No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20180420

Violenza

Violence - Editors (2018)


Come con altre band, anche con i Brummies Editors ho un rapporto conflittuale. Se vi interessa andare alle radici, potete leggere le recensioni del passato. Ma non è finita qui: questo loro nuovo, sesto disco, l'ho ascoltato bene qualche settimana fa in auto, e mi ha fatto un effetto strano, non buono (mi ricordo di aver pensato: "quand'è che sono diventati gli Interpol?"). Quando ieri (qualche giorno prima rispetto a quando leggerete questa recensione) mi sono rimesso all'ascolto per scriverne definitivamente, l'effetto è stato molto diverso. Approfondiamo.
La band ha collaborato pesantemente con Blanck Mass, uno dei membri fondatori dei Fuck Buttons, e nonostante quello che ne dica il cantante Tom Smith, tutto il disco ne risente, non solo i pezzi più orientati verso l'elettronica. Il che non è propriamente un male: anzi. Il disco, che sempre a detta di Smith è una riflessione sulle connessioni tra umani, riesce a creare un'atmosfera che rende l'idea della bellezza delle stesse (Darkness at the Door), ma pure delle tremende difficoltà che tali connessioni stanno avendo, in questa epoca di superficialità. Ci sono pure canzoni che non esito a definire bellissime, come la sinuosa Nothingness, ma onestamente, bisogna dire che il disco è convincente, e più lo ascolto, meno mi capacito della mia prima impressione.



As with other bands, even with the Brummies Editors I have a conflictual relationship. If you are interested in going to the roots, you can read the reviews of the past. But it did not end here: this their new, sixth record, I listened to it well a few weeks ago in the car, and it made a strange effect, not good (I remember thinking: "When did they became the Interpol?"). When yesterday (a few days before when you read this review) I resumed listening, to write it down the review definitely, the effect was very different. Let's go deepen.
The band has collaborated heavily with Blanck Mass, one of the founding members of Fuck Buttons, and despite what the singer Tom Smith says, the whole record is affected, not just the most electronic-oriented tracks. Which is not really bad: on the contrary. The album, which according to Smith is a reflection on the connections between humans, manages to create an atmosphere that makes the idea of ​​the beauty of the same (Darkness at the Door), but also of the tremendous difficulties that such connections are having, in this era of superficiality. There are also songs that I do not hesitate to define beautiful, like the sinuous Nothingness, but honestly, it must be said that the record is convincing, and the more I listen, the less I can get back to my first impression.

20180419

Solo umano

Only Human - Scott Calum (2018)

Giovane (29) prodotto dei talent della Perfida Albione, Calum Scott viene da Kingston upon Hull, Yorkshire, e questo è il suo primo disco. Ottima voce e una buona mano in fase compositiva, seppur leggermente ripetitiva. Il genere si inquadra bene con l'etichetta blue-eyed soul (o soul bianco), naturalmente aggiornato con suoni moderni ed elettronici. Può far comodo quando in auto si hanno passeggeri che non tollerano le chitarre distorte.



Young (29) product from the UK's talent shows, Calum Scott comes from Kingston upon Hull, Yorkshire, and this is his first record. Excellent voice and a good hand in the compositional phase, albeit slightly repetitive. The genre fits well with the blue-eyed soul label, naturally updated with modern and electronic sounds. It can be handy when you have passengers, in your car, who do not tolerate distorted guitars.

20180418

Superorganismi

Superorganism - Superorganism (2018)

Molto curiosa sia la genesi che il metodo di lavoro di questa band decisamente internazionale, che mette insieme membri provenienti da UK, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. In pratica, la band indie pop neozelandese dei The Eversons ha via via aggiunto membri, per formare questo progetto strampalato, leggero e divertente, iniziando dalla fan giappo-statunitense Orono Noguchi. Lavorano sulla loro musica mandandosi avanti e indietro dei file: in perfetto stile internet-age.
Il risultato è etereo e, almeno per me, decisamente non fondamentale. Un frullato di tecnica strumentale piuttosto basica, e innesti di campionamenti e synth, con la delicata voce di Orono detta OJ che viaggia asimmetricamente sul tutto.



Very curious both the genesis and the working method of this decidedly international band, which brings together members from the UK, Japan, South Korea, Australia and New Zealand. In practice, the New Zealand indie pop band The Eversons has gradually added members, to form this bizarre, light and fun project, starting with the Japanese-American fan Orono Noguchi. They work on their music by sending files back and forth, in perfect internet-age style.
The result is ethereal and, at least for me, definitely not fundamental. A smoothie of rather basic instrumental technique, samples, patterns and synths, with the delicate voice of Orono (called OJ) that travels asymmetrically on the whole thing.

20180417

Utopia americana

American Utopia - David Byrne (2018)

E' dannatamente difficile parlare male di un musicista/artista come David Byrne. Però, provate ad ascoltare questo America Utopia, che tenta, come sempre, di essere innovativo e solare, e che fa parte di un progetto multimediale intitolato Reasons to Be Cheerful (in omaggio all'omonima canzone di Ian Dury, e, semplicemente, una spinta ad essere felici ed ottimisti a dispetto di tutti i problemi socio-politici), e a non annoiarvi un pochino. Il marchio di fabbrica è sempre presente, impossibile non riconoscere quello di Byrne, alcuni ritornelli sono pure accattivanti (ci mancherebbe, insomma, se non sa scrivere canzoni lui...), ma c'è una fortissima sensazione di già sentito che è soverchiante. E' un qualcosa che traspare anche dai testi: pericolosamente in bilico tra profonde riflessioni e banalità. Nonostante ciò, come detto, tanto di cappello perché, seppure a 65 anni, continua a ricercare qualcosa di innovativo, e perché riesce a scrivere ancora gemme come la progressione synth di Doing the Right Thing o la lezione art-rock della seguente Everybody's Coming to My House (anche se raggiungendo i picchi acuti della voce con grande sforzo...).



It's damn difficult to talk badly about a musician/artist like David Byrne. However, try to listen to this America Utopia, which tries, as always, to be innovative and solar, and which is part of a multimedia project entitled Reasons to Be Cheerful (in homage to the homonymous song by Ian Dury, and simply a pushed to be happy and optimistic in spite of all socio-political problems), and not to bore you a little. The trademark is always present, impossible not to recognize that of Byrne, some choruses are also catchy (obviously, of course he knows how to write songs!), but there is a strong feeling of already heard that it is overwhelming. It is something that also transpires from the lyrics: dangerously poised between deep reflections and banality. Despite this, as I said, down the hat, because, even at 65, continues to seek something innovative, and because it can still write gems like the synth progression of Doing the Right Thing or the art-rock lesson of the following Everybody's Coming to My House (even if reaching the sharp peaks of the voice with great effort ...).

