No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20140608

Ungheria - Maggio 2014 (2)

Le foto che avete visto nella parte 1, quelle che vedrete in questo post e anche in quello seguente, risalgono al secondo giorno del viaggio, al venerdì. Si, il giovedì non ne ho scattata neppure una, non ne avevo voglia, non ero nel mood. Dopo essere atterrato, aver cambiato dei soldi, aver ritirato l'auto, ho preso possesso di quest'ultima, ho attaccato il navigatore, e sono partito alla volta del paesino dove avevo prenotato due notti. Prima, visto che studiando sulla carta mi ero reso conto che era praticamente di strada, mi sono diretto all'entrata del Memento Park, un parco, appunto, dove gli ungheresi, dopo aver abbattuto tutte le statue che rappresentavano l'epoca comunista, hanno pensato di creare per raccoglierle, un luogo che ero molto interessato a vedere. Essendo un programmatore logistico, mi sono detto che avevo tutto il tempo di vedere dov'era questo luogo, dove sarei tornato il sabato mattina. Il tempo era brutto, pioveva, quindi non sono neppure sceso, e ho puntato il gps su Balatonmàriafurdo. Appena rientrato in autostrada mi sono accorto di aver fame, mi son fermato al primo autogrill ed ho mangiato ad un McDonald's. Lo confesso: ogni tanto mi piace farlo. Da solo, osservando la fauna locale ed il loro approccio. Le persone che ci lavorano. Immaginare le loro storie. Vabbé. Dicevo dell'autostrada. Una roba che per l'Italia è fantascienza: non ci sono i caselli, e la pavimentazione è una figata. E pensare che c'è ancora qualcuno che vede i paesi dell'Est Europa come terzo mondo. Il sistema di pagamento è regolato da un chip che si può acquistate dovunque (l'auto a noleggio lo aveva di default), le autostrade sono disseminate di telecamere che leggono i chip: chi non ce l'ha e circola ugualmente, riceve una multa. Non è certamente l'unico Paese che adotta un sistema del genere: non da noi, però. Il viaggio per il minuscolo villaggio di Balatonmàriafurdo dura circa un paio d'ore, l'autostrada è poco trafficata, la pioggia va e viene, il tempo è grigio, mi prende il sonno spesso. Non ho cd e le radio danno sempre le stesse canzoni. Pian piano arrivo, ed è ovviamente già da un po' che sto costeggiando il lago. Il luogo, come ho detto, è minuscolo, l'albergo deserto, ma la proprietaria, che lo gestisce con il marito, è simpatica e gentile. Visto il tempo, tremendo, acqua ogni tanto e un vento che sradica gli alberi, visto che son stanco e soprattutto che la tv in camera ha l'accesso usb e io mi sono portato la fida chiavetta con le serie tv da vedere, mi butto sul letto e mi alzo solo per scendere, uscire dall'albergo, suonare al campanello di casa dei proprietari come mi aveva detto la moglie, e chiedere se mi danno qualcosa da mangiare (che tanto in giro è tutto chiuso). Ed ecco il marito, che pare ancor più giovane della moglie, che ha il mio solito parrucchiere, che mi serve una cena di affettati ungheresi con una birra locale, e che soprattutto si ferma a chiacchierare con me su come è divenuto un albergatore, su usi e costumi del luogo, sul Primo Ministro attuale, la situazione generale, come vedono l'Unione Europea, cosa conosce dell'Italia. Piacevole, simpatico, ci salutiamo, torno in camera a vedermi qualche altro episodio e dormo il sonno dei giusti. Il giorno seguente, colazione di buon'ora, salgo in macchina e parto per una sorta di circumnavigazione del lago.
Lungo tutto il lago, oltre che una strada diciamo "provinciale", c'è la ferrovia, spesso più vicina al lago rispetto alla strada, e spesso molto vicina all'acqua. Questo uno dei tanti passaggi pedonali che attraversano le rotaie.
Ferrovie, treni, ponti e stazioni sono una una mia fissa, quindi vi avverto che vedrete molte stazioni.

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