No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20170622

Settimo

Séptimo - di Patxi Amezcua (2013)
Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)


Buenos Aires, Argentina. Ogni giorno, Sebastiàn Roberti, avvocato, passa a prendere i figli a casa della ex moglie Delia, per accompagnarli a scuola. Delia abita in un elegante palazzo della BAires "europea", con ampie scale e molti condomini. Luna, Luca (i figli) e Sebastiàn, giocano a "chi arriva prima", i bambini per le scale, il padre con l'ascensore. Un gioco che a Delia non piace per niente. Un giorno, dopo che Delia ha ribadito che ha bisogno che Sebastiàn firmi i documenti del divorzio, e che lei vuole tornare in Spagna (lei è spagnola) con i bambini, Sebastiàn esce dalla porta insieme a Luna e Luca; i bambini insistono per scendere da soli per le scale, e Sebastiàn, riluttante per non mettersi ancor più contro la ex moglie, nonostante tutto, cede. Quando arriva da basso, i bambini non arrivano. Parte la ricerca, comincia l'angoscia, montano i sospetti contro chiunque, finché deve arrendersi all'evidenza i bambini sono stati rapiti. Arriva una telefonata per il riscatto, e Sebastiàn deve decidere fin dove si può spingere per riavere i figli.


Secondo lungometraggio per il regista spagnolo, qui con una coppia di attori protagonisti impeccabili, ma senza grande mordente. Finale leggermente prevedibile ma interessante, vedremo se, lavorandoci sopra, Amezcua potrà migliorare le prestazioni e la scrittura.


Second feature film for the Spanish director, here with a couple of prominent actors, but with no great grip. Finale slightly predictable but interesting, we will see if, working on it, Amezcua can improve performance and writing.

20170621

Jane la ex vergine

Jane the Virgin - sviluppata da Jennie Snyder Urman - Stagione 3 (20 episodi; The CW) - 2016/2017

Michael è ancora in condizioni critiche, lottando per la sua vita in ospedale. Qualche flashback sull'inizio della relazione con Jane. La polizia interroga Petra (in realtà è la sua gemella Anezka), e capisce che sta agendo in maniera sospetta. Jane e la madre di Michael, al di lui capezzale, finalmente imparano a rispettarsi a vicenda.




Chiaro, Jane the Virgin non è più, dopo tre stagioni, quella ventata di aria fresca nel mondo della comedy televisiva, cosa ancor più sorprendente se si pensa che non è niente di più che un remake di una telenovela. Eppure, la simpatia dei personaggi fa si ancora che i 40 minuti di ogni episodio scorrano piuttosto bene, ed assicurino sempre un certo divertimento. Debutto alla regia di Eva Longoria in uno degli episodi di questa stagione, sempre spettacolare Jamie Camil nei panni di Rogelio, serie rinnovata per una quarta stagione.



Clearly, Jane the Virgin is no longer, after three seasons, that breath of fresh air in the world of television comedy, which is even more surprising if one thinks it's nothing more than a remake of a telenovela. Yet, the pleasantness of the characters still makes the 40 minutes of each episode run pretty well, and they always make some fun. Debut of Eva Longoria as a director in one of the episodes of this season, always spectacular Jamie Camil as Rogelio, the series was renewed for a fourth season.

20170620

Dopo le risate

After Laughter - Paramore (2017)

Eccoci alle prese con un'altra svolta epocale, per la band capitanata dalla talentuosa e istrionica Hayley Williams. L'unica cosa che vi verrà a mente ascoltando questo nuovo After Laughter, se ripensate alle produzioni precedente, è Ain't It Fun, dal precedente eponimo. E' anche vero che qua c'erano già fortissimi indizi, appunto datici dal disco precedente, che levigava gli spigoli e si tuffava in qualcosa che già non era più propriamente rock o post punk. After Laughter è un disco pop ben scritto, che affronta temi non proprio felici a livello di liriche, ma che suona allegro, creando un paradosso simpatico. Sonorità molto anni '80 con un'elettronica vintage, e addirittura echi caraibici, mescolati con ritornelli anthemici e rivolti a un pubblico molto giovane. Eppure, c'è del buono, sempre se non vi vergognate troppo di dire che ascoltate i Paramore.



Here we are, with another epoch-making turn, for the band led by talented and multi-faceted Hayley Williams. The only thing that comes to mind when listening to this new "After Laughter", if you think about previous productions, is "Ain't It Fun", from the previous eponymous album. It is also true that there were already very strong clues, exactly given from the previous record, which paved the edges and plunged into something that was no longer properly rock or post-punk. "After Laughter" is a well-written pop record, dealing with not really happy lyric themes, but cheerfully playing, creating a sympathetic paradox. Sonority of the 80s with vintage electronics, and even echoes of Caribbean, mixed with anthemic choruese and addressed to a very young audience. Yet, there is good, if you are not too ashamed to say that you are listening Paramore.

20170619

I Have No Room In My Heart For Hate

Sense8 - delle Wachowskis e J. Michael Straczynski - Stagione 2 (10 episodi + 1 speciale natalizio; Netflix) - 2016/2017

Will e Riley si nascondono in un posto sicuro, dove Will è costretto ad usare eroina per bloccare Whispers. Kabaka compra un nuovissimo matatu per ripagarlo di avergli salvato la vita. Nomi e Amanita si trasferiscono da Bug, dato che Nomi è ancora ricercata dagli agenti governativi. Kala e Rajan si sposano, ma Wolfgang è sempre nei di lei pensieri. Lito rifiuta di negare la sua omosessualità, ed è sfrattato dal suo appartamento; affronta la madre, che accetta la cosa amorevolmente. Il fratello di Sun assume uomini per uccidarla in prigione, ma con l'aiuto del gruppo riesce a sconfiggerli e a fuggire. Jonas rivela a Will che il loro gruppo non è il primo ad essere nato da Angelica, e che Whispers prende dei medicinali per bloccare le sue abilità di sensate. Whispers fa visita al padre di Will, per intimidire Will stesso. Felix si risveglia in ospedale e torna a stare bene, e nel frattempo la zia di Wolgang e il boss Volker, gli offrono l'opportunità di unirsi al crimine organizzato, così come fece lo zio. Wolfgang rifiuta, ma Volker sguinzaglia i suoi sicari per freddarlo in una sparatoria: il gruppo, ancora una volta, si unisce, e vince.



Seconda stagione, almeno per me, di successo, una delle serie più strampalate e incredibili che qualcuno abbia mai concepito. Complicatissima da seguire, regala perle filosofiche e morali di valore altissimo, oltre che grandiosi regie e scenari favolosi all around the World. I buoni risultati lasciavano ben sperare, questa stagione è cominciata con uno special natalizio di due ore, e poi in maggio sono stati rilasciati 10 episodi da un'ora, ma un paio di settimane fa, Netflix ha annunciato, nonostante fossero già state avviate trattative con il cast per la prossima stagione (i creatori ne proponevano ben cinque), di aver cancellato la serie. Vedremo se le Wachowski (anche Andy ha effettuato un percorso di riassegnazione sessuale, divenendo Lilly, nel 2016) e Straczynski cercheranno di proseguire la serie per un'altra rete. Quel che rimane, è un imponente, colorato, chiassoso, sopra le righe, affresco surreale che fa riflettere su politica, identità, sessualità, genere e religione.



Second season, at least for me, of success, of one of the most weird and incredible series that someone has ever conceived. Complicated to follow, it delivers high-profile philosophical and moral pearls, as well as great directions and fabulous scenarios all around the World. The good results left hope, this season began with a two-hour Christmas special, and then in May, 10 episodes of one hour each were released, but a couple of weeks ago, Netflix announced, although negotiations had already begun with the cast for next season (the creators proposed five of them), to have canceled the series. We will see if the Wachowski (also Andy has made a sexual reassignment path, becoming Lilly in 2016) and Straczynski will try to continue the series for another network. What is left is an imposing, colorful, loud, surreal fresco above the lines, that reflects on politics, identity, sexuality, gender, and religion.

20170618

Diploma

Bacalaureat - di Cristian Mungiu (2016)
Giudizio sintetico: da vedere (4/5)


Cluji, Romania. Romeo è un dottore conosciuto per l sua dedizione e la sua integrità morale (anche se è in crisi coniugale con la moglie Magda da anni, ed ha un'amante molto più giovane, Sandra, insegnante con un figlio giovane a carico; Sandra insegna nella stessa scuola frequentata dalla figlia di Romeo e Magda, Eliza). Insieme alla moglie, fuggirono dalla Romania durante il comunismo, e tornarono nel 1991: una decisione della quale, almeno Romeo, si pente ogni giorno. Eliza è bravissima a scuola, non ha grilli per la testa anche se è fidanzata con Marius, un bravo ragazzo che però, nella visione di Romeo, potrebbe limitare l'avvenire radioso della figlia. Eliza sta per conseguire il Bacalaureat, il diploma di scuola superiore, a pieni voti, il che le consentirebbe di accedere, con relativa borsa di studio, in un prestigioso college inglese. Ma una mattina come le altre, solo qualche giorno prima degli esami, a causa di lavori in corso vicino alla scuola, Romeo lascia Eliza a qualche centinaio di metri dalla scuola stessa, e in questo centinaio di metri, Eliza viene aggredita da un malintenzionato, che prova a stuprarla. Eliza lotta, riesce a mettere in fuga il poco di buono, si fa male ad un braccio, ma rimane scioccata. Gli esami sono a rischio. Romeo, poco a poco, si invischia in quella palude di favori e corruzione che dilagano in Romania.


Ancora una lezione di cinema da parte del rumeno Mungiu, regista e sceneggiatore che ce ne ha già regalate alcune indimenticabili. La descrizione di un Paese invischiato nelle reminiscenze del suo passato, che non gli permettono di entrare nell'era moderna, anche se tutti quanti lo vorrebbero (vi suona familiare?), tramite una storia qualunque, perfettamente credibile, e sceneggiata ad orologeria, come fosse un thriller. Poco da aggiungere, se non ripetere quel che vi ho detto in apertura di commento: lezione di cinema.


Still a film lesson by the Romanian director Mungiu, director and screenwriter who has already given us some unforgettable. The description of a country tied up in the reminiscences of its past that does not allow it to enter the modern era, even if everyone wants it (sound familiar?), Through a whatever story, perfectly credible, and with a perfect script, such as it was a thriller. Little to add, unless to repeat what I told you in opening a comment: movie lesson.

