No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20120619

The Holocaust Industry

L'industria dell'Olocausto - Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei - di Norman G. Finkelstein (2002)


Questo libro si propone di essere un'anatomia dell'industria dell'Olocausto e un atto d'accusa nei suoi confronti. Nelle pagine che seguono, dimostrerò che "l'Olocausto" è una rappresentazione ideologica dell'Olocausto nazista (nel testo, con l'espressione "Olocausto nazista" si fa riferimento all'evento storico, con il termine "Olocausto" alla sua rappresentazione ideologica).


Argomento più che delicato, l'Olocausto. E personaggio più che particolare, Norman G. Finkelstein, che ormai da più di dieci anni si scaglia con fatti, numeri, documenti, contro molti intellettuali ebrei, e diverse organizzazioni ebraiche, che, a suo dire, hanno strumentalizzato l'Olocausto in maniera colossale e mondiale, per ricevere risarcimenti milionari, soprattutto da Svizzera e Germania e destinare questi soldi per usi diversi dal risarcimento dei veri sopravvissuti. Newyorkese, ebreo figlio di due ebrei polacchi del ghetto di Varsavia, poi sopravvissuti ad Auschwitz, Finkelstein è studioso, storico e professore, e, forse sollecitato dall'irrisorio rimborso avuto dai genitori, in questo libro denuncia la strumentalizzazione di cui sopra, ponendo sul piatto fatti ed allargando pian piano il discorso alla politica internazionale. E' innegabile che le organizzazioni attaccate da Finkelstein se la sono presa con Svizzera e Germania ma mai con gli USA; è innegabile, almeno secondo me, che Israele come stato si è più e più volte trincerato dietro il vittimismo provocato dall'evocazione dell'Olocausto nazista, per far passare in secondo piano la sua dispotica e aggressiva gestione del territorio, dei confini e delle colonie. Finkelstein, che nel 2008 è stato dichiarato persona non grata in Israele (per 10 anni), è da sempre molto critico verso la politica di Israele nei confronti dei palestinesi e del Libano. Molto vicino a Noam Chomsky, il suo "nemico" numero uno è Alan Dershowitz, anche in questo libro ripetutamente attaccato e messo alla berlina. Finkelstein, come ebbi già a raccontarvi, è diventato protagonista di un film-documentario molto interessante, dal titolo American Radical, trasmesso anche da Al Jazeera International e dalla statunitense PBS.
In questo libro, lo studioso dimostra, a mio parere, di essere una persona coraggiosa, senza peli sulla lingua; l'analisi è lucida, dall'ampia visione, anche se, soprattutto nella seconda parte, diventa ridondante e, a volte, "personalizzata", nel senso che se la prende personalmente con questo o quel sostenitore di battaglie per l'indennizzo degli ebrei, L'industria dell'Olocausto è un saggio che merita una lettura attenta, da parte di ogni persona equilibrata e priva di pregiudizi.

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