No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20190224

Viaggi del 2018 pt. 1

Lussemburgo, Lione, Lille, Gent, Leiden

16/17 febbraio 2018
Approfitto di un training di tre giorni a Bruxelles, per "smarcare" una delle capitali europee che ancora non ho visitato: Lussemburgo. Venerdì 16, terminato verso le 17 il training, parto direttamente dalla capitale belga in direzione Lussemburgo. Arrivo dopo quasi quattro ore presso l'hotel Christophe Colomb (il traffico in uscita da Bruxelles, ormai lo sapete, è terribile), prendo possesso della camera e vista l'ora, rimando il tutto alla mattina seguente. Sabato 17 mi sveglio molto presto, faccio colazione ed esco in una Lussemburgo semideserta, per una passeggiata fino al centro storico, scatto qualche foto, torno in albergo per lasciarlo in orario, e riparto verso Charleroi, da dove l'indomani mattina, prenderò il volo di ritorno. Come di usa dire, toccata e fuga nel vero senso della parola.
25/26/27 settembre 2018
In settembre il lavoro mi porta a Lione, dove mi sono recato in auto, da solo. Ho alloggiato al Kyriad Lyon Est, a Meyzieu, periferia lionese, insieme ad altri colleghi provenienti dalla Germania, insieme ai quali ci siamo recati in centro con i mezzi pubblici (l'hotel è vicinissimo alla fermata dei tram). E' stata un'esperienza interessante, perché la sera del 26, dopo una giornata di training, ci hanno portato in un locale dove ci sono diverse installazioni di "realtà virtuale", e lì, a gruppi, abbiamo simulato un viaggio nello spazio, e una riparazione al nostra navicella. Sono morto virtualmente, tra parentesi.
5/13 ottobre 2018
Dopo neppure una settimana, devo rimanere per una settimana intera a Bruxelles, per un training. Mi organizzo così. Venerdì 5 vado a Bologna, dove dormo al FlyOn Hotel, vicino all'aeroporto. Parto dal Marconi di Bologna la mattina seguente, per Charleroi (con Ryanair). Arrivo, noleggio un auto, e in un'ora e mezzo sono a Lille, in Francia, dove alloggio al Park Inn by Radisson, giusto accanto allo stadio. La sera vado in centro, dove mi vedo ERR in concerto. La mattina seguente, domenica 7, parto per Gent, dove mi fermo per tutta la giornata da degli amici che non vedevo da tempo. Dopo cena, riparto per Vilvoorde, il mio sobborgo di Bruxelles preferito, dove alloggerò per tutta la settimana al The Lodge, l'albergo ricavato da una vecchia casa di correzione (un carcere). Ho tempo per provare diversi ristoranti di Vilvoorde, mentre il venerdì riparto verso l'ora di pranzo per Charleroi, da lì rientro su Bologna, dove la sera mi vedo i Deafheaven.
15/17 ottobre 2018
Lunedì 15 ottobre devo tornare a Bruxelles, insieme ad un collega; partenza da Pisa nel pomeriggio inoltrato (solito Ryanair), arrivo a Charleroi verso le 21, noleggio auto e via verso Vilvoorde, stesso hotel. Martedì 16 tutto il giorno in riunione presso la sede centrale nella periferia di Bruxelles, finito il tutto, visto che il volo di ritorno (Ryanair) di sera non c'era, rimaniamo a Charleroi (Balladins) per prendere il volo di mercoledì 17, la mattina presto. La sera ci invita a cena in zona Charleroi un collega con il quale condivido la passione per la musica, e la serata si rivela molto divertente. Con questo collega, di Charleroi, scherziamo sempre, io gli dico che probabilmente è l'unico abitante di Charleroi a non parlare italiano; infatti, nella parte seria della serata (mentre andiamo verso il ristorante), ci racconta diverse storie sulla comunità italiana della zona.
19/21 ottobre 2018
Pochi giorno dopo, mi prendo il venerdì libero, un'andata e ritorno con Transavia, e volo ad Amsterdam/Schiphol. Il weekend in questione è stato argomento di discussione col collega di cui sopra, e non solo. Mi sto recando a Leiden, cittadina olandese di circa 120mila abitanti e luogo di nascita di Rembrandt, per assistere a due serate nelle quali gli Amenra si esibiranno in due luoghi diversi, ma vicini, venerdì sera per un concerto acustico e sabato sera per un concerto "classico". Il collega l'ha rinominato "The Amenra Experience". Ma debbo dire che, nonostante la pigrizia che mi assale sempre più di sovente, in questi ultimi anni di anzianità, Leiden si rivela una piacevole sorpresa, una deliziosa cittadina da esplorare. Ci arrivo con il treno (quattro fermate dalla stazione integrata nell'aeroporto di Schiphol, cose che esistono nei paesi avanzati), e alloggio al Golden Tulip Leiden Centre, che si rivela uno degli alberghi dove mi sono trovato meglio in questi ultimi anni. Sabato mi concedo un tour dei canali, e domenica verso l'ora di pranzo torno, sempre col treno, all'aeroporto, per il ritorno. Qualche foto.
Doverosa la didascalia. Al Gebr De Nobel, il locale del concerto del sabato, oltre al guardaroba gratuito, ci sono pure, sempre gratuitamente, degli stipetti per depositare borse o qualsiasi cosa di ingombrante.