20180416

Magia morta

Dead Magic - Anna von Hausswolff (2018)

Come ebbi a dire qualche settimana fa discorrendo amabilmente con amici, come ormai si fa sui gruppi Whatsapp, un disco che viene presentato dalla rivista Q versione UK con "Gargantuan goth epic from Sweden's Queen of Darkness", andrebbe ascoltato a prescindere. Ora, si dà il caso che chi segue fassbinder abbia già sentito parlare della svedesina, e tutto questo dietro segnalazione di una lettrice: abbiamo parlato di Anna Michaela Ebba Electra von Hausswolff in occasione dei suoi due dischi precedenti, The Miraculous (2015) e Ceremony (2013). Rileggendo queste mie due, sono contento di aver notato per tempo due similitudini che sono state notate anche da addetti ai lavori ben più accreditati: il nome di Kate Bush viene fatto spesso (almeno perché entrambe sono dei soprano), mentre di recente, la stessa Anna ha pubblicato orgogliosamente sul suo profilo Instagram un'intervista in cui Diamanda Galàs la cita come una delle cose più recenti che hanno destato la sua attenzione. Ma, detto questo, veniamo brevemente a questo quarto disco da poco uscito: cinque canzoni la cui durata varia dai 5.18 del solo di organo The Marble Eye, ai 16.17 della superba Ugly and Vengeful, che definiscono un ulteriore passo avanti nella progressione di questa ancor giovanissima (31) artista che è definitivamente, lo confermo pure io, per quanto possa valere, una delle poche cose originali, eccitanti, interessanti, inquietanti, degne di nota nel panorama musicale mondiale. So che sembrerà conveniente non entrare in dettagli, ma la musica di Anna von Hausswolff è una di quelle cose per cui non vale la pena di cercare parole descrittive. Bisogna prendere il disco, metterlo su, e lasciarsi letteralmente penetrare mentalmente da esso. Fidatevi: sarà un'esperienza trascendentale.



As I said a few weeks ago talking amiably with friends, as is now done on the Whatsapp groups, a record that is presented by the magazine Q UK version with "Gargantuan goth epic from Sweden's Queen of Darkness", should be heard regardless. Now, it happens that those who follow fassbinder have already heard of this young Sweden lady, and all this behind a reader's report: we talked about Anna Michaela Ebba Electra von Hausswolff on the occasion of her two previous albums, The Miraculous (2015) and Ceremony (2013). Rereading these two of mine, I'm glad to have noticed in time two similarities that have been noticed even by insiders more accredited: the name of Kate Bush is often done (at least because both are soprano), while recently, the same Anna proudly published an interview in her Instagram profile in which Diamanda Galàs quotes her name as one of the most recent things that have attracted her attention. But, having said that, let's briefly come to this fourth album recently released: five songs whose duration varies from 5.18 of the organ-solo The Marble Eye, to 16.17 of the superb Ugly and Vengeful, which define a further step forward in the progression of this still very young (31) artist that is definitely, I confirm it too, for what it is worth, one of the few original things, exciting, interesting, disturbing, worthy of note in the world music scene. I know it will seem convenient not to go into details, but Anna von Hausswolff's music is one of those things that are not worth looking for descriptive words. You have to take the record, put it on, and let yourself be literally mentally penetrated by it. Trust me: it will be a transcendental experience.

20180415

Tu non sei solo

You're Not Alone - Andrew W. K. (2018)

Come sia potuto accadere non lo so, ma in tutti questi anni, sono sempre stato incuriosito da Andrew Fetterly Wilkes-Krier aka Andrew W.K., ma non ero mai riuscito ad ascoltarlo. Adesso, al quinto disco, posso parlarvi di lui e di questo disco con una certa cognizione, naturalmente, come sempre, da un punto di vista totalmente personale.
Andrew, come dice meravigliosamente (che invidia!) Steve Kandell su Pitchfork, "è un cartone animato, ma utile, benevolo, familiare". Personaggio totalmente positivo, personalità televisiva e radiofonica, musicista poliedrico e produttore, imprenditore, columnist, autore di spoken word e performance motivazionali e di auto-aiuto, convinto assertore del potere dell'essere umano e dell'amore incondizionato per il prossimo, riesce a mettere tutto questo in musica (e parole), con un messaggio diretto, senza essere un poeta, e con un sound che pesca a piene mani dall'hard rock, dall'AOR, dal miglior Elton John rock (il primo strumento che Andrew ha imparato a suonare, a quattro anni, è stato il piano) e dalle rock opera.
Il risultato è si, un po' kitsch, ma tremendamente coinvolgente, e composto da canzoni da urlare a squarciagola, dannatamente orecchiabili. Un disco che ascolto già da qualche settimana, e che non accenna ad annoiarmi.



I do not know how it happened, but all these years, I've always been intrigued by Andrew Fetterly Wilkes-Krier aka Andrew W. K., but I've never been able to listen to him. Now, on the fifth album, I can talk about him and this record with some knowledge, of course, as always, from a totally personal point of view.
Andrew, as he says wonderfully (what envy!) Steve Kandell on Pitchfork, "He's a cartoon, but useful, benevolent, familiar one". Totally positive character, TV and radio personality, multifaceted musician and producer, entrepreneur, columnist, author of spoken word and motivational and self-help performances, convinced supporter of the power of human beings and unconditional love for others, put all this in music (and words), with a direct message, without being a poet, and with a sound that is full of hard rock, AOR, by the best Elton John rock (the first instrument that Andrew has learned to play, at four years, was the piano), and rock opera.
The result is yes, a bit kitsch, but tremendously engaging, and composed of songs to screaming out loudly, damn catchy. A record I've been listening to for a few weeks now, and which does not seems to have the intention to boring me.

20180413

La casa di carta

La casa de papel - Di Alex Pina - Serie limitata (15 episodi; Antena 3) - 2017

Spagna. Un uomo che si fa chiamare El Profesor, recluta una banda, composta da otto malviventi, esperti in diverse specialità di furto e truffa, per un colpo da record. Li riunisce in una casa di campagna fuori Madrid, per pianificare il tutto meticolosamente, imponendo loro un regime scolastico, ma con grande savoir faire. E, finalmente, arriva il giorno fatidico: entreranno dentro la Fabrica Nacional de Moneda y Timbre, la zecca spagnola. Ma non si tratta di un semplice assalto, di una rapina e fuga immediata. Al contrario.