20170616

Spegni la luce e ascolta

Apague la luz y escuche - Ricardo Arjona (2016)

Come vi ho raccontato qualche settimana fa, mi sono ricordato di uno dei miei guilty pleasures musicali, il guatemalteco Ricardo Arjona, e d'improvviso mi sono reso conto che dall'ultima volta che avevo controllato la sua discografia, erano usciti ben due nuovi dischi. Vi ho parlato di quello nuovissimo e composto da pezzi originali, Circo Soledad, adesso facciamo un passo indietro al 2016, quando Arjona ha fatto uscire questo Apague la luz y escuche, un disco fatto di reinterpretazioni di sue canzoni in acustico, arricchito da due collaborazioni (Buena Fe, un duo cubano che pubblica per l'etichetta dello stesso Arjona, sulle note di Para bien o para mal, e Carlos Varela, cantautore anche lui cubano, su Mi novia se me está poniendo vieja) e da tre pezzi inediti (Nada es como tú, Malena e Su menester). Arjona torna indietro nella sua discografia fino al 1996 (sesto disco, Si el norte fuera el sur), e, come detto, dà nuova vita a una manciata di suoi pezzi. Ancora una volta, disco ottimamente suonato e cantato, e pezzi che acquistano una discreta profondità, insieme ai soliti testi che, lo ripeto, sembrano buffi ma, al contrario, oscillano tra storie d'amore e di rotture, ricordi familiari, ma anche da storie con risvolti socio-politici. Un musicista che ho scoperto per caso, e che non finisce di stupirmi positivamente.



As I told you a few weeks ago, I remembered one of my musical guilty pleasures, Guatemalan Ricardo Arjona, and suddenly realized that, from the last time I checked his discography, two new albums came out. I talked to you about the brand new, and with original tracks, "Circo Soledad", now we step back to 2016, when Arjona has released this "Apague la luz y escuche", a record made of reinterpretations of his acoustic songs, enriched by two collaborations (Buena Fe, a Cuban duo who publishes for Arjona's label, on "Para bien or para mal", and Carlos Varela, Cuban singer-songwriter, on "Mi novia se me está poniendo vieja") and three unpublished tracks, "Nada es como tú", "Malena" and "Su menester"). Arjona returns back to her discography until 1996 (sixth album, "Si el norte fuera el sur"), and, as already said, gives new life to a handful of his songs. Once again, an album that is well tuned and sung, and songs that gain a remarkable depth, along with the usual texts that, I repeat, look funny, but on the contrary they swing between love stories and breakouts, family memories, but also stories with socio-political implications. A musician I discovered by chance, and that does not end to amazed me, in a positive way.

20170615

Mai lasciare

Neva Left - Snoop Dogg (2017)

Come sapete, non sono un esperto di hip hop, ma mi piace ascoltarlo ogni tanto, e mettermi alla prova. Snoop è un personaggio simpatico, divertente ma assolutamente non stupido, e devo dire che con questo suo quindicesimo disco (il ragazzo di Long Beach, California, ha ultimamente una prolificità invidiabile), uno dei pochi che ho ascoltato in maniera approfondita, mi ha stupito positivamente per la varietà di influenze, e per la maniera magistrale con cui padroneggia le rime e il cosiddetto flow. Solita infinita lista di featuring (Rick Rock, Big Tray Dee, K Camp, Stresmatic, October London, Too Short, Nef the Pharaoh, Devin the Dude, Wiz Khalifa, DJ Battlecat, BadBadNotGood, KRS-One, Redman, Method Man, B-Real, Charlie Wilson, Teena Marie, Big Bub, Kendrick Lamar) e un disco di fattura pregiata, che, sia dal punto lirico che musicale, ci ricorda che Snoop ha ancora da dire la sua. E infatti, "he never left".



As you know, I'm not an expert in hip hop, but I like to hear it every now and then, and try it out. Snoop is a funny person, funny but absolutely not stupid, and I must say that with this fifteenth album (the boy from Long Beach, California, has lately been extremely prolific), one of the few that I listened in depth, I was amazed positively for the variety of influences, and for the master way with which he holds the rhymes and the so-called flow. The usual endless list of featuring (Rick Rock, Big Tray Dee, Camp K, Stresmatic, October London, Too Short, Nef the Pharaoh, Devin the Dude, Wiz Khalifa, DJ Battlecat, BadBadNotGood, KRS-One, Redman, Method Man, B -Real, Charlie Wilson, Teena Marie, Big Bub, Kendrick Lamar) and a high-quality billboard that, from both lyrics and music, remembers Snoop still has to say. And in fact, "he never left".

20170614

Una luce in più

One More Light - Linkin Park (2017)

Probabilmente, l'ultimo disco che avevo ascoltato, della band di Agoura Hills, California, era stato A Thousand Suns del 2010. Sorprendentemente, li ho "ripresi" con questo One More Light, che è decisamente l'album della svolta. Con questo disco, i Linkin Park passano dall'essere una band con reminiscenze nu metal, all'essere una band electro pop, con un passato hard rock. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, nella vita così come nella musica. Il problema iniziale, sono state le reazioni della critica, che ha giudicato l'album una delusione, e quelle conseguenti dei due esponenti di spicco Chester Bennington e Mike Shinoda, molto arrabbiate. Paradossale (ma neppure troppo), che a calmare le acque sia stata una dichiarazione di Corey Taylor (Slipknot, Stone Sour). 
Ma, adesso parliamo del disco. Come premesso, dimenticate ogni cosa che ricordate dei Linkin Park, e ponetevi all'ascolto con orecchie vergini. Il disco contiene delle canzoni interessanti, anche delicate, cantabili, anthemiche, ben arrangiate, una sorta di evoluzione delle boy band e dell'hip hop commerciale. Molta elettronica, pochissime e indistinguibili le chitarre, qualche ballata (One More Light, Sharp Edges addirittura acustica, una roba tipo Simon & Garfunkel moderni, Heavy), collaborazioni prevedibili (Pusha T, Stormzy), altre meno (Kiiara, Ilsey Juber, Ross Golan), per un disco che, come detto, segna un passaggio epocale per la band, ma chissà, forse anche di un'epoca. 
Nonostante tutto, sorprendentemente anche per me, il disco non mi dispiace, e confesso di aver suonato l'iniziale Nobody Can Save Me, secondo me il pezzo migliore del disco, anche per quindici volte di seguito, e di essermi ritrovato a cantarci sopra, a squarciagola, nell'intimità dell'abitacolo della mia auto.



