Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Nel 1977, Lee Miller racconta la sua storia a un intervistatore, attraverso una serie di flashback.
Nel 1937, Lee è un'ex modella di New York e aspirante fotografa che vive una vita bohémien in Francia quando incontra e si innamora di Roland Penrose. In seguito si trasferisce con Roland a Londra e trova lavoro presso la rivista Vogue durante la Seconda Guerra Mondiale, fotografando i britannici durante i bombardamenti. La sua possibilità di documentare ulteriormente la guerra è limitata, poiché nel Regno Unito era vietato alle donne prestare servizio in zone di combattimento. Tuttavia, dopo l'ingresso degli Stati Uniti in guerra alla fine del 1941, Lee viene assegnata come corrispondente di guerra al fianco del fotoreporter David Scherman.
Dopo lo sbarco in Normandia nel giugno del 1944, Lee fotografa i combattimenti durante la battaglia di Saint-Malo, documentando inconsapevolmente il primo utilizzo del napalm in tempo di guerra. Durante la liberazione di Parigi, fotografa i membri della Resistenza francese che umiliano pubblicamente le donne francesi che hanno collaborato con i tedeschi. Lee ritrova la sua amica sconvolta Solange d'Ayen, recentemente sopravvissuta alla prigionia e il cui marito risulta ancora disperso. Lee si ricongiunge anche con gli amici Nusch Éluard e Paul Éluard, che la informano delle migliaia di persone scomparse durante l'occupazione tedesca. (Wikipedia)
E' il debutto nel lungometraggio di fiction, per la regista, documentarista e direttrice della fotografia statunitense, e gran parte della critica non ha apprezzato questo biopic, sulla modella e in seguito fotografa e fotogiornalista, anche lei statunitense, Elizabeth Miller, giudicandolo convenzionale. Tratto da The Lives of Lee Miller di Antony Penrose (figlio della Miller e del suo secondo marito, il pittore, poeta e storico inglese Roland Penrose), forse è vero che sia convenzionale, ma l'affascinante vita del soggetto, e l'interpretazione di Kate Winslet, ne fanno comunque un film molto interessante da vedere.
This is the feature-length fiction debut of the American director, documentary filmmaker, and cinematographer, and many critics have disliked this biopic about the American model, later photographer, and photojournalist Elizabeth Miller, deeming it conventional. Based on The Lives of Lee Miller by Antony Penrose (Miller's son by her second husband, the English painter, poet, and historian Roland Penrose), it may be conventional, but the subject's fascinating life and Kate Winslet's performance still make it a highly interesting film to watch.

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