No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20161204

Parigi, Francia - Novembre 2016 (1)

Eh si, probabilmente vi starete annoiando di tutti questi reportage di viaggio, molti dei quali lavorativi, ma che vi devo dire, questa è la mia vita ora. Per cui, deal with it. Martedì 22 novembre verso le 4 del pomeriggio, io e il mio capo L. si riparte, prima alla volta dello scalo aereo fiorentino, che, non smetterò mai di ricordarlo con simpatia, tanti anni fa, i tifosi degli odiati cugini del Pisa, allora in serie A (la cosiddetta "Era Anconetani"), durante un derby toscano contro i Viola, esposero uno degli striscioni più divertenti mai visti nel calcio: "c'avete l'aeroporto della Barbie". E si, l'aeroporto di Peretola Amerigo Vespucci, senza dubbio migliorato esteticamente, rimane ancora un aeroporto che fa quasi rimpiangere lo scalo pisano. Serata uggiosa, arriviamo nel parcheggio adiacente, perfettamente dimensionato allo scalo (devi stare molto attento a come parcheggiare, perché spesso poi non riesci ad uscire dall'auto, visti i posti auto piccoli), che siamo quasi all'ora di cena. Effettuati i controlli, non c'è una grande scelta di ristorazione, e quindi più o meno, la foto che segue è la nostra cena.

Rinfrancati da cotanto desco, arriva l'ora dell'imbarco, e c'è da dire che il sonno si fa già sentire. Si sale, si prende posto, e mentre L. sonnecchia per quasi tutto il volo, io mi vedo un po' di The Walking Dead. Eccoci al famosissimo Charles de Gaulle, per me la seconda volta in poche settimane. E' vero, per essere un aeroporto così grande potrebbe essere organizzato ancora meglio, ma certo, il contrasto con lo scalo fiorentino è enorme. Andiamo in cerca della pensilina dove prenderemo il Roissybus, un bus che porta direttamente vicino all'Opéra di Parigi, e alla sua stazione di metro.
Scorci dell'aeroporto dall'esterno, e il Roissybus
Si arriva dunque all'Opéra, e ci orientiamo per trovare l'ingresso della metro. I biglietti del Roissybus li avevo presi in precedenza via posta, tramite acquisto online sul sito fornitissimo dell'ente di turismo di Parigi, come fatto in precedenza nelle due volte che in questo 2016 sono venuto a Parigi arrivando ad Orly (comprando i biglietti per l'Orlybus), mentre i biglietti per la metro mi erano rimasti da quando comprai un pacchettino da 10, in febbraio. C'è da dire che il biglietto per i bus si può fare sia ai distributori automatici alle fermate, sia sul bus, quindi direi che dalla prossima volta, posso anche farne a meno. Trovato l'ingresso della metro, ci fermiamo un attimo per qualche foto turistica dell'Opéra.

Ci infiliamo quindi nella metro (sono già le 23, più o meno), prendiamo la linea 3 verso Pont de Levallois/Bécon, due fermate e siamo a Saint-Lazare, e siccome sono un perfezionista, prendiamo la 13 e in una fermata siamo a Liége, 50 metri a piedi più vicina all'hotel rispetto a Saint-Lazare. L'hotel lo avete già sentito (ci son già stato in giugno), è il Villathena, carino ma veramente piccolo (piccola la hall, piccola la sala colazione, piccole le camere), ma ad appena 250 metri dalla sede della nostra società a Parigi, situata in Rue de Clichy, di fronte al Casino de Paris (contrariamente al nome, è una music hall, e conto, prima di andare in pensione, di avere la fortuna di imbattermi davanti ad una serata concertistica interessante, e di godermi un concerto così, per caso). Check in, appuntamento per l'indomani mattina, e via a dormire.
L'appuntamento è per le 10 di mattina in sede, ora che permetterà a quelli che arrivano da più vicino di non partire il giorno precedente. L'occasione è una riunione periodica dei manager logistici dei vari siti, e dei loro più stretti collaboratori, organizzata stavolta dal nuovo capo della Supply Chain di una delle due Global Business Unit per cui lavoriamo (il gruppo ne ha molte, ogni volta ne scopro di nuove); durerà due giorni, uno, domani, "pieno" (comprensivo tra l'altro di cena la sera, presso un ristorante vicino al Moulin Rouge), il secondo che terminerà dopo pranzo, lasciandoci liberi di tornare a casa per la sera.

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