Convinto dal clamore mediatico suscitato da questa serie spagnola, andata in onda su Antena 3 e poi acquistata da Netflix, cosa che le ha dato notorietà e visibilità internazionale, mi sono deciso a vedere La casa de papel (in Italia La casa di carta). Senza dubbio, la serie merita: ben scritta, un cast interessante, l'intenzione dichiarata di far passare i malviventi come eroi sociali dei nostri tempi. Al tempo stesso, la serie è decisamente imponente ed impegnativa: nella versione originale, siamo di fronte a ben 15 episodi dalla durata di 70 minuti l'uno. Verso la fine, si nota qualche riempitivo di troppo. In Spagna sono stati divisi in due stagioni da 9 e 6 episodi, mentre negli altri paesi, Netflix ha ridotto la durata degli episodi tra i 40 e i 50 minuti, facendo così lievitare il numero degli stessi. Come che sia, una serie davvero buona, che arriva da un Paese diverso dai soliti.

Convinced by the media hype aroused by this Spanish series, aired on Antena 3 and then purchased by Netflix, which gave it international fame and visibility, I decided to see La casa de papel (english version Money Heist). Without a doubt, the series deserves: well written, an interesting cast, the declared intention to let criminals pass as social heroes of our times. At the same time, the series is very impressive and demanding: in the original version, we are facing 15 episodes with a duration of 70 minutes each. Towards the end, you can notice some filler. In Spain they were divided into two seasons of 9 and 6 episodes, while in other countries, Netflix reduced the duration of episodes between 40 and 50 minutes, thus increasing the number of the same. As it is, a really good series, which comes from a country different from the usual ones.

20180412

L'Immortale

Gomorra - di Roberto Saviano, Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Ludovica Rampoldi, Giovanni Bianconi - Stagione 3 (12 episodi; Sky Italia) - 2017
Spoiler alert: se non avete visto le prime due stagioni, non leggete.

Don Pietro è morto. Genny invece sta per avere il suo primo figlio. Ciro gli comunica che ha ucciso Don Pietro. Malammore e i suoi inizia a setacciare la città per trovare Ciro. I suoi fedeli alleati sono tutti spariti eccetto Fernando, che confessa di doverlo incontrare per consegnargli un passaporto. Malammore mette al corrente Patrizia; Genny arriva a Scampia dove si finge estraneo, giura vendetta e partecipa al funerale. Il mattino seguente, Genny, Malammore e 'a Lince vanno al nascondiglio di Ciro. Naturalmente, è una trappola. Ciro uccide Malammore. Genny accompagna Ciro in aeroporto, se ne andrà per un tempo, ancora sconvolto per la morte della figlioletta. Genny poi si incontra con i boss del centro di Napoli, e si accorda per la gestione di Scampia e Secondigliano. Tornato a Roma, confessa alla moglie Azzurra il suo tradimento nei confronti del di lei padre.

Prosegue Gomorra, nell'unica maniera in cui poteva proseguire, e mantiene un livello decente e interessante. Bisogna certo andare orgogliosi di un prodotto del genere, mantenendo chiaro il pensiero che al tempo stesso, c'è di che riflettere: la realtà dei fatti è probabilmente peggiore, e non è un bene che tutto ciò accada, e accada in Italia. L'emulazione è più che un rischio, purtroppo. La produzione è già al lavoro sulla quarta stagione, e credo siamo tutti curiosi di vedere come sarà "sostituito" un personaggio che pareva basilare.

Gomorrah continues, in the only way it could continue, and maintains a decent and interesting level. We must certainly be proud of such a product, keeping clear the thought that at the same time, there is a lot to ponder: the reality of the facts is probably worse, and it is not good that all this happens, and it happens in Italy. Emulation is more than a risk, unfortunately. The production is already working on the fourth season, and I think we are all curious to see how it will be "replaced" a character that seemed basic.

20180411

restyling

Ve ne sarete accorti. Era dovuto, qualcuno aveva problemi di visualizzazione, non è il top ma il tempo è sempre poco, e quindi abbiamo utilizzato i moduli pre-impostati.
Attendiamo feedback.
Buona giornata a tutti.

Le belle persone ti rovineranno la vita

Beautiful People Will Ruin Your Life - The Wombats (2018)

Quarto disco per il trio di Liverpool, UK, insieme dal 2003. Moderato successo in passato, abbastanza conosciuti. Disco piacevole, che odora di The Strokes e di Nada Surf, e, come abbiamo avuto già occasione di dire, di tutto quello che è venuto dopo il punk e la new wave. Molti pezzi sono indovinati, e l'attitudine è ballabile, come in passato, i testi simpatici. Come dice correttamente Thomas Smith su NME, "non c'è niente di rivoluzionario, ma neppure niente di cui vergognarsi".



Fourth record for the trio of Liverpool, UK, together since 2003. Moderate success in the past, fairly known. Pleasant disc, which smells of The Strokes and Nada Surf, and, as we have already had occasion to say, of all that came after the punk and the new wave. Many tracks are brilliant, and the attitude is danceable, as in the past, the lyrics are nice. As Thomas Smith correctly says on NME, "there is nothing revolutionary, but nothing to be ashamed of".

20180410

Posto nel mondo

Room Inside the World - Ought (2018)

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio su quante band e quanti musicisti sono rimasti influenzati dalla scena punk, e soprattutto, da quella post punk dei primi anni '80, questo dei canadesi di Montreal Ought è solo uno dei molti esempi "minori", laddove con minori si intenda band meno conosciute di, che ne so, Interpol o Editors, giusto per citarne un paio. Formatisi nel 2011 appunto a Montreal, Canada, intorno ad una sala prove comunale, vedono Tim Darcy alla chitarra e alla voce, Matt May alle tastiere, Ben Stidworthy al basso, e Tim Keen alla batteria e al violino, ricercano la poesia nei loro testi e melodie asimmetriche spesso difficili da "affrontare", ma che lasciano senza dubbio il segno. Questo è il loro terzo disco, dopo More than Any Other Day del 2014, Sun Coming Down del 2015, e un paio di EP (New Calm, 2012, e Once More With Feeling, 2014). Tim Darcy ha pure avuto il tempo di incidere un lavoro solista, Saturday Night, l'anno passato.



