No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20260607

Gioia

Joy - Di Ben Taylor (2024)
Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)


Nel 1968, l'infermiera Jean Purdy viene assunta all'Università di Cambridge come responsabile di laboratorio dallo scienziato Dr. Robert Edwards. Insieme, reclutano l'innovativo ostetrico e chirurgo Patrick Steptoe per unirsi alla loro ricerca sulla riproduzione, nel tentativo di combattere l'infertilità femminile. Robert spera di creare una procedura che si sviluppi nella fecondazione in vitro. Patrick ricorda loro che il governo, la chiesa e tutti si opporranno. Jean e sua madre sono assidue frequentatrici della chiesa. Hanno uno stretto rapporto con il loro parroco, il Reverendo Paulson, e si offrono attivamente come volontarie per aiutarli. Poiché il team ha pochi fondi, Jean e Robert devono recarsi a Oldham quattro ore al giorno. Lui spiega come abbiano lavorato con piccoli roditori ottenendo un certo successo. L'anno successivo fecondano il loro primo ovulo umano. Man mano che progrediscono, il Daily Mirror inizia a chiamare Robert "Dr. Frankenstein". (Wikipedia)

Interessante a livello storico, ben recitato e messo in scena, seppure un po' piatto nella riuscita, Joy ci fa riflettere su quanto le innovazioni, di qualsiasi tipo, non solo quelle medico-tecnico-biologiche, si sono dovute scontrare con la diffidenza, la scaramanzia, e non ultime, le religioni. 

Interesting on a historical level, well-acted and staged, if a little flat in its success, Joy makes us reflect on how innovations, of any kind, not just medical-technical-biological ones, have had to clash with mistrust, superstition, and last but not least, religions.

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