20190222

Cerchi

Circles - P.O.D. (2018)

Decimo album per la band di San Diego, California, uscito nel novembre del 2018. Scrivo queste righe prima di vederli, dopo tanto tempo, in concerto, mentre voi le leggerete dopo che questo sarà successo: mi sento un po' come se dovessi rivedere un vecchio amico (sono passati circa 20 anni). Lo stile dei quattro non è cambiato moltissimo, stile che mette insieme metal, rap e una spruzzata di reggae, testi ispirati alla cristianità, e un grande gusto melodico che li ha da sempre contraddistinti, e che li ha sempre aiutati, rendendoli capaci di scrivere grandissimi "ganci". Canzoni semplici che ti rimangono in testa, che non mancano neppure su questo Circles, ennesimo album facile da ascoltare e da apprezzare.



Tenth album for the band of San Diego, California, released in November 2018. I write these lines before seeing them live, after a long time, while you'll read them after this has happened: I feel a bit as if I had to review an old friend (about 20 years have passed). The style of the four has not changed so much, a style that brings together metal, rap and a splash of reggae, lyrics inspired by Christianity, and a great melodic taste that has always distinguished them, and that has always helped them, making them able to write great "hooks". Simple songs that remain in your head, which are not lacking even on this Circles, yet another album easy to listen and appreciate.

20190221

Libertà

Liberty - Lindi Ortega (2018)

Per la serie "scusate il ritardo", non posso esimermi dal segnalarvi che lo scorso anno, 30 marzo 2018, è uscito il quindi disco in studio di Lindi Ortega, altra voce meravigliosa del country nord americano, per anni sottostimata (non che adesso sfondi le classifiche), adesso quantomeno accasata con etichette che le permettono di far uscire un disco ogni 2/3 anni. Quindici tracce a cavallo tra un country-western e un southern rock imbastardito dal folk, e la solita voce splendida. Ottimo songwriting, qualche gemma, chiusura con la cover di Gracias a la vida di Violeta Parra, dove Lindi canta in castigliano, così come nel ritornello dell'ottima Pablo, denotando di non padroneggiare per niente questa lingua, e con un accento tipicamente nordamericano, che rende il tutto curioso.



For the series "sorry for the delay", I can not fail to inform you that last year, March 30, 2018, was released the fifth studio album of Lindi Ortega, another wonderful voice of the North American country, underestimated for years (not that now she is breaking the rankings...), now at least set with labels that allow she to release a record every 2/3 years. Fifteen tracks between a country-western and a southern rock bastardized by folk, and the usual splendid voice. Great songwriting, some gems, closing with the cover of Gracias a la vida by Violeta Parra, where Lindi sings in Castilian, as well as in the refrain of the other excellent track Pablo, denoting not to master this language at all, and with a typically North American accent, which makes it all curious.

20190220

Banda d'oro

John Garcia And The Band Of Gold - John Garcia (2019)

John Garcia, oggi 48 anni, nato a San Manuel, Arizona. Icona. Uomo low profile. Lo si ama, incondizionatamente, dal 1990 o giù di lì, dalla prima volta che abbiamo ascoltato la sua voce meravigliosa, ai tempi dei Kyuss, una delle rock band più rimpiante della storia della musica. Lo so, ogni volta vi ripropongo un sacco di luoghi comuni. Terzo disco solista, che si inserisce in una discografia più che robusta, uno stile ormai inconfondibile, un po', come dire, insabbiato ormai in una sorta di bolla temporale. Eppure, non si può non ascoltare ogni nota, sempre con un godimento decisamente superiore alla media. Anche se, alla lunga, ci si inizia a chiedere "what if", come sarebbe in un altro contesto. 



John Garcia, now 48, was born in San Manuel, Arizona. Icon. Low profile man. We love him, unconditionally, since 1990 or thereabouts, since the first time we listened to his wonderful voice, in the days of Kyuss, one of the rock bands that we miss the most, in the history of music. I know, every time I propose a lot of common places. Third solo album, which is part of a more than solid discography, a style that is now unmistakable, a bit, as if to say, now siled up in a sort of time bubble. And yet, one can not but listen to every note, always with a decidedly above-average enjoyment. Although, in the long run, we start asking "what if", as it would be in another context.

20190219

Ragazzoprodigio

Boygenius - Boygenius (2018)

E poi arrivano gioielli come questo. Julien Baker, Phoebe Bridgers e Lucy Dacus, tre stelline giovanissime del folk indie rock, si mettono insieme, scrivono e registrano in quattro giorni, sei canzoni di quelle che ti fanno innamorare, e ti mettono addosso quella strana voglia di scorticarti la pelle dal tuo corpo, da tanto sono belle. Altro da aggiungere? No, è inutile. Apice, a mio personalissimo ed insindacabile giudizio, Salt in the Wound. Come detto ad una cerchia ristretta di amici, un pezzo adatto a far invaghire una persona, adatto se volete riaffermare il vostro amore per qualcuno, oppure se siete single, lo volete rimanere, ma volete piangere per almeno dieci minuti. A voi.



And then, jewels like this coming. Julien Baker, Phoebe Bridgers and Lucy Dacus, three young stars of folk indie rock, get together, write and record in four days, six songs of those that make you fall in love, and they put on you that strange desire to flay your skin from your body, as they are so beautiful. More to add? No, it's useless. Apex, in my personal and unquestionable judgment, Salt in the Wound. As said to a small circle of friends, a track suitable for let a person falling in love with you, suitable if you want to reaffirm your love for someone, or if you are single, you want to stay as it is, but you want to cry for at least ten minutes. To you.

