No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150409

Perù - Febbraio 2015 (10)

Una vigilessa arequipeña niente male; da notare i guanti biancorossi (colori della bandiera peruviana). Foto di Dria
Prima di visitare il monasterio (tra parentesi, il monastero è naturalmente intitolato a Santa Caterina da Siena, e mentre siamo lì, mi vengono in mente le risate che ci siamo fatti insieme all'amica argentina Juli durante la nostra visita a Siena, nella Basilica di San Domenico dove è conservata la testa - questo fatto morboso della conservazione dei "pezzi" dei santi da parte del cattolicesimo, a parte andare contro ad uno dei comandamenti, mi fa rabbrividire ogni volta -; non so se ci siete mai stati, ma uno dei cartelli recita "la santissima testa di Santa Caterina ecc ecc., in una escalation di santificazione), mangiamo al Tipika, ristorante frequentato, così mi è parso, dalla Arequipa VIP. Dopo la visita al monastero girovaghiamo in città, finché si fa buio ed inizia a piovere. Perdiamo un po' l'orientamento, ma non siamo lontani dall'hotel, il problema è che la pioggia aumenta e le strade non ricevono più. Ripariamo sotto un balconcino, ma nessuno dei due è vestito per la pioggia, i minuti passano e rischiamo di bagnarci ancor di più e di prendere freddo. Tento una manovra disperata: tiro fuori di tasca il foglietto che mi ha dato Silvana, con i numeri di telefono per i taxi. Provo, non funziona, mi arrovello sui prefissi e alla fine ce la faccio. Vi invito ad immaginarvi la situazione: decine di persone allineate sotto le tettoie, pioggia battente, acqua che invade i marciapiedi, strade ingorgate da auto. Do qualche indicazione alla telefonista della compagnia su come individuarci e dove siamo (non sapevamo bene neppure i nomi delle vie che formano l'incrocio adiacente). Miracolosamente, dopo 10 minuti (esattamente il tempo che mi aveva detto la telefonista), vedo un taxi della compagnia che ho chiamato, e vedo l'autista che si guarda intorno mentre è incolonnato. E' dalla parte opposta della strada, ma ormai possiamo anche inzuppare i piedi nelle pozzanghere. Raggiungiamo il taxi, siamo salvi. Rientriamo in albergo e dopo esserci asciugati ordiniamo una pizza da asporto, di uscire zero voglia. Ma non finisce lì: l'auto a noleggio, parcheggiata lì vicino, ha un problema con l'allarme. Suona in continuazione. Su suggerimento della señora Ana, pragmatica come pochi, esco insieme al portiere di notte, un ragazzo giovane e, come dire, pacioccone, e con un paio di pinze stacco un cavo della batteria. Chiamo il servizio Hertz, spiego la situazione, il giorno seguente mi contatterà l'ufficio locale. Si dorme, come dico sempre, il sonno dei giusti.
 
Gente nella Plaza de Armas. Foto di Dria

Ancora foto di Dria a seguire. Come dice il Mazza, non ci sarebbe bisogno di specificarlo, ma per essere corretti..

Martedì 10 febbraio
L'escursione al Cañon del Colca è programmata per il terzo e ultimo giorno di permanenza ad Arequipa, per cui anche oggi siamo liberi di cazzeggiare per la città. La colazione alla Casa de Tin Tin è soddisfacente, e usciamo di buon'ora, visto che ormai il copione delle giornate ci pare di averlo capito, qua nell'interno: la mattina sereno o quasi, pomeriggio acqua a volontà. Arriviamo rapidamente in centro e ci infiliamo dentro al museo Santuarios Andinos, quello della Mummia Juanita. Naturalmente, Juanita non c'è, anche se c'è un'altra mummia abbastanza inquietante. Il museo è piccolo, ma è situato in una delle classiche casone coloniali, che già gli conferisce un certo fascino; ti mostrano dapprima un documentario che racconta i ritrovamenti, e ti affidano ad una guida che ti spiega il tutto. Paghi l'ingresso, e al termine del giro, se vuoi, lasci la mancia alla guida. Essendo la nostra guida una giovane fanciulla e pure carina, la mancia sarà non indifferente. Ma a dire la verità, il museo è piuttosto interessante, e la ragazza ci si mette d'impegno. Mangiamo vicino alla cattedrale che già minaccia pioggia, e quando andiamo a prendere un caffè nel bar dove l'abbiamo preso il giorno precedente, già ha iniziato a piovere. Dopo lunghe riflessioni, chiediamo informazioni all'ufficio del turismo lì vicino, e decidiamo di prendere un taxi e andare al centro commerciale Real Plaza, dove c'è un cinema, con l'intenzione di vederci un film. Dopo il bagno della sera precedente, meglio al coperto.

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