No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20180117

Stoccolma (Svezia) - Novembre 2017 (2)

Mentre dunque torno sui miei passi, scopro che il Nationalmuseum è chiuso per restauri, quindi mi fermo al chiosco citato prima, per capire quali sono le escursioni che posso fare. Compro i biglietti per il giro in battello, che parte tra poco, e quelli per il sightseeing in bus, che però farò il giorno seguente, visto che non faccio in tempo a tornare dal battello, in tempo per l'ultima corsa (il sole tramonta prestino, di questi periodi, così a Nord). Nell'attesa, percorro Kungsträdgården, alla lettera il "giardino reale", in realtà la piazza centrale, punto di ritrovo, da dove parte lo "struscio". Di questi tempi con l'ovvia pista di pattinaggio, un sacco di locali, ristoranti, e adiacente a Hamngatan, una dei viali principali, con molti negozi di firme anche importanti. Faccio l'ora di partenza dell'escursione in battello, mi metto diligentemente in coda, e salgo. I percorsi sono due, uno dei quali, quello a nord, è possibile solo in caso di bassa marea, e non è questo il caso. In pratica, si costeggia Djurgarden, fino all'ultima propaggine chiamata Blockhusudden, e dall'altro lato la parte periferica di Kvarnholmen. Terminato il giro, torno verso l'hotel attraversando Gamla Stan e attraversando anche letteralmente, l'omonima fermata della metro, arrivando poi ad un passaggio pedonale lungo il Centralbron. Mi riposo in cabina, riflettendo sul da farsi l'indomani, ceno al ristorante dell'hotel.
Domenica 19 stesso copione, la mattina nevica e c'è un vento fastidiosissimo, che abbassa ulteriormente la temperatura percepita. Colazione, pochissima, perché oggi sto davvero male. Attendo che smetta, mi metto in cammino per raggiungere Stromgatan, da dove partono i bus. La giornata non è nemmeno male, leggermente migliore di quella di ieri, ma le mie condizioni lasciano davvero a desiderare. Salgo sul bus e mi godo, per quanto possibile, il giro e le spiegazioni delle varie bellezze di Stoccolma. Al termine, torno verso l'hotel e mi dirigo dritto ad una farmacia in Gamla Stan, dove compro l'equivalente svedese dell'imodium (e ho detto tutto), poi sfrutto il passaggio che attraversa la stazione della metro perché mi ricordo di aver visto un minimarket, entro e compro banane e pane. Sarà la mia dieta per la giornata. Rientro in cabina e, al calduccio, mi guardo un film e qualche serie. Faccio l'orario indicato dal biglietto, e salgo verso il Münchenbryggeriet. Mi trattengo il minimo indispensabile, e rientro per dormire.
Lunedì 20 check out e taxi per l'aeroporto, sta nevicando. Arrivo a Bromma, mi siedo ad attendo diligentemente l'imbarco. Volo durante il quale non sto ancora benissimo, arrivo a Bruxelles Zaventem, ritiro il bagaglio, faccio una riunione telefonica alla quale non ho saputo dire di no, faccio il check in per i voli seguenti, rientro, e insomma, verso le 17 mi sento in grado di mangiare finalmente qualcosa. Attendo l'imbarco, rientro verso Roma, attendo il volo per Pisa, ed eccomi a casa. Rimangono ormai poche capitali europee, ma decido che adesso mi fermerò un poco, prima di ripartire (a parte la capatina a Lubiana già in programma per fine novembre, per un concerto): questi piccoli malanni in giro mi infastidiscono non poco.
Renne illuminate in Berzelii Park
Due vedute del Norrbro, con il Parlamento e il Palazzo Reale sullo sfondo
La chiesa di Riddarholmen, all'imbrunire
Il Palazzo di Giustizia
Uno degli archi d'accesso al palazzo del Parlamento, il Riksdag

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