No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150305

Perù - Febbraio 2015 (2)

Mercoledì 4 febbraio
Fiumicino alle 4 di mattina non l'avevo mai visto. E' deserto, quasi, ed è strano vederlo così. Anche se non ci siete mai stati, immaginerete tranquillamente che ci sono tanti bar, ma trovarne uno aperto a quell'ora, per fare colazione, è un'impresa, e questo è ancor più strano. Il volo per Amsterdam scorre senza problemi, e ad Amsterdam/Schipol mi concedo un paio di massaggi su quelle poltrone automatiche che non avevo mai provato, ma devo ammettere che adesso la cosa è diventata una specie di dipendenza. Mi passano un po' di doloretti alla schiena, ed è un bene visto il volo di 12 ore circa che mi attende. Sul volo per Lima tutto bene. Dormicchio, e i miei vicini di posto sono una coppia olandese giovane, lui è per metà peruviano, chiacchieriamo con parsimonia ma con simpatia. Una delle hostess è messa in difficoltà da una signora peruviana che si lamenta per il pasto, c'è stato un fraintendimento e la signora la mette giù dura (un po' troppo, secondo me), la hostess si irrigidisce e la prende sui coglioni, un errore secondo me madornale (su un volo di 12 ore). Mi vedo qualche film, uno lo vedo due volte perché continuo ad addormentarmi. Arrivo stanco, perché come detto la sera prima non ho proprio dormito, e quindi l'aver prenotato l'hotel a 20 metri dall'uscita dell'aeroporto si rivela una delle scelte più intelligenti ed azzeccate della mia vita. L'aeroporto di Lima è caotico, pieno di gente, chiassoso, il parcheggio rumoroso, i tassisti che ti assalgono altrettanto rumorosi. 
Giovedì 5 febbraio
Dormo bene, oltre 10 ore, e al mattino dopo faccio colazione, ed esco per attraversare di nuovo la strada, e ritirare l'auto, aspettando Dria. La strana posizione dei banchi dei noleggi auto è, in questo caso, strategicamente perfetta: esattamente prima dell'uscita dei voli internazionali. Mentre compilo i documenti, effettuo il pagamento, il volo di Dria atterra, e con una tempistica pressoché perfetta, eccolo che arriva. Ritiriamo il GPS, e il tipo che ci accompagna all'auto ci domanda se lo vogliamo seguire, visto che lui va più o meno nella nostra direzione; sottolineo che abbiamo il GPS, quindi ci augura buona fortuna. Appena metto il muso dell'auto fuori dal parcheggio dell'aeroporto capisco perché. Vi dico solo questo: ho guidato dentro Lima, lo posso raccontare, e per questo ho superato una prova di quelle importanti. Il paragone si può fare solo con quelle città asiatiche il cui caos automobilistico si vede nei documentari. Ci vogliono quasi 45 minuti per percorrere i neppure 30 chilometri che ci separano dal quartiere Miraflores, dove Sandro e la sua famiglia abita temporaneamente, e dove ci ha prenotato un appartamento (nello stesso palazzo) per una notte. Nonostante il traffico, arriviamo a destinazione abbondantemente prima che l'appartamento sia disponibile (alle 13), ma il padrone ci fa la gentilezza di farci usufruire da subito del posto auto nel sotterraneo del palazzo (la cosiddetta cochera). Ci mettiamo quindi a fare dei giri della zona, tanto per guardarci intorno. Facciamo colazione. Fa molto caldo, e una delle prime cose che devo fare è comprarmi un cappello, quello di lana che mi son portato non va proprio bene. Poco prima ho ritirato del denaro, in soles peruviani, e comincio a familiarizzare col cambio. 1 soles equivale a circa 29 centesimi di euro, quindi un po' tutte le cose sono davvero convenienti per noi europei. Contattiamo Sandro, e ci incontriamo vicino a dove dormiremo. Saliamo sul furgone VW d'epoca, ci sono già lui, la moglie, le quattro figlie e un amico peruviano. Ci uniamo all'allegra compagnia per andare in centro, devono fare dei documenti. Ci illustrano un po' di cose di Lima, poi si parcheggia e si prosegue a piedi per la Plaza de Armas.
Nella foto di Dria, l'auto che abbiamo noleggiato.
A spasso per Lima
Uno dei cerros (colline, quasi montagne) che circondano Lima, e alle quali si addossano i quartieri più poveri
Si mangia vicino alla piazza principale, in uno di quei locali che stanno al primo piano dei palazzi che circondano il vicinato; 8 soles (poco più di due euro) per un menù fisso che comprende 1 di 3 antipasti (tra i quali puoi scegliere), e 1 tra 3 piatti principali a scelta, con caraffe di succo di qualcosa. Luogo modesto, bagno inagibile ed altre amenità, ma se uno vuol fare una vacanza all'insegna del massimo risparmio, è l'ideale. Poi si torna verso Miraflores, Sandro e Dria devono aprire un conto corrente dal quale Dria potrà prelevare i soldi che gli servono per tutta la sua permanenza. La cosa è abbastanza immediata, ma dovremo terminare l'operazione domani. Io e Dria portiamo le nostre cose nell'appartamento che, scopriamo, è situato al ventesimo piano del palazzo, l'ultimo. Dal quale si gode di questa vista.
Lima è una città caotica, ci vivono più di 10 milioni di persone, e chiunque abbia un'auto fa un uso smodato del clacson. Dall'alto si capisce che vi si costruisce in continuazione. Usciamo in cerca di un posto dove cenare, e concordiamo con Dria che il mattino seguente ce ne andremo appena terminate le "formalità": il bancomat peruviano, legato al nuovo conto corrente, e un telefono con scheda peruviana, per Dria. Siamo già d'accordo sull'itinerario prestabilito, man mano che andremo avanti stabiliremo con precisione i giorni, e soprattutto le notti da "spendere" nei vari luoghi. Dobbiamo lasciare l'appartamento entro le 12. Speriamo vivamente di farcela, ma sappiamo benissimo che arriveremo al limite: la vita, lì, ha ben altri ritmi rispetto all'Europa.

Nessun commento: