Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
La storia è narrata in modo non lineare. Rona, una giovane donna appena uscita da un centro di riabilitazione per alcolismo, torna a casa nelle Isole Orcadi, in Scozia. I suoi genitori, originari dell'Inghilterra, sono separati. Vivendo alternativamente con loro, aiuta il padre nella sua fattoria e conosce le amiche religiose della madre. Attraverso dei flashback, vediamo la vita precedente di Rona come studentessa di biologia a Londra, dove trovava sfogo frequentando i locali notturni e incontrando un fidanzato serio, Daynin. Tuttavia, il suo problema con l'alcol si trasforma in alcolismo, causando problemi nella sua relazione e un incidente. Alla fine, Daynin la lascia. Una notte, viene aggredita mentre è ubriaca. Poco dopo, entra in un centro di riabilitazione e completa un programma di sobrietà di 90 giorni. (Wikipedia)
La regista tedesca traspone il libro di memorie della scrittrice e giornalista Amy Liptrot, e affidando il ruolo della protagonista a Saoirse Ronan. Una storia mediamente interessante, ma la bravura della protagonista, coadiuvata dall'ottima compagnia di un cast di livello, e una regia attenta a valorizzare il già di per sé ruvido ma suggestivo scenario (delle Orcadi), contribuiscono ad un film coinvolgente, che non cerca la pietà dello spettatore.
The German director adapts the memoir by writer and journalist Amy Liptrot, casting Saoirse Ronan in the lead role. The story is moderately interesting, but the protagonist's skill, complemented by the excellent company of a top-notch cast, and a direction that carefully highlights the already rugged yet evocative setting (the Orkneys), contribute to an engaging film that doesn't seek the viewer's pity.

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