20190218

La simulazione

The Simulation - Born of Osiris (2019)

Parliamo oggi di questa band proveniente da Palatine, Illinois, dal nome ispirato alla divinità egiziana, qui al loro quinto disco. Quintetto con basso, chitarra, batteria, voce e tastiere più seconda voce, fautori di un metalcore progressivo, debitore sia al djent che a band più melodiche, sempre del campo metal. Ritmiche serrate, aperture molto melodiche con assoli ricercati, ampi tappeti di tastiere, frequenti cambi di tempo, strutture abbastanza prevedibili, disco molto breve (giusto 25 minuti): niente di particolarmente rivoluzionario.



Let's talk today about this band from Palatine, Illinois, with the name inspired by the Egyptian deity, here on their fifth album. Quintet with bass, guitar, drums, vocals and keyboards plus second voice, advocates of a progressive metalcore, debtor both to the djent and to more melodic bands, always from the metal field. Tight rhythms, very melodic openings with refined solos, large keyboards carpets, frequent changes of pace, fairly predictable structures, very short disc (just 25 minutes): nothing particularly revolutionary.

20190217

Postura

Pose - Di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals - Stagione 1 (8 episodi; FX) - 2018

New York, 1987/88. Blanca, una transessuale ex prostituta, appartenente alla House of Abundance, scopre di essere sieropositiva. Decide quindi di lasciare la House di appartenenza e di fondarne una nuova, battezzandola House of Evangelista, in onore alla supermodella Linda. Un giovane aspirante ballerino, Damon, viene cacciato di casa in seguito alla scoperta, da parte di suo padre, della sua omosessualità; Blanca invita Damon ad unirsi alla sua nuova House. Angel, un'altra transessuale che ancora si prostituisce, e che sta per lasciare anch'essa la Abundance per unirsi alla Evangelista, viene, per la prima volta, scelta da Stan, un giovane broker, sposato con due figli e una casa nei suburbs, e che ha appena trovato un lavoro alla Trump Tower. Stan è estremamente affascinato da Angel, e usufruisce della sua compagnia, pagandola, più spesso che può, ma i due non arrivano ancora a fare sesso. Abundance ed Evangelista affrontano una sfida in un ball, ma Abundance ne esce vittoriosa. Damon, sostenuto da Blanca, si presenta ad una audizione per l'ammissione alla The New School, sezione danza, e viene accettato.

Descritta come "uno sguardo al confronto, di fine anni '80, di diversi segmenti della vita e della società Newyorkese: la ball culture principalmente Afro-Americana e Latina, la scena sociale e letteraria del centro, e l'ascesa dell'ambiente yuppie fomentato da Trump", Pose è l'ennesimo centro dell'accoppiata Murphy/Falchuk, qui coadiuvati da Steven Canals, e il fatto che abbia avuto un successo enorme (è stata nominata per molti premi, ne ha vinti un bel po', gli ascolti sono stati molto buoni, è già in cantiere la seconda stagione per il 2019, e l'intero cast, formato in buona parte da attrici transessuali, ha avuto un boom di visibilità), è, per me, la prima cosa estremamente positiva, perché abbatte le ultime resistenze sul tema dell'omosessualità e della transessualità (certo, alcune resistenze rimangono ancora, ma da parte di uno strato di società che non si rende ancora conto di essere ancora nel medioevo). Il secondo punto importante, è che la storia è bella, avvincente anche per chi non ha interesse per la ball culture, commovente, toccante, e dannatamente ben recitata da un cast meravigliosamente "colorato", con infinite sfumature. Mj Rodriguez (Blanca) è la protagonista principale, ed è una meravigliosa scoperta, ma devo confessare che la mia preferenza va a Indya Moore (Angel), a mio avviso semplicemente straordinaria. Imperdibile.

Described as "a look at the the juxtaposition of several segments of life and society in New York: the African-American and Latino ball culture world, the downtown social and literary scene, and the rise of the yuppie Trump milieu", Pose is the umpteenth center of the couple Murphy/Falchuk, here assisted by Steven Canals, and the fact that it has had a huge success (it was nominated for many awards, it won a lot, the audience was very high, the second season is already in the preparation for 2019, and the whole cast, made up largely of trans woman actresses, has had a boom in visibility), is, for me, the first extremely positive thing, because it breaks down the last resistance on the issue of homosexuality and transsexuality (of course, some resistance still remain, but from the part of a layer of society that does not yet realize that it is still in the Middle Ages). The second important point is that the story is beautiful, compelling even for those who have no interest in the ball culture, moving, touching, and damn well played by a wonderfully "colorful" cast, with infinite nuances. Mj Rodriguez (Blanca) is the main protagonist, and she is a marvelous discovery, but I must confess that my preference goes to Indya Moore (Angel), in my opinion simply extraordinary. Unmissable.

20190215

La freccia di Satana è tesa

The Arrow of Satan is Drawn - Bloodbath (2018)

Preso al volo il suggerimento dell'amico Monty, eccomi alla ricerca del metal perduto ed al mio primo approccio con gli svedesi Bloodbath (ma questo è il loro quinto disco), cosiddetto supergruppo svedese che, già con l'album precedente, ha inglobato anche un inglese, e non uno qualsiasi, bensì il mitico Nick Holmes dei Paradise Lost. In precedenza, il microfono principale era appartenuto a Mikael Akerfeldt degli Opeth, con una parentesi per Peter Tagtgren degli Hypocrisy. Già che ci siamo, gli altri membri attuali sono Anders Nystrom (Katatonia), chitarra, Jonas Renkse (Katatonia, October Tide), basso, Martin Axenrot (Opeth, Witchery), batteria, Joakim Karlsson (Craft), chitarra. Detto tutto questo: e la musica? Death metal che potremmo definire "di maniera", ma naturalmente fatto ottimamente e che può arrecare sollievo ad orecchie bisognose di chitarre deraglianti e riff slayeriani (se vogliamo parlare dell'inizio di Wayward Samaritan...).



Taken immediately after the suggestion of my man Monty, here I am in search of lost metal, and at my first approach with the Swedes Bloodbath (but this is their fifth album), Swedish so-called supergroup that, already with the previous album, has also incorporated an Englishman, and not just any, but the legendary Nick Holmes from Paradise Lost. Previously, the main microphone had belonged to Mikael Akerfeldt from Opeth, with a parenthesis for Peter Tagtgren from Hypocrisy. While we are there, the other current members are Anders Nystrom (Katatonia), guitar, Jonas Renkse (Katatonia, October Tide), bass, Martin Axenrot (Opeth, Witchery), drums, Joakim Karlsson (Craft), guitar. Having said all this: and the music? Death metal that we could call "mannerish", but naturally well done and that can bring relief to ears in need of derailing guitars and Slayer-ish riffs (if we want to talk about the beginning of Wayward Samaritan ...).

20190214

Profumo

Parfum - Sviluppata da Eva Kranenburg - Stagione 1 (6 episodi; ZDFneo / Netflix) - 2018

Germania, Bassa Renania. Il corpo di una donna senza vita viene ritrovato nella piscina della sua villa. Al corpo sono stati asportati i capelli rossi, ed i peli, pubici ed ascellari. Il caso viene assegnato agli investigatori Nadja Simon e Matthias Kohler, il supervisore e coordinatore è il procuratore Grunberg, che, più o meno segretamente, ha una relazione con Nadja. I primi ad essere ascoltati in merito all'omicidio sono cinque persone che sono stati compagni di scuola della vittima, e che ai tempi della scuola hanno sperimentato la creazione di profumi partendo da essenze umane, ispirandosi al libro Das Parfum, di Suskind. Durante le indagini, le storie si intrecciano con la scomparsa di un ragazzo, il cui corpo non è mai stato ritrovato, anch'esso ex compagno di scuola dei sei. Quando questo corpo viene ritrovato, ci si rende conto che ha subito le stesse mutilazioni della donna sulla quale si sta indagando. Mentre le indagini proseguono, viene uccisa una prostituta, che subisce le stesse mutilazioni. Nadja scopre di essere incinta di Grunberg, che però è sposato con due figli.

Interessante serie tedesca (segnalata da Nergal dei Behemoth sul suo Instagram), ispirata sia al libro di Suskind che al film del 2006 tratto appunto dal libro stesso. Sangue, un bell'intreccio, regie asciutte e un cast austro-tedesco di attori e attrici con una discreta esperienza, e che, in parte, avete già visto in film di un certo livello (Das Experiment, Inglourious Basterds, The Counterfeiters, The White Ribbon, Soul Kitchen, Grand Budapest Hotel, Taking Sides, The Lives of Others, The Baader Meinhof Complex). Potrebbe esserci una seconda stagione.  

Interesting German series (suggested by Nergal of Behemoth on his Instagram), inspired by both the book by Suskind and the 2006 film taken from the book itself. Blood, a beautiful intertwining, no frills directions, and an Austro-German cast of actors and actresses with a fair experience, and which, in part, you have already seen in films of a certain level (Das Experiment, Inglourious Basterds, The Counterfeiters, The White Ribbon, Soul Kitchen, Grand Budapest Hotel, Taking Sides, The Lives of Others, The Baader Meinhof Complex). There may be a second season.

20190213

Fatto un America

Made An America - The Fever 333 (2018)

Made an America è l'EP (sette tracce, 18 minuti abbondanti di musica) di debutto, uscito nel marzo del 2018, della band Fever 333, formatasi nel 2017 ad Inglewood, California, da Jason Aalon Butler, ex Letlive, alla voce, Stephen Harrison, ex The Chariot, alla chitarra, e da Aric Improta, al momento ancora nei Night Verses, alla batteria. Visti dal vivo come apertura per i Bring Me The Horizon, il terzetto garantisce performance estremamente energiche e spettacolari, e l'EP è promettente, mettendo in luce un rapcore che richiama indubbiamente i Rage Against the Machine, ma con concessioni melodiche ed influenze elettroniche.


Made an America is the debut EP (seven tracks, 18 minutes of music), released in March 2018, of the band Fever 333, formed in 2017 in Inglewood, California, by Jason Aalon Butler, formerly with Letlive, on vocals, Stephen Harrison, formerly The Chariot, on guitar, and Aric Improta, currently still with Night Verses, on drums. Seen live as opening act for Bring Me The Horizon, the trio guarantees extremely energetic and spectacular performances, and the EP is promising, highlighting a rapcore that undoubtedly recalls the Rage Against the Machine, but with melodic concessions and electronic influences.