If anyone still had any doubts about how many bands and how many musicians were influenced by the punk scene, and above all, from the post-punk one of the early 80s, this Canadian band from Montreal, Ought, is just one of many "minor" examples, where with "minor" means less known bands than, for example, Interpol or Editors, just to name a couple. Formed in 2011 precisely in Montreal, Canada, around a municipal rehearsal room, they are Tim Darcy on guitar and vocals, Matt May on keyboards, Ben Stidworthy on bass, and Tim Keen on drums and violin, they research poetry in their lyrics and asymmetrical melodies often difficult to "face", but that leave without a doubt the sign. This is their third album, after More than Any Other Day, 2014, Sun Coming Down, 2015, and a pair of EPs (New Calm, 2012, and Once More With Feeling, 2014). Tim Darcy also had time to record a solo work, Saturday Night, last year.

20180409

Tutto era bello e niente faceva male

Everything Was Beautiful and Nothing Hurt - Moby (2018)

Richard Melville Hall aka Moby, in passato ci ha regalato bei momenti. Pure a noi che tendenzialmente, molti anni fa rifiutavamo la musica elettronica, un po' nello stesso modo in cui rifiutavamo di indossare una camicia. I tempi cambiano, il trip hop non ha più lo stesso appeal, Moby è un musicista che rimane capace e pure impegnato (a partire dal titolo, che richiama Vonnegut, dei testi e dell'atmosfera, che riflette la sensazione di essere scivolati in una deriva storica quasi involutiva), ma che ad oggi, non riesce più a toccare le corde più profonde. Il disco è ben fatto, con la solita varietà di belle voci, per lo più femminili, ma alla fine risulta piuttosto piatto, e non lascia traccia.



Richard Melville Hall aka Moby, in the past has given us good times. Also to us, that we used to tend to reject electronic music many years ago, a bit like we refused to wear a shirt. Times change, trip hop no longer has the same appeal, Moby is a musician who remains capable and engaged (starting from the title, which recalls Vonnegut, lyrics and atmosphere, which reflects the feeling of being all slipped into a historical almost involutional drift), but that today, it's seems no longer able to touch the deepest strings. The record is well done, with the usual variety of beautiful voices, mostly feminine, but in the end it is quite flat, and leaves no trace.

20180408

Non piangere più

Cry No More - Danielle Nicole (2018)

Danielle Nicole Schnebelen, precedentemente nei Trampled Under Foot con i suoi fratelli Kris e Nick, arriva da Kansas City, Missouri, ed è una dotatissima cantante e bassista. Il suo genere è il rock-blues, che ogni tanto sconfina nel country. Questo Cry No More è il suo secondo lavoro solista, dopo il debutto Wolf Den del 2015 e un EP, Danielle Nicole, sempre nel 2015. La sua voce somiglia un po' a quella di Joss Stone, e il suo stile al basso è concreto, lineare, efficace. I musicisti che la accompagnano sono bravi: Brandon Miller chitarra e tastiere, Rodd Bland batteria. Se vi viene voglia di ascoltare un po' di blues, questo disco può soddisfare le vostre necessità.



Danielle Nicole Schnebelen, previously in the Trampled Under Foot with her brothers Kris and Nick, comes from Kansas City, Missouri, and she is a very talented singer and bassist. Its genre is rock-blues, which occasionally borders the country. This Cry No More is her second solo work, after the debut Wolf Den of 2015 and an EP, Danielle Nicole, again in 2015. Her voice sounds a bit like that of Joss Stone, and her style on the bass is concrete, linear, effective. The musicians that accompany her are good: Brandon Miller, guitar and keyboards, Rodd Bland, drums. If you want to listen to some blues, this record can satisfy your needs.

20180406

Non sorridermi

Don't Smile at Me - Billie Eilish (2017)

Billie Eilish Pirate Baird O'Connell: con un nome così, non poteva far altro che l'artista. Ora, il fatto è che la ragazza è nata il 18 dicembre del 2001: non ha ancora 17 anni. Cresciuta da una famiglia di attori e musicisti, non ha frequentato scuole (ha ricevuto un'educazione scolastica a casa) ma si è unita al Los Angeles Children's Chorus all'età di 8 anni. A 11 anni comincia a scrivere canzoni per conto proprio (suo fratello Finneas, l'Alistair di Glee, aveva già la sua band). Nell'ottobre del 2015, sempre suo fratello le "regala" Ocean Eyes, dopo qualche mese la pubblica su SoundCloud, poi esce il video, ed è subito un trionfo. Questo EP, uscito nell'agosto del 2017, consta di 8 canzoni, 6 scritte da lei e dal fratello Finneas, due scritte interamente da Finneas (Watch e, appunto, Ocean Eyes), ed è tremendamente maturo. Un electropop, che qualcuno si spinge a definire Art pop, di gran classe, canzoni soffici ma eccezionalmente intriganti, e una voce che incanta. E' nata una stella.



Billie Eilish Pirate Baird O'Connell: with such a name, she could not do anything other than the artist. Now, the fact is that the girl was born on December 18, 2001: she is not yet 17 years old. Raised by a family of actors and musicians, she was homeschooled, but she joined the Los Angeles Children's Chorus at the age of 8. At the age of 11, she started writing songs on her own (her brother Finneas, Glee's Alistair, already had his band). In October 2015, always her brother "donate" her the song Ocean Eyes, after a few months the song it's on SoundCloud, then comes out the video, and is immediately a triumph. This EP, released in August 2017, consists of 8 songs, 6 written by her and her brother Finneas, two written entirely by Finneas (Watch and, indeed, Ocean Eyes), and is tremendously mature. An electropop, which someone pushes to define Art pop, classy songs, ​​soft but exceptionally intriguing, and a voice that enchants. A star was born.

20180405

Sogni elettrici

Philip K. Dick's Electric Dreams - Sviluppato da Ronald D. Moore e Michael Dinner - Stagione 1 (10 episodi; Amazon Video / Channel 4) - 2017

Minoranze telepatiche. Guide spaziali annoiate. Città inesistenti. Umanoidi coscienti. Vacanze mentali. Alieni che si insinuano in corpi umani. Scenari post nucleari in cui le fabbriche continuano a produrre cose. Abbracciare oppure no le nuove tecnologie. Un futuro con un unico stato Nord Americano, e con un unico candidato alle elezioni. Il mondo dei racconti di Philip K. Dick.

Vi ho già detto che ho preferito Altered Carbon, ma qua la sfida era piuttosto diversa, avendo la produzione deciso di mettere sullo schermo 10 diversi racconti del grandissimo scrittore di fantascienza, e ognuno con un cast diverso. Tra l'altro, un cast globale da far venire i brividi (qualche nome: Geraldine Chaplin, Richard Madden, Timothy Spall, Steve Buscemi, Anna Paquin, Bryan Cranston, Greg Kinnear, Juno Temple, Maura Tierney, Vera Farmiga, Martin Donovan, Janelle Monae, Mireille Enos, Holliday Grainger), e una grande eterogeneità delle storie. Alcune davvero Black Mirror oriented, altre "semplicemente" fanta-politiche. La particolarità della fantascienza di Dick emerge comunque sempre, richiami etici continui. La riuscita è così così, ma grazie davvero per averci provato.