Proofably, the last record I heard from the band of Agoura Hills, California, was "A Thousand Suns" in 2010. Surprisingly, I've "resumed" with this "One More Light", which is definitely the album of the U-Turn. With this record, the Linkin Park goes from being a band with nu metal reminiscences, to being an electro pop band with a hard rock past. Everyone is free to make their own choices in life as well as in music. The initial problem was the reaction of the critics, who judged the album a disappointment, and the consequent reactions of two leaders Chester Bennington and Mike Shinoda, very angry. Paradoxical (but not too much), which the one who calmed the waters has been a statement by Corey Taylor (Slipknot, Stone Sour).
But now we're talking about the record. As you put it, forget everything you remember about Linkin Park, and listen to it with virgin ears. The album contains interesting, delicate, songwriting, anthemical, well-arranged songs, a kind of evolution of boy band and hip hop commercials. A lot of electronics, very few and indistinguishable guitars, some ballads (One More Light, Sharp Edges even acoustic, a modern Simon & Garfunkel stuff, Heavy), predictable collaborations (Pusha T, Stormzy), others less (Kiiara, Ilsey Juber, Ross Golan), for a record that, as said, marks an epochal pass for the band, but who knows, perhaps even of an era.
In spite of everything, surprisingly for me, the record does not disappoint, and I confess that I played the opener "Nobody Can Save Me", in my opinion the best track of the record, even for fifteen times in a row, and I found myself singing on it, screaming, in the intimacy of my car's cockpit.

20170613

Survival of the Fittest

Scandal - di Shonda Rhimes - Stagione 6 (16 episodi; ABC) - 2017

La corsa presidenziale tra Mellie Grant e Francisco Vargas arriva alla fine, ed i risultati sono sorprendenti. Ma ancor più sorprendente e sconvolgente è quello che accade immediatamente dopo. Fitz è costretto a prendere una decisione che non avrebbe mai voluto essere chiamato a prendere.

Shonda Rhimes è sicuramente una delle più abili "menti" televisive statunitensi, ma la sua creatura Scandal è decisamente arrivata al capolinea, e a mio giudizio, visto che è stato annunciato che la prossima stagione sarà l'ultima, l'agonia è stata prolungata un po' troppo. Succede. Vedremo anche la prossima stagione, chissà, magari potrebbe sorprenderci in positivo: questa è stata debole. Solita recitazione sopra le righe da parte di tutto il cast, cosa che a volte può risultare un po' pesante.

Shonda Rhimes is definitely one of the most talented TV "minds" in the US, but his creature Scandal has definitely come to the end, and in my opinion, as it has been announced that the next season will be the last, the agony has been prolonged a little too much. It happens. We will also see next season, who knows, maybe we might be surprised. In any case, this last was weak. Usual acting over the rows by the cast, which can sometimes be a bit heavy.

20170612

The Book of

The Leftovers - di Damon Lindelof e Tom Perrotta - Stagione 3 (8 episodi; HBO) - 2017

1844. Un sedicente profeta prevede e indica alla sua congregazione, una serie di eventi sovrannaturali, che non si avverano. Nel presente, un drone militare distrugge il Centro Visitatori di Jarden dove i Guilty Remnant sono accampati. 
Tre anni dopo, Kevin è il capo della polizia di Jarden, e Tom è uno dei suoi ufficiali. Nora è tornata a lavorare per il DSD (Department of Sudden Departures) come agente investigativo sulle truffe. Kevin riceve una visita da Dean, un volto da lui ben conosciuto dai tempi di Mapleton, che lo informa su una stranissima teoria. La mattina seguente, Kevin infila la testa in un sacchetto di plastica, e tenta di soffocarsi. Più tardi, quando lascia casa sua vivo e vegeto, Tom lo informa che i manifestanti (sostenitori dei Guilty Remnant) hanno avvelenato l'acqua nella quale Matt, adesso il pastore della città, stava progettando di battezzare diverse decine di persone. Kevin interviene sul luogo, si tuffa in acqua e dichiara che l'avvelenamento è uno scherzo. Per rafforzare la cosa, Michael battezza Kevin (che, sottovoce, gli sussurra che non vale). Di seguito, Tom salva la vita di Kevin, caduto in un imboscata di Dean, che apre il fuoco sull'auto di pattuglia. Kevin scopre che Matt sta scrivendo un "vangelo", dove lui è il protagonista, nonché Messia. Glielo prende.
Nell'Australia rurale, una donna che alleva colombe, le consegna ad una suora. La suora, si rivolge alla donna, che pare chiamarsi Sarah, se il nome Kevin le dice qualcosa. La donna, che è decisamente una Nora invecchiata di una ventina d'anni, risponde di no.


E così, The Leftovers ci lascia definitivamente con questa terza stagione, che Maureen Ryan di Variety ha descritto come "spectacular, in every sense of that word". Ognuno è libero di avere la propria opinione, e la mia coincide decisamente con quella critica statunitense: The Leftovers, che durante tre stagioni mi è sembrata una sorta di Twin Peaks meno ermetica ma decisamente orientata alla riflessione sul senso dell'esistenza, con metafore comprensibili (sempre se si ha voglia di farlo) e un cast splendidamente indovinato (da gente che ne sa: come dice ancora Ryan, chi sapeva chi fosse Carrie Coon - Nora - prima di The Leftovers?), e che nel finale ci ha ricordato fortissimamente quello dell'indimenticabile Six Feet Under, è stata una serie breve ma intensa, diretta, fotografata, interpretata, scritta, e musicata in maniera superlativa, che ci ha preso per mano chiedendoci una sospensione dell'incredulità di dimensioni enormi, ripagandoci con alcune ore di divertimento, riflessione ed emozioni ad altissima intensità. Ci mancherà moltissimo, e già guardando la terza serie di Fargo, da qui in poi sarà impossibile separare soprattutto i due splendidi attori protagonisti (Carrie Coon, appunto, e Justin Theroux/Kevin), dai personaggi da loro interpretati in The Leftovers. Un grande "grazie" è il minimo che possiamo dire.