20190212

Sicuro nelle mani dell'amore

Safe in the Hands of Love - Yves Tumor (2018)

Eccoci ad una recensione (sempre, ricordatevi, col prefisso "pseudo", non sono mai stato, e non lo sarò mai, un giornalista, tanto meno musicale) piuttosto difficile. Yves Tumor pare essere l'alias musicale di tale Sean Bowie (qualcuno mette in dubbio che sia il suo vero nome, e che tutto quello che racconta nelle interviste sia vero), produttore statunitense nato a Miami, Florida. Alcune fonti sostengono che adesso risieda a Torino, Italia. Cresciuto a Knoxville, Tennessee, comincia a fare musica come ripicca verso l'ambiente circostante, che lui riteneva noioso e conservatore. Impara da autodidatta a suonare basso, chitarra, batteria e tastiere, a 20 anni si trasferisce a San Diego ed in seguito a Los Angeles per i suoi studi, e qui incontra e diventa amico di Mykki Blanco (personaggio che, come dire, sto "tenendo nel cassetto", per parlarvene appena possibile, e rimediare al peccato di non averlo fatto prima), col quale va in tour per due anni e mezzo. Si dice attratto da sempre dal pop, puro e semplice, ma c'è di più, molto di più: ascoltatelo solo se vi sentite attratti dalla sperimentazione spinta, se riuscite a sopportare Bjork e Arca. Il suo primo disco autoprodotto risale al 2015, When Man Fails You, poi nel 2016 esce Serpent Music per l'etichetta PAN, infine questo Safe in the Hands of Love nel settembre 2018, per la Warp (nel 2017 è uscito Experiencing the Deposit of Faith, una sua compilation), un disco che alterna tracce estremamente delicate e iper-melodiche a fughe elettroniche incredibilmente impegnative e quasi estenuanti. Solo per coraggiosi, ma sappiate che c'è del talento vero.



Here we are to a review (always, remember, with the prefix "pseudo", I've never been, and never will, a journalist, much less musical) rather difficult. Yves Tumor seems to be the musical alias of that Sean Bowie (someone doubts that it's his real name, and that everything he tells in interviews is true), an American producer born in Miami, Florida. Some sources claim that he now resides in Turin, Italy. Raised in Knoxville, Tennessee, he begins to make music as revenge against to his surroundings, which he thought boring and conservative. He learns from self-taught to play bass, guitar, drums and keyboards, at the age of 20 he moves to San Diego and later to Los Angeles for his studies, and here he meets and becomes a friend of Mykki Blanco (a character who, as I say, I am " holding in the drawer ", to talk to you as soon as possible, and remedy the sin of not having done before), with whom he goes on tour for two and a half years. He is said always attracted by pop, pure and simple, but there is more, much more: listen to it only if you feel attracted by the extreme experimentation, if you can bear Bjork and Arca. His first self-produced album dates back to 2015, When Man Fails You, then in 2016 he released Serpent Music for the PAN label, finally this Safe in the Hands of Love in September 2018, for Warp (in 2017 he released Experiencing the Deposit of Faith, his compilations), a record that alternates extremely delicate and hyper-melodic tracks with incredibly demanding and almost exhausting electronic leap. Only for braves, but know that there is real talent, here.

20190211

Di chi ti fidi?

Who Do You Trust? - Papa Roach (2019)

Decimo disco in studio per la band di Vacaville, California, la band di Jacoby Shaddix (voce) e Jerry Horton (chitarra), due membri fondatori ancora in forza dopo 26 anni di militanza. In tutti questi anni, hanno attraversato il nu metal, il rap metal, hanno flirtato con il pop, lo street metal, e ultimamente con l'elettronica. Anche se c'è chi lo negherà pure sotto tortura, hanno scritto grandissimi tracce (ne cito due sole: Scars e She Loves Me Not), e l'ascolto dei loro ultimi album, lo saprete se riuscite a leggere tra le righe delle mie pseudo-recensioni, mi ha sempre messo in difficoltà. Si, perché li amo, ma mi lasciano sempre l'amaro in bocca. A questo giro, la storia non cambia: l'intuizione magica ce l'hanno sempre (Problems, The Ending, Who Do You Trust?, Feel Like Home), ma nel complesso non riesce ad essere un discone. Peccato, ma vi voglio bene lo stesso.



Tenth studio album for the band from Vacaville, California, the band of Jacoby Shaddix (vocals) and Jerry Horton (guitar), two founding members still in force after 26 years of militancy. In all these years, they have gone through nu metal, rap metal, have flirted with pop, street metal, and lately with electronics. Although there are those who will deny it under torture, have written great tracks (I mention only two: Scars and She Loves Me Not), and listening to their latest albums, you will know if you can read between the lines of my pseudo-reviews, has always put me in trouble. Yes, because I love them, but they always leave a bitter taste in my mouth. With this new album, the story does not change: they always have the magic intuition  (Problems, The Ending, Who Do You Trust?, Feel Like Home), but on the whole it can not be a huge album. Too bad, but I love you anyway.

20190210

Suoni dell'oceano

Ocean Sounds - Iamthemorning (2018)

Con questo disco live in studio, registrato apposta per far uscire un bluray e quindi filmato in uno studio estremamente suggestivo, situato sull'isola norvegese di Giske, ho scoperto questo duo russo di San Pietroburgo, formato dalla cantante Marjana Semkina e dal pianista Gleb Kolyadin. Gli iamthemorning prendono il nome dalla omonima canzone degli Oceansize, contenuta nel loro debutto Effloresce, hanno all'attivo già tre LP, un EP e un disco dal vivo, ed il loro stile è prettamente rock, se volete progressive, se volete chamber rock. Immaginatevi un pianista virtuoso che però è chiaramente amante dell'hard rock, e una cantante che ricorda più Tori Amos che Kate Bush. Sul disco in questione suonano anche Karl James Pestka (violino), Guillaume Lagravière (violoncello), Joshua Ryan Franklin (basso), Evan Carson (batteria), e la scaletta è naturalmente composta da tracce già edite (solo nell'edizione bluray, dopo i titoli di coda, c'è un accenno ad una nuova composizione, che quindi annuncia l'uscita del loro prossimo disco in studio. Affascinanti, davvero.