I have already told you that I preferred Altered Carbon, but here the challenge was quite different, having the production decided to put on screen 10 different tales of the great writer of science fiction, and each with a different cast. Among other things, a global cast to shiver (a few names: Geraldine Chaplin, Richard Madden, Timothy Spall, Steve Buscemi, Anna Paquin, Bryan Cranston, Greg Kinnear, Juno Temple, Maura Tierney, Vera Farmiga, Martin Donovan, Janelle Monae, Mireille Enos, Holliday Grainger), and a great heterogeneity of stories. Some really Black Mirror oriented, others "simply" fanta-political. The peculiarity of Dick's science fiction, however, always emerges, with continuous ethical references. The success is not so very reached, but thank you so much for trying.

20180404

I Want You To Think Of Me

Mozart in the Jungle - sviluppato da Roman Coppola, Jason Schwartzman, Alex Timbers e Paul Weitz - Stagione 4 (10 episodi; Amazon Studios) - 2018

Mentre Gloria, che porta avanti la sua relazione con Thomas, sta lottando per mantenere in piedi la New York Symphony, resistendo alle offerte che le sta facendo nientemeno che il MoMa per assumerne la direzione artistica, l'altra relazione, quella tra Rodrigo e Hailey, sembra prendere forma, ma paradossalmente, la meno convinta sembra essere Hailey.

Ci è voluto un po', ma Mozart in the Jungle è tornato. E' tornato a farci sorridere, in quello riesce sempre, ma un po' meno a stupirci e a farci sognare. Le parentesi oniriche cominciano a sembrare forzate, e a non colpirci più di tanto, insomma, la serie mostra un po' la corda. Meno male che, in questa stagione, è più il personaggio di Pembridge, sempre interpretato da un meraviglioso Malcolm McDowell, che ci regala le parentesi più gustose. Non si sa niente su un eventuale rinnovo per una quinta stagione, ma diciamo che se finisse qui, non piangeremmo più di tanto.

It took a while, but Mozart in the Jungle is back. It's back to make us smile, in that way it always succeeds, but a little less to amaze us and make us dream. The oneiric brackets begin to seem forced, and not to hit us too much, in short, the series seems to start to scrap the bottom. Luckily, this season, it is more the character of Pembridge, always played by a wonderful Malcolm McDowell, which gives us the most tasty brackets. Nothing is known about a possible renewal for a fifth season, but let's say that if it ends here, we will not cry too much.

20180403

Partenze

Departures - This Broken Machine (2018)

Tra chi legge, ci sarà chi ricorda che già vi parlai della band milanese in occasione del loro debutto del 2012, The Inhuman Use of Human Beings. Per essere completamente trasparenti, debbo ribadire che il bassista/cantante "clean" è un amico, Andrea.
Bene, dopo sei anni, che li hanno evidentemente fatti molto maturare musicalmente, esce questo secondo disco dal titolo Departures, che a molti farà pensare a The Leftovers. Le influenze del quartetto sono tutte lì, sulla tavolozza sonora della quale non si vergognano. Si parte dal metal e si viaggia verso quella galassia, indefinita o meno, che oggi si usa etichettare come post metal, o anche solo post rock. Ogni ascoltatore evince le suddette influenze che riesce a riconoscere meglio, personalmente penso a Deftones,Tool, Isis, ma quello che, perdonatemi, non riesco a non sottolineare è che questa è una band italiana, che fa musica come dopolavoro, e, nonostante questo, risulta assolutamente convincente, e dannatamente incisiva. Il disco è ben suonato, ben registrato, ben prodotto, ha una copertina semplice ma bella; i pezzi sono eterogenei, ma presentano un denominatore comune ben riconoscibile, un marchio di fabbrica, che denota personalità. L'alternanza tra voce pulita (Andrea) e quella urlata (Luca) è ben ponderata, a livello strumentale tutto funziona a dovere, e l'atmosfera di fondo rende bene l'idea con la quale i TBM hanno descritto il filo conduttore di Departures, il distacco, la rottura, la perdita. Come ho già avuto modo di dire tra amici, i TBM sono una band che, in un Paese con una diversa cultura musicale, sarebbe in grado di riempire club da 2/300 posti per diverse serate, e meriterebbero un'attenzione senza dubbio più ampia. Nello stivale, si suona quasi esclusivamente per passione, e Matteo (batteria), Fabrizio (chitarre), i già citati Andrea (basso e voce pulita) e Luca (chitarra e voce urlata), ne hanno da vendere. Bravi!


Among those reading, there will be those who remember that I already spoke to you about the band from Milan, Italy, on the occasion of their debut in 2012, The Inhuman Use of Human Beings. To be completely transparent, I must reiterate that the bassist/clean singer, is a friend, Andrea.
Well, after six years, which obviously made them very mature musically, comes out this second album entitled Departures, which will let many people think to The Leftovers. The quartet's influences are all there, on the sound palette of which they are not ashamed. It starts from metal and travels to that galaxy, indefinite or not, which today is use to be labelled as post metal, or even post rock. Each listener points out the influences that he can better recognize, personally I think of Deftones, Tool, Isis, but what, forgive me, I can not fail to point out is that this is an Italian band, which makes music not as their main job, and, despite this, it results absolutely convincing, and damn incisive. The album is well played, well recorded, well produced, has a simple but beautiful cover; the tracks are heterogeneous, but have a well-recognizable common denominator, a trademark, which denotes personality. The alternation between the clean voice (Andrea) and the shouted one (Luca) is well thought out, at the instrumental level everything works well, and the background atmosphere gives a good idea of ​​the basic idea with which the band describes as the common thread of Departures, detachment, breaking, loss. As I have already had the opportunity to say among friends, TBM is a band that, in a country with a different musical culture, would be able to fill clubs with 2/300 places for different evenings, and deserve a more extensive attention. Here, you play almost exclusively for passion, and Matteo (drums), Fabrizio (guitars), the already mentioned Andrea (bass and clean voice) and Luca (guitar and shouted voice), have passion in abundance. Bravo!

