Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Nel 1961, Bob Dylan fa l'autostop fino a New York per incontrare il suo idolo musicale, Woody Guthrie, che sta morendo lentamente a causa della malattia di Huntington. Dylan incontra Guthrie in ospedale insieme a un amico di Guthrie, il cantante folk e attivista Pete Seeger. Dylan esegue "Song to Woody", una canzone che aveva scritto per Guthrie, impressionando sia Guthrie che Seeger, che invita Dylan a stare con la sua famiglia, introducendo il giovane musicista nella scena folk di New York.
Dopo un'esibizione di Joan Baez, Seeger presenta Dylan in un locale open mic frequentato da dirigenti dell'industria musicale. Dylan flirta con Baez e impressiona il pubblico, spingendo il manager musicale Albert Grossman a prenderlo sotto contratto. Dylan inizia a lavorare a un album, ma è costretto dalla sua etichetta discografica a registrare principalmente cover e canzoni folk tradizionali. Le vendite del disco sono scarse, con grande frustrazione di Dylan. (Wikipedia)
Dichiaratamente ispirato, ma non del tutto, sul libro Dylan Goes Electric! di Elijah Wald, il film sceglie di essere una biografia, ma limitata ad una periodo storico ben preciso, con un punto di arrivo altrettanto ben preciso; è chiaro l'intento metaforico del percorso e dell'arrivo, e personalmente, non ho problemi con le parti totalmente inventate, non sono un purista, e secondo me, in questo caso è un'attitudine che fa godere del film. Un film, appunto, godibile, interessante, la descrizione di un gigante della musica e della letteratura, di grande carattere, non sempre simpatico, ben girato ed arricchito da almeno due prove attoriali superbe, quella di Chalamet nei panni di Dylan, e quella di Norton nei panni di Seeger.
Openly inspired, but not entirely, by Elijah Wald's book Dylan Goes Electric!, the film chooses to be a biography, but limited to a very specific historical period, with an equally precise end point; the metaphorical intent of the journey and the end point is clear, and personally, I have no problem with completely fictional parts; I'm not a purist, and in my opinion, in this case, it's an attitude that makes the film enjoyable. An enjoyable, interesting film, indeed, the portrait of a giant of music and literature, full of character, not always sympathetic, well-shot, and enriched by at least two superb performances, that of Chalamet as Dylan, and that of Norton as Seeger.

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