No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151022

General Culture

Cultura generale - Ministri (2015)

E' vero, tutto dipende da cosa ci si aspetta. In generale, negli ultimi anni sono uno che non si aspetta niente dalla musica e dalle band già conosciute, quelle italiane comprese. Epperò, la prima impressione che ho avuto ascoltando per le prime volte il nuovo disco dei Ministri (il quinto), è stata che era sempre la solita, pur bella, minestra. Ottimi pezzi, belle melodie, suoni secchi e "poveri", se riuscite a capire quel che intendo, i soliti testi curiosi, con sottintesi sociali, apprezzabili al punto che a volte ti trovi a chiedere a te stesso "e se invece prendessero tutti per il culo?", ma insomma, buono. Solo, sempre uguali a se stessi, mai qualcosa di asimmetrico, fuori dai loro schemi.

Poi mi sono ritrovato a leggere una recensione sullo stesso disco, sull'unico mensile musicale italiano che seguo, solitamente molto critico con chiunque, e non sapevo se stavo ancora dormendo. Una sequela di elogi, sperticati, assoluti, leccate di culo assurde, significati reconditi trovati dietro a cose anche zoppicanti, quali la registrazione a Berlino nei Funkhaus e la produzione di Gordon Raphael (che li fa somigliare agli Strokes in diversi passaggi, cosa che ho trovato piuttosto assurda, anche se una delle poche cose "nuove"), ed ho dovuto far decantare questa cosa, per rifletterci bene sopra.
La conclusione è che a volte, anche noi italiani facciamo come gli inglesi, che gridano al capolavoro e alla next big thing ogni volta che c'è qualche connazionale che fa qualcosa di decente, e poi lo mettiamo su un piedistallo finché non passa di moda. E questo, di certo non aiuta nessuno, né quella stessa band a crescere, né la scena musicale italiana intera, né il giornalismo (musicale, s'intende). Perché bisognerebbe essere capaci di criticare anche chi ci piace. Ecco, a me i Ministri piacciono abbastanza, mi stanno pure simpatici, ma qui penso che arrivati al quinto disco bisognerebbe osare qualcosa in più.
Perché, cribbio, non posso sentir parlare di "nuovo punk" e poi sentire un pezzo come Il giorno che riprovo a prendermi. Dai, non ci prendiamo per il culo da soli.



To me, the problem of Ministri, one of the best italian band of the last 10 years, in a landscape where, as abroad, old bands have lived a little "on the wave" of their die hard fan, is that (also) they've changed a very little.
They are still good to write songs, and listen their music is always a pleasure, but there is nothing new going on.
Is it good? Is it bad? It is totally up to you, guys. I told you that.

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