No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20181102

Why Write

Perché scrivere - Zadie Smith (2011)

Desiderio di spingere il mondo in una certa direzione, di modificare l'altrui concezione del tipo di società alla quale bisogna tendere. [...] Nessun libro è autenticamente privo di orientamento politico. L'opinione che l'arte non debba avere nulla a che fare con la politica è essa stessa una posizione politica. (Orwell, citato da Zadie Smith)

Perché scrivere è un libriccino che raccoglie due lavori della scrittrice inglese, che ha vissuto per qualche anno in Italia. La prima parte (che dà il titolo all'opera), Why Write, è semplicemente il testo di una lectio magistralis tenuta a Firenze il 15 giugno 2011 in occasione della quinta edizione del Premio Gregor von Rezzori; naturalmente, si interroga sul motivo per cui scrivere, oggi, quale sia il ruolo dello scrittore, se sia rilevante, se scrivere possa essere considerato un gesto politico (appunto), quanto sia importante la tecnica, gli ingredienti per scrivere bene, da cosa si misura il valore di un'opera e del suo autore, che cosa significa scrivere onestamente. La seconda parte, Fail Better, apparso originariamente sul Guardian il 13 gennaio 2007 e poi ripubblicato in italiano (Il fallimento riuscito) sul numero 725 di Internazionale del 28 dicembre 2007, affronta più o meno gli stessi argomenti, dal punto di vista di un ipotetico scrittore che pubblica un libro di successo e che in seguito, riflette su quello che avrebbe voluto fosse, ma non è stato.

Why Write is a short book that collects two works by the English writer, who lived for a few years in Italy. The first part (which gives the title to the work), Why Write, is simply the text of a lectio magistralis held in Florence on June 15, 2011 on the occasion of the fifth edition of the Gregor von Rezzori Award; of course, she wonders about why writing, today, what the role of the writer is, if it is relevant, if writing can be considered a political gesture (indeed), how important is the technique, the ingredients to write well, from what measure the value of a work and its author, what it means to write honestly. The second part, Fail Better, originally appeared in the Guardian on January 13, 2007 and then republished in Italian on the 725 issue of Internazionale on December 28, 2007, deals with more or less the same arguments, from the point of view of a hypothetical writer who publishes a successful book and who later reflects on what he wanted to be, but it was not.

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