No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151018

mostrami un eroe

Show Me A Hero - scritta David Simon e William F. Zorzi, diretta da Paul Haggis (2015) - Miniserie in 6 episodi - HBO

1987, Yonkers, New York. Nick Wasicsko, ex ufficiale di polizia, 28 anni, genitori di origini polacche, è in politica e gli piace. Sente di poter fare qualcosa per gli altri. Sta terminando gli studi di legge, ma è già nel consiglio comunale, in forza ai Democratici. Candidato quasi per scherzo dal suo stesso partito, sconfigge nella corsa a sindaco di Yonkers il Repubblicano Angelo R. Martinelli, in carica da sei mandati, diventando così il più giovane sindaco di una grande città in tutti gli USA. Ma si ritrova una bella gatta da pelare: il giudice federale Leonard Sand condanna l'amministrazione di Yonkers emettendo un ordine di desegregazione, imponendo la costruzione immediata di 200 unità di alloggi popolari, da destinare a famiglie che le necessitano e che non se le possono permettere, nella parte "bianca" di Yonkers. Questo significherebbe portare famiglie nere ed ispaniche in mezzo a famiglie bianche della classe media: i Repubblicani si oppongono, i residenti bianchi si oppongono, la NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), tramite i suoi legali, porta avanti la causa. Un architetto illuminato, il city planner Oscar Newman, porta avanti la sua Defensible space theory, sostenendo che il crimine può essere debellato costruendo case e quartieri ben progettati, e la mette a disposizione del progetto dei 200 alloggi popolari da costruirsi in Yonkers.
I Democratici, in realtà, si ritrovano a difendere la decisione di Sand solo per motivi economici: la multa che dovrebbero pagare le casse comunali sarebbe insonstenibile. Anche Wasicsko, inizialmente, si piega alla decisione esclusivamente perché è Sand a costringerlo. Ma pian piano, comprende di star lottando per una causa giusta, avanguardista e, scusate la ripetizione, illuminata. Nick ha finalmente trovato l'amore della sua vita, pur avendo perso da pochi anni il padre, figura antiquata ma alla quale è devoto, e l'ha trovata in Nay Noe, abitante di Yonkers, dipendente comunale di origini ispaniche, ma il suo vero amore, probabilmente, è la politica. E la lotta è dura, veramente dura.

Beh, cominciamo col dire che David Simon è il nostro idolo. The Wire, Generation Kill, Treme. Dico, ma come gli vengono certe idee, come questa, di prendere l'omonimo libro della giornalista del New York Times Lisa Belkin, e di farne una miniserie televisiva di sei ore? Non lo so, ma so solo che fa solo cose che ti fanno stare male, e al tempo stesso ti fanno godere. Non so se mi spiego.
Una storia che probabilmente noi avremmo continuato ad ignorare, una storia piccola, se volete, ma estremamente significativa, una storia che andrebbe mostrata se esistesse una scuola di politica: la politica vera, anzi, la politica come dovrebbe essere, quella cosa che decide il destino delle persone possibilmente in meglio, che tiene conto delle necessità delle persone, che le aiuta a diventare migliori, ad avere una vita migliore, ad essere felici.
Il doppio binario che imposta la sceneggiatura, seguendo da una parte le vicissitudini di Wasicsko e tutto l'establishment politico di Yonkers, e dall'altra alcune storie di cittadini, bianchi neri ed ispanici, cittadini comuni i cui destini vengono cambiati dalle decisioni della legge e della politica, è semplicemente fenomenale. Se vi approcciate a questa miniserie senza sapere di cosa parla, come ho fatto io, passerete una buona parte delle sei ore di visione a chiedervi dove vuole arrivare, soprattutto perché il finale è praticamente telefonato e mostrato all'inizio. Poi, quando avrete terminato, tutto vi sarà chiaro, evidente, cristallino. Non c'è altro da aggiungere se non che il cast è fenomenale, e nominare alcuni degli attori sarebbe fare un torto agli altri (e sono tantissimi). La colonna sonora praticamente quasi esclusivamente springsteeniana, è semplicemente favolosa.

Una miniserie da non perdere per nessun motivo.

4 commenti:

monty ha detto...

Commento solo ora perchè
ho atteso di vederlo e scriverne prima di leggere il tuo post.
Ho letto bene? springsteeniana e favolosa nella stessa riga? :D

jumbolo ha detto...

decisamente si. sicuramente l'ho già detto, ma lo ripeto: pur non essendo un fan sfegatato, non ho problemi col boss. ho problemi con i fanatici, che immediatamente mi fanno prendere in antipatia l'oggetto del fanatismo.
se negassi che Springsteen ha scritto grandi canzoni beh, sarei il Mazza.

monty ha detto...

E allora fai 31 e toglimi la soddisfazione
di leggere qualche tua rece di spristi.
Poi posso morire felice

jumbolo ha detto...

ustia, questa si che è una sfida. da accettare. promesso.