With this live in studio album, recorded specifically to let out a bluray, and so, filmed in an extremely suggestive studio, located on the Norwegian island of Giske, I discovered this Russian, from Saint Petersburg, duo, formed by the singer Marjana Semkina and the pianist Gleb Kolyadin. The iamthemorning take their name from the eponymous song of the Oceansize, contained in their debut Effloresce, they already have three LPs, an EP and a live record, and their style is purely rock, if you want progressive, if you want chamber rock. Imagine a virtuoso pianist who is clearly a lover of hard rock, and a singer who is more reminiscent of Tori Amos than Kate Bush. On this album also play Karl James Pestka (violin), Guillaume Lagravière (cello), Joshua Ryan Franklin (bass), Evan Carson (drums), and the setlist is naturally composed of tracks already released; only in the bluray edition, after the credits, there is a hint to a new composition, which then announces the release of their next studio album. Fascinating, really.

20190208

L'incrocio

The Crossing - Alejandro Escovedo (2018)

A occhio, questo dovrebbe essere il tredicesimo disco in studio da solista di Alejandro Escovedo, figlio di immigrati messicani, famiglia di musicisti (è pure lo zio di Sheila E.), 68 anni portati con una certa eleganza, personaggio che ha attraversato molti stili musicali e che è un po' elemento storico ma di basso profilo, della musica rock US: punk rock con i Nuns, country rock con Rank and File e True Believers, innumerevoli collaborazioni. Essendo pure una persona con un cervello, mette in piedi un concept album dedicato all'immigrazione (il disco immagina due storie di immigrati, quella di Diego dal Messico e di Salvo dall'Italia, entrambi diretti in USA per raggiungere il famoso sogno americano), registrato in Italia, e suonato, oltre che con vari ospiti, insieme agli italianissimi Don Antonio. Ora, di solito guardo ad altri generi musicali, e devo confessare onestamente, che l'ultima volta che avevo ascoltato Escovedo era in seguito alla segnalazione di Monty, mentre stavolta lo faccio su segnalazione dell'amico Ale, due persone che hanno una cultura musicale probabilmente più vasta della mia; fatto sta che questo disco, per quanto prevedibile pur nel suo stile che ne racchiude altri (da Springsteen ai Los Lobos, dai Mariachi ai The Stooges - James Williamson è uno dei tanti ospiti), è molto molto bello, e chiunque ami la musica se ne accorgerà.



More or less, this should be the thirteenth solo studio album of Alejandro Escovedo, son of Mexican immigrants, family of musicians (he is also the uncle of Sheila E.), 68 years worn with a certain elegance, character who has gone through many musical styles, and he is a little bit as an historical element but with an extreme low-profile, of the US rock music: punk rock with the Nuns, country rock with Rank and File and True Believers, countless collaborations. Being a person with a brain, he set up a concept album dedicated to immigration (the disc imagines two stories of immigrants, that of Diego from Mexico and Salvo from Italy, both headed to the USA to reach the famous American dream), recorded in Italy, and played, as well as with various guests, along with the very Italian band Don Antonio. Now, I usually look at other musical genres, and I must honestly confess, that the last time I had listened to Escovedo, I was following the tips from Monty, while this time I do it after the signal of friend Ale, two people who have a musical culture probably larger than mine; fact is, that this record, as much as predictable as you can expected, in its style that contains many others (from Springsteen to Los Lobos, from the Mariachis to The Stooges - James Williamson is one of many guests), is very very beautiful, and anyone who loves music will notice that.

20190207

Mars

The First - Di Beau Willimon - Stagione 1 (8 episodi; Channel 4 / Hulu) - 2018

2033, New Orleans, Louisiana. L'equipaggio della Providence 1, la prima missione composta da umani verso Marte, si imbarca. Il Comandante Tom Hagerty, che scopriremo in seguito doveva essere, originariamente, il comandante della missione, segue il lancio in tv dalla sua casa di New Orleans, non dal centro di controllo. Il lancio si rivela un disastro, il razzo ha un grave malfunzionamento, e l'equipaggio muore. Hagerty corre al quartier generale di Vista (una società privata basata appunto a New Orleans, che gestisce la missione insieme alla NASA), per dare supporto ai familiari dell'equipaggio, e sprona la CEO di Vista, Laz Ingram, a confortare i familiari sconvolti dall'accaduto. Quando Tom rientra a casa trova Denise, la sua figlia adolescente che da tempo non viveva più con lui, spinta a cercarlo dopo aver visto il fallimento del lancio in tv. Vista apre una indagine per determinare la causa del disastro.

