No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20110530

Bourne 1


The Bourne Identity - di Doug Liman (2002)

Giudizio sintetico: si può vedere (3/5)
Giudizio vernacolare: occhié lulì?

Uno sconosciuto viene ripescato nel mar Ligure, vicino al confine francese, e viene recuperato da un peschereccio che fa base ad Oneglia. Il capitano gli estrae due pallottole dalla schiena, quando lo sconosciuto si risveglia non riesce a ricordare chi è e come è finito lì. Aiuta i pescatori fino al ritorno al porto, dopo di che, avendo ritrovato tra le sue cose (aveva una sorta di chip sotto pelle) un numero di conto di una banca svizzera, con niente in tasca, si reca in Svizzera.
Nella cassetta di sicurezza collegata a quel numero, lo sconosciuto ritrova un sacco (letteralmente) di soldi (in monete varie), una pistola e un numero considerevole di passaporti, di varie nazionalità, con la sua foto, ma con nomi via via diversi. Quello statunitense dice che lui si chiama Jason Bourne.
Si reca all'ambasciata USA, ma lì si rende conto che qualcuno lo sta inseguendo. Fugge, e man mano che si muove, si rende conto lui stesso di avere una preparazione fisica invidiabile, e capacità di combattimento estremamente valide. Mentre fugge, decide di seguire un'altra pista: un indirizzo di Parigi, dove ha una residenza questo Bourne. Non sa come arrivarci, ma mentre è sul retro dell'ambasciata vede Marie, una ragazza tedesca che aveva intravisto litigare con un addetto, sempre dell'ambasciata; la ragazza sta salendo sulla propria auto. Le offre dei soldi, molti, per dargli un passaggio fino a Parigi. La ragazza, che evidentemente non ha niente da perdere, accetta.

Il regista di Swingers, poi passato a ben altre produzioni, dirige un film muscolare e basato su una sorta di "azione continua", liberamente tratto dal romanzo omonimo (ma tradotto in Italia come Un nome senza volto) di Robert Ludlum. Il film ha un tasso di implausibilità piuttosto alto, e, appunto, basa tutto sull'azione e soprattutto, sulla messa in scena di sequenze altamente spettacolari e tecnicamente impressionanti. E' chiaro che ogni regista che gira un inseguimento in auto, fa riferimento a Il braccio violento della legge, ma naturalmente, le tecniche ed i mezzi in più, in mano ai registi contemporanei, spostano ogni volta un po' più su l'asticella, ed in effetti, la sequenza dell'inseguimento per le strade di Parigi lascia il segno.
Matt Damon è il protagonista, ed ogni volta che c'è lui mi ritrovo a pensare come sarebbe stato il film in questione con un altro attore, anche solo vagamente più espressivo, e fortunatamente accanto a lui c'è Franka Potente, attrice tedesca ormai famosa dappertutto, che risulta sempre sexy senza essere forzatamente nuda, o atteggiarsi più di tanto. Adatta, fin dalle sue prime uscite cinematografiche, anche ai film d'azione, è lei la stella di questo film, che darà il via ad una serie.

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