No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20150911

Bosnia-Herzegovina/Croazia - Maggio 2015 (1)

Prologo
Come quasi sempre, inizio parlandovi di come è nato questo viaggio. Sapete della mia curiosità per i Balcani, probabilmente influenzato da Paolo Rumiz, e quindi è naturale che dopo Slovenia, Macedonia, Montenegro, Serbia, volessi vedere anche la Bosnia, un luogo che evoca dolorosi ricordi e pure sensi di colpa globali. In Croazia c'ero stato nel 1999, esclusivamente nella capitale Zagabria, per un matrimonio. Stavo quindi pensando, separatamente, a visitare Dubrovnik, anche sulla scia del Game of Thrones televisivo, che proprio lì ambienta King's Landing, e d'altra parte, è un sacco di tempo che pensavo a visitare Sarajevo, la multiculturale capitale, la capitale ferita, stuprata, saccheggiata, bombardata, assediata, cantata, là dove è scoppiata la Prima Guerra Mondiale e, al tempo stesso, dove è praticamente finito il ventesimo secolo. Progettando e progettando, scrutando le possibilità temporali, le distanza sulle mappe cartacee e su google maps, le possibilità di arrivarci direttamente dall'Italia in auto e quella di arrivarci in volo, ecco che nasce questa idea. Volare da Roma su Dubrovnik (in bassa stagione è una scelta obbligata), grazie a Vueling, noleggiare un auto (ancora AVIS), e poi viaggiare. Costruisco così il seguente itinerario: visto che l'orario lo permette (arrivo a Dubrovnik nel primo pomeriggio), partire subito verso Mostar, dove rimarrò 2 notti, poi Sarajevo, 3 notti. Poi, da lì una fermata rapida (1 notte) a Travnik, dopo di che tornare in Croazia sulla costa, 2 notti a Spalato, e le ultime 3 notti a Dubrovnik. Si può fare. 
Martedì 5 Maggio
Si parte quindi di buon'ora da casa verso il solito (ormai) parcheggio di Fiumicino, ed eccomi al check in di Vueling. L'operatrice mi chiede con estrema gentilezza se, per cortesia, posso mandare il trolley in stiva, gratis. Ecco, questo sappiatelo: quello dei bagagli sta diventando un problema vero. Low cost e non, oggi, non riescono più a stivare tutti i bagagli a mano in aereo. E questa cosa di mettere in stiva anche i bagagli a mano che non siano talmente piccoli da entrare sotto i sedili sta diventando sempre più comune. Ecco perché compro sempre la priorità d'imbarco. Ma vabbè, me lo chiede così gentilmente che "travaso" l'essenziale nella tracolla, e lo mando in stiva. Fiumicino è sempre un caos, fa caldo, ma alla fine ci si imbarca, si vola, la giornata è straordinaria, e l'avvicinamento a Dubrovnik spettacolare. L'aeroporto è vicino al mare ma racchiuso tra colline rocciose. Passaporti europei con corsia preferenziale, e via verso l'ufficio AVIS. Scartoffie, consegna, in marcia. Rifornimento, il serbatoio è quasi vuoto. Rasento Dubrovnik, estremamente suggestiva dall'alto, proseguo verso nord sulla strada lungo la costa, spettacolari le isole e le penisole di fronte. Dopo un po', eccoci alla prima frontiera: Zaton Doli, dalla Croazia si entra in Bosnia, per uscirne di nuovo dopo 14 chilometri, a Klek. Lo sbocco al mare della Bosnia consta anche di una piccolissima cittadina sul mare, Neum, abbastanza trascurabile. Alle dogane appena ci si sofferma. A Raba, la strada volge verso l'interno. Costeggio il fiume Neretva, e a Metkovic entro ancora una volta in Bosnia, per rimanerci qualche giorno. Sono sulla strada per Mostar, si lascia la costa per inoltrarci in una natura ruvida ma verdeggiante. Dopo pochi chilometri, il piccolo villaggio di Pocitelj offre una vista splendida della sua fortezza e della sua torre. Proseguo, che non voglio fare tramontare il sole. Tralascio i bivi per Medjugorje, tiro dritto, non manca molto. Ho programmato spostamenti brevi, come sempre ultimamente, per sfruttare al massimo le ore di sole. Arrivo a Mostar, e il GPS si perde. La Bosnia è un mistero, per il Tomtom. Seguo le indicazioni stradali, l'albergo che ho scelto, Shangri La Mansion, è in cima ad una salita ripidissima, una traversa piccolissima della strada principale. Vedo la traversa, ma non c'è posto per parcheggiare. Per sincerarmi, faccio un parcheggio selvaggio, e a piedi salgo per capire se è veramente quello, e verificare se c'è posto per l'auto. C'è, rifaccio il giro della cittadina cercando di seguire le indicazioni del simpatico padrone dell'albergo ma mi sbaglio, allungo il giro, ma alla fine, ci sono. Mi sistemo, il posto è molto carino e confortevole, rinnovato da non molto. Scendo, chiedo qualche informazione, cose da vedere, orientamento, dove mangiare, ed esco. Finita l'eccitazione nervosa di arrivare, mi rilasso e realizzo che ci sono. Sono in Bosnia (Herzegovina), sono a Mostar. Stari Most. Storie tristi. Da ricordare perché non accadano mai più. Comincio a fotografare e a perdermi per le strade.
Visione d'insieme
Il Gimnazija Mostar

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