
It's only rock 'n' roll.
But we like it.
Foto: Filo by Suevele.


Ieri, dopo almeno un mese di tentativi andati a vuoto, ci siamo trovati nel pomeriggio con mia sorella per andare dall'ottico a comprarmi una nuova montatura da vista. Se posso, preferisco andare a fare questo tipo di acquisti con un occhio femminile a fianco, anche se poi in fondo decido da me. Mi dà sicurezza.
Ma, insieme a mia sorella, ovviamente è venuto mio nipote, Alessio, che ormai tutti quanti conoscete.
Parentesi. Lo so che posso sembrare imparziale, ma mio nipote è veramente un fico. E poi è fortunato. Tra me e mia sorella gli lasceremo almeno una casa di proprietà; se continua così, avrà sempre uno zio che lo seguirà nella scuola, lo guiderà attraverso la musica, il cinema, la letteratura, il mondo, le lingue (proprio oggi ho cominciato a comprargli Disney Magic English allegato a Repubblica), e sarà felice di spendere mezzo stipendio solo ed esclusivamente per lui. In più, è un fico. Ha un sorrisetto furbo che ti stende. Non è bello di quella bellezza quasi plastificata di molti bambini nord-europei, che sfiorisce negli anni, ma è quel biondo con gli occhi azzurri che spacca i cuori. Come ho già detto, sembra una versione in miniatura di un Eminem meno spaccone (ma ugualmente manesco, visto che ultimamente prova delle mosse di wrestling su di me saltandomi addosso direttamente dal bracciolo del divano di casa sua).
Detto questo, ho fatto scegliere la montatura a lui, alla fine. Si è orientato su una montatura piuttosto sobria, di celluloide marrone tartarugata, però di Calvin Klein.
Spero di non ritrovarmelo in un romanzo di Bret Easton Ellis, un giorno.

Tutto ok. Dalla collina sopra il mio paese, arrivando poco fa, il mare aveva un colore che mi verrebbe da definire cobalto, ma probabilmente mi sbaglio, ed il contrasto col cielo gonfio di nuvoloni pieni di pioggia era mozzafiato. Le strade erano sgombre, la macchina filava liscia, la compagnia ottima, i discorsi, quelli di sempre, ragione e follia, sentimento e divertimento.
L'acqua di ieri era impressionante, il colpo d'occhio dell'Arena ti prendeva al cuore e alla gola, i ragazzi sul palco, quelli di sempre, con qualche anno in più, come me, del resto. Sembra che siamo cresciuti insieme, ognuno nelle proprie realtà. Ma siamo sempre in piedi.
Schiena spezzata, sonno negli occhi e nelle ossa, nelle orecchie cose belle, commozione per chi non c'è più. Adesso si riparte, un altro tipo di emozione. Dritti allo stadio.
Photo: Cat, Landscapes 2.


Visto che giochiamo in casa (Italia), abbiamo un'anteprima. Ad Ottobre uscirà il nuovo disco di Moltheni, un artista che apprezzo molto, e che ho avuto l'opportunità di conoscere di persona.
Si intitolerà Toilette Memoria, sarà su etichetta La Tempesta e sarà distribuito da Venus. Sembrerebbe di intuire un leggero passo indietro, a livello musicale, rispetto al rarefatto ma molto bello Splendore Terrore, e conterrà partecipazioni interessanti. Alberto e Luca dei Verdena su Cavalli sciolti del nord, Carmelo dei Marta sui tubi su Deserto biondo, addirittura Franco Battiato su Sento che sta per succedermi qualcosa...
Non è ancora chiaro se nel disco sarà presente la cover di Battisti, realizzata da Moltheni, de Il tempo di morire, inserita nell'EP promozionale.
Nonostante sia stato a Sanremo (nel 2000), Moltheni è un artista molto valido. Se non lo conoscete bene, cercate di scoprirlo. Natura in replay è il suo debut del 1999, Fiducia nel nulla migliore è il secondo, del 2001. Splendore terrore è del 2004, e magari vi posterò la mia recensione, apparsa sulla rivista All Music Magazine (tra l'altro, tagliata di una frase, cosa che toglieva senso all'intero ultimo paragrafo....).
Attendo fiducioso il nuovo Toilette memoria. Vai Umberto.





"L'Islam, così come le popolazioni dell'Africa e dell'Asia, si spaventano di fronte ad un Occidente che esclude totalmente Dio dalla visione dell uomo. La vera minaccia per la loro identità, mette in guardia papa Benedetto XVI, non viene vista nella fede cristiana, ma nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della liberta ed eleva l'utilità a supremo criterio morale per i futuri successi della ricerca. Così Papa Ratzinger nell'omelia pronunciata alla grande messa di Monaco di Baviera".
Geniale! Uno spottone sensazionale, nella ricorrenza dell'11 settembre. Ma pensa che siamo tutti scemi?



Pensieri random, come ogni tanto, anzi, ogni sempre, è giusto che sia. E' incredibile come noi, di un certo tipo, non riusciamo a prescindere dalla musica per vivere qualsiasi emozione che la vita ci dà. Sto parlando di noi che la musica la viviamo da sempre, suonandola, ascoltandola, vedendola, vivendola, criticandola, essendoci talmente in simbiosi che non riusciamo a non associare qualsiasi momento a questa o a quella canzone. I più attenti avranno notato che in qualche post precedente, dove c'era il testo di Cose difficili dei Casino Royale, ho messo in neretto alcune frasi. Quelle frasi fotografavano un preciso momento che ho vissuto qualche ora fa. Già adesso è diverso, ma fa lo stesso: ricorderò per sempre quella notte associandola a quella canzone. Così è.
Ma non si nasce così, lo si diventa anche. La foto rappresenta la copertina di un 45 giri che da piccolino, avrò avuto 5 anni, mi allietava le giornate, mi esaltava un po' come quando adesso mio nipote vede una gru o un qualcosa di grande. Come vi ho già raccontato, ho ricordi vecchissimi legati alla musica. Band che adesso non esistono più, formate da personaggi che, adesso, ci mette tristezza vedere ridicolizzarsi by yourself su MTV in squallidi reality (d'you know what I mean..), gente che si è fermata per strada e ci ha lasciato ricordi indelebili. Ci sono invece amici e amiche che affidandosi a me si sono fatti conquistare dalla musica alternativa, e adesso ne sono quasi addicted, e si comportano esattamente come me, e come so molti di voi: precisamente come ho descritto poco prima, legando canzoni a momenti precisi.
Anche questa è vita.
Ho in mano i biglietti per giovedì, partita di Coppa Uefa Livorno-Pasching. E' una sensazione incredibile. Difficile da spiegare a chi ha sempre tifato squadroni, nel calcio. Rileggetevi il post lasciatemi inorgoglire un momento al riguardo. Quando l'amico Emiliano me li ha dati questa sera, un brivido lungo la schiena mi ha percorso.
Una lancia va spezzata per le nuove (ormai non più) tecnologie, nello specifico internet e telefoni cellulari. In momenti down permettono a tutte le persone che ti vogliono bene di darti supporto. Questo intendo per un miglioramento della qualità della vita. Certo, gli amici vicini, quelli che puoi guardare negli occhi, dei quali puoi sentire la presenza fisica, sono importanti. Una mail, un sms non ti dà una pacca sulla spalla, o un abbraccio. Lì entra in gioco la tua capacità di immaginare, di sentire quello che le parole scritte ti vogliono realmente trasmettere.
Anche questa è vita.
Roma-Livorno 2 a 0. Primo tempo ben giocato, poi sotto i colpi dello squadrone capitolino siamo crollati. Ma si sono visti sprazzi convincenti, e sostanziali modifiche nel nostro modo di intendere il calcio. Partenza in salita, ma senza sofferenza non c'è vittoria saporita. Salvezza tranquilla e bella figura in Europa, questi i nostri obiettivi. Giovedì, come già detto, la Uefa all'Armando Picchi dell'Ardenza (e se penso che ci giocavamo contro la Torrelaghese, con tutto il rispetto verso il paesino dell'orgoglio gay, mi viene un groppo in gola) contro gli austriaci del Pasching, domenica prossima, ancora al Picchi, la Fiorentina col coltello tra i denti. Amo il calcio come amo il caffè al bar della tribuna. Le battute folgoranti degli spettatori livornesi e le scritte sui muri dello stadio.
Anche questa è vita.





Photo by Cat - Angelo
Ieri sera sono passati a salutarmi mia sorella, mio cognato e mio nipote. Dopo il solito rito di scrutamento, usuale quando mi vede fuori dal contesto di casa sua, mio nipote ha pronunciato questa frase: "cchiali sio ale", indicandosi un punto imprecisato in mezzo agli occhi.










Anni ’80. Patrick Bateman fa il broker a Wall Street. La sua vita è fatta di vestiti costosi, accessori firmati, serate al ristorante, sniffate di cocaina, discorsi vuoti, avventure sessuali. Ma una strana mania comincia ad impadronirsi di lui, e Bateman inizia a torturare e a uccidere vagabondi, animali, ragazze, con una ferocia che non smette di crescere e sembra portarlo alla pazzia…
Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato.


Questa è Suona ancora dei Casino Royale. Una band fantastica, che adesso esiste e non esiste. Una band che era un lusso per l'Italia della musica. Ed infatti, la band si è liquefatta per anni.
Impariamo dagli sbagli. Sosteniamo la buona musica italiana.