20180402

Ponte IV

Bron IIII Broen - di Hans Rosenfeldt - Stagione 4 (8 episodi; SVT1/DR1) - 2018

Due anni dopo gli accadimenti della terza stagione, Saga è in carcere, e per quanto le carceri svedesi possano essere molto diverse da quelle degli altri paesi meno civili, non se la passa benissimo. Viene però fortunatamente scarcerata, per decisione della Corte Suprema, in quanto sussiste il ragionevole dubbio sul fatto che proprio lei abbia ucciso sua madre. Henrik, nel frattempo, si trova alle prese con un nuovo, strano caso di omicidio: una importante e alta carica governativa danese, la direttrice del Servizio Immigrazione, viene trovata morta, e il decesso è avvenuto per lapidazione. Viene ricreata la task force danese/svedese, insieme a Saga, e lei stessa si trasferisce a vivere in casa di Henrik. Saga inizia una terapia d'analisi, dopo aver avuto un attacco di panico in auto, e Henrik continua a frequentare le riunioni per i dipendenti anonimi, dove fa amicizia con un giovane costretto in sedia a rotelle, Kevin.

E così, pur tra molte difficoltà, la produzione e il creatore della serie "del ponte", sono riusciti nell'intento di dare una quarta ed ultima stagione a questa saga, e soprattutto, a dare un degno finale al percorso strampalato ma molto umano della protagonista, Saga Noren, interpretata ancora una volta in maniera maestosa da Sofia Helin. Anche questo ultimo intreccio, questo ultimo caso, è sviluppato in modo egregio, almeno dal mio punto di vista, un punto di vista, come forse vi ho detto già in altre occasioni, non particolarmente amante dei polizieschi. Naturalmente, molte altre cose accadono intorno al caso investigativo, molti accadimenti della vita. Tutti bravi. Ci mancherà.
Per curiosità, la serie ha avuto ben tre remake: oltre a quelli che probabilmente già conoscete, la statunitense The Bridge e la anglo-francese The Tunnel, esiste anche la russa Mocm, ambientata tra Russia ed Estonia.

And so, despite many difficulties, the production and the creator of the series "of the bridge", have succeeded in giving a fourth and final season to this saga, and above all, to give a worthy final to the bizarre but very human path of the protagonist, Saga Noren, once again interpreted majestically by Sofia Helin. Even this last plot, this last case, is developed in an excellent way, at least from my point of view, a point of view, as I have already told you on other occasions, not particularly lover of the detective fiction. Of course, many other things happen around the investigative case, many events of life. Bravo to everybody. We'll miss it.
Out of curiosity, the series has had three remakes: in addition to those you probably already know, the US The Bridge and the Anglo-French The Tunnel, there is also the Russian Mocm, set between Russia and Estonia.

20180401

Carbonio alterato

Altered Carbon - Di Laeta Kalogridis - Stagione 1 (10 episodi; Netflix) - 2018

Anno 2384. I ricordi delle persone possono essere stoccati in un dispositivo a forma di disco chiamato cortical stack (pila corticale), che viene impiantato nella parte alta delle vertebre, nella parte posteriore del collo. In questo modo, si può evitare la "vera morte", trasferendo la pila in un altro corpo, ormai definiti sleeves (custodie). I Neo-cattolici rinnegano questa pratica. I corpi possono essere naturali o clonati. La tecnologia di trasferimenti, però, è molto costosa, così come quella della clonazione dei corpi: i più ricchi si possono addirittura permettere di mantenere una serie di corpi clonati identici al loro originale. Essendo l'essenza dell'umano ormai contenuta in un disco, sono molto facili i trasferimenti interstellari o interplanetari. Le persone più ricche, che quindi si possono permettere una vita infinita, vengono definiti Mat (con riferimento a Matusalemme). Takeshi Kovacs (padre slavo, madre giapponese) è un ex appartenente ai corpi speciali (definiti Envoy), poi passato, con le sue abilità mercenarie da imbattibile combattente, insieme alla sorella Reileen, è stato ucciso 250 anni prima in seguito ad un tentativo di rivolta contro il nuovo ordine mondiale, e relegato in stasi carceraria. Viene risvegliato e innestato nel corpo di Elias Ryker (agente di polizia di Bay City, originariamente San Francisco), e gli viene offerta una scelta: o rimanere per sempre in carcere, oppure, al soldo del Mat Laurens Bancroft, risolvere il mistero del di lui apparente suicidio, e in questo modo riscattarsi e avere una nuova vita, con uno stipendio perenne.

Parliamoci chiaro: Altered Carbon, tratto dall'omonimo romanzo di Richard K. Morgan, nella sua versione tv, batte decisamente la serie antologica Electric Dreams, tratta dai racconti di Philip K. Dick. Questo dispiace un po', ma sinceramente, c'è da gioire che d'un tratto (naturalmente dopo il successo mondiale di Black Mirror), ci sia un tale interesse per i racconti distopici e, più o meno vagamente, cyberpunk. La realizzazione di Altered Carbon è vincente, e fa piacere che a Joel Kinnaman (Takeshi Kovacs in versione post-carceraria, nel corpo di Elias Ryker) venga affidata la parte dell'assoluto protagonista: sembra nato apposta. Un po' tirato per le lunghe il finale (probabilmente sarebbero bastati due episodi in meno), ma a questo punto, attendiamo con ansia di sapere se ci sarà un seguito.

Let's be clear: Altered Carbon, based on the homonymous novel by Richard K. Morgan, in its TV version, definitely beats the anthology series Electric Dreams, taken from the stories of Philip K. Dick. This is a bit sad, but sincerely, it is to be rejoiced that suddenly (naturally after the worldwide success of Black Mirror), there is such an interest in dystopian tales and, more or less vaguely, cyberpunk. The realization of Altered Carbon it's winning, and it is a pleasure that Joel Kinnaman (Takeshi Kovacs in post-prison version, in the body of Elias Ryker) is entrusted with the part of the absolute protagonist: he seems to be born on purpose. A bit pulled for the long the final (probably two episodes less would have been enough), but at this point, we look forward to know if there will be a sequel.

20180330

Nazione di due

Nation of Two - Vance Joy (2018)

Secondo disco per il giovane cantautore australiano Vance Joy, ex promessa del football australiano. Indie folk è probabilmente l'etichetta giusta, bella voce, delicata e alta, una buona vena nello scrivere canzoni vagamente struggenti che hanno come ispirazione principale storie d'amore; su questo disco scrive tutto lui, diversamente rispetto al suo disco di debutto, dove era uno dei produttori, Ryan Hadlock, che la faceva da padrone. Lascerei però stare i paragoni con Jeff Buckley che qualcuno ha tirato fuori dopo il successo planetario del suo singolo del 2013 Riptide, poi incluso nel già citato debutto Dream Your Life Away. Piacevole, ma con tanta strada da fare.