La conquista dello spazio, almeno su di me, esercita sempre un certo fascino. Se a questo aggiungiamo uno Sean Penn (Tom Hagerty) che pare perennemente in stato di grazia, un cast di un certo livello (Natascha McElhone è Laz, LisaGay Hamilton è Kayla, James Ransone è Nick, Melissa George è Diane, la moglie di Hagerty), e un budget che si capisce subito essere molto importante, ecco che la visione di The First risulta quasi obbligata. Bellissima fotografia, elegantissimi interni (le case di Hagerty e Ingram) e prototipi di auto elettriche fighissime (vedetevi la Range Rover elettrica e senza guidatore di Ingram), un inizio monumentale e una tensione palpabile nel proseguo, la serie sceglie di non essere di fantascienza, ma "semplicemente" di soffermarsi su problemi più terreni, come l'elaborazione del lutto e i sottili ricatti psicologici tra padre e figlia, quando una madre si suicida. Si rimane un po' delusi, ma dopo un po', si capisce che è stato molto meglio così.

The conquer of space, at least on me, always exerts a certain charm. If we add a Sean Penn (Tom Hagerty) that seems perpetually in a state of grace, a cast of a certain level (Natascha McElhone is Laz, LisaGay Hamilton is Kayla, James Ransone is Nick, Melissa George is Diane, the wife of Hagerty), and a budget that is immediately understood to be very important, here is that the vision of The First is almost mandatory. Beautiful cinematography, very elegant interiors (Hagerty and Ingram's houses) and luxury electric cars prototypes (see Ingram's electric Range Rover without driver), a monumental beginning and a palpable tension in the continuation, the series chooses not to be science fiction, but "simply" to dwell on more earthly problems, such as the mourning process and the subtle psychological blackmail between father and daughter, when a mother commits suicide. You are a little disappointed at first, but after a while, you understand that it was much better this way.

20190206

Voglia di viaggiare

Wanderlust - Di Nick Payne - Stagione 1 (6 episodi; BBC One / Netflix) - 2018

UK. Joy Richards è una psicologa specializzata in terapia di coppia, ed è sposata con Alan Richards, insegnante di inglese. I due hanno tre figli, Laura, 25 anni, lesbica e viaggiatrice, Naomi, 18 anni alla ricerca della storia d'amore, e Tom, 16 anni, ancora vergine e incerto sul suo approccio con le donne. Joy ama andare in bicicletta, ma un giorno sfortunato viene travolta da un auto, e il recupero dura diversi mesi. A partire da questo incidente, la vita sessuale di Joy e Alan, scompare. I due si rendono perfettamente conto che la cosa non è normale, e cominciano a pensare a come risolvere il problema. Finché, Joy, non lancia un'idea singolare, in seguito alla realizzazione che entrambi sentono attrazione fisica per altre persone, ma si amano ancora l'un l'altra. L'idea è questa: coltivare ognuno per suo conto altre relazioni, che però si limitino alla sfera fisico-sessuale. 

Interessante miniserie (per il momento) britannica, scritta dal giovane Nick Payne, scrittore soprattutto di teatro: la serie infatti porta sul piccolo schermo la sua opera teatrale omonima, con un cast davvero indovinato, non solo tra i protagonisti principali. Si ride e si pensa. Al momento non ci sono notizie su una eventuale seconda stagione.

Interesting miniseries (for the moment) British, written by the young Nick Payne, writer especially for the theater: the series in fact brings on the small screen his theatrical work of the same name, with a cast really guessed, not only among the main protagonists. We laugh and think. At the moment there are no news on a possible second season.

20190205

Un'altra peccatrice

The Sinner - Sviluppato da Derek Simonds - Stagione 2 (8 episodi; USA Network) - 2018

A breve distanza dalla risoluzione del caso visto nella stagione precedente, ma a 15 anni dall'ultima volta, il detective Ambrose torna a Keller, la sua cittadina natale. Lo ha chiamato Heather Novack, una giovane detective, figlia di Jack, un ex collega di Ambrose; Heather ha per le mani un caso che appare fin dall'inizio piuttosto complicato. Una giovane coppia è ritrovata morta in un motel, apparentemente avvelenati. Lui viene identificato, lei non ha documenti. Il figlio tredicenne Julian, vivo, racconta alla polizia che stavano andando alle cascate del Niagara, la loro auto si è guastata e per quello hanno deciso di passare la notte in quel motel. Dopo alcune osservazioni di Ambrose, il ragazzino confessa di aver avvelenato lui i due, usando foglie di stramonio trovate lì vicino, nei loro the; Julian però non spiega il perché. I detectives si rendono conto che nel bagaglio non c'è nessun indumento da ragazzo. Ambrose chiede al Procuratore più tempo, prima di arrestare il ragazzo, che viene quindi messo in una casa d'accoglienza; lì, Julian ha dei flashback dove si vede parlare con una donna, probabilmente la sua analista. Quella stessa donna, appare alla stazione di polizia di Keller, sostenendo di essere lei la madre di Julian.

Vista l'accoglienza della prima stagione, che doveva essere unica, si è deciso di metterne in piedi una seconda. Jessica Biel diventa produttrice, Bill Pullman come Harry Ambrose rimane l'unico protagonista principale, l'azione si sposta leggermente per scoprire qualche altro "fantasma" che tormenta Harry, l'intrigo anche stavolta è ottimo, e anche stavolta Ambrose diventa il "difensore" dell'assassino, e svela una serie di retroscena complessi. Ottimo cast, con Carrie Coon (Vera Walker), Tracy Letts (Jack Novack), Hannah Gross (Marin) e Natalie Paul (Heather). 

Given the reception of the first season, which had to be unique, it was decided to put up a second one. Jessica Biel becomes a producer, Bill Pullman as Harry Ambrose remains the only main protagonist, the action moves place slightly to discover some other "ghost" that torments Harry, the intrigue, also this time, is excellent, and even this time Ambrose becomes the "defender" of the assassin, and unveils a series of complex background. Excellent cast, with Carrie Coon (Vera Walker), Tracy Letts (Jack Novack), Hannah Gross (Marin) and Natalie Paul (Heather).