And so, "The Leftovers" definitely leaves us with this third season, which Variety's Chief TV Critic Maureen Ryan described as "spectacular, in every sense of that word." Everyone is free to have their own opinion, and mine definitely coincides with the US critic: "The Leftovers", which for three seasons seemed to me to be a sort of "Twin Peaks" less hermetic but definitely oriented to reflection on the sense of the existence, with comprehensible metaphors (if you want to do it) and a beautifully guided cast (by people who know their job: as still Ryan says, who knew who Carrie Coon was - Nora - before "The Leftovers"?), and that in the finale he reminded us very strongly the finale of the unforgettable "Six Feet Under", was a brief but intense, that was splendidly direct, cinematographed, interpreted, written, and that had superlative music, that took us by the hand asking us for an enormous suspension of disbelief, re-paying us with some hours of fun, reflection and emotion at very high intensity. We will miss a lot, and already watching the third series of "Fargo" (where Carrie Coon plays a part), henceforth it will be impossible to separate the two prominent actors (Carrie Coon and Justin Theroux / Kevin) from the characters they played in "The Leftovers". A big "thank you" is the least we can say.

20170611

Holiday in the Sun

Oggi non ho davvero niente da dirvi.
Non è vero: ce l'avrei, ma mi è mancato il tempo. 
Prossimo impegno: la rece della terza e ultima stagione di The Leftovers.
Stay tuned.

20170609

Cosa si diventa

What One Becomes - Sumac (2016)

Secondo disco di uno dei molti progetti di Aaron Turner, i SUMAC si spingono in territori davvero estremi: non c'era da aspettarsi diversamente, Turner è uno di quei poliedrici personaggi che stanno facendo diventare il genere che una volta era metal, in qualcosa di, lasciatemelo dire, pressoché intellettuale. La band, tra l'altro, nasce da alcune ossature di canzoni scritte da Turner appunto, per spingersi al limite, per le quali si è consigliato con Kurt Ballou (Converge) per la ricerca di un batterista in grado di lavorarci sopra. La scelta cadde su Nick Yacyshyn, dai canadesi crust-punk Baptists. I due aprono dunque le danze, ingaggiando al basso Brian Cook (Russian Circles) come membro "intermittente". Quando Cook non è disponibile, subentra per i live Joe Preston (Melvins, High on Fire, Thrones, Sunn O)))). Dopo il debutto con The Deal nel 2015, nel giugno dello scorso anno esce questi What One Becomes, una riflessione sull'identità e sulla sua destabilizzazione al contatto con l'esterno. Attraverso cinque pezzi molto lunghi (oppure 10, se si dividono, come ad esempio fa Spotify, Image of Control, Rigid Man, Clutch of Oblivion in due parti, e addirittura Blackout in tre), Turner ed i suoi compagni d'avventura prova ad andare oltre all'esperienza degli Isis, e forse ci riesce. Il disco è avvolgente, duro e compatto, seppur composto da passaggi con diverse atmosfere, e porta il metal ad un livello senza dubbio superiore.



Second record of one of Aaron Turner's many projects, SUMAC moves to really extreme territories: there was no other to expect, Turner is one of those multifaceted characters who are making turn the genre that was once metal, in something, let me say this, almost intellectual. The band, among other things, was born from some of the songs sketched by Turner, to go to the limit, for which was recommended, from Kurt Ballou (Converge), to search for a drummer who could work on it. The choice fell on Nick Yacyshyn, from Canadian crust-punk Baptists. The two then open the dances, hiring Brian Cook (Russian Circles) as an "intermittent" member. When Cook is unavailable, Joe Preston (Melvins, High on Fire, Thrones, Sunn O)))) takes over. After the debut with "The Deal" in 2015, in June of last year, these "What One Becomes" comes out, a reflection on identity and destabilization in contact with the outside. Through five very long tracks (or 10, if its split, such as Spotify, "Image of Control", "Rigid Man", "Clutch of Oblivion" in two, and even "Blackout" in three), Turner, and his adventure companions, go beyond Isis's experience, and maybe they succeeds. The album is wrap-around, hard and compact, albeit composed of passages with different atmospheres, and brings the metal to the, undoubtedly, next level.

20170608

Rea

Rheia - Oathbreaker (2106)

Intrigante fin dalla copertina, il terzo disco della band belga di Ghent rappresenta un ulteriore tassello nella loro progressione. Autori di un black metal che, come notano in molti, si fonde con lo shoegaze, vengono spesso accostati agli ex compagni di etichetta Daefheaven, ma qua c'è, prima di tutto, la voce di Caro Tanghe che fa la differenza. Qualcuno, quando le tonalità vanno verso lo scream, l'ha paragonata nientemeno che a Jacob Bannon dei Converge, ma lei riesce al tempo stesso a passare a tonalità estremamente melodiche. Quando urla, infonde senza dubbio epicità e disperazione a tracce che già di per sé, riescono ad essere decisamente emozionanti, gotiche e coinvolgenti. 
Il titolo si riferisce alla dea della mitologia greca Rea; la band, dopo l'uscita del disco, ha sostituito il batterista originale Ivo Debrabandere con Wim Coppers.



