No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151009

Innocenza e decadenza

Innocence And Decadence - Graveyard (2015)

A proposito di vintage e di rigurgiti del passato, eccone uno leggermente inaspettato. Gli svedesi Graveyard avevano dato alla luce due degli album più belli degli ultimi anni, Hisingen Blues (2011) e Lights Out (2012), dopo il loro debutto omonimo del 2007, e si erano direzionati su binari hard rock belli tosti, un po' alla Hellacopters, ma sicuramente con uno sguardo più lontano sul passato. Qua, con il loro quarto Innocence & Decadence, spiazzano e sorprendono non tanto per bravura tecnica e songwriting, quanto perché tornano ancora più indietro, decisamente alle radici del rock, quindi al vero blues, e si mettono ad inglobare perfino elementi soul, tirando fuori dal cappello una vera sorpresa.

Eppure, quando si è bravi, e si ha classe, c'è poco da fare: non rimane che tirarsi giù il cappello ed ascoltare. Che diavolo vai a dire a gente che ti scrive pezzi come Stay For A Song, Too Much Is Not Enough (un capolavoro di ballata blues), Far Too Close (una roba alla Janis Joplin), sul versante ballate, oppure come l'incredibile The Apple And the Three, un altro bluesaccio che fa pensare intensamente ai Dire Straits e alla chitarra di Mark Knopfler (e, insomma, anche solo per scimmiottarlo bisogna saperci fare...), Never Theirs To Sell, Hard-Headed, una cavalcata elettrica con una parte di basso spaventosa? Niente, non puoi dire loro niente. Ogni tanto è piacevole essere spiazzati così. Così come i The Sword, i Graveyard potevano tranquillamente scrivere a far uscire un altro disco simile ai loro precedenti, non scontentando nessuno. E invece...



You don't realize at first, but it's a pleasure, from time to time, to be displaced by a band you know and from which you expect more or less, the same things. Here we have another case: Graveyard, from Sweden, at their fourth album. They shake us with an old-school-taste album, back to the very roots of blues and soul, all played by these four very good rockers. Sounds old, but it sounds very cool.

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