Second album for the young Australian singer-songwriter Vance Joy, former promising Australian football player. Indie folk is probably the right label, beautiful voice, delicate and high, a good vein in songwriting, vaguely poignant songs that have as main inspiration love stories; on this record he writes everything, unlike his debut album, where he was one of the producers, Ryan Hadlock, who was the master. But I would leave the comparison with Jeff Buckley that someone pulled out after the global success of his 2013 single Riptide, then included in the aforementioned debut Dream Your Life Away. Pleasant, but with a long way to go.

20180329

Semicerchio

Semicircle - The Go! Team (2018)

Se vi piace il genere percorso dai Broken Social Scene, come pure vagamente dagli Arcade Fire, ma volete cercare pure cose nuove, questo collettivo (attualmente un sestetto, ma il numero varia, e sul disco ci sono collaborazioni) di Brighton, UK, potrebbe interessarvi. Come si dice, non è propriamente la mia tazza di té, ma c'è del buono. Fiati da marching band intrecciati con andamenti funky, percussioni tribali e da orchestra, attitudine quasi hip hop e qualche chitarra, come dice qualcuno, alla Sonic Youth. Tutto parte da un'idea di Ian Parton, poli-strumentista, e dal vivo si arricchiscono di basso, chitarre, batteria, strumenti e percussioni vari, la voce di Ninja e di Angela Maki Won-Yin Mak. Divertenti, ma un po' confusionari.



If you like the kind of path follow by the Broken Social Scene, as well as vaguely from Arcade Fire, but you want to look for new things as well, this collective (currently a sextet, but the number varies, and on the disc there are collaborations) of Brighton, UK, could interest. As they say, it's not really my cup of tea, but there's some good in it. Brass section as a marching bands with funky patterns, tribal and orchestral percussion, almost hip hop attitude and some guitar, as someone says, as Sonic Youth. It all starts with an idea by Ian Parton, a poly-instrumentalist, and is enriched by bass, guitars, drums, instruments and various percussions, the voice of Ninja and Angela Maki Won-Yin Mak. Funny, but a little confusing.

20180328

Arcobaleno

Rainbow - Kesha (2017)

Incuriosito dalle citazioni dei Waterparks, ho ascoltato l'ultimo disco di Kesha Rose Sebert aka Kesha, risalente al 2017. Devo dire che ogni volta rimango affascinato dalla quantità di talenti vocali che gli US riescono a sfornare, e, a mio modesto parere, molti di questi talenti hanno una sostanziale differenza da quelli italiani: molti di loro sanno come scrivere belle canzoni, a volte pure grandi canzoni. E' il caso di questa 31enne cresciuta da una madre single, che di professione ha sempre fatto la cantante country, Pebe Sebert, ma che ha dovuto ricorrere spesso agli aiuti del welfare per mettere il cibo in tavola. Kesha ha scritto, e continua a scrivere canzoni per altri artisti, ha una gran voce, e riesce sempre a mettere in ordine le note come si deve. Anche in questo disco, tenendo conto che parliamo di electropop, seppure sia chiaro che la ragazza è influenzata anche dal rock in genere, Kesha lo dimostra, mantenendo una buona media, e piazzando qualche colpo da maestra.



Intrigued by quotes from the Waterparks, I listened to the latest album by Kesha Rose Sebert aka Kesha, dating back to 2017. I must say that every time I am fascinated by the amount of vocal talents that the US manage to churn out, and, in my humble opinion, many of these talents have a substantial difference from the Italians: many of them know how to write beautiful songs, sometimes even great songs. This is the case of this 31-year-old raised by a single mother, who has always been a country singer, Pebe Sebert, but who has often had to resort to welfare assistance to put food on the table. Kesha wrote, and continues to write songs for other artists, has a great voice, and always manages to tidy up the notes as it should. Even on this record, bearing in mind that we are talking about electropop, although it is clear that the girl is also influenced by rock in general, Kesha proves it, maintaining a good average, and placing some hot shots.

20180327

Strega malefica

Hadeon - Pestilence (2018)

Ritorna la creatura di Patrick Mameli, una band olandese che fu molto famosa nel sottobosco death/thrash metal, ma che ha sempre avuto vita difficile e tantissimi cambi di formazione. Il talentuoso chitarrista olandese Mameli è l'unico superstite, ed è quello che ha guidato le pause, e le riunioni, la prima partita nel 1994, e l'altra, più recente, dal dal 2014 al 2016. Lo stile è ancora quello di un tempo, iper-tecnico e vagamente free jazz, ma che rende sempre omaggio alle band seminali del genere, Celtic Frost e Morbid Angel. Disco che picchia duro, ma che non aggiunge niente di particolarmente interessante al genere.



The creature of Patrick Mameli return, a Dutch band that was very famous in the underwood of death/thrash metal, but that has always had a difficult life and many changes of line up. The talented Dutch guitarist Mameli is the only survivor, and he is the one who led the breaks, and the reunions, the first started in 1994, and the other, more recent, from 2014 to 2016. The style is still that of once, hyper-technical and vaguely free jazz, but always paying homage to the seminal band of the genre, Celtic Frost and Morbid Angel. Album that hits hard, but that does not add anything particularly interesting to the genre.

20180326

Demone femminile

Lilith - Butcher Babies (2017)

Piccolo passo indietro verso gli ultimi mesi del 2017 per parlarvi di questo terzo disco della band proveniente da Los Angeles, California, e formata da Henry Flury alla chitarra, Jason Klein al basso, Chase Brickenden alla batteria, ma soprattutto, Heidi Shepherd e Carla Harvey alle voci, clean e scream. Le due ragazze, piuttosto carine, sono decisamente il simbolo di un cambiamento epocale in un genere piuttosto machista. Soprattutto Carla, ha un curriculum notevole: attrice erotica, scrittrice (romanzi e comics), laureata in scienze mortuarie (è direttore funebre e imbalsamatrice). Le loro voci sono abbastanza simili, ma sembra che i loro live shows siano intensi, e che le due ragazze "assaltino" gli spettatori. La musica è ispirata al groove metal dai Pantera in avanti, con richiami a Marilyn Manson e a Rob Zombie (anche cinematograficamente), ma le ragazze si ispirano molto a Wendy O. Williams dei Plasmatics (il nome della band si ispira a Butcher Baby, appunto dei Plasmatics, e nei primi live il loro non-abbigliamento era molto ispirato a Wendy). Molta melodia comunque, nei loro pezzi, e la tecnica, sia vocale che strumentale, non è per niente scarsa.