Intriguing since the cover, the third album of the Belgian band of Ghent is another step in their progression. Authors of a black metal, that, as many critics pointed out Oathbreaker blend with shoegaze, are often approached to former label companions Deafheaven, but here there is, first of all, the voice of Caro Tanghe, that making the difference. Someone, when the shades go to the scream, compared her to Jacob Bannon of Converge, but she, at the same time, succeeds in moving to extremely melodic shades. When she screams, she undoubtedly empowers epic and desperate tracks that, in her own case, they can be quite exciting, gothic, and engaging.
The title refers to the goddess of Greek mythology, Rhea; the band replaced the original drummer Ivo Debrabandere with Wim Coppers, after the release of the album.

20170607

Saluti da...

Greetings From... - The Sword (2017)

Primo disco dal vivo per la band di Austin, Texas, una band che, come saprà chi segue questo blog, mi entusiasma fin dai loro inizi, e che ha mostrato uno stupefacente progresso di maturazione. Il disco contiene nove tracce, una dal debutto Age of Winters, una dal secondo Gods of the Earth, due da Warp Riders, nessuna da Apocryphon, quattro da High Country e una cover, John the Revelator (un traditional gospel blues "call and response"), fatta uscire dalla band nel 2016 come 7 pollici, in occasione del Record Store Day, e mi lascia perfettamente soddisfatto: sono cosciente di non averli mai visti live, so da resoconti che il quartetto non ha grande presenza scenica, e la voce di John D. Cronise è, come quella, purtroppo, di altre grandi band metal recenti, molto peggiore rispetto alle registrazioni in studio. Nonostante ciò, l'essenza del suono dei The Sword si evince in maniera chiara. Probabilmente, è più un disco per fan, e quindi, fa al caso mio.



First live album for the band from Austin, Texas, a band that, as who follows this blog knows, which I have been thrilled about, since its inception, and has shown an amazing maturation progress. The record contains nine tracks, one from the "Age of Winters" debut, one from the second "Gods of the Earth", two from "Warp Riders", none from "Apocryphon", four from "High Country", and a cover, "John the Revelator" (a traditional gospel blues "call and response"), released from the band in 2016 as 7 inches, on the "Record Store Day", and leaves me perfectly satisfied: I am aware that I have never seen them live, so, I know from several reports that the quartet does not have great scenic presence, and the voice of John D. Cronise is, unfortunately, like the ones of many other major recent metal bands, much worse than studio recordings. Nevertheless, the essence of The Sword's sound is clear. Probably, it's more like fan-album, so it's my case.

20170606

Prelapsario

Prelapsarian - Krallice (2017)

Avevo "abbandonato" un poco la band newyorkese, dopo avervi parlato del loro secondo Dimensional Bleedthrough, e del loro terzo Diotima (2009 e 2011), probabilmente perché ascoltarli non è quel che si dice una passeggiata: veramente impegnativi e tesi, fondamentalmente ripetitivi, seppur molto molto tecnici. Loro, naturalmente fregandosene altamente, hanno fatto uscire Years Past Matter (2012), Ygg Huur (2015), ed infine, negli ultimi mesi del 2016, questo nuovo Prelapsarian (anche un paio di EP). Direi che non è cambiato molto: quattro pezzi (due di durata superiore ai 10 minuti) tesi, intricati, fatti di complicate tessiture chitarristiche e impegnativi passaggi di batteria a seguire, voci (si dividono le parti vocali uno dei fondatori, Mick Barr, anche chitarrista, e uno dei due "nuovi", Nick McMaster, anche bassista) che sembrano uscire dall'inferno (Zoe Camp su Pitchfork li definisce "animalistic", scendendo nel particolare: "Barr urla come un'aquila, McMaster come un mastino infernale"). Come detto già in occasione dei dischi più vecchi, ascolto impegnativo, musica che può annoiare a morte, ma anche provocare uno stato di trance eccitante.



I had "abandoned" a bit the New York band, having talked about their second "Dimensional Bleedthrough", and their third "Diotima" (2009 and 2011), probably because listening to them is not what is said a piece of pie: really challenging and tense, fundamentally repetitive, albeit very technical. They, of course, in the meantime released "Years Past Matter" (2012), "Ygg Huur" (2015), and finally, in the last months of 2016, this new "Prelapsarian" (also a couple of EPs). I would say that it has not changed much: four tracks (two of them, more than 10 minutes long), intricate, made of complicated guitar textures and challenging drums passages, voices (one of the founders, Mick Barr, also on guitar, and one of the "new", Nick McMaster, also bassist) who appear to be coming out of hell (Zoe Camp on Pitchfork calls them "animalistic", going down in particular: "Barr is like a screaming eagle, McMaster like a growling hellhound"). As already mentioned about older albums, challenging listen, that can bore to death, but also could cause an exciting trance state.

20170605

Perire

Hymn - Perish (2017)

Debutto non del tutto convincente per il duo norvegese formato da Ole Rokseth (chitarra, basso e voce) e Markus Stole (batteria). Bel rifferama, a tratti interessanti i cambi di tempo, ma alla lunga un poco ripetitivo, e l'uso della voce da parte di Rokseth non convince fino in fondo (probabilmente più adatta al metalcore o direttamente all'hardcore), su un incrocio sludge/doom come quello degli Hymn, dove si sente forte anche l'influenza dei Neurosis. Da rivedere.



Debut not entirely convincing for the Norwegian duo formed by Ole Rokseth (guitar, bass and voice) and Markus Stole (drums). Nice rifferama, sometimes interesting time changes, but a little repetitive on the long distance, and the use of voice by Rokseth does not convince completely (probably more suitable for metalcore or even directly for hardcore) on a junction of Sludge/Doom like that of the Hymn, where the influence of Neurosis is also strong. To be reviewed.

