No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20171231

Northern Lights

Solstafir + Myrkur + Arstidir, Locomotiv Club, Bologna - 1/12/2017

Incuriosito ed affascinato qualche mese fa da Amalie Bruun aka Myrkur, ho deciso di vederla in concerto. Eccomi dunque, per questo venerdì sera piovigginoso, esattamente ad inizio dicembre, al Locomotiv di Bologna. Insieme a lei, due band islandesi: gli Arstidir in apertura, band di cui ho ascoltato solo il disco registrato insieme ad Anneke van Giersbergen, ed in chiusura i Solstafir, band post rock con un piccolo seguito anche in Italia (persone che ne parlano in coda, gente che dentro il locale si fa fotografare insieme al leader Addi e alla bandiera islandese), della quale ho ascoltato gli ultimi due dischi proprio per l'occasione, e mi sono piaciuti.

In orario (le 21) partono dunque gli Arstidir, che sono in tre, senza batteria; per descriverveli potrei scomodare Simon & Garfunkel e i Kings of Convenience, e la mezz'ora abbondante scorre via piacevole con belle melodie ed intrecci vocali. Per gli ultimi 2/3 pezzi si unisce a loro Grimsi, il batterista dei Solstafir. Bravi.
Veloce cambio palco, ed ecco Myrkur. I tre musicisti (basso, chitarra, batteria) sono vestiti di nero e incappucciati, e lo rimarranno per tutta la durata del set. Lei ha un vestito bianco che contrasta subito con il resto. La scaletta è in equilibrio tra i due dischi, e, ancor più che sui dischi, è (appunto) il contrasto che fa la forza di questo progetto. I tre musicisti pestano in maniera quasi "antica", a livello di black metal, mentre la voce di Amalie è usata al 95% nella modalità "pulita", lasciando pochissimo spazio al growling. Lei si nasconde tra le luci, si destreggia con la chitarra ed altri strumenti tradizionali, e il pubblico apprezza. Si conferma una realtà interessante anche live.
Altro rapido cambio palco, ed ecco i Solstafir. Solidi, con un bel suono, forse un poco statici a parte Addi, che è simpatico e scherza con il pubblico tra un pezzo e un altro, la resa dal vivo è buona e molto vicina a quella del disco. La scaletta predilige gli ultimi due dischi, ma pesca qualche pezzo anche dal loro repertorio. Il pubblico, che potremo stimare entro le duecento presenze, pare soddisfatto. Il genere da loro proposto, lo abbiamo sviscerato nella recensione dell'ultimo Berdreyminn, è particolare: non è metal, ma viene da lì, non è hard rock, ma pesca pure da lì, quindi è da sentire. Anche dal vivo, se capita.

In time (9 PM), then opens the Arstidir, which are in three, without drums; to describe them I could bother Simon & Garfunkel and the Kings of Convenience, and the abundant half hour runs away pleasantly with beautiful melodies and vocal plots. For the last 2/3 tracks they were joined by Grimsi, Solstafir's drummer. Well done.

Quick stage change, and here is Myrkur. The three musicians (bass, guitar, drums) are dressed in black and hooded, and will remain like this for the duration of the set. She has a white dress that immediately contrasts with the rest. The setlist is in balance between the two discs, and, even more than on the records, it is (precisely) the contrast that makes the strength of this project. The three musicians plays in an almost "ancient" way, at the black metal level, while Amalie's voice is used at 95% in "clean" mode, leaving very little space to growling. She hides in the lights, juggles guitar and other traditional instruments, and the audience appreciates. It is confirmed an interesting reality, also live.

Another quick change of stage, and here are the Solstafir. Solid, with a nice sound, perhaps a little static apart from Addi, who is nice and jokes with the audience between one track and another, the live performance is good and very close to that of the record. The setlist prefers the last two records, but also pick up a few tracks from their repertoire. The public, which we can estimate within the two hundred presences, seems satisfied. The genre proposed by them, we have gutted in the review of the last Berdreyminn, is particular: it is not metal, but it comes from there, it is not hard rock, but fishing from there, so it is to be heard. Even live, if it happens.

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