20190204

Vero

Verkligheten - Soilwork (2019)

Undicesimo studio album per la band svedese di Helsinborg, band che io fino ad oggi non avevo mai ascoltato. Gli svedesi sono esponenti del sottogenere che viene identificato come melodic death metal, e le coordinate sono del tutto rispettate: enorme influenza del classico heavy metal della NWOBHM, uso moderato della doppia cassa, cantato che alterna harsh screaming a voce pulita e melodica, assoli di chitarra interessanti, ampio spazio alle melodie perfino stucchevoli ma pure ai raddoppi di tempo in stile thrash metal. Disco che si fa ascoltare, se non vi dispiace il genere, perfino in auto, e pure ad un certo volume, se capite cosa voglio dire.



Eleventh studio album for the Swedish band from Helsinborg, a band that I had never heard before. The Swedes are exponents of the subgenre that is identified as melodic death metal, and the coordinates are completely respected: huge influence of the classic heavy metal NWOBHM-style, moderate use of the blast beat, sung that alternates harsh screaming with a clean and melodic voice, interesting guitar solos, ample space for even cloying melodies but also for the thrash metal style escapes. Album that let itself listen to, if you do not mind the genre, even in the car, and even at a certain volume, if you understand what I mean.

20190203

Ripartire da zero

Tabula Rasa - Di Malin-Sarah Gozin, Veerle Baetens e Christophe Dirickx - Stagione 1 (9 episodi; ZDF / Netflix) - 2017

Belgio. Annemie D'Haeze detta Mie, ballerina e cantante, si sveglia internata in un ospedale psichiatrico. Riceve la visita dell'ispettore Wolkers, prossimo alla pensione, che sta indagando sulla scomparsa di Thomas De Geest: Mie è l'ultima persona che l'ha visto (ma lei non lo ricorda assolutamente), e il suo aiuto potrebbe rilevarsi decisivo. Mie soffre di una grave forma di amnesia che cancella quasi tutti i ricordi recenti, in seguito ad un grave incidente stradale. Dai ricordi di Mie, confusi, del recente passato, sappiamo che lei e la sua famiglia sono stati costretti ad abitare nella casa di suo nonno, in seguito all'incendio che ha distrutto la propria.

Interessante serie fiamminga, co-scritta anche dalla interprete principale, la bella Veerle Baetens (qui Mie), che abbiamo amato tantissimo in The Broken Circle Breakdown, realizzata, in maniera abbastanza evidente, con un budget sicuramente non infinito, ma con buone idee. Si dipana in maniera intrigante per otto episodi, e lascia un po' perplessi lo svolgimento del nono e ultimo, durante il quale tutto si risolve (come se ci fosse stata una certa fretta). Niente male.

Interesting Flemish series, co-written by the main interpreter, the beautiful Veerle Baetens (here Mie), which we loved so much in The Broken Circle Breakdown, made, quite clearly, with a budget definitely not infinite, but with good ideas. It unfolds in an intriguing way for eight episodes, and it's a little strange to see the course of the ninth and final, in which everything is resolved (as if there had been a certain rush). Not bad.

20190201

Paleozoico

Phanerozoic I: Palaeozoic - The Ocean Collective (2018)

Il 2018 (scusatemi, ma la serie "cosa mi sono perso" non è ancora terminata, e probabilmente durerà per tutto il 2019) ci ha regalato anche il settimo disco del collettivo tedesco The Ocean, un progetto a me del tutto sconosciuto fino a pochi mesi fa, ma che ho fortunatamente recuperato. La band è appunto, più un collettivo (circa 40 musicisti hanno ruotato, o tutt'oggi ruotano attorno ai The Ocean), che è diretto da Robin Staps, chitarrista e compositore principale. Come altri loro dischi, questo contiene le versioni degli stessi pezzi anche strumentali. Sono passati attraverso diversi cambiamenti di stile, ma possiamo descriverli come progressive metal, che ingloba influenze quali Tool, Neurosis, Oceansize e via discorrendo. Il disco combina potenza e classe, oltre a liriche piuttosto particolari, ovviamente riferite alle ere geologiche terrestri (ma in passato la band si è "occupata" anche di critiche feroci verso la Chiesa Cattolica, in Heliocentric e Anthropocentric, ovviamente, visto il loro interesse per la scienza), ed è quindi un disco piacevole per palati robusti, ma interessati a contenuti non usuali, anche a livello musicale.



2018 (sorry, but the series "what I missed" is not finished yet, and probably will last for the entire 2019) has also given us the seventh record of the German collective The Ocean, a project completely unknown to me until a few months ago, but that fortunately, I recovered. The band is indeed more a collective (about 40 musicians have rotated, or still revolve around The Ocean), which is directed by Robin Staps, guitarist and main composer. Like their other records, this contains versions of the same tracks also instrumental. They have gone through different style changes, but we can describe them as progressive metal, which incorporates influences such as Tool, Neurosis, Oceansize and so on. The album combines power and class, as well as quite particular lyrics, obviously referring to terrestrial geological eras (but in the past the band has also "occupied" of fierce criticism towards the Catholic Church, in Heliocentric and Anthropocentric, obviously, given their interest for science), and is therefore a pleasant disc for robust palates, but interested in unusual content, even at a musical level.