No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160928

Al fin cayó

Narcos - di Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro - Stagione 2 (10 episodi; Netflix) - 2016

Dopo l'assalto a La Catedral, Pablo fugge, e nessuno dei soldati a cui passa in mezzo, ha il coraggio di fermarlo. Gli USA inviano un nuovo ambasciatore, ambasciatore che fa entrare la CIA in gioco. Il gioco si fa durissimo.
Inizialmente, Escobar torna a Medellin, dove ha ancora uomini fidati, e può contare sull'organizzazione del Cartello. Ma nascondersi dal Governo gli porta via tempo, soldi, e molto impegno. Uno dei trucchi usati è assumere un tassista, che porta in giro una ragazza sua conoscente, mentre Escobar è nel bagagliaio. Il Search Bloc viene raggirato, grazie alle centinaia di vedette, ragazzini al soldo di Pablo.
Pablo si adatta al nuovo stile di vita, da un lato elargisce soldi ai poveri, dall'altra uccide chiunque abbia tentato di trarre vantaggio dalla sua incarcerazione, o del suo status di fuggitivo. La polizia colombiana si impegna quindi in sanguinose battaglie contro i sodali di Escobar, e l'intera Colombia ne soffre. Il Cartello di Cali si allea con Judy Moncada e Don Berna, e trascinano nell'alleanza anti-Escobar anche i fratelli Castaño, paramilitari di estrema destra fomentati e foraggiati dalla CIA. I Castaño si dedicano a massacrare i sodali di Escobar con azioni eclatanti e, addirittura, rivendicandone la paternità perfino sui giornali, inventandosi il nome d'arte di Los Pepes (PErseguidos por Pablo Escobar, perseguitati da Pablo). La cosa destabilizza completamente la partita, e perfino componenti del Search Bloc divengono collusi con Los Pepes e, quindi, il Cartello di Cali, pur di abbattere il Re della Coca.

Nonostante le inesattezze storiche, ho trovato anche la seconda stagione di Narcos molto, molto interessante, e, a dispetto del finale, ovviamente già conosciuto, avvincente fino all'ultimo minuto. Lo script molto ben fatto, senza momenti di stanca, e le interpretazioni spettacolari. Non vi nego che l'apparizione di Alfredo Castro nei panni del padre di Pablo, mi ha fatto personalmente collocare Narcos nell'olimpo delle serie tv, se ancora ce ne fosse stato bisogno.
La terza e la quarta stagione, già annunciate, saranno una sfida davvero curiosa.
Una riflessione che mi è sorta interiormente, durante la visione, e immediatamente dopo il finale, essendo stato in Colombia per un mese nel 2006, è stata quella di una partecipazione verso il popolino di questa nazione evidentemente per anni flagellata da una lotta senza quartiere, che l'ha messa in ginocchio. Cercate di immaginarvi cosa volesse dire vivere in un luogo che era lo sfondo di una lotta che vedeva dentro il più grande narcotrafficante della storia, due dei Cartelli distributivi più potenti, lo Stato colombiano, gli USA, la CIA, la DEA, i paramilitari di destra e di sinistra. Quel giovane militare che mi fermò per chiedermi dove avevo comprato i pantaloni che indossavo (mimetici), davanti al Palazzo del Governo a Bogotà, aveva senza dubbio le proprie ragioni.

Despite the historical inaccuracies, I also found the second season of Narcos very, very interesting, and, in spite of the ending, obviously already knew, thrilling until the last minute. The very well done script, no moments of dull, and dramatic interpretations. I do not deny that the appearance of Alfredo Castro in the shoes of the father of Pablo, made me personally place Narcos in the Olympus of the TV series, even if proof were needed.
The third and fourth season, already announced, will be a very curious challenge.
A reflection that I was raised within, while watching, and immediately after the final, having been in Colombia for a month in 2006, was that of an empathy towards the common people of this nation, for years evidently plagued by infighting, that put it on his knees. Try to imagine what it was like to live in a place that was the background of a fight he saw in the biggest drug dealer in history, two of the most powerful distribution Cartels, the Colombian State, the United States, the CIA, the DEA, the paramilitaries of extreme right and extreme left. That young soldier who stopped me to ask where I bought the pants I was wearing (camouflage style), in front of the Government Palace in Bogotà, had with no doubt his reasons.

Nessun commento: