No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20151008

Bosnia-Herzegovina/Croazia - Maggio 2015 (9)

Il GPS si perde nel vuoto subito dopo Donji Vakuf, ed è davvero una cosa divertente. Ma non è difficile, arrivato a Travnik, trovare il Motel Aba, dove dormirò stanotte. L'albergo è più che spartano, direi povero, ma per qualche motivo, il personale mi ispira simpatia. Il tempo di soggiorno è limitato, per cui parcheggio l'auto, sistemo i bagagli in camera e mi lancio immediatamente alla "conquista" della fortezza, che fa bella mostra di sé in alto, dominando la valle.
Suggestivo anche l'ingresso alla fortezza, tramite un ponte in salita
Beh cazzo, questa mi è uscita proprio bene

Terminata questa visione piuttosto impressionante della fortezza di Travnik, scendo verso il centro. Il caldo si fa intenso, attraverso il sottopasso che permette di evitare di attraversare la strada principale, quella dalla quale sono arrivato, e sono in un centro un po' squallido, dove vedo la moschea Suleimania, una struttura atipica che sembra un palazzo antico, con degli affreschi scoloriti sull'esterno, passeggio per la via centrale, mi intrufolo in una via secondaria per osservare la casa natale di Ivo Andric, che qui nacque nel 1892, insomma, non c'è poi molto a Travnik, ad essere onesti, e un giorno scarso è più che sufficiente. Mi complimento con me per la scelta oculata. Mentre faccio questi pensieri, il tempo volge improvvisamente al brutto, ed inizia a piovere, di brutto pure. Affretto il passo per tornare in albergo, ma mi bagno. Arrivo, salgo, faccio una doccia, metto ad asciugare quel che ho bagnato, mi metto a riposare. Verso le 19 ho un po' di fame, e quindi scendo, il temporale è passato, si sta bene. Chiedo una dritta su dove mangiare, il tipo alla reception mi dice "cevapcici?" e io annuisco, mi indica l'Hari, che ho già visto quando mi sono diretto verso il centro, subito dopo il sottopasso. Posto super spartano, con un servizio senza troppi fronzoli, ma velocissimo, super economico, e soprattutto, pieno zeppo di gente del posto. Mi mangio il mio cevapcici, e mi fumo una sigaretta che qui è permesso, poi saluto e torno verso l'albergo, ma allungo verso plava voda, a neppure cento metri dall'albergo, un insieme di ristorantini che sono sorti ai lati di un torrente che va a sfociare nel fiume Lasva. C'è ancora gente che è lì per osservare questo torrente in questo passaggio impetuoso, reso ancor più "rumoroso" dalla pioggia di oggi pomeriggio. Allungo fino all'ingresso della madrassa (foto sotto), giusto dove il torrente si butta nel fiume (parola grossa). Per la cronaca, le quattro ragazze musulmane che intravedete nella foto, che mi erano passate accanto poco prima, sono una più bella dell'altra, elegantissime nei loro abiti lunghi e copricapi da osservanti.
Rientro in albergo per un po' di lettura e visioni, felice di questa giornata fatta di visite lampo a luoghi minuscoli, ma meritevoli. Ultima notte in Bosnia.

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