La città proibita - Di Gabriele Mainetti (2025)
Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
1995, Cina. Con la politica del figlio unico in pieno vigore, i genitori delle piccole Yun e Mei decidono di tener segreta la seconda per evitare denunce. Fin da bambine, le due figlie sono educate alle arti marziali.
2025: Mei, divenuta esperta di tecniche di combattimento, arriva a Roma alla ricerca di Yun, data per scomparsa. Il luogo chiave per l'indagine è l'affollato ristorante cinese dell'Esquilino "Città proibita", nel quale i clienti possono non solo mangiare ma anche intrattenersi con massaggiatrici e prostitute e dove anche Yun si è dovuta riciclare come squillo. (Wikipedia)
Un altro gran bel film del regista romano, una delle migliori cose italiane viste negli ultimi tempi. Fotografia che riesce a restituire una Roma attuale e non edulcorata, bella ma con tutti i suoi difetti, una coppia protagonista non troppo conosciuta ma ben amalgamata, con un'ottima chimica, e una trama assurda quando basta per essere credibile, soprattutto perché basata su un'Italia ormai apertamente multiculturale. Si ride, ci si commuove, si omaggiano diversi tipi di cinema. Bravo.
Another great film from the Roman director, one of the best Italian films we've seen in recent memory. The cinematography captures a contemporary, unadulterated Rome, beautiful but with all its flaws. The lead couple, while not overly well-known, have excellent chemistry. The plot is absurd enough to be believable, especially given that it's set in an Italy that's now openly multicultural. It makes you laugh, it moves you, and it pays homage to different types of cinema. Bravo.

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