No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20180227

La mantide

La Mante - Scritto da Alice Chegaray-Breugnot, Nicolas Jean, Grégoire Demaison, Laurent Vivier, diretto da Alexandre Laurent (2017) - Miniserie in 6 episodi - TF1

Jeanne Deber, detta La Mantide, famosa assassina seriale che ha terrorizzato la Francia più di 25 anni prima, esce dall'isolamento accettando di aiutare le forze di polizia a rintracciare il suo copycat. Accetta di collaborare con il commissario Ferracci, il poliziotto che l'ha arrestata ai suoi tempi, ad una condizione irremovibile: il suo unico interlocutore dovrà essere Damien Carrot, suo figlio, divenuto poliziotto come sorta di contrappasso per i crimini da lei commessi, che ha cambiato nome e, aiutato da Ferracci, ha cancellato il suo passato (nemmeno sua moglie Lucie sa chi è la madre di Damien), e che rifiuta ogni contatto con Jeanne dai tempi del di lei arresto.

Intrigante poliziesco francese questo La Mante, segnalato dall'amico Franco e piaciuto molto a mia sorella, che vede protagonista il comico corso Fred Testot (arrivato alla popolarità con il duo Omar et Fred insieme a Omar Sy) nei panni serissimi (ma non senza sprazzi di ironia) di Damien Carrot, tormentato figlio della serial killer (di soli uomini violenti) Jeanne Deber, interpretata da una gelida e bravissima Carole Bouquet, che rivediamo volentieri all'opera. Un bel crescendo e risvolti psicologici a iosa, con crisi (del protagonista) sottolineate dalla camera a mano.

Intriguing French police procedural, this La Mante, pointed out to me by my friend Franco and very much enjoyed by my sister, with stars the comedian Fred Testot (who came to popularity with the duo Omar et Fred along with Omar Sy) in the shoes very serious (but not without flashes of irony) by Damien Carrot, tormented son of the female serial killer (of only violent men) Jeanne Deber, played by an icy and very talented Carole Bouquet, which we gladly seen again at work. A beautiful crescendo and a bunch of psychological implications, with crises (of the main character) underlined by the hand-camera.

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