Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)
Giovanna ha ereditato dal padre la conduzione dell'azienda di famiglia, che si occupa di lavorare a livello industriale (ma con cura artigianale) la pietra naturale. La donna non ha un compagno, e per quanto mantenga un rapporto stretto con la madre Lilia e la figlia 15enne Alida sembra che non riesca a costruire con loro legami completamente sinceri o ad essere del tutto trasparente. Dunque quando si ammala tiene nascosta la situazione alla ragazza, e ne parla con la madre solo perché scopre che l'unica cura sarebbe un trapianto di fegato urgente da parte di un consanguineo in età adulta. Ma Lilia non può aiutarla, perché... (Wikipedia)
E' un buon film, questo debutto per il regista pugliese, una storia moderna, un pretesto già visto e che rivedremo (la ricerca dei genitori biologici), e uno sviluppo che presto rivela un obiettivo leggermente diverso. Magistrale l'interpretazione di Bobulova, un'attrice che spesso diamo per scontata, ma alla quale va riconosciuto merito.
It's a good film, this debut for the Apulian director, a modern story, a pretext we've seen before and will see again (the search for one's biological parents), and a development that soon reveals a slightly different objective. Bobulova gives a masterful performance, an actress we often take for granted, but who deserves her due.

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