Little step back in the last months of 2017 to tell you about this third album of the band coming from Los Angeles, California, and formed by Henry Flury on guitar, Jason Klein on bass, Chase Brickenden on drums, but above all, Heidi Shepherd and Carla Harvey to the voices, clean and scream. The two pretty girls are definitely the symbol of an epochal change in a rather macho genre. Above all Carla, has a remarkable curriculum: erotic actress, writer (novels and comics), she has a degree in mortuary science (she is a licensed funeral director and embalmer). Their voices are quite similar, but it seems that their live shows are intense, and that the two girls "assault" the audience. The music is inspired by the groove metal from the Pantera and beyond, with references to Marilyn Manson and Rob Zombie (also cinematographically), but the girls are very inspired by Wendy O. Williams of Plasmatics (the name of the band is inspired by Butcher Baby, a Plasmatics song, and their first live shows non-clothing was very much inspired by Wendy). A lot of melody, however, in their tracks, and the technique, both vocal and instrumental, is not poor at all.

20180325

Pop cattivo

Pop Evil - Pop Evil (2018)

Quinto disco, questo omonimo per la band di North Muskegon (Grand Rapids), Michigan, band voluta e capitanata dal cantante Leigh Kakaty. Disco piacevole, un genere "misto" che non può non piacere ad orecchie da sempre abituate al rock, cresciute passando dal metal, attraverso il grunge, strizzando l'occhio all'hip-hop e cercando di rimanere al passo con i tempi, quindi abituandosi all'elettronica. Non sto parlando (solo) di me, ma delle influenze che si possono facilmente individuare nel suono dei Pop Evil, nelle cui note si possono riconoscere RATM, Pearl Jam, Stone Temple Pilots e via discorrendo. Kakaty ha una voce adatta e abbastanza flessibile, e le melodie sono sempre accattivanti. Detto questo, niente di nuovo.



Fifth record, this namesake for the band of North Muskegon (Grand Rapids), Michigan, band wanted and captained by singer Leigh Kakaty. Pleasant disc, a "mixed" genre that can not but please ears that have always been used to rock, grown up through metal, through grunge, winking at hip-hop and trying to keep up with the times, so getting used to electronics. I'm not talking (only) about myself, but about the influences that can easily be found in the sound of Pop Evil, in whose notes we can recognize RATM, Pearl Jam, Stone Temple Pilots and so on. Kakaty has a suitable and quite flexible voice, and the melodies are always captivating. That being said, nothing new.

20180323

Clone dell'Universo

Clone of the Universe - Fu Manchu (2018)

Dodicesimo disco in studio per la seminale band di Orange County, California. Nati come band di hardcore punk chiamata Virulence, virano di genere, cambiano formazione, nome, e diventano una delle prime band a suonare quel genere che poi verrà chiamato stoner rock. Questo disco non aggiunge niente a quello che hanno già fatto in passato, ma neppure toglie qualcosa: sono ancora massicci, non fanno concessioni, vanno dritti al sodo, e soddisfano chi cerca esattamente quel genere. Concretezza da elargire.



Twelfth studio album for the seminal band of Orange County, California. Born as a hardcore punk band called Virulence, they switched genre, they changed line-up, they changed the name, and become one of the first bands to play that genre that then will be called stoner rock. This record does not add anything to what they have already done in the past, but, at the same time, it does not take away anything: they are still massive, they do not make concessions, they go straight to the point, and they satisfy those who are looking for exactly that kind of music. Concreteness to be sell.

20180322

Esclusi dall'esilio

Outtakes From Exile - EMA (2018)

Cinque pezzi registrati nelle sessioni di Exile in the Outer Ring. O meglio: quattro pezzi registrati in quelle sessioni e non inclusi nel disco, Dark Shadows, MopTops (Twist While the World Stops), Anything Good e From the Love That We Made, e una versione strumentale di Breathalyzer, sottotitolata EMA Long Cut (infatti dura 20 minuti tondi). Un viaggio dark attraverso le atmosfere post new wave intrecciate con il folk, e la voce duttile, a volte sussurrata, a volte sull'orlo della crisi nervosa, di Erika Michelle Anderson. Necessario no, ma interessante per capire che anche quello che scarta, è buono.



Five tracks recorded in the sessions of Exile in the Outer Ring. Or better: four tracks recorded in those sessions and not included in the album, Dark Shadows, MopTops (Twist While the World Stops), Anything Good and From the Love That We Made, and an instrumental version of Breathalyzer, subtitled EMA Long Cut (in fact takes 20 minutes rounds). A dark journey through the post new wave atmospheres intertwined with folk, and the ductile voice, sometimes whispered, sometimes on the verge of the nervous crisis, by Erika Michelle Anderson. Not necessary, but interesting to understand that even what she usually throw away, is good.

20180321

A proposito, ti perdono

By the Way, I Forgive You - Brandi Carlile (2018)

Come avevo tentato di descrivere nella recensione del precedente The Firewatcher's Daughter del 2015, disco che per me è stato il primo ascoltato di lei, capisco il perché sia una figura quasi osannata, a livello di folk, almeno negli USA. Lo capirete anche voi, ascoltando The Mother, un pezzo basico di country-americana, dove parla della figlia Evangeline, avuta con sua moglie Catherine: si percepisce l'amore. Punto. L'altro esempio dal quale si può partire, per capire la grandezza di questa artista, è il pezzo conclusivo, Party of One, una struggente ballata pianoforte e voce (I loved you the first time I saw you/And you know I love you still/But I am tired/And I am yours). Secondo me, non c'è nient'altro da aggiungere. Quando un musicista fa musica semplice, ma sa scrivere le canzoni, finché ha l'ispirazione, c'è solo da ascoltarlo. Brandi Carlile è al sesto disco, e per il momento, va ascoltata.



As I had tried to describe in the review of the previous The Firewatcher's Daughter of 2015, a record that for me was the first heard of her, I understand why she is an almost mythical figure, at the level of folk, at least in the US. You will also understand it, listening to The Mother, a basic track of country-americana, where she talks about her daughter Evangeline, had with her wife Catherine: love is perceived. Period. The other example from which you can start, to understand the greatness of this artist, is the concluding track, Party of One, a poignant piano and voice ballad (I loved you the first time I saw you / And you know I love you still / But I am tired / And I am yours). In my opinion, there is nothing else to add. When a musician makes simple music, but he know how to write the songs, as long as he has the inspiration, there is only to listen to it. Brandi Carlile is on her sixth album, and for now, she should be listened to.