No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20120611

Cataleya

Colombiana - di Olivier Megaton (2011)


Giudizio sintetico: si può perdere (2/5)
Giudizio vernacolare: o che potta è leilì?

Bogotà, Colombia. Un uomo di nome Fabio si sta incontrando con il malavitoso Don Luis. Sta pagando i suoi debiti e si sta congedando dallo stesso Don Luis, vuole evidentemente uscire dal giro. Ma Don Luis, salutatolo calorosamente, gli manda dietro il capo dei suoi scagnozzi, lo spietato Marco, e la sua manovalanza. Fabio se lo sente, torna a casa dalla moglie Alicia e dalla figlioletta Cataleya, e si prepara a fuggire lontano. Quando Marco e i suoi arrivano, Fabio consegna a Cataleya un chip, dicendole che sarà il suo passaporto in caso di pericolo, un biglietto da visita e un indirizzo di Chicago, negli USA. Marco e gli uomini di Don Luis fanno una strage, ma Cataleya riesce a sfuggire. All'ambasciata USA, consegna il biglietto da visita e la fanno entrare. Arriverà a Chicago, proseguendo l'avventura. Quindici anni dopo, ancora non ha dimenticato chi le ha portato via la sua famiglia.

Luc Besson produce questo film di un suo "protetto", specializzato in film d'azione. Il film è una specie di Leon in salsa americana (nel senso più ampio del termine, visto che è anche Sud-americano), e non è davvero niente di che: prevedibile, caciarone, chiassoso. E allora, direte voi, perché te lo sei visto, perché ne parli? Ma perché l'assoluta protagonista è la meravigliosa Zoe Saldana, la Neytiri di Avatar. Bellissima in tutte le salse, travestita, in tuta aderente, in versione Lara Croft armata di tutto punto, spietata vendicatrice, avrebbe sicuramente bisogno di copioni di maggior spessore, per dimostrare quanto vale. Per il momento, ci si accontenta di apprezzarla così. Il cast vede lo spagnolo Jordi Mollà (Marco), che si è fatto un nome anche al di fuori della Spagna (spesso all'estero viene utilizzato in ruoli da cattivo), Lennie James (l'agente Ross), che ci ha fatto ridere nei panni di Charlie il pappone in Hung, Michael Vartan (Danny), indimenticato fidanzato storico di Sydney Bristow in Alias, Cliff Curtis (Emilio), faccia da maori ma adatta anche ad altre etnie, che fu uno dei protagonisti di Rapa Nui. Piuttosto impressionante, nella primissima parte, la giovanissima (non ancora quattordicenne) Amandla (proprio così, non è un errore di battitura: significa "potere" in lingua zulu) Stenberg, che interpreta la decenne Cataleya (ha preso lezioni di parkour per poter recitare la fuga, una scena divertente in effetti). Attualmente sugli schermi con The Hunger Games, madre afro-americana e padre danese, quest'ultimo con nonna eschimese: sappiamo, nonostante quello che ne pensino alcune persone di vedute ristrette, che dalla mescolanza vengono fuori le cose migliori. Chissà se sarà così anche nel caso di Amandla.

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