20170604

Stati Uniti dell'Orrore

United States of Horror - HO9909 (2017)

Per gli amanti dell'estremo, ecco una band statunitense decisamente "contro", con un debutto che potrebbe interessarvi. Hardcore punk, hip-hop del più duro, ed elettronica durissima. Due voci, due reietti, theOGM e Eaddy, accompagnati live da Brandon Pertzborn (Black Flag), oltraggiosi sia nei testi che negli atteggiamenti (licenziati dal Warped Tour nel 2015 per atteggiamenti estremi sul palco, sospeso uno dei loro due concerti al SXSW perché il mosh stava andando fuori controllo sotto il palco), sono autori di un disco d'esordio decisamente spiazzante. Da tenere d'occhio.



For extreme lovers, here's a US band definitely "against", with a debut that might interest you. Hardcore punk, hard hip-hop, and hardcore electronics. Two voices, two outcast, theOGM and Eaddy, accompanied live by Brandon Pertzborn (Black Flag), outrageous in both texts and attitudes (laid off by the Warped Tour in 2015 for extreme attitudes on stage, suspended one of their two concerts at SXSW because the moshing was going out of control under the stage), they are the authors of a very disturbing and interesting debut album. To keep an eye on.

20170602

The Soviet Division

The Americans - di Joe Weisberg - Stagione 5 (13 episodi; FX) - 2017

Nuovo incarico per Philip ed Elizabeth: sorvegliare un disertore, Morozov, esperto di agricoltura, fuggito dall'URSS insieme alla moglie Evgheniya ed il figlio Pasha. Per questo aggancio, si avvalgono di Tuan, che funge da loro figlio: un giovane vietnamita che odia gli USA per quello che hanno fatto al suo paese, e che pare già una spia navigata. I Jennings continuano a disapprovare la relazione tra Paige e Matthew, relazione che, invece, pare funzionare alla grande. Ma Paige cova una profonda insicurezza, e finisce per confessarla alla madre, che prende a darle lezioni di autodifesa, in garage. 
A Mosca, Oleg si ritrova ad indagare sulla corruzione dilagante nella catena di distribuzione alimentare. Mischa, il figlio di Philip (che Philip non conosce), parte senza autorizzazione alla volta degli USA per incontrare il padre, allarmando Claudia e Gabriel. Il KGB invia una squadra di sei persone, tra le quali naturalmente i Jennings e Hans, per recuperare un campione di Febbre di Lassa dal corpo infetto di William, sepolto a Fort Dietrick. Qualche complicazione. 


Alla quinta stagione, The Americans ha forse perso un po' di smalto, e le "imprese" dei Jennings sembrano normale amministrazione. Ma, secondo il mio punto di vista, basta pensare, anche solo per un momento, che durante la Guerra Fredda (ma anche oggi), persone che hanno fatto questa vita sono esistite davvero, e tutte le conseguenze che vediamo, probabilmente edulcorate, nelle loro vite, le hanno sperimentate sul serio. Meno entusiasmante, ma fotografato in maniera interessante, la storyline sovietica, con Oleg come protagonista. Nel cast entra qualche faccia conosciuta. La prossima stagione, la sesta, sarà quella conclusiva, consterà di 10 episodi, e andrà in onda nel 2018.


At the fifth season, "The Americans" may have lost a bit of grip, and the Jennings "businesses" seem normal. But, in my point of view, it is enough to think, even for a moment, that during the Cold War (but also today), people who did this life really existed, and all the consequences we see, most likely sweetened, they have experienced it seriously. Less enthralling, but with an interesting cinematography, the "Soviet" storyline, with Oleg being the protagonist. In the cast comes some familiar faces. The next season, the sixth, will be the final one, with 10 episodes, and will air in 2018.

20170601

Pig Moon Rising

Modern Family - di Christopher Lloyd e Steven Levitan - Stagione 8 (22 episodi; ABC) - 2016/2017

Haley, Alex e Luke sono in vacanza a New York con Phil e Claire. I genitori devono partire prima, poi decidono di restare, i figli pure, ed entrambi i gruppi cercano di nascondere agli altri dove sono stati. Mitchell, Cameron e Lily sono in Missouri. La nonna di Cameron muore, e Mitchell, che non piace granché alla famiglia, aggrava la situazione durante l'elogio funebre. Jay e Gloria portano Manny e Joe ad un matrimonio in Messico. Lì incontrano Sonia, la sorella di Gloria, e Jay le racconta dell'impresa di Gloria con la salsa piccante. Al loro ritorno a casa, Sonia rapisce Manny, per vendicarsi dell'essersi appropriata della ricetta della zia, impedendole di avviare il suo business, scoprendo così di essere invidiata da Gloria, perché Sonia è sempre stata la preferita dal padre.

Squadra che vince non si cambia, e così la pensano gli autori di Modern Family. Arrivata all'ottava stagione (e rinnovata per altre due), la serie si limita a seguire una lieve evoluzione dei personaggi, e ad imbastire qualche gag divertente. Pochi pensieri, buoni sentimenti, e qualche sorriso.

The winning team does not change, and the authors of Modern Family seems to think like that. Coming to the eighth season (and renewed for two more), the series merely follows a slight evolution of the characters, and put on some fun gags. Few thoughts, good feelings, and some smile.

20170531

Vienna (Austria) - Maggio 2017 (5)

So che faccio una figura da vecchio, ma la giornata di ieri, e già le due ore in piedi, cominciano a farsi sentire. La salita non è trascendentale, ma è costante. Salgo, arrivo alla Gloriette, un lago davanti e uno dietro, salgo sul tetto, ammiro il sontuoso panorama, scatto qualche foto. Scendo, torno verso il parco, si è fatto quasi mezzogiorno. 



Soppeso l'idea di pranzare al ristorante interno, ne ho letto discretamente, ma sono incuriosito da un ristorante greco non lontano, e come detto, ancora non è mezzogiorno. Controllo la direzione sul telefono, lascio Schonbrunn, passeggio fino al ristorante attraverso questo quartiere di periferia ma nemmeno troppo, che non è perfetto come il centro, e lascia intravedere qualche casa leggermente trasandata, e un traffico automobilistico tutto sommato accettabile. Una quindicina di minuti, e sono all'Odysseus. C'è un sacco di gente, molti locali. Chiedo un tavolo, mi fanno accomodare, mi portano il menù, scelgo in fretta: un gyros pita e una birra Mithos. Chiedo del bagno, vado a lavarmi le mani e a fare un po' d'acqua, torno e mi hanno già servito, Stupefacente, ma del resto il gyros è praticamente già pronto, hanno solo dovuto aggiungere le patate (e lo tzaziki). Però, insomma, se non è un record, poco ci manca. Mangio di gusto, prendo il caffè (non greco), pago ed esco. Torno all'hotel, e dormo un poco, poi mi guardo un po' di serie tv, faccio l'ora di cena e decido di provare l'Akakiko, giapponese vicinissimo all'hotel. Cibo buono, servizio scarso, riesco ad usare le bacchette e a lasciare qualcosa nel piatto perché proprio non mi va. Non riesco ad ordinare il dessert, la cameriera proprio l'inglese non lo capisce. Rientro e mi sparo un film. Domani si rientra.




Lunedì 22
Sveglia, preparazione, colazione, pronti, ho già fatto il check out ieri sera. Metro fino a Mitte, CAT fino all'aeroporto. Sul treno, prese USB ed elettriche.


Bella giornata, volo liscio, bella esperienza. Alle 14 sono di nuovo in Toscana. Alla prossima.

20170530

Vienna (Austria) - Maggio 2017 (4)

Domenica 21 maggio
Eccoci alla giornata che ho deputato alla visita del castello di Schonbrunn (dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO). Una delle ragioni del mio viaggio a Vienna, e una delle ragioni per cui ho scelto l'hotel praticamente al confine della tenuta. Stanotte ha piovuto, ma adesso no, calcolo la sveglia, il tempo di prepararmi e della colazione, esco e con 10 minuti di passeggiata sono all'ingresso, in perfetto orario per l'apertura. Non si sa mai che ci vogliano davvero 4 ore come dicono alcune guide. Ovviamente, frotte di turisti, molti asiatici. Diverse opzioni di biglietto, scelgo quello con più cose da vedere, e comincio dal castello in se, ovvero dalle stanze aperte al pubblico, alle quali si accede dalla famosa Scala Blu. Vi rimando alle varie descrizioni sul sito, o sul web in genere, ma vi bastino un paio di cose. La prima: l'ingresso è regolato come se fosse quello di un imbarco aeroportuale (slot di ingresso a seconda dell'orario del biglietto). La seconda, per quanto alcune cose che vedrete, o che sentirete nell'audioguida (fatta molto bene), vi faranno ridere o sorridere, oltre 200 anni di storia europea sono passati di qua. Vorrei che molti siti storici italiani fossero organizzati in questo modo, in modo che i turisti comprendano la storia che ne trasuda, e che si comportino in maniera rispettosa.

L'Otto Wagner Hofpavillion a Hietzing, in pratica l'estremità opposta della stazione metro omonima, ad uso esclusivo dell'Imperatore.

Proseguo con l'Orangerie, accanto alla serra delle palme e al teatro delle marionette, poi con un altro piccolo giardino, dopo di che passo al parco, sul retro, dove tra l'altro stanno montando un palco e altre cose perché evidentemente, di lì a poco vi si terrà un concerto, non so di quale genere. Il parco è immenso, e si capisce che l'ispirazione era quella di offuscare Versailles. Do un'occhiata ai labirinti, poi proseguo verso la fontana di Nettuno, e inizio la salita verso la Gloriette.

20170529

Vienna (Austria) - Maggio 2017 (3)

Eccomi in Stephansplatz, dove naturalmente, si trova lo Stephansdom, il duomo di Vienna intitolato a Santo Stefano. Storia varia e interessante, spettacolare il tetto in maiolica, oltre che naturalmente lo sfarzoso interno e il campanile. Folle di gente tutt'intorno, peccato per i lavori di restauro in corso, ma meglio così che il degrado, naturalmente.


Prendo un caffè in uno dei bar sulla piazza (qualcosa come 3 euro e 50 per un espresso), poi termino il mio giro, e scendo di nuovo in metropolitana.


Mi faccio un giro fino al Danubio, e do un'occhiata al Prater. Ritorno poi verso il Rathaus, il municipio.


Per fare molto l'alternativo, faccio foto solo alla facciata secondaria. Mi sento quasi a posto, do un'occhiata alla mappa della metro, e decido di percorrere un itinerario alternativo per tornare all'hotel, quindi mi faccio a piedi la distanza tra la fermata di Rathaus e quella di Museumquartier, passando per viali scorrevoli, parchi e cose come quella della seguente foto (Palais Auersperg).


Cambio tre linee di metro, e sono nuovamente a Hietzing. Questo è quindi il "bottino" di oggi.


Esco per la cena, in zona, e dopo aver dato un'occhiata, mi oriento su Da Ferdinando, e mangio una buonissima pizza. Tutti giovani, tutti italiani, mi offrono due volte l'ammazzacaffé, e facciamo due chiacchiere. Per oggi è andata.