al non pervenuti), sarà per il pubblico, numeroso ok, ma decisamente fastidioso (purtroppo, quando intitoli un disco Dopesmoker, o quando dichiari di aver speso l'anticipo ricevuto dalla casa discografica, gran parte in erba, non puoi aspettarti che la maggioranza degli spettatori di un tuo live rispetti il divieto di fumo all'interno del locale), sarà perché, nonostante mi piacciano su disco, dal vivo sono dei monoliti loro stessi (e, torno al primo punto, se non senti né la voce né la chitarra, perdi anche la possibilità di capire se stanno suonando bene oppure no), fatto sta che la serata è risultata molto noiosa, e stavolta, d'accordo con il mio accompagnatore, ce ne siamo andati prima della fine non per snobismo, ma per rottura di coglioni (pardon my French).

After having completely lost openers Lucy In Blue, from Iceland, we are grappling with monolithic Sleep of Matt Pike (guitar and hundreds of concerts without t-shirts, including those with High on Fire) and Al Cisneros (bass and vocals), reformed in 2009 and returned to release records only last year, with the compact The Sciences. I have to be very honest, although I know I will probably attracted by many insults: I was expecting a lot, but I was rather disappointed with this live. It will be for the sounds, absolutely inadequate (Matt's guitar and Al's voice not received), it will be for the public, numerous ok, but definitely annoying (unfortunately, when you call an album Dopesmoker, or when you say you spent the advance received by record company, most of them in weed, you can't expect the majority of your live viewers to respect the smoking ban inside the venue), it will be because, although I like them on record, live they are monoliths themselves (and , I return to the first point, if you hear neither the voice nor the guitar, you also lose the possibility of understanding if they are playing well or not), the fact is that the evening turned out to be very boring, and this time, in agreement with my companion , we left before the end, not because of snobbery, but because of a pain in the ass (pardon my French).

20191225

When We Were Kids

Volbeat + Baroness + Danko Jones, Fabrique, Milano, lunedì 14 ottobre 2019

E pensare che solo qualche anno fa, avevo smesso di andare per concerti. Giusto ieri è cominciata una delle settimane più intense della mia vita "musicale": 5 concerti in 6 giorni. Non temete: ve li racconterò tutti. Stasera siamo al Fabrique di Milano, anche discoteca, prima volta per me, insieme agli amici Filo e Monty, come quando eravamo giovani. Arriviamo quando i Danko Jones hanno già cominciato, per me poco male, li ho visti all'opera neppure un anno fa, ma fa sempre piacere, è solo rock and roll ma ci piace. Gli amici si avvicinano per i Baroness, io li lascio andare, nel mentre, il Fabrique si va riempiendo. Il set di una delle mie band preferite del momento è, a mio giudizio, ben bilanciato tra vecchio e nuovo, senza esagerare con la promozione dell'ultimo, per me stupendo, Gold & Grey, ma soprattutto, dura un'ora e polverizza quello che verrà dopo, già in anticipo. Inutile girarci intorno, i Volbeat non possono competere con la bravura, l'intensità, la dedizione, della band di John Dyer Baizley e dei suoi tre bravissimi compagni di scuderia. Sono contento, perché dopo il concerto dell'anno passato, deludente dal punto di vista dell'afflusso di pubblico, sento che intorno a me ci sono persone che si stanno rendendo conto della grandezza di questa band. Quel che viene dopo, ovvero l'esibizione dei Volbeat, è roba da mestieranti, onesti quando vogliamo, ma leggermente deludenti dal punto di vista della carica e di quanto la band "si dà" al pubblico. Un pubblico che in realtà, è accorso numeroso, ed è qui per loro, principalmente. Usando la classica metafora cestistica, potremmo dire che la parabola del tiro ha iniziato la sua discesa. I pezzi forti ci sono tutti, ma è il trasporto che manca. E questo, dal vivo, fa la sua differenza. Da sempre.

Tonight we are at the Fabrique in Milan, also a disco, a first for me, together with my friends Filo and Monty, like when we were young. We arrive when Danko Jones have already started, for me not bad, I saw them at work even a year ago, but it's always nice, it's only rock and roll but we like it. My friends approach the stage for the Baroness, I let them go, while Fabrique is filling up. The set of one of my favorite bands of the moment is, in my opinion, well balanced between old and new, without exaggerating with the promotion of the last, for me wonderful, Gold & Gray, but above all, it lasts an hour and pulverizes that that will come later, already in advance. Needless to turn around the point, the Volbeat cannot compete with the skill, intensity, dedication, of the band of John Dyer Baizley and his three excellent team mates. I'm happy, because after the concert of the past year, disappointing from the point of view of the numbers, I feel that around me there are people who are realizing the greatness of this band. What comes next, I mean the performance of Volbeat, is a worker's stuff, honest how we want, but slightly disappointing from the point of view of the load and how the band "gives itself" to the public. A public that in reality is numerous, and it is here for them, mainly. Using the classic basketball metaphor, we could say that the parabola of the shot began its descent. All the highlights (nice and famous tracks) are there, but the sentiment is missing. And this, live, makes a difference. Always.

20191224

Nazione

N.A.T.I.O.N. - Bad Wolves (2019)

Secondo album per la band di Los Angeles, California, a poco più di un anno di distanza dal debutto Disobey, del quale avevamo parlato, seppur brevemente. Non è cambiato molto: il genere praticato dai Bad Wolves è un heavy metal che non è esattamente quello della NWOBHM, ma che è diventato classico: elementi di groove, elementi di nu metal, e di metalcore, immagine alla moda, o quantomeno al passo con i tempi, produzione perfetta, chitarre che suonano come vorresti, canzoni che sembrano scritte con il copia/incolla, ritornelli orecchiabili, cantato che passa all'harsh quando occorre, video patinati. Ben suonato, ci mancherebbe, e naturalmente, qualche traccia è pure piacevole. Uno di quegli album che ascolti due o tre volte, poi dimentichi per sempre.



Second album for the band from Los Angeles, California, just over a year after the debut Disobey, of which we had spoken, albeit briefly. Not much has changed: the genre practiced by Bad Wolves is a heavy metal that is not exactly the one of NWOBHM, but that has become classic: elements of groove, nu metal, and metalcore, fashion image, or at least in step with the times, perfect production, guitars that play as you would like, songs that seem to be written with copy/paste, catchy refrains, sung that passes to harsh when necessary, patinated videos. Well played, God forbid, and of course, some tracks are also pleasant. One of those albums that you listen to two or three times, then you forget forever.

20191223

Tutti gli specchi

All Mirrors - Angel Olsen (2019)

Quarto disco per la cugina di secondo grado delle famose gemelle che portano lo stesso cognome, Angel Olsen è fautrice di un particolare art pop-rock, che fa largo uso dei synth (e di molte tipologie di tastiere, tra i quali il mellotron), e di una cospicua sezione d'archi e fiati. L'ottimo songwriting e la bella voce, estesa, efficace sui toni alti e padrona del vibrato, gli arrangiamenti eleganti e un po' retrò, fanno di questo album un lavoro interessante e un po' fuori dagli schemi. Delicatissimo.



Fourth album for the second cousin of the famous female twins who bear the same surname, Angel Olsen is the author of a particular art pop-rock, which makes extensive use of synths (and many types of keyboards, including the mellotron), and of a conspicuous section of strings and horns. The excellent songwriting and the beautiful voice, extended, effective on the high tones and with mastering of the vibrato, the elegant and slightly retro arrangements, make this album an interesting work and a little out of the box. Very delicate.